lucerosa [Partecipante] 1571 Inviato 11 Ottobre 2017 Inviato 11 Ottobre 2017 8 ore fa, ^'V'^ ha scritto: Solo per donne: Nascondi Contenuto Lo stesso accade per l'accettazione della figura maschile per una donna. Esiste, ma non è mandatorio come per la mamma, la possibilità che alla vista della femmina gravida il maschio smetta di essere maschio per un po' ed abbia un crollo del 30% del testosterone e un innalzamento a picco dei livelli di vasopressina. Se poi consideriamo che il testosterone già crolla di un 30% in caso di monogamia protratta, se a quella gravidanza è preceduto un periodo di frequentazione univoca, quello che vediamo davanti a noi è un babbo, non un uomo. La sua virilità è pari a quella di un 90 enne, avendo livelli di testo più bassi del 60%. (cala dell'un per cento all'anno dopo i 30) E va bene così. Perché è funzione della vita che egli passi come la femmina, quei momenti di corvè per la vita in cui ciò che egli è è funzione della donna debole e gravida o del bebè. E se non basta il crollo del testosterone per impantofolarlo e rendergli difficile cercare altro, il picco di vasopressina lo rende estremamente territoriale sulla femmina e presente, qualità che a volte sono state scambiate con la monogamia per i loro effetti visibili di vicinanza e controllo. Il che, va ricordato, è funzione del cucciolo. Non della femmina. Tuttavia, molte donne non gravide odiano i maschi perché questi sono maschi e non babbi. E devono capirlo, che il loro papà era un maschio. Poi si è trovato con questa donna gravida e ha regito con un clima ormonale che lo ha castrato e reso babbo per un po'. Quanto basta alla prima sopravvivenza della gravida e della prole. Poi però è tornato maschio. Lo dico per tutte quelle donne (io ne ho conosciute un bel po') che a 40 anni ancora odiano il loro papà perché aveva l'amante e andava a puttane, finendo per essere cacciato dalla madre (manco fosse suo figlio, si abbandona un cane o un bambino, non un uomo adulto, un uomo adulto al massimo si libera). Se tu, ragazza, riesci a capire che l'essere babbo, come l'essere mamma, è una condizione transitoria ed impermanente, che è funzione del cucciolo, non è identitaria, ma che come la mamma era femmina e torna femmina, il papà era un maschio e torna maschio.... allora forse, puoi vivere molto molto meglio le tue relazioni. Sia coi maschi che con tuo padre. Perché so per certo di donne non incinte che pretendono che il maschio sia castrato come un babbo di minchia* e che non sia, fondamentalmente, maschio. E questo porta a molte disillusioni, molto inutile drama, molte sofferenze evitabilissime. *babbo di minchia: un babbo è un babbo. Può essere derisibile da altri maschi, ma ciò che sta vivendo a livello ormonale e di neurotrasmettitori forza il suo comportamento in quella direzione, e poiché può capitare a tutti, prenderlo in giro è come prendere in giro gli anziani. Ma il babbo di minchia è diverso. Lo assimilo alla gravidanza isterica. E' quell'uomo che sarebbe maschio, ma conduce una vita da cappone manifestando i tratti comportamentali ed attitudinali del babbo, ma senza la presenza di prole come innesco. Molti lo fanno per recita e menzogna al fine di tenersi stretta la figa di qualcuna che odia i maschi perché non li accetta e non li capisce, e pertanto non accetterebbe la verità. Molti altri lo fanno perché davvero riescono a somatizzare tanto l'insignificanza personale, l'inutilità e la vergogna che gli è stata inculcata in quanto maschi, da finire per avere reali e misurabili ripercussioni ormonali. Un po' come l'eczema da stress o la