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Ciao a tutti, oggi voglio parlare di un argomento che a me interessa particolarmente.

Lo stress

 

Avrei voluto scrivere poche righe per riuscire a passare il messaggio a tutti, dato che so di per certo che la maggior parte delle persone non riesce a star concentrata a lungo. Ma ho dovuto dilungarmi.

 

Ieri stavo leggendo un articolo a riguardo e mi è venuto in mente di scrivere, dato che conosco molte persone che ne soffrono e la curano tramite, psicologi, psichiatri, droghe, alcol e chi più ne ha più ne metta.

Qui su IS ho trovato solamente questo post, che ne parla:

 

ma non condividendo a pieno, o più semplicemente non trovandolo, a mio avviso esaustivo, ho deciso di parlare pure io di una delle malattie del secolo.

Nell’articolo, la risposta sembra semplice. Sei stressato ? scopa ! ma io, so di per certo, non è così.

Io scopo, più o meno frequentemente, ma lo stress c’è ugualmente.

Una risposta MOLTO bella che ho trovato è questa. Un uomo deve dominare o per meglio dire adattarsi alle situazioni per sopravvivere, quando non ci riesce si stressa.

“Non è il più forte a sopravvivere ma chi si sa adattare meglio”

Come già detto (ed è pure una ovvietà) lo stress serve. Intendiamoci, lo stress fa parte della vita, come la paura. E non è sempre negativo, perché costringe a far fronte a situazioni alle quali non si può sfuggire.

Io non ho mai sofferto di stress in passato, è solo da un anno che ne soffro in maniera pesante e che non riesco a controllare. Le mie cause le conosco, so cosa è stato a scatenarlo, ma in realtà era solo questione di tempo, dato che son state moltissime cose a farlo.

Lo stress comporta tantissimi segnali, nel mio caso si manifesta nella pancia (il secondo cervello), ma può manifestarsi in molti modi; mal di testa, mal di pancia, irritabilità, distrazione, iper eccitamento, aggressività, tic muscolari o nei casi ancora più gravi in malattie croniche.

Cosa succede quando ci stressiamo? O qual è quel componente chimico che ci stressa ? Il Cortisolo. In realtà il cortisolo viene innescato per aiutarci a combattere lo stress, ma quando resta in circolo per troppo tempo (insomma quando non riesce a curarci in un lasso di tempo relativamente corto), diventa deleterio.

Nel mio caso, la pancia, è perché la rete nervosa che si trova nella pancia è identica a quella del cervello (anche qui è un ovvietà, dato che deve esserci una comunicazione e per farlo devono “parlare” la stessa lingua chimica). Fonte Michael D. Gershon “il secondo cervello” 1998.

Ora non sto qui a spiegare per filo e per segno cosa danneggia lo stomaco, la pancia, l’intestino etcetcetc, gli effetti degli zuccheri, dei carboidrati e delle proteine, del perché mangiamo determinate cose per sentirci meglio o tutte le componenti chimiche che entrano in gioco, se vi interessa (se anche voi avete di questi problemi) ci sono molti libri che ne parlano nello specifico, ma non è importante adesso per quello che voglio comunicare.

 

Alcune cose che ci stressano possono essere la paura di non essere all’altezza delle aspettative o la paura di non essere accettati, il temere che altri vengano preferiti a noi. Questo succede anche durante gli approcci, l’ansia di approccio, secondo me, fa parte di questa struttura. Infatti quando si ricevono pochi rifiuti o comunque quando non ci dai più peso, concentrandoti sui successi ( ma devono esserci!! ) piuttosto che sui fallimenti, lo stress è gestibile ed anzi, la stessa sensazione fisica si trasforma in eccitamento.

Tutto dipende dai punti di vista. Come due persone differenti che si apprestano a salire su un aereo.

Entrambe sudano , sentono vampate di calore e ritmo cardiaco accelerato , ma una la identifica come eccitamento, nel senso che è eccitato di salire sull’aereo ma l’altro, pur avendo gli stessi sintomi, lo interpreta come panico.

Ad esempio parliamo dei bambini (ma anche dei grandi). Spesso le aspettative sono enormi in fatto di competività e abbiamo modelli (soprattutto televisivi) non sani per dirlo in modo semplice.

