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^'V'^
Inviato (modificato)
16 minuti fa, Massimo12 ha scritto:

Ho una curiosità: in quelle popolazioni polinesiane si prova gelosia? Dal punto di vista logico non mi pare avrebbe senso...

Una donna ha un solo utero. 

Pertanto la gelosia maschile è parte stessa della riproduzione sessuata. 

Fatta questa premessa, Swany c'è stata diverse volte con un suo ex e all'inizio vedendo che sorridevano tutti ed erano felici, si sono detti che dovevano essere tutti dei coglioni, quantomeno dei sempliciotti. 

Poi conoscendoli meglio si sono detti... No, i coglioni siamo noi. 

Tra l'altro le loro donne sono mediamente bellissime e sembrano non invecchiare, i maschi sono grandi e grossi, virili, non proprio belli, ma sempre gentili, rilassati e disponibili come lo sono i gay da noi.

Nota che i gay non sono gentili e rilassati perché sciocchi, ma perché hanno accesso ad una varietà sessuale da bonobo. 

A parte nella capitale di Tahiti (Papete, 127 k abitanti) dove qualche episodio di microcriminalità può esistere, nel resto della Polinesia nemmeno hanno le serratura nelle porte. 

Ci sarà sempre una certa particolare donna che metterà tre uomini contro perché ha un solo utero ed è bellissima. 

Ma un conto è vivere quella sensazione nelle nostre condizioni di frustrazione costante e dolore di base, un conto è viverla da sereno, appagato e pieno di ricordi ed esperienze degne di essere vissute. 

 

Modificato da ^'V'^
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Ginevra
Inviato (modificato)
3 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Leyla...

In Polinesia ci sono alcune delle persone più felici al mondo.

A sette anni vanno via di casa e vivono tra ragazzi e ragazze fino a maturità inoltrata. 

Non so se puoi immaginare la portata sessuale di essere praticamente in un dormitorio da college per tutta l'età giusta in cui vivere i momenti più belli. 

Contrariamente alle proiezioni mentali di certa marmaglia cattodemente, questo non significa affatto che si drogheranno o che non saranno mai parte di una coppia. 

Al contrario. 

Mentre da noi la gente entra in coppia a partire da una posizione inibitoria, di disagio, ove la coppia da un lato è l'unico modo per il maschio di fare almeno un po' del sesso che gli serve per sopravvivere e dall'altro è l'incontro fra due nevrosi complementari, luogo di tampone per le proprie tare emotive e di autonomia... Quando il sesso è appagato in quantità e qualità possono nascere relazioni, ma nascono da una posizione creativa, non riparativa. 

Nascono dal desiderio dell'altro, non dal terrore della privazione. 

Il fatto che da affamata puoi divorare dei pacchetti di cracker, non significa affatto che, fossi serena e appagata, vorresti dei cracker. 

Detto questo... 

Ad ogni maschio qui viene usata la violenza della privazione continua e metodica di ciò di cui ha più bisogno insieme a dormire e mangiare. 

Cresce con la sfida continua a dover trovare ogni possibile modo per appagare uno dei suoi bisogni più profondi e dolorosi, cresce prendendo continuamente pugni in bocca ogni volta che vuole far star bene una ragazza, che sembra le si faccia dispetto a farla venire. 

E in questa continua situazione abusiva, lui inizia a sentirsi continuamente un perdente e a perderci in salute e in senso di autoefficacia.

E ha un tale bisogno psicologico di vincere, di sentirsi capace, di sentirsi ok, che i più deboli arrivano a non riuscire nemmeno a pagare le puttane come fanno nelle altre specie e come si è fatto nella nostra per milioni di anni e fino al 1948.

Data nella quale il testosterone sierico maschile ha iniziato a calare a picco perdendo il 50-60% ad oggi. 

Ossia, un 30 enne italiano di oggi ha la salute ormonale di un 80 enne. 

In quest'ottica... Se per una volta, dopo tanti rifiuti, umiliazioni e sconfitte, uno trova una che ci sta... 

