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Lover-Latin1
Inviato
2 minuti fa, freefall ha scritto:

A volte, bruttoni/grassoni/falliti sono persone (più) facilmente manipolabili o così sembrano. E, per questo motivo, possono risultare comodi "da usare" e, in qualche caso, per ottenere attenzione a basso costo (rifornimento narcisistico).

Può darsi anche che non lo siano, hai scritto bene. Può essere che si leghino a queste persone anche per la ragione che hai scritto.

Back Door Man
Inviato (modificato)
On 1/7/2021 at 9:02 PM, Lover-Latin1 said:

Sto facendo il tirocinio di psicologia, mi sono laureato da qualche mese e ti dico una cosa: forse non te ne renderai ancora conto, ma non hai idea di quanto tu sia stato fortunato a perdere una persona con questo tipo di problematiche. 

 

On 1/11/2021 at 8:31 PM, vanhalen said:

potresti approfondire la cosa per favore che m'interessa il punto di vista di una persona qualificata . 

Grazie 

Ps: benvenuto nel forum 

 

On 1/12/2021 at 4:20 PM, Lover-Latin1 said:

Ti ringrazio molto per il Benvenuto. Mi sono interessato parecchio alla tematica borderline durante il mio percorso universitario. Sia per questioni accademiche, che per ragioni personali. Avendo avuto a che fare, mio malgrado, con persone che presentavano i tratti distintivi del disturbo borderline di personalità. Sono persone che hanno subito traumi che hanno scosso la loro interiorità. Spesso sono state abbandonate nell'infanzia, da persone a loro care e/o hanno attraversato dei lutti non rielaborati. Hanno subito, molte volte, degli abusi sessuali e/o fisici. I traumi hanno causato in queste persone lo sviluppo di alcuni pattern (modelli) di comportamento disfunzionali, che si manifestano maggiormente quando intraprendono una relazione. Se ci fate caso, i copioni sono sempre i medesimi: fase della luna di miele (tu sei la mia vita, non posso stare senza di te, sei il migliore o la migliore nel caso stessimo parlando di un maschio che soffra di disturbo borderline di personalità) e via discorrendo. Dopodiché, si passa a una fase di svalutazione del/della partner. Vale a dire: schernire il/la proprio/a compagno/a, mettendo in risalto i suoi difetti a discapito dei pregi messi in evidenza nella fase precedente. Il sentimento che prevale nelle persone che soffrono di disturbo borderline è un cronico senso di vacuità, di vuoto. Un vuoto che queste persone provano poiché, per via dei traumi che hanno subito, gli è stata tolta la capacità di avvertire sincero amore. Difatti i passaggi che ho descritto che la persona con disturbo borderline fa attraversare al/alla proprio/a partner, li attraversa la persona stessa su di sé. In altre parole, significa dire che attraversano momenti nei quali si reputano i migliori a momenti in cui si reputano i peggiori. Con tutte le conseguenze che questo comporta. Essere fidanzati/e con una personalità con disturbo borderline, determina stress e insoddisfazione. Nonostante a breve termine possano esservi apparenti vantaggi quali ad esempio: disinibizione erotica, fascino dettato dall'alone anticonformista di cui questa personalità è in possesso, a lungo termine non ve ne è nemmeno uno di vantaggio. Persone che sono uscite da una relazione travagliata con uno/a borderline, hanno riportato un senso di saturazione. Se sentite di amare una persona con disturbo borderline di personalità, vi scongiuro, NON fate i CROCEROSSINI o le CROCEROSSINE. Semmai, tentate di convincere questa persona a iniziare un percorso terapeutico con uno/a psicologo/a professionista. Anche se queste persone difficilmente acconsentiranno, essendo un disturbo egosintonico (la persona non si considera disturbata, considera i suoi comportamenti disfunzionali come parte integrante della sua personalità). Non sono dei mostri, sono delle personalità che hanno subito traumi seri e pesanti. Portano un macigno, ma non è compito vostro portare tale macigno insieme a loro.

