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Dani89
Inviato

Negli ultimi due colloqui che ho fatto, non mi e' stato fatto nessun colloquio attitudinale e per quel che vedo in giro questo tipo di colloquio - che io, PERSONALMENTE, ritengo una buffonata - sta scomparendo dalla faccia della terra, specialmente per quello che concerne le posizioni tecniche.

Da me, ad esempio, si fa un colloquio conoscitivo e poi si fa un colloquio tecnico.

Il conoscitivo serve solamente a vedere come parla un candidato e come espone la propria storia, non ci sono domande del c.azzo o assurde. Si chiede come mai si vuole lavorare nel campo X, se si conosce l'azienda, come mai la location, che tipo di esperienze uno ha fatto e via.

Il colloquio tecnico puo' essere una presentazione su un prodotto che proponiamo, una presentazione su una soluzione dell'azienda attuale del candidato, un test, etc...

In questo modo scremiamo i deficienti e chi se la vuole sentire, nel minor tempo possibile.

oh sarà sfigato io, ma 2/3 che mi capitano ancora non sono solo conoscitivi...

per curiosità, lavori in Italia o all'estero? La città sotto il tuo avatar è corretta?

uao!
Inviato

Alla domanda "Pensi di essere il migliore?" io risponderei così:

"Dipende

SDENG!

Non mi sogno di scrivere un ebook su come gestire un colloquio, di certo meglio non rispondere coi "dipende" a una domanda del genere ;-)

In fondo per quanto cretina sia la domanda, una risposta "dipende" lo è ancora di più: la tua motivazione personale e la convinzione nei tuoi mezzi NON dipendono da una valutazione della situazione: o ci sono o non ci sono.

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Dani89
Inviato

SDENG!

Non mi sogno di scrivere un ebook su come gestire un colloquio, di certo meglio non rispondere coi "dipende" a una domanda del genere ;-)

In fondo per quanto cretina sia la domanda, una risposta "dipende" lo è ancora di più: la tua motivazione personale e la convinzione nei tuoi mezzi NON dipendono da una valutazione della situazione: o ci sono o non ci sono.

In un mondo abitato da miliardi di persone è difficile essere i migliori in qualsiasi cosa. E presentarsi al posto giusto al momento giusto per mettere in atto l'essere migliori sarebbe una botta di culo non da poco per sé e l'azienda.

Credete alla fortuna?

O volete veramente un megalomane convinto di essere il migliore?

O più semplicemente un cazzaro che dice quello che vi volete sentir dire, indipendentemente da quello che sa fare?

Oppure migliore nel linguaggio dei colloqui ha un significato diverso dall'italiano?

Sarà per questo che (per fortuna) non mi sono mai imbattutto in questa domanda.

Perché dovrei preferirti agli altri candidati? già è una domanda più sensata.

Vincent
Inviato

oh sarà sfigato io, ma 2/3 che mi capitano ancora non sono solo conoscitivi...

per curiosità, lavori in Italia o all'estero? La città sotto il tuo avatar è corretta?

Lavoro all'estero: Bratislava, Praga e ora Hong Kong.

Non ho mai lavorato in Italia, non per dogma ma semplicemente perche' non mi sono mai stati proposti ruoli adeguati e/o pagati adeguatamente.

Ergoblin
Inviato

uao!, on 30 Dic 2015 - 11:48, said:snapback.png

SDENG!

Non mi sogno di scrivere un ebook su come gestire un colloquio, di certo meglio non rispondere coi "dipende" a una domanda del genere ;-)

In fondo per quanto cretina sia la domanda, una risposta "dipende" lo è ancora di più: la tua motivazione personale e la convinzione nei tuoi mezzi NON dipendono da una valutazione della situazione: o ci sono o non ci sono.

Fantastica! (Ho copiato la botta e risposta sul mio taccuino personale)

La cosa più importante nei colloqui è la confidenza in se stessi.

Vincent
Inviato

uao!, on 30 Dic 2015 - 11:48, said:snapback.png

Fantastica! (Ho copiato la botta e risposta sul mio taccuino personale)

La cosa più importante nei colloqui è la confidenza in se stessi.

La cosa piu' importante nei colloqui e', in primis, sapere le cose.

Dopo la confidenza in se' stessi e il sapersi presentare.

Avere solo la seconda parte del mio discorso inganna qualche HR e forse qualche tizio nei dipartimenti Sales, ma per tutto il resto non basta piu`.

Ergoblin
Inviato

La cosa piu' importante nei colloqui e', in primis, sapere le cose.

Dopo la confidenza in se' stessi e il sapersi presentare.

Avere solo la seconda parte del mio discorso inganna qualche HR e forse qualche tizio nei dipartimenti Sales, ma per tutto il resto non basta piu`.

Dipende poi dalla posizione e azienda, in quelle tecniche credo sia proprio cosi.

