julyx [Lurker] 0 Inviato 4 Gennaio 2016 Inviato 4 Gennaio 2016 Ciao a tutti! Si avete letto bene, non riesco a lavorare, o meglio ad inserirmi in una realtà lavorativa, nel giro di un anno sono arrivato ad essere buttato fuori 3 volte, e ad oggi non riesco a comprendere pienamente i motivi. Premetto che arrivo da un passato complicato, sono sempre stato molto timido, genitori ipercritici, ho subito bullismo, e penso che queste cose mi abbiano condizionato molto. Ho cominciato a lavorare in modo continuativo da circa un anno: l'anno scorso vengo assunto come stagista in un azienda, manutenzione in una fonderia, sono affiancato ad una persona che veramente non ha voglia di insegnare, non vuole apprendisti al suo fianco, mi lascia spesso da solo senza avvertirmi, quindi chiedo di essere spostato in un altro reparto, dopo sei mesi il contratto scade e mi viene detto che non verrò assunto perchè sono "troppo poco intraprendente". Poco male, dopo una settimana trovo un altro lavoro: montatore meccanico in catena, i ritmi sono piuttosto intensi e commetto degli errori, dopo tre mesi mi dicono che la mia esperienza "finisce qui perchè sono troppo lento ed impacciato", fa nulla, trovo un altro lavoro, ma resto per poco perchè dopo nemmeno una settimana mi viene offerto qualcosa di più allettante, impiegato/elettricista, decido quindi di mia volontà di cambiare posto. Mi trovo però in una realtà strana, faccio fatica a legare ( anche a parlare) coi colleghi e superiori, non mi piace quello che faccio tranne poche mansioni, guardo spesso ai lati negativi (distanza da casa, faccio troppe ore, ecct) e ho spesso ansia di venire licenziato. Dopo 2 mesi e mezzo infatti mi dicono che non possono tenermi, perchè "sono lento e apatico, flemmatico". Sono migliorato molto per quanto riguarda la ricerca di lavoro e i colloqui ma una volta entrato in una azienda impiego molto tempo per ambientarmi e rapportarmi con le persone, cosa che al di fuori del lavoro non succede, sono piuttosto amichevole e cerco di sorridere spesso e parlare con tutti. Non ho ben capito se tutto questo dipende dalla mia timidezza (che sto lentamente curando), dall'ansia della quale mi sono accorto di soffrire se pur in maniera blanda e controllabile o da degli ambienti nei quali realmente non riesco ad integrami ed agire come vorrei. Non so se sono io che non trovo una reale motivazione al lavoro e quindi non me lo fa godere, o se davvero il tipo di lavoro non fa per me. Mi ritrovo a 27 anni a non aver praticamente mai lavorato, è una situazione frustrante dalla quale vorrei uscire al più presto perchè mi fa star male. Non è un problema cambiare lavoro è un problema capire cosa non è andato per il verso giusto. Cosa cavolo cercano le aziende di oggi? Cosa guardano in modo positivo e cosa le può dar fastidio? Che tipo di rapporti dovrei tenere coi colleghi e superiori? Dovrei cercare di interessarmi al lavoro che faccio anche se per me non è molto stimolante o guardare altrove e cercare qualcosa magari in linea con le mie passioni? Sono aperto ad ogni consiglio e critica
Bacardi [Partecipante] 727 Inviato 4 Gennaio 2016 Inviato 4 Gennaio 2016 (modificato) Inizia a interessarti a chi ti circonda, colleghi e superiori. Inizia a conoscere loro, poi non avrà nemmeno importanza il come svolgi il tuo lavoro. Vai in libreria, acquista "come trattare gli altri e farseli amici" di Carnegie, ci sono molti aneddoti e spunti che potrebbero interessarti Modificato 4 Gennaio 2016 da Bacardi ^X^ e Marlon ha reagito a questo 2
^X^ [Partecipante] 4951 Inviato 4 Gennaio 2016 Inviato 4 Gennaio 2016 Mi rendo conto che è molto difficile, ma per migliorare i propri aspetti carenti occorre "spersonalizzare" le critiche ricevute e meditarci sopra con un certo distacco. Da quello che scrivi, tutti i tuoi datori di lavoro hanno sottolineato il fatto che sei poco intraprendente e non leghi bene con i colleghi; nella mia esperienza è praticamente impossibile definire "cosa vogliano le aziende", ma sicuramente si può dire che quasi tutte desiderano che il luogo di lavoro sia il più armonioso possibile. Il consiglio qui sopra, di Bacardi, è ottimo: cerca di vederti come una risorsa positiva per il clima aziendale.
