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Resilienza....
Inviato
13 ore fa, vol-à-voile ha scritto:

Se mi manca una relazione? Certo, ma devo anche dire che grazie a questo forum ho finalmente rotto quel dannato velo di Maya che non riusciva a mostrarmi il noumeno del fenomeno, ovvero che una relazione è un cerchio con un inizio e una fine e per cui bisognerebbe prendere sempre tutto alla leggera. 
Questo l'ho capito, già... ora bisogna solo vedere se alla prossima signorina con un bel culo, una mente interessante, interessi comuni ecc non ci ricaschi di nuovo.

Guerra mente corpo,come dice il buon zio Bane,la natura regna sovrana.

@BANEeccezionale...l ironia tragicomica nel descrivere insieme al tuo carnefice la fine,analizzando lucidamente tutti i passaggi(denota una forza spaventosa).

@vol-à-voileparlavi di non riuscire a sorridere davanti alla tua lei,beh c'è gente che sorride andando verso la fine...

Se sei debole verso una pietanza,non mentire a nessuno del tuo piacere...semplicemente sai.

Inviato

Ringrazio innanzitutto ognuno di voi per gli interessanti interventi.

In momenti come questi, in cui vedi che i più che ti circondano "non capiscono", è un piacere non sentirsi soli leggendovi.

Mi sono rivisto in particolar modo in alcuni passaggi di @.screen e di @BANE, in cui si percepisce l’inevitabilità della disfatta, nonostante le “capacità di controllo”, passatemi il termine, dell’interazione che con l’esperienza abbiamo imparato ad ottenere.

Come ho detto nel primo post, credo che questa sia la Fase 2. Hai imparato le Regole per aggiungere tacche al cinturone; ragazzine, ventenni, trentenni, e te ne sei fatte un buon numero.

E poi ti ritrovi sul letto dell’hotel, con le mani giunte dietro la testa, e mentre guardi il soffitto ti chiedi che cosa ti resterà di tutto questo. Inizi a percepire la grande bugia.

La nuova, ennesima ragazza comincia a ventilarti promesse, le solite bugie, a cui quello spiraglio di cuore vorrebbe credere. Ormai è tardi, hai visto il nero; le sorridi, ma dentro di te provi amarezza. L’amarezza di chi sa che nonostante tutto, se la lascerai fare, prima o poi ti distruggerà.

L’amarezza di chi sa che ogni settimana che passi con lei, nonostante tu SAPPIA, ti legherai sempre di più a quella maledetta patata, e non vorrai più perderla. Lentamente i suoi progetti si insinueranno dentro di te, e inizierai a crederci.

Allora riapri gli occhi, la vedi dormire dolcemente accanto a te.. Un sorrisino compiaciuto dopo la notte di fuoco con te. Sembra così innocente, ingenua. E invece i suoi pensieri sono torbidi tanto quanto i tuoi.

Ed ecco che mi chiedo, dove trovare una ragione di felicità in tutto questo?

 Ce ne sono altre di ragioni di felicità, personali. Il lavoro, le passioni, le stronzate..

Ma in questo.. Dov’è la felicità?

8 ore fa, BANE ha scritto:

...

Sono romantico quanto una fatina e spero ogni giorno in uno sguardo dolce di una donna al mio fianco (mentre la natura manda tutto a rotoli,facendo il suo corso) che sfidi la forza di gravità e quella mela (sempre) di troppo.

E' con questo che non riesco a fare i conti.

Con la consapevolezza che non sono l'unico nella vita della mia lei,con le debolezze "naturali" che la affliggono,con il destino segnato dalla realtà che si insinua in ogni dove. Con questo riesco a fare i conti.

...


Quei dannatissimi cellulari.

