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Terapie a confronto


Panoramix79
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Panoramix79

Amici.

Vorrei aprire una discussione per raccogliere le vostre esperienze su i vostri eventuali percorsi di psicoterapia presenti o passati. Quali caratteristiche, quali punti di forza, quali limiti avete riscontrato?

E' molto pregnante anche la questione sui diversi approcci, da quelli analitici più classici fino alle derive più moderne di cui ho sentito parlare (come l'analisi bioenergetica, la PNL terapeutica, l'analisi reichiana ecc), magari per operare un confronto tra le stesse.

Due-tre mesi fa ho iniziato per la prima volta una terapia, principalmente per cercare di risolvere dei pesanti conflitti interni sedimentati da tanto tempo e per lavorare sull' accrescita dell'autostima e l'abbattimento di alcuni muri inibitori, ma sto trovando il percorso un po' fumoso e deludente.

Forse è ancora presto, ma non sto riscontrando miglioramenti. L'approccio del mio analista è di tipo Junghiano, la qual cosa all'inizio mi ha attirato. Le sedute sono principalmente rivolte alla verbalizzazione, lui cerca di cavarmi di bocca tutto il possibile, con domande a raffica, poi si passa alla fase dell'interpretazione dei sogni in cui sono sempre chiamato in prima persona a verbalizzare, e a cercare nessi tra ogni situazione onirica e il mio immaginario interiore. In pratica....ho l'impressione di fare tutto da solo.... tutto, compreso trarre le conclusioni e dare spiegazioni (non mi serviva un terapeuta per questo...). Lo sento un po' distante, sì alla fine dispensa dei consigli, ma come lo potrebbe fare una qualsiasi persona dotata di esperienza e buon senso. Per di più lo vedo un po' troppo preso dal lato aulico della sua funzione, poco propenso a cercare veramente strategie concrete. L'altra volta gli ho nominato una ragazza (la mia one-itis passata) e lui ha preso a fare raffronti tra il suo nome e le storie legate alla sua mitologia....tutto molto affascinante, ma totalmente privo di nessi con la realtà che gli stavo sottoponendo!! Insomma, so bene che l'approccio Junghiano affonda negli archetipi, ma mi pare che lui a volte si trovi ad inseguire questi archetipi non per spiegare, ma per deviare dal contesto...

A voi la parola.

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martina

Penso che la psicoterapia funzioni con risultati concreti solo per problemi specifici e contingenti (un lutto, una separazione, un tradimento...). Per usare una metafora, può rappresentare una scialuppa di salvataggio se ti ritrovi caduto in mare. Ma non penso funzioni su problemi esistenziali, ancestrali, cioè quando nel mare non ci sei caduto accidentalmente, ma ci sei nato. In questi casi la terapia funge da supporto per ''riposarsi un po'', come un tronco in cui ti aggrappi momentaneamente per riprendere fiato.

Ed è utilità anche questa.

Questo è quello che ho potuto constatare.

Sul tipo di terapia non saprei dire. Si è sempre trattato di colloqui, ragionamenti e confronti a tu per tu.

Io personalmente mi sono trovata bene solo con maschi, con laurea in medicina, cioe' con un background scientifico.

Mi sembra abbiano un approccio più concreto. Anche se certe volte, pure troppo.

Dipende un po' anche da come siamo fatti noi, da cosa si cerca in quel momento, dal tipo di sensazioni a pelle che ti dà quel professionista.

Con uno psicologo (cioè quello laureato in psicologia) non ho mai intrapreso nulla di serio.

Mi sembrano molto teorici, romantici, inconcludenti. Non escludo di non trovarmi bene in un futuro però.

Modificato da martina
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Panoramix79

Penso che la psicoterapia funzioni con risultati concreti solo per problemi specifici e contingenti (un lutto, una separazione, un tradimento...). Per usare una metafora, può rappresentare una scialuppa di salvataggio se ti ritrovi caduto in mare. Ma non penso funzioni su problemi esistenziali, ancestrali, cioè quando nel mare non ci sei caduto accidentalmente, ma ci sei nato. In questi casi la terapia funge da supporto per ''riposarsi un po'', come un tronco in cui ti aggrappi momentaneamente per riprendere fiato.

Grazie Martina...quoto questa parte perché mi trovi particolarmente d'accordo ed è in sintesi l'impressione che ho avuto anch'io io in questi 2 mesi.

Cioè l'impressione che il terapista fosse un po' impreparato perché non aveva un problema ben definito davanti, ma una serie di piccole problematiche, che ora non senza fatica sta iniziando a delineare. Ma per ora per me non c'è neanche quel "tronco" di cui parli, e sinceramente non è neanche quello che vado cercando.

Sulle altre discipline "alternative" ci sono un sacco di sbocchi che, di primo acchitto, sembrerebbero interessanti. Ma ne sono una marea ed orientarsi è veramente difficile...

