Montparnasse [Partecipante] 470 Inviato 13 Dicembre 2016 Inviato 13 Dicembre 2016 Grazie, OuterSpace. OuterSpace ha reagito a questo 1
DatFreeman [Élite] 3711 Inviato 31 Agosto 2025 Inviato 31 Agosto 2025 Il 10/12/2016 at 23:23, ^'V'^ ha scritto: A volte noi sottovalutiamo con quanta tenacia il femminile non agisca per stare bene, quanto per fare il male di chi le ama. Per curiosità: A distanza di quasi nove anni, ti senti di confermare questa idea? La vita te l'ha fatta cambiare? È più sfumata? Sei ancora più certo? Ecc
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 174414 Inviato 1 Settembre 2025 Questo è un messaggio popolare. Inviato 1 Settembre 2025 On 8/31/2025 at 4:37 PM, Maldoner said: Per curiosità: A distanza di quasi nove anni, ti senti di confermare questa idea? La vita te l'ha fatta cambiare? È più sfumata? Sei ancora più certo? Ecc L'enunciato era: "A volte noi sottovalutiamo con quanta tenacia il femminile non agisca per stare bene, quanto per fare il male di chi le ama." Fermo restando che la particella "A volte" è importante, perché non è una frase assolutista, come ipotesi generale a distanza di nove anni posso serenamente affermare che le motivazioni più tipiche femminili nel fare danni non partono dall'intento primario di nuocere chi le ama. Anche se nel caso in oggetto, della tipa che sta con quello che più ferisce la sua famiglia, era proprio così. In sotto campioni e contesti specifici (non rari comunque, come gelosia emotiva, asimmetrie di valore nel mercato sessuale, tratti "dark triad" nella personalità, tratti cluster B, deficit di autoregolazione emotiva, abuso o anche uso di sostanze) notiamo molte donne che adottano tattiche "cost-inflicting" (esempio induzione di gelosia per vedere reazioni forti, che vanno dal mettere la pulce al farsi fare dall'amico o capo di lui, ecc) ed infliggono deliberatamente disagio al partner o a chi le ama (ossia le uniche persone più deboli di loro, esclusi i figli piccoli, perché appunto hanno un debole per loro), come strumento di ritenzione (credono che a spezzare il cuore a uno lo si avvicini e leghi). Molte strategie usate dalle donne per trattenere alle proprie condizioni un partner, sono strategie che provocano emozioni negative e malessere (disagio, ansia, rabbia) nel partner stesso. In questo caso il fare del male è strumentale allo scopo, non è lo scopo. Si può considerare che fare del male ad un maschio per ritenerlo equivalga ad allenarsi nella maratona per mettere su massa e volume muscolare, ma anche se il risultato di tanto affanno tende al risultato opposto del desiderato, rimane la considerazione che sono azioni volte ad uno scopo, e che utilizzano il fare del male come strumento e non come scopo in se stesso. Il fatto che alcuni dispetti sociali siano intenzionali e deliberati, come tattiche cost-inflicting per indurre disagio e gelosia, flirt mirati, segnali di disponibilità verso altri, uscire con lui in pantaloni e maglietta e poi rendersi attraente al massimo per uscire con l'amica o per andare in palestra, ecc... è sì un fare dispetto e danno di proposito, ma come abbiamo visto questo è uno stumento che la persona spera di usare per ottenere il suo scopo, che è l'indebolimento del partner e così il suo ripiego centripeto rispetto alla relazione, invece che maschile centrifugo sano. Una cosa interessante in questo è che se da un lato ormai sappiamo che la gelosia sessuale maschile è diversa dalla gelosia emotiva femminile e del fanciullo (verso il caregiver), queste due non sono variabili discrete ma continue, forzare la scelta tra quale delle due provi, è fuorviante e porta a vedere sola gelosia sessuale nei maschi e sola emotiva nelle femmine, quando invece si va notando che sono variabili continue, e ognuno dovrebbe avere la manopola del volume di entrambe, allora noteremmo che sì, i maschi hanno una gelosia sessuale biologicamente hardwired e motivata, da cui derivano comportamenti e risposte al dolore che possono andare oltre la capacità di autoregolarsi, ma molti maschi hanno anche qualche tacca della gelosia "femminie e del bambino", quella emotiva, e viceversa. Insomma, dipende dal paradigma di misura e questo invita prudenza nell'inferire l'intenzionalità malevola da differenze di reattività emotiva a stimoli differenti. Ad esempio (esempio mio recente) tu apri lo sportello dell'auto alle donne, belle o brutte, giovani, vecchie, è una tua consuetudine automatica. Ma lo apri ad entrambe, quella dove fai sesso e una sua amica (che ti piace zero), e dopo due settimane ancora devi fare i conti con rinfacciamenti, accuse, stronzate demenziali, che come tali vedi se hai la barba. Alcune donne non riuscendo a gestire quello che sentono in queste situazioni partiranno con rinfacciamenti, accuse strampalate, ossia reazioni di ira incontrollata. Altre con rivalse e vendetta che come uomo ti sembreranno follie, perché se hai la barba non senti quello che sente lei, altrimenti non saresti un uomo e nemmeno una donna, bello schifo. Ma nemmeno lei, capisce come mai se ti ha detto che ad uno ha solo fatto un bocchino ad una festa (dove tu non sei andato perché stavi lavorando per pagare il conto del ristorante nel quale invece di mangiare e sorridere, ti sta disturbando con questa storia), tu sia così nervoso ed agitato, quando ti ha spiegato dieci volte che a lui non dà i pomeriggi a parlare sul divano e le attenzioni che hai tu, che con lui è stata solo una cosa di sesso... Se parliamo di condizioni moltiplicatrici e moderatrici, vediamo che quando in lei sono presenti narcisismo, machiavellismo, psicopatia - bastano tratti, non serve il disturbo di personalità pieno - aumenta la probabilità di comportamenti deliberatamente dannosi verso il partner innamorato (anche verso quello che se ne sbatte, ma quello che se ne sbatte, appunto, prende la porta e saluta, con lui non attacca). Vediamo poi il deficit di regolazione emotiva e fino ai disturbi psichiatrici, che in passato erano considerati quelli che ti portano al manicomio ma oggi sono se non la norma, abbastanza comuni. Da questi deriva una ben nota difficoltà nel modulare rabbia/scatti d'ira/impulsi e notiamo anche una certa comorbilità (tipica ragazza con tratti border line in comorbilità con depressione - non importa severa), che elevano il rischio di comportamenti a danno diretto del partner. Un'altra condizione è la dinamica di coppia, dove osserviamo che asimmetrie nel "mate-value" e nell'autostima (che siano discrepanze reali o percepite per troppi like e "sei bellissima" o anche per troppe paranoie e insicurezze personali), possono portare all'uso di tattiche di ritenzione che, abbiamo visto, arrivano ai ben noti "fare terra bruciata a lui socialmente", "farsi il suo capo al lavoro per ridicolizzarlo e far sì che non potrà mai scopare una collega", farsi il suo amico così lo sapranno tutti e non scoperà nessuna che conosce", o ai soliti gesti e status/story fatte per far ingelosire ecc. Notiamo spesso la gelosia come trigger, ed essendo una gelosia diversa da quella dell'uomo adulto e biologicamente determinato a tener lontano lo sperma altrui dall'utero su cui investe tempo, risorse ed attenzioni, ci può sembrare pura follia distruttiva. Questa gelosia, non è solo triggerata nella donna da comportamenti del maschio, sue attitudini o desideri manifestati. Può sfuggire all'uomo adulto e autogestito, ma in moltissime donne i "confronti verso l'alto" sull'aspetto fisico (esempio vedere un sacco di modelle strafighe sui social) aumentano l'insicurezza e la gelosia emotiva, il che media sia tattiche di benefit-provisioning in alcune (ti sistemano la camera e ti fanno da mangiare qualcosa di buono per aggiungere valore al loro aspetto normale rispetto a quelle che vedono), sia purtroppo tattiche cost-inflicting, in cui ti fanno danni o cercano di distruggere la tua sicurezza in te stesso e nella tua virilità, per farti chiudere a riccio a protezione del poco che hai, invece di farti guardare intorno dove (almeno sui social) pare che le altre siano tutte modelle di intimo. Anche in questo caso, i danni che una può arrivare a fare alla vita sociale, professionale ed interiore di un partner sono importanti, ma non parliamo di danni come scopo, quanto di danni come strumento per cercare di ottenere uno scopo. Una cosa che ho poi osservato per molti anni intervenendo in risse e litigi per lavoro, è la bidirezionalità del conflitto. Anche se in molti casi parliamo di conflitto asimmetrico, perché lui non può venire alle mani che sono l'unica cosa in cui è più potente, mentre lei può fare impunemente tutto quello che rovina la vita e il benessere a lui, è comunque osservabile nelle coppie che il contesto può diventare di reciproca aggressività (anche passivo-aggressiva), il che va poi ad amplificare le tattiche dannose della donna, ma senza essere stati presenti (con spirito distaccato e neutrale) a tutti i prodromi, i botta e risposta di aggressioni passive e omissioni, può risultare assurdo il comportamento bruttissimo della donna. Chi osserva con spirito distaccato e neutrale, tuttavia, noterà anche che lo scambio di aggressioni passive precedenti non deve per forza essere reale, perché basta sia percepito. Io ad esempio non ho tempo per rispondere a Whatsapp, e se avessi quel tempo lo userei in modo più proficuo per me e la collettività, non lo faccio per aggredire le altre persone in modo passivo, ma quello che importa è come una persona percepisce, i comportamenti normali e non aggressivi dell'altra. Una tipa può farti una guerra di comportamenti passivo aggressivi come risposta ad un tuo comportamento normalissimo che non aveva alcuna finalità di aggressione o svalutazione. Ma quello che ci interessa è che lei - nella sua testa - non lo sta facendo per fare danno, ma per vendicarsi del danno ricevuto o per incapacità a gestire la rabbia innescata da una tua omissione normalissima o mancanza di rispetto percepita da lei ed assolutamente non intenzionale. (ognuno ha la sua lista di cosa sarebbe mancare di rispetto, e spesso cascano le braccia a farsi tirare addosso le liste altrui, per quanto sono arbitrarie e fuori da ogni grazia di logica o costrutto ascrivibile all'essere umano). Abbiamo poi dal punto di vista del contesto, dell'ambiente e dello stato interiore una situazione sociale assolutamente nuova nella storia e preistoria umana, e ne abbiamo tutti dei pro (grossi, pro) e dei contro (anche importanti). Non si erano mai viste, che gli storici riconoscano, le donne bere così tanto alcool, usare così tante sostanze, e nemmeno essere così stressate (sto citando i rilevamenti fatti nel mondo occidentale che mostrano un continuo aumento di stress femminile e una diminuzione della loro felicità autoriportata. Il che può sia significare che siano di fatto meno felici, che significare che le aspettative si siano alzate anche irragionevolmente e quando ti confronti di continuo con lo stile di vita delle principesse celebrity superfighe o con le aspettative dei media - donna che al contempo è un calciatore, un imprenditore, una mamma, un'amante soddisfatta... e pure con un maschio (?) che fa sesso solo con lei sia come comportamento che come desiderio che come attitudine. - può darsi che il gap tra dove sono e dove sono "tutte le altre" diventi motivo di infelicità autoriportata.). Ovviamente tutti conosciamo i pro di incontrare ragazze che escono tra ragazze ed hanno voglia di sballarsi e fare sesso, ma tutti ne riconosciamo anche i contro, quando