Desmond_Hume [Partecipante] 37 Inviato 28 Dicembre 2016 Inviato 28 Dicembre 2016 (modificato) Sono laureato in ingegneria e lavoro da 5 anni nella sede italiana di una multinazionale come impiegato (stipendio leggermente superiore rispetto a conoscenti di altre aziende, ma nulla di stratosferico). Ho 30 anni ed ho sempre lavorato "molto", ma ultimamente le cose stanno sfuggendo di mano: tutte le sere fino alle 21 e oltre, pranzi saltati, giorni di ferie in cui in pratica sto attaccato davanti al PC... tutto questo non perché sia masochista, ma perché noto che è quello che i miei capi, indirettamente, mi chiedono (telefonandomi quando esco prima, fissandomi riunioni a cavallo dell'orario di uscita, etc). La cosa che mi sta portando a farmi 2 domande si è verificata quando il mio capo si è stupito/risentito del fatto che non avevo potuto inviargli un report che mi aveva chiesto il 24 dicembre (ero all'estero senza pc e gli ho risposto sbrigativamente che gli avrei mandato tutto 2 gg dopo). Non tutti i colleghi si prestano ad una vita del genere, ma sicuramente lo fanno il mio capo ed alcuni dei suoi peer. Premetto che prima di questa esperienza, ne avevo avuta un'altra in una diversa azienda di dimensioni simili ed avevo notato che tendevo a portarmi su ritmi simili. A questo punto quello che vi chiedo è (dando per scontato che si tratta di una situazione che vorrei in qualche modo cambiare) -è una situazione normale quella in cui mi trovo? -esistono settori dove è più facile trovarsi in situazioni come questa? -come uscirne senza cambiare azienda e senza pregiudicare un percorso di crescita? Modificato 28 Dicembre 2016 da Desmond_Hume
mreight [Partecipante] 592 Inviato 29 Dicembre 2016 Inviato 29 Dicembre 2016 Caro @Desmond_Hume, ho quattro anni meno di te (e la medesima città di provenienza) e solo da qualche mese mi sto apprestando alla prima esperienza lavorativa, nonostante ciò ho fiducia nella tua carriera. Hai mai notato miglioramenti nel corso di questi anni? Da ciò che scrivi deduco che la dirigenza conti molto sulla tua disponibilità; non vedo perché non dovrebbero ripagarti O forse lo capisco fin troppo bene, dato che hanno da poco licenziato un mio amico non appena hanno scoperto che era intenzionato a fare domanda per il Dottorato (il mio amico stesso non si capacita di come siano riusciti a venirne a conoscenza. Come sono i rapporti con i tuoi dirigenti e colleghi? Hai invidie o altri presentimenti? Cerca di dare il tuo meglio: sii uno Yes Man dallo sguardo bello alto. Se qualcosa non ti va, proponi alternative migliori; un bravo manager dovrebbe apprezzare Normalissima Idem. Non dipende tanto dal settore, quanto dal modo con cui ti rapporti con gli altri e col tuo lavoro. Aggiungi inoltre i ritmi frenetici raggiunti in questi ultimi anni. Vorrei invertire i membri di questa domanda. Questo impiego è realmente un problema che pregiudica il tuo percorso di crescita personale? Prova a pensare a tutte le conoscenze apprese fino ad adesso. Il portfolio del tuo curriculum dovrebbe essere bello gonfio! Tu però non ti trovi così male nel posto che occupi, per cui non sei intenzionato a cambiare, anche se con le competenze maturate potresti non avere difficoltà. Permango dell'opinione che la tua disponibilità potrebbe portarti successo lavorativo Non rinunciare alla tua vita privata, cerca di conciliare il più possibile i due aspetti. Vedrai che un giorno sarai ripagato
