Leopold [Partecipante] 135 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 Anche io ho avuto la stessa impressione di Robin per quanto riguarda gli insegnamenti dell'università. L'uni con tipologia di facoltà, media e tempo per completarla serve sopratutto a livello di selezione, ma in genere ciò che si fa a lavoro non è coperto dai programmi attuali. Alla fine è anche sensato, all'uni non ti possono insegnare lo specifico mestiere, sopratutto se si tratta di facoltà "classiche". Per utilizzare a livello lavorativo aspetti teorici molto avanzati spesso serve essere ancora più addentro alla materia, cioè avere un phd.
Nakama [Partecipante] 704 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 Escludendo le carriere nel mondo accademico (e nella Ricerca e Sviluppo), di fatto le lauree, anche in ingegneria e medicina, hanno applicazioni lavorative pratiche quasi nulle. Il settore biotech, della meccanica e altri ancora chi ci lavora? Ci lavorano ingegneri e medici, ma di certo non stanno applicando nella pratica tutti gli esami che hanno superato all'universita'. Per la maggior parte, ne applicano quotidianamente un paio. 5-10 se sono in settori molto particolari. Piu' di 10 solo se sono in ambito accademico o Ricerca e Sviluppo. Io sono laureato in ingegneria. E mi pongo una semplice domanda: di tutti gli esami che ho fatto, quali insegnamenti applico quotidianamente nel mondo lavorativo? Forse quelli di 5 esami. Il resto degli esami, certo, fa forma-mentis, fa forza caratteriale, aiuta nel problem solving, e vari altri benefit. Pero' cavolo, io non faccio un calcolo differenziale a mano da 10 anni. La dimostrazione della seconda legge di Newton non mi e' mai servita ne' servira' mai sapere al lavoro. I calcoli delle curve di caratterizzazione dei transistor sono buoni da leggere sul cesso per stimolare. E con questo, penso al 90% degli ingegneri con cui ho avuto a che fare. Chi e' che applica quotidianamente gli insegnamenti ricevuti all'universita'? Praticamente nessuno. Sai cosa avrei avuto MOLTO MOLTO piu' beneficio conoscere, e utilizzare il mio tempo universitario, invece di fare infiniti esami di matematica di alto livello, fisica quantistica, microelettronica, circuiti analogici e varie? Gestione pratica del debito. Gestione dei clienti. Marketing. Gestione dei circoli sociali. Gestione dei subcontractors. Stesura e analisi di contratti. Public Speaking. Schedulazione, tempistiche e stime dei progetti. Conoscenza delle leggi sulla sicurezza, ambientali e del lavoro. E posso andare avanti, ma ci siamo capiti. Perche' sono queste materie di cui sopra a cui dedico, purtroppo e malvolentieri, un buon 75% del mio tempo. E solo il restante 25% del mio tempo al lavoro e' dedicato a tematiche puramente tecniche. Cio' non significa che, come ho detto nel mio OP, la laurea non sia un pre-requisito fondamentale per entrare nel mondo del lavoro. E che le azienda assumano molto piu' facilmente gente laureata in tempo con voti alti. Ma questo esula dal ragionamento che volevo fare. Spero abbia reso l'idea. Le skill necessarie per fare successo nel mondo del lavoro non ve le insegnano all'universita'. Nella mia università il 98% dei docenti non ha mai messo piede in un'azienda, anzi molti hanno solo visto la propria università. Non hanno la più pallida idea di che cosa sia il mondo del lavoro, quindi è impossibile per loro capire cosa veramente è utile e cosa no. E questo me l'ha detto uno dei prof che fa parte di quel 2% di ing che prima di dedicarsi alla carriera accademica in azienda c'è stato. Ovviamente non tutto quello che studi è inutile, nessuno può progettare strutture se non ha adeguatamente studiato la scienza delle costruzioni, giusto per fare un esempio. L'università è come una palestra, ti deve formare e farti acquisire le conoscenze di base, poi però è sul campo che impari veramente il mestiere.
