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Alan Watts, Do You Do It, or Does it Do You ? (Parte Prima)


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ALAN WATTS - Do You Do It, or Does it Do You ? (Parte Prima [Circa i primi 40\50 minuti del video])



Mi domando se vi abbia mai colpito quanto sia curioso che la maggior parte di ciò che esperiamo, sia considerato come "qualcosa che ci è successo". Qualcosa che noi, noi stessi, non abbiamo originato. Che siano eventi che esprimono una sorta di potere o attività che è esterno a noi. E se consideriamo questo, scopriremo che ciò che riconosciamo come "noi stessi" è a malapena circoscrivibile. Perfino eventi che avvengono nel nostro stesso corpo sono messi nella categoria delle "cose che ci accadono" allo stesso modo delle cose che accadono nel mondo al di fuori della nostra pelle. Se c'é una tempesta o un terremoto, bhé, ci è accaduto, non siamo responsabili per esso. Allo stesso modo se ci viene del singhiozzo, non abbiamo programmato di averlo. Se la nostra pancia rumoreggia, non avevamo intenzione di farlo. E per quanto concerne il catastrofico evento di essere nati poi, bhé, non abbiamo niente a che vederci ! Possiamo spendere in questo modo la nostra intera esistenza criticando i nostri genitori per averci messo nella situazione in cui ci troviamo.

E questo modo di vedere al mondo in una sorta di umore passivo, come a "qualcosa che ci accade", si ricollega direttamente alla nostra generale idea sulla vita. Si ricollega al modo in cui, come occidentali, siamo stati abituati a vedere l'esperienza umana, ovvero una precaria esistenza in un Cosmo, che preso insieme, è dipinto come qualcosa di totalmente indifferente e alieno alla nostra esistenza. In altre parole, se siamo stati educati secondo l'educazione del ventesimo secolo, ovvero il senso comune dei primi anni del ventesimo secolo, che è basato sulla filosofia delle scienze del diciannovesivo, che rigettarono cristianità e giudaismo, allora ci consideriamo come un accidente, un accidente biologico, in uno "stupido" universo, che è meccanico, ma non ha sentimenti. Neanche il più piccolo sentimento. Un vasto ruotare senza senso di rocce radioattive e gas, in cui è capitato che avvenissimo, perché, ovviamente, se non hai questo punto di vista, e sei più tradizionale, guardi a te stesso come ad un figlio di Dio, e quindi, sotto un'autorità. In altre parole, c'é un "Grande Boss" in cima a tutto che ci ha concesso, a suo piacere, si è degnato, di darci il disgustoso affronto di esistere. E farai bene a stare attento a quello che fai, perché l'onnipotente ti osserva, con l'attitudine del tipo "questo farà più male a me che a te". E quando guardi al mondo secondo questa immagine, o l'altra immagine, secondo cui è tutto uno stupido meccanismo, in entrambi questi punti di vista, tu non appartieni davvero. Non sei davvero parte di tutto questo. E potrei usare una parola più forte di "appartenere", solo che non l'abbiamo in inglese. Potremmo dire qualcosa come "connessi col tutto", "essenziali al tutto", o messa nella forma più forte possibile - che è quasi aliena al pensiero occidentale il quale definisce tutto come qualcosa che ci è accaduto, perfino il nostro corpo che è qualcosa da cui siamo stati catturati - è alieno per noi considerare tutto quanto come "Noi, Noi Stessi". Perché, vedete, abbiamo una visione talmente miope di che cosa sia il "sé". È come se, in altre parole, avessimo selezionato quanto delle esperienze possano essere riconosciute davvero come "me". Come se focalizzassimo la nostra attenzione su certe aree ristrette dell'intero panorama delle cose che abbiamo esperito, dicendoci "riconoscerò questo tanto di ciò".

Adesso, arriviamo qui, proprio dall'inizio, ad un principio estremamente importante. Ovvero i diversi punti di vista che abbiamo quando cambiamo il nostro livello di magnificazione - e con questo intendiamo che possiamo vedere a qualcosa tramite un microscopio e vederlo in un certo modo, ad occhio nudo e vederlo in un altro modo, o con un telescopio e vederlo in un altro modo ancora - ebbene, quale livello di ingrandimento è quello corretto ?

Bhé, ovviamente, sono tutti corretti.

