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Modello ABC (psicoterapia cognitiva)


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Qualcuno
Inviato (modificato)

Ultimamente ho letto vari post in cui c'era curiosità su come costruirsi delle buone fondamenta psicologiche (smettere di vedere la vita negativamente, smettere di farsi seghe mentali, ecc...), in quanto "siamo diamanti ricoperti di merda a causa di condizionamenti sociali, e dovremmo pulire la merda piuttosto che dargli pennellate di smalto lucente" (parafrasando AiViA).

tante metafore, tanti pareri, tante speculazioni... ma questo "come fare pratico", si sa, è sempre un po' difficile da scoprire...

per capire "come fare a togliere questa merda e far risplendere il nostro diamante", vivere le esperienze della vita è assolutamente necessario.

ma vivere le esperienze con la giusta consapevolezza è altrettanto necessario...

sto leggendo "Lo Psicologo nel Cassetto" di Angelo Musso e Ornella Gadoni.

un libro terribile (nel senso più negativo del termine), quando si leggono le parti più soggettive degli autori (dovreste vedere che schifo di test hanno creato... ma questo rimane pur sempre un parere personale)

tuttavia ci sono descritti una gran raccolta di studi sulla psicoterapia comportamentale spiegate dannatamente bene, oltre che affascinanti.

uno di questi è il Modello ABC. Veramente splendido, mette in luce i meccanismi cerebrali che portano a crearsi degli "schemi mentali" che possono essere buoni o dannosi, ma che in ogni caso ci guidano verso le nostre reazioni emotive. Il modo in cui vediamo il mondo, insomma.

la "merda sul diamante" di AiViA, se l'ho interpretato correttamente, è proprio quell'insieme esorbitante di feedback esterni a noi che prendiamo sin da piccoli, e che poi diverranno i nostri schemi mentali con cui affrontiamo gli eventi presenti e futuri.

e conoscere il modo in cui il nostro cervello crea questi schemi ci permette di... distruggerli... tutti!

bhe, AiViA dice di distruggerli e di trovare la nostra 'pietra oscura'. ed io personalmente trovo il termine "distruggerli" sbagliato. ma, almeno all'interno di questo thread, rimane semplice semantica.

PS: Ho tentato di parafrasare il più possibile ma, essendo un insieme di concetti concatenati tra loro, ho ritenuto necessario saltare pochissime cose. Almeno io le ho trovate tutte estremamente fondamentali per comprendere il concetto finale, e che voglio assolutamente condividere con chiunque abbia la pazienza di leggere:

alcuni pensieri, valutazioni, giudizi molto rilevanti e generali riguardano il modo in cui siamo cresciuti e come abbiamo appreso delle informazioni particolarmente importanti e centrali su noi stessi, su chi siamo, su chi pensiamo siano i nostri genitori, su come sono fatte le persone, su cosa ci aspettiamo dal mondo e dagli altri ecc...

tali schemi dettano le nostre reazioni emotive e comportamentali e... ABBIAMO IL POTERE DI CAMBIARLI!

-----------------MODELLO ABC (dai lavori di Albert Ellis e, in seguito, da Aaron T. Beck)-------------------

è un modello semplice ed utile per studiare i processi e gli accadimenti delle nostre reazioni emotive e comportamentali, nonché le nostre attività cognitive, i nostri processi di pensiero e di giudizio, e quindi tutto il funzionamento psicologico del soggetto.

può essere immaginato come uno schema a 3 colonne:

|----------------(A)---------------|---------------(B)-------------------|----------------©-----------------------|

|--condizioni antecedenti,---|--le credenze, il pensiero,-----|--conseguenze delle attività----|

|--gli stimoli, gli eventi-------|--il ragionamento, le attività---|--mentali, e relative reazioni----|

|----------------------------------|--mentali che hanno come----|--emotive e comportamentali---|

|----------------------------------|--oggetto gli antecedenti------|------------------------------------------|

L'aspetto centrale per noi riguarda prima di tutto la colonna B, ovvero la distinzione delle attività e processi cognitivi.

