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cosa definisce una persona "sfigata"


carlo.tra
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carlo.tra

In questi giorni ho un paio di pensieri causati da alcuni eventi recenti, come ad esempio il voler chiedere ad un mio amico il numero di telefono di una sua amica (conosciuta ad una festa, mi sono giocato il momento di chiederle il numero nonostante credo ci fosse stata attrazione), ovviamente però vorrei evitare di passare come needy agli occhi dei miei amici.

Da qui ho iniziato a domandarmi da cosa dipenda il passare per sfigato oppure no agli occhi delle persone.

Io credo sia il fatto di non essere perturbati da eventi esterni, di non permettere alle sconfitte di delineare la tua persona, sei tu che definisci la tua identità, non i tuoi successi/sconfitte (i quali sono semmai un conseguenza della persona che sei), credo insomma che la differenza tra uno sfigato e una persona dal carattere forte sia il fregarsene se gli altri ti ritengano, per l'appunto, uno sfigato.

Per cui se ti senti uno sfigato per aver "fallito" con una ragazza, probabilmente lo sarai. Se invece ci ridi su e te ne freghi è probabile che anche chi ti sta intorno non ti etichetti come tale di fronte alla tua sconfitta.

Mi rendo conto di star dicendo cose scontate da un certo punto di vista... È che da quando ho iniziato a mettermi di più alla prova grazie al forum ho notato che dentro di me c'era un bisogno di essere accettato e sapere che gli altri non mi ritenessero uno sfigato. Ma il cercare di compiacere gli altri sento che mi limita come persona e forse l'unico modo per liberarmene è appunto abbracciare l'idea di poter passare come sfigato, di andare incontro a questa ipotesi anziché sfuggirgli, come invece ho fatto fino ad adesso.

Cosa ne pensate a riguardo?

Modificato da carlo.tra
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_Daniel_

Ho capito che...

Cosa definisce una persona "sfigata"?

Gli altri. Persone con una visione dicotomica del mondo suddivisa in figo e sfigato.

Se sei figo sei degno di stima e rispetto, se sei sfigato non sei niente e vai trattato come una merda.

Ora.. non so tu, ma io inizio a pensare che il valore delle parole di persone dalle vedute cosí ristrette (leggi caproni ignoranti), non sia cosí importante.

Un tizio, due tizi, dieci tizi... ti danno dello sfigato?

Ma chi sono questi tizi per definirti?

Penso che quando qualcuno dia dello sfigato agli altri, lo faccia per ottenere quella sensazione che chiamo "io sono meglio".. si sentono migliori, degli sfigati, e piú persone sfigate definiscono, piú credono di essere superiori.

E' come quando passeggi per strada e vedi il barbone che raccoglie i mozziconi di sigaretta da terra. Dentro di te sei sollevato di non essere come lui, di essere "migliore". Ma non esiste migliore o peggiore.

Questi individui gonfiano la loro autostima comparando il proprio status a quello altrui, ricercando chi magari ha qualcosa di meno (meno soldi, meno donne, ecc..) per definirlo sfigato... non é forse questo sintomo di profonda insicurezza, nonché mancanza di palle per guardarsi in faccia e cercare di migliorarsi come facciamo qui sul forum?

È che da quando ho iniziato a mettermi di più alla prova grazie al forum ho notato che dentro di me c'era un bisogno di essere accettato e sapere che gli altri non mi ritenessero uno sfigato.

Quando non ti interesserá piú essere accettato dagli altri, ma da te stesso... se qualcuno ti dará dello sfigato, gli riderai in faccia...
Credo peró che per assurdo, quando accetterai te stesso e te ne fregherai degli altri, nessuno ti dará piú dello sfigato.. se non per invidia.

Ma queste cose le hai giá comprese da solo. Devi solo crederci e metterle in pratica.

Neanche io l'ho ancora superato questo scoglio mentale, ma ci sto lavorando.

Nella vita c'é chi fa il telecronista a quelle altrui e chi decide di essere protagonista della propria.

Quale scegli?