Sono solo punti di vista differenti. Si può, per esempio, osservare un'immagine in un quotidiano con una lente di ingrandimento. E dove ad occhio nudo abbiamo visto una faccia umana, con una lente d'ingrandimento vedremo solo un'abbondanza di punti, sparpagliati in maniera piuttosto casuale. Ma come ci allontaniamo dalla connessione di punti, che sembrano tutti separati gli uni dagli altri, si arrangia improvvisamente un motivo. Questi punti in apparenza casuali, assumono un senso. Da questo esempio possiamo ricavare che forse, quando abbracciamo una visione miope di noi stessi, come facciamo per la maggior parte, potremmo non notare un qualche tipo di senso più grande che non ci appare nell'ordinaria coscienza.

Quando analizziamo il nostro flusso del sangue al microscopio vediamo che c'é una battaglia infernale che va avanti. Ogni sorta di microrganismo si mastica a vicenda, e se rimaniamo troppo affascinati dalla visione, potremmo cominciare a schierarci, il che sarebbe fatale. Perché la salute del nostro organismo dipende dalla continuazione di questa battaglia. In altre parole, ciò che è conflitto su un livello, è armonia a livelli più alti. Adesso, non potrebbe essere che noi, con tutti i nostri problemi, conflitti, neurosi, malattie, rabbie politiche, guerre, torture, e tutto ciò che c'é nella vita umana, siamo stati di conflitto che possono essere visti da una prospettiva più ampia come armonia ? Bhé è appurato che alcuni esseri umani siano arrivati esattamente a questa visione. In un modo o nell'altro sono scivolati in stati di coscienza in cui riescono a vedere l'apparente separazione e disorganizzazione della vita di ogni giorno come alla completamente armonica funzione di una totalità più grande. La comprensione dipende dall'aver superato l'illusione secondo cui lo spazio separa le cose. Questo per dire che il tuo corpo ed il mio, la nostra nascita e la nostra morte, e la nascita di altri dopo la nostra morte sono eventi intervallati tra loro. Normalmente consideriamo questi intervalli nel tempo e nello spazio come se non avessero alcuna importanza, alcuna funzione. Tendiamo a pensare che l'universo consista primariamente di stelle e galassie. Esse sono ciò che notiamo. Lo spazio che le contiene è in un qualche modo bollatto come se non fosse lì. Ciò che dobbiamo realizzare è che lo spazio è una funzione essenziale delle cose che vi sono all'interno. Dopotutto, non possiamo avere stelle separate a meno che non vi sia spazio a separarle. Eliminate lo spazio, e non ci sarebbero stelle. E vice versa. Non ci potrebbe essere spazio in un qualche significativo senso se non vi fossero corpi fisici in esso, in modo tale che i corpi nello spazio e lo spazio che li circonda siano due aspetti di un singolo continuum. Sono correlati allo stesso esatto modo in cui il fronte ed il retro sono correlati. Non puoi avere uno senza avere l'altro. Il momento in cui realizzi che gli intervalli nello spazio e nel tempo sono connettivi, capirai che non potremmo essere definiti esclusivamente come un lampo di coscienza che avviene tra due eterne oscurità. Questo è il corrente punto di vista secondo il senso comune che noi occidentali abbiamo della nostra vita. Noi pensiamo che nell'oscurità che viene prima della nostra nascita, non siamo nulla, e nell'eterna oscurità che seguirà la nostra morte, allo stesso modo saremo nulla. Andrò a parlare di questa materia senza appellarmi ad una qualche speciale, spettrale conoscenza, come se avessi viaggiato su più alti piani e ricordassi tutte le mie incarnazioni precedenti e quindi possa dirvi autoritariamente che siamo molto più della nostra isolata individualità. Andrò a basare la mia discussione su senso comune e fatti a cui ognuno di noi può avere accesso.

