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Franz12
Inviato (modificato)

Ciao a tutti sono un nuovo membro di questo forum. Come da titolo la mia difficoltà è essere me stesso. So che è uno dei problemi piu comuni di oggi. Facendo un passo indietro io sono una persona timida e riservata e spesso ho paura del giudizio degl'altri. Quando parlo con gli altri riesco comunque a fare conversazione. Solo che a volte mi sforzo piu del dovuto perchè ho paura di dire la cosa sbagliata, e spesso cerco di calibrarmi con le conversazioni con le giuste parole. Non sono poi cosi silenzioso. La mia difficoltà è essere il piu spontaneo possibile, lasciarmi andare. Inconsciamente cerco di fare la miglior impressione, ma mi rendo conto che non serve a nulla. Con le ragazze mi comporto spesso in questo modo, quando c'è qualcuna che mi da un po di interesse mi butto e faccio conversazione ma sempre in modo artificiosa e forzata. Faccio in questo modo per uscire un po dalla mia insicurezza, ma fin'ora non sono riuscito mai a fidanzarmi o quantomeno avere un avventura. Ho avuto soltanto storie di chat ma con ragazze bruttine e molto insicure, che sono durate anche meno perchè io non mi sono impegnato molto con loro. Con gli amici è un po diverso, con loro riesco ad lasciarmi piu andare anche se sempre in modo artificioso. Quello che ho molto paura e di non essere accettato oppure essere sfruttato, perchè ho dei cosidetti "amici" che si fanno sentire solo quando hanno bisogno di qualcosa.

Cosa mi consigliate per riuscire ad essere piu rilassato e spontaneo senza crearsi problemi nei rapporti con gli altri?

Spero di essere stato chiaro in tutto quello che ho scritto. :)

Ho 20 anni.

Modificato da Franz12
Roran
Inviato

Essere sè stessi in fondo significa solo rispettare le proprie abitudini e le proprie idee... Per ora dovresti solo uscire dai tuoi schemi.. non potrà mai essere una cosa spontanea all'inizio.

È questione di abitudine... poi familiarizzi con il gioco.

Disfati di questa tua paura del giudizio degli altri... fregatene.

Franz12
Inviato (modificato)

Essere sè stessi in fondo significa solo rispettare le proprie abitudini e le proprie idee... Per ora dovresti solo uscire dai tuoi schemi.. non potrà mai essere una cosa spontanea all'inizio.

È questione di abitudine... poi familiarizzi con il gioco.

Disfati di questa tua paura del giudizio degli altri... fregatene.

Questo è vero, ma concretamente su cosa ho bisogno di cominciare per uscire da questi schemi mentali, senza agire a vuoto? In pratica io in questi ultimi anni devo dire che sono migliorato, ma i vari tentativi sociali per ora sono stati vani, sopratutto con le ragazze. Infatti non sono mai stato fidanzato.

Modificato da Franz12
Franz12
Inviato

Avete altri consigli?

Shadeye
Inviato

Leggendo l'incipit della discussione ritrovo molto del "vecchio me" , ciò che ero fino a poco tempo fa.

Inizio col dire (forse banalmente) che il tuo desiderio di cambiamento è positivo perchè oltre al semplice intento stai anche affrotnando la pratica.

Quando cambiai città e dunque università avevo molti problemi a socializzare per colpa della mia storica indole "mi faccio i cazzi miei e amen" : puoi ben capire quanta frustrazione/ rottura di p... si generasse da tale atteggiamento.

Cominciai volando basso, dalle semplici informazioni a colleghi su lezioni e appunti a conoscerli meglio (chiedendo opinioni o pareri su corsi) e da qui il resto venne fluidamente.

Se posso vorrei condividere una piccola accortezza che mi ha aiutato molto in questo e altro : quando ti trovi di fronte ad una situazione dove vorresti agire diversamente o "meglio" (con una ragazza che vorresti conoscere o un gruppo di colleghi) tendi da subito a pensare "DEVO FARE QUESTO,DEVO DIRE QUELLO..." . Prova a concentrarti su cosa ti senti di fare: so che sembra una stronzata ma credo aiuti a capire perchè senti sempre dire "Comincia piano ma bene" o "Sii te stesso".

Esempio : sei con una ragazza ,carina, abbastanza simpatica e non troppo cagacazzi (un utopia insomma) e vorresti subito "darci dentro" e lì partono seghe mentali e tutto il resto.

PIANO e BENE ; il classico "Com'è andata la giornata" è tanto banale quanto efficace, le persone adorano parlare di sé e le donne in particolare. Non devi ottenere tutto subito, anche perchè appena agiungi qualcosa in più ti senti "emozionato"/eccitato e poi non sai come proseguire.

