Leopard85 [Partecipante] 66 Inviato 2 Aprile 2016 Inviato 2 Aprile 2016 Buongiorno pua sono di nuovo qua a chiedere consiglio, oppure semplicemente uno sfogo perché sono arrivato ad un punto in cui non so piu chi sono, cosa fare, che pensare... in poche parole vedo la mia vita senza senso. Mi sento senza un'identità, senza anima, manco proprio a me stesso. Non ho un punto fermo, delle idee oppure ideali in cui credere e su cui costruire. Sono completamente in balia degli eventi e delle emozioni, non riesco piu neanche a mettere impegno nelle mie passioni, sarà forse che neanche quelle sono solide... Centra una donna? Forse..., Sempre lei la mia oneitis ormai da un anno, l'avevo persa poi freeze ed è tornata di nuovo nel mio letto... ma non mi sento amato, mi sento inferiore alla concorrenza, questa specie di relazione che ho con lei non decolla e come potrebbe se io per primo non sono convinto di me stesso. Eppure ogni tanto la notte dormiamo insieme ma... il sesso lei a volte non ha voglia e io non la vedo presa e mi sembra un controsenso: dormiamo insieme ma non facciamo sesso e a volte mi abbracci appena? Ok sei stanca dal lavoro ma... Il discorso del lover/provider non ce lo vedo, non siamo fidanzati ufficialmente ma non mi sento neanche amante o trombamico visto che non si tromba manco tanto... Non capisco manco chi cavolo sono io per questa ragazza, che cosa vede in me... l'altro giorno sono rimasto spiazzato quando mi ha detto che ho le mani sexy. Le mani. LE MANI. Boh.... Nel frattempo questa confusione mi porta a fare cazzate: distrazioni a lavoro, rischio di fare incidenti perche guido da cani, trascuro la famiglia e le amicizie, la salute ecc.... Sto guardando nella direzione sbagliata ma non so quale sia quella giusta. Niente non so che dire, cosa chiedere, solo uno sfogo... Un saluto.
Rustinchole [Lurker] 6 Inviato 2 Aprile 2016 Inviato 2 Aprile 2016 Mi sembra ovvio che il tuo problema sia duplice. Non va né il lavoro né ti piace davvero questa donna che dici di frequentare. Forse è arrivato il momento di ripensare completamente la tua vita partendo per prima cosa dal lavoro o facendo comunque qualcosa di diverso che ti dia interesse. Devi trovare la tua "mission" principale.
dickinson1 [Partecipante] 2641 Inviato 2 Aprile 2016 Inviato 2 Aprile 2016 Molte volte le cose sono collegate. Se una cosa non va per il verso giusto anche il resto va a rotoli. Per il semplice fatto che tendiamo a dare maggior importanza ad un settore della nostra vita... e se non anche il resto ne risente. Se cio' a cui diamo meno importanza dovrebbe andar male (o non bene del tutto) non e' detto che il resto sia uno schifo. Probabilmente bisognerebbe sistemare le cose un po' per volta. Far un po' di ordine su quello che si vuole veramente
Leopard85 [Partecipante] 66 Inviato 5 Aprile 2016 Autore Inviato 5 Aprile 2016 Il problema è che io non so proprio cosa volere dalla vita. A volte non ho proprio stimoli. Io non so cosa significa vivere. Non credo sia questione del lavoro, non mi posso lamentare. Adesso vedo i miei colleghi e non riesco ad immaginare che nelle loro teste ci possa essere la confusione che ho io. Mi domando che senso ha quello che sto vivendo? Mi sembra di vivere da spettatore, superficialmente. Ho come l'impressione che mi manca la chiave di lettura, che una volta capita, tac!!!! mi metto l'anima in pace e tutto inizia ad avere un senso. Invece adesso tutti i tentativi che ho fatto, quello che mi ripeto in testa continua ad essere sbagliato. E lo dico perché arrivo ad un certo punto che sbrocco. Significa che sto agendo alla superficie del problema. Ho letto qua sul forum che a volte basta semplicemente aggiustare il tiro, ma come? Sento che c'è qualcosa che mi blocca, che mi fa paura. Che mi fa provare vergogna di me stesso ma non so cosa sia. Lo sento e stop. E sento anche che in tutti questi anni ci ho sempre girato intorno senza risolvere il problema alla radice. Sono consapevole che c'è un problema ma piuttosto che affrontarlo aggiungo cose frivole ed inutili che mi sollevano il morale per un po ma poi tutto cade. Per fare un paragone mi sento come un animale selvatico nato e cresciuto in gabbia, che per la prima volta viene liberato in natura: che cavolo faccio? L'altro giorno mi è successa una cosa strana: mia madre aveva lasciato sul tavolo un mazzo di vecchie fotografie. In alcune di queste c'ero io che avevo 5 anni. Bhe anche se ero solo un bambino, quel bambino mi dava l'impressione di avere una identità, di essere consapevole del proprio essere. Adesso invece mi sento depersonalizzato, plasmato dall'esterno, dentro di me non c'è nulla. E la cosa potrebbe essere anche bellissima ma se ci penso mi viene un senso di inquietudine, il nervoso e mi chiedo che male ho fatto per arrivare a questo punto.
