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Tomford
Inviato

Ciao a tutti,

 

Vorrei raccontarvi la mia storia, durata cinque anni, per filo e per segno ma ci vorrebbe davvero troppo tempo. Fatto sta che da ieri entrambi ci siamo parlati dopo due settimane arrivando al discorso: vuoi evitarmi o possiamo rimanere amici?

Abbiamo entrambi 24 anni, eravamo insieme da 19 esattamente dall'ultimo anno di scuola superiore. Io mi ritengo un ragazzo a modo, educato, cortese, di buona personalità e tanti altri pregi e difetti come ogni altra persona. Ritrovo molte di queste cose in lei.. è molto educata, a modo, graziosa nei comportamenti così come nelle cose di ogni giorno che una donna può fare. Anche lei ha i suoi difetti oltre i suoi pregi. Non ho mai badato troppo ai suoi difetti caratteriali perché ritenevo potessero essere trascurabili, ancor più in ragione del fatto che lei è stata adottata molto piccola ed anche i suoi genitori adottivi sono morti. La mamma poco dopo l'adozione ed il padre sei mesi prima che c'incontrassimo. Ancora oggi mi domando se la morte del padre ed il nostro incontro a distanza di poco tempo abbiano influenzato la nascita della nostra relazione.

I primi tre anni sono stati semplicemente fantastici e stupendi: trascorrevamo insieme molto tempo, sia tra di noi che tra le nostre famiglie (più la mia, che i bricioli di quel che rimaneva della sua). Tra di noi c'era sintonia, affiatamento, attrazione e quant'altro non riesco ad esprimere per dirvi che eravamo uniti. Avevamo in comune la maggior padre delle nostre passioni, desideri e scelte. In ragione di ciò abbiamo iniziato insieme la stessa università nella medesima facoltà e persino in classe insieme. Ma questo non ci creava alcun problema, anzi eravamo sempre più affiatati. Le discussioni, poche a dir il vero, le superavamo sempre nel momento stesso in cui nascevano. 

In questo ho sbagliato io, perché spesso e volentieri lasciavo correre su alcuni suoi errori, testardaggini e comportamenti. Per me non era importante aver ragione, tantomeno rimproverarla perché alla fine entrambi capivamo chi dei due aveva sbagliato. Inoltre, dopo tutto quel che lei aveva passato, credevo non meritasse più di essere triste ed infelice e di questa idea ne ho fatto una delle ragioni della nostra storia. 

I problemi purtroppo si sono presentati circa dopo tre anni, in cui il desiderio di lei era pressoché morto. Abbiamo seguitato per due anni, in cui però non è mancato l'affetto, la sintonia e l'attrazione che c'era tra di noi. Vorrei dire anche amore, ma come posso dirlo se non riusciva ad avere un rapporto con me? Non che non ci provasse, ma quando lo facevamo non riusciva ad essere coinvolta ed attratta. Mi domando chi tra i due ci stesse più male per questo. Questa situazione porta anche me a cedere nel rapporto.. parlo con lei sempre di meno nonostante lei con me abbia condiviso sempre ogni sentimento ed idea, poco a poco ho sempre meno voglia di vederla e di uscire. Questo ci porta a maggio a lasciarci, su sua iniziativa, perché i miei difetti le pesano troppo, più di tutti i miei pregi che tanto ama.

A questo punto io la  vedo come una liberazione, un peso che non ho più. Esco con gli amici, frequento altre donne senza vedere più lei. Mi sembrava che lei ormai era solo un ricordo, per cui provavo e provo tutt'ora un gran bene, ma vedevo e volevo vedere altre donne in maniera spontanea. 

Ciò nonostante torniamo insieme perché una mattina si presenta a casa mia dopo aver fatto svariati chilometri a piedi e mi chiede scusa, con il cuore in mano e tra le lacrime mi parla dei suoi sentimenti e mi chiede di tornare insieme perché nonostante i miei difetti i miei pregi e le sue emozioni le fanno capire che questa è la strada giusta. Torniamo insieme con la promessa di migliorare il nostro rapporto correggendo i nostri difetti, sia da parte sua che mia. La nostra relazione, sessualmente, riprende alla grande. Sessualmente mi sento appagato e felice, penso che anche per lei fosse lo stesso. Era attaccata a me come una volta, appagata.