comeback [Partecipante] 3069 Inviato 29 Dicembre 2016 Inviato 29 Dicembre 2016 In certi settori, e non so in quale tu sia @Desmond_Hume, certi ritmi sono purtroppo la prassi. Leggendo trapela anche un certa ingenuità e un dubbio mi è venuto. Sicuro che lavori da 5 anni? Poniamo che tutto sia vero. Esiste qualche giustificazione per questo stile di vita? Forte passione per il tuo lavoro? O non so, uno stipendio soddisfacente (direi almeno 3-4k al mese) o un qualche sistema generoso di retribuzione per il surplus di ore? O uno scatto di carriera imminente? Su base di 5 giorni su 7 potrei comprendere ritmi elevati, ma il weekend fisso con del lavoro e le ferie compromesse, rischiano di fregarti il cervello. Rispondo alle tue domande: -è una situazione normale quella in cui mi trovo? Dipende dal settore. -esistono settori dove è più facile trovarsi in situazioni come questa? Si, ad esempio consulting. -come uscirne senza cambiare azienda e senza pregiudicare un percorso di crescita? Qui il dubbio. Lavori da 5 anni sul serio e fai queste domande? Che razza di domanda è? In certi settori i ritmi sono questi, e lo sono grossomodo per tutti. trout_man ha reagito a questo 1
Jumpy [Partecipante] 3683 Inviato 29 Dicembre 2016 Inviato 29 Dicembre 2016 14 ore fa, Desmond_Hume ha scritto: Sono laureato in ingegneria e lavoro da 5 anni nella sede italiana di una multinazionale come impiegato (stipendio leggermente superiore rispetto a conoscenti di altre aziende, ma nulla di stratosferico). Ho 30 anni ed ho sempre lavorato "molto", ma ultimamente le cose stanno sfuggendo di mano: tutte le sere fino alle 21 e oltre, pranzi saltati, giorni di ferie in cui in pratica sto attaccato davanti al PC... tutto questo non perché sia masochista, ma perché noto che è quello che i miei capi, indirettamente, mi chiedono (telefonandomi quando esco prima, fissandomi riunioni a cavallo dell'orario di uscita, etc). [...] -è una situazione normale quella in cui mi trovo? -esistono settori dove è più facile trovarsi in situazioni come questa? -come uscirne senza cambiare azienda e senza pregiudicare un percorso di crescita? Nel mio settore principale, si, ci sono mesi in cui è così e altri un po' più tranquilli. Più tranquilli, nel senso che fai un normale orario di lavoro, le canoniche 7-8 ore... non che lavori di meno, ecco :P Personalmente, non mi pesa in settimana, lavorare fino alle 21 e passa, basta che non rompano le palle nei weekend. Solo che, di tanto in tanto, capita che il venerdì sera o il sabato mattina, avvisino di un lavoro da chiudere per il lunedì mattina. E ricordo anch'io qualche 24 dicembre o 31 dicembre o 15 agosto passato al lavoro, e a volte (anche quest'anno) salto le vacanze lunghe, quelle estive, perchè anche in agosto non posso allontanarmi per più di 3-4 giorni di fila. Quindi, a volte è la normalità, altre volte no... ma io mi trovo in un settore in cui il lavoro ti arriva ad ondate, e quando ti arriva "l'ondata", non puoi permetterti di dire di no a niente. Piuttosto, questo stile ti sta facendo crescere? Il tuo straordinario viene riconosciuto economicamente? Non guardare tanto "chi non si presta", guarda piuttosto come continua a crescere chi si presta... ed in 5 anni (che ora nel lavoro sono ere geologiche) dovresti avere un bel bagaglio anche di esperienze che han fatto gli altri da cui attingere e fare tesoro. Perché non guardare chi non si presta? Perché ormai tutti i settori sono estremamente competitivi. Tu non ti presti? Nessun problema, sulla scrivania dell'ufficio del personale c'è una catasta di curriculum, che cresce continuamente, tutte persone che scalpitano per entrare nella tua azienda e non aspettano altro che si liberi qualche posto. Perché badare tanto all'aspetto economico? Perché spesso nelle aziende (specie di attività produttive industriali), per i motivi di cui sopra, lo straordinario, quando necessario, è sottinteso. Ossia, le tue 7-8 ore possono diventare anche 14... ma comunque te le retribuiranno sempre come 7-8 ore. E potrebbero avere anche il coraggio di chiederti di portare il lavoro a casa... così puoi lavorare anche il sabato e la domenica. Al di là di quello che dicono per farsi fighi, tutti i grandi imprenditori hanno questo stile di vita (però, essendo imprenditori, più lavorano e più guadagnano). Ci faccio trasferte di tanto in tanto con persone del genere, si, certo, hanno entrate sui 20-30k/mese (e anche di più), ma dormon tipo 6 ore a notte cronometrate, e stan tutto il giorno a correre su e giù tra appuntamenti, riunioni, attaccati al portatile anche quando pranzano o sono al cesso. 