Il bisogno di paragonarci ad altri è molto stressante, nella nostra società è diventato fin troppo importante questo atteggiamento. Io ritengo che ovviamente ci vuole un termine di paragone con altre persone, ma che sia ancor più importante (e salutare) avere lo stesso termine di paragone con se stessi.

Vedere che il tuo IO attuale è migliorato rispetto al tuo IO di, per esempio, un mese fa, è un termine di paragone sano e chiaro. Dico chiaro perché il paragonarsi con altre persone, in modo troppo severo, non può mai essere un termine di paragone obiettivo; ognuno ha feedback, esperienze e modi di reagire unici.

 

Bisogna adattarsi alle situazioni stressanti e chi non ce la fa a mettere a fuoco esattamente cosa li fa sentire sotto pressione, chi non riesce a darsi spiegazioni e attingere ad una strategia, vivrà l’esperienza (negativa) come se fosse sempre la prima volta.

Anche le classiche routine, tanto odiate dalle donne e dai pua di un certo tipo, riducono lo stress secondo quello che ho appena detto.

Una strategia vincente è avere determinate sicurezze, nel caso dei bambini potrebbe essere avere sempre l’appoggio di uno dei genitori.

Ok direte voi, ma se queste sicurezze non le ho ? la risposta è quella detta all’inizio del thread. Adattamento.

Qui su IS, non ricordo dove, un utente ha spiegato bene la “nascita” di un Natural. Cercherò di far mente locale e riscriverlo.

Un natural, da bambino, vede una bambina che gli piace e ci prova. Come fa ? semplice, gli fa scherzi, cerca di stare con lei, gli parla… questa bambina, invece (come tutte le donne), se la tira, vuole essere al centro dell’attenzione, è orgogliosa e non vuole “cedere” alle attenzioni del bambino natural. Questo tira e molla continua, dato che il bambino (1) è esente dal risultato, a lui non importa che la bambina non si “concede” (2) si concentra su se stesso, sul suo divertimento.

A un certo punto, però, il bambino natural, si stufa del comportamento della bambina (capisce che è una perdita di tempo e lui spende tempo con chi lo vuole) e a quel punto cambia “targhet”, si concentra su un'altra bambina/attività.

La bambina #1 a quel punto, non sentendosi più al centro dell’attenzione, cercherà di far tornare l’attenzione verso di se, con dispetti o comunque sia cercando un contatto col natural.

Qui il natural, semplicemente, vede l’interazione per quello che è, e assorbe questo modo di fare come positivo e continuerà a comportarsi in questo modo.

 

Da tutto questo, io ne concludo, che la cura per lo stress è cambiare mentalità e punti di vista. Ovvio che anche attività fisiche danno i suoi frutti, se ti appassioni e ti diverti il corpo si “disintossica” dallo stress, la mente si scarica e dopo un certo livello di fatica il cervello produce endorfine, una sorta di analgesico naturale.

Ma ho notato che quello che qui chiamano FOCUS, ovvero quello su cui devi concentrarti, è la chiave per sentirti bene o per farti sentire male.

Mettiamo ad esempio una qualsiasi giornata, a un certo punto ti verrà fame, qualsiasi cosa tu stia facendo in quel momento il tuo primo pensiero sarà colmare quel bisogno e finchè non lo avrai fatto la tua attenzione sarà focalizzata su quello. Ad esempio dal vocabolario di latino al frigorifero. (ho fatto l’esempio col cibo, ma anche il dolore è un buon esempio).

Allo stesso modo se siamo pervasi da uno stato di tristezza, tenderemo a focalizzarci sulle cose negative, se viceversa siamo felici, ci balzeranno all’occhio soprattutto quelle positive. Per questo motivo alle persone tristi il mondo appare triste e a quelle felici appare felice.

Esiste un motivo perché il cervello si comporta così; rende stabile il nostro stato emotivo perché confermiamo le nostre percezioni.

 

In conclusione. Con questo non voglio assolutamente dare una soluzione o risposta a tutte le persone stressate e che stanno vivendo questo stato in modo pesantemente negativo, ma dato che lo sto vivendo pure io ho dovuto accettare che la nostra macchina biologica in cui viviamo ha delle regole (che a noi piacciano oppure no) ed è meglio conoscerle e sfruttarle piuttosto che esserne in balia.

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