Modificato da GuerrieroFluido
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carlo.tra
Inviato (modificato)

Ok concordo assolutamente con te ma forse mi sono espresso male io, in quanto la vedevo più come riflessione generale anziché sfogo personale.

Prima di tutto, ho usato il termine "sfigato" o "figo", nel senso più ampio rispetto ad una mera etichetta sociale (della quale mi auguro nessuno ne faccia utilizzo per giudicare le persone, ne che sia stato etichettato come tale). Semplicemente ho preso in prestito tali etichette per facilmente identificare gli estremi di questi concetti, in quanto bene o male, e per quanto poco nobili che siano, possiamo tutti facilmente comprendere.

Non mi sto neanche lamentando di una situazione nella quale mi trovo di qualcuno che mi definisce sfigato. Anzi credo di avere un buon circolo sociale di gente che stimo (e credo in maniera reciproca).

Mi rendo conto di star dicendo cose scontate: si sa che che le persone "fighe" (perdonami l'utilizzo di tale concetto) sono di solito quelle che se ne sbattono del pensiero altrui.

Riflettevo solo che anche se ho un buon giro di amici (e forse a maggior ragione per questo motivo, in quanto gli do importanza e cerco sempre di coltivarlo) ho comunque ancora nel profondo un piccolo bisogno di sapere di essere accettato dal mio gruppo.

E in questo hai ragione tu, è uno scoglio mentale al quale molti (forse il 99% delle persone, per quanto piccolo o grande che sia) sono affetti, e che forse non è neanche possibile abbattere completamente (vedi se ti trovi domani davanti ad esempio a... fai Leonardo di Caprio, per quanto tu sia sicuro di te stesso, immagino un po ti importerebbe di fare bella figura con lui).

Ora, quello che più mi domandavo, ma che in parte mi hai anche risposto, è la via di procedere per essere una persona migliore ai tuoi stessi occhi. Sappiamo tutti che il punto è fregarsene, ma cosa significa veramente? Per me, e me ne sono pienamente reso conto solo da poco, quando ho il timore di fare qualcosa da sfigato, è un indice che dovrei proprio spingere su quella determinata area della mia vita per superare questo scoglio.

Forse questo è solo un topic inutile nato dall'averlo capito anche io, tante parole che forse si possono semplicemente riassumere in: "your life begins where your comfort zone ends".

E per finire, penso che una persona "sfigata", sia solo una persona che ha una forte paura di esserlo, la quale perde la propria identità per cercare di sfuggire a tale etichetta.

Modificato da carlo.tra
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Lasciando da parte le questioni più astratte e filosofiche,negli ultimi periodi ho notato e mi son fatto alcune idee. Guardando soprattutto quelle persone che vengono o prese in giro,tenute a distanza o robe simili ho visto che la maggior parte di loro hanno grosse lacune nei campi della comunicazione. Chi ha un linguaggio del corpo "sbagliato", chi il paraverbale,chi più sul piano dei contenuti...

È impossibile non comunicare,mostriamo agli altri tutto quello che siamo e anche se la gente non ha conoscenze del linguaggio del corpo,le cose le percepisce, le capisce ad un livello più profondo. Poi non ti so dire a livello sociologico perché per esempio una persona timida e chiusa venga presa di mira piu spesso di una sicura di se o perché un tipo "diverso" venga etichettato come sfigato...

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IO.SI.TU.NO

Ognuno ha un suo metro di giudizio personale per fiutare chi è uno sfigato (o ha comportamenti tali)...c'è anche chi, come me, non si pone il problema.

Dovendo proprio a tutti i costi categorizzare, tenderei a considerare uno sfigato chi ha una situazione apparentemente sfavorevole, e invece che cercare di cambiare le cose, non fa altro che lamentarsi.

Ad esempio l'obeso che vive male la sua patologia, si lamenta della sua situazione e soffre le critiche/prese per il culo della gente, però fa 6 pasti al giorno da mcdonald's e non cambia nulla di sé stesso....visto che lamentarsi è più comodo che cercare di cambiare i propri punti deboli.