Kal-El [Élite] 1747 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 La fortuna è capitata nelle mani di capre ignoranti, basta che cerchi su Google il nome "Callie Rogers". Non sono mai stato ricco, ma il momento in cui ho avuto 20k nel conto (il mio punto più alto, pensa che povertà ) sono stato al massimo della felicità. Ora navigo nella merda più pura. 20k o 20 milioni di euro poco cambia dal punto di vista gestionale. Sarei capace di amministrare pure l'hedge fund di Appaloosa. L'unica cosa davvero che mi terrorizza è la povertà. Siamo in due! Sono praticamente al verde. Lavoro in un settore stra abusato e violentato. Sto cercando di vendermi. !0 anni da venditore. Non ho una laurea. Ho un diploma di tecnico delle attività sociali. Maurito9 ha reagito a questo 1
Jumpy [Partecipante] 3683 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 Per la maggior parte, ne applicano quotidianamente un paio. 5-10 se sono in settori molto particolari. Piu' di 10 solo se sono in ambito accademico o Ricerca e Sviluppo. Io sono laureato in ingegneria. E mi pongo una semplice domanda: di tutti gli esami che ho fatto, quali insegnamenti applico quotidianamente nel mondo lavorativo? Forse quelli di 5 esami. Il resto degli esami, certo, fa forma-mentis, fa forza caratteriale, aiuta nel problem solving, e vari altri benefit. SI, ma tutti gli altri esami ti sono serviti per crearti il background necessario Un po' come quando ti alleni in palestra o per andare a correre. Se non hai fatto pesi o non sei mai andato a correre, domattina saresti in grado di fare una maratona? Oppure di alzare 100kg? Il cervello e l'apprendimento funzionano più o meno così. Nella mia università il 98% dei docenti non ha mai messo piede in un'azienda, anzi molti hanno solo visto la propria università. Non hanno la più pallida idea di che cosa sia il mondo del lavoro, quindi è impossibile per loro capire cosa veramente è utile e cosa no. E questo me l'ha detto uno dei prof che fa parte di quel 2% di ing che prima di dedicarsi alla carriera accademica in azienda c'è stato. Ovviamente non tutto quello che studi è inutile, nessuno può progettare strutture se non ha adeguatamente studiato la scienza delle costruzioni, giusto per fare un esempio. L'università è come una palestra, ti deve formare e farti acquisire le conoscenze di base, poi però è sul campo che impari veramente il mestiere. Ho esperienze sia nell'istruzione, nella ricerca, nella libera attività e in aziende... a volte nella stessa giornata Nell'istruzione, si, è vero, ci son persone che non son mai uscite da una scuola o da un'università... spesso non hanno le skills minime necessarie per un lavoro in azienda o una libera professione (nelle scuole ci son prof. che non sanno usare il pc, neanche per le cose elementari, non conoscono un minimo di inglese, ancora scrivono tutto a mano), in altre parole, al di fuori dell'ambito ristrettissimo e circoscritto in cui si trovano, sono zero. Nella ricerca per certi versi è il contrario: iperspecializzati e ipertecnici nel proprio settore, ma spesso, totalmente privi di senso pratico... in un'azienda verrebbero scavalcati dai giovanissimi, laureati col minimo, ma svegli e abituati a raggiungere risultati in fretta e ad essere produttivi anche in tempi ristretti. Nelle offerte di lavoro ne ho lette di tutti i colori... a leggerle, certe inserzioni, chiedono la laurea anche per pulire i cessi, oppure che ti sia laureato prima di nascere. Mai letto annunci dalle "skills impossibili"? Tipo: cercasi ing. laurea specialistica, max 25 enne, 10 anni di esperienza nel settore? Per il fatto di gestire i $oldi, l'uomo, di natura, istintivamente tende a conservare e/o migliorare la propria qualità della vita... è questo che ci ha portato dalle caverne ai grattacieli Per dilapidare un patrimonio anche piccolo, oltre ad essere un totale idiota, IMHO uno ci si deve mettere propri di impegno, veramente di cazzate ne deve fare tante, una dietro l'altra. Maurito9 ha reagito a questo 1