Devo ammettere che lei lo ha fatto davvero, a provare a correggersi, ma io no. Mi son sempre detto che, tornando con lei, avevo perso un occasione per fare nuove esperienze che io volevo fare. Mi son di nuovo lasciato andare, trascurandola. Sostanzialmente lei si deprime facilmente, probabilmente anche per quel che ha passato. ma tra le cose che la sollevavano su vi ero io. Però il mio non voler uscire, voler andare, voler fare, non volerla aiutare, la deprimevano troppo. Questo l'ha portata a lasciarmi, due settimane fa, dicendomi tra le lacrime che non provava più nulla per me. Io sono sicuro che non fosse esattamente con me, sono invece convinto che la nota deprimente della nostra relazione l'abbia portata a guardare al futuro il "noi" che in quel momento era negativo. Per me prova ancora molti sentimenti, me lo dice anche lei, ma non è amore. Ma se la conosco bene, penso che abbia talmente tante idee in testa e confusione che non è certa di quel che prova.

 

Ma io vi scrivo perché il fatto strano è che io, nuovamente, mi sentivo libero dopo essersi lasciati. Almeno fino a ieri pomeriggio quando ci siamo parlati per stabilire che tipo di rapporto vogliamo mantenere ( in virtù del fatto che andiamo a lezione insieme, abbiamo molti amici insieme e comunque 5 anni non sono bruscolini). Sono tornato a casa massacrato, con il cuore a mille e con la convinzione che non voglio perderla. Perché può avere i suoi sbalzi di umore lunatici che la portano a fasi alterne ad avere un comportamento depresso e negativo, ma a me piace lei così com'è. Dopo aver letto i testi di Franco ora saprei come tenere in mano la nostra relazione, come guidarla, perché leggendo i racconti di Franco e ripensando alla nostra esperienza mi rendo conto che lei sarebbe una di quelle donne stupende di cui lui scrive e che io avrei potuto benissimo guidare e non lasciarmi guidare. 

Ripeto che è una ragazza che si mostra solare ma in realtà dentro è molto triste, ma è una brava ragazza che a me piace tanto. Mi amava per quel che ero, e solo ora mi rendo conto che per renderla felice mi sarebbe bastato portarla una volta ogni tanto a fare una passeggiata, mano nella mano, in qualche bel posto vicino casa. Quel che mi ha detto è che non potevamo stare insieme per come io mi stavo lasciando andare, mettendola da parte. Però, da parte sua, il sentimento era ancora vivo ma non corrisposto. 

 

Mi rendo conto di essere in ONE-ITIS e che probabilmente tante di quelle cose che io dico son dettate da ciò, ma su una cosa son sicuro: per me lei prova ancora molto e per rendere il nostro rapporto felice mi basterebbe non lasciarmi andare. Essere di compagnia, giocare con lei durante le sere tra amici, portarla ogni tanto a fare una passeggiata. Dirle di si quando mi dice "usciamo" anziché risponderle sempre che non mi va. Da come ieri mi guardava, percepivo che a lei dispiaceva.. e siamo rimati con l'idea che forse, facendo tesoro dei nostri errori e correggendoli, se domani ci conoscessimo tra di noi ci sarebbe stata un'ottima relazione.

Ma ho paura che, nonostante lei ancora provi molto per me, ormai quella fiamma sia spenta. Per sempre.

 

Grazie a chi avrà voglia di leggere fino alla fine questo mio sfogo.

