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Sentirsi inferiori


_Daniel_
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_Daniel_

Voglio chiedervi un consiglio su una sensazione che ho da sempre e non riesco a eliminare.

Ogni volta che esco di casa e sono in mezzo alla gente, mi sento a disagio ma soprattutto inferiore alle altre persone... come se tutti avessero piú valore di me.

Sono pensieri irrazionali e inutili, lo so, ma a livello sensazionale non riesco ad eliminare questo meccanismo, il quale annulla ogni briciola di motivazione e volontá che ho.

L'insicurezza probabilmente ne é la causa.. e ci sto lavorando, pian piano, ma é davvero frustrante uscire di casa e rientrare deluso e con zero energia.

Mi confonde abbastanza il fatto che pur comprendendo la questione sul piano logico, su quello emotivo non mi sblocco... se qualcuno ci é passato o ha qualche idea, vi chiedo di darmi qualche dritta.

Ciao!

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E' insicurezza, si, anche io in passato ho notato in alcuni periodi questa cosa ed era frustante notare come altri ragazzi anche se ignoranti e non particolarmente belli erano più sicuri di me.

Io posso consigliarti il libro "I sei pilastri dell'autostima" di Nathaniel Branden che spiega bene i meccanismi dietro l'insicurezza, diverse cose descritte li non avevo mai pensato e mi ha aiutato a capire.

Poi a me personalmente ha aiutato un'altra cosa, quando provavo quello che provi tu era un periodo in cui uscivo molto poco, mi sentivo un pesce fuor d'acqua, io ti consiglio di trovare una scusa per uscire di casa e stare a contatto con le persone ogni giorno, è come se poi ti abituassi e ti sciogliessi poi.

Ancora mi ha aiutato a sentirmi più sicuro di me mettere su massa muscolare, migliorare il mio look e viaggiare.

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OHC

Stai camminando per le vie della città e ti "senti inferiore", sai che tutti quelli intorno a te hanno un valore decisamente maggiore rispetto al tuo, e stanno tutti vivendo la loro vita al meglio delle possibilità, si stanno divertendo, stanno uscendo con la donna/uomo della loro vita, sono in due parole felici e migliori.

Spero che già avendo scritto il post ti sia reso conto di quanto esagerato e inverosimile esso sia. Di fatto però è una sensazione che anche io mi son trovato a provare e spesso mi ha fatto tornare a casa con un senso di angoscia notevole. La riesco a comprendere e descrivere molto chiaramente.

Non c'entra nulla con l'uscire in sè, c'entra con il proiettare le tue insicurezze sugi altri, hai uno sguardo di insicurezza su te stesso che ti porta a dire "gli altri mi vedono insicuro/gli altri son molto meglio di me"; quindi c'è poco da fare, se sei in un momento di vulnerabilità ti capiterà di provare queste sensazioni. Quello che puoi fare è:

1) lavorare FUORI dal contesto dell'uscita, risolvendo le tue insicurezze altrove, non mi addentro nella questione

2) quello che faccio io è iniziare a concentrarmi SOLO sul respiro e sul mio corpo in movimento, un passo alla volta, immergendomi nella realtà. Arriva un momento in cui, in modo indescrivibile a parole, mi rendo conto di essermi "sincronizzato" con il presente e di essermi staccato dai pensieri negativi, e in quel momento inizio a concentrarmi su ciò che mi circonda, inizio a vedere le persone in movimento per quello che sono: persone in movimento, cogliendo le loro sofferenze quotidiane, le loro delusioni, e perchè no anche le loro gioie, in una parola: la loro umanità. Ed è scoprendomi parte di questo tutto che capisco di non essere nè migliore nè peggiore, e di godermi in modo spontaneo un bambino che beve dalla fontana mentre la madre lo sgrida, un musicista di strada, un manager indaffarato con il telefonino, una coppia che conversa su un muretto, un ragazzo che cammina concentrandosi sul proprio respiro.

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_Daniel_
Inviato (modificato)

Consigli ottimi da parte di entrambi, grazie davvero.

Per risolvere il problema devo necessariamente agire su due fronti:

  • lavorare sulla sicurezza (a lungo termine)
  • desensibilizzarmi uscendo di più e praticare la presenza mentale quando sono fuori (immediato)

Aggiungo una riflessione che ho avuto stamattina.

Uno dei motivi di fondo di questa sensazione, e anche dell'insicurezza, deriva sicuramente dalla questione "ragazze".

Spesso quando vedo coppie mi chiedo: "ma cos'ha quello più di me?" oppure "con tutta sta gente nessuna si metterà mai a guardare proprio me".

Insomma il mindset inconscio in base a questi pensieri è quello di cercare approvazione o apprezzamento, che sia anche solo uno sguardo... è come se mi identificassi come un prodotto scadente in un catalogo pieno di scelte, in mano alle donne le quali lo sfogliano fino a scegliere ciò che più preferiscono, ma quel qualcosa non sarò mai io.

