Kaihō-sha [Élite] 3141 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 Accettare se stessi anche quando non si è al top...le parti di noi che meno ci piacciono e che ci vediamo appiccicate addosso inesorabilmente... Voi come intendete l'autoaccettazione? Riuscite a praticarla? Con che risultati sulla vostra vita in generale? ingmecc ha reagito a questo 1
bruschetta [Partecipante] 1101 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 Accettare se stessi anche quando non si è al top...le parti di noi che meno ci piacciono e che ci vediamo appiccicate addosso inesorabilmente... Voi come intendete l'autoaccettazione? Riuscite a praticarla? Con che risultati sulla vostra vita in generale? Domanda interessante (davvero!) soprattutto perchè hai detto in un altro 3d di essere psicologo/psicoterapeuta (dovresti essere tu, spero di non confondermi!) Dovrei essere io a porla a te LOL Intendo l'autoaccettazione come il fatto di essere consapevoli di come si è, pregi e difetti, e di volersi bene lo stesso. Riesco a praticarla adesso, che ho passato i 40. Prima è stata un po' più dura Risultati: ottimi. Sto divinamente è proprio vero che bisognerebbe avere il fisico dei 20 anni con la testa dei 40
Kaihō-sha [Élite] 3141 Inviato 5 Giugno 2016 Autore Inviato 5 Giugno 2016 Domanda interessante (davvero!) soprattutto perchè hai detto in un altro 3d di essere psicologo/psicoterapeuta (dovresti essere tu, spero di non confondermi!) Dovrei essere io a porla a te LOL Intendo l'autoaccettazione come il fatto di essere consapevoli di come si è, pregi e difetti, e di volersi bene lo stesso. Riesco a praticarla adesso, che ho passato i 40. Prima è stata un po' più dura Risultati: ottimi. Sto divinamente è proprio vero che bisognerebbe avere il fisico dei 20 anni con la testa dei 40 si sono psicologo..e questo purtroppo non mi da alcuna invulnerabilità ai mali della vita...per certi versi anche per fortuna, l'empatia non è ancora fritta Anyway...mi piacerebbe capire se è stato uno switch legato all'età...e a processi e cambiamenti di valori che l'hanno favorito...oppure una pratica che hai svolto consapevolmente Sai...personalmente trovo molto difficile abbracciare ciò che per anni mi ha di fatto escluso dall'interesse femminile..il fatto di essere sempre stato il simpatico della situazione e quasi mai l'amante...è un'ombra che trascinata per 29 anni non sai mai come prendere...ora ti dico ho spalle abbastanza larghe per provare ad accogliere e dare un senso a questi vissuti ed è proprio su questo che volevo confrontarmi
bruschetta [Partecipante] 1101 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 Non so come multiquotare .... ti rispondo sotto in neretto! si sono psicologo..e questo purtroppo non mi da alcuna invulnerabilità ai mali della vita...per certi versi anche per fortuna, l'empatia non è ancora fritta ma sì, scherzavo nulla ci rende impermeabili alla vita. Poi avere 5 lauree e 8 specializzazioni ... nel gioco della vita e dei sentimenti siamo tutti nudi e vulnerabili allo stesso modo Anyway...mi piacerebbe capire se è stato uno switch legato all'età...e a processi e cambiamenti di valori che l'hanno favorito...oppure una pratica che hai svolto consapevolmente Tutte e due Sai...personalmente trovo molto difficile abbracciare ciò che per anni mi ha di fatto escluso dall'interesse femminile..il fatto di essere sempre stato il simpatico della situazione e quasi mai l'amante...è un'ombra che trascinata per 29 anni non sai mai come prendere...ora ti dico ho spalle abbastanza larghe per provare ad accogliere e dare un senso a questi vissuti ed è proprio su questo che volevo confrontarmi Probabilmente ti ponevi come amico e loro come amico ti vedevano. E' un tunnel in cui ci si infila e poi è difficilissimo uscirne, soprattutto se frequenti sempre la stessa compagnia. Ti crei l'etichetta da amico e poi si autoalimenta. Magari a Tizia piacevi ma visto che da tutte eri visto come l'amico automaticamente lì finivi ... Sarebbe un discorso lungo e complesso
