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Il "Modo" giusto per noi


DeEaBoLik^
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DeEaBoLik^

Credere nelle proprie potenzialità è possibile,giusto ed è quello che dobbiamo assolutamente fare.

Trovandomi qui nella mia stanza, sento il bisogno di chiarire alcune cose,perché un po’ di solitudine e di contemplazione ogni tanto ci vuole,poi riposare il corpo ogni tanto fa bene ed aiuta a pensare meglio. :D

E’ il momento di porci alcune domande su di noi, su ciò che siamo e su ciò che vogliamo e vorremo essere.

-Abbiamo mai provato a riflettere davvero?

-Abbiamo mai provato a conoscerci  interiormente?

-Ci siamo mai chiesti cosa realmente vogliamo e cosa gli altri vogliono da noi?

-Le nostre  paure, quali sono?

-Conosciamo in effetti il significato delle nostre paure?

-Possiamo affrontarle in modo adeguato?

-Possiamo riuscire a trovare “Alternative” al tipo di atteggiamento che assumiamo tutt’ora e che non va bene?

A mio avviso, tutte domande che pochissime persone, qui dentro e nel mondo in generale, si sono poste realmente e sinceramente. La gente è abituata a passare sopra le cose che non vanno, perché non vanno, e per loro va bene così, perché è più facile così.

A noi(se state leggendo il post,allora vale anche per voi,proviamoci almeno :) ) invece preme porci delle domande e cercare delle risposte adeguate.

Se una cosa non va, vogliamo sapere il perché, non necessariamente trovando la causa del problema, ma cercando un modo perché tutto vada bene.

Ora naturalmente vorremmo che questo “ Modo “ ci cadesse giù dal cielo, ma sappiamo che non è possibile, né chiediamo a qualcun altro quale potrebbe essere questo “ Modo “ perché ce l’abbiamo dentro non è vero?Quindi proviamo a pensare…

Proviamo a pensare che un “Modo” , può essere un modo che può andare bene per qualcuno, e non è detto che sia lo stesso per qualcun altro. Ognuno ha un proprio modo di interpretare le cose, un proprio modo che funziona,un proprio modo per far girare a dovere la vita di ogni giorno,non necessariamente tutto quello che sta scritto qui dentro va preso per oro colato,anzi è possibile che molte cose scritte qui dentro non vadano proprio bene per alcuni di noi.

Vogliamo risposte a tutte le nostre domande, e troveremo queste risposte, noi possiamo, perché volere è potere (diceva qualcuno), quindi non smettiamo di impegnarci per noi stessi in primis.

Ora proviamo a concentrarci su di noi , e proviamo a trovare delle “Alternative” concrete per  risolvere ciò che non va come vorremmo esattamente. :)

Queste parole non sono altro che pensieri, e “Modi” per razionalizzare qualcosa che senza l’aiuto della penna(in questo caso tastiera) non sarei riuscito a razionalizzare ed imprimere come si deve.

I modi giusti ci sono,soltanto bisogna avere la buona volontà di porsi determinate domande , di crearsi “ Alternative “ a risposte eventualmente sbagliate. Le risposte giuste arriveranno.

Ora che ho fatto mente locale di ciò che penso per migliorarmi, vi lascio alle vostre hb e alle vostre vostre domande sul come conquistarle. :-P

Ciau :D

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Pigy

:cool2: Finalmente qualcuno che concorda a pieno sulla mia idea!! :metal:

Noi non siamo degli oggetti fatti a stampo tutti uguali dentro e fuori..Io per esempio non concordo per niente su come sia così negativo cadere in one-itis..Io non sono il ragazzo che riesce a gestirsi due Target nello stesso periodo!(Ma non ci rimango nemmeno "spezzato in due" :innocent: per quel target)

Ma, anche se meno importante per me, anche il modo di fare e di comportarmi ho notato in questo ultimo periodo che non mi appartiene..ma questo spero sia solo questione di allenamento ;)

Complimenti per il post..ci voleva!!

:yourock:

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kirk

Veramente ottimo, sottoscrivo in pieno questo bellissimo post :)

Mi piace, quindi non posso fare a meno di dire la mia  ;)

Proviamo a pensare che un “Modo” , può essere un modo che può andare bene per qualcuno, e non è detto che sia lo stesso per qualcun altro. Ognuno ha un proprio modo di interpretare le cose, un proprio modo che funziona,un proprio modo per far girare a dovere la vita di ogni giorno,non necessariamente tutto quello che sta scritto qui dentro va preso per oro colato,anzi è possibile che molte cose scritte qui dentro non vadano proprio bene per alcuni di noi.

