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Tutte Mia le traduzioni, quindi easy.

Alan Watts, “OSSA ZEN” (Traduzione)

https://www.youtube.com/watch?v=pwRlgHTc9ME

Una volta, uno studente Zen ripropose un vecchio poema buddhista al suo maestro, il quale dice : "Le voci dei torrenti provengono da una grande lingua, i leoni delle colline sono il puro corpo del Buddha. Non è così ?" chiese al maestro. "Lo è", disse il maestro, "ma è un peccato dirlo".
Sarebbe, sicuramente, molto meglio, se questa occasione venisse celebrata senza parola alcuna. E se mi rivolgessi a voi allo stesso modo degli antichi maestri Zen, dovrei colpire il microfono con il mio ventaglio, ed andarmene. Ma ho come la sensazione che poiché avete contribuito al supporto del Centro Zen, con l'aspettativa di imparare qualcosa, poche parole dovrebbero essere dette, anche se, vi avverto, che spiegandovi queste cose, vi metto di fronte ad una truffa molto seria.
Poiché se vi permettessi di andarvene questa sera, con l'impressione di avere capito qualcosa a proposito dello Zen, avrete mancato l'intero punto completamente. Questo perché lo Zen è un modo di vivere, uno stato dell'essere, che non è possibile abbracciare in alcun concetto di qualsiasi tipo, quindi ogni concetto, ogni idea, ogni parola che vi metterò di fronte questa sera avrà come oggetto, mostrarvi le limitazioni delle parole e del pensiero.
Adesso quindi, se qualcuno dovesse provare a dire qualcosa a proposito di che cosa sia lo Zen, ed io vorrei farlo come introduzione, dovrebbe insistere sul fatto che lo Zen, nella sua essenza, non è una dottrina. Non c'é niente a cui è supposto che crediate. Non è una filosofia nel nostro senso, ovvero una collana di idee, con cui un intellettuale cerca di catturare i pesci della realtà. In verità, i pesci della realtà sono più simili ad acqua, scivolano sempre via dalla rete. E nell'acqua come sapete quando vi finite dentro, non c'é niente a cui aggrapparsi. Tutto questo universo è come acqua ; è fluido, transitorio, in continuo cambiamento. E quando siete gettati nell'acqua dopo esservi abituati a vivere in una terra asciutta, non vi sarà familiare l'idea di nuotare. Provereste a stare sull'acqua, provereste ad aggrapparvi ad essa, e come risultato, affogherete. L'unico modo per sopravvivere nell'acqua, e ciò è riferito in particolare all'acqua della moderna confusione filosofica, dove Dio è morto, in cui le proposizioni metafisiche sono prive di significato, e non c'é davvero nulla a cui aggrapparsi, perché stiamo semplicemente cadendo, è nuotare. E per nuotare, ti rilassi, lasci andare, doni te stesso all’acqua, e dovrai sapere come respirare in maniera corretta. E allora scoprirai che è l’acqua stessa a tenerti a galla; infatti, in un certo senso, diventerai tu stesso acqua. Allo stesso modo, uno potrebbe dire se provasse a mettere – lo ripeto, sviandovi – lo Zen in un qualsiasi tipo di concetto, qualcosa del genere :
In questo universo, c’é una grande energia, e noi non abbiamo un nome per essa. Le persone hanno provato a darvi vari nomi, come Dio, come Brahmin, come Tao, ma nell’occidente, la parola Dio è arrivata ad avere talmente tante associazioni divertenti attaccate ad essa, che molti di noi sono stuccati da essa. Quando le persone dicono „Dio, il Padre Onnipotente“, in molti, si sentono buffi dentro. Quindi vogliamo sentire nuove parole, vogliamo sapere a proposito del Tao, del Brahmin, dello Shinto, e questo e quest’altro, altri strani nomi dal lontano est in quanto non portano le stesse associazioni stucchevoli e cerimoniali e buffe dal passato. E attualmente, alcune delle parole che i Buddhisti usano per l’energia base del mondo non significano davvero niente. La parola „tahata“, che è tradotta dal sanscrito come „niente“ „vuoto“ o cose del genere, significa invero più qualcosa come „dadada“, basata sulla parola „tat“, che in sanscrito significa „questo“, e quindi in sanscrito è detto „tat lum asi“ „questo attraverso l’arte“, o in moderno americano „tu lo sei“. Ma „da, da“ – è il primo suono che il neonato fa quando viene al mondo, perché il bambino si guarda attorno e ripete : „da da da da“ed i padri si emozionano e pensano che stia dicendo „Dad, padre“, ma, in accordo con la filosofia Buddhista, tutto l’universo è un „dadada“, che significa“dieci migliaglia di funzioni, dieci migliaglia di cose, una“, e siamo tutti questa „una“. E questo significa che questa „una“ viene e va come qualsiasi altra cosa perché questo intero mondo è un sistema del tipo acceso\spento. Come dicono i cinesi, lo yang e lo yin, e quindi esso consiste di „adesso lo vedi, adesso non lo vedi più, ora ci sei, ora non ci sei più, ora ci sei“ perché è questa la natura dell’energia, essere come un‘onda, e le onde hanno creste e depressioni, solo noi, essendo in una sorta di sonnolenza o illusione, immaginiamo che le depressioni superini l’onda o la sua cresta, che lo yin, o il principio scuro, andrà a superare lo yang, o principio della luce, e che quindi lo „spento“ andrà infine a trionfare sull‘ „acceso“. E noi, dovrei dire, ci siamo ammattiti non poco indulgendo in questa illusione. „Ehy, supponiamo che le tenebre trionfino, non sarebbe terribile !“. E così tremiamo costantemente e pensiamo che ciò potrebbe accadere, in quanto, dopotutto, non è strano che ogni cosa esista ? Ed è molto peculiare che richieda sforzo, che richieda energia, e sarebbe molto più facile se non ci fosse nulla di niente. Inoltre, pensiamo bene, in quanto esseri, che poiché il lato „dell’essere“ richiede tanta fatica, ci si debba arrendere sempre dopo un po‘ ed affondare nella morte. Ma la morte è solamente l’altra faccia dell’energia, ed è il riposo, il non essere niente, che produce qualcosa, allo stesso modo in cui non possiamo avere un solido senza lo spazio, o lo spazio senza solidi. Quando ti accorgi di ciò, e realizzi che più una cosa cambia più rimane la stessa, come dicono i francesi, che tu sei uno strascico di questa energia, e che non c’é alcuna altra cosa che questa, la quale sei tu, ma che poiché essere sempre te sarebbe un’insopportabile noia, è arrangiata in modo tale che tu smetta di essere te per un po‘, e che dopo ritorni indietro come qualcosa di completamente diverso. Quando scopri ciò, divieni pieno di energia e meraviglia. Come disse Blake : „L’Energia è eterna meraviglia“. Ed improvvisamente riesci a vedere oltre l’intera finzione delle cose. Realizzi che tu sei „Questo“ – non gli metteremo un nome sopra“, che tu sei „questo“, e non potresti essere nessuna altra cosa. Così vieni sollevato da un fondamentale terrore.
Ciò non significa che sarai sempre un grande eroe, che non salterai quando sentirai uno sparo, che non ti preoccuperai occasionalmente, che non perderai mai il tuo temperamento. Significa che, fondamentalmente, nel profondo, profondo, profondo tuo essere, tu sarai in grado di essere umano, non un Buddha di pietra - sapete nello Zen c’é una differenza sostanziale tra un Buddha vivente ed uno di petra. Se vai da un Buddha di pietra e lo colpisci forte in testa, niente accade. Ti rompi il polso o la tua bacchetta. Ma se colpisci un Buddha vivente, potrebbe dire „ouch!“, e potrebbe sentire dolore, perché se non sentisse niente, non sarebbe un essere umano. I Buddha sono umani, non sono Daeva,non sono Dei. Sono uomini e donne illuminate. Ma il punto è che non hanno paura di essere umani, non hanno paura di rendersi partecipi del dolore, delle difficoltà e delle prove che naturalmente vanno con l’umana esistenza. L’unica differenza è - ed è una differenza quasi impercettibile - che c’é bisogno di uno di loro per riconoscerne uno. Come recita un poema Zen : „Quando due maestri Zen incrociano l’un l’altro lungo la strada, non hanno bisogno di introduzioni. Quando due furfanti si incontrano, si riconoscono istantaneamente“. Quindi una persona che sia davvero in armonia con lo Zen capisce ciò, non va in giro a dire „Oh, io ho compreso lo Zen, ho il satori, ho ottenuto questo, ho ottenuto quell’altra e quell’altra cosa“ perché se dicesse ciò, non avrebbe capito neanche mezza cosa su di esso.