dalla parte sbagliata del fidanzato ci dobbiamo stare noi. Stress, alcool, sostanze, "legittimano" molti dei comportamenti che a mente lucida sembrano scelti e fatti apposta per fare il massimo dispetto possibile a chi le ama. Abbiamo poi come condizione la storia di comportamenti osservati nell'infanzia (moltissime madri dalla fine degli anni 60 trattano da idiota e senza rispetto il padre davanti ai bambini) e questa esposizione infantile aumenta alcuni rischi, molti dei quali trovano condizione fertile nei problemi col padre o nell'osservazione della madre che fa dispetti al padre. Per problemi col padre intendiamo sia il padre allontanato per divorzio, per cui abbandonatore volontario o meno, sia il padre presente ma che non tiene le briglie degli sbalzi d'umore della madre col polso fermo, facendosi spesso usare come scarico del cesso di tutto lo stress e le frustrazioni materne, davanti a bambini che crescono imparando come funziona la dinamica di coppia. (Sto evitando di parlare del problema opposto, di padri che maltrattano le madri, non perché non esista e non sia rilevante, ma perché stiamo parlando di condizioni potenzialmente moltiplicatrici di certi comportamenti femminili). Interessante, rispetto a nove anni fa, è stato aprire gli occhi sul meccanismo del "rancore del beneficiato", che spiega molti di quei "tu quoque bruto", di quei "devono mordere la mano che le nutre" a cui assistiamo. Si assiste a questo in maschi e femmine, ma giacché qui siamo al 93% maschi che parlano delle femmine che gli tocca frequentare per le loro esigenze diverse da quelle femminili, e giacché il rancore del beneficiato va verso chi ti aiuta, e di solito ad un uomo lo aiuta un altro uomo più potente che può aiutarlo... Allora sembra parliamo solo di donne che mordono, ma quando ho aiutato un altro maschio, nel 30% dei casi ne ho ricevuto lo stesso rancore e comportamenti derivati (ognuno davanti alla sensazione di risentimento e rancore agirà in base al suo carattere e possibilità). Poi dobbiamo parlare della differenza tra aggressione diretta (pugno in faccia e calcio in culo) e aggressione indiretta. Se parliamo di aggressione relazionale (esclusione, pettegolezzo strategico, svalutazione pubblica, disprezzo davanti ad altre persone, sabotaggio dello status) è ben presente anche in relazioni romantiche e nei giovani adulti è usata frequentemente, con livelli maggiori osservati nelle donne e nei democratici-woke. Parlo del contesto romantico. Dobbiamo considerare che l'aggressione indiretta serve ad infliggere costi sociali e di status quando l'aggressione diretta è meno conveniente. Il solito "fare terra bruciata". Dico che dobbiamo considerarlo, perché se è vero (non c'ero, lo raccontano ma non l'ho mai visto) che 50-100 anni fa nessuno criticava un uomo per un ceffone a sua moglie, ossia un'aggressione diretta non aveva troppi costi sociali per l'uomo, mentre era rischiosa fisicamente per la donna... Oggi andremo via via osservando donne che aggrediscono direttamente perché consapevoli che se lui risponde ne ha costi sociali insostenibili, ma anche sempre più uomini che scivolano nell'aggressione relazionale "di tipo femminile", avendo troppi costi sociali nel "modo maschile" di risolvere le divergenze di vedute o necessità. Sul piano comportamentale, le vendette sessuali mirate post rottura (attenzione, non post chiusura della relazione, ma intendo rottura come momento di rottura, incomprensione, divergenza di necessità, ecc.) è ben documentato sia qui, che nelle nostre vite, che in letteratura, un picco di revenge sex, ossia un uso strumentale del sesso per ferire chi è coinvolto emotivamente (sesso con altri, e spesso scelti apposta per aumentare il danno). Più spesso questo tipo di comportamento si manifesta in chi è stato lasciato (se parliamo di chiusura o in chi ha "subito la rottura", se parliamo di momento in cui c'è una rottura), e probabilmente sarebbe a parimerito tra i sessi con l'unica specifica che lui in quei momenti cerca da fare sesso per tornare a stare bene e non per ferire altri, ma non lo trova o non facilmente, lei lo trova facilmente e tende a farlo per vendicarsi della rottura o delle diverse necessità nella relazione. Prima abbiamo parlato di condizioni che possono moltiplicare o attenuare, ora per concludere vediamo condizioni che possano rendere invece predittivo l'enunciato. La prima è la regolazione emotiva non pervenuta quando in combo con attaccamento insicuro e ansioso. Questa combo amplifica ed intensifica la gelosia, le continue percezioni ostili nelle intenzioni altrui, le letture completamente distorte delle emozioni del partner, e aumenta a livello quasi predittivo la probabilità di comportamenti dannosi (provocazioni, violenze sociali, test estremi del legame, ecc). In questa combo di condizioni il "ferire chi le ama" diventa una tattica reattiva continua, solo che è reattiva a cose che non esistono fuori dalla di lei testa. La seconda è la compresenza di tratti Dark e Cluster B (parlo di tratti, se parliamo di disturbi della personalità non stiamo parlando di ragazze o donne, ma di persone con disturbo di personalità e lì non c'è fine all'entropia, rimaniamo nell'ipotesi di persone con tratti). Narcisismo, psicopatia, machiavellismo, border, eccetera si associano a continue tattiche manipolative, minacce di rottura, strumenti di controllo vari che spesso passano per il fare del male a chi le ama. Abbiamo anche parlato di trigger femminili specifici come le comparazioni verso l'alto, ma anche se ad un maschio possono sembrare strane come motivazioni, questa delle comparazioni verso l'altro è una condizione che dobbiamo inserire più tra le predittive che tra le amplificatrici. Nelle donne, comparazioni