Prima di tutto, dobbiamo realizzare che la vita è uno schema di immensa complessità. Che cos'é il corpo, per esempio ? Il corpo è qualcosa di riconoscibile. Riconosciamo i nostri amici quando li incontriamo. Seppure ogni volta che li vediamo, essi sono assolutamente differenti da ciò che erano. Loro non sono costanti, così come la fiamma della candela non è costante. Sappiamo che la fiamma della candela è un flusso di gas caldi, ma nonostante questo diciamo "la fiamma della candela" come se fosse una costante. E facciamo questo perché la fiamma ha una costante, riconoscibile, un motivo. La forma a punta di lancia e la sua colorazione formano una costante. Ed esattamente allo stesso modo, noi siamo tutti quanti motivi costanti. E questo è tutto ciò che siamo. L'unica costante di noi è il nostro fare – il modo in cui danziamo – più che il nostro essere. Ad eccezione che non c'é un "Io" che danza. C'é solo il danzare, così come la fiamma è il fluire di gas caldi, così come un mulinello in un fiume è un roteare di acqua. Non c'é il mulinello. C'é solo una cosa che fa mulinello. Ed allo stesso modo, ognuno di noi è un delizioso complesso di ondulazioni di energia dell'intero universo. Solo tramite i fraintendimenti della cattiva educazione siamo stati privati di questa conoscenza. Non che ci sia qualcuno con cui prendersela per questo, in quanto questa cattiva educazione è sempre fatta con il nostro tacito consenso. La vita è basicamente un gioco come nascondino. La vita è un pulsare – accesso e spento. Adesso c'é, adesso non c'é più. E tramite questa pulsazione, sappiamo che la vita è qui. Come conosciamo ciò che è acceso perché conosciamo ciò che è spento. Questo è il motivo per cui, quando si voglia risvegliare qualcuno, bussiamo alla porta. Continuiamo a battere pulsazioni perché questo essere accesi e spenti attira l'attenzioe. Tutta la vita è questo tremolante acceso e spento. E ci sono molti differenti ritmi per esso. C'é il tremolio veloce, come la reazione della luce sui nostri occhi. Se prendiamo una sigaretta accesa, e la muoviamo nell'oscurità, in cerchio, vedremo un circolo nell'aria, perché l'immagine della sigaretta resiste sulla nostra retina. Rimane allo stesso modo in cui un'immagine sullo schermo di un radar rimane là fino a che non è rivivificato da un altro colpo dell'antenna del radar. Il nostro occhio nota continuità tra eventi separati. Impulsi molto veloci sono percepiti come una forma costante. Vediamo impulsi veloci come un cosa solida. Quando la lama di un'elica o di ventilatore gira, le lame separate diventano un disco solido e non puoi gettare un uovo attraverso di esso. Allo stesso modo, non puoi mettere un dito nella roccia, anche se è per la maggior parte spazio. Gli atomi in esso si muovono troppo velocemente. Questo è il significato dell'intero fenomeno della durezza. La durezza in natura è immensa energia attiva in uno spazio molto concentrato, ristretto, e questo è il motivo per cui non puoi premere il tuo dito attraverso qualcosa di duro. Assieme a questi ritmi sottili e veloci – che ci danno l'impressione di continuità – in questo universo ci sono anche ritmi immensamente lenti. Un ritmo davvero molto lento che ci impressiona o deprime è quello di vita e morte, del nostro arrivo e del nostro andarcene. Questo ritmo si muove ad una velocità talmente lenta che non riusciamo a credere che sia un ritmo. Pensiamo alla nostra nascita come a qualcosa di unico che non avverrà mai più. Ma questo semplicemente perchè siamo talmente vicini ad esso, e perché l'impulso di accendersi-e-spegnersi della nostra vita è molto lento. Da questo punto di vista stiamo, come il maresciallo McLuhan disse, "guidando una macchina mentre guardiamo allo specchietto retrovisore". Questo significa che l'ambiente in cui crediamo di esistere è sempre un ambiente del passato. Non è quello in cui siamo attualmente. Il processo di crescità, che è alla base del processo della biologia, è uno in cui gli ordini più piccoli sono sempre soprassediuti da ordini superiori. Gli ordini più bassi non possono mai rendersi conto – o raramente – di che cosa l'ordine superiore stia facendo, lo vedono come un terribile pericolo, un disastro totale, non possono essere coscienti del fatto che il processo di crescita continuerà sempre come sempre ha continuato, non lo sapranno, perché se lo sapessero e riuscissero a coglierlo, sarebbe già passato. Capite questo, ogni futuro conosciuto certamente, è un evento di cui possiamo dire "lo ho", ed in questo senso è passato. Quando giochiamo a scacchi, bridge, o qualsiasi altra cosa, se conosciamo il risultato della partita, cancelliamo il gioco e ne iniziamo uno nuovo. E questo ci riporta al nascondino, il non sapere quale sia il prossimo ordine, pur essendo sicuri che ci sarà un ordine e che ci comprenderà. Al momento attuale del periodo storico in cui ci troviamo pensiamo che sia in atto un countdown verso la fine per la nostra specie umana, la terrificante possibilità che tramite energia nucleare oblitereremo questo pianeta, trasformando tutto il globo in stelle. Forse questo è il modo in cui tutte le stelle sono iniziate, immaginiamolo arrivare, il countdown alla fine "7" "6" "5" "4" "3" "2" "1" (Suoni).