Così è lo Zen, se posso metterlo metaforicamente, Jon-Jo ha detto : „il perfetto uomo utilizza la sua mente come un o specchio. Non si aggrappa a niente, non rifiuta niente. Riceve ma non trattiene“. Ed un altro poema parlando di oche che volano sopra un lago : „Le oche selvagge non hanno intenzione di proiettare il loro riflesso, e l’acqua non ha interesse a trattenere la loro immagine“. In altre parole questo deve essere – per metterlo in maniera molto ristretta nel nostro idioma moderno - vivere senza aggrapparsi alle cose. La parola „aggrapparsi“ è quasi l’esatta traduzione del giapponese „bono“ ed il sanscrito „klesa“, ordinariamente tradotti come „attaccamenti al mondo“, pur questo suonando un pochino – capite quello che intendo – suona pio, e nello Zen, le cose che suonano pie hanno un cattivo odore. Ma con non aggrapparsi detto a questo modo, intendiamo essere in grado di lasciarsi trasportare come le nuvole e fluire come l’acqua, comprendendo che tutta la vita è una magnifica illusione,un piano di energia, e che non c’é assolutamente niente di cui aver paura. Fondamentalmente, alla radice. Avrai paura in superficie. Avrai paura di mettere le tue mani sul fuoco. Avrai paura di ammalarti, etc. Ma non avrai paura di aver paura. La paura passerà sopra la tua mente come una nuvola nera riflessa in uno specchio. Ma certamente, lo specchio non è propriamente la giusta immagine; lo spazio sarebbe meglio detto. Come una nuvola nera che scorre attraverso lo spazio senza lasciare alcuna tracccia. Come le stelle non lasciano tracce dietro di loro. E quindi questo fondamento – è chiamato „il vuoto“ nel Buddhismo; che non significa „vuoto“ nel senso di vuoto ordinariamente detto, come spazio vuoto. È vuoto come la più reale delle cose che c’é, ma che nessuno può concepire. È un po‘ la stessa situazione che hai tra lo speaker, di una radio, e tutti i vari suoni che sono prodotti. Dallo speaker tu senti voci umane, ascolti ogni tipo di strumento musicale, lo starnazzare di corni, il suono del traffico, l’esplosione di pistole, e tuttavia questa tremenda varietà di suoni sono vibrazione del diaframma, ma non viene mai detto. L’annunciatore della radio non arriva e la prima cosa al mattino che pronuncia è „ladies & gentleman, tutti i suoni che ascolterete uno dietro l’altro durante la giornata saranno le vibrazioni di un diaframma; non prendeteli per veri“. E la radio non menziona mai la sua stessa costruzione, capite ? E nella stessa esatta maniera non sarete mai in grado, davvero, di esaminare tutto ciò, per farne un oggetto della vostra mente, così come non potete guardare i vostri stessi occhi, o mordere i vostri denti, perchè voi SIETE queste cose, e se provate a cercarle, e ne fate qualcosa da possedere,ebbene questa è una grande mancanza di sicurezza. Questo mostrerebbe che voi non sapete davvero di „esserlo“. E se lo „siete“ , non dovete farne niente. Non c’é niente da cercare. Ma la prova per ciò è, lo state ancora cercando ? Lo sapete ? Intendo, non come un tipo di conoscenza che possedete, non qualcosa che avete imparato a scuola per prendere un voto, del tipo, ho imparato a memoria i contenuti di questo libro e li ricordo ancora“. In questo tipo di conoscenza non c’é niente da ricordare; niente da formulare. Sapete, è meglio quando dite „non lo so „. Perchè questo significa, „non mi sto attaccando ad esso, non sto cercando di aggrapparmi ad esso“ in forma di concetto, perché non c’é assolututamente alcuna necessità di farlo. Ciò sarebbe, in linguaggio Zen, mettere una gamba su un serpente, o la barba ad un eunuco, o come diremmo noi, indorare i gigli.
Adesso vi direte, „bhé, ciò suona piuttosto facile. Tutto ciò che stai cercando di dirci è di rilassarci ? Non abbiamo più bisogno di andare in giro rincorrendo cose ? Abbandoniamo la religione, abbandoniamo la meditazione, abbandoniamo questo, o quest’altro, e quast’altra cosa a cui ci siamo aggrappati fino ad adesso ? Ok“. Sapete, come un padre dice a suo figlio che continua a chiedere „Perché ? Perché ? Perché ? Perché ? Perché ? Perché ? Perché Dio ha fatto l’universo ? Chi ha fatto Dio ? Perché gli alberi sono verdi ?“ e così via e così via, ed il padre infine dice : „Oh, sta zitto e mangia i tuoi fagioli“. Non è propriamente così, perché, vedete, è più in questo modo :
Tutte queste persone che provano a realizzare lo Zen non facendo nulla stanno ancora cercando disperatamente di trovarlo, e sono sul percorso sbagliato. C’é un altro poema Zene che recita : „Non puoi ottenerlo pensandoci, non puoi afferarlo senza pensarci“. O potremmo dire, non puoi afferrare il significato dello Zen facendo qualcosa per ottenerlo, ma allo stesso tempo, non puoi carpire il suo significato senza fare nulla per esso, perché entrambe stanno, in modo differente, cercando di muoversi da dove sei adesso, verso qualche altra parte, ed il punto è che arrivando ad una comprensione di ciò, quello che chiamo „essere“, può essere raggiunto solo adesso. E non c’é bisogno di alcun mezzo per essere completamente qui. Né attivi da una parte, né passivi dall’altra. Perché in entrambi i modi, ti stai provando a muovere lontano dall’immediato adesso. Ma come potete vedere, è difficile capire un linguaggio del genere. E per comprendere a che cosa si riferisce tutto ciò, c’é un prerequisito assolutamente necessario, e questo è smettere di pensare. Adesso, non sto dicendo questo nello spirito di diventare anti-intellettuale, perché io penso un sacco, parlo molto, scrivo un sacco di libri, sono una sorta di scolaro mezzo mancato. Ma sapete, se parlate tutto il tempo, non riuscirete mai a sentire che cosa chiunque altro vorrà dire, e oltre a questo, tutto ciò di cui parlerete sarà la vostra conversazione. La stessa cosa vale per le persone che pensano tutto il tempo. Questo significa, quando io uso la parola „pensare“, parlare con te stesso, conversazioni „subvocali“, il costante chit-chat di simboli ed immagini e parlato e parole dentro il vostro cranio.