Guardati intorno e vedrai quanti stimoli ti si presentano!

Spero di non essere stato troppo lassativo.

P.S. : se vuoi divertirti migliorandoti a vista d'occhio prova un corso di Teatro! Non sai cosa ti perdi ;-)

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Franz12
Inviato

P.S. : se vuoi divertirti migliorandoti a vista d'occhio prova un corso di Teatro! Non sai cosa ti perdi ;-)

Ho fatto per un anno un corso di teatro, ma al momento della recitazione non mi sono sentito spontaneo, sopratutto nei movimenti. A dire la parte ci riesco ma nei movimenti non sono sciolto. Questo come nella vita di tutti giorni. A parole riesco a esprimermi nella maggior parte dei casi, con il linguaggio del corpo invece in genere mi sento rigido, a volte piu a volte meno.

Quando cambiai città e dunque università avevo molti problemi a socializzare per colpa della mia storica indole "mi faccio i cazzi miei e amen" : puoi ben capire quanta frustrazione/ rottura di p... si generasse da tale atteggiamento.

Per quanto riguarda gli altri invece una delle mie paure è quella di essere rifiutato nonostante mi comporti bene e non facendo nulla di male. Alle superiori ad esempio quelle volte che chiedevo compiti ai miei compagni o me li davano pochi o non me li davano proprio inventandosi scuse e ti dico che questo accadeva con ragazzi che prendevano a scuola voti alti. Solo una mia ex compagna di classe(una di quelle che prendeva voti alti), mi dava tutti i compiti corretti, tutto il resto degl'altri o incompleti o sbagliati o niente. E quindi una delle mie paure è quella di essere trattato allo stesso modo ora che sto all'università, anche se per ora non sembra cosi. Infatti da questo atteggiamento io studio sempre da solo e mai insieme a qualcuno per questo motivo, sviluppando l'indole"mi faccio i cazzi miei e amen". Tutto sommato non mi dispiace studiare da solo anzi mi trovo bene, ma vorrei riuscire ogni tanto a farlo insieme a qualcuno/a senza essere invadente e facendolo con piacere. Shadeye su questo come potrei agire?

Novae
Inviato

Sappi da subito che, in genere, agli "altri" di te e di quel che fai non frega assolutamente nulla.

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Shadeye
Inviato (modificato)

Quello che dice Novae,per quanto schietto possa sembrare, non può essere espresso in altri modi : devi accettarlo, in un modo o nell'altro.

Per quanto riguarda lo studio in gruppo tieni a mente,anche se forse già lo saprai, che non sarai mai concentrato nè motivato come nello studiare da solo.

Da un lato è positivo che tu voglia "metterti alla prova" studiando con altri ed avendolo io stesso provato penso vada più che bene (tranne in periodo esami XD) MA non credere che iniziando a fare così cambi molto.

Gli altri tuoi colleghi potranno sicuramente conoscerti meglio perchè passerai più tempo con loro ma è al di fuori delle mura universitarie che ci si conosce meglio.

Esempio per evitare discorsi rarefatti: conobbi i primi colleghi sempre dalle stesse basi (appunti,pareri,lezioni saltate,..) e soprattutto attraverso lavori di gruppo: con qualcuno non ho più avuto contatti ma ho continuato a frequentare gli altri tra caffè al volo, aperitivi e cazzi vari.

Risultato? Ora ho un gruppo di amici abbastanza affiatato ed in gamba, con cui posso svagarmi in serenità.

"Colui che narra" è una persona che in amicizia si è fatto un'armatura al posto della pelle per le "pugnalate" ricevute storicamente.

Tieni conto di un'ultima cosa :paura del rifiuto, desiderio di essere più ricercati dagli altri o più "fluidi" hanno tutti un unica origine. Toccati la tempia con l'indice.

I viaggi/seghe mentali possono avere sia connotazione negativa ("e se mi rifiutano?") sia positiva ("adess ovado lì e li stendo tutti!") : più ti attacchi a loro e più ti consumeranno lentamente.

Tu questo lo sai e quindi tinvito a riflettere su un atteggiamento più "Panta Rei " : comincia piano e poi andrai che è uan meraviglia

Distingui quello che ti turba o emoziona da quello che macini sotto forma di seghe mentali.

Spero di essere stato chiaro. Se hai altri dubbi SFIATATI XD

P.S. "La vendetta" : tu hai 20 anni e come molti fanno da tempo qui ti sto dando qualche dritta da 3 anni più in là lungo la strada...scegli tu cosa fare.

