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La deriva del crocerossino


Panoramix79
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Panoramix79
Ciao, vi scrivo per sapere se anche voi vi siete sentiti appartenere a questa "categoria" in passato.

Molte donne con me, col tempo, assumono un atteggiamento vittimistico.

Amano confidarsi con me dei loro problemi (anche le sfingi che nulla fanno trapelare al di fuori) e la cosa pian piano si

collauda ed evolve in una sorta di rito di lamentazioni continue, sulle loro esistenze, sulle contingenze più problematiche delle loro vite.

La cosa poi si fa particolarmente esasperata in alcuni momenti in cui mi arrivano messaggi di SOS allarmanti,

al culmine della disperazione.

Solo ieri ben tre donne mi hanno intrattenuto tutto il pomeriggio con telefonate lunghissime in cui mi indicavano per

filo e per segno le cause e lo stato di fermento delle loro delusioni/depressioni.

Ora, specifico che sono 3 persone a cui sono molto legato, e a cui voglio un gran bene.

Non è problema di friendzone perché due delle tre già sono state accolte nel mio lettino...

Credo di essere per natura molto protettivo e comprensivo, è questo forse che dona un senso di abbandono verso il mio "rifugio".


Ma ieri ho capito una cosa, forse perché sono in un momento di transizione, di metamorfosi.

Che tutto questo inizia a farmi male, parecchio. Ieri ero sfinito, tramortito. E' come se mi avessero risucchiato tutte

le energie dandole in pasto alle loro angosce. E' come se non avessi più la lucidità di guardarle dall'esterno e dare una parola di conforto distaccata, come facevo in passato.

E' come se il loro malessere trovasse dimora dentro di me, come se non sapessi più distinguere le loro ombre dalle mie, e la cosa mi appanna...e mi fa passare anche la voglia di stabilire con loro altri tipi di connessione, come quella sessuale.

E, nonostante tutto, non riesco a staccare...

Che fare?


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Erlenmeyer

Capisco benissimo il tuo stato d'animo, ci sono passata qualche mese fa.

Ok, non riesci a staccare perché comunque vuoi bene a queste persone. Ricorda però che ne va della tua sanità mentale. Ti assicuro che se non cerchi di staccarti starai sempre peggio. Io sono arrivata ad avere una certa dose di angoscia perenne e ad avere momenti di sconforto e disperazione non appena sentivo il telefono squillare.

Cerca di iniziare almeno di diminuire i contatti... Potrai anche sentirti un po' una merda egoista ma è l'unico. Perché se tanto le affronti facendogli capire che non puoi più reggerle verrai comunque accusato di essere uno stronzo insensibile. Non rispondere ad una telefonata. Aspetta qualche tempo prima di rispondere ad un messaggio. Se le cose vanno per le lunghe, taglia la discussione dicendo che devi assolutamente fare qualcosa. Poco per volta, giorno per giorno.

Inoltre fatti una domanda: loro parlano, parlano e parlano, e tu ascolti... Ma se parli tu, loro ascoltano?

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l'ho fatto anch'io e moooolto spesso

un po' perché sono quel tipo che dopo 5 minuti che ci parli ti senti "come se lo conoscessi da una vita" e ognuno mi racconta i caxxi suoi e un po' perché ne avevo bisogno di sentir i retroscena e togliermi un po' di veli rosa sulle donne.

due tattiche per i messaggi:

la prima, se vuoi riposo temporaneo: ho scaricato da google l'immagine dei Peanuts del chioschetto da dottore di Lucy, vuoto, con la scritta "The doctor is out".

se mando quell'immagine significa che, il Dottore non è disponibile, ho altre robe e non posso seguirti. Torna un altro giorno.

la vedono e la piantano.

la seconda, se vuoi eliminarle senza ritorno: ignora, manda un'immagine divertente e cambia argomento.

lei - sto morendo, ho la corda al collo blabla

tu - immagine stupida di Sesso, Droga e Pastorizia

se ride apposto

se scrive ancora lagne invece, tu, dopo qualche ora - te che ci sei stata il locale xxx è aperto il Giovedì?

se ti telefonano, stessa cosa, o non rispondi, o rispondi, le butti una domanda, racconti una cosa tu e poi la saluti........ non si accettano chiamate lagnose.

da notare che, le pochissime volte in cui un amico mi ha scritto messaggi depressi, era davvero con la corda al collo.

quando me li scrivono ragazze, io le immagino in pigiama, a piangere, sul divano, povera cucciola........... e poi ti sta scrivendo dopo aver trombato tizio o durante un aperitivo.... e una volta addirittura le telefono temendo il peggio e mi risponde con un casino assordante "aspetta che esco!" ed era a ballare.......