Adesso, se lo fate tutto il tempo, scoprirete che non avete nulla a cui pensare ad eccezione del pensare stesso, e come dovete smettere di parlare per sentire ciò che io vi sto dicendo, dovete smettere di pensare per scoprire qual’é il senso della vita. E nel momento in cui smettete di pensare, venite immediatamente a contatto con ciò che Korzybski chiama, così meravigliosamente, „Il mondo impronunciabile“, questo per intendere, il mondo non verbale. Alcune persone lo chiamerebbere il mondo fisico, ma queste parole „fisico“, , „non verbale“, sono tutte concettuali, non il concetto stesso, è più *SUONO COLPO BACCHETTA DI LEGNO *.Così quando siete svegli in questo mondo, improvvisamente scoprirete che tutte le così chiamate differenze tra il sé e gli altri, vita e morte, piacere e dolore, sono tutte concettuali, e non sono qui. Non esistono per niente in questo mondo che è *SUONO COLPO BACCHETTA DI LEGNO*. In altre parole, se io vi colpissi forte abbastanza, „ouch“ non fa male, se siete nello stato così chiamato di non-pensiero. Ci sono certe esperienze, capite, ma non le chiamate „dolore“. È come quando siete bambini piccoli, vi picchiano, e piangete, e allora vi dicono : „Non piangere“ perché vorrebbero farvi male senza che piangiate allo stesso tempo. Le persone sono piuttosto curiose quando fanno cose come questa. Ma vedete, loro hanno voluto che piangeste. Allo stesso modo se un giorno vomitate qualcosa. Fa bene vomitare qualcosa se avete mangiato qualcosa che non era buono per voi, ma vostra madre dice „Eugh!“ e vi porta a reprimervi e pensare che vomitare non è una buona cosa da fare. Così che quando vedete persone morire, e tutti quanti attorno a voi cominciano a piangere e lamentarsi, imparate da questo che morire è una cosa terribile. Quando qualcuno si ammala, tutti gli altri diventano ansiosi, ed imparate in questo modo che essere malati è qualcosa di terribile. Lo imparate da un concetto.
Questa è la ragione per cui c’é nella pratica dello Zen, ciò che abbiamo fatto prima che questa lettura cominciasse, la pratica Za-Zen, lo Zen da seduti. Accidentalmente ci sono altri tre tipi di Zen oltre allo Za-Zen. Lo Zen in piedi, lo Zen mentre si cammina, e lo Zen da distesi. Nel Buddhismo, si parla delle tre dignità dell’uomo. Camminare, stare in piedi, sedersi, e sdraiarsi. E si dice che quando sedete, dovete solo sedervi. Quando camminate, camminate e basta. Ma qualsiasi cosa accada, non oscillate. Nei fatti, certamente, potete oscillare, se sapete oscillare bene. Quando all’antico Maestro Hiakajo fu chiesto : „Che cos’é lo Zen ?“ lui rispose : „Quando affamati, mangiate, quando stanchi, riposate“, e allora gli fecero : „Bhé, non è ciò che fanno tutti ? Non sei forse come ogni persona ordinaria ?“. „Oh no“ rispose il maestro : „Loro non fanno niente di tutto questo. Quando affamati, loro non mangiano semplicemente, loro pensano ad ogni genere di cosa. Quando sono stanchi, non si limitano a riposare, ma sognano ogni tipo di cosa“. So che ai Jungiani non piacerà questo, ma c’é il tempo in cui ti riposi e basta, senza alcun sogno. Riposi profondamente e respiri dai tuoi talloni. Adesso, riprendendo, Za-Zen, o Zen da seduti, è una molto molto buona cosa nel mondo occidentale. Abbiamo corso in su e giù fin troppo. E va bene così; siamo stati attivi, e le nostre azioni hanno portato ad un sacco di ottime cose. Ma come sottolineò Aristotele molto tempo fa, e questa è una delle buone cose di Aristotele, egli ha detto : „ L’obiettivo dell’azione è la contemplazione“. In altre parole, indaffarati, indaffarati, indaffarati, indaffarati, indaffarati, ma per quale motivo ? Specialmente quando le persone sono indaffarate pensando di STARE ANDANDO da qualche parte, che arriveranno a a qualcosa ed otterranno qualcosa. Ci sono una buona quantità di punti prima dell’azione se sai di non stare andando da qualche parte. Se agisci come danzi, o come canti o suoni, allora davvero non stai andando da nessuna parte, stai semplicemente facendo pure azioni, ma se agisci con un pensiero in testa, che come risultato di questa azione arriverai eventualmente in un posto dove tutto andrà bene, allora sei come uno scoiattolo in gabbia, condannato senza speranza a fare ciò che nel Buddhismo è chiamato „Samsare“, il cerchio, o la continua corsa di nascita e morte, perché stai pensando di andare da qualche parte. Sei già là. Ed è solo la persona che ha scoperto che è già adesso qui, capace di azione, perchè non agisce freneticamente con il pensiero di stare andando da qualche parte. Agisce come se stesse in una meditazione camminando. A questo punto, vedete, si corre non perché siamo in una grande, grande, fretta, di arrivare ad una destinazione, ma perché la camminata in sé è magnifica. La camminata in sé è la meditazione. E quando si vedono monaci Zen camminare, è davvero affascinante. Hanno un differente modo di camminare, differente da qualsiasi altra persona in Giappone. Molti giapponesi si trascinano in avanti, o, se vestono abiti occidentali, vanno di fretta e furia come facciamo noi. I monaci Zen hanno una particolare oscillazione quando camminano, e si ha la sensazione che camminino allo stesso modo dei gatti. C’é qualcosa in loro che non è esitante; vanno avanti senza timore, non sono in una sorta di vagare attorno, ma camminano semplicemente per il camminare. E questa è la meditazione camminata. Ma il punto è che uno non può agire creativamente, se non sulla base della quiete. Avendo una mente capace di tanto in tanto di smettere di pensare. Ed in questo modo con questa pratica di sedersi, che può sembrare molto difficile di primo impatto, perché se sedete nel modo Buddhista, vi faranno male le gambe. Molti occidentati iniziano ad agitarsi di continuo ; trovano molto noioso sedersi per lungo tempo, ma il motivo per cui lo trovano noioso è perché stanno ancora pensando. Se non stessi pensando, non noteresti il passaggio del tempo, e come dato di fatto, sarebbe lontano dall’essere noioso. Il mondo quando visto senza il chit-chat interiore diventa sorprendentemente interessante. La più ordinaria delle viste e suoni e odori, il riflesso delle ombre sul pavimento di fronte a te. Tutte queste cose, senza essere nominate, dicendosi „questa è un’ombra, questo è rosso, questo è marrone, questo è il piede di qualcuno“, quando non nomini più le cose, è allora che cominci a vederle. Perché dire quando una persona vede : “Ho visto una foglia“, immediatamente, si pensa ad una cosa a forma di punta di lancia, contornata di nero e riempita di un verde opaco. Nessuna voglia è in quel modo. Nessuna foglia – le foglie non sono verdi. Questo è il motivo per cui Lao-Tzu diceva : „i cinque colori fanno di un uomo un cieco, i cinque toni fanno di un uomo un sordo“, perché se puoi solo vedere cinque colori, sei cieco, e se puoi solo sentire cinque toni in musica, sei sordo. Vedete, se forzate i suoni in cinque tonalità, e forzate i colori in cinque colori, siete ciechi e sordi. Il mondo dei colori è infinito, così come quello dei suoni. Ed è solo smettendo di attaccare concetti al mondo dei colori e dei suoni che si può davvero cominciare a vedere e sentire.
