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Lo “scavalcamento” del #close (lungo)


Montparnasse
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Montparnasse

Questi sono giorni di reframing e riflessione. In genere, nel periodo che segue il ritorno dalle vacanze, va così. In particolare, alcuni post degli ultimi giorni (tra cui uno mio) mi hanno fatto riflettere sul senso e sull’utilità dei #close.

Molti post su IS, e anche molti report, sono stati scritti e vengono tuttora scritti sui #close; chi si lamenta della difficoltà di ottenerli, chi si gloria di essere riuscito a strapparne uno con fatica. Poi ho pensato a me stesso, a quando ancora consideravo il #close come un grosso risultato e in cuor mio esultavo quando riuscivo ad avere il numero di una ragazza particolarmente bella. Forse questo deriva da un fatto preciso; ho cominciato a sargiare quando i cellulari non erano ancora un bene di massa e li avevano soltanto poche persone. A quell’epoca (primi anni Novanta), quando un’HB ti dava il numero, ti dava proprio il numero di casa, dal quale di conseguenza era molto facile ricavare l’indirizzo (in pratica ti diceva dove abitava, una bella prova di fiducia da parte della HB); va da sé che il #close era molto più difficile da ottenere ma, quando lo si aveva, era decisamente solido (poi dovevi passare per il filtro di genitori, nonni, fratelli, sorelle, ma questa è un’altra storia). Quando chiamavi e la trovavi a casa, lei era tranquilla (non in giro a piedi, in macchina o in metropolitana), si chiacchierava amabilmente, in genere il day2 era quasi una formalità.

Poi i cellulari hanno cominciato a diffondersi, ma nel mentre io ero imbarcato in un’importante LTR, e quindi, non praticando il sarging, non mi sono reso conto della rivoluzione “copernicana”. Cos’era successo? Che con l’avvento dei cellulari, il numero aveva perso gran parte della sua importanza ed era diventato quasi un elemento accessorio. Quando ho ripreso a sargiare dopo la fine della mia LLTR, ho passato un periodo di incredibile euforia, inebriandomi di numeri che piovevano letteralmente a capofitto nella mia rubrica, con impressionante facilità. All’epoca pensavo che la nuova generazione di HB, più giovani delle mie coetanee, si facesse meno paranoie, fosse più aperta, ecc. Ma non ho tardato ad accorgermi che mi sbagliavo di grosso. Quando ho cominciato a comporre quei numeri, mi sono reso conto che le HB avevano trovato un enorme, provvidenziale alleato per tenere sulla corda i ragazzi che volevano rimorchiarsele. Non erano loro a essere diventate più aperte, era il mezzo che aveva perso il suo ruolo importante ed era diventato un orpello e nulla più. Il #close era ormai solo più un numero, anzi spesso era un modo per liberarsi di te (ti do il numero così ti levi dalle p., tanto poi non ti rispondo, e chi ti rivede più?).

La stragrande maggioranza degli innumerevoli #close che ho ottenuto si sono rivelati dei grossi buchi nell’acqua. Moltissimi non si sono concretizzati in alcunché. Molti, in un periodo in cui ero intimamente fragile per la fine della mia storia e ancora poco fiducioso nei miei mezzi, sono stati delle prove dure da affrontare per il mio traballante frame: ragazze che non rispondevano alle telefonate, né ai messaggi, che facevano solo squilli, io che mi ponevo domande come “ma se ha visto la chiamata sul display perché non richiama?”, “cosa significa uno squillo all’1 di notte?”, “cosa le scrivo in questo sms?”. Impreparato a gestire questo nuovo mezzo, mi comportavo come il peggiore degli AFC senza esserlo mai stato.

Poi le cose sono cambiate. Ho imparato a controllare il mio frame, a gestire i miei stati d’animo e a reagire con più calma ed equilibrio a queste situazioni. Ma, se è vero che il mio atteggiamento è mutato, è vero anche che il problema è rimasto. Da tempo non esulto più per un #close, non rappresenta che un numero e un nome sulla mia rubrica. Perché questo? Perché il numero dei flake continua a essere alto, troppo alto in rapporto a quelle che sono le mie capacità seduttive.

Così ho ripensato ai miei game degli ultimi due-tre anni, e mi sono reso conto che quelli più belli, di maggior successo e più appaganti li ho raggiunti NON in conseguenza di un #close. Sono state situazioni improvvisate (ma create comunque da me) in cui sono riuscito a portare le HB in uno stato estremamente favorevole in un lasso di tempo molto breve; da lì la cosa si è evoluta in diversi casi a un instadate, culminato poi in un *close o addirittura in un f-close raggiunto il giorno stesso in cui avevo conosciuto la ragazza. E in tutti questi casi il cellulare è rimasto nella mia tasca, e il #close è arrivato alla fine, prima di salutarci, per restare in contatto dopo quello che era successo, e non prima che accadesse.

Ora, mi rendo conto che non sempre è possibile creare queste situazioni, perché le condizioni contingenti spesso lo impediscono. Ma più rifletto e più mi convinco che questo sia un ideale cui forse si dovrebbe aspirare sempre. Anche nei luoghi o nei momenti più sfavorevoli.

Sono convinto di essere un discreto seduttore, mi sono impegnato a fondo per superare la timidezza degli anni adolescenziali, affinare le mie abilità per suscitare attrazione, ho lavorato su me stesso in profondità per cambiare ciò che non mi piaceva di me. In molti casi ho avuto personalmente la riprova dei buoni risultati raggiunti, in altri, amici e conoscenti mi hanno confermato questa impressione. Ho imparato a portare le ragazze in uno stato ideale per essere chiuse, ma spesso ho scelto la strada del #close quando invece, a posteriori, so che avrei dovuto sceglierne un’altra: instadate, per esempio. Non “ci sentiamo”, ma “andiamo a bere qualcosa ora, subito”, non forse tra 5 giorni.