gastrite, la loro mente riesce a distruggere gli equilibri endocrini come quelle donne che per lo stress perdono il ciclo mestruale. Insomma, non confondiamo il comportamento di un vero babbo che maschio era e maschio torna, con quello di un babbo di minchia, che è di fatto una gravidanza isterica. Ho sempre saputo delle scappatelle del mio papà, penso anche abbia qualche figlio in giro per l'Italia non riconosciuto avendo viaggiato sempre per lavoro. Di uno/a ne sono certa, di altri non lo so. Mia madre di fronte certi atteggiamenti ha sempre fatto spallucce, d'altronde a livello economico non ci ha fatto mai mancare nulla. Si è instaurato un certo atteggiamento omertoso in famiglia, del tipo "ci fa stare bene, fregacazzi del resto". Ancora non ho capito quanto fosse corretto e giusto. Ma chi stabilisce cosa debba fare un uomo e quali siano le sue priorità... Nella mia adolescenza ho sempre nutrito un certo fastidio per il suo atteggiamento burbero, duro, fermo. Non mi ha mai alzato le mani, ma... con uno sguardo mi facevo addosso. Quegli anni credo siano stati molto importanti per elaborare il mio rapporto con il mio papà. Oggi è costretto, a causa di una malattia, a vivere quasi come un vegetale. Non riconosce nessuno, non parla se non per dire cose senza un senso, mangia se lo nutriamo, beve se gli diamo dell'acqua. Oggi ha un lato tenero che mai in vita sua ha mostrato. La mancanza di coscienza ne ha annullato il suo lato duro, ha gettato la maschera che per tanto tempo ha portato. Ed è proprio grazie a quel conflitto risolto che oggi lo considero come il mio bambino che accudisco h24. Ma gran merito credo vada a mia madre, che mai mi ha permesso di odiarlo. Trilly, Peppe_L, dave87 e 6 altri ha reagito a questo 6 2 1
poiuyto [Élite] 2194 Inviato 11 Ottobre 2017 Inviato 11 Ottobre 2017 6 minuti fa, lucerosa ha scritto: Ma gran merito credo vada a mia madre, che mai mi ha permesso di odiarlo. Ha lasciato che ti facessi un pensiero tuo, senza cercare di introiettarti nulla. lucerosa ha reagito a questo 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174825 Inviato 11 Ottobre 2017 Autore Inviato 11 Ottobre 2017 42 minuti fa, lucerosa ha scritto: Ho sempre saputo delle scappatelle del mio papà, penso anche abbia qualche figlio in giro per l'Italia non riconosciuto avendo viaggiato sempre per lavoro. Di uno/a ne sono certa, di altri non lo so. Mia madre di fronte certi atteggiamenti ha sempre fatto spallucce, d'altronde a livello economico non ci ha fatto mai mancare nulla. Si è instaurato un certo atteggiamento omertoso in famiglia, del tipo "ci fa stare bene, fregacazzi del resto". Ancora non ho capito quanto fosse corretto e giusto. Ma chi stabilisce cosa debba fare un uomo e quali siano le sue priorità... Nella mia adolescenza ho sempre nutrito un certo fastidio per il suo atteggiamento burbero, duro, fermo. Non mi ha mai alzato le mani, ma... con uno sguardo mi facevo addosso. Quegli anni credo siano stati molto importanti per elaborare il mio rapporto con il mio papà. Oggi è costretto, a causa di una malattia, a vivere quasi come un vegetale. Non riconosce nessuno, non parla se non per dire cose senza un senso, mangia se lo nutriamo, beve se gli diamo dell'acqua. Oggi ha un lato tenero che mai in vita sua ha mostrato. La mancanza di coscienza ne ha annullato il suo lato duro, ha gettato la maschera che per tanto tempo ha portato. Ed è proprio grazie a quel conflitto risolto che oggi lo considero come il mio bambino che accudisco h24. Ma gran merito credo vada a mia madre, che mai mi ha permesso di odiarlo. Quando ero in ospedale