Uno dei migliori pensieri autocritici che ho letto qua dentro. :clap: :clap:

Vogliamo risposte a tutte le nostre domande, e troveremo queste risposte, noi possiamo, perché volere è potere (diceva qualcuno), quindi non smettiamo di impegnarci per noi stessi in primis.

Ora proviamo a concentrarci su di noi , e proviamo a trovare delle “Alternative” concrete per  risolvere ciò che non va come vorremmo esattamente. :)

Sto rileggendo proprio in questi giorni un libro dello psicoterapeuta Aldo Carotenuto. In un passaggio dice più o meno le ottime cose che hai esposto tu. Parla della necessità di filtrare e interpretare i dati della realtà, comprese le regole e i valori - tutto ciò che ci perviene dall'esterno e che rischia di bloccare, ostacolare il nostro sviluppo - di filtrarle attraverso la nostra CREATIVITA', che significa poi andare costantemente a cercare le ALTERNATIVE, come dici tu, per ottenere una soluzione personale e non scontata.

<< "Dare un senso alla vita" è possibile solo assumendo la responsabilità della scelta, assumendo, per così dire, la 'colpa' di una trasgressione che ognuno è necessitato a compiere se vuole intraprendere un cammino di individuazione. E' la colpa dell'artista, che paga il prezzo della sua autonoma e differenziata concezione del mondo con il suo farsi mettere fuori dalle convenzioni e dall'ordinario e sicuro modo di vita. Il problema è che ciò che è consentito viene sempre dall'esterno, così come la legge. Ma tutto ciò che ha natura eteronoma non può fornire risposte adeguate alla nostra aspirazione allo sviluppo e alla esplicazione delle nostre energie creative.

Il bambino, che impara a scrivere in risposta a una prescrizione sociale, potrà esplorare attraverso la scrittura il proprio mondo interiore solo a condizione di un uso creativo dello strumento linguistico .

E' sempre nel singolo che si compie quella lotta tra coercizioni esterne e pulsioni interne che l'artista supera nella sintesi creativa, lotta che ogni individuo accetta per portare a compimento la sua crescita interiore. La ricerca di una modalità di esistenza personale, che si situi nello spazio comune della relazione e che ci orienti nel tempo progettuale dell'esistenza, è in realtà la ricerca del proprio 'essere creativo' , poichè è solo nell'essere creativo che l'individuo scopre il sé.>>

Queste parole non sono altro che pensieri, e “Modi” per razionalizzare qualcosa che senza l’aiuto della penna(in questo caso tastiera) non sarei riuscito a razionalizzare ed imprimere come si deve.

Certo, e anche questa è una verità assoluta... come diceva Einstein: "la mia penna è più intelligente di me".  :)

Ripeto, un post che IMO contiene delle verità molto profonde e spunti per la costruzione di una valida filosofia di vita.

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March

Il Game è come la Musica.

Giocare è come Suonare uno strumento.

Un PUA è come un Musicista.

La Tecnica è semplice da imparare, basta solo metterci impegno, passione e tanta buona volontà, ma in questo modo tutti possono diventare eccelsi in tutto.

Cosa distingue un Satriani da un chitarrista qualsiasi?

Un Bravo musicista è colui che suonando lo strumento mette la sua anima, amalgama il suo essere con la musica, reinterpreta, studia, sperimenta, approfondisce e soprattutto crea.

Un Bravo PUA è come un Bravo Musicista.

:cool2:

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oMbRa

Beh penso che questo post sia più che utile ed altrettanto gradito.  :)

La tentazione di limitarsi a cercare delle "risposte", quasi come se fossero delle chiavi magiche che aprono tutte le porte, è forte ed è facile caderci.

Ciò che invece non è poi così facile è soffermarsi e porsi determinate domande, andando più in profondità, cercare di capire cosa c'è "che non va" e soprattutto "cosa posso fare io per migliorare".

Penso che porsi e rispondere a queste domande, forgiando il proprio "modo", sia la chiave per andare "lontano".  :cool2:

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trinciatop

la chiave per migliorare consiste nell'individuare una soluzione a determinati problemi che abbiamo.

Però dobbiamo conoscere questi problemi. La conoscenza di questi problemi deriva da provare a conoscere realmente noi stessi.

E poi una volta trovata una soluzione spesso io comunque ci metto un po' di tempo prima che mi abituo o "mi educo" a non compiere più quell'errore...ma la conoscenza di una cosa negativa di noi stessi quindi rimane sempre il primo importante passo verso un vero miglioramento...poi un pochino oggi, un pochino domani, passo dopo passo, si arriva veramente alla transizione dall'errore alla soluzione..passando attraverso tutte le sfumature di grigio.