Collegandomi al tuo post iniziale, fossi in te più che chiedere al tuo amico di passarti il numero di una sua amica (che magari dice pure di no, le cose fatte per vie traverse raramente funzionano) cercherei di combinare quasi per caso un incontro in cui il vostro amico in comune vi possa presentare....poi il numero glielo chiederai di persona.

Riguardo invece alla tua paura di passare per sfigato, devi capire che qualsiasi cosa tu faccia nella vita ci sarà sempre qualcuno che ti vedrà come un idolo e qualcuno che ti considererà una merda (vuoi per invidia, frustrazione o per diversità caratteriale)....direi quindi che è ora di iniziare a fregarsene e fare ciò che ti va di fare senza stare tanto a chiedersi "la società come vedrebbe questa cosa?" con conseguente voglia di dimostrare a tutti qualcosa di socialmente positivo che raggiungi...

Ad esempio se tu iniziassi a fare il missionario in africa dedicando la tua vita ai più poveri, ci sarà comunque chi conoscendoti penserà "guarda sto coglione che potrebbe avere una vita normale invece va a farsi beccare dalle zanzare e a lavorare gratis per dei negri"....

Modificato da IO.SI.TU.NO
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^X^

La discussione è molto interessante, perché offre molti spunti di riflessione.

Intanto si può facilmente notare che la primissima distinzione figo/sfigato le persone la fanno nei primi 5 secondi dell'interazione, quindi solamente a partire dall'aspetto fisico.

Nei successivi 2 minuti subentra in genere l'analisi inconscia del paraverbale, della gestualità ecc.

Prima che la conoscenza della realtà delle cose, del carattere ecc.. possa modificare le prime due percezioni possono passare molte ore o giorni, sempre che le persone negativamente influenzate lascino esprimere il soggetto per così tanto tempo.

Questo per spiegare perché la prima impressione è spesso definitiva.

La prima impressione non si può studiare, a meno di non essere degli attori in gamba... Occorre lavorare molto su se stessi in modo da essere a proprio agio con se stessi e la propria vita, facendo attenzione a non essere ridicoli al contrario.

Io conosco tantissima gente così terrorizzata dall'apparire nerd/ingegnere che quando si presenta calca così tanto su altri aspetti da diventare assurda: molto meglio apparire tranquilli e consapevoli, per lasciare una prima impressione almeno neutra e poi lavorare in seguito.

Una impressione neutra la potete cambiare, una negativa non ne avrete generalmente il tempo.

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gelsomino

In questi giorni ho un paio di pensieri causati da alcuni eventi recenti, come ad esempio il voler chiedere ad un mio amico il numero di telefono di una sua amica (conosciuta ad una festa, mi sono giocato il momento di chiederle il numero nonostante credo ci fosse stata attrazione), ovviamente però vorrei evitare di passare come needy agli occhi dei miei amici.

Da qui ho iniziato a domandarmi da cosa dipenda il passare per sfigato oppure no agli occhi delle persone.

Io credo sia il fatto di non essere perturbati da eventi esterni, di non permettere alle sconfitte di delineare la tua persona, sei tu che definisci la tua identità, non i tuoi successi/sconfitte (i quali sono semmai un conseguenza della persona che sei), credo insomma che la differenza tra uno sfigato e una persona dal carattere forte sia il fregarsene se gli altri ti ritengano, per l'appunto, uno sfigato.

Per cui se ti senti uno sfigato per aver "fallito" con una ragazza, probabilmente lo sarai. Se invece ci ridi su e te ne freghi è probabile che anche chi ti sta intorno non ti etichetti come tale di fronte alla tua sconfitta.

Mi rendo conto di star dicendo cose scontate da un certo punto di vista... È che da quando ho iniziato a mettermi di più alla prova grazie al forum ho notato che dentro di me c'era un bisogno di essere accettato e sapere che gli altri non mi ritenessero uno sfigato. Ma il cercare di compiacere gli altri sento che mi limita come persona e forse l'unico modo per liberarmene è appunto abbracciare l'idea di poter passare come sfigato, di andare incontro a questa ipotesi anziché sfuggirgli, come invece ho fatto fino ad adesso.

