Amoreliquido [Lurker] 2 Inviato 29 Dicembre 2015 Inviato 29 Dicembre 2015 (modificato) Salve a tutti, è da un po' che vi seguo ma non avevo mai postato nulla finora. Inizio subito specificando che la mia situazione è particolare: sono un ragazzo gay di 21 anni. Quasi sicuramente questo urterà delle suscettibilità, se così fosse vi prego di non leggere proprio onde evitare discussioni e tensioni inutili. Seppure la mia situazione non c'entri apparentemente nulla con il forum, questo è l'unico posto che ho trovato in cui si parla di questi argomenti delicati in maniera seria, e non con le solite cazzate trite e ritrite che si sentono solitamente dappertutto, quindi ho comunque deciso di fare una prova e chiedere aiuto a voi, in fondo, cosa ho da perdere? Inizio con la storia, sono in ONE-ITIS a causa di una LTR durata un anno e mezzo, prima storia seria e prima volta per tutti e 2. Io ho 21 anni, lui 19, ci conosciamo da due anni e ci siamo messi insieme a marzo dell'anno scorso. Lui è estroverso, molto insicuro, romantico, sensibile. Io, al contrario, sono molto introverso, sono insicuro ma non lo dò a vedere, poco romantico e (purtroppo) molto testardo, arrogante e orgoglioso. A causa del mio carattere, sono stato sempre una persona molto schiva e prudente, attenta nello scegliere le persone alle quali concedere la mia fiducia e anche a centellinarla. All'inizio, lui è stato l'unico che non si è arreso a questo e molto molto lentamente è riuscito ad abbattere il mio muro di diffidenza: più io lo allontanavo, più lui si avvicinava. Alla fine, ha vinto lui ed è stata forse l'unica persona che è riuscita a guadagnarsi al mia fiducia, finora. E' così iniziata una relazione molto intensa, fatta di tanti bei momenti. Lui era perdutamente innamorato di me e sarebbe stato disposto a fare di tutto per me... Con il tempo purtroppo questo mi ha reso sempre più arrogante ed egoista, certo di avere il suo amore per scontato, ed alcune ombre hanno cominciato ad insinuarsi tra noi, anche se si trattava solo di momenti. In particolare quando mi arrabbio, posso diventare molto cattivo e vendicativo, anche per motivi futili, e purtroppo gli ho fatto del male, senza rendermene conto. Un anno fa a seguito di una discussione per un motivo insulso ho minacciato di lasciarlo, e ci sono stati altri episodi simili (anche se non della stessa gravità) che hanno minato, lentamente e senza che lo sapessi, ciò che si era creato. Diciamo che non dimostro mai molto con le parole (anche se con le azioni sì) e forse non gli ho dato le sicurezze che avrebbe voluto. Ora, è successo che a settembre di quest'anno, avevo deciso di partire per sei mesi in Inghilterra in Erasmus. L'ultima volta che ci siamo visti prima era ad agosto. A causa della distanza, lui c'è rimasto molto male, lo vedevo 'strano', anche se ancora non sapevo spiegarmene il motivo, e questo unito alla distanza e ai vari problemi di entrambi (per me era un'esperienza nuova e lui quest'anno ha iniziato l'università) ci ha portato a litigare spesso sempre per motivi abbastanza banali. Ad ottobre, succede che lentamente comincia ad insinuare che a causa di questo e di altri problemi lui sta male, che non sopporta la distanza, che non ce la fa e deve pensare alla sua serenità. Questo ci porta a litigare ancora, io non mi rendo conto appieno della situazione e, nonostante avessi proposto di tornare in Italia un finesettimana per rivederci (quando mi sono reso conto che le cose si stavano mettendo veramente male), il 19 mi lascia, adducendo queste spiegazioni. Per me è stato come un fulmine a ciel sereno, la fiducia che si era guadagnato in un anno e mezzo mi aveva portato a non considerare mai possibile una cosa del genere. Inizialmente lo blocco e interrompo tutti i contatti, gli mando il regalo di compleanno (il 7 era il suo compleanno, non gli avevo fatto gli auguri perché avevamo litigato, e questa cosa la sentivo un po' come parte del mio senso del dovere) e dopo 3 giorni gli scrivo una lettera in cui gli spiego quanto ci tenevo a lui e quanto mi aveva ferito. Allora, resosi conto di aver fatto una cazzata, tornò a scrivermi supplicandomi, ma ero troppo ferito nell'orgoglio per perdonarlo. Dopodiché passò circa una settimana in cui ci sentimmo poco o niente, ma mi stava salendo una rabbia e uno sdegno incredibile dentro di me, perché quello che era successo non riuscivo a spiegarmelo (ed infatti non era tutta la verità), così gli scrivo dicendomi che mi aspettavo qualche segnale da lui, che reagisse, che dimostrasse che ci teneva, senza successo. Arriviamo così fino ai primi di