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pinballwizard

Penso che la psicoterapia funzioni con risultati concreti solo per problemi specifici e contingenti (un lutto, una separazione, un tradimento...). Per usare una metafora, può rappresentare una scialuppa di salvataggio se ti ritrovi caduto in mare. Ma non penso funzioni su problemi esistenziali, ancestrali, cioè quando nel mare non ci sei caduto accidentalmente, ma ci sei nato. In questi casi la terapia funge da supporto per ''riposarsi un po'', come un tronco in cui ti aggrappi momentaneamente per riprendere fiato.

Ed è utilità anche questa.

Questo è quello che ho potuto constatare.

Sul tipo di terapia non saprei dire. Si è sempre trattato di colloqui, ragionamenti e confronti a tu per tu.

Io personalmente mi sono trovata bene solo con maschi, con laurea in medicina, cioe' con un background scientifico.

Mi sembra abbiano un approccio più concreto. Anche se certe volte, pure troppo.

Dipende un po' anche da come siamo fatti noi, da cosa si cerca in quel momento, dal tipo di sensazioni a pelle che ti dà quel professionista.

Con uno psicologo (cioè quello laureato in psicologia) non ho mai intrapreso nulla di serio.

Mi sembrano molto teorici, romantici, inconcludenti. Non escludo di non trovarmi bene in un futuro però.

anche io ho notato questo. Io sono stato per anni in cura da una psicoterapeuta e da uno psichiatra e ho capito che alla fin fine non si arrivava mai a nulla.

Io da quanto ricordo ho sempre avuto questa sensazione cupa, di tristezza, ho sempre avuto difficoltà nel trovare gli stimoli e il senso nel fare le cose, mi sentivo sempre nel posto sbagliato, inadeguato, fuoriluogo ecc... Tutto questo la mia psicoterapeuta me lo faceva notare, ma io sapevo già queste cose. Forse la mia psicoterapeuta non era brava? Non so, fatto sta che non vedo bene gli altri psicoterapeuti. Ho anche fatto diverse cure farmacologiche, ho provato zoloft, prozac, wellbutrin, cipralex, olanzapina, lorazepam e altri farmaci. Ho smesso con questi farmaci perchè davano diversi effetti collaterali ed ero stanco di dover dipendere da queste sostanze.

Modificato da pinballwizard
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AngelOfObsession

Concordo con Martina, la psicoterapia serve per superare momenti difficili oppure fobie specifiche. Per drammi esistenziali, la condizione nichilista, non può fare niente sul lungo periodo.

Tra tutte le scuole di pensiero una che ha dimostrato significativamente di avere risultati è quella cognitivo-comportamentale molte altre invece non hanno la minima prova empirica di essere utili a qualcosa.

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Kobol

Se pratica la junghiana dev'essere vecchio più di matusalemme. Io conosco la terapia gestaltica http://www.cipog.com/it/gestalt_therapy.htmle per quanto mi riguarda mi ha aiutato tantissimo. Tieni presente che alcune cose possono essere risolte in poco tempo ma che altre hanno bisogno di più tempo, la pillola magica o quella medica del tutto subito non sempre sono la migliore soluzione.

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Panoramix79

Grazie per i vostri pareri.

Sto seriamente considerando di aspettare un altro mese o due e poi, se non dovessero cambiare le cose, rivolgermi altrove.

SO che ci vuole tempo ma la mia non è fretta di vedere i risultati, è una sorta di delusione sulla strategia messa in campo.

L'ipotesi psicofarmaci non l'ho neanche presa in considerazione, preferisco tenermi qualche paturnia in più ma gestire e risolvere il problema diversamente.

Grazie Kobol per la tua segnalazione, in effetti avevo già sentito parlare con toni entusiastici di quel tipo di percorso.

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Conosco solo la cognitivo comportamentale che ho fatto per qualche annetto,e devo dire che ha risolto quasi tutti i miei problemi,errori di pensiero e mi ha lasciato una lucidità mentale davvero notevole.La cosa più importante che ho ottenuto è stata l abilità di riconoscere e decifrare i miei pensieri e cambiare me stesso nella direzione che volevo.

La cosa si svolgeva a sedute distanziati nel tempo dove ogni volta si analizzava tutto,i dubbi le difficoltà che si erano avute e per ogni volta successiva c erano sempre degli esercizi da fare legati alle difficoltà . E stata incentrata molto più sulla pratica presente e futura che la risoluzione di problemi passati, anche se a molte cose ci si arriva e se si vogliono affrontare lo si può fare.

Io la consiglierei,se hai qualche curiosità specifica chiedi pure.

Modificato da Werrr
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Panoramix79

Grazie mille Werrr per questa testimonianza. Ne terrò molto da conto!

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Io iniziero' in autunno un ciclo di riequilibrio bioenergetico. Se mi ammettono (devono valutare che non sia una borderline o come diciamo noi psycho :D) ti faro'sapere come va.

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