Dove l'avete sentito prima ? Sedendovi su una spiaggia, ed ascoltando le onde venire ed andare, non vi fermate a pensare che questo è ciò che noi facciamo. Questo è ciò che tutto quanto fa, e ci sono luoghi in cui le onde diventano montagne, diventano troppo grandi anche per grandi montagne e rovesciano e rompono ogni cosa. Noi facciamo questo, è importante sapere ciò che facciamo, come è importante non andare nel panico per questo. E sarà soprattutto la persona che premerà quel bottone ad andare maggiormente nel panico. Quindi se realizziamo ciò che siamo e che non importa davvero se l'umanità si fa saltare in aria, allora c'é una chance che non lo faccia. Questa è l'unica possibilità che abbiamo per non fare questa cosa che ci attrae come un impulso verticale, una persona che salta da un aereplano nello skydiving, e che si dimentica di premere il pulsante perché si lascia affascinare dalla fine. È chiamata fascinazione da fine. Possiamo rimanere affascinati dal disastro, dalla sventura, tutte le notizie nei giornali sono invariabilmente cattive notizie, non ci sono belle notizie nei quotidiani, le persone non comprerebbero buone notizie. Perfino la stampa libera è piena di cattive notizie. E la fascinazione che abbiamo per il disastro potrebbe essere neutralizzata se ci dicessimo "Bene, perché preoccuparci di questo? È solo un'altra fluttuazione in questa enorme, meravigliosa, e senza fine catena del nostro stesso essere e della nostra stessa energia che va avanti."

È questo il problema, la nostra miopia, il modo in cui restringiamo la nostra coscienza concentrandoci solo su certe aree della nostre esperienze in vita che chiamiamo azioni volontarie, questo siamo noi, e tutto il resto ci accade.