 

 

Neoxxx
Inviato
2 ore fa, Tomford ha scritto:

Mi rendo conto di essere in ONE-ITIS e che probabilmente tante di quelle cose che io dico son dettate da ciò, ma su una cosa son sicuro: per me lei prova ancora molto e per rendere il nostro rapporto felice mi basterebbe non lasciarmi andare. Essere di compagnia, giocare con lei durante le sere tra amici, portarla ogni tanto a fare una passeggiata. Dirle di si quando mi dice "usciamo" anziché risponderle sempre che non mi va. Da come ieri mi guardava, percepivo che a lei dispiaceva.. e siamo rimati con l'idea che forse, facendo tesoro dei nostri errori e correggendoli, se domani ci conoscessimo tra di noi ci sarebbe stata un'ottima relazione.

 

Sono l'ultimo che potrebbe darti consigli su come procedere viste le mie condizioni però voglio capire queste parole...quando eravate insieme non uscivate mai? Perchè quando ti chiedeva di uscire le dicevi di no?

Tomford
Inviato
5 minuti fa, Neoxxx ha scritto:

Sono l'ultimo che potrebbe darti consigli su come procedere viste le mie condizioni però voglio capire queste parole...quando eravate insieme non uscivate mai? Perchè quando ti chiedeva di uscire le dicevi di no?

Perché non mi andava, non so spiegartelo chiaramente: ero in una fase morta, non mi andava di fare niente e di andare da nessuna parte, con nessuno. E la cosa peggiore è che ritenevo che lei fosse il problema perché troppo iper attiva che voleva sempre andare, fare, uscire, come se non capisse che le cose importanti sono altre e che non si può sempre uscire. Però adesso mi rendo conto che sarebbe bastato poco per accontentare questo suo aspetto, un paio di giorni a settimana fare qualche passeggiata. 

Neoxxx
Inviato

Se era solo un periodo ci può stare, se invece era una cosa che si prolungava posso capire che lei abbia percepito questo tuo non voler uscire come una cosa negativa. Capirai bene che se io magari lavoro/studio tutta la settimana e il weekend voglio uscire con il mio ragazzo se quello mi dice sempre di no mi faccio qualche domanda. Ma non do neanche la colpa a te se non andava di fare una cosa non dovevi essere obbligato.

Comunque ti posso dire che anche uscire insieme è molto importante, si fanno esperienze insieme e sono quelle che poi loro si ricorderanno.

Non si ricorderanno quella estate in cui siete stati a casa ma si ricorderanno quella vacanza magnifica insieme...

  • Mi piace! 1
Reed
Inviato
Il 11/10/2016 alle 10:35 , Tomford ha scritto:

 

Ma ho paura che, nonostante lei ancora provi molto per me, ormai quella fiamma sia spenta. Per sempre.

 

Grazie a chi avrà voglia di leggere fino alla fine questo mio sfogo.

 

 

ti parlo con esperienza a riguardo perche anche io ho avuto una relazione molto simile.
Il punto è, che anche se tornaste insieme, alla fine ti adagierai, ma non è colpa tua, vi siete conosciuti da bambini pertanto la vostra relazione non si è "adeguata" alle situazioni circostanti. (da qui la poca voglia di uscire etc)
Ecco perchè quando poi lei non c'è vai a mille e vuoi spaccare il mondo.
Non è sbagliato tempismo, è semplicemente che una grande affezione dovuta ad una relazione durata nel periodo della crescita non vi fa rendere conto che siete bloccati nel passato. (in america si chiamano High School Sweetheart, quelli che al liceo stanno insieme pensado di vivere per sempre insieme, e o si lasciano dopo qualche anno, ricordandosi comunque per sempre, o arrivano a sposarsi e condurre a 50 anni la stessa vita che conducevano a 20).
Io che ci son passato, so cosa provi e ti dico : sarà davvero molto dura, per entrambi, ma la strada migliore si trova davanti, non indietro.

wellos
Inviato

Stessa identica cosa. Mi son adagiato, periodo morto, la facevo uscire con le amiche ed io a casa, oppure giro con gli amici. alla fine si è rotta e ha messo la parole fine 

Tomford
Inviato

Ritrovo parte dei miei pensieri in molti vostri discorsi, tuttavia per quanto è difficile non riesco ancora ad andare avanti a testa alta. Sto un po meglio, uscire con gli amici e frequentare nuove persone mi aiuta a non pensarci tutto il tempo. Però ogni volta che conosco una donna nuova, istintivamente, la confronto con lei e per me lei è sempre migliore. 

