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ho cancellato il messaggio precedente perché dopo una breve ricerca sull'autore dell'articolo, mi riservo il diritto di rileggerlo con attenzione almeno altre due volte prima di dire che sono d'accordo su qualcosa.

Modificato da Vanity
  • 4 settimane dopo...
^'V'^
Inviato (modificato)
Il 2/9/2016 alle 21:09 , Loco Bielsa ha scritto:

Trovo online questo articolo, premetto che è stato scritto da una frustrata, una che è la versione femminile dell'uomo misogino "le donne non me la danno, quindi sono tutte troie"

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=39995

Mi colpisce il passo iniziale 

Non do ragione a tutto ma a grandi linee si, apprezzo il concetto generale, infatti sono dell'idea che ad un uomo devi parlare da uomo ad una donna deve parlare da donna, che non significa parlare di unghie, scarpe e cazzi presi.

Quello che vi chiedo è: quanto siete donne? Con tutti i pregi e difetti che ne conseguono.

Non ho fatto una breve ricerca sull'autore dell'articolo. 

Ma posso dire che questa dell'affermare che chi ha successo con le donne lo ha perché un po' frocio, perché sa parlare la loro lingua, è stata la linea di difesa morale del maschio bianco nordamericano in tutta la cultura degli anni 70. 

Il maschio bianco americano medio, a quei tempi, ebbe un crollo di identità e di autostima nel rapportarsi ai papponi afroamericani che gestivano 6 donne e ne chiavavano 25 senza mai farsi mettere i piedi in testa, ed essendo amati, dalle loro donne, dimentichiamo lo stereotipo de noiartri dell'albanese che le picchia. 

Il maschio bianco cristiano e rincoglionito dalla cultura yankee pensava: ma come, io ne ho solo una e mi caga pure in testa, mi maltratta, e pago per lei, quello ne ha 6 che gli portano pure i soldi? 

Perché è così tanto più maschio di me? 

Quando il malcontento si fece brusio di sottofondo di un'intera federazione di nazioni... e quando questo iniziava a sfociare in razzismo e odio... 

Subito la cultura pop fornì una veloce scialuppa di salvataggio per l'onore di un maschio castrato reso ormai monogamo, provider sub e indifendibile. 

Si creò il mito secondo cui i papponi afroamericani avevano il supporto delle loro donne perché erano molto meno virili dei maschi bianchi, erano effeminati, e così sapevano parlare la lingua emotiva delle donne. 

Subito le serie televisive poliziesche, il cinema, si affrettarono a dipingere i papponi nigga come dei finocchi con cadillac rosa appariscenti, vistosi vestiti eleganti ma di colori femminili, viola, rosa, e in alcuni anni il maschio bianco rincoglionito si rassicurò che, in fondo, stava meglio lui... che si faceva cagare in testa da una sola donna per cui pagava anche, ma questo era segno della sua virilità e della sua logica. 

Successe però una cosa buffa, per quanto prevedibile. 

Vedendo tutti quei film e serie poliziesche alla tv, negli anni 80-90 crebbe una generazione di giovani afroamericani che erano molto più portati per spacciare erba ai lati della strada, che per gestire donne, ma credettero fosse una cosa figa, e credettero davvero al modello televisivo, iniziando così davvero a vestirsi da ricchioni senza dio, a comprare macchine demenziali e a scheccare i loro soldi in giro. 

Iniziarono anche i problemi. 

Perché non era certo per una mancanza di virilità, di polso e di capacità mentali, che i precedenti papponi, quelli veri, gestivano e favorivano il successo delle loro donne. 

Invece le donne con i wannabe pappons vestiti di rosa sgargiante con gli occhiali gucci iniziarono ad alzare la cresta, shittestare ferocemente, a fare cattiverie, e l'unica arma di difesa di questi sedicenti manager era ormai la violenza, non avevano altre capacità per gestirle, e non avevano autorità e credibilità se non quel rispetto, debole e fugace, che si conquista con la minaccia o con le bastonate. 