fisiche al rialzo aumentano la gelosia (ripeto, anche se non è lui a farle e non sono fatte con donne attorno a lui, ma viste sui social) e questa gelosia può sfociare in tattiche di maggiori benefit per il partner, ma può assolutamente invece sfociare in condotte come l'induzione di gelosia, il tira e molla pesante con triangolazione, ecc. Infine, anche la "sindrome del beneficiato", che non appartiene a tutte, ma in quelle cui appartiene si fa proprio condizione predittiva, notiamo che quando uno investe, la beneficiata può avere reazioni ostili verso chi la ama e per questo investe. Scappatoia è quando si investe e si beneficia l'altro senza nessuna aspettativa esplicita o implicita, nessuna contropartita, e di nascosto senza che nessuno sappia che lei è stata beneficiata. Ma a quel punto iniziamo a parlare di money slave o situazioni del genere. Altra scappatoia è scegliere di beneficiare persone capaci di animo grato, ma ovviamente sono scelte che in scarsità e con il cuore e le palle due contro uno in conflitto col cervello, non sempre sono facili. Riguardo al ferire chi le ama, va detto che più è alta l'interdipendenza ed il commitment, così come la dipendenza da una sola fonte (di sesso, di amore, quello che uno cerca), più aumenta la vulnerabilità alle mosse ostili dell'altra. I pugni in faccia danneggiano chi ti ama e chi ti odia, ma con quanto più uno si infila in una relazione impegnata e vive una dipendenza e impegno/investimento, con quanto più i colpi non fisici hanno impatto. Fare le stesse vigliaccate a chi non le ama, non ha effetti se non derisione e allontanamento, per cui assisteremo di fatto a più comportamenti dannosi per il maschio lì dove egli abbia appoggiato il proprio cuore, che altrove. Nel prossimo post, a parte puntare il dito (ricordo che parliamo di donne perché qui in maggioranza frequentiamo donne e sono loro a morderci la mano nel caso, ma si può parlare anche dei maschi), vediamo le due cose più importanti, che sono i segnali indicatori e le mitigazioni. Seth44, CrowBagger, Marco_drake e 10 altri ha reagito a questo 4 7 1 1
^'V'^ [Aivia Demon] 174414 Inviato 1 Settembre 2025 Inviato 1 Settembre 2025 Implicazioni Operative Abbiamo Indicatori (early warns), che vanno dalle triangolazioni ripetute (citare di continuo ex, colleghi "alpha", amici o capi del partner) con pattern di induzione deliberata di gelosia, alla svalutazione pubblica e privata, così come gossip ai danni della reputazione, esclusione sociale (incluso impedirgli di coltivare le proprie conoscenze esterne alla relazione). Abbiamo il momento in cui notiamo segnali di evitamento/ostilità dopo aver fatto del bene, del beneficio, soprattutto se volontariamente o meno vi era un po' di debito implicito o aspettative. Un esempio di aspettative è farle prendere la patente. Una cosa è pagarle la scuola guida e poi se vuole fare i quiz e le guide e l'esame fatti suoi. Una cosa è pagarle la scuola guida con l'aspettativa che prenda la patente (che vuole, che desidera, ma che ora è diventata debito implicito). Infine i pattern di attaccamento ansioso come i soliti mi manchi dopo venti minuti che vi siete salutati e ti senti libero per tre giorni perché hai scaricato bene, l'ipervigilanza, i continui test del legame e richieste di conferme, l'escalation emotiva senza senso su minacce percepite (normalmente immaginarie). E tutto ciò che rientra nel Cluster B e tratti Dark in genere. --- Fermo restando che la scelta ideale è prendere la porta, ma che non tutti hanno questa scelta, per pressioni interne od esterne, come Mitigations, abbiamo il mettere dei paletti chiari più reframing del beneficio (erogare del valore senza comunicare aspettative ed enfatizzare autonomia e scelta della partner per ridurre il senso di debito e così abbassare il rancore del beneficiato.) Abbiamo la de-triangolazione, risposta zero alle esche, rinforzo positivo su comunicazioni dirette, rimozione dell'attenzione su comunicazioni indirette ed esche, time out breve se persiste induzione deliberata di gelosia, NO ALCOL (nemmeno PREDATOR ALCOLISMO) in finestre di conflitto. Nemmeno spiegare che l'induzione di gelosia che le donne attuano non si sa per quale ragione, correla con esiti disfunzionali e non con gli esiti che lei spera di ottenere. Praticamente mangiare gli spaghetti col martello e incapponirsi a piantare chiodi con la forchetta. L'illusione probabilmente è data dalla combo micidiale del falso positivo e della miopia di genere: falso positivo perché per la legge biologica del vantaggio spermatico dell'ultimo, la gelosia nel maschio si associa con un distacco emotivo ma con alcuni giorni di aumentato desiderio sessuale (vincere sul probabile sperma ostile), ma poi c'è il crollo del coinvolgimento (il figlio può essere di chiunque, si sono solo alzate le probabilità). Miopia di genere perché le donne trovano più attraente uno che fa altre/che ha altre attraenti che lo vogliono, proiettando questo sentire sui maschi (per cui non funziona per niente allo stesso modo), possono arrivare a pensare che dare dubbi pesanti sulla certezza della paternità porti a maggiore coinvolgimento emotivo (!?). Altra mitigazione è lo screening di marker di tratti dark - cluster B (bassa empatia, grandiosità ostile, strumentalità, comportamenti manipolativi, ecc). Siccome questi elevano i comportamenti cost-inflicting, la mitigazione è tenere l'ingaggio a bassa esposizione emotiva e alto controllo oppure, se possibile, DND (Do NOT Date). Deriva dal linguaggio Do Not Deploy in analogia al brevity code NATO. E' una regola di ingaggio (ROE) che indica astensione totale dall'ingaggio relazionale con il soggetto. Scatta quando i red flag disposizionali per tratti dark-cluster B rendono l'operazione