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Inviato
Buonasera a tutti. Sono nuovo ma vi seguo da un po', e l'idea di scrivere questo topic è nata dopo la lettura di questo thread: http://www.italianseduction.club/forum/t-55125-lanalfabetismo-delle-community-e-il-nodo-irrisolto-dellaspetto-fisico/


Partiamo da un presupposto: chi non è ''disagiato'' non potrà mai capire appieno il senso di ciò che scrive leavingmyheart. E badate, il disagio, quello vero, non è il ragazzo asociale che si isola da tutti e ce l'ha con il mondo, nè il rasta che ce l'ha con le istituzioni.


L'asociale è coerente, non gli interessa conoscere altre persone, o non ne è in grado, ma fondamentalmente il problema è individuabile anche dallo stesso asociale.


Il problema è quando, apparentemente, tutto va bene e niente va bene. Quando non sai più nemmeno se hai un problema, se sono seghe mentali, se hai bisogno di aiuto o se basta ''alzarsi dalla sedia e switchare''.


Il disagiato, fondamentalmente, è una persona normale, è insospettabile, se non te lo dicesse lui il casino che ha in testa manco con la psicoanalisi te ne accorgeresti.


La paranoia non la sviluppi da un momento all'altro, la paranoia la coltivi, pian piano, non te ne accorgi nemmeno, fin quando un giorno inizi a domandarti: ''ma come sono arrivato a questo punto? le cose non dovrebbero andare in modo diverso?''.


Mi fermo un attimo per parlarvi brevemente di me, così potete farvi un'idea.


Ho 20 anni, non ho mai baciato una ragazza, ho alcuni problemi estetici (inutile dirvi quali, capirete in seguito perchè), i miei genitori si sono separati quando avevo 14-15 anni, sono dipendente dall'erba da quasi un anno ormai, a livelli quasi tossici, soffro di leggeri attacchi di ansia, che ho ormai imparato a reprimere.


Ho 20 anni, non sono un modello ma piaccio a molte ragazze, i miei problemi estetici evidentemente non sono così gravi da impedirmi di piacere, i miei genitori seppur separati non mi hanno mai fatto mancare niente e sono rimasti in buoni rapporti, e sebbene fumi molto, questo non ha compromesso i miei risultati scolastici, nè la mia capacità di farmi degli amici e socializzare, e dei miei attacchi d'ansia non se n'è mai accorto nessuno.


Ecco, questo è il disagio.


Chi sono? Il ragazzo della prima descrizione, o quello della seconda? Con chi mi identifico?


Razionalmente la risposta sarebbe: la prima descrizione quando sono triste, e la seconda quando sono felice.


Il problema è che questi due stati d'animo, felicità e tristezza, hanno perso quella purezza che dovrebbe caratterizzarli. Non sono in grado di essere felice, senza poi tornare ai miei complessi dopo mezz'ora, nè di essere triste, salvo poi avere voglia di uscire dopo aver sentito una canzone allegra.


Non si tratta di essere lunatici. Quello che cambia, è solo la percezione dei miei pregi/difetti.


Vi faccio un esempio: l'altro giorno ho conosciuto una ragazza. Mi sono accorto subito di piacerle e me la sono giocata abbastanza bene.


Quando sono tornato a casa, ero felicissimo, pensavo:'' allora non sono un disastro, è ora di finirla con questi pensieri tristi una volta per tutte''.


Dopo mezz'ora è arrivato il momento delle paranoie:''ok le piaccio, ma non ho mai baciato una ragazza, ed ho 20 anni, siamo onesti, credi davvero di riuscire a comportarti da persona normale quando sarà il momento di agire?''


Torniamo un attimo al topic di leavingmyheart.


Cito: ''E' controintuitivo, ma quando non ci si accetta fisicamente si sta continuando a combattere contro la realta': piangi, protesti contro la vita, perche' avresti voluto essere altro, come uno dei tuoi amici bellocci che hanno sempre donne attorno, e non ti rassegni, e continui a soffrire. E' la nevrosi che vive.''


e poco dopo ''L'autoaccettazione e' proprio quella resa: quando ti rassegni.''