Questo avverò la profezia che era nata solo come rimedio sociale all'invidia maschile bianca, ossia adesso davvero i bianchi potevano pensare che in fondo quei neri che avevano diverse donne erano solo delle checche isteriche e manesche, capaci di comunicare ad un livello emotivo con le donne che capivano bene per la loro scarsa virilità. 

Questa interessante premessa per dire cosa? 

Non ho fatto ricerche su quell'autore, ma potrebbe essere una sorta di nuovo Kierkegaard, uno che denigra ciò che più invidia e desidera, magari uno sposato che non ha mai vissuto la sua sessualità come avrebbe desiderato e allora per sentirsi al sicuro nella sua virilità ha bisogno di dare degli effemminati ai "seduttori"? 

- ok, parola effemminata anche per me - 

Diciamo a quelli che hanno successo con le donne. 

 

Modificato da ^'V'^
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Loco Bielsa
Inviato
17 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Non ho fatto una breve ricerca sull'autore dell'articolo. 

Ma posso dire che questa dell'affermare che chi ha successo con le donne lo ha perché un po' frocio, perché sa parlare la loro lingua, è stata la linea di difesa morale del maschio bianco nordamericano in tutta la cultura degli anni 70. 

Il maschio bianco americano medio, a quei tempi, ebbe un crollo di identità e di autostima nel rapportarsi ai papponi afroamericani che gestivano 6 donne e ne chiavavano 25 senza mai farsi mettere i piedi in testa, ed essendo amati, dalle loro donne, dimentichiamo lo stereotipo de noiartri dell'albanese che le picchia. 

Il maschio bianco cristiano e rincoglionito dalla cultura yankee pensava: ma come, io ne ho solo una e mi caga pure in testa, mi maltratta, e pago per lei, quello ne ha 6 che gli portano pure i soldi? 

Perché è così tanto più maschio di me? 

Quando il malcontento si fece brusio di sottofondo di un'intera federazione di nazioni... e quando questo iniziava a sfociare in razzismo e odio... 

Subito la cultura pop fornì una veloce scialuppa di salvataggio per l'onore di un maschio castrato reso ormai monogamo, provider sub e indifendibile. 

Si creò il mito secondo cui i papponi afroamericani avevano il supporto delle loro donne perché erano molto meno virili dei maschi bianchi, erano effeminati, e così sapevano parlare la lingua emotiva delle donne. 

Subito le serie televisive poliziesche, il cinema, si affrettarono a dipingere i papponi nigga come dei finocchi con cadillac rosa appariscenti, vistosi vestiti eleganti ma di colori femminili, viola, rosa, e in alcuni anni il maschio bianco rincoglionito si rassicurò che, in fondo, stava meglio lui... che si faceva cagare in testa da una sola donna per cui pagava anche, ma questo era segno della sua virilità e della sua logica. 

Successe però una cosa buffa, per quanto prevedibile. 

Vedendo tutti quei film e serie poliziesche alla tv, negli anni 80-90 crebbe una generazione di giovani afroamericani che erano molto più portati per spacciare erba ai lati della strada, che per gestire donne, ma credettero fosse una cosa figa, e credettero davvero al modello televisivo, iniziando così davvero a vestirsi da ricchioni senza dio, a comprare macchine demenziali e a scheccare i loro soldi in giro. 

Iniziarono anche i problemi. 

Perché non era certo per una mancanza di virilità, di polso e di capacità mentali, che i precedenti papponi, quelli veri, gestivano e favorivano il successo delle loro donne. 

Invece le donne con i wannabe pappons vestiti di rosa sgargiante con gli occhiali gucci iniziarono ad alzare la cresta, shittestare ferocemente, a fare cattiverie, e l'unica arma di difesa di questi sedicenti manager era ormai la violenza, non avevano altre capacità per gestirle, e non avevano autorità e credibilità se non quel rispetto, debole e fugace, che si conquista con la minaccia o con le bastonate. 