bugslife [Partecipante] 38 Inviato 4 Gennaio 2016 Inviato 4 Gennaio 2016 Anchio ero timido, molto timido. Finita la scuola una domanda mi assillava tantissimo: "come farò a relazionarmi con i colleghi/capi ecc se non parlo mai??" Il mio primo lavoro è stato un po un casino. Ero un manutentore meccanico, l'azienda voleva investire su di me, formandomi e diventare "fisso" diciamo. Il mio superiore era molto severo e ogni mio sbaglio si arrabbiava (cosa voleva pretendere da un ragazzo che fino a 2 mesi prima andava a scuola??) Dopo 7-8 mesi l'azienda chiude e trovo un altro lavoro. Faccio l'operaio magazziniere. Qui mi trovo a essere l'unico italiano in reparto...tutti stranieri ( e questo non aiutava). Titolare sempre incazzato con il mondo e ambiente molto particolare...mi dimetto dopo 9 mesi perchè non pagava gli stipendi. Trovo un lavoro tranquillo, sempre come operaio e ci sono rimasto per 2 anni e mezzo (fino a metà settembre 2015), ambiente famigliare e senza particolari pressioni..azienda piccola. Ho mollato questo lavoro (tempo indeterminato) per andare a lavorare in un altro settore e sfidare me stesso, ora sono un tecnico trasfertista ( a tempo determinato). Pochi penso avrebbero mollato un lavoro sicuro per andare in un ambiente dove da un momento all'altro possono lasciarti a casa...ma io so che era la scelta migliore per me. La mia timidezza l'ho quasi completamente eliminata principalmente quando lavoravo nelle terza azienda, quella tranquilla, avevo più tempo per svilupparmi e mi sentivo veramente sicuro che stavo facendo un buon lavoro per l'azienda e facevo fare dei bei utili al mio titolare. Sentivo di dare tanto all'azienda e ne sono stato ripagato. Ma la cosa che ho sempre cercato di fare (oltre a dare sempre e comunque il 100%) è di tenere un rapporto di massimo rispetto con tutti. Questa è una cosa ovvia, ma non è da sottovalutare. Salutare tutti con un sorriso, aiutare un collega se è in difficoltà e questo magari è di un altro reparto ecc. Se tu avessi un azienda che dipendenti vorresti avere?? Al lavoro è fondamentale usare sempre la testa. Come posso fare per ottenere questo risultato con il minor tempo e costo per l'azienda? L'azienda mi chiede tot, io quanto riesco a fare?? Deve esserci uno scambio reciproco di valore tra te e l'azienda...tu dai tanto e l'azienda deve darti tanto (anche se di solito non è cosi). E' un discorso molto lungo da fare, se vorrei potrei raccontarti tanti singoli episodi che mi son successi ma diventerei noioso. Dato che sei di vicenza una birra la si potrebbe fare ^X^ ha reagito a questo 1
Clock [Partecipante] 232 Inviato 5 Gennaio 2016 Inviato 5 Gennaio 2016 Cosa cavolo cercano le aziende di oggi? Francamente a mio avviso il punto non è cosa cercano le aziende, ma quale lavoro tu voglia svolgere perchè questo ti piace e ti appassiona. Inizia a cercare cosa tu puoi offrire a un'azienda con passione,interesse,dedizione e competenza, poi pensa al resto. Specializzati in un settore, fai qualcosa che ti renda diverso da chi vuole genericamente un "lavoro". Passione e competenza.