Hanno sempre il cellulare in mano. Ricevono milioni di messaggi da maschi veramente improbabili (non me ne vogliano,ma una percentuale altissima di maschi lì fuori è mentalmente terminale),e arrivano a perderci del tempo. Scorrono con fare ossessivo la bacheca di Facebook e,ahimè,non guardano i maschi nudi (rapportandole ai nostri interessi: la fregna). Guardano quei dannati gossip. Le tendenze,le idee,il "è giusto"/"è sbagliato" detto da fonti non autorizzate,sospette e melliflue. E ne fanno Bibbia quotidiana. Non hanno tempo per una riflessione,uno spunto,uno scritto,una poesia. Hanno tempo per un hamburger gigante con su scritto "la vida loca" e "hai visto quella sfigata si è lasciata con tizio" e "quelle scarpe sono veramente orribili". Ed è deleterio. Iddio solo sa quanto è deleterio questo meccanismo.

...

Adesso? Adesso al primo "scusami,ti ho risposto tardi perchè stavo giocando a flipper" (ove il ritardo equivale a 13 minuti) lei ha già chattato con tre maschi ed ha preso accordi per un caffè che sfocerà in un pompino in qualche parcheggio nel giro di due uscite con almeno uno di loro e si è schierata su Facebook con quella sua amica che "gli uomini sono tutti stronzi".

.....


Solitamente,trattasi di ego. E' ferita narcisistica veramente dura da digerire la consapevolezza che tu non sarai mai speciale per qualsivoglia donna (no,nemmeno per quelle che te lo dicono) in quanto te stesso/essere umano,ma soltanto nel tempo limite del COME la fai stare.

....
 

 

Ho citato alcuni tuoi passaggi @BANE, nonostante mi sia rivisto in quasi tutto il tuo post.

Ho citato i punti in cui mi ritrovo proprio adesso. Forse è proprio l'ego che si rifiuta di accettare di non poter essere davvero unico per qualcuno. Aumenta l'esperienza, ma la speranza di trovare qualcuna così non cede il passo. E temo sia questo che ci fa soffrire. La non completa accettazione.

I cellulari.. Whatsapp. L'ossessione dei social media. E' una grande follia. E' un mezzo maledetto, perchè forma di controllo psicologico, e via di fuga facile per le scappatelle, da entrambe le parti.

@.screen ha espresso benissimo il concetto.

7 ore fa, .screen ha scritto:

....

Se il cellulare è la loro nuova droga, basta capire come essere parte integrante di quella droga. Come rendere quei messaggi la loro fonte di felicità quotidiana. Quei messaggi che aspetta e che ogni volta che le vibra il cellulare spera che sei tu. Se ci riesci, se riesci a entrare nel suo sistema e prenderne possesso, per quanto sia un possesso effimero, è tua. E un freeze è devastante. E' devastante a livello psicologico ricevere 80 messaggi al giorno e non vedere mai quello che vorresti. Aprire ed essere deluso, ogni istante, per giorni.

Poi si, muovi mezzo dito storto e te la trovi scopata dritto e rovescio dal primo spacciatore che passa. Amen. Ma anche se vai ai 300 all'ora arrivi prima ma se sbagli di un millimetro ti spalmi su un muro come se fossi burro al sole. Fa parte del gioco.

Per l'ikea, le cene... è divertente giocare ai fidanzatini. Basta essere consapevole che stai giocando con il fuoco.

Tu puoi essere la sua droga. Puoi "tenerla stretta", grazie a un frame control di ferro. Strategia di base, quando conosci le regole.

E come ha detto @Kurayami 2 nel suo post, questo è il saper USARE le regole.

Ma non basta. Sono armi a doppio taglio. Sono anche la via di fuga, per te e per lei. Sono anche il modo con cui può castigarti per non aver appagato le sue insicurezze, il suo bisogno di conferme e di attenzioni.

Alla fine della fiera, la tristezza, almeno la mia, deriva proprio da questa incapacità di sfuggire dall'ingranaggio.

Possibile che, se un giorno uno avesse l'ispirazione, non ci sia modo di creare un "compromesso buono", non marcio, accettando gli errori l'uno dell'altro in modo sano?

Forse sono anch'io un romanticone, ma la dicotomia "aggiungere tacche" o "autodistruggersi in qualcosa che ti vedrà vittima", mi rende assai triste.