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harryhaller

Premetto che in linea generale sono d’accordo con quanto è stato scritto da tutti in precedenza,vorrei aggiungere però un po’ di dubbi a quanto è stato scritto perché così mi gira stamattina…non con mie parole ma con quelle di altri,che in varie fasi prendono anche me…(per fortuna ed “impegno” sempre più rare)

Credere nelle proprie potenzialità è possibile,giusto ed è quello che dobbiamo assolutamente fare.

E’ il momento di porci alcune domande su di noi, su ciò che siamo e su ciò che vogliamo e vorremo essere.

Le risposte giuste arriveranno.

concordo in pieno ed è quello che sto facendo,e ci credo sempre di più…

Sto rileggendo proprio in questi giorni un libro dello psicoterapeuta Aldo Carotenuto.

<< "Dare un senso alla vita" è possibile solo assumendo la responsabilità della scelta, assumendo, per così dire, la 'colpa' di una trasgressione che ognuno è necessitato a compiere se vuole intraprendere un cammino di individuazione.

La ricerca di una modalità di esistenza personale, che si situi nello spazio comune della relazione e che ci orienti nel tempo progettuale dell'esistenza, è in realtà la ricerca del proprio 'essere creativo' , poichè è solo nell'essere creativo che l'individuo scopre il sé.>>

Si vede molto il pensiero di Jung in questo di Carotenuto…non ho niente da dire su questo kirk, sono d’accorddissimo,visto che Jung è uno dei  miei preferiti e una  sua frase  voglio citare:  "La tua visione diverrà chiara solo quando guarderai all'interno del tuo stesso cuore.Chi ne guarda al di fuori sogna.Chi vi guarda all'interno si risveglia".

Ciò che invece non è poi così facile è soffermarsi e porsi determinate domande, andando più in profondità, cercare di capire cosa c'è "che non va" e soprattutto "cosa posso fare io per migliorare".

Penso che porsi e rispondere a queste domande, forgiando il proprio "modo", sia la chiave per andare "lontano".  :cool2:

di Allan Watts :

La semplice esplorazione dell'inconscio non porta alla saggezza, perché uno sciocco potrà imparare molto e sperimentare molto, ma sarà sempre uno sciocco. Diventa saggio solo quando ha l'umiltà di lasciarsi libero di essere uno sciocco. Come dice Chuang Tze: "Chi sa di essere uno sciocco non è un grande sciocco". Infatti lo sciocco si rivela sempre per il suo orgoglio, per l'illusione che la grandezza si misuri semplicemente con il metro della sapienza psicologica e che caricandosi di nuove esperienze diventerà saggio. La psicologia dell'inconscio è il suo felice terreno di caccia. "Dopo cinque o sei anni di analisi", egli pensa, "se lavorerò sodo e passerò attraverso tutti gli stadi necessari, diventerò una persona reale, un uomo autentico, libero". Veramente quei cinque anni di lavoro (la cui realizzazione richiederà anche l'istupidimento dell'analista) potranno insegnargli qualcosa, se per avventura gli mostreranno che egli è simile a quel somaro che cercava il fuoco con la lanterna accesa. Talvolta il giro più lungo è la via più breve per tornare a casa.

La via dell'accettazione e della libertà spirituale si trova non con l'andare da qualche parte, ma nell'andare, e lo stadio in cui se ne può conoscere la felicità è ora, in questo stesso momento, nello stesso posto in cui ti capita di stare. Sta nell'accettare pienamente lo stato della tua anima, qual è ora, non nel tentare di portarti con la forza in un altro suo stato, che per orgoglio immagini che sia superiore e più progredito.

la chiave per migliorare consiste nell'individuare una soluzione a determinati problemi che abbiamo.

di Uppaluri Gopala Krishnamurti:

In realtà, questi problemi sono di tipo neurologico, e se lasciate fare al corpo farà un lavoro migliore di quanto state facendo voi cercando soluzioni a livello psicologico .

Però l’unica cosa che questo strumento può fare è creare problemi. Ma non può mai, dico mai, risolverli.

Se il pensiero non è lo strumento per risolvere i problemi, c’è qualche altro strumento? Io dico di no! Esso può solo creare problemi, non può risolverli. Quando questa comprensione sorgerà in voi, allora capirete che l’energia che c’è nel corpo, che è una manifestazione di vita, un’espressione di vita, tratta ogni difficoltà in modo estremamente più semplice dell’attrito che generate con le idee per risolvere questi problemi.