 

15 hours ago, Lover-Latin1 said:

------- CUTTED ------

[...] non è stato dimostrato, scientificamente un rapporto causa-effetto tra l'avere un parente che soffre di disturbo borderline di personalità e lo sviluppo di questo disturbo. Quindi, dico di no. Come ho scritto prima, non è un disturbo che si sviluppa soltanto per una ragione. Bensì, occorrono una serie di concause. L'avere un parente che ne soffre, non rientra tra i fattori di rischio per lo sviluppo del disturbo borderline di personalità. Può, comunque, costituire un fattore di rischio per un'altra ragione: stare vicino a queste persone porta sconforto, frustrazione e sofferenza. Anche perché queste personalità risultano carenti sia come teoria della mente, altresì detta mentalizzazione (la capacità di comprendere gli stati mentali altrui, vale a dire che hanno difficoltà a capire ciò che gli altri pensano) sia come empatia (intesa come capacità di immedesimarsi nell'altra persona fino a provare le sue stesse emozioni). Se hai altro da chiedere, fai pure.

Benvenuto.

Ho qualche domanda anch'io, per te che sei psicologo.

Ho studiato e studio psicologia da dilettante autodidatta, un po' per capire problemi miei, un po' perché mi piace.

Riguardo al BPD ho letto che viene spesso diagnosticato per errore, perché è simile a molte manifestazioni giovanili di Post Traumatic Stress Disorder indotto da permanenza in famiglie disfunzionali, unito a mancata educazione e apprendimento di schemi comportamentali disfunzionali.

Ho specificato che il quadro è più comune in soggetti molto giovani perché lo considero un dato di fatto. Per osservazione empirica i soggetti a cui mancano gli schemi giusti (schemi che avrebbero dovuto apprendere in famiglia se ce l'avessero avuta sana) li apprendono col tempo da soggetti esterni. Ma non sempre. Se i loro comportamenti sono particolarmente bizzarri e nocivi non rimediano.

Mi risulta che le diagnosi e definizioni di Post Traumatic Stress Disorder e Complex PTSD non sono ancora ufficializzate.

Se ne parla in un thread cho creato io, dedicato ai sopravvissuti a famiglie disfunzionali.

Ti sarei grato se tu gli dessi un'occhiata, senza fretta, e gradirei un tuo parere in merito.

Questo è il link al topic:

Ci trovi un paio di estratti da pubblicazioni sull'argomento.

Ciao e Grazie in anticipo.

Modificato da Back Door Man
stefania568
Inviato (modificato)

Vabbe pure io ho avuto una relazione di sesso con uno che poi lo psicologo ha definito narcisista... e io non sono una brutta ragazza all inizio lui disse che ognuno doveva fare la sua vita e che dovevano vederci così per sesso ..poi appena gli sfuggivo di più dovevo tornare ..io dovevo comportarmi come diceva lui per avere sesso .

Modificato da stefania568
stefania568
Inviato

Loro  ostentano tutto ma soprattutto potere e successo hanno proprio quel modo di parlare potrebbero fare gli avvocati ....tutto quello che loro fanno vedere è quello che a loro manca 

  • Mi piace! 1
Lover-Latin1
Inviato
18 ore fa, Back Door Man ha scritto:

 

 

 

Benvenuto.

Ho qualche domanda anch'io, per te che sei psicologo.

Ho studiato e studio psicologia da dilettante autodidatta, un po' per capire problemi miei, un po' perché mi piace.

Riguardo al BPD ho letto che viene spesso diagnosticato per errore, perché è simile a molte manifestazioni giovanili di Post Traumatic Stress Disorder indotto da permanenza in famiglie disfunzionali, unito a mancata educazione e apprendimento di schemi comportamentali disfunzionali.

Ho specificato che il quadro è più comune in soggetti molto giovani perché lo considero un dato di fatto. Per osservazione empirica i soggetti a cui mancano gli schemi giusti (schemi che avrebbero dovuto apprendere in famiglia se ce l'avessero avuta sana) li apprendono col tempo da soggetti esterni. Ma non sempre. Se i loro comportamenti sono particolarmente bizzarri e nocivi non rimediano.

Mi risulta che le diagnosi e definizioni di Post Traumatic Stress Disorder e Complex PTSD non sono ancora ufficializzate.

Se ne parla in un thread cho creato io, dedicato ai sopravvissuti a famiglie disfunzionali.

Ti sarei grato se tu gli dessi un'occhiata, senza fretta, e gradirei un tuo parere in merito.

Questo è il link al topic:

Ci trovi un paio di estratti da pubblicazioni sull'argomento.