Non è più solo la figa e la salute ormonale derivante, l'obiettivo. 

È anche sentirsi per una volta meno uno straccio. 

Sentire di aver vinto.

Di aver catturato una pallina che correva. 

Di essere efficace. 

Di potercela fare. 

E così... 

Se stai sempre in mezzo a palline che scheggiano via e non si fanno prendere. 

Al di là del fatto che hai comunque bisogno di prenderne qualcuna per la tua salute. 

A livello psicologico. 

Preferisci riuscire a prenderne una tra tutte queste che ti sfuggono, sentendoti euforico, eccitato, ripagato di tutta quella merda... 

O preferisci sentirti un fallito con una pallina che ti viene incontro lei, che non solo non ti fa sentire di avercela fatta, ma ti fa pure sentire quello che non ce la farà mai a prendere ciò che vuole e che deve prendersi ciò che gli viene buttato? 

Poi arrivano le riviste femminili con "l'esperta" di turno a dire che i maschi sono spaventati da una donna intraprendente. 

Spaventati... 

Ma vaffanculo và. 

E questo vale all'inizio. 

Poi mi chiedi se l'intraprendenza faccia passare la voglia. 

Dipende dal tipo di intraprendenza. 

Considera che come maschio di mammifero hai bisogno di varietà. 

Non è un capriccio. 

È il tuo bisogno base nella vita. 

E cosa succede al tuo corpo quando hai fatto una per 5-7 volte? 

Ti passa ogni desiderio di lei a meno che non ne fai altre nel frattempo o non la vedi per diverso tempo. 

A quel punto diventi ovviamente meno intraprendente. 

Allora lei a seconda dello stile di attaccamento, può cercare il litigio, può rifiutarti, umiliarti, o può diventare intraprendente. 

Solo che se tu nel frattempo non sei stato con altre, senti la scossa quando ti tocca, ti senti soffocare, senti le pareti che si stringono nella stanza... Ti senti abusato. 

E qui c'è il grande misunderstanding. 

Non ti senti abusato per l'intraprendenza. 

Ma perché è ancora lei. 

E il tuo corpo combatte attivamente lo spreco inutile di calorie che è fare sesso con una che se doveva essere incinta lo è già, con quei 5-7 rapporti, se non lo è non sarà una scopata in più a mettercela. 

Ma noterai che questa ritrosia vale solo per un'intraprendenza che è una richiesta attiva di essere scopata. 

L'intraprendenza verso pompini non richiesti è quasi sempre gradita, salvo in caso di convivenza trascinata nel tempo e senza varietà, che ti porta ad avere non solo fastidio ma nel mio caso anche dolore quando ti tocca. 

L'intraprendenza verso i pompini non richiesti è l'unica cura verso le preoccupazioni, il nervoso, la rabbia, la frustrazione maschile. 

Purtroppo le donne ragionando da donne danno ciò che piace a loro, e quando vedono il loro uomo nervoso, incazzato, che avrebbe solo bisogno di silenzio e di due pompe, iniziano ad aggredirlo di domande, gli parlano, gli chiedono di parlare, cosa c'è che non và... Esasperandolo. 

Comunque dopo tutti questi chiarimenti, ti lascio un consiglio prezioso. 

L'intraprendenza femminile non ha a che fare con il modo maschile di toccare e prendere. 

Perché si scopa quando lo decide il cazzo. 

E il modo di farlo tirare non è né tirarsela ma nemmeno toccare un maschio e cercarlo. 

Il modo è un minidress. 

È essere sexy. 

Girare con atteggiamento casual vestita in modi sexy per casa. 

È quello che fa salire il desiderio di te. 

Ballare per casa è un attivatore molto più forte del prendere uno e toccarlo o chiedergli di fare sesso. 

Almeno. 

Io in quei casi ho una miccia di massimo sette minuti, anche con una già fatta che, mi saltasse addosso, mi darebbe la scossa dal fastidio e la sentirei sexy quanto un fermacravatta. 