Quindi adesso, dovrò essere così audace da usare la parola „disciplina“, a proposito della meditazione Za-Zen. Dietro di essa si nasconde la straordinaria capacità delle persone Zen di sviluppare delle arti così grandi come quella dei giardini, la cerimonia del té, la calligrafia, ed i grandi disengni della Dinastia Sum, e di tutta la tradizione Sumi giapponese. E questo perché, specialmente nella cerimonia del té, che significa letteralmente „cha-no-yu“ in gipponese, significa „acqua calda del té“,loro hanno trovato nelle cose più semplici del mondo e di ogni giorno, magia. Con le parole del poeta Hokoji : „un potere meraviglioso ed attività soprannaturali, disegnare acqua, traportare legna“. E sapete, come quando succede che pronunciate una parola e rendete quella parola senza significato, prendiamo la parola „sì“ – sì sì sì sì sì sì sì sì sì sì. Diventa divertente. Questo è il motivo per cui si utilizza la parola „mu“ nell’allenamento Zen, e diventa magica. Adesso, ciò che dovete capire nella continuazione dello Za-Zen, è che voi – Aspettate, fatemi dire una cosa prima in modo preliminare, il più facile modo per smettere di pensare è prima di tutto pensare a qualcosa che non ha alcun significato. Questo è il mio punto quando parlo di „mu“ o „sì“, o conto i vostri respiri, o ascolto un suono senza significato, è perché ciò ferma il pensiero, e si rimane affascinati dal suono. Dopo man mano che vai avanti tu semplicemente – solo per quanto riguarda i suoni- arrivi ad un punto in cui il suono è portato via, e tu rimani completamente aperto. Adesso, a questo punto, ci sarà una sorta di fase preliminare chiamato satori, e penserai „Wowee, eccolo !“. Sarete così felici, che vi sembrerà di camminare nell’aria. Quando a Suzuki Daisetz fu chiesto com’era avere il Satori, lui disse : „bhé, è come un‘esperienza ordinaria, di ogni giorno, ad eccezione del fatto che si é a qualche centimetro dal suolo“. Ma c’é un altro detto secondo cui lo studente che ha ottenuto il satori va all’inferno direttamente senza fermate. Nessun satori là attorno, perché chiunque abbia avuto un’esperienza spirituale, che tu l’abbia ottenuta attraverso lo Za-zen, o attraverso LSD, o qualsiasi altra cosa che ti dia questa esperienza, se vi si ggrappa, dicendo „adesso la ho“, è andata per sempre, perché il minuto stesso in cui afferri questa vitalità, è come catturare una manciata di acqua, più la stringi, più rapidamente scivola dalle tue dita. Non c’é niente per trattenerla, perché NON HAI BISOGNO di aggrapparti a niente. La hai da principio. Puoi adesso vederla attraverso vari metodi di meditazione, ma il problema è che le persone escono da esso e si vantano di ciò, dicendo „l’ho visto“. Equalmente intollerabili sono quelle persone che studiano lo Zen ed escono e si vantano di ciò con i loro amici a proposito di quanto le loro gambe gli fanno male, e di quanto a lungo hanno seduto, e che dolorosa cosa è stata. Sono ripugnanti. Perché il lato disciplinare di questa cosa è che non è fatta per essere qualcosa di così basso. Non è fatto in spirito masochista, o sadico: la sofferenza tempra il carattere, allora la sofferenza è buona per te.
Quando sono andato a scuola in Inghilterra la premessa alla base dell’educazione era che la sofferenza tempra il carattere, e che quindi tutti gli studenti anziani avevano la libertà di prendersela con i più piccoli con una coscienza perfettamente pulita, in quanto gli stavano facendo un favore. Era buona cosa per loro, stavano costruendo il loro carattere, e come risultato di questa attitudine, la parola „disciplina“ ha cominciato ad avere un cattivo odore. E sarà nauseante per molto tempo. Ma noi abbiamo bisogno di un genere completamente nuovo di attitudine su questo, perché senza questa quiete, e questo non-battersi, la vita diventa disordinata. Quando finalmente lasci andare perché non c’é niente a cui aggrapparsi, dovrai stare estremamente attento a non trasformarti in un budino sciolto. Lasciate che vi dia due illustrazioni opposte. Quando chiedete alla maggior parte delle persone di sdraiarsi a pancia in giù sul pavimento e rilassarsi, scoprirete che sono a piena attenzione, perché non credono davvero che il pavimento li reggerà, e per questo si aggrappano forte a loro stessi; Sono tesi, hanno paura che se non fanno ciò, anche se il pavimento li sta reggendo, si trasformeranno improvvisamente in una massa gelatinosa che scivolerà verso ogni direzione. Poi, ci sono altre persone che quando gli dici di rilassarsi, diventano come uno straccio moscio. Ma vedete, l’organismo umano è una sottile combinazione di duro e morbido. Di carne ed ossa. Lo Zen che ha a che vedere sia col fare sia col non fare, ma sapendo che tu Lo sei comunque, e non c’é bisogno di perseguirlo, è chiamato lo Zen-Carne. Ma il lato in cui puoi tornare indietro nel mondo, con questa attitudine di non perseguire, sapendo di Essere, e di non poter cadere – questo richiede ossa. Ed è una delle cose più difficili da fare – e questo appartiene ad una generazione di cui tutti sappiamo che esisteva fino a poco tempo fa - dove hanno appreso lo Zen, ed hanno iniziato qualsiasi cosa, del dipingere, dello scolpire, della via della vita, ritornando glorie e meraviglie articolate e piene di vividi colori. Oggi io credo stiamo cominciando a recuperarlo. I nostri pittori stanno cominciando una volta ancora a ritornare a quella gloria e meravigliosa ricchezza di dettagli e vividi colori. Non c’é stato niente come ciò dalle vetrate di Chartre. Un buon segno. Ma è richiesto che ci sia nella nostra vita quotidiana libertà, e non sto solo parlando della libertà politica. Sto parlando di una libertà che arriva quando sai di Essere, per sempre, ancora ed ancora. E che sarà così piacevole quando morirai, perché quello sarà un cambiamento, ma arriverà in un altro modo. Quando si è a conoscenza di ciò, ed hai visto attraverso l’intero miraggio, allora presta attenzione, perché potrebbero esserci ancora semi di ostilità, di orgoglio, di volontà di buttare giù altre persone, o semplicemente sfuggire ai normali arrangiamenti della vita.