Questo avverò la profezia che era nata solo come rimedio sociale all'invidia maschile bianca, ossia adesso davvero i bianchi potevano pensare che in fondo quei neri che avevano diverse donne erano solo delle checche isteriche e manesche, capaci di comunicare ad un livello emotivo con le donne che capivano bene per la loro scarsa virilità. 

Questa interessante premessa per dire cosa? 

Non ho fatto ricerche su quell'autore, ma potrebbe essere una sorta di nuovo Kierkegaard, uno che denigra ciò che più invidia e desidera, magari uno sposato che non ha mai vissuto la sua sessualità come avrebbe desiderato e allora per sentirsi al sicuro nella sua virilità ha bisogno di dare degli effemminati ai "seduttori"? 

- ok, parola effemminata anche per me - 

Diciamo a quelli che hanno successo con le donne. 

 

Discorso interessante, guarda io penso che l'autore alla fine parli di un seduttore cripto-gay, della serie: cerchi tante donne perchè non te ne sai tenere una, cerchi tante donne perchè sei insicuro della tua sessualità, non sei in grado di amare, hai una natura contraddittoria, bla bla bla e tante altre cose. 

Quando parlo di femminilità in un uomo non parlo di assenza di virilità. Parlo di saper riconoscere e far uscire le proprie emozioni più di un uomo normale. Un uomo normale si trova in difficoltà a subcomunicare, si trova in difficoltà ad immaginare, magari sa che le donne sono "contraddittorie" ma non capisce a fondo i loro comportamenti, non riesce a scendere in profondità, non è in grado di stabilire una connessione emotiva stabile e in poco tempo.

Non ho bisogno di diventare donna per conquistarne una, ho bisogno di lasciarmi trascinare da un mare di emozioni, di subcomunicare, di connettermi.

C'è chi capisce quando una donna sta facendo tira e molla, c'è chi capisce cosa vuol dire quel tira e molla.

^'V'^
Inviato
3 minuti fa, Loco Bielsa ha scritto:

cerchi tante donne perchè non te ne sai tenere una, cerchi tante donne perchè sei insicuro della tua sessualità, non sei in grado di amare, hai una natura contraddittoria, 

 

Altre barzellette: 

- hai il macchinone per compensare l'uccello piccolo

- cerchi le 20 enni perché non sai tener testa ad una 40 enne come me

 

Comunque la più bella ed evergreen rimane "cerchi tante donne perché non te ne sai tenere una". 

  • Mi piace! 7
Inviato (modificato)

ahahah il top è quando

"no davvero tu non puoi capire, non ti sei mai innamorato"

parlando della loro prima ed unica figa da cui sono stati scopati e poi messi in ltr 

 

Edit: si parlava di frasi dette da donne, ho scazzato, lol 

Modificato da DreamSpirit
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^'V'^
Inviato
1 ora fa, ^'V'^ ha scritto:

Altre barzellette: 

- hai il macchinone per compensare l'uccello piccolo

- cerchi le 20 enni perché non sai tener testa ad una 40 enne come me

 

Comunque la più bella ed evergreen rimane "cerchi tante donne perché non te ne sai tenere una". 

Ah sì, questa la disse una psicoterapeuta interrogata da una giornalista:

I maschi vanno a puttane perché sono insicuri che gli funzioni il pisello e devono testare se possono avere un'erezione. 

 

 

 

Jumpy
Inviato

Sembra lo spunto per la trama di "What women wants" :P

21 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Vedendo tutti quei film e serie poliziesche alla tv, negli anni 80-90 crebbe una generazione di giovani afroamericani che erano molto più portati per spacciare erba ai lati della strada, che per gestire donne, ma credettero fosse una cosa figa, e credettero davvero al modello televisivo, iniziando così davvero a vestirsi da ricchioni senza dio, a comprare macchine demenziali e a scheccare i loro soldi in giro

Questa invece è la trama di "Fa' la cosa gusta" di Spike Lee :P

2 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

I maschi vanno a puttane perché sono insicuri che gli funzioni il pisello e devono testare se possono avere un'erezione.

Questa è... no questa è proprio scema :P

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