Può sembrare una contraddizione, ma non è così. E' qui che vive la nevrosi. Lo notate? L'impossibilità di trovare una soluzione che ci soddisfi. Il continuo scontro tra l'emisfero destro con quello sinistro.


Un disagiato vive con la consapevolezza di avere un problema, ma con l'incapacità di individuarlo con chiarezza. La paranoia confonde, offusca la mente e la riempe di pensieri negativi fini a se stessi, e alla fine ci troviamo con il cervello talmente incasinato che smettiamo di pensare.


E' come uno stato di trance. Dopo aver assistito all'ennesimo teatrino del proprio cervello che cerca risposte, analizza tutte le possibili opzioni, e alla fine giunge a un nulla di fatto, si smette di pensare, e si fa altro. E tutto rimane irrisolto, finchè qualcosa non risveglia i pensieri negativi, e riniziano le paranoie.


E' come se qualcuno ti mettesse con la testa sott'acqua, fino a farti quasi soffocare. Poi ti tira su, ti fa riprendere aria. E dopo ricomincia la tortura.


Per ora mi fermo qui, devo uscire e non ho il tempo di completare il post, ma vi prometto aggiornamenti.


Mi rendo conto che molti pensieri potrebbero sembrare sconnessi, ma spero che il senso sia chiaro lo stesso.


A presto, DLZ.

  • Mi piace! 9
Bacardi
Inviato

Ciao, DLZ.

Mi permetto di scrivere perchè la tua storia rispecchia la mia.

Ho 22 anni, e sono un ragazzo normale con tante ambizioni.
Torniamo indietro.

Ho 19 anni, sono un ragazzo dipendente dall'erba da 4 anni, con genitori divorziati da quando ne avevo 8, in stato di obesità (+50kg del peso forma).
Ero mentalmente complessato continuamente, un po come te, a differenza che tu avvolte ti reputi un bel ragazzo, io non potevo perchè l'aspetto estetico lo impediva oggettivamente.

La mia vita è iniziata a cambiare proprio quando avevo 19 anni, prima di atterrare su questo forum. Scoprì la PNL, spiegata da Roberto Re grande guru Italiano, che anche se alcuni potrebbero non essere d'accordo con questa disciplina, a me cambiò la vita.
A 20 anni, scopro questo forum, dove conosco molta gente in gamba, e il mio percorso ha avuto un salto evolutivo, ho iniziato a capire il mondo femminile e sociale, quest'ultimo ammetto che era quello più problematico. Non è semplice per un ragazzo che ha passato la maggior parte della sua vita a fumare erba, giocare ai videogiochi e frequentare quei soliti amici di sesso maschile sotto casa, stringere nuove amicizie con persone "normali" con la società di oggi.

Chiusa parentesi su di me, parliamo delle paranoie.

Hai pienamente ragione, le paranoie sono infide piazzano le loro radici nella tua testa e giorno dopo giorno scavano in profondità per crescere. Crescono gradualmente, senza che te ne rendi conto, e quando meno te lo aspetti ti ritrovi con una piantagione di paranoie in mente, che sono state seminate da te stesso ogni volta che non hai agito ne hai piantata una.

Non è semplice togliere le paranoie, è un percorso lungo e faticoso, devi strappare tutta l'erba cattiva che hai nella mente, poi devi scavare per togliere le radici, ne togli una, due, tre, scavi ancora e ne trovi altre.
Per molto tempo troverai radici da togliere nella tua mente, ma è l'unica strada percorribile.

La verità è che le paranoie si formano ogni volta che dici no alla vita, quando vedi una ragazza e non ci parli formi una paranoia, quando qualcuno ti tratta a pesci in faccia e non reagisci formi una paranoia, quando non chiami alla tua migliore amica (che ti piace da sempre) per uscire e provarci formi una paranoia, ogni volta che credi al giudizio altrui formi mille paranoie.