Poi quando dice sfortuna dice così tanta sfortuna che è difficile trovarne una più bella di lei o almeno pari a lei.

Stavo persino pensando di farla ingelosire con altre ragazze. Quest'estate frequentando altre ragazze, non facendolo di proposito, lei si è fatta risentire e mi voleva ancora. Adesso non credo servirebbe, lo vedo e lo sento quando l'abbraccio oppure quando una sera, pochi giorni fa, abbiamo dormito insieme dopo aver parlato per alcune ore. 

Nel sonno era tipico di lei cercarmi, abbracciarmi o comunque rannicchiarsi vicino a me. Adesso non lo fa più, ormai la "sua fiamma" si è spenta e come dice Reed bisogna andare avanti. Ma è davvero difficile. 

kelly
Inviato

ciao ho letto la tua discussione e mi ritrovo all' opposto nel tuo racconto. hai qualche consiglio da darmi per  non arrivare alla fine di una relazione?

Tomford
Inviato
Il 18/10/2016 alle 12:34 , kelly ha scritto:

ciao ho letto la tua discussione e mi ritrovo all' opposto nel tuo racconto. hai qualche consiglio da darmi per  non arrivare alla fine di una relazione?

Nel senso che sei tu che "non esci, non fai, ti annoi etc" o nel senso che sei tu ad avere uno cosi?

Se sei tu ad essere "bloccata" il mio consiglio è di pensare a tutte le cose belle e brutte, a tutti i momenti felici trascorsi insieme e poi, dopo averlo fatto, pensare che se non ti darai una smossa.. perderai tutto.

E' inevitabile, prima o poi uno dei due si romperà le scatole di questa noia, di questa monotonia. In base a come siete fatti reagirete in modo diverso. Ma a questo punto non so nemmeno se servirebbe, poiché solo quando è troppo tardi ci rendiamo conto di cosa abbiamo perso. Però pensaci: tutto sommato basta poco per aggiungere quel qualcosa in più e dare sprint alla relazione di tanto in tanto. L'importante è che in quei momenti tu sia veramente coinvolto e partecipe. Se l'altro percepisce che lo stai facendo " perché devi farlo " allora non sarà servito a niente.

 

  • Mi piace! 1
kelly
Inviato
Il 19/10/2016 alle 21:39 , Tomford ha scritto:

Nel senso che sei tu che "non esci, non fai, ti annoi etc" o nel senso che sei tu ad avere uno cosi?

Se sei tu ad essere "bloccata" il mio consiglio è di pensare a tutte le cose belle e brutte, a tutti i momenti felici trascorsi insieme e poi, dopo averlo fatto, pensare che se non ti darai una smossa.. perderai tutto.

E' inevitabile, prima o poi uno dei due si romperà le scatole di questa noia, di questa monotonia. In base a come siete fatti reagirete in modo diverso. Ma a questo punto non so nemmeno se servirebbe, poiché solo quando è troppo tardi ci rendiamo conto di cosa abbiamo perso. Però pensaci: tutto sommato basta poco per aggiungere quel qualcosa in più e dare sprint alla relazione di tanto in tanto. L'importante è che in quei momenti tu sia veramente coinvolto e partecipe. Se l'altro percepisce che lo stai facendo " perché devi farlo " allora non sarà servito a niente.

 

si diciamo che  ho provato e passato ciò che hai descritto ... si ma non è facile dare una smossa se dall' altra parte non ti da uno stimolo o ti aiuta nel dare una smossa. poi voglio dire sono dell' idea tradizionalista che è il maschio a dover riconoscere un po di interesse .. bisogna collaborare !

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