È questo il motivo per cui, nell’ordine dei monasteri Zen, vari compiti sono assegnati. Il novizio ha i lavori leggeri, e più si diventa anziano, più diventano pesanti i compiti. Per esempio, il Roshi è molto spesso colui che pulisce il benjo, e la toilet. Ed ogni cosa è tenuta in ordine. C’é una sorta di bellezza, un quasi principesco estetismo, perché affinché questo ordine sopravvivesse tutto questo tempo, la vasta e libera energia che è contenuta in questo sistema non è mai fuori controllo. La comprensione dello Zen, la comprensione del risveglio, la comprensione di – Bhé, chiamiamola esperienza mistica, una delle cose più pericolose in questo mondo - è per una persona che non possa contenerla come mettere un milione di volt sul suo rasoio elettrico. Faresti saltare la tua mente e rimarebbe tale. Adesso, se tu scegli questa direzione, questa sarebbe chiamata in Buddhismo un pratyeka – Buddha – „Buddha privato“ . Qualcuno che ha raggiunto il mondo trascendentale e non sarà più visto. E lui sta facendo un errore dal punto di vista del Buddhismo, perché dal punto di vista del Buddhismo, non c’é fondamentalmente differenza tra il mondo trascendentale ed il mondo di ogni giorno. Il bodhisattva, vedete, che non se ne va al Nirvana e rimane per sempre e sempre lì, ma ritorna a vivere una vita ordinaria di ogni giorno per aiutare altri esseri a vedere oltre, e non ritorna perché pensa di avere un qualche tipo di obbligo solenne di aiutare l’umanità e tutti questi tipi di pii canti. Lui ritorna indietro perché ha visto che i due mondi sono lo stesso. Vede ogni altro essere come Buddha. Lui li vede. Per usare una frase di G.K. Chersterton’s, „ma adesso una grande cosa nella strada, sembra un cenno d’assenso con la testa, dove si muovono in una strana democrazia le milioni di maschere di Dio“. Ed è fantastico vedere le persone, e vedere che loro, nel profondo, sono illuminate. Sono Esso. Sono aspetti del divino. E ti osservano, e dicono „oh no, ma io non sono divino. Sono solo un ordinario piccolo me“. Tu li guardi divertito, e in questo vedi la natura del Buddha nei loro occhi, diretti su di te, e dicono di non esserlo, e lo dicono sinceramente. E questo è il motivo per cui quando sei di fronte ad un grande guru, il maestro Zen, o come lo si voglia chiamare, lui ha un sfumatura buffa negli occhi. Quando dici : „Ho un problema guru. Sono veramente confuso, non capisco“ lui ti guarda in maniera bizzarra e tu pensi „oh povero me, sta leggendo i miei più intimi segreti. Sta vedendo le terribili cose che sono, tutta la mia codardia, i miei difetti“. Non sta facendo niente del genere; non è neanche interessato a queste cose. Ti sta fissando, se posso usare una terminologia Hindu, lui sta porgendo gli occhi a Shiva, a te, dicendo „Mio Dio, Shiva, non verresti fuori ?“
Quindi , vedete, il bodhisattva, che è – do per assunto un minimo di conoscenze su Buddhismo in questa assemblea – ma il bodhisattva, distinto dal pratyeka-buddha, il bodhisattva non rimane nel Nirvana, non rimane nel permanente stato di estasi, non rimane in un permanente stato di samadhi. Questo va bene. Ci sono persone che possono fare questo, questa è la loro vocazione. Questa è la loro specialità, così come una lunga cosa è il lungo corpo del Buddha, ed una corta cosa è il corto corpo del Buddha. Ma se tu comprendi davvero lo Zen, questa idea Buddhista di illuminazione non è compresa nell’idea di trascendenza, né è compresa nell’idea di ordinarietà. Non in termini di ciò che è infinito, né in termini di ciò che è finito. Non in term ini di eterno, non in termini temporali, perché sono tutti concetti. Quindi, lasciate che ripeta, non sto parlando di come organizzare la vita quotidiana delle persone in una ragionevole e metodica via come farebbe un insegnante di scuola, dicendovi „se sei una BRAVA persona, questo è quello che farai“. Per Dio, non essere una brava persona. Ma la cosa è che, a meno che tu non abbia una mentalità base di un certo tipo, ed un certo tipo di disciplina, la forza della liberazione farà il mondo a pezzi. È una corrente troppo forte per ogni limite. Per questo è terribilmente importante vedere oltre l’estasi. L’estasi qui è la sofficie ed amabile carne, abbracciabile e baciabile, e questa è una cosa molto buona. Ma oltre l’estasi ci sono le ossa, ciò che chiamiamo duri fatti. I duri fatti della vita di ogni giorno, ed incidentalmente, non dobbiamo dimenticarci di menzionare i fatti più soffici; ce ne sono moltissimi di essi. Ma dopo i duri fatti, vi è ciò che intendiamo, il mondo visto in maniera ordinaria, uno stato di coscienza di ogni giorno. Per scoprire che non c’é una vera differenza dal mondo della suprema estasi, o meglio, è piuttosto a questo modo :
Supponiamo, come avviene spesso, che tu pensi all’estasi come ad un‘intuizione, che tu la veda come una luce. C’é un poema Zen che dice :
„Un’improvvisa scarica di lampi. Le porte della mente completamente spalancate,
E qui seduto un ordinario vecchio uomo“
Vedete ? C’é una visione improvvisa. Satori ! Rompersi! Wovee ! E le porte della mente sono spalancate, e qui vi è seduto un vecchio ordinario uomo. È semplicemente il piccolo te, lo sai ? Lampi luminosi, doccia di scintille. In un battito di ciglia, hai mancato di vederlo. Perché ? Perché è qui la luce. La luce, la luce, la luce, ogni mistico del mondo ha „visto la luce“. Questa brillante, splendida energia, più vivida di mille soli, è rinchiusa dentro ogni cosa. Adesso immagina questo. Immagina di vederla. Come vedi aureole attorno ai Buddha. Come se vedessi la beatificata visione alla fine del paradiso di Dante. Vivida, vivida luce, così chiara che è come la chiara luce del vuoto nel Libro Tibetano dei Morti. È al di là della luce, è così splendida. E la vedi diradarsi da te. E sulla cima, come una grande stella, diviene orlata di rosso. Ed oltre di ciò, un orlo arancio, giallo, verde, blue, indaco, violetto. Vedi questo grande mandela apparire, questo grande sole, ed oltre il viola,c’é il nero. Nero come l’ossidiana, non un nero opaco, ma un nero trasparente, come laccato. E di nuovo, risplende fuori dal nero, come lo yang viene dallo yin, ancora più luce. Andando andando andando. E con questa luce, arrivano i suoni.Ci sono suoni così tremendi con la luce bianca che non puoi sentirli, così pungenti che sembra vogliano annichilire le orecchie. Ma dopo, con i colori, il suono scende giù avvicinandosi agli intervalli della scala armonica, giù, giù, giù, giù, finché non diventa così profondo e vibrante da trasformarsi in qualcosa di solido, diventando simile allo spettro e contorno delle cose. Adesso, per tutto questo tempo, tu stavi osservando un certo aspetto irradiarsi. „Ma“ esso dice „tu sai, non è tutto qui quello che posso fare“, ed i raggi cominciano a danzare, ed i suoni ad ondulare come viene fuori, e i contorni cominciano a variare, ed essi dicono, ebbene, stavi osservando ciò man mano che lo descrivevo come una dimensione piatta. Aggiungiamo una terza dimensione; sta arrivando proprio adesso in te. E nel frattempo, esso dice, non ci limiteremo solo a questo, ci faremo qualche ghirigoro. Ed esso dice : „Bhé, questo è solo l’inizio!“. Facendo quadrati e cerchi, e d’improvviso cominci a vedere tutti i più piccoli dettagli diventare sempre più intensi, che piccole figure di ogni genere sono contenute in ciò che tu originariamente avevi pensato a come la figura principale, ed i suoni cominciano a diventare tutti differenti, una complessità di suoni è ovunque, e questa cosa si muove e muove e muove e muove e tu pensi di stare per diventare pazzo, quando improvvisamente diventa… noi, seduti qua attorno.
Grazie mille a tutti.