dopo un incidente, ero meno duro, burbero e fermo del solito. Vuoi perché mi ero schiacciato le palle e non stavo producendo testo, vuoi perché morfina e tramadolo danno bonanza, vuoi perché ero in una situazione di bisogno a me aliena... ma ero io per una volta ad aver bisogno e questo mi rendeva un po' come tuo padre. Mia madre era da un lato tutta contenta perché poteva vedermi per una volta in posizione di chiedere, di bisogno, di aver necessità di cure e di attenzioni. Ne parlava di continuo con mio fratello, dicendo che finalmente poteva fare la mamma a me. Gli diceva che dovevo subire questa cosa e che non potevo fare altrimenti, sebbene lo detestassi, ma avevo bisogno per tutto. Il punto... è che né mia madre né mio fratello hanno detto o pensato che io abbia portato una maschera tutta la vita e che adesso invece fossi senza maschera. Semplicemente, quando non ho bisogno di nessuno non ho motivo di essere accondiscendente, irresoluto o volubile. Trilly, Tony Stark, Dami10 e 3 altri ha reagito a questo 5 1
lucerosa [Partecipante] 1571 Inviato 11 Ottobre 2017 Inviato 11 Ottobre 2017 15 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Quando ero in ospedale dopo un incidente, ero meno duro, burbero e fermo del solito. Vuoi perché mi ero schiacciato le palle e non stavo producendo testo, vuoi perché morfina e tramadolo danno bonanza, vuoi perché ero in una situazione di bisogno a me aliena... ma ero io per una volta ad aver bisogno e questo mi rendeva un po' come tuo padre. Mia madre era da un lato tutta contenta perché poteva vedermi per una volta in posizione di chiedere, di bisogno, di aver necessità di cure e di attenzioni. Ne parlava di continuo con mio fratello, dicendo che finalmente poteva fare la mamma a me. Gli diceva che dovevo subire questa cosa e che non potevo fare altrimenti, sebbene lo detestassi, ma avevo bisogno per tutto. Il punto... è che né mia madre né mio fratello hanno detto o pensato che io abbia portato una maschera tutta la vita e che adesso ero senza maschera. Semplicemente, quando non ho bisogno di nessuno non ho motivo di essere accondiscendente, irresoluto o volubile. Quando la ragione viene annullata, come nel caso del mio papà, si lascia spazio soltanto alle emozioni, alle sensazioni. Un po' come quando si torna bambini. Se faccio una pernacchia, il mio papà si mette a ridere. Se gli faccio "cucù", lui si mette a ridere. Se vede che sto mangiando qualcosa, apre la bocca anche lui. E lui, un tempo, era l'uomo che non aveva bisogno di nessuno. Non ha mai chiesto un aiuto. Forse non era una maschera? Forse ho sbagliato a pensarlo? Probabile, ma mi piace credere che quell'uomo tanto burbero, che mi concedeva una bacetto una volta al mese, se andava bene, dentro si sé, aveva il cuore che fremeva. E sono contenta oggi di aver superato quel fastidio che provavo nei suoi confronti perché, a differenza delle mie sorelle, posso ancora godermelo. YOLO, Trilly, Big Brother e 1 altro ha reagito a questo 4
lucerosa [Partecipante] 1571 Inviato 11 Ottobre 2017 Inviato 11 Ottobre 2017 35 minuti fa, ^'V'^ ha scritto: Quando ero in ospedale dopo un incidente, ero meno duro, burbero e fermo del solito. Vuoi perché mi ero schiacciato le palle e non stavo producendo testo, vuoi perché morfina e tramadolo danno bonanza, vuoi perché ero in una situazione di bisogno a me aliena... ma ero io per una volta ad aver bisogno e questo mi rendeva un po' come tuo padre. Mia madre era da un lato tutta contenta perché poteva vedermi per una volta in posizione di chiedere, di bisogno, di aver necessità di cure e di attenzioni. Ne