Cosa ne pensate a riguardo?

il tuo post e' bellissimo,le ultime righe sono bellissime,mi sembra di vederti,su una spiaggia dell'ocenao PACIFICO, onde alte, qualche surfista che le sfida,nuvoloni di tempesta e pioggia battente(nota di GELSOMINO... e' la descrizione del finale del film POINT BREAK 8-) ) e tu che rifletti sul significato della parola sfigato,ma in realta' ti stai chiedendo se abbracciare o meno le tue PAURE!

Ci sarebbe da scrivere un libro su questo,ma adesso non posso farlo,posso darti al massimo qualche dritta,non basare la tua idea di essere uno sfigato sulla considerazione che di te hanno gli altri,per vari motivi,gli altri sono esseri umani e quindi cangianti idea ogni tre per due,per molti degli altri saresti comunque uno sfigato anche se fossi il vicere' del mondo,per vari motivi,invidia ,gelosia,odio,antipatia..

Il segreto e' pensare,che in fondo gli altri non esistano,esitono solo se te gli dai una "forma",esisti solo tu e la voglia che hai di sopravvivere di scopare,di pastrugnare il tuo cazzo in mezzo alle tette di una tizia che incontri in fila al cinema e che te lo fa tirare ...

Se continui a cercare l'accettazione degli altri cadi nel loro frame ,nel frame della razza umana,non farai una bella fine,perche' non riescirai a mantenere il tuo frame da UOMO,falsato dalal voglia,oserei dire dipendenza dalla voglia di approvazione/accettazione altrui, e questa cosa porta a guai ben piu' gravi..

Purtroppo,non siamo in un mondo semplice,siamo in un mondo gia' alquanto distopico ,fai il tuo percorso,glia altri?!

Chi ti ama ...ti segua...

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gelsomino

Ad esempio se tu iniziassi a fare il missionario in africa dedicando la tua vita ai più poveri, ci sarà comunque chi conoscendoti penserà "guarda sto coglione che potrebbe avere una vita normale invece va a farsi beccare dalle zanzare e a lavorare gratis per dei negri"....

tu si che conosci il genere umano---

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gelsomino

Poi non ti so dire a livello sociologico perché per esempio una persona timida e chiusa venga presa di mira piu spesso di una sicura di se o perché un tipo "diverso" venga etichettato come sfigato...

di solito sono quelli che per queste loro lacune non riescono ad integrarsi nel gruppo/branco..

ps.. il fatto che vengano prese di mira non ne fa a priori delel belle/brave persone...sia ben chiaro 8-)

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carlo.tra
Inviato (modificato)

Lasciando da parte le questioni più astratte e filosofiche,negli ultimi periodi ho notato e mi son fatto alcune idee. Guardando soprattutto quelle persone che vengono o prese in giro,tenute a distanza o robe simili ho visto che la maggior parte di loro hanno grosse lacune nei campi della comunicazione. Chi ha un linguaggio del corpo "sbagliato", chi il paraverbale,chi più sul piano dei contenuti...

Giustissimo, ma ti faccio una domanda: come migliori le tue capacità comunicative/sociali? Allenandole, proprio come qualsiasi altra capacità. Probabilmente chi ha tali lacune è il primo a non essere particolarmente coinvolto in una vita sociale e/o a non mettersi in gioco. Il motivo? ancora una volta, la paura di essere giudicati.

Collegandomi al tuo post iniziale, fossi in te più che chiedere al tuo amico di passarti il numero di una sua amica (che magari dice pure di no, le cose fatte per vie traverse raramente funzionano) cercherei di combinare quasi per caso un incontro in cui il vostro amico in comune vi possa presentare....poi il numero glielo chiederai di persona.