Modificato da Shadeye
Franz12
Inviato

Distingui quello che ti turba o emoziona da quello che macini sotto forma di seghe mentali.

Cosa vuoi intendere esattamente?

Gli altri tuoi colleghi potranno sicuramente conoscerti meglio perchè passerai più tempo con loro ma è al di fuori delle mura universitarie che ci si conosce meglio.

Una delle mie paure è quella di trasmettere disagio agl'altri attraverso il mio atteggiamento e linguaggio del corpo, insomma mostrare la mia parte debole e insicura. Per farti un esempio qualche settimana fa dei colleghi mi hanno invitato a un pub dove si va a ballare. Io ovviamente li per li sono stato un po indeciso se andare o meno perchè non li conosco bene. Alla fine ho rifiutato e dopo ci ho ripensato in continuazione alla mia decisione perchè in realtà io ci volevo andare, un po la mia insicurezza, un po la poca conoscenza con questi colleghi ho pensato di fare cosi. Di certo ci saranno altre occasioni ma una delle mie paure è di non essere preso piu in considerazione(dato che fin'ora

in qualche modo ho rifiutato queste occasioni). So che del giudizio degl'altri non bisogna farci caso, ma se fin'ora al livello sociale non mi è andata bene allora probabilmente ci sarà qualcosa in me che devo cambiare. Tra l'altro ho un coinquilino(che è pure mio amico da tanti anni), che come atteggiamento è molto piu riservato e chiuso di me e come è fatto lui preferisce sempre stare in alloggio, perciò non posso contare su di lui. Spero di riuscire a superare questi disagi sociali, sono contento comunque di essere riuscito a superare certi miei traguardi personali, rispetto a tempo fa sono migliorato.

Shadeye
Inviato

Cosa vuoi intendere esattamente?

Esempio banale : ti svegli con un'emicrania lancinante.

"Perchè sto così?" Bevuta della sera prima? A letto tardi? Studiato fino alle 3 di notte? bl bla bla.

"Cosa posso fare?" Aulin,succo di frutta,vitamine,passeggiata,un poì di musica per scioglere nervi,...

"Come mi sento ora?": "Un po' meglio/Decisamente meglio/ Aaaah adesso sì!"

Il motivo per cui tu scrivi è un disagio interiore, un particolare sentimento : quello di sentirsi inadatti/di disturbo o fastidio per altri .

Questa sensazione matura dietro la consapevolezza di non essere fluidi al 100% col proprio (o meglio) col tuo corpo e i tuoi movimenti.

Cominci a interrogarti sul perchè di questa sensazione e allora riaffiorano vecchi ricordi di scuola , del tipo "eh ma io al liceo ero così o facevo colà" : è in questo step che subentrano le seghe mentali. Sei talmente immerso e concentrato a cercare la fonte del problema che poi risalire a galla sembra molto più difficile del previsto.

Per questo ho citato il corso di teatro in precedenza: oltre alla parte di recitazione, un corso di teatro DIGNITOSO dovrebbe passare prima per la percezione di sé e del proprio corpo e soprattutto il rapporto tra quello che sento e quello che manifesto. Attraverso queste due cosette può partire un bel miglioramento personale!

"Idea LIDL del mese da 0,42 euro al kilo " : il tuo disagio/difficoltà interiore si manifesta direttamente nel tuo linguaggio corporeo.

Come lo so? Forse perchè ci ho lavorato anche io e MOLTO.

Ora se scrivo non è per sentirmi dire "No ma lo so e infatti.../ Lo so benissimo e infatti.../Non so cosa fare bla bla bla".

Pensa PER UNA VOLTA a cosa accadrebbe se tu pensassi alla "terapia/cura" del problema: se lasci per un momento questo ciclo di evidenziare il problema, sono sicuro che avresti in mente più di una soluzione da provare...perchè sicuramente avrai letto molto a riguardo e gli stimoli non ti mancano,forse non ti senti "pronto"/"adeguato".

Prima domanda : ma ti sei guardato in giro? Credi che l'80/90% delle persone là fuori facciano veramente caso a te? Credi che ogni essere umano abbia le palle di affrontare i propri problemi senza borbottarci sopra o guardare agli altri per non guardarsi meglio? Cosa sono davvero gli altri per te? Pensaci, per favore.

