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Proseguo il racconto.

Il saluto a Milano e il viaggio in Olanda

I due mesi trascorsi a Milano corsero via rapidamente e nonostante credessi di essere in un periodo di forte ascesa, non sentii mai di impattare al meglio sulla nuova realtà . Il tempo fu davvero troppo stretto per costruire una certa progettualità di vita, non era la prima volta che vivevo lontano da casa ma pur trovandomi quasi impreparato a quel cambiamento, Milano fu una esperienza ugualmente positiva.

Iniziai a considerarmi individualmente, come "singolo", a trovare una mia indipendenza emotiva, imparai a vivere la solitudine in modo più pieno, ma su tutto compresi che senza un minimo di idee, progettualità , strategiam gradualità nell'attendere la vita e un pò di sana incoscienza, si rischiava di rovesciarsi su se stessi.

Fatte le mie valutazioni, decisi di ripartire immediatamente accettando l'invito di un amico in Olanda.
Era la prima volta che viaggiavo in Europa e a 24 anni acquistai il mio primo biglietto d'aereo.

Lasciai per quasi un mese l'Italia, era Giugno e arrivai in Olanda in un giorno piuttosto uggioso. Rispetto ad altre esperienze recenti, partivo per certi versi con una condizione "favorevole", in quanto avrei beneficiato di tutte le relazioni, informazioni, conoscenze rese disponibili dal mio amico.

La sensazione più immediata che provai fu quella di "..dove sono stato tutto questo tempo?", mi sentivo distante ma allo stesso tempo magneticamente affascinato da una realtà cosi' marcatamente europea. Venivo da una cittadina di 50mila abitanti, tradizionale, di stampo italian-popolare, ero passato anche per altre esperienze, ma quella "full immersion" emozionale in una realtà cosi' dinamica mi lascio' sconvolto.
Ero sorpreso da tutti quei ragazzi e ragazze che popolavano quelle strade, persone semplici per alcuni tratti anche rozze, quasi "disadattate" rispetto all'impostazione pseudo-borghese degli italiani, sempre in tiro, sempre formali anche negli eccessi, sempre con i vestiti abbinati. Ero affascinato da quei 20-22-24enni, capaci di perdersi nell'Europa e nel mondo, stesi sui treni di seconda classe o dirottati su qualche aereo low-cost, che parlavano diverse lingue, che si divertivano ma senza mai prescindere dai loro obiettivi di vita.

L'inglese mi penalizzo', una delle prime sere, rientrato solo a casa, incrociai una ragazza belga, bionda, carina, mi chiese delle informazioni, ma come detto mancavo totalmente di una conoscenza linguistica tale da poter comunicare, anche in modo sufficiente. Cosi' ad informazioni non ottenute, inizio' a dirmi cose del tipo "it's my last week here, are you new?", per poi starmi dietro durante il ritorno a casa. Ero impacciato in quella situaione, non ne faccio mistero. Non la portai a letto e persi una occasione a causa del mio inglese e del fatto che ero ancora fuori dalla mentalità di quell'ambiente. Erano però queste le cose che dovevo imparare.
In discoteca un paio di giorni dopo capito' una occasione simile, non feci nulla se non affondare la lingua in ultima battuta come rimedio alla mia impossibilità di comunicare. Non finii a letto con la tipa, ma non c'era da stupirsi, io non parlavo.
Alla fine delle 3 settimane andai a letto con una, la realtà era che entrambi eravamo ubriachi, e per giunta fu una delle performance più oscene che ricordi.
Col senno del poi credo che avrei potuto disfare il letto con almeno 6/7 ragazze in sole 3 settimane, e devo dire che non era nemmeno cosi' difficile, mentre in Italia dovevi scalare moralmente l'Everest e imbatterti con regolarità nella principessa di turno.

Raggiunsi anche il Belgio e viaggiavi in diverse città olandesi, poi terminati tutti i soldi rientrai a casa.

La vecchia vita dopo i 2 mesi di Milano e un mese in Olanda, apparve vuota, noiosa, provinciale e riviste tutte le mie precedenti posizioni, rischiando una crisi interna di insoddisfazione, decisi che avrei mollato tutti, trovato un lavoro estivo e sarei ripartito quanto prima.
Cercai contatti in Olanda per iscrivermi all'università (specializzazione), ma l'investimento era troppo oneroso, e la vita troppo cara, cosi' dopo aver rischiato di finire prima a Milano, poi a Torino, decisi di partire per Bologna.

  • 3 settimane dopo...
Cliff Burton
Inviato

A tratti la nostra storia è così simile...

E mi complimento non solo per quello che hai vissuto, ma anche per come lo descrivi. Le sfaccettature di emozioni che trasuda il testo, davvero meraviglioso. Avevo letto la tua lettera di addio al forum e mi aveva fatto commuovere.

Ti seguo con immenso piacere.

Anche se non lo sai, non sei solo in questo viaggio.

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