novembre, quando lo chiamo e gli chiedo la verità (per me i motivi che mi aveva dato non avevano senso). Lui non mi dice niente, solo che non se la sentiva, non sapeva, robe così. Allora dò letteralmente di matto e gliene dico di tutti i colori: che era un senzapalle, che se non lottava per le cose che voleva non avrebbe avuto niente dalla vita, che come potevo fidarmi di lui se si era arreso alle prime difficoltà, che per il male che mi aveva fatto avrei dovuto gonfiarlo di botte... di tutto, e lui continuava a dire sempre le solite cose, come se si fosse arreso. La sera, non mi ricordo esattamente come ma decido che comunque non ce la facevo ad andare avanti così, lo chiamo ancora per proporgli un’altra volta di vederlo tornando in Italia, per chiarire, perché così non aveva senso, perché mi ero reso conto che ci tenevo troppo a lui, perché ero disposto a fare tutto per lui. E finalmente scopro la verità. Ora, lui è sempre stata una persona che quando qualcuno gli fa un torto o lo fa soffrire, se lo tiene dentro di sé serbando rancore. Questa cosa sapevo che l'aveva fatta con altri ma non avrei mai immaginato lo serbasse anche con me per cose del passato. In pratica, tutte le volte che aveva sofferto in passato, nell'ultimo anno, se le era tenute dentro, per non perdermi e per salvare la relazione, questo senza che se ne rendesse conto a livello conscio (almeno così mi ha detto), con la distanza e tutte le discussioni alla fine hanno avuto la meglio, distruggendo tutto l’amore che provava per me; notare che queste cose se le è tenute dentro e non le ha dette a nessuno. Alla fine, quella che mi sono ritrovato davanti nella telefonata era una rabbia immensa, giuro che non avevo mai visto o sentito una persona arrabbiata come lui in quel momento, che mi ha rinfacciato tutti i miei torti e gli sgarbi che gli avevo fatto nell’ultimo anno. E’ stato un altro trauma, ora finalmente sapevo la verità, e tutto quello che avevo fatto in passato mi si era ritorto contro alla fine. Nei prossimi giorni, non so esattamente come, forse a causa del dolore, ho sviluppato una nuova consapevolezza, e ho ancora capito quanto lo amavo. Facendo un percorso personale, ho capito i miei errori (e me ne sono pentito amaramente) e ho trovato la forza di perdonarlo dentro di me per avermi lasciato. Successivamente gli ho scritto una lettera dove gli spiegavo questo e gli dicevo quanto lo amavo. Lui ha detto che gli ha fatto piacere, ma che aveva sofferto troppo, che non provava più nulla e che non era in grado di superare tutto quel dolore o di affrontare la rabbia. Le prossime settimane, lo ho cercato sempre io per trovare un modo di fronteggiare il suo rancore, ogni tanto ci riuscivo e allora ritrovavo la persona che conoscevo, e mi rendevo conto che ancora qualcosa per me provava (anche se non so bene cosa), però il giorno dopo ritornava sempre la maschera di rabbia, i miei tentativi di aiutarlo non servivano a nulla, diceva che non ci riusciva e che pensava di non essere in grado (e neanche voleva). Questo fino alla fine di novembre, quando mi dice che siccome ormai sapevo che non mi amava più aveva deciso di conoscere altre persone, all’inizio ci rimasi molto male, ma non diedi troppo peso alla cosa. Poi, da altri suoi messaggi, e siccome lo conosco bene, ho capito che aveva già conosciuto un’altra persona. Mi ero fatto ripromettere che avrei voluto che mi guardasse negli occhi un’ultima volta, e lui aveva detto che avrebbe voluto dirmelo guardandomi negli occhi, ma io lo capii prima. Facemmo una chiamata Skype e lui mi disse che aveva conosciuto un’altra persona, che c’era stato qualcosa di “non troppo grave”, che non mi aveva tradito comunque anche se me lo sarei meritato (e qui mi fido di lui), e che era colpa mia, senza volermi dire nient’altro. Io che ero ancora preso da lui e avevo capito la causa dei miei errori, lì per lì gli ho detto che sarei stato disposto a perdonarlo per questo, e che nonostante tutto lo amavo ancora, e allora sono ritornato a vedere la persona che conoscevo, che mi ha dato una minima speranza. I giorni seguenti però stetti malissimo e anche questo si rivelò l’ennesimo trauma, per me. Nonostante tutto, e nonostante stessi rischiando di cadere in depressione, cercavo ancora la forza per continuare ad amarlo, attaccandomi alla speranza, e continuavo a cercarlo. A seguito di questo e altri eventi, presi la decisone di tornare in Italia presto, a inizi dicembre. Cercandolo, ormai avevo perso la speranza di fargli passare la rabbia, cercavo piuttosto di risvegliare qualcosa in lui, nel frattempo che tornassi