Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 17 Dicembre 2015 Inviato 17 Dicembre 2015 (modificato) Premetto che non sono sicuro di essere nella sezione giusta... Sono un laureato (non più tanto neo-) che fa un lavoro tecnico. Mi accorgo che sempre di più ho problemi con la parte "attitudinale" del colloquio, specialmente se dall'altra parte ci sono psicologi, responsabili di risorse umane, office manager o altre figure che non hanno una formazione tecnica ma, appunto, da risorse umane. Se le stesse domande su obiettivi, successi e fallimenti le fa una persona con la mia formazione riesco ad accettarle molto più di buon grado e magari anche a rispondere più tranquillamente. C'è da dire che mai come ora ho bisogno di lavorare, e questo è tutt'altro che di aiuto (come il morto di figa che istintivamente è repellente per le donne). Prova ne è che i miei primissimi colloqui andarono tutti bene, tanto che potei scegliere il mio primo impiego. All'ultimo colloquio seppure fossi tranquillo durante la prova tecnica mi sono improvvisamente agitato al colloquio, e sicuramente si è visto. Non ho un buon rapporto con le risorse umane, devo aggiungere. Non li stimo, mi sembra facciano un lavoro inventato da gente che non aveva un lavoro. Mi ha molto sorpreso leggere che il buon ^X^ del forum lavora nel settore, proprio perché leggendolo lo reputo molto intelligente (e non per aver letto ciò ovviamente la mia opinione è cambiata). Sicuramente questa mia antipatia di fondo traspare, anche se in misura minima, e ovviamente non aiuta. Anche perché quando mi fanno una domanda del cazzo sono esattamente il tipo di persona che si fa venire la faccia da "ma-che-domanda-del-cazzo". In particolare come tecnico mi infastidisce essere giudicato e selezionato da persone che del mio settore possono sapere solo per sentito dire. E che anche dopo venti anni ne sapranno sempre qualcosa meno di me appena uscito dall'università. Semplicemente perché sulle questioni tecniche ci devi mettere le mani, non puoi valutare per sentito dire. Sono aperto a farmi smontare su questi concetti. Magari non con il solito leit-motiv che l'università italiana non ti insegna un cazzo. Che è vero nella misura in cui all'università ti limitavi a fare il compitino, cioé a frequentarla come una super-scuola. Se la fai guardando anche a ciò che sta fuori, l'università italiana può darti molto. Ciò che volevo chiedere è: ma secondo voi o per vostra esperienza... quanto conta come si risponde? A volte ho la sensazione che non conta neanche troppo che risposta dai ma come la dai. Una specie di shit-test attitudinale continuo. Quanto conta il colloquio attitudinale per i ruoli tecnici, rispetto al colloquio tecnico? È più un test attitudinale appunto o certe figure vengono ricercate e preferite ad altre, e sulla base di cosa? (ho già letto il topic "cosa guarda Google in un candidato", ecchelo: http://www.italianseduction.club/forum/t-42017-i-criteri-di-reclutamento-secondo-google/?hl=google) È vero che paga essere sinceri? Io sono sempre sincero, sia perché non mi preparo eventuali risposte a effetto, sia perché reputo, magari a torto, che l'incoerenza che scaturirebbe sarebbe peggiore della risposta "sbagliata"... Infine, sbaglio a non citare affatto i benefici che potrei apportare all'azienda con la mia assunzione? In realtà spesso nemmeno li so. Sostanzialmente Se mi presento ad un colloquio è perché credo di avere un profilo quantomeno simile a quello che stanno cercando e soprattutto di poter contribuire con le mie conoscenze tecniche che, primariamente, sono quello che reputo di saper fare. Modificato 17 Dicembre 2015 da Dani89