parlava di continuo con mio fratello, dicendo che finalmente poteva fare la mamma a me. Gli diceva che dovevo subire questa cosa e che non potevo fare altrimenti, sebbene lo detestassi, ma avevo bisogno per tutto. Il punto... è che né mia madre né mio fratello hanno detto o pensato che io abbia portato una maschera tutta la vita e che adesso invece fossi senza maschera. Semplicemente, quando non ho bisogno di nessuno non ho motivo di essere accondiscendente, irresoluto o volubile. Forse ho capito ora cosa vuoi dire. Che io, da donna, sono finalmente soddisfatta di aver preso il sopravvento sul mio papà attraverso il suo bisogno delle mie cure. frank00 e ^'V'^ ha reagito a questo 2
andrew_sailor [Partecipante] 573 Inviato 12 Ottobre 2017 Inviato 12 Ottobre 2017 (modificato) Alla fine il disegno naturale mi sembra chiaro nella sua incomprensibilità. Per quanto ci si sforzi, per quanto possiamo aver elevato il nostro grado di essere senzienti, per quanto il nostro cervello possa essersi dotato di sovrastrutture, il nostro nucleo più recondito - anzi andando ancor più nel profondo - i nostri quark up bottom e strange ci richiamano all'essere delle creature fatte innanzitutto di istinto. Tutto ci è concesso, anche l'infanticidio, anche lo scopare una persona incosciente, perché se una cosa avviene in natura, per definizione, è naturale. Al massimo poco diffusa, ma naturale. A volte mi sembra che la ricerca delle più alte vette di conoscenza tramite la scienza sia altrettanto vana come quella di chi ricerca le risposte tramite la fede. Cosa cambia credere in un supereroe che ha creato il mondo rispetto a credere che il supereroe sia la nostra materia grigia? Modificato 12 Ottobre 2017 da andrew_sailor ^'V'^ ha reagito a questo 1
SuitFlip [Élite] 262 Inviato 17 Ottobre 2017 Inviato 17 Ottobre 2017 questo topic è pazzesco, sono arrivato a pagina 11 ed ho intenzione di leggerle tutte nel frattempo provo a togliermi un dubbio: ho lasciato la mia ragazza dopo 3 mesi perchè vedevo che non voleva fare più sesso, lei si è accorta di non provare niente il giorno in cui l'ho lasciata. decidiamo di rimanere in buoni rapporti ma da 0 liti è iniziato il finimondo, lei che diventa fredda e spietata ed io che non mi spiego il perchè cercando di parlarle. secondo voi: -aveva bisogno dei suoi spazi -non accetta il fatto di essere stata lasciata -inconsciamente si sono attivati questi sistemi di difesa di cui parlate per non farsi male -ha sofferto nel vedermi allegro all'inizio e poi goduto nel vedermi tornare dopo 1 mese e mezzo?(ha detto che non sono il tipo di persona che cerca) P.S. questo topic mi da una malinconia assurda, sia per le lunghe relazioni destinante a morire, ma ancor di più per il fatto che loro se ne usciranno sempre pulite, senza rimorsi, sensi di colpa, senza capire quanto si siano comportate male. Volete lasciare? perfetto, fatelo, ma non avere un minimo di senso di colpa per aver tradito/sfruttato/quellochevolete è un qualcosa che mi fa andare su tutte le furie karlsen ha reagito a questo 1
Sten [Partecipante] 1584 Inviato 17 Ottobre 2017 Inviato 17 Ottobre 2017 5 ore fa, gianmarcoantonio ha scritto: questo topic è pazzesco, sono arrivato a pagina 11 ed ho intenzione di leggerle tutte nel frattempo provo a togliermi un dubbio: ho lasciato la mia ragazza dopo 3 mesi perchè vedevo che non voleva fare più sesso, lei si è accorta di non provare niente il giorno in cui l'ho lasciata. decidiamo di rimanere in buoni rapporti ma da 0 liti è iniziato il finimondo, lei che diventa fredda e spietata ed io che non mi spiego il perchè cercando di parlarle. secondo voi: -aveva bisogno dei suoi spazi -non accetta il fatto di essere stata lasciata -inconsciamente si sono attivati questi sistemi di difesa di cui parlate per non farsi male -ha sofferto nel vedermi allegro all'inizio e poi goduto nel vedermi tornare dopo 1 mese e mezzo?