Ti consiglio la sezione inner game del forum, e leggere il libro "leader di te stesso" di Roberto Re, questo mi ha aiutato agli inizi.

Invece praticamente, ecco ciò che è stato indispensabile per me a cambiare vita:

  1. Allontanarmi dagli amici. Vuoi o non vuoi, questo è un passo che dovrai fare, se frequenti fattoni, scansafatiche e persone senza ambizioni, devi allontanarti da loro. Non significa non vederli più, ma frequentarli molto meno, e iniziare a fare amicizie costruttive. Inizia a frequentare persone dalle quali puoi imparare, persone che hanno qualcosa che tu vorresti avere (intellettualmente)
  2. Iniziare a fare sport. Passo fondamentale per chiunque, lo sport fa stare bene fisicamente e mentalmente, e ti da una botta di autostima grandissima.
  3. Smettere gradualmente con l'erba. Non tutti ci riescono, ma sono sicuro che tu puoi farcela, sei qui a spiegare il tuo problema significa che sei già a metà strada. Il tempo buttato a fumare è completamente inutile, fidati di chi l ha fatto per anni. Quando sarai solido mentalmente, potrai anche fumare una volta ogni tanto, il sabato sera quando esci. Ma sono certo che non ti verrà nemmeno tutta sta voglia.
  4. Inizia dei nuovi hobby.
  5. Trova la tua passione.

Sostanzialmente, si tratta di aumentare l'autostima che hai in te stesso nient'altro.

Non hai autostima e ti fai paranoie.

Inizia a costruirti la vita che vorresti, e inizierai a stimare te stesso.

  • Mi piace! 7
Carlins
Inviato

Quoto in pieno Bacardi, ci sono passato, ci sto passando, allontanarti da questo tipo di amicizie morbose è il primo passo da compiere, indispensabile se si vuole riprendere il controllo. Difficile si, ma con gli altri punti elencati puoi sopperire alla loro mancanza e trovare gente migliore, e perché no, in futuro con un'altra mentalità potrai continuare a frequentarli, non dico di abbandonarli completamente, ma se "ritorni", dovrai essere in grado di non farti influenzare (provato sulla mia pelle).

Smetti di fumare così assiduamente santo Dio, non dare ascolto ai soliti bla bla bla, senz'altro avrà delle ottime funzioni, ma fumare così assiduamente annebbia solamente la mente (sempre per esperienza diretta, e usando anche altre sostanze). E' come l'alcool, di per se non è nocivo, ma se ti sbronzi una sera si e l'altra pure non è il massimo, idem fumare.

Sfogati, uno sport è ESSENZIALE.

  • Mi piace! 1
Inviato

Tutto ciò che dite è giusto, ma non è la panacea, però voglio trarne spunto per continuare il mio discorso.

Nell'ultima parte del primo topic ero arrivato a descrivere il mio disagio, pur consapevole che le parole non renderanno mai abbastanza.

Voglio continuare introducendo quell'argomento che, probabilmente inconsciamente, avete introdotto: Il miglioramento.

Indubbiamente smettere di fumare, trovare degli hobby, darsi una pulita da tutta la merda che si ha addosso non farebbe altro che portare dei benefici.

Lo so perchè oscillo tra alti e bassi da molto tempo ormai. Vi faccio un esempio: sono costituzionalmente molto magro, e l'anno scorso decisi di iscrivermi in palestra e cambiare il mio fisico.

Mi misi d'impegno e presi 12 kg, tutti mi dicevano che ero più grosso, più ''bello''. Ovviamente la mia autostima era a mille, e credevo di aver trovato una certa stabilità.