 

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OldPlayer
Inviato

avete già scritto tutto voi....

personalmente trovo avvilente l'egoismo che pervade l'essere umano..nessuno escluso...ognuno a recitare la sua fottuta parte....

detto questo....le donne sono così.....e gli uomini pure...sperare che tutto cambi perchè non è giusto....è inutile....

C'è felicità in tutto questo? Si...negli attimi in cui qualcosa di diverso sembra possibile ^_^

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Inviato
6 ore fa, Kurayami 2 ha scritto:

Le prime volte.

Poi ti accorgi che quel "qualcosa di diverso" è sempre la solita minestra. Magari con i coloranti.

E allora quegli attimi scatenano piú delusione che altro.

 

Esattamente.. Ma questo non ti rattrista?

Ogni volta che mi ritrovo in una relazione più duratura, col tempo, mi lascio lentamente ma inesorabilmente conquistare dalla speranza che possa esserci "qualcosa di diverso". E puntualmente, sbam. Musata contro il muro.

A me butta proprio giù.

E' come esser dei criceti che girano su una ruota, che corrono, corrono, davanti a uno schermo, sognando una prateria.

BlackSwan
Inviato

Torno alla domanda principale del post: "sei felice?" 

Dipende da come si interpreta la realtà. Credo che se anche tu fossi catapultato in un universo parallelo regolato dalle regole che preferisci, avresti motivo di non essere soddisfatto per qualche ragione. Quello che fa la differenza è il soffermarsi sulle falle del sistema o su quello che invece funziona e alla grande anche.

L'attrazione funziona, una legge biologica senza la quale non troveremmo la partner. Dobbiamo accettarla. 

Una cosa che invece non funziona, ed è tra l'altro insita nel tuo ragionamento, è credere che delegando la nostra felicità a un'altra persona si potrà essere felici. 

E' come dare il portafoglio a un ladro e poi per paura che scappi, lo leghiamo a un palo. 

Quindi, coraggio, sali sulla nave da capitano e recluta chi desideri, con la consapevolezza che con o senza altri compagni saprai dove andare e cosa fare.

Inviato
18 minuti fa, BlackSwan ha scritto:

Torno alla domanda principale del post: "sei felice?" 

Dipende da come si interpreta la realtà. Credo che se anche tu fossi catapultato in un universo parallelo regolato dalle regole che preferisci, avresti motivo di non essere soddisfatto per qualche ragione. Quello che fa la differenza è il soffermarsi sulle falle del sistema o su quello che invece funziona e alla grande anche.

L'attrazione funziona, una legge biologica senza la quale non troveremmo la partner. Dobbiamo accettarla. 

Una cosa che invece non funziona, ed è tra l'altro insita nel tuo ragionamento, è credere che delegando la nostra felicità a un'altra persona si potrà essere felici. 

E' come dare il portafoglio a un ladro e poi per paura che scappi, lo leghiamo a un palo. 

Quindi, coraggio, sali sulla nave da capitano e recluta chi desideri, con la consapevolezza che con o senza altri compagni saprai dove andare e cosa fare.

Senza dubbio, la felicità è uno "state of mind", e non è da ricercare all'esterno di sè stessi.

Ciò che intendevo era più specifico, e riferito al frangente relazioni: se ogni relazione è destinata a finire a prescindere, chi me lo fa fare di investire anche un solo istante nel ruolo di provider?

Negli ultimi anni ho alternato periodi da Lover ed altri da Lover/Provider.

Questo secondo ruolo è stato principalmente una prova per me stesso. La prova che, SE un giorno dovessi volerlo, potrò trovare qualcuno con cui perpetuare i miei geni senza ritrovarmi a non passar dalle porte.

Purtroppo, finora, i risultati sono stati deludenti, e più mi guardo intorno più vedo conferme.

Ecco, questo è ciò che mi rende, in questo frangente soltanto, infelice. Spero di sbagliarmi, ma ne dubito.

 

 

BlackSwan
Inviato
17 ore fa, Percival ha scritto:

Senza dubbio, la felicità è uno "state of mind", e non è da ricercare all'esterno di sè stessi.

Ciò che intendevo era più specifico, e riferito al frangente relazioni: se ogni relazione è destinata a finire a prescindere, chi me lo fa fare di investire anche un solo istante nel ruolo di provider?