ALAN WATTS, SULL'ESSERE DIO (trascritto e tradotto da file audio)


Tra psicologia, psichiatria e psicoterapia occidentale e le cosiddette religioni dell'Asia c'é una base comune, in quanto entrambe interessate ai cambiamenti negli stati di coscienza umani. Le religioni istituzionalizzate occidentali, cristianità, giudaismo ed anche islamismo, sono invece relativamente meno interessate a questa materia, attente più a comportamenti, dottrine e credenze, piuttosto che ogni tipo di trasformazione per quanto concerne il diventare più consci di noi stessi e del mondo. Ma questa materia interessa psichiatri e psicologi, molto, in particolare per quanto riguarda gli stati di coscienza definiti anomali e trattati come malattia. Ci sono ovviamente eccezioni a questo e ci saranno sempre più eccezioni. Nei lavori di Jung e per una certa parte anche in Groddeck, in **** o più moderni come Rogers o Ronald Laing. I cambiamenti nella coscienza sono spesso visti come una forma di terapia, ma, in generale, stati di coscienza differenti dalla norma sono considerati una forma di malattia. Pertanto psichiatri ufficialmente istituzionalizzati, si sono autocostituiti come guardiani della sanità mentale e delle esperienze nella realtà socialmente approvate. E molto spesso, a me pare, che in queste dottrine ufficiali, che potrei definire dogmi, la realtà appaia piuttosto che come è, allo stesso modo in cui è visto uno squallido lunedì mattina. (risate) In quanto, dopotutto, sappiamo che la nostra scienza, così come è la psicologia, è fondata sullo scientifico naturalismo del XIX secolo, ed il metafisico e mitologico assunto alla base di queste scienze, che ritroviamo nel behaviourismo, ma anche in gran parte nella psicoanalisi ufficiale, è, si potrebbe dire, un meccanismo newtoniano, ed infatti può essere chiamato psicoidraulica. (risate) Non che questa analogia sia del tutto inappropriata in quanto ci sono certi aspetti in cui la nostra vita psichica scorre ed esibisce le stesse dinamiche dell'acqua, ma ovviamente vogliamo sapere che tipo di acqua e per lo scientifico naturalismo del XIX secolo l'energia alla base della natura era considerata molto inferirore all'umana coscienza, in qualità, ed ****, un biologo di quel tempo, aveva pensato all'energia dell'universo come ad energia cieca. Allo stesso modo a me pare che Freud abbia pensato alla libido essenzialmente come cieca energia dell'inconscio che incorporava solo lussuria disorganizzata, insaziabile, senza forma. Questa è una generalizzazione, alcune modifiche a questo pensiero sono ovviamente possibili, ma la tendenza è di considerare tutto ciò che riposa sotto la superficie della coscienza umana come qualcosa di meno evoluto. Perché, dobbiamo ricordarci, che quello era anche il periodo della teoria darwiniana dell'evoluzione, in cui la mente umana era vista come un fortuito sviluppo da una molto più primitiva forma di vita, avvenuto a causa di pure meccaniche di selezione naturale e sopravvivenza del più adatto. E pertanto l'essere umano era in generale visto come una coincidenza della natura nonché incarnazione di ragione, emotività e valori per cui i più basici processi di natura non avevano simpatia, ed a cui non importava se la razza umana sarebbe fiorita. Per questo motivo, per fiorire, abbiamo dovuto prenderci carico dell'evoluzione, come uno spontaneo processo diretto dall'ingenuità umana. Questo nonostante il fatto che pur essendo il nostro cervello capace di avere a che fare con un colossale numero di variabili in una volta, la nostra attenzione conscia no. La maggior parte delle persone non riesce a tenere in considerazione più di tre variabili allo stesso tempo senza l'uso di una matita, e questo dimostra che in molte situazioni il processo di analisi dell'attenzione cosciente umana è piuttosto inadeguata per avere a che fare con le infinite e molte varabili, i processi multi-dimensionali dell'universo naturale. Ciò nonostate un serio tentativo e stato fatto e lo scientifico naturalismo è sfociato in una fantastica battaglia con la natura. Ed a tutta questa nozione di conquista e subordinazione della natura, che è di fatto molto antica, di origine non-scientifica e non-biblica, si è unita l'idea di un uomo come mano e direttore e sovrano della natura nell'immagine di Dio. E questo è sceso adesso su noi tutti quando i nostri tentativi di sconfiggere e sottomettere la natura hanno portato ad allarmanti risultati perché come possiamo vedere è molto pericoloso gingillarsi con processi che non capiamo, che hanno un enorme numero di variabili, ed abbiamo cominciato a chiederci se non sarebbe stato meglio lasciare tutto com'era. Allo stesso modo, nonostate io dica questo, ho anche detto che la psicologia occidentale ha molto in comune o più in comune con le religioni orientali che con quelle occidentali, si percepisce quasi che la psichiatria e la psicoterapia stanno diventando religioni nell'ovest. La psicoanalisi ha molto in comune con le forme e procedure delle religioni istituzionalizzate. C'é per esempio, una succesione apostolica, (risate) il passaggio del "mana", di potere qualificato di praticare questo terapia dal padre fondatore Sigmund Freud ai suoi immediati apostoli ad un'enorme compagnia di vescovi ed arcivescovi, (risate) tra cui ci sono certamente come nella ragnatela cristiana degli eresiarchi, come Jung, e *** e *** e Reich, e gli eresiarchi sono stati scomunicati e maledetti. (risate) Ci sono rituali come ci sono rituali nelle religioni. C'é il sacramento della poltrona, c'é la disciplina spirituale di associazioni libere, e c'é la mistica conoscenza dell'interpretazione dei sogni, e ci sono anche i due grandi fetiscismi simbolici, del lungo e del rotondo. (risate) Adesso sembra estremamente facile prendersi gioco di tutto ciò, ma non dobbiamo dimenticarci che abbiamo un tremendo debito con Freud, se non altro per aver evidenziato che molto di ciò che riguarda il nostro ego cosciente, non siamo davvero noi. È qualcosa di superficiale, troviamo la sua natura superficiale e la realtà della vita umana non è sotto lo sguardo fisso di quel processo di analisi, almeno non nella maniera ordinaria. E questa è stata una tremenda rivelazione, non c'é dubbio. Ma troviamo problemi nella scienza quando dottrine e processi di psichiatri, psicoanalisti e così via, vengono ufficializati. E penso che Thomas Szasz nel suo libro "Il mito della malattia mentale e la creazione della follia" stia puntando verso qualcosa di estremamente importante per noi, perchè è così in effetti. Lo psicologo ufficiale di oggi è un prete e sta cominciando ad esercitare la stessa forma di controllo sulla vita umana come era esercitato dalla Chiesa durante l'era medievale. Quindi troviamo professori di psichiatria della scuola medica Columbia, Harvard o Yale avere oggi la stessa rispettabilità rossa ed autoritaria dei professori di teologia dell'università di Toledo o Padova nel XIV secolo. Adesso, dobbiamo realizzare che i professori di teologia di quei giorni non credevano semplicemente nella loro cosmologia e teologia, loro quasi SAPEVANO esserla vera allo stesso modo in cui i nostri scienziati sanno essere certe cose vere. Questo nonostante il fatto che cambino le loro opinioni molto spesso mentre si aggrappano ad esse. Hanno effettivamente la forza del dogma, come testimonia la "anatomizzazione" di ****, e la sua poco confortevole idea. E come allora ci sono eresie che esistono oggigiorno, che sono perseguitate allo stesso modo in cui l'eresia era perseguitata dalla Santa Inquisizione, come forma di gentilezza, esattamente allo stesso modo in cui la Sacra Inquisizione perseguitava gli eretici mossa da compassione e profonda preoccupazione per l'essere umano. Questo è inimmaginabile per noi, ma così è stato. In quanto se avesse lasciato stare qualcuno che non aveva abbracciato la fede cattolica o che l'avesse respinta, questi sarebbe finito all'inferno, condannato ad essere torturato fisicamente e psichicamente per sempre. E tu avresti fatto qualsiasi cosa per preservare un essere umano da questo fato, in special modo se la protesta o malattia di cui l'eretico soffriva era contagiosa. Avresti prima provato a ragionare con lui, se non avesse risposto alla ragione avresti usato l'abuso e la forza, e se non fosse stato responsivo neanche a questo, avresti