E mi raccomando. 

Il trucco sta nell'avvicinamento e allontanamento continui. 

Vestita in modo sexy fai cose vicino a lui, poi lontano, poi vicino, poi lontano, fino a quando il cazzo dispaccia l'ordine imperativo e categorico per entrambi. 

Ricorda. 

Non si tratta di tirarsela o meno. 

Si tratta di farlo tirare. 

È questo il potere femminile. 

 

Aivia con questo tuo intervento mi sei arrivato a fagiolo nella gestione di una situazione personale :-)

Non mi collegavo da giorni...e becco oggi questa tua risposta come se i nostri "inconsci" si fossero parlati.

Io non me la tiro. Nemmeno però chiedo di fare sesso. Eppure è capitato che a sorpresa e in una serata in cui ero in abbigliamento confortevole, struccata e non proprio in sexy lingerie, a sorpresa, all'uomo che avevo di fronte è arrivato l'ordine imperativo che ha travolto anche me. 

Mi sono sempre chiesta da dove fosse arrivato tanto desiderio verso di me da parte di lui....avevo addirittura pensato che fosse semplicemente annoiato e siccome era lì con me per passare il tempo s'è mosso....

Oggi leggendoti ho capito che nell'interazione con lui dei segnali involontari li ho trasmessi. Ero struccata e in abbigliamento comodo ma la camicia era aperta a V sul di dietro....cucinavo ma mentre lo facevo ero comunque attenta a certe "posizioni strategiche"

Ti abbraccio..... :-)

 

Modificato da Ginevra
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AlexRoma70
Inviato
5 minuti fa, Ginevra ha scritto:

Io non me la tiro. Nemmeno però chiedo di fare sesso. Eppure è capitato che a sorpresa e in una serata in cui ero in abbigliamento confortevole, struccata e non proprio in sexy lingerie, a sorpresa, all'uomo che avevo di fronte è arrivato l'ordine imperativo che ha travolto anche me. 

Mi sono sempre chiesta da dove fosse arrivato tanto desiderio verso di me da parte di lui....avevo addirittura pensato che fosse semplicemente annoiato e siccome era lì con me per passare il tempo s'è mosso....

Oggi leggendoti ho capito che nell'interazione con lui dei segnali involontari li ho trasmessi. Ero struccata e in abbigliamento comodo ma la camicia era aperta a V sul di dietro....cucinavo ma mentre lo facevo ero comunque attenta a certe "posizioni strategiche"

Ti abbraccio..... :-)

 

L'abbigliamento confortevole parla più di un tubino nero... è un simbolo di fiducia e vicinanza :)

Le posizioni strategiche da cucina sono in testa alle classifiche del sex appeal... mi sarei stupito se non fosse successo nulla ;)

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Inviato

Un vestito - maglione che copra anche tutto, ma soffice e aeroso che si muove di continuo. Tipo una maglia di lana anche a collo alto, ma che evidenzi sotto un bel paio di tette e che sappia non ci sia altro che il reggiseno. Il solo pensiero di infilarci sotto una mano e sentire la pancia che respira, mi fa venire il fiato corto.

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Gado
Inviato

Cioè, teoricamente perché i figli siano propri bisognerebbe inseminare la donna entro un tot di ficcate d'augello, prima che il suo utero ti disconosca come maschio sano e fertile? Io non ci posso pensare di fare un figlio e pensare che non sia completamente mio per qualsiasi ragione!

O che nel caso in cui fosse biologicamente mio, una parte di lei avrebbe desiderato un altro padre, secondo lei migliore nei geni! È inaccettabile! È una consapevolezza sufficiente a scegliere per me..

Ma esiste un tempo determinabile e ragionevole? Insomma, sulle basi delle teorie che leggo, l'unico modo per assicurarsi il 'possesso' certo di un figlio è fare la comparsa uno o due mesi e poi sparire?