BLOOD ad alto rischio e sicuro ROI negativo sia in TRIBE che BLOOD che FOOD. No Go Zone. Hic Sunt Leones. Non entrare, non testare oltre, non investire. (Se si vogliono preservare fitness, tempo, status, denaro ed energie. Se a uno fanno schifo queste nature e vuole l'annullamento di sé, scelga liberamente). Ultima mitigazione con soggetti ansiosi con attaccamento insicuro (se proprio non è possibile evitare), mandare messaggi di sicurezza e continue richieste di feedback su come sta, come si sente... perché riducono le interpretazioni ostili di ogni silenzio o momento in cui uno ha da fare, e riducono i test violenti del legame. Infine abbiamo i momenti di disingaggio EXIT o almeno PAUSE. Quando il soggetto passa da aggressione relazionale a tentativi di ricatto e controllo coercitivo. Quando il soggetto passa da accennare ad amici/capi al lavoro del partner a vere e proprie triangolazioni e flirt con questi per ritorsione esplicita. Quando il soggetto invia segnali di svalutazione cronica e tentativi continui di isolamento del partner dalla rete, in questi casi il gioco va interrotto sì o sì. unadonna, Brif, Gianilo e 5 altri ha reagito a questo 1 5 2
Liam Miller [Élite] 90 Inviato 3 Settembre 2025 Inviato 3 Settembre 2025 Il 01/09/2025 at 16:52, ^'V'^ ha scritto: L'enunciato era: "A volte noi sottovalutiamo con quanta tenacia il femminile non agisca per stare bene, quanto per fare il male di chi le ama." Fermo restando che la particella "A volte" è importante, perché non è una frase assolutista, come ipotesi generale a distanza di nove anni posso serenamente affermare che le motivazioni più tipiche femminili nel fare danni non partono dall'intento primario di nuocere chi le ama. Anche se nel caso in oggetto, della tipa che sta con quello che più ferisce la sua famiglia, era proprio così. In sotto campioni e contesti specifici (non rari comunque, come gelosia emotiva, asimmetrie di valore nel mercato sessuale, tratti "dark triad" nella personalità, tratti cluster B, deficit di autoregolazione emotiva, abuso o anche uso di sostanze) notiamo molte donne che adottano tattiche "cost-inflicting" (esempio induzione di gelosia per vedere reazioni forti, che vanno dal mettere la pulce al farsi fare dall'amico o capo di lui, ecc) ed infliggono deliberatamente disagio al partner o a chi le ama (ossia le uniche persone più deboli di loro, esclusi i figli piccoli, perché appunto hanno un debole per loro), come strumento di ritenzione (credono che a spezzare il cuore a uno lo si avvicini e leghi). Molte strategie usate dalle donne per trattenere alle proprie condizioni un partner, sono strategie che provocano emozioni negative e malessere (disagio, ansia, rabbia) nel partner stesso. In questo caso il fare del male è strumentale allo scopo, non è lo scopo. Si può considerare che fare del male ad un maschio per ritenerlo equivalga ad allenarsi nella maratona per mettere su massa e volume muscolare, ma anche se il risultato di tanto affanno tende al risultato opposto del desiderato, rimane la considerazione che sono azioni volte ad uno scopo, e che utilizzano il fare del male come strumento e non come scopo in se stesso. Il fatto che alcuni dispetti sociali siano intenzionali e deliberati, come tattiche cost-inflicting per indurre disagio e gelosia, flirt mirati, segnali di disponibilità verso altri, uscire con lui in pantaloni e maglietta e poi rendersi attraente al massimo per uscire con l'amica o per andare in palestra, ecc... è sì un fare dispetto e danno di proposito, ma come abbiamo visto questo è uno stumento che la persona spera di usare per ottenere il suo scopo, che è l'indebolimento del partner e così il suo ripiego centripeto rispetto alla relazione, invece che maschile centrifugo sano. Una cosa interessante in questo è che se da un lato ormai sappiamo che la gelosia sessuale maschile è diversa dalla gelosia emotiva femminile e del fanciullo (verso il caregiver), queste due non sono variabili discrete ma continue, forzare la scelta tra quale delle due provi, è fuorviante e porta a vedere sola gelosia sessuale nei maschi e sola emotiva nelle femmine, quando invece si va notando che sono variabili continue, e ognuno dovrebbe avere la manopola del volume di entrambe, allora noteremmo che sì, i maschi hanno una gelosia sessuale biologicamente hardwired e motivata, da cui derivano comportamenti e risposte al dolore che possono andare oltre la capacità di autoregolarsi, ma molti maschi hanno anche qualche tacca della gelosia "femminie e del bambino", quella emotiva, e viceversa. Insomma, dipende dal paradigma di misura e questo invita prudenza nell'inferire l'intenzionalità malevola da differenze di reattività emotiva a stimoli differenti. Ad esempio (esempio mio recente) tu apri lo sportello dell'auto alle donne, belle o brutte, giovani, vecchie, è una tua consuetudine automatica. Ma lo apri ad entrambe, quella dove fai sesso e una sua amica (che ti piace zero), e dopo due settimane ancora devi fare i conti con rinfacciamenti, accuse, stronzate demenziali, che come tali vedi se hai la barba. Alcune donne non riuscendo a gestire quello che sentono in queste situazioni partiranno con rinfacciamenti, accuse strampalate, ossia reazioni di ira incontrollata. Altre con rivalse e vendetta che come uomo ti sembreranno follie, perché se hai la barba non senti quello che sente lei, altrimenti non saresti un uomo e nemmeno una donna, bello schifo. Ma nemmeno lei, capisce come mai se ti ha detto che ad uno ha solo fatto un bocchino ad una festa (dove tu non sei andato perché stavi lavorando per pagare il conto del ristorante nel quale invece di mangiare e sorridere, ti sta disturbando con questa storia), tu sia così nervoso ed agitato, quando ti ha spiegato