Adesso, questo è ovviamente assurdo, supponiamo che prendiamo nelle nostre mani uno di quei giochi, un giroscopio, la parte superiore, e notiamo improvvisamente una sorta di vitalità in esso. Nel minuto in cui lo abbiamo fra le mani, sembra resisterci, sembra spingerci verso una certa via. Qualche volta siamo con esso e lo seguiamo, qualche volta è come se tenissimo un animale vivente, un criceto, o un porcellino d'india, e tratteniamo questa piccola cosa fra le nostre mani, e sta provando a scappare. Quindi il giroscopio sta cercando di sfuggire alla nostra presa, nell'esatto stesso modo in cui ciò che esperiamo sembra fuori controllo, e fare cose fuori controllo che sembrano sfuggire alla nostra volontà. Va bene così, non stringiamo tanto forte. Scopriremo che questa cosa vivente che percepiamo come la parte superiore del giroscopio, è la nostra stessa vita. Perchè come potremo vedere, molto semplicemente non capiremmo l'esperienza che chiamiamo "volontaria" essendo in controllo ed essendo noi stessi a meno che in opposizione ad essa non ci fosse qualcos'altro. Non puoi realizzare il sé ed il controllo e la volontà a meno che non ci sia qualcos'altro che sia al di fuori del controllo – qualcosa che invece di essere volontà, non lo è. Sono questi due opposti assieme che producono la sensazione che chiamiamo avere un'identità personale. Ci sono cose interessanti sulla coscienza umana, che quella psicologia chiamata gestalt ha tirato fuori con molta attenzione. Alcune di queste sono che la nostra attenzione è catturata dalle figure piuttosto che dallo sfondo, dalle aree relativamente vicine piuttosto che le aree ampie, e da qualcosa che si muova piuttosto che qualcosa che stia relativamente fermo. A tutti quei fenomeni che attragono la nostra attenzione in questo modo, gli attribuiamo un più alto grado di realtà rispetto alle cose che non notiamo. Questo è solo perché per il momento ci appaiono più importanti. La coscienza è uno strumento radar che analizza l'ambiente alla ricerca di problemi, allo stesso modo in cui il radar di una nave sta cercando pietre ed altre navi. Il radar non nota quindi la vasta area di spazio che non sono pietre o navi. Allo stesso modo i nostri occhi – o meglio la coscienza selettiva dietro ai nostri occhi – presta attenzione solo a ciò che consideriamo importante. Come vi parlo, so di tutti voi in questa stanza, di ogni singolo dettaglio dei vostri vestiti, la vostra faccia e così via ma non li sto notando coscientemente. Non sto notando questi dettagli per niente, e domani non mi ricorderò esattamente come ognuno di voi era vestito oggi. Ciò che noto sono ristrette cose che penso siano importanti. Se noto una ragazza particolarmente bella, allora noto anche ciò che indossa forse, ciò sarà memorizzato. In grande, noi analizziamo tutto, ma prestiamo attenzione solo a ciò che la nostra scala di valori ci dice dobbiamo prestare attenzione. Ovviamente, noi come individuo completo siamo molto più di questo sistema di analisi, e noi come individui completi siamo in relazione con il mondo esterno che nel suo intero è incredibilmente armonioso. Ritornando all'idea che il corpo vivente sia come la fiamma di una candela, possiamo dire che l'energia della vita - sottoforma di temperature, luce, aria, cibo e così via – stia riproducendosi attraverso noi tutti in questo momento nel modo più magnificamente armonioso possibile. E tutti quanti noi siamo molto più belli di qualsiasi fiamma di candela. Solo che siamo così tanto abituati alla nostra armonia e bellezza che diciamo, " E quindi ? Mostrami qualcosa di interessante, mostrami qualcosa di nuovo". È una caratteristica della coscienza l'ignorare stimoli che sono costanti. Quando una qualsiasi cosa è costante, la coscienza dice : "Ok, questo è al sicuro. È nella borsa. Non ho più bisogno di prestarvi attenzione". Ed in questo modo eliminiamo sistematicamente dalla nostra attenzione tutte le splendide cose che vanno avanti continuamente, focalizzandoci solo sulle problematiche che potrebbero renderci tristi. Il problema è che lo facciamo troppo spesso. E poiché lo facciamo tanto, identifichiamo il nostro vero sé – il nostro IO, il nostro ego – con il radar, il cerca-problemi. Ed il cerca-problemi è solo un piccolo frammente del nostro essere totale. Se diventiamo coscienti di non essere semplicemente questo meccanismo di analisi, che siamo un organismo completo, allora scopriremmo che il nostro organismo non è ciò che pensavamo essere quando lo osservavamo dal punto di vista dell'attenzione conscia o dell'ego. Dal punto di vista dell'ego il nostro organismo è una sorta di veicolo, un'automobile con cui ci muoviamo in giro. Da un punto di vista fisico, il nostro organismo è come un fiamma di una candela o un mulinello. È parte del continuo, motivo attivo, dell'intero cosmo. L'idea chiave qui è motivo. Voglio prendere in prestito una metafora dall'architteto Buckminster Fuller. Immaginiamo di avere una corda di molte sezioni. La prima sezione è fatta di canapa; quella dopo di cotone; quella dopo ancora di seta; poi nylon; e così via. Facciamo un nodo ordinario su questa corda. Mettendo il nostro dito nel nodo, possiamo muoverci per tutta la corda su e giù. Come il nodo viaggia incontra la canapa, dopo il cotone, dopo ancora seta, nylon, e così via. Ma il nodo rimane il nodo. Questa è l'integrità del motivo, di ogni motivo, incluso il motivo continuo che siamo noi. Potremmo essere dei vegetariani per diversi anni, e poi diventare dei mangia-carne. Forse cambierebbe la tua costituzione, come cambia tutto il tempo, ma ancora i tuoi amici ti riconoscerebbero, perché stai mettendo su ancora lo stesso show, tu sei ancora lo stesso motivo. E questo è ciò che ti rende un individuo riconoscibile. La struttura stessa del linguaggio con cui parliamo ci inganna in questo senso, portandoci al fraintendimento. Quando vediamo un motivo chiediamo "di che cosa è fatto?" vediamo un tavolo e chiediamo se è fatto di legno o alluminio. Ma quando chiediamo di che cosa è fatto il legno, e come sia differente dall'alluminio, l'unica risposta che uno scienziato può darci è che sono due differenti materiali. Questo per dire che la struttura molecolare è diversa. E la struttura molecolare non è una descrizione di che cosa è fatto un qualcosa, è una descrizione della danza che sta facendo, della sinfonia che è. Tutti i fenomi della vita sono musicali. L'oro differisce dal piombo alla stessa esatta maniera in cui un valzer differisce da una mazurka. Sono danze differenti. Pur non essendoci un qualcosa che danza. La credenza che qualcosa stia danzando ci inganna e vi finiamo a causa del nostro linguaggio. Esso ha nomi e verbi. Ed i verbi dovrebbero descrivere l'attività dei nomi. Ma questa è semplicemente una convenzione del parlato. Un linguaggio potrebbe essere fatto interamente di verbi. Non c'é davvero bisogno di nomi. O potremmo avere un linguaggio interamente fatto di nomi, senza verbi. E riuscirebbe a descrivere adeguatamente che cosa accade nel mondo. Quindi se parlassimo un linguaggio con solo una parte di ciò di cui si compone, potremmo dire tanto quanto riusciamo a dire con entrambe le parti, in modo più chiaro, strano ad udirsi, ma ci faremmo l'abitudine. E quando ci avremmo fatto l'abitudine diverebbe senso comune che il motivo del mondo non è un qualcosa che viene fatto, né dovremmo cercare una sostanza. È