Andreas [Élite] 3592 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 Voi come intendete l'autoaccettazione? Riuscite a praticarla? Con che risultati sulla vostra vita in generale? abbracciando ciò che sono, non ciò che vorrei essere mi spiego... nella mia fantasia, viaggiare mi piace un casino, viaggi improvvisati, veder tantissimi posti, dormire poco ed esser sempre coinvolti in un'avventura detto così è fantastico ma, nella realtà se viaggio in compagnia, con amici o con una donna, la convivenza forzata mi distrugge, non riesco a regger i ritmi e sono malato e sfatto 3/4 del tempo se invece viaggio da solo, sto da Dio, coi miei ritmi, con i miei tempi oppure, seguendo la community, sentendo discorsi sul diventare imprenditori, uscire dalla ruota del criceto e via così, quasi mi sentivo in colpa per far un lavoro da dipendente senza grandi possibilità di salti di carriera così ho provato a far salti di qualità, a creare qualcosa di mio (in collaborazione con altri), a trasferirmi all'estero............ e io non ce la faccio a star dietro a tutta sta roba. non ho le capacità per gestire il tutto campo bene con un lavoro normale, soddisfo tutti i miei bisogni, non ho desideri di ricchezza (da piccolo ho vissuto a casa di mio zio, uno dei più grandi agricoltori del Nord Italia, roba da villa con piscina ed elicottero privato da grande, quando son diventato area manager per una multiservizi, guadagnavo tra i 7000 - 9000 euro al mese........... lo dico per far capire che il mio non è un discorso da "la volpe e l'uva", conosco, a mio modo, la ricchezza) sto bene così e il mio conto in banca pian piano sta pure crescendo senza far sacrifici... ultima cosa: io sono un timido, introverso, tendenzialmente asociale.................. e lavoro nella vendita ho cercato di diventare il venditore suadente ed affascinante che sa incantare con le parole, che fa magie, fa sognare i clienti, ha la risposta pronta e capacità sociali sopra la media e niente, io non sono quel tipo di venditore sono quello calmo e logico, che spiega le cose per filo e per segno, al massimo uso due metafore, non faccio sognare nessuno ma, i miei numeri li faccio ugualmente e da quando ho smesso coi pipponi su come diventare mr.successo, in una rete di 50 venditori, non sono mai sceso sotto il quinto posto quindi w ciò che sei e fanculo i miti del "tira fuori il miglior te stesso e diventa il re figo col 100% di successi in everything in da fucking world yo!" IO.SI.TU.NO, angela2222, Kaihō-sha e 4 altri ha reagito a questo 7
Edo [Donna] 15333 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 Forse sono troppo razionale...comunque sono (siamo) il frutto di un'evoluzione di geni (nel senso di DNA) che permettono di sopravvivere all'individuo che si adatta di più Quindi Per quanto, soprattutto in passato, volessi cambiare il 98% di me, ora sono consapevole che sono la bozza di un disegno che devo completare: sta a me stabilire se lasciarlo un abbozzo "postmoderno" o arricchirlo dei particolari che di giorno in giorno acquisisco sperimentando le varie "tecniche artistiche" che la vita mi offre o che io stesso ricerco Quindi oggi posso dire di essere a un buon punto dell'opera anche se l'ho "impostata" in modo da poter sempre lasciar spazio a nuove influenze Kaihō-sha ha reagito a questo 1
Andreas [Élite] 3592 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 quindi w ciò che sei e fanculo i miti del "tira fuori il miglior te stesso e diventa il re figo col 100% di successi in everything in da fucking world yo!" aggiungo una cosa, sennò il mio intervento può sembrare solo una sparata contro il miglioamento personale ed un invito ad arrendersi con la scusa di "accettarsi" tutti noi abbiam la capacità di campare dignitosamente e di trombare e se la vita che fai ora non ti rende felice, cambiarla (e cambiarsi) è d'obbligo tutti noi abbiam una curva di sviluppo che ci può portare a raggiungere i risultati che vogliamo nonostante le nostre "mancanze", i nostri difetti o debolezze ecco, ritengo che accettare se stessi significhi abbracciare questi nostri difetti, smetterla di vederli come difetti, lavorare con essi per raggiungere i nostri obiettivi ed essere felici contro l'ideale di successo spesso esagerato che è così diffuso nel mondo del miglioramento personale Kagan, Clock, alphapower e 2 altri ha reagito a questo 5
Kaihō-sha [Élite] 3141 Inviato 5 Giugno 2016 Autore Inviato 5 Giugno 2016 Grazie a tutti ragazzi!! La cosa più difficile per me è confrontarmi con risultati che vorrei e al momento non ho...nulla di male in tutto questo, se non che risveglia spettri di fallimento che se pur meno forti di un tempo sullo sfondo stanno... Se scavo in profondità...vedo proprio questo bisogno inappagato di sentirmi riconosciuto come Uomo...e non come ragazzino inesperto o simpatica foca monaca...già parlandone anche su un Forum mi aiuta a prendere le distanze da questo Ciò che mi ha sempre ostacolato di più è questo: bene apprezzarsi per ciò che si è, ma quando poi ti confronti con i fatti che non ti arridono il rischio è quello che torni a sentirti un coglione...io al momento riconosco di non riuscire a vedere al di là di questa equazione...ci sto provando...