Poi arrivò l'estate, e mi convinsi che era il momento buono per sbloccarmi con le ragazze e dare finalmente il primo bacio. Avevo programmato tutto, oltretutto cosa ci poteva essere di più facile di baciare una ragazza in discoteca con tutto l'alcool e la sobrietà generale che può girare in quel di Mykonos, o Ibiza o checchesia?

Ovviamente avevo fatto male i miei calcoli. La prima sera non riuscii a provarci con nessuna. Nemmeno un tentativo.

La seconda sera decisi di buttarmi a caso su qualunque pezzo di fica che girava in disco. Ovviamente, non funzionò. Sembravo l'ubriacone del villaggio.

Chiusi la vacanza con la febbre a 40 e 0 ragazze baciate.

Eppure, qualcosa, quei 6 mesi prima, era cambiata: mi allenavo bene, mangiavo bene, ero più ''bello'', più forte, più lucido (fumavo solo occasionalmente).

Ero migliorato, ma tutto ciò non era bastato. C'era ancora qualcosa che mi bloccava, quel qualcosa che tutt'ora mi blocca e che va sempre crescendo.

Col senno di poi, mi rendo conto che tutto ciò che avevo costruito, era si qualcosa di buono, ma era privo di fondamenta: e cosa succede a un palazzo senza fondamenta?

Mi resi conto che tutto ciò che avevo fatto non aveva funzionato per un semplice motivo: non ero diventato ciò che volevo io, l'avevo fatto solo per ricevere approvazione.

Ma è anche vero che senza approvazione, checchè se ne dica, diventa tutto più difficile.

Realizzai che l'approvazione doveva provenire, in primis, da me stesso. L'approvazione del mondo esterno sarebbe stata una conseguenza, che si è essenziale, ma che se non parte da un'idea ben radicata di ciò che si vuole essere, è fine a se stessa.

L'idea. Credo che un'idea sia qualcosa di potentissimo. Mi viene in mente Inception: '' Un'idea è come un virus... persistente, altamente contagiosa. E il più piccolo seme di un'idea può crescere... può crescere fino a definirti o a distruggerti. ''

Per ora mi fermo di nuovo. Non è facile descrivere bene ciò che penso, ma i vostri spunti mi stanno aiutando.

Continuerò il discorso a breve, volendo potrei semplicemente mettere le idee per iscritto, come in un flusso di coscienza, ma preferisco fare un passo alla volta per ora.

  • Mi piace! 1
Bacardi
Inviato

Il problema fondamentale è che guardi nella direzione sbagliata.

Si cerchi approvazione esterna, si dovresti avere la tua approvazione interna, dici che hai sudato mesi andando in palestra per nessun risultato, perchè tu pensi:

"Vado in palestra, metto massa muscolare, cosi divento grosso e bello e le fighe mi guarderanno."

Questo è un pensiero malato, che ti danneggia soltanto.

Un pensiero sano dovrebbe essere:

"Vado in palestra, metto massa muscolare, cosi resto in forma, tratto bene il mio corpo e starò meglio con me stesso."

Questo vale in tutti gli ambiti della vita, quando ti ho suggerito di andare a fare sport, o cercare nuovi hobby non era di certo per la figa, ma solo per te. Perchè devi diventare una persona da stimare, in primis da te stesso. Come puoi ricevere stima dagli altri se tu stesso non riesci a stimarti?

Diventa la persona che vorresti essere, e gli altri ti tratteranno come meriti di essere trattato. Se una persona non è capace di rispettare se stesso, col cazzo che riceve il mio rispetto.

Parliamo invece dell'episodio estate e discoteca.

Tu sei andato in palestra, credevi di aver raggiunto bei risultati, ok forse è stato cosi fisicamente ma non mentalmente.

Ora immagina che la tua autostima sia un gregge di pecore.

Se non c'è recinzione questo gregge se ne va a puttane e non esiste più. Ed è cio che hai tu ora, un gregge senza recinzione non controllabile.