dieci volte che a lui non dà i pomeriggi a parlare sul divano e le attenzioni che hai tu, che con lui è stata solo una cosa di sesso... Se parliamo di condizioni moltiplicatrici e moderatrici, vediamo che quando in lei sono presenti narcisismo, machiavellismo, psicopatia - bastano tratti, non serve il disturbo di personalità pieno - aumenta la probabilità di comportamenti deliberatamente dannosi verso il partner innamorato (anche verso quello che se ne sbatte, ma quello che se ne sbatte, appunto, prende la porta e saluta, con lui non attacca). Vediamo poi il deficit di regolazione emotiva e fino ai disturbi psichiatrici, che in passato erano considerati quelli che ti portano al manicomio ma oggi sono se non la norma, abbastanza comuni. Da questi deriva una ben nota difficoltà nel modulare rabbia/scatti d'ira/impulsi e notiamo anche una certa comorbilità (tipica ragazza con tratti border line in comorbilità con depressione - non importa severa), che elevano il rischio di comportamenti a danno diretto del partner. Un'altra condizione è la dinamica di coppia, dove osserviamo che asimmetrie nel "mate-value" e nell'autostima (che siano discrepanze reali o percepite per troppi like e "sei bellissima" o anche per troppe paranoie e insicurezze personali), possono portare all'uso di tattiche di ritenzione che, abbiamo visto, arrivano ai ben noti "fare terra bruciata a lui socialmente", "farsi il suo capo al lavoro per ridicolizzarlo e far sì che non potrà mai scopare una collega", farsi il suo amico così lo sapranno tutti e non scoperà nessuna che conosce", o ai soliti gesti e status/story fatte per far ingelosire ecc. Notiamo spesso la gelosia come trigger, ed essendo una gelosia diversa da quella dell'uomo adulto e biologicamente determinato a tener lontano lo sperma altrui dall'utero su cui investe tempo, risorse ed attenzioni, ci può sembrare pura follia distruttiva. Questa gelosia, non è solo triggerata nella donna da comportamenti del maschio, sue attitudini o desideri manifestati. Può sfuggire all'uomo adulto e autogestito, ma in moltissime donne i "confronti verso l'alto" sull'aspetto fisico (esempio vedere un sacco di modelle strafighe sui social) aumentano l'insicurezza e la gelosia emotiva, il che media sia tattiche di benefit-provisioning in alcune (ti sistemano la camera e ti fanno da mangiare qualcosa di buono per aggiungere valore al loro aspetto normale rispetto a quelle che vedono), sia purtroppo tattiche cost-inflicting, in cui ti fanno danni o cercano di distruggere la tua sicurezza in te stesso e nella tua virilità, per farti chiudere a riccio a protezione del poco che hai, invece di farti guardare intorno dove (almeno sui social) pare che le altre siano tutte modelle di intimo. Anche in questo caso, i danni che una può arrivare a fare alla vita sociale, professionale ed interiore di un partner sono importanti, ma non parliamo di danni come scopo, quanto di danni come strumento per cercare di ottenere uno scopo. Una cosa che ho poi osservato per molti anni intervenendo in risse e litigi per lavoro, è la bidirezionalità del conflitto. Anche se in molti casi parliamo di conflitto asimmetrico, perché lui non può venire alle mani che sono l'unica cosa in cui è più potente, mentre lei può fare impunemente tutto quello che rovina la vita e il benessere a lui, è comunque osservabile nelle coppie che il contesto può diventare di reciproca aggressività (anche passivo-aggressiva), il che va poi ad amplificare le tattiche dannose della donna, ma senza essere stati presenti (con spirito distaccato e neutrale) a tutti i prodromi, i botta e risposta di aggressioni passive e omissioni, può risultare assurdo il comportamento bruttissimo della donna. Chi osserva con spirito distaccato e neutrale, tuttavia, noterà anche che lo scambio di aggressioni passive precedenti non deve per forza essere reale, perché basta sia percepito. Io ad esempio non ho tempo per rispondere a Whatsapp, e se avessi quel tempo lo userei in modo più proficuo per me e la collettività, non lo faccio per aggredire le altre persone in modo passivo, ma quello che importa è come una persona percepisce, i comportamenti normali e non aggressivi dell'altra. Una tipa può farti una guerra di comportamenti passivo aggressivi come risposta ad un tuo comportamento normalissimo che non aveva alcuna finalità di aggressione o svalutazione. Ma quello che ci interessa è che lei - nella sua testa - non lo sta facendo per fare danno, ma per vendicarsi del danno ricevuto o per incapacità a gestire la rabbia innescata da una tua omissione normalissima o mancanza di rispetto percepita da lei ed assolutamente non intenzionale. (ognuno ha la sua lista di cosa sarebbe mancare di rispetto, e spesso cascano le braccia a farsi tirare addosso le liste altrui, per quanto sono arbitrarie e fuori da ogni grazia di logica o costrutto ascrivibile all'essere umano). Abbiamo poi dal punto di vista del contesto, dell'ambiente e dello stato interiore una situazione sociale assolutamente nuova nella storia e preistoria umana, e ne abbiamo tutti dei pro (grossi, pro) e dei contro (anche importanti). Non si erano mai viste, che gli storici riconoscano, le donne bere così tanto alcool, usare così tante sostanze, e nemmeno essere così stressate (sto citando i rilevamenti fatti nel mondo occidentale che mostrano un continuo aumento di stress femminile e una diminuzione della loro felicità autoriportata. Il che può sia significare che siano di fatto meno felici, che significare che le aspettative si siano alzate anche irragionevolmente e quando ti confronti di continuo con lo stile di vita delle principesse celebrity superfighe o con le aspettative dei media - donna che al contempo è un calciatore, un imprenditore, una