utilizzato una terapia d'urto. Se neanche questo avesse funzionato, il rompipollici, la griglia, o la vergine di ferro, e se neanche queste avessero funzionato, non rimaneva che come ultima risorsa, la pira, nella pia speranza che nel mezzo di un feroce fuoco il poverino ci avrebbe pensato meglio e avrebbe fatto un ultimo atto di perfetta redenzione, salvandosi in questo modo dalla dannazione eterna. E si sarebbe fatto tutto questo con lo spirito che ciò avrebbe ferito molto più noi, di quanto avrebbe ferito lui. Con lo spirito del chirurgo che è molto molto dispiaciuto di doverti far passare da una dolorosa operazione. Ma è nel tuo migliore intereste e c'é comunque un 50% di possibilità che tu ce la faccia. Allo stesso modo in perfetto metodo scientifico persone di spirito potrebbero, molto arbitrariamente, privarti dei tuoi diritti civili, incarcerarti e in molti casi cose molto peggiori di una prigione per criminali, come essere abbandonato in una stanza, bombardato da terapie shock, o confinato in solitudine. Per cosa ? Perché loro hanno uno stato di coscienza ortodosso ed uno eretico. Un sacco di queste persone non sono pericoloso fino a che non sono provocate a diventare pericolose, dal venire ignorati, o trattati come macchine, ed in generale essere definiti come non-umani. E se vieni definito come non-umano, c'é veramente poco che tu possa fare a proposito, in quanto ogni cosa che tu dirai che suonerà umana sarà vista come l'eccezione di un uomo meccanico che sta cercando di imitare l'umanità in preda ad un attacco di lunaticità. Sarà sospettato tutto ciò che dirai, sarà interpretato ed ascoltato con orecchie diverse. E sarà di una difficoltà incredibile uscirne fuori in quanto non ci sono regole precise da seguire per uscirne quando si viene incarcerati. Non c'é una chiara strada per redimersi, e questo è specialmente vero dietro le sbarre, quando le persone sono incarcerate da 1 a 10 anni di sentenza in luoghi come Vacaville in California. Quando ho visitato queste prigioni, giovani ragazzi sono venuti a me in perfetta disperazione dicendomi "Non so che cosa mi è successo, volevo vivere come un cittadino decente. Lo so che ciò che ho fatto è sbagliato, ma non riesco a capire che cosa ci si aspetta da me. Se faccio ciò che ci si aspetta che faccia dicono che li sto accontentando, e questo sembra una sorta di malattia ! ". Thomas Szasz ha portato all'attenzione ciò, riportando discussioni nelle scuole per bambini che hanno sicuramente bisogno di terapia per essere troppo attivi, o troppo poco attivi, o che avevano un pattern erratico, o che erano visti come mediocri. Nei fatti ad ogni tipo di bambino può essere diagnosticato il nome di un comportamento che suona malato. Come Jung ha suggerito è come se il sé venga visto come una sorta di malattia a cui si può dare una povera prognosi e che porterà inevitabilmente, dopo anni ed anni, invariabilmente alla morte. (risate) Ed io sottoscrivo che visto il nostro livello di conoscenze presenti per quanto riguarda la mente umana, mettere un tale potere fra le mani di psichiatri è tremendamente pericoloso, in quanto suggerisco che sappiamo sulla mente umana tanto quanto gli uomini sapevano sulla galassia nel 1300, e questo mentre ci sono individui che sono sicuramente già adesso capaci di fare psicoterapia. È la più grande delle arroganze per chiunque sostenere che lui è ufficialmente qualificato per fare ciò. Non sappiamo come ciò avvenga, così come non sappiamo veramente come il genio artistico musicale e letterario è cieco all'essere insegnato. Possiamo mettere gli strumenti per farlo nelle mani delle persone, e possiamo mostrare come usare tali strumenti, ma se useranno questi strumenti con genio è piuttosto difficile da prevedere, e ciò vale sopra ogni cosa per quanto concerne l'arte della psicoterapia, che non sappiamo come avvenga. Possiamo farcene un'idea, ma ci sono persone che a causa di un deragliamento mentale sono probabilmente non qualificate per farla, e sono là fuori per portare le persone ancora più nel chaos. Dire che ci sono standard ed esami che possono essere passati, e certificazioni la cui unica qualifica è il lavoro del padre, è non senso dannoso. E coloro i quali diventano competizione per la terapia ufficiale vengono considerati, ovviamente, egoisti alla ricerca solo di interessi economici, allo stesso modo in cui facevano le religioni. Alcuni anni fa in Thailandia stavo dando un'occhiata ad alcuni libri in una libreria nei pressi di un tempio buddista. Gironzolando ho notato un libro su una certa forma di meditazione, ed ho mormorato tra me "Mmm... Satipatthana", il nome di questa forma di meditazione, ed improvvisamente qualcuno mi si è avvicinato chiedendomi "Pratichi studi di Satipatthana ?". Ho alzato gli occhi e c'era un secco monica buddista avvolto in tunica gialla con occhi simili al rosso che mi osservava. Ho risposto : "Non esattamente Satipatthana, io uso un metodo differente, è chiamato Zen". "Oh ! Satipatthana non è Zen !". "Oh bhé, è comunque qualcosa di simile, non credi ?". "NO". "È simile allo Yoga no ?". "NO, Satipatthana è differente, Satipatthana è l'unica via giusta !". "Bhé, guarda" gli ho detto: " Ho un sacco di amici romani-cattolici che mi dicono che la loro è l'unica vera via. A chi devo credere ?". "Sai" ho continuato : " Sei come qualcuno che ha un traghetto per attraversare il fiume" ho usato una similitudine buddhista : "ed un altra persona apre un business di traghetti per attraversare il fiume, e allora tu vai dal governo per dire che non autorizzi l'altro traghetattore perché è competizione per te. Lascia che ognuno faccia il traghettatore, e se non hai abbastanza senso da abbandonarne uno che sta affondando, la colpa è tua". Dopo di ciò gli ho detto : "Voi credete che tutto ciò che accade è il vostro Karma, quindi perché preoccuparsi ?". Ma adesso è d'interesse che poiché la psichiatria ufficiale, e sottolineo la parola ufficiale perché spero che i terapisti nell'audience si definiscano non-ufficiali, (risate). Questo o andatevene. (risate) Non di meno la psichiatria ufficiale ha curiose cose in comune con le religioni dell'ovest, così come con quelle dell'est. Dell'est, per quanto concerne l'interesse per gli stati di coscienza anche se è incline a definire stati di coscienza diversi dall'ordinario malati, ma ha cose importanti in comune anche con le religioni dell'ovest, in particolare il cristianesimo, ma anche il giudaismo e l'islam, per quanto riguarda la più grande eresia, che curiosamente è stata commessa per la prima volta da niente di meno che Gesù Cristo, il quale credeva essere Dio. Questo, ovviamente, non può che essere vero se consideriamo che il vangelo di Giovanni abbia valore storico, è più vago nei vangeli sinottici. Ma se leggiamo il vangelo di San Giovanni non c'é assolutamente alcun dubbio in quanto recita : "Io e il padre siamo uno, colui che ha visto me ha visto il padre, prima di Abramo io sono, io sono la strada, la verità, la vita, sono la resurrezione e la vita". Questo secondo i Vangeli, e questo è qualcosa che nel mondo occidentale non è supposto si dica, e in special modo non è supposto credervi. E dopotutto fu in particolare difficile per Gesù, perché lui disse questo nel contesto della cultura ebraica, cercando di ritrovare nel linguaggio delle scritture degli ebrei l'espressione del suo stato di coscienza, perché lui aveva un'inusuale stato di coscienza, per come la vedo io aveva una coscienza cosmica altrimenti chiamata esperienza mistica altrimenti nota come Mokṣa o Nirvana o Bodhi o Satori, Fanā o Fanaa, o come preferite, e ciò avviene nelle persone come avveniva in passato come è avvenuto in tutto il mondo in ogni cultura. Non sappiamo molto su di esso, non sappiamo come farlo avvenire in quanto sembra essere sua natura avvenire come spontanea sorpresa. Ma senza dubbio avviene, e tengono in molti la bocca chiusa quando avviene. (risate) Ho un amico che in mezzo ad un ictus ha avuto un'illuminazione e mi ha detto : "Ho paura a parlarne con gli amici, ma è stata la più bella delle esperienze, non avrò mai paura della morte, infatti raccomando a tutti di avere un ictus !". (risate) Questo era il mio amico Joan **** recentemente morto, un pittore greco. Ma Gesù ha avuto la sua trasformazione di coscienza ed è stato crocifisso per