Classicamente, sono prese in considerazione le seguenti attività psichiche: immagini, inferenze, valutazioni, assunzioni personali, schemi.

Le immagini riflettono direttamente il senso attribuito dal soggetto a un dato evento.

Le inferenze sono ipotesi, che attengono alla presenza o assenza degli eventi attesi in (A). Beck le ha definite "pensieri automatici". Sono dunque "predizioni" su ciò che accadrà, sta accadendo o è accaduto.

Ad ogni evento, il soggetto attribuisce delle caratteristiche e delle cause, ma tali attribuzioni sono guidate dalla propria base conoscitiva.

E le inferenze sono estremamente importanti da comprendere!

Infatti le attribuzioni che facciamo riguardo un determinato evento è SOGGETTIVO, e portano spesso a delle distorsioni cognitive che vanno oltre l'evidenza dei fatti.

Ecco quindi gli errori cognitivi (errate inferenze) che il cervello automaticamente fa:

-Pensiero Dicotomico: Le cose sono viste in termini di categorie vicendevolmente escludenti senza gradi intermedi. Per esempio, una situazione può essere vista come un successo o come un fallimento (meccanismo "tutto o nulla").

-Ipergeneralizzazione: Uno specifico evento è considerato una caratteristica di vita in generale, piuttosto che un evento tra tanti. Per esempio, considerare solo l'atteggiamento negativo di qualcuno in una determinata occasione, senza tener conto delle altre situazioni in cui ha avuto atteggiamenti più opportuni ("fare di tutta l'erba un fascio").

-Astrazione selettiva: Un aspetto soltanto di una situazione complessa è il fuoco dell'attenzione, altri aspetti rilevanti sono ignorati. Per esempio, focalizzare un commento negativo di qualcuno in un giudizio sul proprio lavoro, trascurando altri commenti positivi ("bicchiere mezzo vuoto").

-Squalificazione del lato positivo: Le esperienze positive, che sono in contrasto con la visione negativa, sono trascurate, sostenendo che non contano. Per esempio, non credere ai commenti positivi degli amici e colleghi, dubitando che dicano ciò solo per gentilezza. ("no, ma questo non conta! è più importante quest'altra cosa.")

-Lettura del pensiero: Un soggetto può sostenere che altri individui stiano formulando giudizi negativi ma senza alcuna prova evidente di ciò che afferma. Per esempio, affermare di sapere che l'altro ci giudica male, nonostante la rassicurazione di quest'ultimo ("si, si, certo... ti ho capito benissimo, invece!").

-Riferimento al destino: L'individuo reagisce come se le proprie aspettative negative sugli eventi futuri fossero fatti già stabiliti. Per esempio, il pensare che qualcuno lo abbandonerà, e che lo sa già, e agisce come se ciò fosse vero. Insieme alla "lettura del pensiero", formano il "saltare alle conclusioni".

-Catastrofizzazione: Gli eventi negativi che possono verificarsi sono trattati come intollerabili catastrofi, piuttosto che essere visti in una prospettiva più pratica e moderata. Per esempio, il disperarsi dopo una brutta figura come se fosse una catastrofe terribile e non come una situazione semplicemente imbarazzante e spiacevole.

-Minimizzazione: Le esperienze e le situazioni positive sono trattate come reali ma insignificanti. Per esempio, il pensare che in una cosa si è positivi, ma che essa non conta nulla in confronto ad un'altra più importante ("niente di quello che dico o faccio conta veramente")

-Ragionamento emotivo: Considerare le proprie reazioni emotive come fatti incontrovertibili della situazione reale. Per esempio, concludere che, siccome ci si sente sfiduciati, la situazione è senza speranza ("se mi sento così allora deve essere così")

-Doverizzazioni: L'uso di "dovrei", "devo", "bisogna", "si deve", segnala la presenza di un atteggiamento rigido e tendente alla confusione tra "pretendere" e "desiderare", e ciò è in diretta connessione con regole personali. Per esempio, il pensare che un amico debba stimarci, semplicemente perché, secondo te, "bisogna stimare gli amici".