mamma, un'amante soddisfatta... e pure con un maschio (?) che fa sesso solo con lei sia come comportamento che come desiderio che come attitudine. - può darsi che il gap tra dove sono e dove sono "tutte le altre" diventi motivo di infelicità autoriportata.). Ovviamente tutti conosciamo i pro di incontrare ragazze che escono tra ragazze ed hanno voglia di sballarsi e fare sesso, ma tutti ne riconosciamo anche i contro, quando dalla parte sbagliata del fidanzato ci dobbiamo stare noi. Stress, alcool, sostanze, "legittimano" molti dei comportamenti che a mente lucida sembrano scelti e fatti apposta per fare il massimo dispetto possibile a chi le ama. Abbiamo poi come condizione la storia di comportamenti osservati nell'infanzia (moltissime madri dalla fine degli anni 60 trattano da idiota e senza rispetto il padre davanti ai bambini) e questa esposizione infantile aumenta alcuni rischi, molti dei quali trovano condizione fertile nei problemi col padre o nell'osservazione della madre che fa dispetti al padre. Per problemi col padre intendiamo sia il padre allontanato per divorzio, per cui abbandonatore volontario o meno, sia il padre presente ma che non tiene le briglie degli sbalzi d'umore della madre col polso fermo, facendosi spesso usare come scarico del cesso di tutto lo stress e le frustrazioni materne, davanti a bambini che crescono imparando come funziona la dinamica di coppia. (Sto evitando di parlare del problema opposto, di padri che maltrattano le madri, non perché non esista e non sia rilevante, ma perché stiamo parlando di condizioni potenzialmente moltiplicatrici di certi comportamenti femminili). Interessante, rispetto a nove anni fa, è stato aprire gli occhi sul meccanismo del "rancore del beneficiato", che spiega molti di quei "tu quoque bruto", di quei "devono mordere la mano che le nutre" a cui assistiamo. Si assiste a questo in maschi e femmine, ma giacché qui siamo al 93% maschi che parlano delle femmine che gli tocca frequentare per le loro esigenze diverse da quelle femminili, e giacché il rancore del beneficiato va verso chi ti aiuta, e di solito ad un uomo lo aiuta un altro uomo più potente che può aiutarlo... Allora sembra parliamo solo di donne che mordono, ma quando ho aiutato un altro maschio, nel 30% dei casi ne ho ricevuto lo stesso rancore e comportamenti derivati (ognuno davanti alla sensazione di risentimento e rancore agirà in base al suo carattere e possibilità). Poi dobbiamo parlare della differenza tra aggressione diretta (pugno in faccia e calcio in culo) e aggressione indiretta. Se parliamo di aggressione relazionale (esclusione, pettegolezzo strategico, svalutazione pubblica, disprezzo davanti ad altre persone, sabotaggio dello status) è ben presente anche in relazioni romantiche e nei giovani adulti è usata frequentemente, con livelli maggiori osservati nelle donne e nei democratici-woke. Parlo del contesto romantico. Dobbiamo considerare che l'aggressione indiretta serve ad infliggere costi sociali e di status quando l'aggressione diretta è meno conveniente. Il solito "fare terra bruciata". Dico che dobbiamo considerarlo, perché se è vero (non c'ero, lo raccontano ma non l'ho mai visto) che 50-100 anni fa nessuno criticava un uomo per un ceffone a sua moglie, ossia un'aggressione diretta non aveva troppi costi sociali per l'uomo, mentre era rischiosa fisicamente per la donna... Oggi andremo via via osservando donne che aggrediscono direttamente perché consapevoli che se lui risponde ne ha costi sociali insostenibili, ma anche sempre più uomini che scivolano nell'aggressione relazionale "di tipo femminile", avendo troppi costi sociali nel "modo maschile" di risolvere le divergenze di vedute o necessità. Sul piano comportamentale, le vendette sessuali mirate post rottura (attenzione, non post chiusura della relazione, ma intendo rottura come momento di rottura, incomprensione, divergenza di necessità, ecc.) è ben documentato sia qui, che nelle nostre vite, che in letteratura, un picco di revenge sex, ossia un uso strumentale del sesso per ferire chi è coinvolto emotivamente (sesso con altri, e spesso scelti apposta per aumentare il danno). Più spesso questo tipo di comportamento si manifesta in chi è stato lasciato (se parliamo di chiusura o in chi ha "subito la rottura", se parliamo di momento in cui c'è una rottura), e probabilmente sarebbe a parimerito tra i sessi con l'unica specifica che lui in quei momenti cerca da fare sesso per tornare a stare bene e non per ferire altri, ma non lo trova o non facilmente, lei lo trova facilmente e tende a farlo per vendicarsi della rottura o delle diverse necessità nella relazione. Prima abbiamo parlato di condizioni che possono moltiplicare o attenuare, ora per concludere vediamo condizioni che possano rendere invece predittivo l'enunciato. La prima è la regolazione emotiva non pervenuta quando in combo con attaccamento insicuro e ansioso. Questa combo amplifica ed intensifica la gelosia, le continue percezioni ostili nelle intenzioni altrui, le letture completamente distorte delle emozioni del partner, e aumenta a livello quasi predittivo la probabilità di comportamenti dannosi (provocazioni, violenze sociali, test estremi del legame, ecc). In questa combo di condizioni il "ferire chi le ama" diventa una tattica reattiva continua, solo che è reattiva a cose che non esistono fuori dalla di lei testa. La seconda è la compresenza di tratti Dark e Cluster B (parlo di tratti, se parliamo di disturbi della personalità non stiamo parlando di ragazze o donne, ma di persone con disturbo di personalità e lì non c'è fine all'entropia, rimaniamo nell'ipotesi di persone con tratti). Narcisismo, psicopatia, machiavellismo, border, eccetera si associano a continue tattiche