Ciao e Grazie in anticipo.

Ho letto il thread e le testimonianze contenute al suo interno. Non ho potuto fare a meno di constatare che, anche in questo sito, vi sono diverse persone che riportano vissuti traumatici e drammatici. Dove hai letto, di preciso, che spesso succede che si sbagli la diagnosi? E, anziché diagnosticare un disturbo post traumatico da stress, viene erroneamente diagnosticato un disturbo borderline di personalità? A dire il vero, la diagnosi di PTSD (Post-Traumatic stress disorder) come qualcuno, credo tu ma potrei sbagliarmi, ha specificato lì è contenuta nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) da tempo. Perché, quindi, dici che la diagnosi di PTSD non è stata ancora ufficializzata? Tale diagnosi è, inoltre, inclusa nel DSM-5. Grazie in anticipo.

ciccioman333
Inviato
Il 14/1/2021 at 11:25, Lover-Latin1 ha scritto:

 Come fai a dire che queste donne sono attratte da veri e propri "bruttoni", "tossici", "falliti vari" e "grassoni"? Parli per esperienza diretta o indiretta?

Indiretta: questa cosa è stata detta da quasi tutti i fidanzati/conviventi ecc..., ma davvero tutti, delle psycho nel grande relativo topic...come se fosse una costante

Lover-Latin1
Inviato
2 ore fa, ciccioman333 ha scritto:

Indiretta: questa cosa è stata detta da quasi tutti i fidanzati/conviventi ecc..., ma davvero tutti, delle psycho nel grande relativo topic...come se fosse una costante

Hai mai avuto a che fare, di persona, con una donna che soffrisse di disturbo borderline diagnosticato? Scusa per l'indiscrezione.

Back Door Man
Inviato (modificato)
9 hours ago, Lover-Latin1 said:

Ho letto il thread e le testimonianze contenute al suo interno. Non ho potuto fare a meno di constatare che, anche in questo sito, vi sono diverse persone che riportano vissuti traumatici e drammatici.

Eh... Io penso che ce ne siano anche di più. Solo una parte di costoro li riporta.

Quote

Dove hai letto, di preciso, che spesso succede che si sbagli la diagnosi? E, anziché diagnosticare un disturbo post traumatico da stress, viene erroneamente diagnosticato un disturbo borderline di personalità?

Mi dispiace, l'ho letto poco tempo addietro e non ho memorizzato la fonte. Non mi sembrava importante.

I sintomi e i comportamenti di chi è afflitto da Post Traumatic Stress Disorder di tipo Complesso sono simili a quelli del BPD. Se ho capito bene nel BPD c'è qualcosa di più... Però, insomma, è capitato che pazienti non BPD siano stati classificati BPD.

Quote

A dire il vero, la diagnosi di PTSD (Post-Traumatic stress disorder) come qualcuno, credo tu ma potrei sbagliarmi, ha specificato lì è contenuta nel DSM (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) da tempo. Perché, quindi, dici che la diagnosi di PTSD non è stata ancora ufficializzata? Tale diagnosi è, inoltre, inclusa nel DSM-5. Grazie in anticipo.

Vado a memoria senza controllare: distinguiamo innanzitutto il PTSD dal Complex PTSD.

Semplificando al max è probabile che si sviluppi un PTSD dopo un singolo evento traumatico, ma non sempre accade.

Il C-PTSD si sviluppa a seguito di ripetuti eventi traumatici.

Di norma è quello che accade a bambini cresciuti in famiglie disfunzionali (vedi thread apposito).

Non so se nell'ultimo DSM è presente il C-PTSD.

Ho letto che sono state proposte definizioni alternative. Van der Kolk è uno degli studiosi del settore, direi un punto di riferimento.

_

Update: Ho dato una controllata ai documenti che ho in archivio (ebooks più che altro) e se ne parla (anche) nel testo Sviluppi traumatici, che ho segnalato nell'altro thread (lo sto leggendo con calma).

Se ne parla al Capitolo 1.