-Etichettamento: Identificare qualcuno tramite un'etichetta generica, piuttosto che riferirsi a specifici eventi o azioni. Per esempio, il pensare che si è un fallimento, piuttosto che si è inadatti a fare una certa cosa.

-Personalizzazione: Assumere che il soggetto stesso è la causa di un particolare evento quando, nei fatti, sono responsabili altri fattori. Per esempio, considerare che una momentanea assenza di amicizie sia il riflesso della propria inadeguatezza piuttosto che un caso ("è colpa mia se...")

Tali errori cognitivi non sono tipici di un disturbo psicologico, ma sono invece diffusi e caratteristici nel funzionamento mentale normale.

L'aspetto disfunzionale è determinato dalla compresenza di più errori, dalla frequenza di comparsa e dal grado in cui tali procedure sostituiscono il ragionamento realistico e funzionale del soggetto.

Svolgono una funzione adattiva in situazioni di emergenza e, probabilmente, non più adeguate allo stile di vita contemporaneo (essendo modalità automatiche possono in qualche modo essersi sviluppate evoluzionisticamente, ma attualmente potrebbero essere un esempio di "deriva evoluzionistica).

Il minimo comune denominatore di tali errori cognitivi sembra essere la seguente schematizzazione:

generalizzazione di informazioni, eliminazione di informazioni, distorsione di informazioni.

I soggetti formulano delle valutazioni sia sulla base di processi inferenziali sia in base all'uso di conoscenze possedute. E quindi i giudizi e le preferenze del soggetto possono essere influenzate sia da errori cognitivi sia da osservazioni personali.

Un altro punto è quello riguardante la valutazione degli stati emotivi.

Gli individui spesso si trovano coinvolti in una condizione psicologica di disagio, derivante dal fatto di avere determinanti problemi personali.

Alla base di alcuni di questi stati psicologici sta il fatto che gli esseri umani tendono a complicare le situazioni esterne.

[ed ora veniamo veramente al nocciolo della questione]

In © abbiamo le reazioni, gli atteggiamenti comportamentali a seguito di una determinata valutazione (B) di un evento (A).

Le assunzioni personali dettano atteggiamenti specifici relativamente ad una varietà di eventi o temi che riguardano il soggetto (o che il soggetto sostiene che lo riguardino).

Tali assunzioni personali sono regole e principi fondamentali che guidano il comportamento e che sono formulate nel corso della propria esistenza. Più le assunzioni sono precoci e più sono pervasive e stabili.

A. Ellis ha individuato una lista di atteggiamenti o idee irrazionali che riguardano le regole che il soggetto si dà e le relazioni che egli intraprende con gli altri, con il mondo esterno o con se stesso:

- Doverizzazioni

----su se stessi ("devo assolutamente... altrimenti... e quindi...")

----sugli altri ("gli altri devono trattarmi in modo... devono essere... altrimenti... e allora...")

----sulle condizioni di vita ("le cose che succedono devono essere come io le pretendo... altrimenti... e quindi tutto sarà ingiusto o insopportabile")

- Giudizi totali su di sè e sugli altri

- Insopportabilità e intolleranza

- Catastrofizzazione

- Indispensabilità e bisogni assoluti

Gli schemi costituiscono quella meno consapevole fra le attività mentali (ad esclusione delle funzioni cognitive di base come memoria, percezione, attenzione, apprendimento ecc... [P.N.Johnson-Laird, 1989, 1990, 1994])

Tali schemi guidano o interferiscono sull'elaborazione di informazioni attraverso un uso selettivo dei dati in arrivo. Questa caratteristica può essere così generale da limitare il soggetto stesso nella propria autoconoscenza.

Il problema alla base è che il soggetto non è pienamente consapevole delle proprie teorie personali, costruite a partire da stadi precoci della propria vita, ma può essere consapevole sia della propria condotta attuale sia di valutazioni, giudizi e inferenze (semplici, ma non seriali o concatenate).

Tale possibilità, data dalla propria attività mentale cosciente, è sufficiente per ricostruire o riattribuire significati generali che possano spiegare dati, evidenze, ricordi e modalità di scelta del soggetto.