bruschetta [Partecipante] 1101 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 La cosa più difficile per me è confrontarmi con risultati che vorrei e al momento non ho...nulla di male in tutto questo, se non che risveglia spettri di fallimento che se pur meno forti di un tempo sullo sfondo stanno... Il cambiamento è un processo lungo e faticoso. Facile demotivarsi e ritornare ai vecchi schemi che ci erano famigliari. L'ignoto fa paura, il tepore delle cose conosciute è allettante ... Le vecchie pantofole comode hanno un'attrattiva non indifferente. Se tu però vuoi imparare a correre, le pantofole le devi lasciare per un nuovo paio di scarpe che in un primo momento ti sembreranno scomode e strette ma che alla lunga imparerai a conoscere e che ti porteranno lontano. Lo spettro del fallimento c'è e ci sarà sempre. E' parte di quello che sei stato, che sei e che sarai. Il passato non si può cancellare, recidere con un colpo di bisturi. Si può però imparare a gestirlo e a superarlo. Sarà sempre parte di te ma deve essere il motore che ti porta a cambiare. Se scavo in profondità...vedo proprio questo bisogno inappagato di sentirmi riconosciuto come Uomo...e non come ragazzino inesperto o simpatica foca monaca...già parlandone anche su un Forum mi aiuta a prendere le distanze da questo Hai individuato un tuo bisogno profondo. Ti pare poco? individuare il problema è il primo indispensabile passo per risolverlo. Certo che parlarne ti aiuta a prendere le distanze, a essere più obiettivo nessuno è in grado di essere obiettivo con se stesso. Già il fatto che tu metta in discussione alcune tue credenze e non le prenda come verità assoluta è un notevole passo avanti e indica maturità Ciò che mi ha sempre ostacolato di più è questo: bene apprezzarsi per ciò che si è, ma quando poi ti confronti con i fatti che non ti arridono il rischio è quello che torni a sentirti un coglione...io al momento riconosco di non riuscire a vedere al di là di questa equazione...ci sto provando... spesso i fatti non sono oggettivi ma sono un'interpretazione nostra della realtà. Fatto: Maria mi ha dato palo Interpretazione: sono uno sfigato e ho giocato male realtà: Maria quel giorno aveva la luna storta, Maria ha già in mente un altro, a Maria piaccio ma sa che piaccio pure a Luisa che è la sua migliore amica e non le vuole fare un torto (potrei continuare all'infinito ...) Si chiamano "distorsioni cognitive" Apprezzarsi per quello che si è non vuol dire "ma io sono così che ci posso fare?". Anche qui discorso lungo e complesso .... p.s. sentirsi "un coglione" è un giudizio. Verso te stesso, certo ma è sempre un giudizio. Salvo in chiesa e in tribunale, il giudizio non dovrebbe esistere .... Kaihō-sha ha reagito a questo 1
trout_man [Partecipante] 780 Inviato 5 Giugno 2016 Inviato 5 Giugno 2016 Grazie a tutti ragazzi!! La cosa più difficile per me è confrontarmi con risultati che vorrei e al momento non ho...nulla di male in tutto questo, se non che risveglia spettri di fallimento che se pur meno forti di un tempo sullo sfondo stanno... Se scavo in profondità...vedo proprio questo bisogno inappagato di sentirmi riconosciuto come Uomo...e non come ragazzino inesperto o simpatica foca monaca...già parlandone anche su un Forum mi aiuta a prendere le distanze da questo Ciò che mi ha sempre ostacolato di più è questo: bene apprezzarsi per ciò che si è, ma quando poi ti confronti con i fatti che non ti arridono il rischio è quello che torni a sentirti un coglione...io al momento riconosco di non riuscire a vedere al di là di questa equazione...ci sto provando... Caro Andreas e caro ispettore, bellissimo thread, semplice, diretto e discussione semplice, matura. Vero è che esistono migliaia di discussioni del genere, ma mai nessuna così diretta appunto, semplice, banale se vogliamo. Bene io sono approdato su questo forum (era tipo il 2011?!) stringi stringi proprio per questa domanda: come faccio ad autoaccettarmi? Certo, cercavo anche metodi per trovar figa, per vestirmi meglio, per trovare metodi e scambiare idee su locali da frequentare, approcci e modi per far soldi. Ma davvero, ciò che mi preme e mi premeva di più era proprio il confronto con gli altri, il confronto con le tecniche, con i numeri di chi ce la faceva e di chi