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black mamba
Inviato

Necessario per la società stessa. Per il benessere del maggior numero dei suoi membri possibile.

L'anarchia non è una filosofia funzionale. A meno di non recarsi a vivere in un eremitaggio, sarai sempre esposto a norme e leggi. E il tuo menefreghismo si spingerà solo fino ai limiti consentiti dalle leggi e/o a quelli della utilità personale. Potrai anche sentirti gratificato dallo sputare addosso ai cretini ma la tua gratificazione dovrà essere mediata con le conseguenze di un gesto del genere nei confronti del tuo capo, del direttore della banca a cui stai per chiedere un prestito o della sorella della ragazza a cui stai tentando di strappare un "si"

AngelOfObsession
Inviato

Il concetto stesso di "etica laica" costituisce un ossimoro. Parafrasando Nietzsche, non può esistere una morale in assenza di un ente morale. In altre parole ogni dottrina che dia delle linee di comportamento si fonda sulla fede in un determinato sistema di valori, quindi non è diversa da una religione con i suoi dogmi.

La linea di pensiero più diffusa in tempi moderni è il liberalismo, di cui Locke è considerato il padre ma che curiosamente è stata concepita per sbaglio da Hobbes mentre cercava di promuovere il contrario.

Ipotizzando che lo stato di natura fosse l'anarchia, dove ogni uomo era tanto libero quanto privo di sicurezze, senza eccezioni perché anche il più forte può facilmente essere ucciso dal più debole mentre dorme, e impossibilitato a collaborare con gli altri in assenza di qualsiasi garante che impedisca alle parti di tradire gli accordi (homo homini lupus); il filoso Hobbes reputava che gli esseri umani avessero preferito rinunciare a parte della propria libertà in cambio di maggior ordine sociale, da qui la necessità di una gerarchia e di una legge, insomma di uno stato.

Il Leviatano di Hobbes è uno stato etico, dove la monarchia oltre a dettare la legge stabilisce anche i riti sociali e le linee di comportamento che i cittadini devono attuare, ma a differenza del passato, per Hobbes non è importante se la morale dell'individuo è veramente in linea con l'etica pubblica stabilita dallo stato e non è importante come l'individuo si comporta in privato. In altre parole lo stato potrebbe obbligarti ad andare a messa un'ora la domenica oppure potrebbe severamente punirti se ti baci con una persona dello stesso sesso in pubblico, ma non dovrebbe preoccuparsi se all'interno delle mura di casa tua fai un altarino a Ganesh oppure fai sesso gay.

Questa idea innovativa che ci sia una scissione tra vita privata e vita pubblica, sta alla base del liberalismo che è una filosofia diametralmente opposta ed è la più diffusa ai nostri tempi.

Il liberalismo si fonda sul precetto che la legge è uguale per tutti ma deve essere il più pragmatica e asettica possibile, e nel rispetto di essa gli individui devono essere liberi di comportarsi come credono. In tempi moderni anche gli stati che si considerano liberali secondo me hanno un atteggiamento lassista che li conduce fuori da questa dottrina: per esempio permettendo mutilazioni rituali a specifiche religioni (circoncisione per gli ebrei, infibulazione per l'islam), l'uso del burka per le donne islamiche, la possibilità di rifiutarsi di fornire il servizio dell'interruzione volontaria di gravidanza per i ginecologi statali (questa cosa è cambiata in Inghilterra dove gli obbiettori di coscienza non potranno più fare questo lavoro in ospedali pubblici). Insomma, casi in cui la legge non è uguale per tutti, essa infatti nella dottrina liberale non dovrebbe ostacolare o favorire un credo religioso in particolare ma nemmeno dovrebbe farsi piegare da una pluralità di essi.

Personalmente il più delle volte condivido una linea liberale, ma in realtà, non la ritengo completamente esaustiva infatti non ritengo sbagliato che in alcuni casi lo stato intervenga sull'etica delle persone, però al contempo ciò mi spaventa.

Non mi dispiace quando per esempio proibisce il maltrattamento degli animali, sono leggi che vanno a limitare la libertà delle persone eppure sono contento perché soffrirei nel vedere animali maltrattati senza poterci fare niente.

Mi spaventa quando penso che lo stato può decidere quale tipo di famiglia sia quella giusta.

Penso che un equilibrio teorico non possa essere raggiunto, insomma non può secondo me esistere un sistema di regole che ci dicano con esattezza quando è giusto o meno limitare la libertà delle persone; quello che ritengo il miglior compromesso è tenere una linea liberale pendendo a favore dell'opinione pubblica nei casi dubbi, promuovendo contemporaneamente la cultura e migliorando l'educazione sperando (come sembra dalle statistiche) che a individui sempre più intelligenti corrispondano mediamente linee di condotta più sensate così da avere un'opinione pubblica sempre più corretta.