Quando sei andato in palestra, e ti sentivi a mille, hai semplicemente costruito un pezzo di stagionata, ma non l'intero recinto. Quelle pecore sbattevano nel pezzo di recinto, e credevano di non poter più uscire, credevi di averle sotto controllo, ma ben presto la realtà si è presentata alla porta.

Le pecore sono riuscite a cambiare direzione e trovare il vuoto per scappare via.

Ecco, quel vuoto è dove tu devi ulteriormente costruire, ok quel pezzo di stagionata, ma manca altro.

Cosa può mancare da costruire?

  • Una vita piena e appagante
  • Passioni
  • Amicizie sincere e reali
  • Leadership
  • Sicurezza in te stesso
  • Abbigliamento adeguato
  • Lavoro o studio che ti appaga
  • Hobby ricreativi (esclusa l'erba)
  • Cultura
  • ....

La lista può andare avanti per molto, ciò per farti capire: che finchè non costruirai una vita che tu avrai piacere di vivere, nessuno vorrà farne parte.

Vuoi sapere la verità di quelle due serate in disco?

Serata numero 1:

Non ci hai provato, hai gia fallito dal momento che hai messo piede in discoteca e hai deciso di startene di lato senza parlare con nessuno

Serata numero 2:

Ti sei ubriacato, e sei passato per lo sbronzone di turno, e un uomo completamente sbronzo non è un uomo sicuro. La tua insicurezza viene ostentata tramite comportamenti esagerati causati dall'alcool. Un uomo sicuro ha sempre il controllo su se stesso, e le donne vogliono uomini sicuri non pagliacci che non riescono a prendere i coglioni in mano e rivolgergli la parola.

Scusa la durezza delle mie parole, ma è necessaria per farti capire gli errori commessi.

Il tuo è solo un problema di sicurezza personale, ne di paranoie ne di aspetto fisico ne di qualunque altra scusa. Non sei sicuro di te, e non lo sarai finchè continuerai a vivere mediocremente e passare il tempo in mezzo ai fattoni anzichè occuparlo per realizzare qualcosa per te stesso.

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BeYourSelf
Inviato (modificato)

Visto che in questo post sotto alcuni aspetti mi ci sono ritrovato,vi racconto la mia esperienza,sperando che sia utile e,perché no,qualcuno possa dare consigli utili pure a me.

Nella mia vita ho buttato via tante occasioni a livello seduttivo e di esperienze sessuali(vuoi un po per la mia timidezza,vuoi un po' perché mi sono "svegliato" tardi).

Fatto sta che sono arrivato a 18 anni che non avevo mai baciato una ragazza,nonostante sia un bel ragazzo e le amicizie non mi mancavano affatto(da un lato sono stato sfortunato ad andare in un liceo di soli maschi praticamente).Quella stessa estate ho baciato la mia prima ragazza in vacanza in discoteca.nonosaante ciò a fine estate ho avuto 3 mesi di questa "nevrosi",attacchi d ansia e depressione.

Dopo essermi un po' ripreso,a capodanno, ho avuto la mia primae,fin ora,unica esperienza sessuale (ero brillo-ubriaco e non sono neppure venuto,non il massimo come prima esperienza ahahah).

La nevrosi però non è scemata più di tanto;

Ormai sono quasi 8-9 mesi che non esco con una ragazza,e quando conosco qualcheduna non mi sento a mio agio con me stesso(e risale la nevrosi) e mi sento in "deficit" delle mie esperienze dato che non ho mai avuto una relazione con una ragazza,se non frequentazione per non più di due tre uscite!

Ora ho 20 anni,rimpiango le molteplici occasioni avute nella pre adolescenza, e sento questo dislivello delle esperienze sessuali con gli altri miei coetanei e ciò causa la nevrosi; quando si va al sodo con una ragazza e si parla di esperienze sessuali,mi sento in difficoltà ed inevitabilmente,la loro attrazione va scemando dato che quando si arriva al nocciolo non si conclude nulla appunto per la mia poca,se non nulla esperienza!