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ξรô†ïcø

Avevo letto di un esperimento con degli animali predatori, dove si dimostrava che la capacità venatoria era inficiata dall'incapacità di oggettificare la preda.

Non mi ricordo se era stato fatto con cani o grossi felini come leopardi. Sta di fatto che facendo affezionare il predatore alla sua preda (un pupazzo) otteneva risultati peggiori nell'acchiapparla in corsa, rispetto all'animale che non era stato sottoposto a questo condizionamento emotivo.

In questi anni di IS, prima di un dato momento, non ho ottenuto alcun risultato degno di merito. Mi sono colpevolizzato molto per questo, e sicuramente parte della responsabilità era mia e del mio scarso impegno.

Tuttavia da quando ho letto il post del cassonetto di quell'utente col nick fatto di numeri (21ecc) le cose, lentamente, hanno iniziato a girare. Perché?

Perché per chi è stato abituato a cercare l'approvazione altrui per tutta la vita, cose come la teoria dei 100 punti, l'alphaness e storie simili fan spesso più male che bene. Si continua a ragionare nell'ottica di voler dimostrare qualcosa.

E quindi alla fine si ritorna lì, a fare i crocerossini. Ad attirare i casi umani. Ad ascoltare le lagnanze di ragazze troppo disgraziate per poter essere sopportate da delle amiche.

Ragiona nell'ottica che invece non te ne sbatte un cazzo, e che se fai schifo è tanto meglio, perché più fai schifo e più ti stanno lontano, a chiacchere.

Parla di quanto godi che i barconi si siano ribaltati e fosse per te li bombarderesti a napalm. Vomita disprezzo sui casini della tipa di turno, chiamala pure sfigata o altro.

Tanto tutto questo non ha niente a che vedere col sesso. E comunque questa è una società ossessionata dall opinioni. Come il buco del culo, ognuno ha la sua. Che importa? Servono solo agli advertiser per farti fare click su questo o quel sito di baitclicking.

Il sesso è quando sei abbastanza vicino da trasmetterle il tuo odore, i tuoi feromoni. Quando puoi afferrarle i capelli per farti offrire il collo in sscrificio. Quando la puoi ribaltare con una spinta a pecorina.

Guarda, per me, fare schifo è la rivelazione.

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Mi sono trovata un sacco di volte in questa situazione per lo piu' con amiche/ amici, fin quando mi sono chiesta perche' lo permettevo.

Nel mio caso mi faceva piacere e mi faceva sentire utile dispensare consigli, mi dava importanza. Il prezzo da pagare per una simile considerazione era farmi succhiare via l' energia da persone che pensavano in negativo, inevitabilmente.

In questo momento con ogni probabilita' ti sembra strano, e ti chiedi perche' lo permetti, in quanto stai recuperando " la centratura" in te stesso. E cio' non puo' che essere un bene.

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Jumpy

Leggenda narra che nei marines, per neutralizzare la sensibilità, ti fanno allevare un coniglietto per qualche mese.... sai di quelli carucci, batuffolosi, che sembrano peluche animati?

Ecco... proprio uno di quelli

...

...

Poi ti ordinano di ucciderlo con le tue mani, cucinartelo e mangiarlo.

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Panoramix79

Capisco benissimo il tuo stato d'animo, ci sono passata qualche mese fa.

Ok, non riesci a staccare perché comunque vuoi bene a queste persone. Ricorda però che ne va della tua sanità mentale. Ti assicuro che se non cerchi di staccarti starai sempre peggio. Io sono arrivata ad avere una certa dose di angoscia perenne e ad avere momenti di sconforto e disperazione non appena sentivo il telefono squillare.

Cerca di iniziare almeno di diminuire i contatti... Potrai anche sentirti un po' una merda egoista ma è l'unico. Perché se tanto le affronti facendogli capire che non puoi più reggerle verrai comunque accusato di essere uno stronzo insensibile. Non rispondere ad una telefonata. Aspetta qualche tempo prima di rispondere ad un messaggio. Se le cose vanno per le lunghe, taglia la discussione dicendo che devi assolutamente fare qualcosa. Poco per volta, giorno per giorno.

Inoltre fatti una domanda: loro parlano, parlano e parlano, e tu ascolti... Ma se parli tu, loro ascoltano?

Infatti...già qualche mese fa mi beccai dell' "insensibile" dalla mia ex one-itis quando decisi di staccare la spina, dopo che mi aveva mezzo cornificato ma pretendeva che continuassi a farle ugualmente da parafulmine...

Sono molte le variabili, in realtà ogni donna che si è proposta con questo atteggiamento l'ha fatto con scopi e prospettive diverse.