Hai ragione però se ti vendi male, con poca sicurezza e brutta presentazione, anche le entry level position (dove le conoscenze valgono e vanno indagate fino ad un certo punto) te le sogni.

Desmond_Hume
Inviato

Ciao, qui voglio fare la voce fuori dal coro: credo che il colloquio attitudinale sia il più importante.

Ovviamente parlo di un colloquio ben fatto (non le cazzate del tipo "che animale sei", "che colore ti vie e in mente", etc) che indaghi su

- le aspirazioni del candidato (sei uno che vuole una posizione comoda o sei disposto a fare 1000 sacrifici per avanzare)

- le motivazioni che lo spingono a quel settore/azienda (sei qui solo per soldi o perché hai una reale passione nel settore hi-tech/no-profit/luxury/etc.)

- le attitudini lavorative (in che maniera riesci a far lavorare al meglio eventuali collaboratori, come poni i problemi agli altri, come affronti le situazioni di stress, etc).

Teoricamente per me, è il colloquio tecnico ad avere quasi importanza zero:

- per le posizioni junior la laurea (con voto e prestigio dell'università che l'ha rilasciata) dicono tutto delle conoscenze tecniche del candidato;

- per le posizioni senior è il cv (inteso come lista di posizioni tenute e progetti seguiti) ed eventuali raccomandazioni a definire la sfera di capacità e competenze pratiche nella posizione che si cerca.

Per quanto riguarda invece l'aspetto comportamentale non esiste nulla che possa direttamente certificare le capacità/mancanze del candidato,da cui la necessità di colloqui con psicologi/HR diversi da quelli che potranno essere i superiori diretti.

NB: parlo come ingegnere con posizione prettamente tecnica in azienda multi-nazionale. Nella mia (breve) esperienza mi son reso conto che per un lavoro entry-level non esistono conoscenze che un buon laureato nel settore non possa apprendere; tuttavia vedo anche che persone mentalmente poco elastiche, eccessivamente timide o insicure o con scarso entusiasmo/motivazione, portano pochi benefici in un ambiente organizzativamente complesso.

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Dani89
Inviato (modificato)

Ovviamente parlo di un colloquio ben fatto (non le cazzate del tipo "che animale sei", "che colore ti vie e in mente", etc) che indaghi su

- le aspirazioni del candidato (sei uno che vuole una posizione comoda o sei disposto a fare 1000 sacrifici per avanzare)

- le motivazioni che lo spingono a quel settore/azienda (sei qui solo per soldi o perché hai una reale passione nel settore hi-tech/no-profit/luxury/etc.)

- le attitudini lavorative (in che maniera riesci a far lavorare al meglio eventuali collaboratori, come poni i problemi agli altri, come affronti le situazioni di stress, etc).

Mi hai fatto ragionare su una cosa che davo per scontata, perché per me lo è, quindi non emerge spesso ai colloqui.

Nel senso che io non faccio colloqui tanto per, per posizioni che non mi interessano. E se ho scelto di fare quello che faccio è perché mi piace.

Quindi tu dici che quando un'azienda di giocattoli ti chiede perché vuoi lavorare per loro tu devi rispondere che ti piacciono i giocattoli?

Banale ma onesto.

Perché io normalmente rispondo che mi piace il modo in cui fanno i giocattoli o che mi voglio specializzare in giocattoli (tanto sono entry level) o altre cazzate.

PS: IT'S NOT PENNY'S BOAT

Modificato da Dani89
Desmond_Hume
Inviato

Parlo da profano (cioè da colui che ai colloqui viene selezionato e non che selezione) ma provo a farti un esempio di ciò che intendo.

- Selezionatore: "Come mai ha inviato il curriculum a noi di Giocattolandia SPA ?"

- Candidato A: "Durante la mia tesi di laurea ho condotto un business plan per il lancio di un nuovo prodotto che potesse entrare nel mercato dell'intrattenimento per l'infanzia. Ho realizzato quindi che la vostra filosofia di mercato è straordinaria: ogni vostro prodotto è inserito all'interno di un filone ludico-educativo che mira a imprimere uno spirito di scoperta bla bla bla"

- candidato B: "da ingegnere meccanico la vostra filiera produttiva mi ha sempre appassionato. Credo che il mio backgroud da progettista possa trovare un giusto ambiente dove dare il massimo bla bla bla"

- Candidato C: "in realtà non sono grande appassionato del settore giocattoli, ma sa, con la mia laurea e le mie esperienze, sono in grado di eccellere in qualunque settore

Ecco, le prime due risposte secondo me trasudano passione, entusiasmo ed anche preparazione (almeno di massima sul modo di lavorare dell'azienda) e quindi mi sembrano corrette. La terza invece da' un messaggio di arroganza ed anche scarsa scelta (sto facendo il colloquio con voi come lo farei con chiunque altro) e poterebbe ad uno scarto.

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