12 ore fa, mreight ha scritto: hanno da poco licenziato un mio amico non appena hanno scoperto che era intenzionato a fare domanda per il Dottorato (il mio amico stesso non si capacita di come siano riusciti a venirne a conoscenza Il dottorato è un concorso pubblico... figurati se non si viene a sapere chi partecipa...a volte la lista dei candidati viene caricata in rete quando si fissano le date delle prove. Avran fatto qualche ricerca incrociata col suo nome, o avuto delle info direttamente dall'università. mreight ha reagito a questo 1
Desmond_Hume [Partecipante] 37 Inviato 29 Dicembre 2016 Autore Inviato 29 Dicembre 2016 (modificato) @comeback Nessuna ingenuità e nessuna menzogna: mi trovo in questa stessa azienda da 5 anni (servizi, ruolo tecnico, non consulenza) ed ho avuto qualche gratificazione (mini promozione, qualche aumento di stipendio, valutazioni sempre alte) ma resto lontano dai 3/4K mensili di cui parli. In precedenza sono stato (ma per meno tempo) in un'azienda di consulenza, quindi capisco bene anche il tuo punto di vista. La giustificazione personale a questo stile di vita è un mix di ciò che hai elencato (passione per quello che faccio, retribuzione su cui comunque non sputo sopra, etc), ma la spinta maggiore viene ovviamente dall'ambizione di crescita lavorativa. Il tutto però non può portarmi a bruciare tutto il resto (se brucio tutto quello che ho, anche la carriera non credo riesca poi a durare a lungo) @Jumpy Quanto il mio sforzo venga riconosciuto economicamente è difficile da valutare... la retribuzione oraria reale alla fine diventa quella di una donna delle pulizie e promozioni/aumenti di stipendio non sono qualcosa che si possa prevedere con certezza. Il weekend non è la prassi e per il mio ruolo non è nemmeno richiesto/effettivamente necessario, ma è capitato più volte (quello che mi ha dato fastidio, comunque, non sono stati gli N weekend spesi per l'azienda, ma sentirsi "rimproverare" perché il giorno di Natale non riuscivo a produrre al volo un documento richiesto un'ora prima). Quello che mi lascia basito è che, ovviamente, non fanno tutti così. Ho tantissimi amici che lavorano in azienda, e ritmi così serrati non li vedo spesso. Ho come l'impressione che per i ruoli meno tecnici lo sforzo richiesto sia minore, ma non avendo esperienza diretta non posso ovviamente esserne certo. Modificato 29 Dicembre 2016 da Desmond_Hume vocativo
PSY [Partecipante] 259 Inviato 29 Dicembre 2016 Inviato 29 Dicembre 2016 6 ore fa, Desmond_Hume ha scritto: la retribuzione oraria reale alla fine diventa quella di una donna delle pulizie e promozioni/aumenti di stipendio non sono qualcosa che si possa prevedere con certezza. Il weekend non è la prassi e per il mio ruolo non è nemmeno richiesto/effettivamente necessario, ma è capitato più volte (quello che mi ha dato fastidio, comunque, non sono stati gli N weekend spesi per l'azienda, ma sentirsi "rimproverare" perché il giorno di Natale non riuscivo a produrre al volo un documento richiesto un'ora prima). Quello che mi lascia basito è che, ovviamente, non fanno tutti così. Ho tantissimi amici che lavorano in azienda, e ritmi così serrati non li vedo spesso. Ho come l'impressione che per i ruoli meno tecnici lo sforzo richiesto sia minore, ma non avendo esperienza diretta non posso ovviamente esserne certo. cercati un altro lavoro, dì al tuo capo, "we, ho trovato da tizio che mi paga di piu' per lavorare di meno, puoi pagarmi quanto tizio o vado da lui?"