^'V'^
Inviato
32 minuti fa, Gado ha scritto:

Cioè, teoricamente perché i figli siano propri bisognerebbe inseminare la donna entro un tot di ficcate d'augello, prima che il suo utero ti disconosca come maschio sano e fertile? Io non ci posso pensare di fare un figlio e pensare che non sia completamente mio per qualsiasi ragione!

O che nel caso in cui fosse biologicamente mio, una parte di lei avrebbe desiderato un altro padre, secondo lei migliore nei geni! È inaccettabile! È una consapevolezza sufficiente a scegliere per me..

Ma esiste un tempo determinabile e ragionevole? Insomma, sulle basi delle teorie che leggo, l'unico modo per assicurarsi il 'possesso' certo di un figlio è fare la comparsa uno o due mesi e poi sparire?

 

Se una donna fa due figli con lo stesso uomo, questi hanno molte più possibilità di ammalarsi della stessa malattia e crepare. 

Per cui il suo sistema sente una forte esigenza di differenziare il genoma dei figli. 

Esattamente come il tuo. 

Solo che il tuo cerca una varietà di tipo sincronico, per cui ti chiamano porco. 

Il suo cerca una poligamia seriale che alcune donne simpaticamente chiamano monogamia, dato che stanno mesi o anni con uno, poi cambiano, poi cambiano, poi cambiano, e riescono sempre a dare la colpa a lui per cui ti chiamano stronzo. 

Oltre a questo, per crescere il figlio di una donna servono due cose: un padre biologico e chi ci mette i soldi. 

In una tribù matrilineare di cacciatori, è la tribù a prendersi cura dai cuccioli della tribù, essi hanno non uno, ma diversi modelli maschili di riferimento e sono modelli reali, non televisivi. 

La madre è certa, il padre siamo noi. 

Con l'imposizione della coppia, è successo che il padre accoppiato e fornitore di risorse volesse essere anche il padre biologico. 

E' umano. 

E' contro natura e contro l'interesse di tutta la specie, ma è umano nei riguardi del suo slancio verso la propagazione di sé. 

Ovviamente, se il miglior investimento per un uomo è fare molti figli con molte donne diverse, il miglior investimento del proprio genoma per una donna è fare qualche figlio con uno scemo che ci mette i soldi e le cure parentali, e qualcuno di molto più sano e sveglio di lui che ci mette lo sperma. 

Questo è il miglior modo per avere figli sani e sopravviventi, perché se ti fai ingravidare da uno sano e maschio, quello col cavolo che rimane lì a fare il nido con una sola e che si prende cura dei figli di lei e di chissà chi. Però i figli di lui sono i più sani e forti, i più svegli nella vita e più capaci di sfangarla. 

Se ti fai davvero ingravidare da quello che per avere una donna si intesta un mutuo, avrai i figli protetti da un tetto e col cibo nel piatto, ma saranno carenti sotto il profilo genetico. 

Il mix perfetto per la donna è il principe azzurro, ossia sano, forte e ricco. 

Ma è un mix che nella vita non esiste, è una favola. 

Così le femmine di ogni specie hanno imparato a trovare il denaro da una parte e lo sperma migliore da un'altra. 

In effetti fino al 70% dei figli di specie considerate ferreamente monogame, non sono del maschio accoppiato. 

Non è teoria, sono analisi del sangue. 

Il prezzo che pagano al fornitore di risorse, è assicurargli che almeno il 30% dei figli sono i suoi, parlo di altre specie. 

Tuttavia... le femmine umane hanno anche dei forti freni morali e delle paure, nel farsi ingravidare da altri e rischiare di dover fornire spiegazioni al pagatore. 

Pertanto puoi stare tranquillo: usano la pillola, usano i preservativi, abortiscono di nascosto, fanno colazione con la pillola del giorno dopo... 

Insomma, adottano la strategia "obbedisco ma non eseguo". 