C'era quella che mi aveva friendzonato e mi teneva stretto a sé (non è il caso delle attuali figure di cui sto parlando, ma mi è successo spessissimo in passato) per una sorta di confortevole ed irrinunciabile senso di protezione. C'era quella che era stata rifiutata da me e mi intratteneva con le sue paturnie, forse per una sorta di ritorsione, per farmi nascere un senso di colpa dentro. C'è quella che capiva di aver individuato un mio punto debole e cercava di avvicinarsi a me sfruttandolo....

Tutte queste persone, stando alla tua domanda, no, non ascoltano affatto. O meglio, fingono di stare a sentire i miei pareri, i miei consigli ma poi fanno di testa loro (per carità, liberissime di farlo). Cercano sfogo o attenzioni, MAI un dialogo vero. E infatti io con loro mi apro sempre di meno...

C'è poi un'altra figura, la ragazza che si apre con pudore, nel tempo, senza invadenza, non perché ne abbia disperato bisogno ma perché si fida di te e ti stima. Quella che sa anche ascoltare, che ti sa portare profondo rispetto, che ha fiducia nei propri mezzi tanto da sapersi anche richiudere nei propri silenzi. Ecco, con queste ultime riesco a stabilire una profonda empatia, aldilà dei possibili sviluppi. E' rarissimo, ma per fortuna a me è arrivato anche questo. E quando arriva è una benedizione.

se ti telefonano, stessa cosa, o non rispondi, o rispondi, le butti una domanda, racconti una cosa tu e poi la saluti........ non si accettano chiamate lagnose.

da notare che, le pochissime volte in cui un amico mi ha scritto messaggi depressi, era davvero con la corda al collo.

quando me li scrivono ragazze, io le immagino in pigiama, a piangere, sul divano, povera cucciola........... e poi ti sta scrivendo dopo aver trombato tizio o durante un aperitivo.... e una volta addirittura le telefono temendo il peggio e mi risponde con un casino assordante "aspetta che esco!" ed era a ballare.......

E' verissimo Andreas, a volte ho usato l'arma dell'ironia per spezzare il circolo vizioso. Devo dire che funziona, perché tutto sommato anche loro trovano in questo un modo per sdrammatizzare e prendersi un po' più alla leggera.

Ma è stato uno stratagemma temporaneo, loro si erano già affezionate ad un'altra figura, ed io senza accorgermene ci ricascavo nel tempo.

Una lettura un po' allargata del principio della COERENZA di cui si parla nei metodi...per cui si dovrebbe avere un altro tipo di atteggiamento sin dall'inizio, non cambiarlo in corso d'opera...

In questo momento con ogni probabilita' ti sembra strano, e ti chiedi perche' lo permetti, in quanto stai recuperando " la centratura" in te stesso. E cio' non puo' che essere un bene.

Cara Kris riesci sempre e comunque a trovare l'elemento chiave, sei disarmante :)

Sì, inizio a chiedermi il "perché" di tante cose e di tanti miei atteggiamenti. E tanti automatismi beceri stanno iniziando a diluirsi in una maggiore consapevolezza dei mezzi e padronanza nelle scelte....

Inutile dire che ho anche individuato le cause della mia "sindrome", ad esempio aver vissuto in casa con una figura materna alquanto martirizzata ha contribuito a formare in me un immaginario di donna fortemente precario, fragile, da difendere e proteggere ad oltranza, a prescindere.

E quindi alla fine si ritorna lì, a fare i crocerossini. Ad attirare i casi umani. Ad ascoltare le lagnanze di ragazze troppo disgraziate per poter essere sopportate da delle amiche.

Ragiona nell'ottica che invece non te ne sbatte un cazzo, e che se fai schifo è tanto meglio, perché più fai schifo e più ti stanno lontano, a chiacchere.

Parla di quanto godi che i barconi si siano ribaltati e fosse per te li bombarderesti a napalm. Vomita disprezzo sui casini della tipa di turno, chiamala pure sfigata o altro.

Tanto tutto questo non ha niente a che vedere col sesso. E comunque questa è una società ossessionata dall opinioni. Come il buco del culo, ognuno ha la sua. Che importa? Servono solo agli advertiser per farti fare click su questo o quel sito di baitclicking.

Il sesso è quando sei abbastanza vicino da trasmetterle il tuo odore, i tuoi feromoni. Quando puoi afferrarle i capelli per farti offrire il collo in sscrificio. Quando la puoi ribaltare con una spinta a pecorina.

Guarda, per me, fare schifo è la rivelazione.

Leggenda narra che nei marines, per neutralizzare la sensibilità, ti fanno allevare un coniglietto per qualche mese.... sai di quelli carucci, batuffolosi, che sembrano peluche animati?

Ecco... proprio uno di quelli

...

...

Poi ti ordinano di ucciderlo con le tue mani, cucinartelo e mangiarlo.