RayDonovan [Partecipante] 109 Inviato 17 Dicembre 2015 Inviato 17 Dicembre 2015 Chi non si occupa di risorse umane fatica a capire che ciò che interessa in un colloquio non è il passato ma il futuro. Le situazioni che ti hanno portato ad avere risultati nell'azienda precedente difficilmente saranno replicabili in un contesto diverso. Inoltre, il tuo 'pacchetto' di conoscenze e competenze, qualunque sia il tuo settore, diventerà presto obsoleto e quindi conta relativamente. Molto più utile è cercare di capire, in una mezz'ora di colloquio, qual'è l'attitudine del candidato ad cambiare rapidamente contesto e ad imparare cose nuove. Sono le cosiddette 'soft skills', che contano infinitamente più delle hard skills. Prendili pure come degli shit test. Come le hb testano la tua capacità di essere un padre per i figli, noi testiamo la tua propensione ad essere un asset della nostra azienda. Agli shit test puoi rispondere con dei canned, ma se l'interlocutore è bravo ti sgama subito, puoi infastidirti, e in questo caso ti scartiamo come ti scarterebbe un hb, oppure puoi dimostrare di avere l'inner giusto e superare con tranquillità gli shit test che la vita lavorativa ti metterà davanti. Pertanto: elimina la diffidenza, resta rilassato, parla più di te stesso e meno di cosa hai fatto e cosa sai fare e vedrai che ci conquisterai. Dani89 e Tony Stark ha reagito a questo 2
Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 17 Dicembre 2015 Autore Inviato 17 Dicembre 2015 Chi non si occupa di risorse umane fatica a capire che ciò che interessa in un colloquio non è il passato ma il futuro. Le situazioni che ti hanno portato ad avere risultati nell'azienda precedente difficilmente saranno replicabili in un contesto diverso. Inoltre, il tuo 'pacchetto' di conoscenze e competenze, qualunque sia il tuo settore, diventerà presto obsoleto e quindi conta relativamente. Molto più utile è cercare di capire, in una mezz'ora di colloquio, qual'è l'attitudine del candidato ad cambiare rapidamente contesto e ad imparare cose nuove. Sono le cosiddette 'soft skills', che contano infinitamente più delle hard skills. Prendili pure come degli shit test. Come le hb testano la tua capacità di essere un padre per i figli, noi testiamo la tua propensione ad essere un asset della nostra azienda. Agli shit test puoi rispondere con dei canned, ma se l'interlocutore è bravo ti sgama subito, puoi infastidirti, e in questo caso ti scartiamo come ti scarterebbe un hb, oppure puoi dimostrare di avere l'inner giusto e superare con tranquillità gli shit test che la vita lavorativa ti metterà davanti. Pertanto: elimina la diffidenza, resta rilassato, parla più di te stesso e meno di cosa hai fatto e cosa sai fare e vedrai che ci conquisterai. Io sono curioso e mi piace molto cambiare. Mi annoio a fare sempre le stesse cose. Sono anche entusiasta per natura. Ma non ho la più pallida idea di come cacchio potesse uscire fuori dalle domande che mi hanno fatto l'ultima volta, per esempio.