Ma è proprio qui il punto secondo me. Al di là del fatto che ci ho già parlato l'altra sera (per cui ci siamo già presentati), e per il fatto che sto per trasferirmi in un'altra città in circa due settimane, alla fine ho lasciato perdere e non ho neanche chiesto il numero al mio amico.

Ma per me la questione era: glielo chiedo il numero al mio amico anche se passo da sfigato? (vuoi agli occhi di lui ma anche di lei)

E mi sono risposto dicendomi che non me ne fregava, so di non essere needy e ciò mi basta... Lo dice anche Mystery: se hai la struttura giusta puoi fare tutti gli errori possibili, ma il tuo gioco sarà comunque vincente (...o qualcosa del genere).

Ovviamente ciò non toglie che è SEMPRE preferibile tirare fuori le palle e chiedere direttamente il numero di persona (e ad essere onesti ho avuto anche una mezza occasione ma me la sono fatta sfuggire come uno scemo... ma va bene così per stavolta, non riaccadrà più lo giuro :)

La discussione è molto interessante, perché offre molti spunti di riflessione.

Intanto si può facilmente notare che la primissima distinzione figo/sfigato le persone la fanno nei primi 5 secondi dell'interazione, quindi solamente a partire dall'aspetto fisico.

Nei successivi 2 minuti subentra in genere l'analisi inconscia del paraverbale, della gestualità ecc.

Prima che la conoscenza della realtà delle cose, del carattere ecc.. possa modificare le prime due percezioni possono passare molte ore o giorni, sempre che le persone negativamente influenzate lascino esprimere il soggetto per così tanto tempo.

Questo per spiegare perché la prima impressione è spesso definitiva.

La prima impressione non si può studiare, a meno di non essere degli attori in gamba... Occorre lavorare molto su se stessi in modo da essere a proprio agio con se stessi e la propria vita, facendo attenzione a non essere ridicoli al contrario.

Io conosco tantissima gente così terrorizzata dall'apparire nerd/ingegnere che quando si presenta calca così tanto su altri aspetti da diventare assurda: molto meglio apparire tranquilli e consapevoli, per lasciare una prima impressione almeno neutra e poi lavorare in seguito.

Una impressione neutra la potete cambiare, una negativa non ne avrete generalmente il tempo.

Io in verità non sono un forte sostenitore della "prima impressione che conta". Metti che conosci qualcuno e la tua prima impressione va da schifo, per me le questioni sono due:

O le persone le incontri una sola volta e basta (o comunque per poco), per cui non mi importa il loro giudizio a maggior ragione perché non mi conoscono, oppure se sono destinato a rincontrarle allora la mia vera personalità avrà modo di mostrarsi.

La questione è ancora: se sono insicuro, posso fare anche i primi 10 minuti a parlare con qualcuno e fargli credere di essere un figo incredibile, di scoparmi mille tipe a notte etc... Ma alla lunga, conoscendoti bene scoprirà il tuo vero io, e quei primi 10 minuti non faranno molta differenza, anzi probabilmente cancellerà dalla sua testa quella prima e positiva impressione di te.

Meno ansia sulla prima impressione, più sull'essere effettivamente una persona migliore, così è come la vedo io.

Sfigato è piuttosto ambiguo come termine: sembrerebbe una forma composta da sine (senza) e figo (fascino)... da cui forse il termine sta ad indicare: nessun fascino, nessuna personalità.

In Inglese il termine "Sfigato" associato alla Seduzione viene definito "Loser": perdente.

Molto bello il decalogo, ma volevo fare un puntualizzazione su quest frase che ritengo significativa: "senza fascino" non vuol dire che non lo si possiede (o comunque non necessariamente), ma anche che non mostra/esibire alcun fascino... non vuol dire che sotto sotto non sia presente! È quello che intendo io, la timidezza, la paura, l'essere insicuro, abbattono la tua identità e la tua personalità... Un mio amico ad esempio, è un gran introverso e non ha una gran vita sociale, eppure ha una testa incredibile, e sono sicuro che se riuscisse a mettere da parte le paure potrebbe essere molto carismatico.

Modificato da carlo.tra
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