Condivido alcune idee di fondo, ma non vorrei correre il rischio di buttare il bambino con l'acqua sporca.

A me non interessa tanto "neutralizzare la sensibilità" o arrivare al voler "far schifo" (vorrei non arrivare poi a far schifo anche a me stesso!), andrei a collocarmi su una sponda opposta, ugualmente distruttiva perché, per quel che mi riguarda, poco allineata con la mia interiorità. Motivo per cui anche in termini di "seduzione" ne ricaverei ben poco secondo me.

Il problema è che anche il "crocerossino" è una sponda che rispetta poco la mia persona, è questo che ho capito di recente.

Quindi al concetto del voler "far schifo" (anche se capisco la provocazione), io sostituirei quello di "forza", forza di rispettarsi in ogni circostanza, che ti fa dire di no quando non ne hai più di assimilare la negatività altrui, forza che ti fa, come dice Kris, mettere in primo piano il tuo equilibrio, farne fulcro della tua esistenza, saper abbandonare qualcuno e saper sopportare gli abbandoni.

E al concetto di forza legherei anche quello di umiltà. Mi sono iniziato a chiedere questi giorni....ma chi cazzo sono io per pormi in questa veste di "guaritore"??? Un medico, uno sciamano, un sacerdote, uno psicologo, un santone? Nulla di tutto questo, sono quanto di più lontano da tutto ciò. Non sono stato in grado di darmi una risposta esauriente, se non nell'individuare, proprio come dice Esotico, un MIO antico bisogno di approvazione che si è fossilizzato...

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Leggenda narra che nei marines, per neutralizzare la sensibilità, ti fanno allevare un coniglietto per qualche mese.... sai di quelli carucci, batuffolosi, che sembrano peluche animati?

Ecco... proprio uno di quelli

...

...

Poi ti ordinano di ucciderlo con le tue mani, cucinartelo e mangiarlo.

non penso mi lasceranno cucinare e mangiare le mie amiche lagnose..

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Jumpy

Condivido alcune idee di fondo, ma non vorrei correre il rischio di buttare il bambino con l'acqua sporca.

Come han scritto gli altri, la strategia è semplice (difficile è applicarla, lasciandosi impietosire).

Fa' la piagnona? Svii il discorso. La fa ancora e insiste? Inizi a freezare... ma sul serio, 1-2 settimane... anche un mese... lascia che si faccia sentire lei e se è il caso, che qualche messaggio e qualche telefonate restino senza risposta.

Una persona "centrata" coglie d'istinto con chi e quando è preferibile allentare un po' i rapporti.

Modificato da Jumpy
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freefall

Ciao, vi scrivo per sapere se anche voi vi siete sentiti appartenere a questa "categoria" in passato.

Molte donne con me, col tempo, assumono un atteggiamento vittimistico.

Amano confidarsi con me dei loro problemi (anche le sfingi che nulla fanno trapelare al di fuori) e la cosa pian piano si

collauda ed evolve in una sorta di rito di lamentazioni continue, sulle loro esistenze, sulle contingenze più problematiche delle loro vite.

La cosa poi si fa particolarmente esasperata in alcuni momenti in cui mi arrivano messaggi di SOS allarmanti,

al culmine della disperazione.

Solo ieri ben tre donne mi hanno intrattenuto tutto il pomeriggio con telefonate lunghissime in cui mi indicavano per

filo e per segno le cause e lo stato di fermento delle loro delusioni/depressioni.

Ora, specifico che sono 3 persone a cui sono molto legato, e a cui voglio un gran bene.

Non è problema di friendzone perché due delle tre già sono state accolte nel mio lettino...

Credo di essere per natura molto protettivo e comprensivo, è questo forse che dona un senso di abbandono verso il mio "rifugio".

Ma ieri ho capito una cosa, forse perché sono in un momento di transizione, di metamorfosi.

Che tutto questo inizia a farmi male, parecchio. Ieri ero sfinito, tramortito. E' come se mi avessero risucchiato tutte

le energie dandole in pasto alle loro angosce. E' come se non avessi più la lucidità di guardarle dall'esterno e dare una parola di conforto distaccata, come facevo in passato.

E' come se il loro malessere trovasse dimora dentro di me, come se non sapessi più distinguere le loro ombre dalle mie, e la cosa mi appanna...e mi fa passare anche la voglia di stabilire con loro altri tipi di connessione, come quella sessuale.

E, nonostante tutto, non riesco a staccare...

Che fare?

Ti capisco. Io sono arrivato a decidere che le spalpazzo mentre parlano.

L' ascolto (mio) ha questa implicazione, non sono la loro amica, è un modo per chiarirlo.

O se ne vanno o accettano.

E qui il dubbio: a loro piace il kino o sono così disperate che lo accettano pur di aver qualcuno che le ascolti?

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