Titolo del Capitolo: "Disturbi conseguenti allo sviluppo traumatico: il problema nosografico"

Lascio un estratto:

 

"Nel tentativo di superare i limiti del DPTS Judith Herman ha proposto di chiamare complex post-traumatic stress disorder (cPTSD; DPTS complesso, DPTSc) il quadro clinico che compare nelle vittime di traumi complessi (Herman, 1992a). Per “traumi complessi”, distinti dai traumi singoli (come incidenti stradali, episodi isolati di violenza, terremoti e altre catastrofi naturali), si intendono eventi traumatici multipli che si ripetono in intervalli di tempo prolungati. I traumi complessi sono tipicamente di tipo interpersonale, come gli abusi e i maltrattamenti inflitti all’interno di relazioni alle quali la vittima non può sottrarsi:
tali sono, per esempio, le relazioni fra la vittima e i suoi carnefici in un carcere in cui si pratichi la tortura, o le relazioni fra un bambino e un genitore maltrattante.
L’effetto del trauma complesso, verosimilmente, è particolarmente grave se esso si verifica durante il periodo di maturazione della personalità (Ford, Courtois, 2009). Interferendo con lo sviluppo delle capacità di autoregolazione psicobiologica, di adattamento all’ambiente interpersonale e di costruzione dell’immagine di sé, il trauma complesso dell’infanzia e dell’adolescenza può provocare, oltre ai classici sintomi del DPTS, anche deficit nella regolazione delle emozioni, impulsività, gravi problemi relazionali, somatizzazioni, dissociazione fra stati dell’io e alterazione dell’identità (Herman, 1992a). A questo quadro clinico si dovrebbe applicare, dunque, il nome di DPTSc.
Herman, van der Kolk e altri clinici e ricercatori esperti di patologie correlate a traumi psicologici si fecero presto promotori dell’inserimento nel DSM-IV del quadro clinico del DPTSc, suggerendo per esso anche la denominazione di disorder of extreme stress non otherwise specified (DESNOS; Disturbo da Stress Estremo Non Altrimenti Specificato, DSE-NAs). Gli studi epidemiologici per la verifica dei criteri del DPTS nel DSM-IV hanno suffragato le tesi della Herman, dimostrando che le esperienze traumatiche prolungate di natura interpersonale, specie durante lo sviluppo, non sono adeguatamente descritte dai sintomi del DPTS ma producono l’insieme di sintomi descritto dal DPTSc o DSENAS (van der Kolk et al., 2005). Successive ricerche hanno ulteriormente ribadito in modo inequivocabile l’utilità del DPTSc (o DSENAs) nel catturare la sintomatologia derivante dallo sviluppo traumatico e da altre forme di esperienze traumatiche croniche di natura interpersonale (Ford, Courtois, 2009; Roth et al., 1997). Infine alcuni studi neurobiologici hanno recentemente confermato l’esistenza di una forma di DPTS associata a prolungate esperienze traumatiche nell’infanzia e caratterizzata da meccanismi patogenetici dissociativi (Lanius et al., 2010b).
Nonostante queste conferme empiriche, il disturbo per il quale sono stati proposti i nomi DPTSc e DSENAS non è stato riconosciuto nel DSM-IV come un quadro clinico separato: i sintomi che lo descrivono sono stati invece inseriti tra i “sintomi associati” al quadro principale del DPTS nei casi di traumi infantili e di natura interpersonale: “Modulazione delle emozioni deficitaria, autodistruttività e comportamenti impulsivi, sintomi dissociativi, sintomi somatoformi, sentimenti di inefficacia personale, vergogna, disperazione, sensazione di essere permanentemente danneggiati, ostilità, ritiro sociale, sensazione di costante minaccia, problemi relazionali e alterazione della personalità” (APA, 1994).
Recentemente Judith Herman ha rivelato per quale motivo l’American Psychiatric Association nel 1994 non ha ritenuto di inserire il DPTSc nel DSM-IV come quadro diagnostico separato: non si adatta perfettamente alla categoria dei disturbi d’ansia (nella quale è inserito il DPTS), e la sua collocazione appropriata sarebbe tra i disturbi dissociativi, tra quelli di somatizzazione o tra i disturbi di personalità (Herman, 2009).
Molti, a iniziare dalla stessa Herman, concordano con l’osservazione che il DPTSc non può essere considerato fra i disturbi d’ansia, ma ritengono che sarebbe opportuno capovolgere il problema e inserire anche il DPTS, oltre al DPTSc, nella classe dei Disturbi Dissociativi."

 

Modificato da Back Door Man
Lover-Latin1
Inviato (modificato)
2 ore fa, Back Door Man ha scritto:

Eh... Io penso che ce ne siano anche di più. Solo una parte di costoro li riporta.