Adesso mi sono un po’ rotto. Sono stufo di vedere le HB uscire dallo stato e non riuscire più a riportarcele, sono stufo di sprecare del tempo a trovare argomenti di cui parlare con HB loquaci di persona che al telefono si ammutoliscono, sono stufo di spendere soldi inutilmente, sono stufo di dover provare e riprovare a chiamare HB recalcitranti, sono stufo di dipendere da questo anonimo mezzo tecnologico per trasmettere emozioni. È snervante, demoralizzante; mi abbassa il frame all’ennesima potenza.

Mi si potrà obiettare: se sai attrarre per bene un’HB, questa accetterà certamente di uscire con te per un Day2. E invece no. Non è vero. A volte accade, altre volte invece no. La HB torna a casa bella attratta, poi riceve 3 sms o chiamate degli altri uomini (AFC, natural o PUA) che la stanno sargiando contemporaneamente a te, la sera dopo esce con uno di loro e quando chiami tu si ricorda a malapena di te, perché l’unica cosa che hai fatto è stata limitarti a #chiuderla.

Così ho cominciato a familiarizzare con l’idea che ho espresso nel titolo del post: cioè, “scavalcare” il #close. Passare subito oltre. Naturalmente è un po’ una provocazione, so che per molti il numero ha ancora un grosso valore e rimane un obiettivo importante. Ma per me, se mai lo è stato, non lo è più.

È una cosa che ho cominciato a praticare un po’ in sordina negli ultimi mesi, ma che adesso voglio sviluppare meglio. Forzare le situazioni, anche quando non sembra essercene l’opportunità, con l’obiettivo di arrivare a un coinvolgimento più profondo, e rapido, con la ragazza. Un bacio con del kino spinto o un instadate sono chiusure certamente più forti di un numero di telefono, e allora perché non andare subito in quella direzione? Perché non buttarsi? Diventare così bravo da riuscire a creare emozioni con una rapidità maggiore, fare in modo che il #close diventi proprio l’extrema ratio, da sentirsi dire “starei per ore con te ma ora devo proprio scappare, questo è il mio numero. Chiamami, mi raccomando!”. Un #close solido come la roccia, o altrimenti niente.

Mah, forse ho scritto solo uno sfogo un po’ stizzito… ripeto, so benissimo che tutto questo non si può fare sempre e che spesso il #close è l’unico modo per non perdere di vista un’HB, eccome se lo so.

Ma la mia credo sia una bella sfida… chissà se è possibile? Io ci voglio provare. Pochi numeri, ma quelli buoni, e tanti, tanti f-close! Dite la vostra, ragazzi…

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Caro Mont,

hai centrato in pieno il punto... il #close in se non garantisce nulla (anzi, si, come dici anche tu garantisce un numero impressionante di flake che ti buttano giù il morale).

Sai cosa faccio io?

1) il # non lo chiedo praticamente mai, tantomeno a fine serata quando la cosa è banale e ovvia

2) cerco sempre di creare un motivo forte per cui ci si debba scambiare il numero (quello che tu chiami instantdate, ma che può essere la promessa di fare qualcosa che entrambi veramente apprezziamo insieme)

3) la HB deve ovviamente mettersi nello stato d'animo che ti sta dando il numero perchè vuole qualcosa da te... è evidente che un numero dato è 10 volte più solido di un numero chiesto

Le HB sanno benissimo che lo scopo dell'AFC è quello di ottenere il numero, e quindi perchè non accontentarlo? Ma si, dai, poveretto, così si vanta con gli amici...

Più di una volta mi è successa la seguente scenetta:

HB: ma non mi chiedi il numero?

X: perchè dovrei?

HB: .....

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Whyle

sarà che forse mi trovo a transitare in uno stato di calma apparente, dove tutto quello che mi accade intorno mi interessa solo marginalmente e ai minimi termini, sarà che forse sto iniziando a preoccuparmi piùdi me stesso che degli altri (fatta eccezzione per le persone che DAVVERO contano), sarà che se scelgo di vfare qualcosa è perchè voglio farla per gusto personale sarà, sarà, sarà.... ma tant'è che grazie a questo NG incomincio a vedere dove sono i veri problemi e come si possono risolvere. Tutto, o per lo meno la maggior parte delle cose, si riassume in una parola: comunicaziuone.

Forse siamo stati troppo schiavizzati dalle pubblicità, dal consumismo di massa, dalle mode e dai pensieri altrui che ci scordiamo sempre più facilmente qual'è l'obbiettivo.

Forse una volta tanto uscire dagli schemi o non avere paura di romperli aiuta ad essere originali e diversi dalla massa.

Le ragazze che frequento spesso si lamentano degli uomini che le abbordano perhè dicono essere seguaci della regola dei 3 giorni. Ma in fondo non è quello che vogliono?

Se ci provi subito vai troppo di fretta, se aspetti e sei più calmo ti bollano come amico. Insomma, nemmeno loro lo sanno!! E allora come agire? Rompendo gli schemi!

Questo è quello che sto facendo io e sinceramente i risultati non mi interessano perchè in primis devo star bene io e tutto il resto va a seguire.

Scusate la lungaggine di questo reply, forse un po OT ma mi sembrava il caso di dare un mio parere sull'argomento.

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