(ha detto che non sono il tipo di persona che cerca) P.S. questo topic mi da una malinconia assurda, sia per le lunghe relazioni destinante a morire, ma ancor di più per il fatto che loro se ne usciranno sempre pulite, senza rimorsi, sensi di colpa, senza capire quanto si siano comportate male. Volete lasciare? perfetto, fatelo, ma non avere un minimo di senso di colpa per aver tradito/sfruttato/quellochevolete è un qualcosa che mi fa andare su tutte le furie Rancore irrazionale. karlsen ha reagito a questo 1
Case [Élite] 409 Inviato 17 Aprile 2018 Inviato 17 Aprile 2018 Ho letto solo le prime 20 pagine di questo (ormai) lunghissimo topic, però volevo dire la mia. Un mese fa ho terminato una relazione che durava da 10 mesi. C'è da dire che non mi sentissi molto soddisfatto di come andava. Sentivo che non c'era abbastanza affinità né sul piano fisico né su quello mentale. L'avevo capito quasi subito, ma ho voluto continuare lo stesso la relazione perché pensavo (=mi illudevo) che le cose sarebbero cambiate. Nel frattempo, mi sentivo sempre più debole, fiacco, privo di energie. Ho fatto l'errore di entrare nel suo frame da LTR stile fiaba Disney (non saprei in che altro modo descriverlo, scusate). Sentivo che mi stavo inzerbinando. Non che lei mi trattasse male o mi mancasse di rispetto, ma sentivo che non mi comportavo in modo autentico. Questo mi stava prosciugando di ogni energia, come ho capito soltanto dopo. Intanto i mesi passavano... Lei era innamorata, almeno questo è quello che ho percepito. Al contrario, io non credevo di esserlo. Alla fine gliel'ho detto. Le ho detto che non mi sentivo abbastanza coinvolto, che non provavo nulla già da un po' di tempo. Di conseguenza, che ho finto dei sentimenti che non avevo. Per lei è stata come una doccia gelata. Ci lasciamo così, e non abbiamo più alcun contatto diretto. Passa poco più di una settimana, e vedo una sua foto social, sul profilo di un amico in comune. Abbracciata con uno in discoteca. Non uno qualsiasi, uno che avevo già visto in una foto di gruppo sempre in discoteca, fatta mesi prima. Flashback: alcuni mesi fa c'era un evento musicale a cui lei voleva andare, e a questo evento seguiva una serata disco. Lei ci teneva che la accompagnassi, ma non l'ho fatto perché avevo già preso un altro impegno (scusate ma non posso essere più specifico). Lei ci è andata comunque, non da sola ma accompagnata con una coppia di amici; a questa serata mi racconta che avevano fatto amicizia con altri ragazzi, che poi ho visto nella foto di gruppo. Sul momento non ho dato peso alla cosa. Ma evidentemente, con uno di questi aveva mantenuto i contatti. Poi, qualche giorno fa ho avuto la riconferma di quello che già sospettavo, sempre con un'altra foto, questa volta dal suo profilo (che ho prontamente smesso di seguire). Non so se questo si possa considerare un frontal crash. Ma la botta l'ho sentita comunque... ^'V'^, Giulietto, BlackSabo e 3 altri ha reagito a questo 5 1
Giulietto [Partecipante] 514 Inviato 17 Aprile 2018 Inviato 17 Aprile 2018 11 minuti fa, Case ha scritto: Non so se questo si possa considerare un frontal crash. Altro che frontal crash! hai sterzato un secondo prima dell'impatto. FlavioMB17, SirCookie e Case ha reagito a questo 3
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