semplicemente un motivo. E questo è ciò che siamo. In questo modo una persona che si sia davvero risvegliata, molto presto realizzerà che l'esistenza non è semplicemente la piccola creatura senza speranza di fronte al grande mondo cattivo che ci vuole mangiare. Ogni piccola cosa che viene ad essere, ogni frutto, ogni ragnatela, batterio, andrò tanto oltre da dire che ogni evento del cosmo, dipende e siamo noi. La cosa va in due direzioni. Non solo ogni organismo esistente dipende dall'ambiente, è vero anche il contrario, ovvero che l'ambiente dipende da ogni piccolo organismo che lo compone. Possiamo quindi dire che questo universo consiste in un arrangiamento, uno schema, o motivo, in cui ogni evento è essenziale al tutto. Tendiamo ad eliminare questa idea dalla nostra coscienza allo stesso modo in cui eliminiamo la percezione dello spazio quasi non fosse parte della realtà, portando attenzione al grilletto, ed ignorando lo sfondo. Da questo modo di vedere le cose, osserviamo che gli organismi sono molto fragili rispetto all'ambiente, il quale durerà molto tempo, al contrario dell'organismo. Ma che cosa intendiamo con "l'ambiente durerà molto tempo?". L'ambiente non consiste forse di piccole cose ? Eppure esiste l'ambiente, proprio allo stesso modo in cui c'é la fotografia sul quotidiano oltre quei piccoli punti. Quando ci allontaniamo abbastanza vediamo la faccia, quando ci allontaniamo dagli organismi e le piccole cose vediamo l'ambiente,in un'altra scala di ingrandimento. Attualmente, l'intera cosa è arrangiata secondo un sistema polare in cui l'enorme dipende dal piccolo, ed il piccolo dipende dall'enorme, e si ha in questo modo una relazione tra questi due estremi che potremmo definire come una transazione, la stessa transazione tra il comprare ed il vendere. È impossibile comprare senza venditori, o il vendere senza chi compra. Quindi ogniqualvolta osservi il panorama generale dell'esperienza sensoriale, prova a cambiare, a spostare la tua attenzione dalle cose "importanti" alle costanti sullo sfondo, e comincia a vedere allo spazio tra le persone. Ogni pittore deve impare ciò, specialmente se dipinge ad olio, dove deve dipingere partendo dallo sfondo. I tessitori lo notano perchè quando fanno dei motivi e tessono, devono tessere anche lo sfondo. Pensate alle ore spese con ago sullo sfondo, alla luce di una candela, le persone che fanno grandiosi tappeti orientali, hanno una grande coscienza di ciò, del fatto che lo sfondo sia una parte essenziale dell'esperienza totale. E man mano che diventiamo coscienti di ciò notiamo la stessa cosa nella musica, nell'intervallo tra le note di una melodia. Se non senti gli intervalli non avrai orecchio musicale, e sentirai sempre lo stesso rumore. Tutto ciò che sentirai sarà oppressivo, solo intervalli, nessuna melodia. Quindi dobbiamo ascoltare gli intervalli tra le persone. Le cose che non sono dette, le cose tacite, che sono implicite piuttosto che esplicite in tutta la vita, e da qui potrai sentirti connesso. E questo è molto importante. È importantissime avere una connessione con la vita, essere nel presente (now \ k-now). E questo è il modo in cui i fondamenti vengono fuori, vediamo le cose che abbiamo dimenticato. Sapete, potete creare dubbi nelle persone in una bellissima maniera, e molto utile, semplicemente chiedendo : "Che cosa hai dimenticato ?" " Non lo so, che cosa dovrei ricordare ?" "Oh no, non sto facendo una messinscena, c'é qualcosa di tremendamente ovvio che hai dimenticato. La ricorderai facilmente, perché è ovvia" " Bhé, queste sono le cose più difficili da ricordare. Che cos'é ?" "Chi sei ?". Come rispondi a questa domanda ? Bhé, dando nomi "Io sono John Dock, Alan Watts". Ma questo non è la verità. Questo è ciò che le persone ti dicono di essere, dandoti un nome e torturandoti affinché ti identifichi con esso e cominci ad agire come vogliono che tu agisca. Ma questo non è chi sei. Sai bene invece chi sei davvero, indietro nella memoria, indietro alla tua infanzia, prima che arrivasse tutta questa roba, chi sei ? E se arrivi a rispondere a questo, sai molto bene chi sei. La gioia dei giorni antichi, solo che c'é una cospirazione che devi conoscere, da cui tutti quanti sono influenzati, e realizzarlo offende gli altri, realizzare quanto tu sia grande. Abbiamo lavorato in maniera molto intelligente con la cristinità, allineando un solo individuo con Dio incarnato e nessun altro. Crocifisso, ed in paradiso, in modo che non disturbi più. E se lo fai venire fuori, ti dicono "chi pensi di essere, Gesù Cristo ?" e Gesù Cristo è stato crocifisso per aver detto di essere Gesù Cristo. Qualcuno compone una perfetta musica, ed i critici gli danno del cacofonista completamente incompetente. Avete mai letto le recensione alla prima sinfonia di Beethoveen che fece a Vienna ?