Ortiz91 [Partecipante] 27 Inviato 17 Dicembre 2015 Inviato 17 Dicembre 2015 1- Assolutamente si conta tantissimo il come rispondi. Ma anche cosa rispondi. Nel mio settore ti devi preparare ad un colloquio come se ti preparassi ad un esame da 12 cfu. 2- Non ti so rispondere. 3 e 4- No, non paga assolutamente. I primi colloqui che ho fatto ho sempre preso un sacco di porte in faccia. A domande come: "pensi di essere il migliore?" rispondevo sempre "beh, no, penso di essere bravo ma sicuramente non il migliore". Fino a quando un recruiter che mi aveva preso in simpatia non mi ha spiegato come funziona. Tu non sei bravo, sei outstanding. Devi essere convinto di essere il migliore, un vincente. E se non è vero non importa, anche chi ti intervista sa che c'è gente più preparata di te, ma devi fargli capire che sei pronto ad asfaltarli sul campo dal primo all'ultimo. E' come quando un pugile deve salire sul ring per combattere contro il campione del mondo. Se parte sconfitto non andrà da nessuna parte. Se gli va davanti e gli dice che lo farà a pezzi e si vergognerà di essere nato avrà senz'altro più possibilità. Tu addirittura non elenchi nemmeno i benefici che potresti portare. Se non lo pensi te di essere il migliore perchè mai dovrebbero pensarlo gli altri. Questo è quello che ho imparato dal mondo anglosassone in un settore iper-competitivo. E ho dovuto lavorare tanto per cambiare, visto che in italia sono sempre stato abituato alla modestia e a chiedere scusa. Qua non paga. Detto questo quelli delle risorse umane sono al 99% dei falliti che si ritrovano a fare quel lavoro. Dani89 ha reagito a questo 1
Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 17 Dicembre 2015 Autore Inviato 17 Dicembre 2015 grazie delle risposte. Questo è quello che ho imparato dal mondo anglosassone in un settore iper-competitivo. E ho dovuto lavorare tanto per cambiare, visto che in italia sono sempre stato abituato alla modestia e a chiedere scusa. Qua non paga. Detto questo quelli delle risorse umane sono al 99% dei falliti che si ritrovano a fare quel lavoro. Ma neanche in Italia, in generale. Che poi io non sono modesto. Sono onesto. O realista. ahahah tranchant. Io noto dagli atteggiamenti che molti, specialmente quelli giovani, si considerano arrivati, invece. Certo se studi per fare quello... due domande su che complessi di inferiorità hai per voler giudicare gli altri, nella vita, fattele. Per quelli che, diciamo, si ritrovano a fare quello... non saprei. Se sono davvero il 99% forse è anche più preoccupante.
Ortiz91 [Partecipante] 27 Inviato 17 Dicembre 2015 Inviato 17 Dicembre 2015 (modificato) grazie delle risposte. Ma neanche in Italia, in generale. Che poi io non sono modesto. Sono onesto. O realista. ahahah tranchant. Io noto dagli atteggiamenti che molti, specialmente quelli giovani, si considerano arrivati, invece. Certo se studi per fare quello... due domande su che complessi di inferiorità hai per voler giudicare gli altri, nella vita, fattele. Per quelli che, diciamo, si ritrovano a fare quello... non saprei. Se sono davvero il 99% forse è anche più preoccupante. Ecco anche il realismo mettilo da parte. Non paga. Devi arrivare al punto in cui credi talmente tanto di essere il migliore che ti viene naturale. Altrimenti passi per pallone gonfiato. Anche se passare da pallone gonfiato è sempre meglio di passare da smart-ass. Modificato 17 Dicembre 2015 da Ortiz91
Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 18 Dicembre 2015 Autore Inviato 18 Dicembre 2015 Ecco anche il realismo mettilo da parte. Non paga. Devi arrivare al punto in cui credi talmente tanto di essere il migliore che ti viene naturale. Altrimenti passi per pallone gonfiato. Anche se passare da pallone gonfiato è sempre meglio di passare da smart-ass. Fake it till you make it, eh? Sono d'accordo, ma... Sto frequentando un corso. C'è uno che è convinto di essere un genio. Non è nemmeno laureato e da quello che ho capito in pratica non si sta nemmeno laureando in una materia della sua facoltà. In realtà è un coglione molto sicuro di sé. E si vede abbastanza, secondo me. Uno che si dà del "leader" da solo senza che qualcuno gli abbia chiesto niente, per dire. E poi non è neanche capace ad ascoltare. Ovviamente ha infinocchiato tre quarti delle donne under 25. Ma quando si è definito "programmatore" di fronte al tutor quello gli ha risposto: anch'io programmo da quattro anni, ma mica mi definisco programmatore per questo. Colpito e affondato. Passi da pallone gonfiato proprio nel momento in cui ti dichiari troppo superiore rispetto a quello che in realtà sei, secondo me. Quindi il realismo aiuta a non esagerare.