essa. Perché ? Perchè ha commesso un atto di insubordinazione e tradimento contro il governo cosmico se crediamo che Dio sia un monarca, un'autorità assolutamente onnisciente e onnipotente, una sorta di ego cosmico. (risate) Se così, introdurre la democrazia nel regno dei cieli, usare l'autorità divina e parlare in suo nome senza una propria autorizzazione non era ammissibile. E gliel'hanno chiesto se parlava con l'autorità del cielo o degli uomini, ed è stato ingegnoso rispondervi, Gesù ha detto : "Dalla stessa autorità con cui Giovanni il Battista parla", e li ha innervositi rispondendo in questo modo, in quanto avrebbe potuto dire Isaia o centrarsi su Mosé. Mosé era un'autorità ufficiale, e se avesse risposto Mosé questa sarebbe stata un'estensione della sua autorità, così come si diceva questo me l'ha detto questo rabbi a cui l'ha detto questo rabbi da quest'altro rabbi da quest'altro rabbi a cui l'ha detto Mosé... in questo modo sarebbe andata bene. (risate) Notatelo. Proprio come un'autorità del mondo accademico di oggi dipende dalla documentazione, non è abbastanza dire "Perché io lo dico a te", devi mettere la documentazione a pié pagina, e maggiori le raccomandazioni maggiore l'autorità, ovviamente. (risate) Quindi il nostro destino sono libri e libri a proposito di libri a proposito di libri e le nostre librerie si moltiplicano per mitosi. (risate) Parlare per un'autorità significa parlare come autore, senza mezzi, è una frase per cui tu sei l'autore e ti assumi la responsabilità, questo significa parlare con autorità, ed essere originali non significa essere dei freaks, ma parlare dall'origine. Questo è ciò che i cristiani intendevano quando dicevano parlare attraverso lo spirito, avere la bocca posseduta dallo spirito santo, per loro la bocca di gesù fu posseduta dallo spirito santo. Quindi la parola di Gesù, che fu messa a tacere dall'inizio, era per risvegliare tutti quanti e trovare chi siamo. Quando gli fu chiesto nuovamente nel vangelo di Giovanni egli indicando i suoi discepoli disse : "Prego che loro siano tutti uno, come io e te siamo uno, in quanto tu sei in me, Padre, ed io sono in te". E quando fu accusato di blasfemia dagli ebrei che presero le pietre per lapidarlo, Gesù disse : "Vi ho mostrato molte buone cose dal Padre, e per quale di esse mi lapidate ?". E loro dissero "Per un buona cosa ti lapidiamo, per blasfemia, perché tu sei un uomo che si è fatto Dio". Adesso ascoltate la sua replica. Gesù disse : "non è scritto nelle vostre leggi, io ho detto, voi siete Dio, e se è vero che ciò che è nelle scritture non può essere negato, perché allora mi date del blasfemo perché dico di essere un figlio di Dio ?". Nessuno rispose. Perché ha detto io sono un figlio di Dio. Non dice così nella traduzione di King James, perché il "Io sono un figlio di Dio" è stato italianizzato in "Il" per enfasi, ma è inserimento dei traduttori, in greco non mettere l'articolo equivale all'avere un articolo indeterminativo, quindi "un". Non IL figlio di Dio ma UN figlio di Dio. Figlio di Dio in ebraico ed arabo significa "della natura di", quando chiamiamo qualcuno figlio di ****, intendiamo ****, quindi se chiamiamo qualcuno figlio di Dio intendiamo divino, della natura di Dio, come tende a definirsi, uno con la sostanza del padre. Ma ciò che è accaduto è che questa blasfemia ebraica è diventatata per i cristiani blasfemo da dire per chiunque ad esclusione di Gesù, hanno detto "OK BABY, E' OK CON TE, MA DOPO DI TE STOP". (risate) "BASTA ROBA DEL GENERE". (risate) E come risultato Gesù è stato reso irrilevante mettendolo sul piedistallo, calciandolo al piano di sopra, nonostante abbia detto "Più grandi cose di me voi farete". "NON PIU', NESSUNO VERRA' CALCIATO AL PIANO DI SOPRA CON TE BABY, PERCHE' NON POSSIAMO PERMETTERE CHE CIO' AVVENGA IN UN UNIVERSO MONARCHICO. NON C'E' SPAZIO PER LA DEMOCRAZIA NEL REGNO DEI CIELI". (risate) Questo è il motivo per cui la Rivelazione è impossibile. Perché è supposto che seguiamo l'esempio di Cristo quando ha detto cose come "Non preoccupatevi per il domani, ciò che mangerete, ciò che berrete, di cosa vestirete, Dio si prenderà cura di ciò, non si preoccupa forse degli uccelli, della crescita dei fiori, e sono meravigliosi, da urlo, bellissimi. Di cosa ti preoccupi ?" Non ho mai sentito un sermone parlare di questo, mai. Perché è totalmente sovversivo, l'economia salterebbe. (risate) Quindi hanno detto "ok ok, è andata, ma LUI ERA IL FIGLIO DEL BOSS, (risate) è un caso a parte, aveva questo colossale vantaggio, prendi la tua croce e seguilo". "Ehy ma io non so se sarò resuscitato tre giorni dopo, non posso fare miracoli, quindi perché mi chiedi di seguire l'esempio del Cristo ?". Ma, supponiamo, se lui non avesse un ingiusto vantaggio ? E se quello che dice a proposito di essere figli di Dio fosse vero anche per noi, solo che, pochi di noi lo sanno, e siamo piuttosto attenti a rimanere in silenzio nel nostro, per evitare che le stesse cose avvenute a Gesù avvengano anche a noi (risate), e purtroppo, spesso avvengono. E poi hai di queste persone in Arkham o in Texas, ovunque nei luoghi sotto la cintura della Bibbia, che non hanno mai letto gli Upaniṣad ma hanno questa cosmica esperienza. E se dicono "io sono figlio di Dio" gli viene detto "ma cosa vai blaterando, sei Gesù ? Tu non sei Gesù, è ovvio che non lo sei, tu sei John Dock." E lui allora "questo è quello che hanno detto a Gesù" (risate) E allora dicono : "Ok, se sei Gesù allora comanda questa pietra che diventi pane" e lui dice : "Una generazione malvagia ed adultera cercherà un segno, ma non le sarà dato alcun segno". (risate) Ora, perché parlare di ciò, è interessante, è importante per l'essere umano cominciare a realizzare che l'essere umano, qualsiasi cosa significhi, è Dio o uno con Dio. Come spiegato chiaramente dagli Hindu, indicato dai buddisti, anche se non concettualizzato, in modo che il concetto non divenga idolo a cui aggrapparsi, loro vogliono che tu trovi te stesso non per credenze. I dahvi lo capiscono, i Sufi lo capiscono, un sacco di persone lo capiscono. E quindi ? La cosa importante da capire è che dire che sei Dio, è un altro modo per dire che tu sei uno con l'universo, che ti senti profondamente connesso e radicato con esso, che, in altre parole, senti che l'intera energia che esprime se stessa nella galassia è intima (In-to-me \ In me), non è qualcosa a cui sei estraneo, ma è ciò, qualsiasi cosa sia, a cui tu sei intimamente legato, che è nel tuo vedere, ascoltare, muoverti, che tu esprimi, la stessa forza che muove il sole e le altre stelle, e se non sai questo, se non lo senti, allora naturalmente ti senti alieno, uno straniero nel mondo, e se ti senti straniero ti senti ostile ed accumuli accumuli fino a che non provi a sottomettere il mondo alla tua volontà diventando in questo modo un vero combinaguai, ed uno dei motivi che ti rende ostile è questa sensazione che tu sia arrivato in questo universo, in questo posto, perché tuo padre e tua madre si sono messi sotto in una roba da scimmie (risate), e che probabilmente non avrebbero dovuto fare, probabilmente erano mezzi ubriachi, ed eccoti qua,(risate) non saresti dovuto essere qui. In questo modo puoi sempre girarti ed accusare loro, puoi accusare qualcuno, puoi accusare il governo, puoi accusare i furfanti, puoi accusare i bari, sempre supponendo che tu non sia uno dei furfanti, cosa che non ci andrà lontano. Puoi accusare qualcuno e dire "io non l'ho chiesto, portatelo via". Ancora, ancora, e ancora, eppure molte poche persone sono pronte a buttare via tutto. Camus dirà che l'unico problema filosofico è se commettere o no suicidio. E se non lo fai, se non dici di buttarlo via, ciò che andrai a fare sarà assumerti la responsabilità per esso, dovrai dire sì a ciò che avviene, è il mio Karma, che non significa semplicemente come in molti fraintendimenti che la tua fortuna o sfortuna in vita dipende dai semi della tua vita precedente. Questa è una superstizione popolare, il vero significato di karma, la parola sanscrita significa semplicemente "fare", e quando si dice che un evento avvenuto è il tuo karma, si dice che è ciò che fai, e quindi la spiegazione sui libri non dovrebbe tanto essere "chi l'ha fatto" quanto "tu l'hai fatto". Ma questo sembra fantasioso.

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