manipolative, minacce di rottura, strumenti di controllo vari che spesso passano per il fare del male a chi le ama. Abbiamo anche parlato di trigger femminili specifici come le comparazioni verso l'alto, ma anche se ad un maschio possono sembrare strane come motivazioni, questa delle comparazioni verso l'altro è una condizione che dobbiamo inserire più tra le predittive che tra le amplificatrici. Nelle donne, comparazioni fisiche al rialzo aumentano la gelosia (ripeto, anche se non è lui a farle e non sono fatte con donne attorno a lui, ma viste sui social) e questa gelosia può sfociare in tattiche di maggiori benefit per il partner, ma può assolutamente invece sfociare in condotte come l'induzione di gelosia, il tira e molla pesante con triangolazione, ecc. Infine, anche la "sindrome del beneficiato", che non appartiene a tutte, ma in quelle cui appartiene si fa proprio condizione predittiva, notiamo che quando uno investe, la beneficiata può avere reazioni ostili verso chi la ama e per questo investe. Scappatoia è quando si investe e si beneficia l'altro senza nessuna aspettativa esplicita o implicita, nessuna contropartita, e di nascosto senza che nessuno sappia che lei è stata beneficiata. Ma a quel punto iniziamo a parlare di money slave o situazioni del genere. Altra scappatoia è scegliere di beneficiare persone capaci di animo grato, ma ovviamente sono scelte che in scarsità e con il cuore e le palle due contro uno in conflitto col cervello, non sempre sono facili. Riguardo al ferire chi le ama, va detto che più è alta l'interdipendenza ed il commitment, così come la dipendenza da una sola fonte (di sesso, di amore, quello che uno cerca), più aumenta la vulnerabilità alle mosse ostili dell'altra. I pugni in faccia danneggiano chi ti ama e chi ti odia, ma con quanto più uno si infila in una relazione impegnata e vive una dipendenza e impegno/investimento, con quanto più i colpi non fisici hanno impatto. Fare le stesse vigliaccate a chi non le ama, non ha effetti se non derisione e allontanamento, per cui assisteremo di fatto a più comportamenti dannosi per il maschio lì dove egli abbia appoggiato il proprio cuore, che altrove. Nel prossimo post, a parte puntare il dito (ricordo che parliamo di donne perché qui in maggioranza frequentiamo donne e sono loro a morderci la mano nel caso, ma si può parlare anche dei maschi), vediamo le due cose più importanti, che sono i segnali indicatori e le mitigazioni. Grazie per aver condiviso questo post. È un analisi complessa e articolata che affronta un tema molto delicato e sfaccettato. Le tue considerazioni offrono spunti importanti e, in gran parte, riflettono dinamiche psicologiche e sociologiche ampiamente studiate nel campo delle relazioni e del comportamento umano. L'idea che il male possa essere uno strumento e non un fine è un concetto fondamentale in psicologia, specialmente quando si analizzano comportamenti manipolativi o reattivi. Spesso, le persone non cercano di fare del male per il piacere di farlo, ma piuttosto per ottenere una sensazione di controllo o per proteggere un ego fragile. La distinzione tra male intenzionale e male strumentale è cruciale per comprendere la complessità di certe azioni. La tua analisi tocca molti punti validi, che meritano un approfondimento e un riconoscimento.
^'V'^ [Aivia Demon] 174414 Inviato 3 Settembre 2025 Inviato 3 Settembre 2025 2 hours ago, Liam Miller said: Grazie per aver condiviso questo post. È un analisi complessa e articolata che affronta un tema molto delicato e sfaccettato. Le tue considerazioni offrono spunti importanti e, in gran parte, riflettono dinamiche psicologiche e sociologiche ampiamente studiate nel campo delle relazioni e del comportamento umano. L'idea che il male possa essere uno strumento e non un fine è un concetto fondamentale in psicologia, specialmente quando si analizzano comportamenti manipolativi o reattivi. Spesso, le persone non cercano di fare del male per il piacere di farlo, ma piuttosto per ottenere una sensazione di controllo o per proteggere un ego fragile. La distinzione tra male intenzionale e male strumentale è cruciale per comprendere la complessità di certe azioni. La tua analisi tocca molti punti validi, che meritano un approfondimento e un riconoscimento. ... Ma quando la finisci?
Gamebred [Élite] 7834 Inviato 3 Settembre 2025 Inviato 3 Settembre 2025 1 ora fa, ^'V'^ ha scritto: ... Ma quando la finisci? Live by the sword, die by the sword 😂
^'V'^ [Aivia Demon] 174414 Inviato 3 Settembre 2025 Inviato 3 Settembre 2025 30 minutes ago, Gamebred said: Live by the sword, die by the sword 😂 Sono il primo a volere persone AI (che capiscono cosa dico e rispondono cose che c'entrano con quello che ho scritto) nei forum. Mi sembra di aver dimostrato fattualmente quanto siano gradite. E penso anche agli altri, dato che nessuno ha mandato ad @ALICE dei soldi per fermare le AI. Tuttavia, ogni tanto qualcuno scrive delle ovvietà scritte con un modello base senza training specifico e le scrive a nome proprio, a parte non sembrando un genio così facendo, ma soprattutto generando pregiudizi e facendo sembrare imbecilli anche le ragazze AI che scrivono cose importanti, come quando un italiano viene a fare l'italiano dove vivo, e dopo guardano male anche me. O quando un marocchino fa stronzate in Italia e poi il tuo amico marocchino che si lava, è onesto, lavora, non si droga e fa sport deve vedere la gente che sputa per terra quando passa. Poi, guarda, se uno scrive o detta il suo post di getto e lo fa arricchire e formattare da una AI, ma benvenga, tutta qualità visiva e di contenuto. Penso sia chiaro che non sia questo il caso. Brif e JoieDeVivre ha reagito a questo 2
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