Modificato da BeYourSelf
mendax
Inviato

io personalmente ero messo esattamente come voi. Non so dirvi se ora ne sono uscito completamente, non credo. La paranoia, come la chiamate qui, ha tentacoli molto forti, non vi lascia andare facilmente dalla sua presa. Tutto è nella testa: c'è poco di reale, ma credetemi che per chi ci è dentro è più reale del proprio corpo fisico e non esiste palestra o estetista o chirurgo plastico che tenga.

Cresciamo con l'assoluta convinzione di essere sbagliati, di valere meno, di non contare un cazzo, di doverci scusare per gli istinti e le passioni che proviamo, di doverci scusare per il fatto stesso di essere maschi. Dobbiamo scusarci con la società se abbiamo voglia di scoparci una tizia che ce lo fa venire duro "perché non si fa, non è rispettoso", dobbiamo essere sempre gentili con le ragazze così loro ci daranno in cambio il sesso, mentre calpestano con i loro tacchi da 12 cm la virilità maschile che per millenni ha mandato avanti la specie umana, rendendoci degli schiavi senza testicoli, insicuri fino all'impotenza sessuale. Fin da piccoli ci viene insegnato che "femmina è meglio", "le femmine maturano prima" "le bambine sono più intelligenti e buone" e analoghe troiate.

Siamo una generazione di uomini cresciuti dalle donne e siamo ridotti ad andare da psicologi (di solito donne) per cercare di risolvere i casini sulle donne che abbiamo nella testa. La realtà è che abbiamo perso la bussola, non siamo più in grado di fare ciò che è scritto nel nostro DNA, e che ha garantito all'umanità di arrivare fino all'anno 2016.

L'idea stessa di "imparare a sedurre una donna" è priva di senso: non c'è proprio niente da imparare, basterebbe liberare l'istinto primordiale che ognuno di noi ha, a patto che qualcuno ci mostri il modo giusto in cui farlo, ruolo che un tempo era svolto da una figura chiamata padre, oggi ormai mitologia pura. Non siamo assolutamente in grado.

Sepolti sotto tonnellate di paranoie, di sovrastrutture sociali, convenzioni comportamentali, schemi di pensiero deviato, che ci hanno ingabbiato per sempre. E quindi eccoci qui, su un sito di seduzione a chiedere aiuto senza sapere bene come uscirne.

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James23
Inviato

Beh almeno adesso so di non essere l'unico. Mi ci ritrovo nei vostri racconti: adolescenza difficile, difficoltà ad accettare sè stessi, ricerca di approvazione e così via. A 23 anni ho avuto primo bacio, prima scopata e prima fidanzata. Dopo 3 anni l'ho lasciata. La mia sete di approvazione, di piacere non si era per niente placata e lei era un'ostacolo. Allo stesso modo le mie insicurezze sono rimaste. A causa di ciò ho probabilmente perso definitivamente una ragazza che mi piaceva molto e a cui piacevo. Attualmente mi vedo con una altra ragazza. Per volontà di entrambi siamo semplici scopamici. A volte ciò mi pesa, vorrei di più. Ho ancora il bisogno di sentirmi amato e desiderato.

Quando per tanti anni vivi in una condizione di bisogno, non né si esce facilmente. Se mi guardo indietro ho fatto passi da gigante. Sono migliorato molto ma le mie nevrosi non mi hanno mai totalmente abbandonato. Si nascondono, pronte a farsi rivedere ogni qualvolta affronto un periodo difficile. La ricerca di approvazione (interna ed esterna) è il mio demone. Non so se riuscirò a sconfiggerlo. Sta di fatto che non mi arrenderò. La via che sto seguendo è quella della solitudine: ho smesso di contare sull'aiuto degli altri e cerco di cavarmela in tutto da solo. Prendo da solo le mie decisioni (facendo un sacco di cazzate ahimè) e cerco di affrontare tutte le situazioni che la vita mi presenta. Mi rafforzò giorno per giorno. A volte è davvero dura. Ma non ho scelta. Non abbiamo scelta. O affrontiamo, soffriamo e viviamo o moriamo.