Attraverso la consapevolezza del proprio modo di applicarsi nel dare un senso a ciò che avviene, nello scegliere i propri scopi, nel definire i propri progetti, il soggetto può essere in grado di modificare costrutti e significati non adeguati e ri-orientare i propri scopi e progetti generali, per fronteggiare, in modo più soddisfacente, le proprie relazioni con il mondo e con le persone (A.T. Beck e A. Freeman, 1993; V.F. Guidano, 1988; V.F. Guidano e G. Liotti, 1983)

--------------------------Considerazioni e conseguenze del Modello ABC--------------------------

1) La prima considerazione da fare è che noi possiamo dire che tutti i problemi che una persona vive ed esperisce (ad esempio, stati d'ansia, depressione, stress, irritabilità) possono essere identificati come ©, cioè come conseguenze delle nostre attività mentali.

Quindi possiamo riassumere che in realtà tutti i problemi possono essere definiti come ©, e noi possiamo schematicamente collocare questi problemi in una categoria che è quella delle "conseguenze" o delle "reazioni" di tipo affettivo, sentimentale, emotivo e comportamentale.

2) Una seconda conseguenza che deriva dal modello ABC è che i problemi dipendono da (B), e non dagli eventi della vita (A).

In pratica i problemi della persona, i suoi stati d'animo e le sue sensazioni dipendono soprattutto dalla nostra attività valutativa, dai nostri giudizi e interpretazioni, dalle nostre inferenze e dalle nostre ipotesi, e non certamente dalle cose in se stesse e da ciò che ci succede.

Per fare un esempio, possiamo immaginare il caso di un ragazzo abbandonato dalla propria fidanzata e che si sente in uno stato di abbattimento e depressione. Ma cosa ha causato la depressione?

L'attività valutativa e di giudizio del soggetto è quella determinante nello sviluppare in lui un sentimento di depressione. Nello specifico, ha una valutazione negativa per quanto riguarda le proprie possibilità future di ricostruzione di questo legame e, probabilmente, un giudizio su di sè anch'esso svalutativo e negativo in termini di autocritica.

3) Un'altra conseguenza è che vi sono dei legami preferenziali tra le nostre attività mentali, la nostra vita interiore e le nostre reazioni emotive.

Ci sono rapporti molto stretti fra alcuni tipi di valutazioni e pensieri e il nostro stato emotivo.

Per esempio, nel caso del ragazzo sopra descritto, la valutazione in termini di "perdita" attiva emozioni di tristezza e depressione.

Altro esempio, lo stato d'animo generato dal timore di "subire un danno" può causare ansia e, se accade che in un immediato futuro si accosti al pensiero il fatto stesso, l'emozione ansiosa si genera realmente in modo manifesto.

In generale possiamo dire che, per quanto riguarda © a livello di reazioni emotive (da distinguere da quelle comportamentali), ce ne sono 6 di base [secondo gli studi del famoso Paul Ekman, da cui è anche tratto il telefilm "Lie To Me"]: gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa. Esse sono reazioni universali, in quanto le condividiamo con tutti i nostri simili in tutti i luoghi del pianeta, al di là delle culture e dei metodi educativi.

Nell'uomo, diversamente dai primati, essendo maggiormente sviluppato in senso sociale, raramente troviamo emozioni così "primarie", ma troviamo quelle emozioni di base con un contenuto più ricco in termini di valutazioni, pensieri, giudizi, ragionamento, intenzioni e progetti, che le rendono degli stati emotivi complessi, come i sentimenti (emozioni secondarie o sociali), che costituiscono la caratteristica più peculiare della nostra vita interiore.

4) Altro punto molto importante è che alcuni pensieri, valutazioni, giudizi molto rilevanti e generali riguardano il modo in cui siamo cresciuti e come abbiamo appreso delle informazioni particolarmente importanti e centrali su noi stessi, su chi siamo, su chi pensiamo siano i nostri genitori, su come sono fatte le persone, su cosa ci aspettiamo dal mondo e dagli altri ecc...