Una delle mie paure è quella di trasmettere disagio agl'altri attraverso il mio atteggiamento e linguaggio del corpo, insomma mostrare la mia parte debole e insicura. Per farti un esempio qualche settimana fa dei colleghi mi hanno invitato a un pub dove si va a ballare. Io ovviamente li per li sono stato un po indeciso se andare o meno perchè non li conosco bene. Alla fine ho rifiutato e dopo ci ho ripensato in continuazione alla mia decisione perchè in realtà io ci volevo andare, un po la mia insicurezza, un po la poca conoscenza con questi colleghi ho pensato di fare cosi. Di certo ci saranno altre occasioni ma una delle mie paure è di non essere preso piu in considerazione(dato che fin'ora

in qualche modo ho rifiutato queste occasioni). So che del giudizio degl'altri non bisogna farci caso, ma se fin'ora al livello sociale non mi è andata bene allora probabilmente ci sarà qualcosa in me che devo cambiare. Tra l'altro ho un coinquilino(che è pure mio amico da tanti anni), che come atteggiamento è molto piu riservato e chiuso di me e come è fatto lui preferisce sempre stare in alloggio, perciò non posso contare su di lui.

E di fatto sembra che tu non riesca a risalire per qualche motivo. Sei talmente concentrato sulla causa (non mi sento a mio agio con ciò che trasmetto) da bypassare ogni possibile tenttivo per smorzare questo "problema",anche quando come hai scritto vorresti farlo .

Uso le virgolette perchè se ci sono riuscito, io nulla vieta che tu possa non solo riuscirci ma fare anche meglio di me, andare oltre i tuoi obiettivi e migliorare sempre di più.

Parli di quest'uscita che i tuoi colleghi ti hanno proposto,vuoi sapere una cosa? A me non sono mai piaciute le discoteche e non credo mi piaceranno mai.

C'è troppo caos,mi sono sgolato tante volte solo per un "Che facciamo?" e dal punto di vista filantropico non credo sia il top (anche se molti qui avrebbero da ridire in merito).

Eppure hai 19 anni, sei abbastanza intelligente per capire dunque che "questo si fa alla mia età" e da 4-5 anni più in là è e sarà ancora così, anche se le forze ci abbandonano un pochino eheheh .

Se fossi andato alla serata avresti notato che i tuoi colleghi :

1) sono troppo impegnati a "devastarsi" (come dite spesso voi matricole XD) e a fare caos per notare un tuo "linguaggio del corpo poco fluido";

2)prenderebbero tanti pali con le ragazze quanti ne riceve una persona sicura e in armonia con sé stessa e ancora una volta (perdonami) MA CHI TI AVREBBE GUARDATO?! XD

3) non avrebbero fatto un dramma del tuo non voler ballare, siamo in molti a non farlo o almeno non prima di diversi "nettari di follia" .

Lascia perdere il tuo coinquilino, non puoi sapre cosa ha vissuto e sopratutto come elabora lui il proprio "modus vivendi" : non usarlo come giustificazione, anche se l'impulso a farlo è naturale.

Vedo che crei una sorta di confine tra te e lui, per cui tu sei un "work in progress" mentre lui sarebbe un discorso diverso.

Forse attraverso lui (credo che) cerchi un modo per risolvere il problema ma "a modo tuo", più facilmente o agevolmente rispetto a quello che pensi di incontrare là fuori.

Tu vorresti agire così ma sai bene che non reggerà a lungo.

Spero che tu riesca a superare questo scoglio , tornando a ripetere che diventa più minaccioso SOLO di tua iniziativa, e quando accadrà (perchè ci riuscirai) ricorda da dove sei partito perchè ti sentirai "privo di impulsi". Avrai speso tanto tempo e risorse per superare le tue difficoltà che alla fine ti dirai "e ora che faccio?".

E qui richiamo le parole di un saggio :

Spero di riuscire a superare questi disagi sociali, sono contento comunque di essere riuscito a superare certi miei traguardi personali, rispetto a tempo fa sono migliorato.

Migliorarsi è secondo me l'essenza stessa del "giovane adulto": hai vari progetti in mente, dal migliorare te stesso agli hobby che vorresti provare "tanto per" e fino ai viaggi che vorresti fare.

La considerazioen degli altri non esiste, LE PERSONE AMANO PARLARE DI Sé STESSE, dei loro problemi e delle proprie cazzate.

Se hai qualche collega con la fama di "saperci fare" è inevitabile che sia molto informato sugli altri e infatti sfruttano questa leva, MA c'è differenza tra saper conversare e pettegolare ed è una: il rapporto con sé stessi.

MIGLIORARSI, sempre e ad nutum!

Spero di essere stato esaustivo e chiedo scusa per la lunghezza del messaggio.

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