Al punto che sebbene la maggior parte "tradisca" il partner fisso, solo piccole percentuali di figli non sono del fidanzatino o maritino, parliamo di percentuali ridottissime che vanno dal 10% circa da noi, al 30% degli afroamericani, al 4% degli statunitensi dei quartieri alti. 

Una statunitense dei quartieri alti vive per accumulare motivi di divorzio a proprio favore, non per accumulare cause di divorzio a proprio addebito, per cui usa tutte le precauzioni necessarie a tenere la media dei figli di padre diverso sul 4%. 

Questa paura di conseguenze legali o di imbarazzo e pubblico ludibrio tiene il numero di figli di altri padri più basso che in altre specie a monogamia sociale, ma questo devasta anche il genoma circolante, le specie a monogamia sociale più sane infatti sono quelle dove il 45-55% dei figli sono del 5% dei maschi. 

Inviato
2 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

ho preso scala e trapano, mi sono tolto la camicia e mi sono messo in cima alla scala a bucare il soffitto coprendomi di intonaco in polvere, e... le ho detto di portarmi una birra. 

Manco avessi fatto uno strip... 

E va beh grazie :P

ti piace vincere facile? LOL

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Gado
Inviato
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

 

Se una donna fa due figli con lo stesso uomo, questi hanno molte più possibilità di ammalarsi della stessa malattia e crepare. 

Per cui il suo sistema sente una forte esigenza di differenziare il genoma dei figli. 

Esattamente come il tuo. 

Solo che il tuo cerca una varietà di tipo sincronico, per cui ti chiamano porco. 

Il suo cerca una poligamia seriale che alcune donne simpaticamente chiamano monogamia, dato che stanno mesi o anni con uno, poi cambiano, poi cambiano, poi cambiano, e riescono sempre a dare la colpa a lui per cui ti chiamano stronzo. 

Oltre a questo, per crescere il figlio di una donna servono due cose: un padre biologico e chi ci mette i soldi. 

In una tribù matrilineare di cacciatori, è la tribù a prendersi cura dai cuccioli della tribù, essi hanno non uno, ma diversi modelli maschili di riferimento e sono modelli reali, non televisivi. 

La madre è certa, il padre siamo noi. 

Con l'imposizione della coppia, è successo che il padre accoppiato e fornitore di risorse volesse essere anche il padre biologico. 

E' umano. 

E' contro natura e contro l'interesse di tutta la specie, ma è umano nei riguardi del suo slancio verso la propagazione di sé. 

Ovviamente, se il miglior investimento per un uomo è fare molti figli con molte donne diverse, il miglior investimento del proprio genoma per una donna è fare qualche figlio con uno scemo che ci mette i soldi e le cure parentali, e qualcuno di molto più sano e sveglio di lui che ci mette lo sperma. 

Questo è il miglior modo per avere figli sani e sopravviventi, perché se ti fai ingravidare da uno sano e maschio, quello col cavolo che rimane lì a fare il nido con una sola e che si prende cura dei figli di lei e di chissà chi. Però i figli di lui sono i più sani e forti, i più svegli nella vita e più capaci di sfangarla. 

Se ti fai davvero ingravidare da quello che per avere una donna si intesta un mutuo, avrai i figli protetti da un tetto e col cibo nel piatto, ma saranno carenti sotto il profilo genetico. 

Il mix perfetto per la donna è il principe azzurro, ossia sano, forte e ricco. 

Ma è un mix che nella vita non esiste, è una favola. 

Così le femmine di ogni specie hanno imparato a trovare il denaro da una parte e lo sperma migliore da un'altra. 

In effetti fino al 70% dei figli di specie considerate ferreamente monogame, non sono del maschio accoppiato. 

Non è teoria, sono analisi del sangue. 

Il prezzo che pagano al fornitore di risorse, è assicurargli che almeno il 30% dei figli sono i suoi, parlo di altre specie. 

Tuttavia... le femmine umane hanno anche dei forti freni morali e delle paure, nel farsi ingravidare da altri e rischiare di dover fornire spiegazioni al pagatore. 