Come affermano gli psicologi contemporanei, tutto ciò sono i cosiddetti "schemi", "organizzazioni schematiche" o più semplicemente convinzioni e credenze di base, che sin dalla giovane età manteniamo strettamente dentro di noi stessi perchè in qualche modo esse hanno fatto o ancora fanno da base per altre credenze e convinzioni più specifiche e particolari, più legate ad avvenimenti concreti e particolari della vita (V.F. Guidano, 1988, 1992; A.T. Beck, 1996; A.T. Beck e A. Freeman, 1990).

Un esempio potrebbe essere quello di una ragazza che si fa sempre accompagnare perchè ha stabilito delle abitudini e comportamenti di dipendenza. Ma l'abitudine comportamentale è determinata dalla paura di rimanere sola, e a sua volta questa paura si ricollega al fatto che, se si trova sola, può sentirsi male. L'ipotesi di sentirsi male potrebbe essere legata alla convinzione più generale di essere "fragile" e "a rischio" nella salute fisica, e ciò potrebbe anche derivare da alcune esperienze, più o meno precoci, che abbia vissuto direttamente in modo traumatico o anche indirettamente (osservando altri): può aver appreso che "ha una salute delicata", "deve essere protetta", "è a rischio".

E' solo un esempio per illustrare come alcune convinzioni di base, organizzatrici della vita mentale, derivino dalla storia di vita dell'individuo.

Un elemento molto importante è quello che riguarda la convinzione del soggetto di avere subito un danno nel passato e di esserne ancora condizionato. Questo è tecnicamente uno stato mentale presente, una convinzione che il soggetto ha su se stesso e ne subisce naturalmente le conseguenze in termini di attivazione emotiva

Ma il contenuto di questo pensiero si riferisce a un fatto passato.

Questa non è una spiegazione del fatto che il passato influisce sul presente, ma specifica che sono le convinzioni della persona (convinzioni che sono attuali, su ciò che ritiene di aver fatto o di aver subìto o vissuto nel proprio passato) a determinare lo stato emotivo.

La stessa cosa dovrebbe valere se una persona giudica o valuta di essere predisposta a particolari situazioni e circostanze negative e/o particolarmente dannose. Naturalmente ciò non può essere previsto (anche se alcuni soggetti spesso danno per scontate le proprie ipotesi).

5) Infine, [uff, che faticaccia], vi è il fatto che possiamo affermare con certezza che il lavoro sui pensieri e le valutazioni (cioè l'intervento che modifica certi giudizi o assunzioni o ipotesi... praticamente il lavoro su (B)) naturalmente modifica il proprio stato emotivo, sentimentale, affettivo e le conseguenze comportamentali!!!

ragazzi, davvero, mi dispiace. è lunghissimo.
ma è utile. dannatamente utile!
o almeno spero lo sia anche per voi :)
Modificato da Qualcuno
  • Mi piace! 6
bruschetta
Inviato

Grazie, Qualcuno!

Molto interessante!

Un libro che io ho trovato molto utile è "Cognitive Behavioural Therapy for Dummies", spiega tutto quello che tu dici in maniera altrettanto chiara.

Non so se esista una versione italiana, ma la versione originale è scritta in modo semplice ed è adatta a chi mastica anche solo un po' l'inglese.

  • Mi piace! 1
  • 2 mesi dopo...
Qualcuno
Inviato

grazie mille bruschetta. mi informerò ;)

l'ideale sarebbe trovare il pdf :p

EldrithLeo
Inviato

Non lo ho ancora letto tutto ( sono a lavoro ) ma sembra Oro colato per il percorso di crescita interiore che ho deciso di intraprendere.

domy
Inviato

Grazie, Qualcuno!

Molto interessante!

Un libro che io ho trovato molto utile è "Cognitive Behavioural Therapy for Dummies", spiega tutto quello che tu dici in maniera altrettanto chiara.

Non so se esista una versione italiana, ma la versione originale è scritta in modo semplice ed è adatta a chi mastica anche solo un po' l'inglese.

Io ho la versione italiana.Willson Branch il benessere della mente per negati. Eccellente.

  • Mi piace! 1

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