per vederci dal vivo. Continuando a messaggiarci, lo cercavo sempre io ma lui rispondeva sempre, ho scoperto altre cose su questa storia: - Sempre grazie a una mia deduzione, l’ho portato a confessare che questa persona la conosce da prima del suo compleanno (prima del 7 ottobre, quindi, circa 2 settimane prima di avermi lasciato) - Il suo amore per me era cessato lentamente, molto prima che mi lasciasse - Lui è convinto (e forse è vero) che questa persona tenga veramente a lui - Non so come ha fatto, ma questa persona è riuscita a farlo provare a smettere di fumare (cosa che per me richiede una grande influenza per convincere qualcuno a fare questo, sono un ex fumatore anche io) - Mi ha detto che gli ha dimostrato più questa persona in un mese che io in un anno e mezzo (cosa che mi ha ferito tantissimo) - Ogni tanto, però, quando mi rassegnavo, mi diceva: “guarda che comunque non stiamo ancora insieme”, con aria quasi stizzita, questa cosa me l’ha detta anche dopo dal vivo - Gli piace ma ancora non la ama, però gli piace sempre di più - Quando gli ho detto che lo amo: gli ho detto anche: “penserai che sia pazzo ad amarti nonostante tutto”, e lui ha detto: “no tutt’altro” - So per certo che ancora ci tiene a me e che non vorrebbe mai perdermi - Mi ha detto che questa persona gli piace per i motivi esattamente opposti per i quali gli piacevo io - Mi ha detto che questa persona, a differenza mia, ora lo rende felice Alla fine, 2 settimane fa, ci siamo visti per un’ora e mezzo, quando l’ho visto si vedeva chiaramente che aveva sofferto (aveva delle occhiaie impressionanti), non mi ha guardato quasi mai e solo una volta negli occhi (perché glielo ho chiesto io), non ha voluto toccarmi, neanche darmi la mano, gli avevo fatto un ritratto per ricordarmi ma non ha accettato nulla da me. Io gli ho detto che mi dispiace tantissimo per quello che avevo fatto, che mi ero pentito, e che non avrei fatto mai più gli stessi errori. Ero sincero e lui mi ha creduto, ha detto che potevamo essere amici in futuro ma che non se la sentiva, anche se per lui sarebbe stata la cosa più facile. Ora c’era quest’altro e voleva stare con lui, ha detto anche che era sicuro al 100% che questo ci tenesse a lui, e che se lui gli avesse detto di tornare con me lo avrebbe fatto (ed è qui che ho capito di non avere speranze). Alla fine gli ho detto che lo amavo, e che per questo avrei accettato la sua decisione su come essere felice, gli ho detto di seguire il mio cuore e mi sono fatto da parte. Ci siamo salutati e, prima di partire, mi ha stretto la mano. Da allora sono 2 settimane in freeze totale e mi sto riprendendo, molto lentamente. Mi aveva detto che mi avrebbe scritto lui quindi per ora non ho rotto il freeze (a Natale ero tentato, ma alla fine non l’ho fatto). Scusate per il megapapiro veramente lungo ma è stato difficile per me riassumere tre mesi in un messaggio, in cui sono successe tutte queste cose, anzi sicuramente mi sono anche scordato qualcosa. Che ne pensate? Preciso da subito che so di avere fatto molte ma molte cazzate… Per ora sto cercando con tutto me stesso di recuperare la mia serenità. Modificato 29 Dicembre 2015 da Amoreliquido ^'V'^ ha reagito a questo 1
Carlins [Partecipante] 679 Inviato 29 Dicembre 2015 Inviato 29 Dicembre 2015 Che dire, procedi per questa strada, prima riprendi te stesso, poi chissà in futuro. Aspetta pareri da più esperti.
Amoreliquido [Lurker] 2 Inviato 29 Dicembre 2015 Autore Inviato 29 Dicembre 2015 (modificato) Che dire, procedi per questa strada, prima riprendi te stesso, poi chissà in futuro. Aspetta pareri da più esperti. E' quello che farò... tuttavia rimane ancora qualche dubbio (molti evito proprio di farmeli altrimenti ci perdo il capo)... Aspetterò i pareri più esperti, sperando che arrivino In questi giorni sto già molto meglio ma è come se la mia parte razionale e quella emotiva vadano in direzioni diverse... Penso che la teoria la sappiamo tutti, il difficile è applicarla quando ci sono di mezzo le emozioni. La cosa comica è che solitamente non sono una persona che non si lascia andare alle emozioni, tutt'altro, sono molto freddo e razionale. Questa è la prima volta nella mia vita in cui sono talmente disorientato da non riuscire a pensare in maniera lucida. Una debolezza avevo, una sola... Suppongo ci sia una lezione profonda in tutto questo... Modificato 29 Dicembre 2015 da Amoreliquido
^'V'^ [Aivia Demon] 173053 Inviato 5 Marzo 2016 Inviato 5 Marzo 2016 Amoreliquido...ci sei ancora? Come stai? Che è successo in questi mesi?
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