Desmond_Hume [Partecipante] 37 Inviato 30 Dicembre 2016 Autore Inviato 30 Dicembre 2016 13 hours ago, PSY said: cercati un altro lavoro, dì al tuo capo, "we, ho trovato da tizio che mi paga di piu' per lavorare di meno, puoi pagarmi quanto tizio o vado da lui?" 😂 In certi ambienti purtroppo il bluff è facilmente sam abile (o, equivalentemente, molto difficile trovare chi mi offra di più)
PSY [Partecipante] 259 Inviato 30 Dicembre 2016 Inviato 30 Dicembre 2016 1 ora fa, Desmond_Hume ha scritto: In certi ambienti purtroppo il bluff è facilmente sam abile (o, equivalentemente, molto difficile trovare chi mi offra di più) bho... io ho solo un conoscente che lavora nell' ambiente... è entrato in azienda a 24 anni, triennale fatta male ed in ritardo.... dopo qualche mese gli hanno offerto un lavoro pagato meglio e piu' vicino a casa sua. si è rivolto al suo capo (dopo che l' azienda gli ha fatto fare dei corsi di non so che tipo), chiaramente non gli hanno dato aumento, e ha cambiato azienda. _________________ comunque il mio consiglio non è di bluffare, ma di avere un' alternativa, di avere una leva al tavolo di negoziazione; di avere un piano b, perchè è chiaro che non puoi continuare a farti sfruttare in questo modo, sei carne da macello per loro.
Desmond_Hume [Partecipante] 37 Inviato 1 Gennaio 2017 Autore Inviato 1 Gennaio 2017 On 30/12/2016 at 1:50 PM, PSY said: comunque il mio consiglio non è di bluffare, ma di avere un' alternativa, di avere una leva al tavolo di negoziazione; di avere un piano b, perchè è chiaro che non puoi continuare a farti sfruttare in questo modo, sei carne da macello per loro. Chiarissimo @PSY ! La ricerca di un'alternativa è chiaramente un canale parallelo che sto cercando di portare avanti (difficile però per tutta una serie di motivi troppo lunghi da esporre ora). Il topic però voleva essere anche un punto di discussione per delineare una maniera di progredire in azienda senza diventare schiavi. Qualcuno ci riesce, ed in una sezione di crescita personale speravo ci fossero più consigli da parte di chi c'era passato...
motogio [Partecipante] 154 Inviato 1 Gennaio 2017 Inviato 1 Gennaio 2017 Evidentemente lavoro in paradiso. Settore metalmeccanico.produzione macchine,sono perito meccanico e lavoro da 3 anni in un mix di periti e ingegneri. Si lavora 8/9 ore e puo' capitare che in alcuni giorni in presenza di collaudi con clienti esteri si debba "tirare" in caso capitino problemi da risolvere. Ma gli sforzi vengono richiesti al team non al singolo. Quando l'azienda fa colloqui chiede la disponibilita' ad eventuali straordinarie ma sottolinea che tiene al benessere psicofisico della persona. In sostanza chiede espressamente le passioni esterne all'azienda dove la stessa puo' ricaricarsi in modo da recarsi al lavoro con la massima motivazione possibile. La ragione di questa politica e' dovuta a grande investimento di formazione svolto negli anni al personale dell'azienda fidelizzando chi merita in modo da ridurre il turnover. Se il clima fosse come quello da te descritto credo che molti cercherebbero un altro lavoro per cui ti suggerisco di guardarti attorno con calma cercando altre opportunita'. La situazione da te descritta a me sembra surreale.
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