PSY [Partecipante] 259 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 (modificato) Per il fatto di gestire i $oldi, l'uomo, di natura, istintivamente tende a conservare e/o migliorare la propria qualità della vita... è questo che ci ha portato dalle caverne ai grattacieli Per dilapidare un patrimonio anche piccolo, oltre ad essere un totale idiota, IMHO uno ci si deve mettere propri di impegno, veramente di cazzate ne deve fare tante, una dietro l'altra. questo non è affatto vero, ci sono tantissime persone che vivono al di sopra delle proprie possibilità, gente che guadagna bene per poco tempo, spende tutto e poi come c' è la "crisi" devono chiudere... prima facevano soldi tutti i polli, ora che è un pelo + difficile, non campano più. gente che prende cell nuovo con promo varie, chiarametne non potrebbe permetterselo cash, poi spende un botto in disco varie, in vacanza, non tira mai la cinghia... etc.. non è detto che siano idioti, magari sono ignoranti e la loro esperienza di vita li ha portati a pensare che ciò che facessero fosse corretto così. non si sono fatti delle domande. oppure c' è anche chi veramente ha avuto sfighe impreviste ed imprevedibili che si è mangiato il patrimonio (piccolo o grande che sia), il cosiddetto cigno nero, però è vero, qeusti sono motli meno di quanto uno immagini. se fosse veramente così facile essere ricchi come lo fai sembrare tu, chiunque lo sarebbe. con ciò voglio dire che chi è ricco e lo è per un lungo periodo di tempo (per tutta la vita e teoricamente lascerà un' eredità, non solo materiale ai suoi discendenti) è senza ombra di dubbio più abile di tutti gli altri, fa parte dell' 1% dei più intelligenti/ricchi. Modificato 9 Giugno 2016 da PSY
Maurito9 [Partecipante] 491 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 Per il fatto di gestire i $oldi, l'uomo, di natura, istintivamente tende a conservare e/o migliorare la propria qualità della vita... è questo che ci ha portato dalle caverne ai grattacieli Per dilapidare un patrimonio anche piccolo, oltre ad essere un totale idiota, IMHO uno ci si deve mettere propri di impegno, veramente di cazzate ne deve fare tante, una dietro l'altra. Concordo al 1000 per 1000. Solo gli idioti possono disperdere un patrimonio. Cioè gente come Balotelli o Tyson, per intenderci. Una persona che sia stata cresciuta da una famiglia quanto meno equilibrata che gli ha insegnato il giusto valore delle cose e che abbia minimo studiato e lavorato per pochi anni è benissimo in grado di gestire qualsiasi tipo di patrimonio.
Maurito9 [Partecipante] 491 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 questo non è affatto vero, ci sono tantissime persone che vivono al di sopra delle proprie possibilità, gente che guadagna bene per poco tempo, spende tutto e poi come c' è la "crisi" devono chiudere... prima facevano soldi tutti i polli, ora che è un pelo + difficile, non campano più. gente che prende cell nuovo con promo varie, chiarametne non potrebbe permetterselo cash, poi spende un botto in disco varie, in vacanza, non tira mai la cinghia... etc.. non è detto che siano idioti, magari sono ignoranti e la loro esperienza di vita li ha portati a pensare che ciò che facessero fosse corretto così. non si sono fatti delle domande. No, sono idioti. La corretta gestione del denaro è prerogativa di una persona intelligente. Conosco anche gente che guadagna 1000 euro al mese che ne spende 700 per un Iphone. Questi sono super-idioti. Bisogna vivere/spendere esattamente in base al reddito. Aumenta il reddito, aumenti gradualmente le spese. Oppure le mantieni sullo stesso livello perchè hai in mente un investimento importante. Diminuisce il reddito, diminuisci le spese ecc.. se fosse veramente così facile essere ricchi come lo fai sembrare tu, chiunque lo sarebbe. Diventare ricchi è difficilissimo. Gestire molto denaro è relativamente semplice, se sei una persona con il cervello. con ciò voglio dire che chi è ricco e lo è per un lungo periodo di tempo (per tutta la vita e teoricamente lascerà un' eredità, non solo materiale ai suoi discendenti) è senza ombra di dubbio più abile di tutti gli altri, fa parte dell' 1% dei più intelligenti/ricchi. Gente come Elon Musk intendi.. beh quelli sono fuoriclasse. Gente che investe milioni in nuovi progetti sempre più vincenti, e se fallisce, si rimbocca le maniche e ricomincia. Beh, è gente davanti alla quale bisogna soltanto togliersi il cappello. Io non ce la farei mai a sopportare un grado del genere di rischio (come ad esempio quando investì milionate sulla auto elettrica, consepevole che poteva essere il buco nell'acqua del XXI secolo). Probabilmente, se arrivassi un giorno al mio primo milione, chiuderei baracca e burattini e mi trasferirei a Tenerife a fare il pensionato di lusso.