Adesso, la questione è che abbiamo permesso ad una persona, un essere umano solamente, di essere Dio incarnato, perché viviamo tutti quanti con la paura dell'universo in cui l'individuo è partecipe solo nella misura in cui lo subisce, in cui tutto ciò che ci accade è sempre qualcosa di diverso da noi, non riconoscendo una parte integrale di noi. Ma la verità è che se mettessimo di fronte tutti quanti a ciò, che non è vero che siamo alieni all'universo, troveremmo una recesso dell'anima, della psiche, in cui sapremmo di non essere solo un topo irresponsabile nel mondo, ma che lo stiamo davvero facendo funzionare, noi. Solo che non possiamo ammetterlo alla stessa maniera in cui non possiamo dire di essere responsabili del battito del nostro cuore. Ci diciamo, questo non è qualcosa che faccio, non ho controllo sul mio cuore. Hai un controllo invece sull'essere coscienti ? Sai come desideri ? Tu mi dirai, se voglio mettere questa mano sulla mia faccia o sulla mia gamba posso farlo, ma non saprai come lo fai. Quindi intendiamo con capacità volontaria di controllo, qualcosa che non può essere messo in parole, come aprire e chiudere la mano, è una cosa che non possiamo spiegare a parole, e se te lo chiedessi mi diresti "Semplicemente fallo, stupidone". E come sappiamo questo, sappiamo allo stesso modo come trasformare il sole in luce, soffiare come il vento, imitare le onde dell'oceano, digerire il cibo, ed essere digeriti dai batteri da un'altra prospettiva. E trasformarci, trasformare il nostro stato di coscienza, pur rimanendo il motivo sempre lo stesso, sempre noi, solo che abbiamo questa meravigliosa capacità di trasformarci senza sapere come, in modo da sorprendere noi stessi in questo modo e continuare a farlo, perché se non ci sorprendesse, non lo faremmo. Una volta compreso ciò, concluderemo la vita in un annientamento chiamato morte, in cui tutto il controllo andrà esattamente dalla parte opposta dell'essere vivo, permettendoci di essere nuovamente davvero vivi ogni qual volta esisteremmo, apparendoci ogni cosa nuova, come se ogni nascita fosse sempre la prima. Altrimenti, ovviamente, non lo rifaremmo.

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