Ortiz91 [Partecipante] 27 Inviato 18 Dicembre 2015 Inviato 18 Dicembre 2015 Fake it till you make it, eh? Sono d'accordo, ma... Sto frequentando un corso. C'è uno che è convinto di essere un genio. Non è nemmeno laureato e da quello che ho capito in pratica non si sta nemmeno laureando in una materia della sua facoltà. In realtà è un coglione molto sicuro di sé. E si vede abbastanza, secondo me. Uno che si dà del "leader" da solo senza che qualcuno gli abbia chiesto niente, per dire. E poi non è neanche capace ad ascoltare. Ovviamente ha infinocchiato tre quarti delle donne under 25. Ma quando si è definito "programmatore" di fronte al tutor quello gli ha risposto: anch'io programmo da quattro anni, ma mica mi definisco programmatore per questo. Colpito e affondato. Passi da pallone gonfiato proprio nel momento in cui ti dichiari troppo superiore rispetto a quello che in realtà sei, secondo me. Quindi il realismo aiuta a non esagerare. Si, certo non devi millantare titoli che non ti appartengono. Quella è proprio l'ultima cosa da fare, rischi di far innervosire l'interlocutore e basta. Però, purtroppo, l'essere un coglione sicuro di se paga molto di più che essere intelligente e tenere il basso profilo. Dove mi trovo ora, se tieni il basso profilo non ti danno neppure la possibilità di giocare le tue carte. Sei visto come un perdente. Comunque IMHO se, come mi pare di capire, lavori nel settore informatico di lavoro in UK ne trovi quanto ne vuoi e anche ben retribuito. Dani89 e ^X^ ha reagito a questo 2
Dani89 [Partecipante] 740 Inviato 18 Dicembre 2015 Autore Inviato 18 Dicembre 2015 (modificato) Si, certo non devi millantare titoli che non ti appartengono. Quella è proprio l'ultima cosa da fare, rischi di far innervosire l'interlocutore e basta. Però, purtroppo, l'essere un coglione sicuro di se paga molto di più che essere intelligente e tenere il basso profilo. Dove mi trovo ora, se tieni il basso profilo non ti danno neppure la possibilità di giocare le tue carte. Sei visto come un perdente. Comunque IMHO se, come mi pare di capire, lavori nel settore informatico di lavoro in UK ne trovi quanto ne vuoi e anche ben retribuito. Sì, capisco che lì è tutto esagerato, mi pare una diretta e naturale conseguenza della mentalità inglese. Lo so anche perché ho cercato lavoro in UK per un periodo. Ma no, non sono un informatico. E capisco anche che la cosa è applicabile qui da noi. Nel senso, lo vedo tutti i giorni purtroppo. Ma qui non sai mai se è semplicemente un raccomandato. Modificato 18 Dicembre 2015 da Dani89 Ortiz91 ha reagito a questo 1
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 18 Dicembre 2015 Inviato 18 Dicembre 2015 Oddio, non lavoro affatto nelle risorse umane ah ah ah La domanda che poni è molto generica, e tutte le risposte che riceverai sono buone ma solo in alcune aziende. Da quello che ho visto, i selezionatori non tecnici sono li per cercare persone compatibili con l'azienda, non per valutare le tue capacità. Essere compatibile con l'azienda, o con un team specifico, significa tutto e il contrario di tutto. Quindi non esiste un modo univoco generale per rispondere, e se esistesse i selezionatori se lo sentirebbero ripetere tutti i giorni fino alla noia. Nella finanza ha certamente ragione Ortiz, ma se fai il figo nell'high tech ti cacciano a pedate ridendo. La cosa he devi fare è studiare l'azienda nei minimi dettagli, e durante i colloqui cercare di ricalcare i tuoi selezionatori senza ovviamente renderti ridicolo: è sufficiente spesso usare lo stesso ritmo. Copia la loro velocità nel parlare, il modo i cui fanno le pause, il body language. Occhio che appunto quelli della HR vivono di queste cose, quindi non esagerare altrimenti appari grottesco. E non ti scoraggiare dai rifiuti: nelle aziende i cui ti prendono perché "compatibile" ti troverai molto meglio che in quelle che ti prendono perché hai simulato bene al colloquio... RayDonovan, Sungroove e Dani89 ha reagito a questo 3
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