robinbreak [Élite] 2162 Inviato 9 Giugno 2016 Autore Inviato 9 Giugno 2016 (modificato) 20k o 20 milioni di euro poco cambia dal punto di vista gestionale. Sarei capace di amministrare pure l'hedge fund di Appaloosa. Solo gli idioti possono disperdere un patrimonio. Cioè gente come Balotelli o Tyson, per intenderci. Una persona che sia stata cresciuta da una famiglia quanto meno equilibrata che gli ha insegnato il giusto valore delle cose e che abbia minimo studiato e lavorato per pochi anni è benissimo in grado di gestire qualsiasi tipo di patrimonio. Per dilapidare un patrimonio anche piccolo, oltre ad essere un totale idiota, IMHO uno ci si deve mettere propri di impegno, veramente di cazzate ne deve fare tante, una dietro l'altra. Vorrei scrivere un papiro su questo, ma non ne ho il tempo. Se dovessi riassumere: 1) le statistiche non mentono. Quasi il 70% dei vincitori alla lotteria dichiarano bancarotta entro 7 anni (http://www.nydailynews.com/life-style/tragic-stories-lottery-winners-article-1.2492941). Puoi essere convinto che questo non sia il tuo caso, che tu sia parte del 30%. Ma la verita' e' che non puoi saperlo finche' in quella situazione non ci sei per davvero. 2) gestire 20k o 20M o 20B cambia moltissimo dal punto di vista gestionale. Ed infatti e' proprio per questo che i manager di hedge fund vengono pagati a 7 cifre. 3) "per dilapidare un patrimonio bisogna essere idiota". Ok, mi devi pero' dire qual e' la definizione di idiota... perche' io sono un misantropo :-) 4) "Una persona equilibrata con un minimo di istruzione, che abbia lavorato per qualche anno e' benissimo in grado di gestire qualsiasi patrimonio". E qua ti voglio. Cosa significa "gestire un patrimonio"? Perche' il patrimonio puoi: 1) spenderlo, per aumentare la qualita' della tua vita (nuova casa, nuova macchina, vacanze, tecnologia all'ultimo grido, etc) 2) investirlo, per avere una rendita passiva ma conservare il capitale Ad eseguire il punto 1, se ci si fa prendere troppo la mano, si finisce facilmente in bancarotta (vedi il 70% di cui sopra). Ad eseguire il punto 2, come vorremmo investire, per dire, 1M? Analizziamo un attimo le grandi macro-aree di investimento: - Real Estate (compri casa e la affitti). Rendimento medio netto attorno all'1.5% all'anno (dopo tasse e TUTTE le spese), sperando che almeno la casa si apprezzi di valore cosi' si puo' giocare sull'equity. Ma cmq ci devi dedicare tempo e hai i soldi "parcheggiati" in un asset non facilmente liquidabile. - Stocks. Rischiosi, e in questo momento storico, overpriced secondo quasi tutti gli indici classici (P/E, P/debt, etc). - Commodities. Storicamente underpriced in questo momento, ma un play abbastanza difficile da fare per il neofita. - Cash (anche foreign, quindi forex) & precious metal. Play difficilissimo, quasi esclusivamente riservato agli addetti ai lavori. - Bonds. Questo sarebbe forse il play migliore per il neofita. Mettti i soldi in un trentennale US Treasury, se compri all'asta di oggi (9 giugno 2016) prendi il 2.48% all'anno, non hai problemi di inquilini e spese accessorie (come il Real Estate), e puoi liquidare in 5 minuti con un click se necessario. Ma comunque stiamo parlando di un 2.5% all'anno, e con il capitale parcheggiato (liquidabile ma con penale). Quindi se investi il tuo 1M, prendi 25k l'anno (e poi cmq devi pagarci tasse, etc... e l'inflazione la consideriamo?). Non so a voi, ma 20k l'anno non mi sembrano cifre che cambiano la vita. Non sono cifre che permettono di lasciare il proprio lavoro e vivere di rendita. E non voglio nemmeno considerare quelli che "con 1M apro un ristorante", perche' purtroppo il finale di Cenerentola e' solo una fiaba. Quindi chiedo lumi, perche' a me sembra che, a meno che non si vincano cifre attorno a 50M, non ci sono molti safe-play da eseguire che siano alla portata di tutti... Modificato 9 Giugno 2016 da robinbreak Goldenfish, vanhalen, Wayna e 1 altro ha reagito a questo 4
vanhalen [Élite] 6753 Inviato 9 Giugno 2016 Inviato 9 Giugno 2016 Probabilmente, se arrivassi un giorno al mio primo milione, chiuderei baracca e burattini e mi trasferirei a Tenerife a fare il pensionato di lusso. guarda che con un milioncino finisce presto la pacchia con una cosa del genere. un milione oggi non è più tutta sta cifra , però non è nemmeno una somma di merda. diciamo che dipende come ogni singolo euro dalle mani in cui si trova. senza nome ha reagito a questo 1
Maurito9 [Partecipante] 491 Inviato 10 Giugno 2016 Inviato 10 Giugno 2016 (modificato) Spenderlo con intelligenza, investirlo e conservarlo al sicuro. Perchè immobilizzare tutto ed essere costretti a lavorare? Modificato 10 Giugno 2016 da Maurito9
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