Mi dispiace, l'ho letto poco tempo addietro e non ho memorizzato la fonte. Non mi sembrava importante.

I sintomi e i comportamenti di chi è afflitto da Post Traumatic Stress Disorder di tipo Complesso sono simili a quelli del BPD. Se ho capito bene nel BPD c'è qualcosa di più... Però, insomma, è capitato che pazienti non BPD siano stati classificati BPD.

Vado a memoria senza controllare: distinguiamo innanzitutto il PTSD dal Complex PTSD.

Semplificando al max è probabile che si sviluppi un PTSD dopo un singolo evento traumatico, ma non sempre accade.

Il C-PTSD si sviluppa a seguito di ripetuti eventi traumatici.

Di norma è quello che accade a bambini cresciuti in famiglie disfunzionali (vedi thread apposito).

Non so se nell'ultimo DSM è presente il C-PTSD.

Ho letto che sono state proposte definizioni alternative. Van der Kolk è uno degli studiosi del settore, direi un punto di riferimento.

_

Update: Ho dato una controllata ai documenti che ho in archivio (ebooks più che altro) e se ne parla (anche) nel testo Sviluppi traumatici, che ho segnalato nell'altro thread (lo sto leggendo con calma).

Se ne parla al Capitolo 1.

Titolo del Capitolo: "Disturbi conseguenti allo sviluppo traumatico: il problema nosografico"

Lascio un estratto:

 

"Nel tentativo di superare i limiti del DPTS Judith Herman ha proposto di chiamare complex post-traumatic stress disorder (cPTSD; DPTS complesso, DPTSc) il quadro clinico che compare nelle vittime di traumi complessi (Herman, 1992a). Per “traumi complessi”, distinti dai traumi singoli (come incidenti stradali, episodi isolati di violenza, terremoti e altre catastrofi naturali), si intendono eventi traumatici multipli che si ripetono in intervalli di tempo prolungati. I traumi complessi sono tipicamente di tipo interpersonale, come gli abusi e i maltrattamenti inflitti all’interno di relazioni alle quali la vittima non può sottrarsi:
tali sono, per esempio, le relazioni fra la vittima e i suoi carnefici in un carcere in cui si pratichi la tortura, o le relazioni fra un bambino e un genitore maltrattante.
L’effetto del trauma complesso, verosimilmente, è particolarmente grave se esso si verifica durante il periodo di maturazione della personalità (Ford, Courtois, 2009). Interferendo con lo sviluppo delle capacità di autoregolazione psicobiologica, di adattamento all’ambiente interpersonale e di costruzione dell’immagine di sé, il trauma complesso dell’infanzia e dell’adolescenza può provocare, oltre ai classici sintomi del DPTS, anche deficit nella regolazione delle emozioni, impulsività, gravi problemi relazionali, somatizzazioni, dissociazione fra stati dell’io e alterazione dell’identità (Herman, 1992a). A questo quadro clinico si dovrebbe applicare, dunque, il nome di DPTSc.
Herman, van der Kolk e altri clinici e ricercatori esperti di patologie correlate a traumi psicologici si fecero presto promotori dell’inserimento nel DSM-IV del quadro clinico del DPTSc, suggerendo per esso anche la denominazione di disorder of extreme stress non otherwise specified (DESNOS; Disturbo da Stress Estremo Non Altrimenti Specificato, DSE-NAs). Gli studi epidemiologici per la verifica dei criteri del DPTS nel DSM-IV hanno suffragato le tesi della Herman, dimostrando che le esperienze traumatiche prolungate di natura interpersonale, specie durante lo sviluppo, non sono adeguatamente descritte dai sintomi del DPTS ma producono l’insieme di sintomi descritto dal DPTSc o DSENAS (van der Kolk et al., 2005). Successive ricerche hanno ulteriormente ribadito in modo inequivocabile l’utilità del DPTSc (o DSENAs) nel catturare la sintomatologia derivante dallo sviluppo traumatico e da altre forme di esperienze traumatiche croniche di natura interpersonale (Ford, Courtois, 2009; Roth et al., 1997). Infine alcuni studi neurobiologici hanno recentemente confermato l’esistenza di una forma di DPTS associata a prolungate esperienze traumatiche nell’infanzia e caratterizzata da meccanismi patogenetici dissociativi (Lanius et al., 2010b).
Nonostante queste conferme empiriche, il disturbo per il quale sono stati proposti i nomi DPTSc e DSENAS non è stato riconosciuto nel DSM-IV come un quadro clinico separato: i sintomi che lo descrivono sono stati invece inseriti tra i “sintomi associati” al quadro principale del DPTS nei casi di traumi infantili e di natura interpersonale: “Modulazione delle emozioni deficitaria, autodistruttività e comportamenti impulsivi, sintomi dissociativi, sintomi somatoformi, sentimenti di inefficacia personale, vergogna, disperazione, sensazione di essere permanentemente danneggiati, ostilità, ritiro sociale, sensazione di costante minaccia, problemi relazionali e alterazione della personalità” (APA, 1994).
Recentemente Judith Herman ha rivelato per quale motivo l’American Psychiatric Association nel 1994 non ha ritenuto di inserire il DPTSc nel DSM-IV come quadro diagnostico separato: non si adatta perfettamente alla categoria dei disturbi d’ansia (nella quale è inserito il DPTS), e la sua collocazione appropriata sarebbe tra i disturbi dissociativi, tra quelli di somatizzazione o tra i disturbi di personalità (Herman, 2009).
Molti, a iniziare dalla stessa Herman, concordano con l’osservazione che il DPTSc non può essere considerato fra i disturbi d’ansia, ma ritengono che sarebbe opportuno capovolgere il problema e inserire anche il DPTS, oltre al DPTSc, nella classe dei Disturbi Dissociativi."