Dal punto di vista della biologia evolutiva esiste in molte specie un'etica biologica, che può essere di origine culturale o genetica a seconda della specie e del singolo gesto, e che segue la stessa evoluzione dell'altruismo. Un esempio è come gli animali superiori abbiano una repulsione per il cannibalismo anche se la carne dei propri simili corrisponde al miglior cibo che si possa trovare in natura (salvo rari casi tipicamente quelli in cui le femmine mangiano i figli più deboli per meglio nutrire i più forti o i maschi uccidono i figli di altri per rendere subito nuovamente disponibile a una gravidanza la femmina). Un gene che promuovesse il cannibalismo si esporrebbe a una tale ritorsione da auto-estinguersi in poco tempo. Allo stesso modo anche in un branco di lupi ci sono determinate regole, che tipicamente sono non aggredire cuccioli e femmine e non infierire su un avversario che si dichiara sconfitto, che se infrante farebbero perdere il consenso del branco e posizioni nella gerarchia al trasgressore.

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senza nome
Inviato

Poi torni a casa, e ?

La tua vita è una merda come prima :)

(Sempre qualcuno a cui sputi non ti molli un cazzotto in fronte, ed allora stai peggio : ))) )

Questo non ci azzecca nulla con l'etica.

E i "propri istinti" cosa rispettano ? :)

"Il caso non esiste" - Cit.

"I propri istinti"sono mirati alla propria sopravivvenza,alla propria rirpoduzione(e alla crescita della propria prole),questo comportamento viene attuato anche a discapito degli altri,se quest'ultimi si frappongo fra me e il mio fine.

Necessario per la società stessa. Per il benessere del maggior numero dei suoi membri possibile.

Come fai a trovare un'etica traservale,univoca ed universale se te,per prima,affermi che l'etica debba tendere al benessere della maggioranza(e non di ogni singolo individuo)?

L'anarchia non è una filosofia funzionale. A meno di non recarsi a vivere in un eremitaggio, sarai sempre esposto a norme e leggi. E il tuo menefreghismo si spingerà solo fino ai limiti consentiti dalle leggi e/o a quelli della utilità personale. Potrai anche sentirti gratificato dallo sputare addosso ai cretini ma la tua gratificazione dovrà essere mediata con le conseguenze di un gesto del genere nei confronti del tuo capo, del direttore della banca a cui stai per chiedere un prestito o della sorella della ragazza a cui stai tentando di strappare un "si"

Ovvio. Ma la legge non deve per forza essere etica. Inoltre tu citi il criterio di utilità personale,quindì riconduci tutto il discorsco a un mero concetto di soggettività,questo confuta l'ipotesi che possa esistere un'etica universale(salvo il fatto che tutti,ma proprio tutti gli individui,valutassero nello stesso modo un'azione ai fini "dell'utilità personale").

Inviato (modificato)

Questo non ci azzecca nulla con l'etica.

Se l'etica per te ci azzecca con la sopravvivenza, allora ci azzecca anche con l'etica :)

Agire in quel modo, non migliora la tua condizione in questa vita, o risolve i tuoi problemi. Anzi, più probabilmente li peggiora.

- possibilità di sopravvivenza

+ Vita vissuta peggio (Stress e malessere riduce la tua longetività )

Non è un'etica valida al fine dei nostri "bisogni primari" .

"I propri istinti"sono mirati alla propria sopravivvenza,alla propria rirpoduzione(e alla crescita della propria prole),questo comportamento viene attuato anche a discapito degli altri,se quest'ultimi si frappongo fra me e il mio fine.

E' una favola ed una semplificazione,

Comunque, senza sforare in altro, per quanto concerne l'etica, rispondo con l'ultima parte del post di AngelOfObsession

Dal punto di vista della biologia evolutiva esiste in molte specie un'etica biologica, che può essere di origine culturale o genetica a seconda della specie e del singolo gesto, e che segue la stessa evoluzione dell'altruismo. Un esempio è come gli animali superiori abbiano una repulsione per il cannibalismo anche se la carne dei propri simili corrisponde al miglior cibo che si possa trovare in natura (salvo rari casi tipicamente quelli in cui le femmine mangiano i figli più deboli per meglio nutrire i più forti o i maschi uccidono i figli di altri per rendere subito nuovamente disponibile a una gravidanza la femmina). Un gene che promuovesse il cannibalismo si esporrebbe a una tale ritorsione da auto-estinguersi in poco tempo. Allo stesso modo anche in un branco di lupi ci sono determinate regole, che tipicamente sono non aggredire cuccioli e femmine e non infierire su un avversario che si dichiara sconfitto, che se infrante farebbero perdere il consenso del branco e posizioni nella gerarchia al trasgressore.

Le specie più evolute hanno un'etica intrinseca in loro, questo intendevo.

L'essere umano è particolare perché ogni essere umano, a mio parere, è su gradi di coscienza diversi.

Pur essendo tutti "esseri umani" come organismi, i diversi gradi di coscienza e conoscenza, portano a risultati molto diversi in termini di sopravvivenza e qualità della vita.

L'etica migliore è quella della collaborazione e dell'altruismo. Intrinsicamente, lo sappiamo tutti, ed ad essa rispondiamo, culturalmente, veniamo deviati da essa.

