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Jacques Attali - L'era dell'amore collaborativo


black mamba
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trout_man

Su questi lidi si parla da tempo di poli-amore, di rapporti a lungo termine multipli. Insomma, nihil novi sub sole.

Però è interessante che ci arrivi, seppur tra mille disclaimer, anche un'economista molto à la page e ascoltato tra i ben pensanti, soprattutto a sinistra. Fa sorridere come ogni due righe cerchi di togliere anche il più recondito dubbio nel lettore sul fatto che lui stia facendo dei pensieri pruriginosi sull' "amore condiviso" a mo' d'auspicio. Non sia mai che un' Attali, professorone, possa desiderare di finire all'ammucchiata.

Tuttavia nell'articolo trovo più di qualche ipotesi di fondo che non mi va a genio.

D'accordo che l'economia spesso (sempre?) guida il comportamento sociale, culturale e quindi individuale. Ma l'inferenza logica di dire che l'abitudine a condividere casa, automobile e quindi molti oggetti personali porterà ad accettare/invogliare la condivisione del partner non la trovate un tantinello buttata là?

Già di per sè sembra parlare di un fenomeno inerziale senza spiegarne i presupposti, ma va bè... Forse è anche molto influenzato da certa letteratura francese che sulla tendenza al poliamore ha romanzato tanto (Houllebecq ci sei? ;) )

Ma soprattutto c è un maschilismo di fondo incredibile e mi sembra strano che black mamba non abbia scritto niente. La catena logica sembra essere: la donna era considerata oggetto, ora ha ritrovato libertà (può divorziare, scegliere il compagno ecc.), però per l'uomo è sotto sotto comunque un oggetto anche adesso e non lo vuole condividere così come non condivide casa e auto. Tra qualche anno condividerà anche gli altri oggetti QUINDI arriverà a condividere volentieri anche la donna, che per lui è appunto, sotto sotto, un oggetto. UHHHHHH! Ovvio vale anche per la donna che in questo caso considererebbe l'uomo un mero oggetto ricreativo oppure un mezzo di riproduzione tout court.

In realtà la proliferazione di un amore condiviso secondo me verrà sempre di più grazie all'indipendenza della donna dal punto di vista economico e dalla "maschilizzazione" in atto della sua figura. In altre parole la figura del provider necessario sta scomparendo, così come l'appagamento sociale per una donna di "trovare marito". Al contrario sta diventendo sempre di più motivo di riconoscimento e "emancipazione" il mostrare da parte delle donne la capacità di indipendenza anche sessuale. Ma su questo punto lascio la parola a chi ne sa più..

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black mamba
Inviato (modificato)

Su questi lidi si parla da tempo di poli-amore, di rapporti a lungo termine multipli. Insomma, nihil novi sub sole.

Però è interessante che ci arrivi, seppur tra mille disclaimer, anche un'economista molto à la page e ascoltato tra i ben pensanti, soprattutto a sinistra. Fa sorridere come ogni due righe cerchi di togliere anche il più recondito dubbio nel lettore sul fatto che lui stia facendo dei pensieri pruriginosi sull' "amore condiviso" a mo' d'auspicio. Non sia mai che un' Attali, professorone, possa desiderare di finire all'ammucchiata.

Tuttavia nell'articolo trovo più di qualche ipotesi di fondo che non mi va a genio.

D'accordo che l'economia spesso (sempre?) guida il comportamento sociale, culturale e quindi individuale. Ma l'inferenza logica di dire che l'abitudine a condividere casa, automobile e quindi molti oggetti personali porterà ad accettare/invogliare la condivisione del partner non la trovate un tantinello buttata là?

Già di per sè sembra parlare di un fenomeno inerziale senza spiegarne i presupposti, ma va bè... Forse è anche molto influenzato da certa letteratura francese che sulla tendenza al poliamore ha romanzato tanto (Houllebecq ci sei? ;) )

Ma soprattutto c è un maschilismo di fondo incredibile e mi sembra strano che black mamba non abbia scritto niente. La catena logica sembra essere: la donna era considerata oggetto, ora ha ritrovato libertà (può divorziare, scegliere il compagno ecc.), però per l'uomo è sotto sotto comunque un oggetto anche adesso e non lo vuole condividere così come non condivide casa e auto. Tra qualche anno condividerà anche gli altri oggetti QUINDI arriverà a condividere volentieri anche la donna, che per lui è appunto, sotto sotto, un oggetto. UHHHHHH! Ovvio vale anche per la donna che in questo caso considererebbe l'uomo un mero oggetto ricreativo oppure un mezzo di riproduzione tout court.

In realtà la proliferazione di un amore condiviso secondo me verrà sempre di più grazie all'indipendenza della donna dal punto di vista economico e dalla "maschilizzazione" in atto della sua figura. In altre parole la figura del provider necessario sta scomparendo, così come l'appagamento sociale per una donna di "trovare marito". Al contrario sta diventendo sempre di più motivo di riconoscimento e "emancipazione" il mostrare da parte delle donne la capacità di indipendenza anche sessuale. Ma su questo punto lascio la parola a chi ne sa più..

Non ho commentato immediatamente perchè non avevo tempo, quando mi sono imbattuta nel link. E francamente anche per una notevole insofferenza di fondo alla maniera di (non)argomentare che ultimamente sembra andare per la maggiore, e, intendimi, non mi sto riferendo a te, in particolare.

Mi chiedi cosa penso del maschilismo di fondo che permeerebbe dall'articolo e ti dico che non mi sembra niente di eccezionale. Il concetto di considerare la donna come una delle tante proprietà è -ancora- un dato di fatto per una grossa fetta della popolazione maschile mondiale, dopotutto. e certamente trovo tirato per i capelli il collegamento tra l'evoluzione dei rapporti tra beni di consumo e quelli tra persone, ma mi è sembrato interessante che il discorso "poli"* (con tutti i distinguo che l'autore stesso piazza ogni due per te) sia stato affrontato in maniera strutturata, di fatto vestendolo di una maggior autorevolezza proprio per il fatto di essere considerato un esito economico e non più l'ennesima trasgressione di qualche gruppo di fattoni, alternativi e sociopatici.

*poli non tanto nel senso di poliamore, ma come pluralità di rapporti sessuali non esclusivi

EDIT

aggiungo: niente di nuovo sotto il sole. in realtà, di nuovo, c'è proprio la trasversalità della pratica della condivisione. se ci pensi bene, qui sopra, si è sempre analizzata la pratica delle MLTR come una delle poche formule salutari per l'uomo e non così naturale e desiderabile per la donna...

Modificato da black mamba
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