julyx [Lurker] 0 Inviato 5 Gennaio 2016 Autore Inviato 5 Gennaio 2016 Grazie ragazzi! Vai in libreria, acquista "come trattare gli altri e farseli amici" di Carnegie, ci sono molti aneddoti e spunti che potrebbero interessarti Era da un po che avevo intenzione di prendere un libro, grazie per il consiglio! Mi rendo conto che è molto difficile, ma per migliorare i propri aspetti carenti occorre "spersonalizzare" le critiche ricevute e meditarci sopra con un certo distacco. Rispetto al passato cerco di fare tesoro delle opinioni altrui, certo, alcune volte è difficile capire a cosa si riferiscano concretamente e quindi cosa si aspettino da me. Dato che sei di vicenza una birra la si potrebbe fare Buona idea! ci sentiamo in pm! Specializzati in un settore, fai qualcosa che ti renda diverso da chi vuole genericamente un "lavoro". Passione e competenza. Stavo pensando pure a questo: il lavoro che avevo non mi appassionava completamente e mi faceva perdere la voglia o sono io che mi lascio andare facilmente e che vedo il lavoro come un imposizione? Quanto conta nel lavoro parlare molto, avere amici, essere simpatici? Sarà la visione seriosa che ho io del lavoro, ma credo di non essermi mai fatto queste domande
Serious Guy [Partecipante] 60 Inviato 5 Gennaio 2016 Inviato 5 Gennaio 2016 Difficile risponderti non conoscendoti, però tre indizi fanno una prova... Ti hanno detto tutti e tre la stessa cosa. Il libro di Carnegie può essere utilissimo (l'ho letto e è stato utile, ho anche messo in pratica molti insegnamenti e ho avuto abbastanza successo) ma soprattutto ciò che è utile è, agli inizi, immergersi totalmente, anima e corpo, sul lavoro, il che significa fare anche dei sacrifici, stare ore in più, non chiedere, non pretendere, la classica gavetta che i datori di lavoro vedono sempre di buon occhio... Hai 27 anni, quindi a maggior ragione devi essere così perché alla tua età viene meno anche il fattore "è poco più che un bambino, è immaturo, deve crescere" che spesso leva le castagne dal fuoco ai ventenni...
gelsomino [Partecipante] 7846 Inviato 6 Gennaio 2016 Inviato 6 Gennaio 2016 Non è un problema cambiare lavoro è un problema capire cosa non è andato per il verso giusto. Cosa cavolo cercano le aziende di oggi? Cosa guardano in modo positivo e cosa le può dar fastidio? Che tipo di rapporti dovrei tenere coi colleghi e superiori? Dovrei cercare di interessarmi al lavoro che faccio anche se per me non è molto stimolante o guardare altrove e cercare qualcosa magari in linea con le mie passioni? le aziende, alemno quelle private,nel pubblico chi si da da fare e' visto come "discriminanate negativa,cercano chi produce. poi ci sono i colleghi, che cercano in tutti i modi,per la maggior parte di farti le scarpe,specialmente in lavori a bassa qualifica professionale ,quelli di bassa manovalanza per essere piu' precisi. I consigli che posso darti per il tuo caso e per la tua "statistica lavorativa" che hai postato qua sono di fare il tuo lavoro e farlo che ne esce un utile per l'azienda e che sia "notato" da chi prende le tue note di merito,ovvero il tipo che sta sopra di te e che,non sembra lo faccia ma lo fa,posso assicurarti che lo fa, vede se produci o se ti gratti la pancia o anche se il tuo lavoro lo fai alla cazzo di cane. E' quel tipo la' che dira' all'ìazienda se confermarti o meno !!! E poi un'altra cosa importante ,qua vado contro corrente, se lavori in uno di questi ambienti lavorativi di merda, con colleghi di merda e quantaltro e magari il lavoro non ti piace, cerca di farti i cazzi tuoi , lascia perdere tentare di fare amicizia e quantaltro, non serve a nulla,appena finisci il turno scppatene di la,timbra e fuori dalle balle,lasciali perdere i colleghi finche' non sarai piu' che sicuro di chi e' buono e dei chi fa lo stronzetto. Tutte le motivazioni che ti hanno dato per buttarti fuori,sono per la maggior parte cazzate, per indorarti la pillola e farti contento,anche perche mi sembri una personlita' a cui piace piangersi addosso e fare la vittima predestinata,sono cose che son sicuro ti han fatto pure molto piacere sentirti dire,che sei asociale che sei flemmatico,e loro te le hannop dette facendoti fesso e contento, la realta' la sanno solo loro che idea si sono fatti di te , pe ril momento la fregatura l'hai presa te e te la tieni. ps.. sul lungo periodo l'azienda ,i colleghi, il lavoro, ti faranno una grossa sega e te l'impiperai tutti,l'esperienza ti salvera'. saluti
Messaggi raccomandati
Crea un account o accedi per lasciare un commento
Devi essere un membro per lasciare un commento
Crea un account
Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Sei già registrato? Accedi qui.
Accedi Ora