Lo stato di natura di Hobbes, è un'altra fiaba.

Non ci siamo uniti perché altrimenti ci ammazzavamo a vicenda, ma perché altrimenti le altre specie, l'ambiente, TUTTO, ci annichiliva. Chi è separato muore. Uniti non raddoppiamo i nostri risultati, li portiamo al quadrato.

Tutto il mondo è relazione, è collaborazione, su diversi livelli.

L'etica intrinseca è quella della collaborazione.

Il massimo grado etico è quello della morte dell'ego e dell'agire come unica identità, non solo tra esseri umani, ma anche con la natura ed il mondo.

E di nuovo, lo sappiamo tutti : )))

Solo non ci applichiamo, anche se ci muoviamo verso quella direzione (a piccoli passi, almeno se vogliamo sopravvivere come specie)

Modificato da Lilian
senza nome
Inviato

@Lilian:non voglio creare flame,anche perchè mi stai simpatico,quindì la chiudi qui,ma ti voglio dire una cosa:non trovi qualche tipo di attritto tra l'affermare che gli uomini si trovino su piani di coscienza(e conoscenza) diversa con il fatto che tutti sappiano(e sentano)che la collaborazione è la via assoluta ed univocamente giusta?

Inviato

@Lilian:non voglio creare flame,anche perchè mi stai simpatico,quindì la chiudi qui,ma ti voglio dire una cosa:non trovi qualche tipo di attritto tra l'affermare che gli uomini si trovino su piani di coscienza(e conoscenza) diversa con il fatto che tutti sappiano(e sentano)che la collaborazione è la via assoluta ed univocamente giusta?

Flame di che ? (XD)

No. Ho scritto rispondono, non sanno.

Inviato (modificato)

Aggiungo : Prendiamo lo stomaco o un qualsiasi altro organo\apparato fondamentale al nostro essere in vita. Impara a svolgere le sue funzioni, o sa, come agire da principio ? Come distingue cosa assorbire da cosa espellere ? Dove l'ha imparato ? In base a cosa risponde nel modo in cui risponde a ciò che ingurgitiamo ? Sappiamo da subito ciò che è decisamente meglio di cui nutrirci, o lo impariamo mangiando questo o quello ? E perché lo è ?

Il mio punto è che ci sono cose che sono, che lo sappiamo consapevolmente o meno.

La differenza di coscienza tra le persone sta tutta in queste consapevolezze.

Conoscenza diretta delle cose, "accorgersi di", per esperienza diretta vs tutto il condizionamento sociale che ci porta ad un determinato sistema di credenze e certi comportamenti più inconsci che consci.

Modificato da Lilian
  • 3 settimane dopo...
Deconstructed Reality
Inviato

La filosofia è la causa del nichilismo. Il processo inizia con Socrate che mina le basi della tradizione e della morale e prosegue fino a raggiungere la sua dispiegazione e il suo superamento in Nietzsche.

Se vuoi riscoprire l'etica, studia le tradizioni antiche ed evita la filosofia.

Non per niente gli esponenti della Mos Maiorum romana volevano sbattere fuori i filosofi greci da Roma.

La si definisce contaminazione culturale ma penso fosse più una distruzione.



Ad ogni modo, ti consigli Nietzsche per capire il nichilismo e superare l'etica e la morale. Ma non è per tutti.

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black mamba
Inviato

La filosofia è la causa del nichilismo. Il processo inizia con Socrate che mina le basi della tradizione e della morale e prosegue fino a raggiungere la sua dispiegazione e il suo superamento in Nietzsche.

Se vuoi riscoprire l'etica, studia le tradizioni antiche ed evita la filosofia.

Non per niente gli esponenti della Mos Maiorum romana volevano sbattere fuori i filosofi greci da Roma.

La si definisce contaminazione culturale ma penso fosse più una distruzione.

Ad ogni modo, ti consigli Nietzsche per capire il nichilismo e superare l'etica e la morale. Ma non è per tutti.

Non mi è chiaro perché tu faccia discendere il nichilismo dalla filosofia. Non definisci il nichilismo stesso come una teoria filosofica?

Posso solo dirti che personalmente non la trovo soddisfacente, come teoria. Mi sa molto (perdonami l'approccio semplicistico) dell'attuale andazzo contro i vaccini: è personalmente comodo e in molti sensi attraente, ma sostenibile finché la maggior parte delle persone non decide di aderirvi.

Forse si tratta del disagio di un'anima semplice di fronte alla possibilità che non esista una realtà oggettiva o che la vita non abbia un fine ultimo. Forse si tratta del rifiuto di considerare un'esistenza disperata non tanto e non solo per me ma sopratutto per mio figlio. Sta di fatto che non mi basta...

black mamba
Inviato

Ecco, ad esempio. Sto leggendo Philippa Foot e mi piace parecchio. Poi va beh, divago e mi domando se forse ho sempre sottovalutato "io, robot" distratta dagli addominali di Will Smith.

Ancora non capisco che utilità possa avere il superamento dell'etica, più che della morale...

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