Voi non potete fare altro che creare i problemi. Prima di tutto create il problema e poi non siete per nulla interessati a guardare i problemi. Non affrontate i problemi. Siete molto più interessati alle soluzioni che ai problemi. Questo vi rende difficile osservare il problema.

Io vi suggerisco “Guardate bene, voi non avete alcun problema”.

Ma voi non mettete in discussione le soluzioni perché credete che chi vi propone queste cose non possa ingannarvi, non possa essere un mascalzone. Per voi egli è un illuminato o un dio che cammina sulla superficie della terra.

Voi non mettete in discussione le soluzioni, perché in quel caso dovreste mettere in discussione anche coloro che vi forniscono queste soluzioni.

Eppure, dovete mettere in discussione le soluzioni perché non stanno risolvendo il problema. Perché non le mettete in discussione e non testate la loro validità? Quando vi rendete conto che non funzionano, dovete gettarle via, buttarle nella spazzatura, fuori dalla finestra. Ma non lo fate perché c’è la speranza che in qualche modo quelle soluzioni vi daranno il sollievo che cercate. Lo strumento che state usando, cioè il pensiero, è lo stesso che ha creato questo problema, quindi non accetterà mai e poi mai la possibilità che quelle soluzioni siano una fregatura. Ma esse non sono affatto la soluzione.

La speranza vi fa andare avanti. Tutto ciò vi rende difficile osservare il problema. Se una soluzione fallisce, voi andate da qualche altra parte e adottate un’altra soluzione. Se anche questa ultima fallisce, ne cercate un’altra ancora… Continuate a comprare soluzioni e neanche per un momento vi domandate: “Qual è il problema?”.

Io non vedo nessun problema. Vedo solo che voi siete interessati alle soluzioni e venite qui e ponete la stessa richiesta: “Vogliamo un’altra soluzione”. E io vi dico: “Queste soluzioni non vi hanno aiutato per nulla, quindi perché ne cercate un’altra?”. Ne aggiungereste solo un’altra alla vostra lista, per trovarvi alla fine esattamente al punto di partenza. Se vedete l’inutilità di una, le avete viste tutte. Non dovreste provarne una dopo l’altra.

Quanto sto suggerendo è che se una di quelle fosse stata la soluzione, avrebbe dovuto liberarvi dal problema. Se quella non è la soluzione, allora non c’è nulla che possiate fare; e poi il problema non esiste nemmeno. Quindi, non avete alcun interesse a risolvere il problema, perché ciò sarebbe la vostra fine. In realtà volete che il problema rimanga.

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trinciatop
cut

molto interessante questo testo, io amo i testi dei "sommi saggi della saggezza"...ma pensaci bene caro harryhaller se la mente crea solo problemi inutili come dice il testo che hai citato...gli scienziati della nasa come fanno a mandare i missili sulla luna? Usano "l'energia del corpo" , usano "i flussi vitali" autoconvincendosi prima che "non esiste alcun problema"? O al contrario usano il problem solving individuando un problema e successivamente una strategia per risolvere tale problema e quindi suddividere quella "strategia" in "azioni concrete" ?

Io sinceramente penso che usino proprio quest'ultima. :)

....sinceramente visto così il succo della parte di testo in questione mi pare che assuma un punto di vista un po' "forzato" direi (che va un po' contro al comune buon senso direi) , o forse hai "tagliato" troppo il testo e quindi dalla parte che hai citato sinceramente non si capisce tutto il filo discorso.

Insomma letto così non mi convince molto questa posizione riguardo alla tematica importantissima del problem solving, ma in ogni caso grazie per averlo condiviso con noi, è stato comunque molto interessante.

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sweetangel

fortunatamente posso affermare che ho convissuto con quelle domande per troppi anni (ho un pezzo d'anima dark, per chi conosce sa cosa intendo) e quella situazione di insoddisfazione per la vita, quel voler capire a tutti i costi, quel volersi conoscere realmente ti rende veramente molto più spirituale, l'importante è non fossilizzarsi troppo sulle proprie paure, c'è sempre un modo per uscirne, ve lo dice uno che ci è passato ragazzi... quando ne uscite siete molto più forti e sicuri di voi (ricordate la storia della fenice no?) quindi ringrazio per quest'ottimo post e spero che la riflessione interiore vi porti ad apprezzare ciò che più di bello c'è al mondo... l'amore, la libertà  e le donne  :metal:

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