In poche parole, il contrario del mindset del seduttore, dove siamo NOI a dover essere il premio, o perlomeno agire non per approvazione ma per capire se c'è qualcuno di interessante dall'altra parte.

Voglio riuscire ad assimilare questo mindset..

Modificato da GuerrieroFluido
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Amog_Cattivo

prova a farti questa domanda più volte al giorno:

sono sicuro di essere insicuro oppure sono insicuro di essere insicuro?

p.s: lo stato di sicurezza non è il miglior stato in cui stare, dal momento che sei sicuro di qualcosa, ecco che spunta qualche altra lacuna da un'altra parte, molto meglio lo stato umoristico, imparare a ridere di te stesso e dei tuoi difetti permette di accettarti così come sei.

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S.Barney
L'insicurezza probabilmente ne é la causa.. e ci sto lavorando, pian piano, ma é davvero frustrante uscire di casa e rientrare deluso e con zero energia.

L'idea è giusta, ma ricordati una cosa. L'insicurezza non nasce da un giorno all'altro senza motivo, non è un virus che ti colpisce all'improvviso. La parola "insicurezza", così come "timidezza", non è altro che un termine usato per contestualizzare una paura rispetto ad una situazione.

Dietro la tua insicurezza, c'è qualcosa che la sostiene, 9/10 un evento vissuto in giovane età.

Chiediti cosa ci sia dietro questa tua situazione, e vedi che risposte ricevi.

Puoi fare un piccolo esercizio, molto molto utile: prima di andare a dormire, spendi 2-3 minuti per chiedere al tuo inconscio da cosa scaturiscano queste tue paure. Nel sonno, la parte razionale del nostro cervello lascia spazio alla mente inconscia, ed probabile che ripetendo questo esercizio per qualche giorno tu possa trovare (in sogno, oppure semplicemente ti arriva un flash mentre stai facendo tutt'altro) ciò che ti causa questo stato emotivo.

lavorare sulla sicurezza (a lungo termine)

A dire il vero, sulla sicurezza non si lavora.

Ci si concentra sulle proprie insicurezze peché, una volta eliminate, uno stato mentale aperto e solare sarà una conseguenza diretta.

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_Daniel_

Ciao Barney,

l'attivitá che mi hai consigliato l'ho svolta in terapia, negli ultimi mesi, comprendendo come le mie insicurezze sono figlie del mio passato da "emarginato" e vittima di bullismo psicologico... la classica situazione in cui ricadono bambini timidi di natura e presi di mira dagli altri.

Mi ha portato ad un odio profondo verso tutto, ed ho passato cosí la mia adolescenza: "odio tutto, non ho bisogno di nessuno, fanculo tutti".

Ancora adesso, certe volte mi colgo a fantasticare violentissime vendette...

Uniamo a questo i difetti dei miei genitori, che seppur inconsapevolmente mi hanno segnato molto (in negativo).

Nonostante abbia compreso ed accettato queste vicende, e nonostante ancora oggi, spesso, si presentano alle porte della mia vita gran figli di puttana a rompermi le palle, riesco a gestire meglio le cose, fregandomene di piú.

A dire il vero, sulla sicurezza non si lavora.

Ci si concentra sulle proprie insicurezze peché, una volta eliminate, uno stato mentale aperto e solare sarà una conseguenza diretta.

Esatto! Era quello che intendevo.
Quello che voglio fare é prendere le mie piú grandi insicurezze (comunicazione/socializzazione e attivitá fisica) e tramutarle in punti di forza.

Peró... é molto difficile, ragazzi. Certe volte é davvero dura combattere per se stessi quando ti ritrovi senza energia e senza una soddisfazione che ti da la forza di andare avanti.

Ma sti cazzi. L'unica cosa buona é che non mi sono mai arreso.

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S.Barney

Ciao Barney,

l'attivitá che mi hai consigliato l'ho svolta in terapia, negli ultimi mesi, comprendendo come le mie insicurezze sono figlie del mio passato da "emarginato" e vittima di bullismo psicologico... la classica situazione in cui ricadono bambini timidi di natura e presi di mira dagli altri.

Mi ha portato ad un odio profondo verso tutto, ed ho passato cosí la mia adolescenza: "odio tutto, non ho bisogno di nessuno, fanculo tutti".

Ancora adesso, certe volte mi colgo a fantasticare violentissime vendette...

Uniamo a questo i difetti dei miei genitori, che seppur inconsapevolmente mi hanno segnato molto (in negativo).

Nonostante abbia compreso ed accettato queste vicende, e nonostante ancora oggi, spesso, si presentano alle porte della mia vita gran figli di puttana a rompermi le palle, riesco a gestire meglio le cose, fregandomene di piú.

La tua paura è nata da UN SINGOLO episodio.

Non 10, non 100. Quello che hai vissuto dopo può averla accentuata, ma ciò non toglie che tutto sia nato nel giro di pochi minuti, chissà quanti anni fa.

E' lì che devi andare a lavorare.