Negli ultimi anni ho alternato periodi da Lover ed altri da Lover/Provider.

Questo secondo ruolo è stato principalmente una prova per me stesso. La prova che, SE un giorno dovessi volerlo, potrò trovare qualcuno con cui perpetuare i miei geni senza ritrovarmi a non passar dalle porte.

Purtroppo, finora, i risultati sono stati deludenti, e più mi guardo intorno più vedo conferme.

Ecco, questo è ciò che mi rende, in questo frangente soltanto, infelice. Spero di sbagliarmi, ma ne dubito.

 

 

Se temi possibili sofferenze, non sei obbligato a investire. Certo, investendo, raccogli di più, tutto qui. E paghi soffrendo di più. 

Rammenta che la mappa non è il territorio e uso questa espressione impropriamente per dirti che c'è sempre qualche variabile non compresa nello schema.

Lo schema si avvicina alla realtà, ma non è la realtà. Rischi di creare uno scenario auto-avverante dove le tue paure si realizzano. 

Molte storie finiscono, dunque possiamo dire che le storie finiscono sempre? No. E' molto probabile, ma non è certo.

Finora i risultati sono stati deludenti, ma questo non implica che lo saranno per sempre. 

Capisco che razionalmente è consolatorio enunciare leggi per poi giustificarsi se qualcosa va storto. E' come dire: "E' finita, ma tanto avevo letto che entro 3 anni doveva per forza finire." Ecco, sei libero di crederci fino in fondo o puoi provare a rompere gli schemi.

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senza nome
Inviato

Il paradosso risibile della vita è che per quanto uno si libera delle illusioni l'unico modo per (soprav)vivere è credere in qualcosa: .screen del nichilismo assoluto,Kura di trovare una complice(almeno per quello che ha scritto qui),Old degli attimi,Tyler Durden(per chi ha citato fight)di poter creare un mondo nuovo,Lilian nell'amore supremo,Aivia di costruire una cattedrale,il ragazzo in one-itis nella ragazza di cui è infatuato,il 18enne nell'indipendenza,molti uomini nella carriera e nei soldi,molte donne nel principe azzurro e nella famiglia da Mulino Bianco...

Alcuni posso scegliere in cosa credere,altri non hanno questa possibilità.

A mio avviso questa è l'unica differenza.

 

Ah,.screen il mio discorso potrebbe non suonarti logico,perchè tu non credi in nulla,quindì cosa significa la mia afferemazione che dice che credi in qualcosa? Credere nella nullità dei valori e nell'insignificatatività dell'uomo è comunque una credenza. Si tratta un pò di come quando un ateo dice di non credere e ciò comporta che fa comunque un atto di fede:crede che non esiste Dio. Non puoi saperlo per certo,puoi solo crederlo. E la tua assoluta certezza che nulla valga è solo una tua credenza,supportata dalla tua esperienza,dalle tue prove e dalla tua interpretazione ai fatti che vedi accadare intorno a te.

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vojvoda
Inviato

Concordo. comunque Percival non ti preoccupare, la natura è stata abbastanza furba da farci abbastanza tonti, perlomeno abbastanza tonti per ricascarci ogni volta (intendo nel credere in qualcosa).

Altrimenti non potremmo semplicemente affrontare la quotidianità...citando Ingmar Bergman: "Nessuno può vivere sapendo di dover morire un giorno come cadendo nel nulla senza speranza."

^'V'^
Inviato
Adesso, Kurayami 2 ha scritto:

 

L'ateo agnostico (di cui faccio parte) definisce una mancanza di fede dovuta alla mancanza di conoscenza.

Consapevolezza, questa, che si potrebbe "paradossalmente" sintetizzare in "gnosi".

Forse perché  meno per meno fa più. 

Forse perché le "A" privative si elidono l'una con l'altra. 

E ciò che rimane è appunto la conoscenza divina. 

Ossia, quel momento in cui smetti di belare e proiettare responsabilità in cielo e ti assumi il peso e l'onore di Essere. 

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