no. Questo per capire se sbagliavo qualcosa o se ero io quello sbagliato, o se in fondo era giusto che fosse così rispetto al mondo delle relazioni sociali e delle camere da letto con odore di seni, mutandine e lattice da condom... In firma ho ancora il link ad una mia vecchia discussione in cui ci si trovava a discutere insieme, come attorno ad un falò estivo, sul non sentirsi davvero abbastanza, sul sentirsi addosso limiti piccoli e grandi, sul sentire, insomma, un grosso ostacolo insormontabile rispetto alla meta che ci siamo prefissati e che rimane ferma in testa. Detta in parole semplici e rispetto al mio punto di vista, dopo riflessioni matte e disparate di anni e anni, dopo pianti asciutti in cameretta, dopo tentativi di terapie, giochi, prove, esperienze... sono arrivato alla conclusione, tutt'altro che definitiva, che il mio più grande obiettivo e la mia più grande paura è quella di accettarmi (rectius rassegnarmi) rispetto ai limiti che sento propriamente miei (nel mio caso limiti primariamente fisici ed in secundis di contesto sociale e familiare soprattutto in passato). Il forte limbo, bello pieno zeppo di ansia e insofferenza rispetto al presente e al passato, è quello di trovarsi sempre a scegliere tra il potersi "migliorare", "cambiare", "sistemare", "arrivare" rispetto ad un proprio ideale di sè pseudorealistico (e qui frustrazione e infiniti sforzi fisici e mentali sul punto) oppure il doversi "accettare". "accontentare", "rassegnare", "adeguare" per quello che i feedback esterni e il vissuto segnalano giorno per giorno (e qui si vola tra le ali dell'autocommiserazione, dell'understatement, della vita a mezzo servizio...). Senza scadere nel patetico e prescindendo dalla grandezza dell'ideale di sè che ognuno si costruisce in testa, si tratta in ogni caso di un bivio "tragico" in cui come l'eroe d'epoca classica si arriva comunque a uccidere una parte di sè e a ben vedere si tratta di scelte purtroppo mai radicali e definitive (per cui il tormento rimane). Se scelgo di "accettarmi" (rassegnarmi) allora vivo nel rimpianto e nell'invidia rispetto a quello che vorrei essere e che non sono, ma ad un certo punto focalizzo la vita su quello che giorno per giorno mi regala e mi propina. Se scelgo di "lottare" (illudermi) allora vivo nella frustrazione e nell'ansia di dover fare, pianificare, lottare per migliorarmi sapendo però che senza feedback concreti (perlomeno per me) e senza passi avanti tangibili rischio di morire anzi tempo d'infarto come un cricetino che corre stremato sulla rotellina: uno sforzo enorme e quotidiano per restare esattamente sempre nella stessa posizione. Si badi bene, ho voluto banalizzare ed estremizzare i concetti, ma penso di non distaccarmi troppo da quello che davvero può passare nella testa di chi "non si accetta". E parlo soprattutto di persone con una vita all'apprenza "normale", comune, senza handicap estremi e senza patrimoni genetici o economici da far invidia a Trump. Oltrettutto gli obiettivi e le proiezioni ideali di sè spesso non sono nemmeno così esagerati o fuori dalla portata, semplicemente però si tratta di mete che per il vissuto quotidiano sembrano sempre tristemente irraggiungibili per una qualche "tara" che si sente addosso (per me è soprattutto legata all'aspetto, per qualcun altro magari al carattere, per qualcun altro all'ambiente sociale, per qualcun altro all'alluce valgo e via così... ma la sostanza delle sensazioni non credo cambi: ci si sente comunque esclusi o limitati rispetto alla vita che si vorrebbe, foss'anche appunto vivere con 12 cani pastore nell'entroterra sardo). Io la ricetta non l'ho trovata e pur maturando sempre maggiore consapevolezza e capacità di introspezione soffro come un cane come e peggio di prima, per cui se qualcuno vuole alzare la manina e prendere la parola, non cincischi ma dica pure la sua, per favore... Grazie ancora a chi aperto il thread e a chi partecipa! Sarebbe bello continuare a portare contributi propri, di vita vissuta, senza troppi richiami ai soliti libri o alle solite metafore a stelle e strisce, come detto da Andreas qua non dovremmo vendere fuffa a nessuno, men che meno a noi stessi... GogeMagog, Kaihō-sha, Edo e 2 altri ha reagito a questo 5
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