Se dopo aver fatto l'esercizio il cervello ti rimanda solamente alle varie situazioni in cui hai sperimentato questa paura, vuol dire che continui a concentrarti sugli effetti e non sulle cause. Entra in quest'ottica: tutto è nato da un singolo avvenimento. Chiedi al tuo cervello di ripescarlo, perché una volta trovato, un bravo professionista ci mette una seduta a farti cambiare il signiicato dato a quella situazione.

Dopodiché, sarà un effetto domino :)

P.s. dai tuoi messaggi emerge chiaramente una rabbia notevole, un disagio. Il che mi porta a chiederti: sei sicuro che questo terapista faccia per te?

Sarò ripetitivo, ma io considero i trainer di PNL i più qualificati per situazioni di questo tipo.

Modificato da S.Barney
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_Daniel_
La tua paura è nata da UN SINGOLO episodio.

Non avevo mai pensato che potesse essere cosí.

Non ho idea di quando e quale possa essere stata la situazione che mi ha inibito socialmente e comunicativamente.... peró effettivamente c'é un episodio traumatico che ho sempre visto come colpevole di aver creato la mia insicurezza per quanto riguarda il "fisico".. avvenne tanti anni fa, non riuscii a eseguire certi esercizi fisici che altri bambini invece riuscirono a fare e venni deriso per questo.

Da quel momento ho sempre avuto l'ossessione di diventare forte per non sentirmi piú inferiore fisicamente.

Per un periodo concretizzai la mia grande passione per le arti marziali, diventando abbastanza abile da far cessare ogni bullismo/presa in giro scolastica (ma ero giá alle superiori). Peró a quel punto le incapacitá sociali mi spinsero ad abbandonare pure quella passione.... (risultato: sono fuori allenamento da due anni e mi sento debolissimo)

P.s. dai tuoi messaggi emerge chiaramente una rabbia notevole, un disagio. Il che mi porta a chiederti: sei sicuro che questo terapista faccia per te?

Oggi é un po' complice il fatto che é una giornata stressante e sono nervoso, ma in ogni caso so di avere dentro di me tanto rancore verso gli altri e rabbia verso me stesso.

Ci tengo a specificare che si tratta di una terapia da consultorio, una sorta di spazio di sfogo in cui mi vengono dati consigli e spunti di riflessione. Mi ha aiutato tantissimo. 4/5 mesi fa ero messo molto male.

Adesso sto facendo passi importanti, e i semi delle consapevolezze ottenute stanno dando i loro frutti.... ad esempio prima non mi perdonavo nulla, adesso sono molto piú indulgente con me stesso ed ho smesso di odiarmi. Mi sto conoscendo, pian piano.

Tornando al discorso rabbia e disagio... ho sempre pensato che la strategia giusta fosse concentrarmi su costruire il nuovo, perché, una volta sicuro di me stesso, di certo i rancori si scioglieranno e scompariranno. Il passato é passato, é bene studiare le vecchie ferite, comprenderle, perdonarle ed accettarle... ma oltre a questo non saprei cos'altro fare.

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S.Barney

Non avevo mai pensato che potesse essere cosí.

Non ho idea di quando e quale possa essere stata la situazione che mi ha inibito socialmente e comunicativamente.... peró effettivamente c'é un episodio traumatico che ho sempre visto come colpevole di aver creato la mia insicurezza per quanto riguarda il "fisico".. avvenne tanti anni fa, non riuscii a eseguire certi esercizi fisici che altri bambini invece riuscirono a fare e venni deriso per questo.

Da quel momento ho sempre avuto l'ossessione di diventare forte per non sentirmi piú inferiore fisicamente.

Per un periodo concretizzai la mia grande passione per le arti marziali, diventando abbastanza abile da far cessare ogni bullismo/presa in giro scolastica (ma ero giá alle superiori). Peró a quel punto le incapacitá sociali mi spinsero ad abbandonare pure quella passione.... (risultato: sono fuori allenamento da due anni e mi sento debolissimo)

Potrebbe essere questo l'episodio che stai cercando.

Ovviamente puoi saperlo solo tu.

Parlane con il tuo terapista, fatti aiutare a dare un significato diverso a ciò che è avvenuto. Non provare a farlo da solo, non sono abilità che si possono improvvisare.

Tornando al discorso rabbia e disagio... ho sempre pensato che la strategia giusta fosse concentrarmi su costruire il nuovo, perché, una volta sicuro di me stesso, di certo i rancori si scioglieranno e scompariranno. Il passato é passato, é bene studiare le vecchie ferite, comprenderle, perdonarle ed accettarle... ma oltre a questo non saprei cos'altro fare.

Ci sono varie scuole di pensiero che pongono l'attenzione su aspetti diversi della crescita della persona.

Alla fine dei giochi, tutto si riduce alla situazione che sta vivendo il singolo.

Alcuni nodi sono più facili da sciogliere di altri.

Il passato è passato, niente di più vero. Ma se gli effetti te li stai portando ancora oggi, direi che sarebbe una cosa saggia lavorarci sopra.

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