 

E' vero che la diagnosi di BPD è stata utilizzata, in passato, come "pattumiera" per collocare quei disturbi che i professionisti non erano riusciti a categorizzare. Ti consiglio di leggere il testo: "Trauma e psicopatologia" scritto dal mio ex Professore Universitario Vincenzo Caretti e dal collega Giuseppe Craparo. La sintomatologia del BPD non è equivalente a quella del PTSD, è molto diversa. Il BPD e il PTSD derivano da diversi traumi. Si parla, infatti, di trauma cumulativo. Il disturbo borderline di personalità si presenta così: sentimenti cronici di vuoto, rabbia immotivata e intensa e difficoltà a controllarla. Il sintomo cardine è la sensazione del vuoto che caratterizza tali pazienti. Stati di idealizzazione e di svalutazione continui, attacchi di impulsività, quali ad esempio: shopping compulsivo, guida spericolata, promiscuità sessuale (senza protezione), gioco d'azzardo ecc. Possono presentarsi stati dissociativi (avere la sensazione di uscire dal proprio corpo) e di derealizzazione (sensazione che tutto ciò attorno a sé sia finto e/o inesistente). Vi sono anche dei disturbi psicotici (allucinazioni uditive, per esempio) transitori, legati allo stato di stress. Nel disturbo post-traumatico da stress, al contrario, è il ricordo del trauma a padroneggiare lo stato di disagio del paziente. Vi sono dei flashback frequenti, che portano l'individuo a rivivere il trauma. In comune con il BPD, il PTSD ha la dissociazione e la derealizzazione. Non vi è, tuttavia, quel senso di vacuità che caratterizza e domina la psiche come nel BPD. Per ulteriori approfondimenti, ti lascio i seguenti link: https://www.istitutobeck.com/disturbi-di-personalita/disturbo-borderline-personalita

https://www.istitutobeck.com/cptsd-desnos-trauma In questo che descrive il disturbo post-traumatico da stress complesso viene citato anche Van der Kolk.

https://www.istitutobeck.com/disturbo-post-traumatico-da-stress Qui è presente l'illustrazione del PTSD tradizionale.

 

Auspico siano di tuo interesse!

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ciccioman333
Inviato
18 ore fa, Lover-Latin1 ha scritto:

Hai mai avuto a che fare, di persona, con una donna che soffrisse di disturbo borderline diagnosticato? Scusa per l'indiscrezione.

Diagnosticato non lo so, ma si ho avuto a che fare in quanto una mia amica/collega di lavoro e' una psycho al 100%....ha tutti ma proprio tutti i tratti tipici, purtroppo per lei, per il suo bimbo e per le sue varie "vittime"...

  • Mi piace! 1

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