Pertanto puoi stare tranquillo: usano la pillola, usano i preservativi, abortiscono di nascosto, fanno colazione con la pillola del giorno dopo... 

Insomma, adottano la strategia "obbedisco ma non eseguo". 

Al punto che sebbene la maggior parte "tradisca" il partner fisso, solo piccole percentuali di figli non sono del fidanzatino o maritino, parliamo di percentuali ridottissime che vanno dal 10% circa da noi, al 30% degli afroamericani, al 4% degli statunitensi dei quartieri alti. 

Una statunitense dei quartieri alti vive per accumulare motivi di divorzio a proprio favore, non per accumulare cause di divorzio a proprio addebito, per cui usa tutte le precauzioni necessarie a tenere la media dei figli di padre diverso sul 4%. 

Questa paura di conseguenze legali o di imbarazzo e pubblico ludibrio tiene il numero di figli di altri padri più basso che in altre specie a monogamia sociale, ma questo devasta anche il genoma circolante, le specie a monogamia sociale più sane infatti sono quelle dove il 45-55% dei figli sono del 5% dei maschi. 

Quindi la percezione della qualità dei geni deriva direttamente da quanto l'uomo è disposto a chiudersi in monogamia rinunciando alla propria natura originaria? 

Il fornitore di risorse possiede i geni peggiori, mentre chi diffonde il seme come dio comanda, dispone quelli più sani?

Però non capisco perché il fiabesco principe azzurro dovrebbe soddisfare tutti i bisogni della donna anche in un contesto di monogamia!

Mettiamo che sia sano e forte.. cosa intendi per sano? O meglio, cosa significa dalla prospettiva femminile?

Forte, lo associo a buone qualità fisiche a livello genetico.

Allo stesso modo, se un uomo è sano e forte, ma dispone di risorse medie, nella norma.. cosa succede alla donna? Sarà comunque spinta alla ricerca di risorse migliori?

Vorrei fare chiarezza.

Ho saputo tutte queste cose e ho deciso di chiudere la relazione, perché nel mentre avvertivo istinto poligamo a gogo.

Ma le dinamiche del rapporto erano che io avevo le redini dell'andazzo, che lei mi ha lasciato spontaneamente. Io le fornivo materialmente il possibile per me ( Lei vive con i genitori ), nella norma; doti intellettive ed emotive che non possedeva; più fermezza, capacità logiche più alte, meno sensibilità alle avversità emotive.. questo genere di cose qua.

Spingevo costantemente alla differenziazione, perché lei cercava di risucchiarmi nel suo mondo affettivo, ma io la percepivo istintivamente una minaccia e restavo distaccato.

Due anni sono andati così, e la sua attrazione nei miei confronti era alta, non è mai stata una storia 'marito e moglie' come tante altre che vedo in giro. Quando l ho lasciata mi ha detto che 'Non si sentiva amata', ma che desiderava me. Ma per cosa, voleva più affetto? Voleva che diventassi il suo peluche, per poi piantarmi più avanti?

Non avrebbe voluto lasciarmi, ma io ho valutato tutte le conseguenze di cui mi hai parlato e ho deciso di chiudere.

Sono forte fisicamente, ho una conformazione che racchiude metri di valutazione positiva nelle donne, sono prestante, etc.

Ora, per logica, lei cosa avrebbe fatto? Che magari non è come sarebbe andata a finire con certezza, ma da un punto di vista logico?

Sarebbe rimasta attratta da uno più ricco di me con le restanti caratteristiche uguali o superiori alle mie, ma non da uno che avrebbe potuto offrirle più risorse e meno sperma?

Quindi se non avesse incontrato, nella vita, uno con le suddette caratteristiche, avrebbe continuato a tirarmi a se finché io non fossi ceduto?

Mi interessa, non perché sia rimasto allacciato al passato. Un po ci sono rimasto sicuramente male, ma mi interessa farmi un'idea esatta di come gira la giostra!

auar
Inviato

io reagisco bene quando vedo indossata una collana di perle....😉

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