dickinson1 [Partecipante] 2641 Inviato 5 Aprile 2016 Inviato 5 Aprile 2016 Considera che la vita e' quella che ci hanno dato. E dobbiamo tenercela,e' nostra. Chiunque potrebbe consigliarti qualsiasi cosa. Libri sul miglioramento personale,discussioni sul forum,video motivazionali,frequentazioni di circoli sportivi,ecc. Non e' facile entrare nei panni delle persone,non si possono vivere le stesse sensazioni (o esperienze). Frase fatta:la risposta a tutte le nostre domande e' dentro di noi. Basta cercarla.Potrebbe essere sbagliata? Potrebbe. Ma cosa e' giusto o sbagliato i realta' ? E' sbagliato vergognarsi di se stessi. Alle volte basta un taglio di capelli a farci acquistare sicurezza. Una assurdita' ? Provare per credere. Le formule magiche non esistono. Esiste solo fare qualcosa. Qualsiasi,a volte. Imparare a suonare la chitarra,collezionare fumetti,fare del modellismo,ecc. Di piu' non sapei dire...
Oneden [Partecipante] 13 Inviato 11 Aprile 2016 Inviato 11 Aprile 2016 Ho vissuto anch'io un periodo in cui non sapevo più chi fossi, e penso di non avere ancora risolto questo problema però per quel che vale provo a darti qualche consiglio: Io ho capito che queste situazioni, in cui pensi di non avere più un'identità, nascono dal fatto di avere un conflitto interno su come comportarsi nel mondo esterno, cioè nascono quando si scende a compromessi con la propria personalità: ad esempio quando sei in chiesa e vorresti parlare con qualcuno ma non lo fai per rispettare il silenzio stai scendendo a compromessi con te stesso, cioè da una parte c'è uno stimolo inconscio (l'istinto) che ti spinge a fare una cosa, dall'altra c'è le parte conscia (la ragione) che blocca questo stimolo per una causa esterna. Ovviamente la sensazione di non sapere più chi sei non nasce da quando decidi di non parlare in chiesa, ma succede in situazioni molto più enfatizzate e più pressanti, oppure da tante piccole limitazioni che che ti poni e che poi nel loro insieme non lasciano più che tu sia veramente te stesso, ma soltanto una persona che si comporta come il mondo esterno gli impone di comportarsi. Credo che il meccanismo sia questo: Sei in un determinato luogo e in un determinata situazione (ad esempio sei al bar e vedi una cameriera carina): - Il tuo inconscio vuole fare un'azione (ad esempio parlare alla cameriera per conoscerla) - La parte conscia osserva l'ambiente esterno (vedi che nel bar ci sono tante persone) - La parte conscia analizza l'azione che vuole fare l'inconscio per vedere se si adatta al mondo esterno (cioè si chiede se il parlare con la cameriera sia una cosa che può metterti in pericolo, oppure se in passato abbia creato dei problemi) - Se la parte conscia vede che l'azione che vuole fare l'inconscio potrebbe avere delle conseguenze negative, cerca in tutti i modi di bloccarla (per esempio inizi a pensare che provarci con la cameriera non è un comportamento socialmente accettabile, perchè non lo fa nessuno nel bar, e questo potrebbe creare dei problemi su cosa gli altri pensano di te e quindi potresti provare emozioni negative nell'andare a parlarci) Anche qui l'esempio è un po stupido, però questo genere di conflitti interni tra istinto e ragione genera una situazione in cui tu non sai più cosa vuoi perchè sei diviso a metà: da una parte vuoi una cosa, dall'altra hai paura che quella cosa ti possa far soffrire ed è propria questa paura, cioè la paura di soffrire, che porta la ragione a bloccare ciò che vorresti veramente essere, perchè è un meccanismo di protezione che magari in passato ti è servito. Quindi si crea una confusione tra ciò che vuoi fare e ciò che devi fare che a un certo punto di porta a non sapere più chi sei veramente, perchè stai dando più peso al mondo esterno piuttosto che a quello che senti dentro. Questo è quello che vale per me, spero ti possa essere di aiuto in qualche modo o magari farti ragionare Good luck
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