Amog_Cattivo
Inviato

tieni a mente questo, ogni pensiero non è che una semplice convinzione, o credenza, o frame, o opinione personale chiamala come vuoi. noi diventiamo ciò che pensiamo, a patto che non si scontri con una realtà diversa!

Sprattutto le convinzioni su se stessi (che spesso sono assorbite dall'esterno: genitori, amici, società, insegnanti, compagni, parenti, sconosciuti di IS ...)

Quando tu pensi di essere qualcosa, la tua materia cerebrale si sforza di osservare il mondo esterno, la realtà, e di trovare degli esempi in favore del pensiero (ammettiamolo, il nostro cerebro è molto pigro, guarda solo ciò che conferma quel che teorizza, ma non ciò che lo nega!)
Se tu per esempio cominciassi a pensare che i tuoi compagni di classe ce l'hanno con te, il tuo cervello andrà a cercare tutto ciò che conferma la sua teoria,

ad esempio se vedi che un compagni non ti saluta, ecco lì l'esempio! Ma non andà a pensare che magari il compagno era sovrappensiero, o magari ha avuto una giornata storta, magari non ti ha visto, o magari pensava anche lui la stessa cosa.

L'unico esercizio che puoi fare è quello di considerare più possibilità quando pensi a qualcosa:

Ho 20 anni, non ho mai baciato una ragazza

Caspita, ho solo 20 anni e non ho baciato una ragazza, pensare che ci sono uomini di 40 che non l'hanno mai fatto!

Ho 20 anni, se mi rimbocco le maniche posso baciare una ragazza .. e due .. e tre .. dieci .. cento ..

Ho avuto 20 anni di vita in cui ho fatto determinate cose, ora è il momento di provarne di nuove!

Con i miei 20 anni attiro un sacco di ragazze, chissà quante tra queste mi vorranno baciare

E così via .. il trucco sta solo nell'impegnarsi a pensare in diversi modi, anche in contrasto tra loro, era una cosa che faceva oltre 2000 anni fa un "lunatico" filosofo chiamato Socrate, quando pensava a qualcosa, immediatamente si domandava se questa opinione era corretta, e si metteva a riformularla in più punti di vista, è questo che lo ha reso geniale (e odioso, ai sofisti non piaceva che i loro pensieri potessero essere contestati)

p.s: se ti focalizzi sulla paranoia, ergo pensi di avere la paranoia, ergo ti convinci di avere la paranoia, continuerai a vederla ovunque!
Pensa che nel tuo quartiere tutti hanno auto grigie, e vedrai solo auto grigie, e ovviamente realizzerai la falsa credenza che tutti i vicini hanno auto grigie!

  • Mi piace! 1
trout_man
Inviato

Appoggio Kura...

Non sono troppo più vecchio di voi, ho avuto tante paranoie e ora a scanso di equivoci ne sto inventando di altre. Però davvero riflettiamo su una piccola cosa (no dai, non è piccola per un cazz...)

Non avete grossi handicap fisici, qualche ragazza vi guarda, ma qual è il problema di essere un po' imbranati? Amen... Per fortuna per una normalissima chiavata non servono le istruzioni...

Non c'è un premio a iniziar prima e alla fine a far ciuf ciuf si impara in fretta, molto più difficile acquisire sicurezza (ma quella viene dopo il ciuf ciuf che da migliaia di anni riesce bene anche senza corsi e manuali).

Poi ne riparliamo quando vogliamo giocare con le tecniche o fare qualche riflessione più complicata.

In questi casi un cicchettino di tequila, un calcio nel culo e via... Su su!

Se non ci sono problemi invalidanti non cerchiamo di fabbricarceli da soli!

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