Husky [Partecipante] 134 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 (modificato) Come hanno detto anche gli altri, tutti quelli che scrivono qui in "One-Itis" hanno passato la tua stessa esperienza. Chi non ci casca almeno una volta? Ma devi chiudere tutti i ponti, non pensarla, né tanto meno pensare "ma se un giorno mi riscrive ci ricasco!". Ma cosa?! Apri gli occhi! Non vedi come ti ha trattato? Non vedi come stai male? Per lei non sei niente!!!! Anche meno di un animale da compagnia, quello ha più dignità. Si è sempre fatta i cavoli suoi col suo fidanzato e usava te come oggetto per sfogare i suoi problemi, qualcuno che ci fosse sempre, sempre a disposizione e che l'AIUTASSE a tenere in piedi la sua storia. Con lei hai chiuso. Le cose non le puoi nemmeno più lontanamente ribaltare, hai un frame talmente sottomesso a lei che non c'è nulla, assolutamente nulla da fare. Però da questa storia puoi trarre benefici! Ovvero focalizzarti su i tuoi errori. Lo zerbinismo, punto centrale. Non è amore, è sottomissione. O meglio un autolesionismo ossessivo. Ancora dici di esserne innamorato? Come fai a dire di essere innamorato di una che ti ha solo preso in giro, sfruttato, usato per tanto tempo? Molto semplice, è normale, dato che lo sono stato anche io. Ma ad un certo punto ti svegli. Leggi altri post nel forum, in lungo e largo. Le storie sono tutte simili, gli uomini alle prime armi fanno tutti gli stessi errori (non che dopo non si facciano più errori, ma si ha una consapevolezza diversa). Devi fare un grosso percorso di miglioramento su te stesso, stabilire le tue priorità, acquistare autostima!! Non puoi pensare "era troppo bella per essere vero". Questa è la mentalità da perdente! Puoi ottenere qualsiasi ragazza, se sai come fare! Non ci sono limiti di bellezza, quella è bassa considerazione di sé stessi. Quindi da ora in poi BASTA PARLARE DI LEI! Qui, e in qualsiasi altro post cerca consigli su come migliorarti, leggi manuali, qualsiasi cosa. Ma lei non deve più essere nei tuoi discorsi, piano piano uscirà pure dalla testa. Hai capito gli errori? Ti sei sempre appeso al filo della speranza, perché le donne sono abili a tenere al guinzaglio le persone con questo filo. E' nel loro DNA. Vogliano tante persone che le stiano dietro, che le facciano il filo, per sentirsi apprezzate e pompare l'ego. "IO VALGO". MAI CHIAMATE di ore e ore con una persona che ti piace, ma con la quale non stai insieme. Quello lo fanno gli AMICI. MAI AIUTARE una ragazza che ti piace nei suoi problemi, non è la tua ragazza... diventi il suo amico-meccanico di fiducia. Le foto degli outfit... I discorsi intimi... Le confidenze... (Robe da migliore amicA, o amico GAY) Intanto si SCOPAVA l'altro. Oooh sveglia! Ma scusa rileggendoti non ti senti uno schifo? Sfruttato, calpestato come dici? Ecco, trai la forza da questo. Non è facile, non vuoi accettare queste parole, le cattiverie che si attribuiscono a lei ecc ecc ecc... Avoja chi le ha accettate la prima volta che è entrato nel forum? "No ma lei non è così, lei era diversa" (ci si autogiustificava). Forza coraggio! E' un nuovo anno! Per fortuna sei approdato qui sul forum, imparerai moooolto. Focalizza i tuoi errori, togli dai tuoi discorsi lei, toglila dalla testa, o se ci pensi pensa alle cose negative, allo sfruttamento nei tuoi confronti. "E se mi riscrive?" Devi arrivarci pronto, ovvero amante di te stesso. Quando apprezzerai te stesso saprai essere freddo e distaccato con una del genere. Inizia a lavorarci su. Scaricati questo file, è un riassunto del manuale "What woman want". INIZIA A LEGGERE. manuale.pdf Modificato 4 Gennaio 2017 da Husky Pietro Bernaschini, OHC, Evian90 e 1 altro ha reagito a questo 4
GhostQiNa [Partecipante] 1880 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 (modificato) 16 ore fa, Evian90 ha scritto: Nome Utente: Evian = Naive = Ingenuo. Nome Thread: Trampled = Calpestato. Sì, credo che la mia storia possa riassumersi con queste due parole chiave. Scusate gli eventuali errori di scrittura, scusate la lunghezza (cercherò di essere il più breve possibile), purtroppo sono ancora abbastanza preso e solo a scrivere la mia storia mi sembra di ripercorrerla. Sono un ragazzo di 25 anni, non so se definirmi sensibile o ingenuo o forse entrambe, ma a causa di queste mie due qualità sono “affondato” in questa storia. Non sono mai stato veramente preso così tanto da una persona anche perché non sono il classico tipo che si fa guidare dalla testa o dagli “attributi”. Preferisco farmi guidare dal cuore. E in questo caso il mio cuore non ha resistito. Iniziamo più o meno un paio di anni fa. La sorella del mio migliore amico, dopo un viaggio trascorso insieme, si rende conto che sono diventato più carino e simpatico (aveva conosciuto soltanto la mia adolescenza brufolosa..). In seguito a questo viaggio decide di “approfondire” la nostra conoscenza e viene a trovarmi nel mio negozio insieme alla sua migliore amica. La sua migliore amica (la colpevole), una bellissima ragazza già fidanzata da 3 anni purtroppo. In seguito a quell’incontro nel negozio mi arriva un messaggio su WhatsApp (si era procurata il mio numero dall’amica suppongo), soliti sfottò tra due persone che si stanno conoscendo. Io non avendo mai avuto una storia seria, essendo timido e insicuro, non capivo come una persona così bella potesse darmi tutta questa “importanza”. Per me era una di quelle irraggiungibili. E invece passano i giorni, e vediamo/sentiamo entrambi che c’è “feeling”, conversiamo ore e ore su WhatsApp senza accorgercene. Automaticamente fa passare in secondo piano l’amica, sono preso, sono preso tantissimo. Tutto passa in secondo piano, nonostante sapevo che lei fosse fidanzata. Si prosegue, ci confidiamo, ci diciamo le cose più intime. Purtroppo però io entro o meglio lei mi fa entrare nel suo circolo vizioso dell’attesa. L’attesa, quella che più mi ha ucciso. Mi disse che non potevo contattarla io, non potevo mettere in difficoltà la sua relazione. Al limite potevo risponderla quando lei ne aveva bisogno. E qui già mi torturavo con me stesso. Perché nascondere al ragazzo un semplice amico? Mentre scrivo sento lo stomaco ribollire. Io accondiscendevo a tutte le sue richieste. L’importante per me era trovare quell’ora di bene mentre chiacchieravo con lei, il resto non contava. Continuiamo a sentirci e all’improvviso si passa alle telefonate. Tante telefonate, tanti minuti. Il cellulare in meno di 6 mesi mi segnava 2000 minuti di conversazione. Tante cose dette, tante confidenze, tante cose intime. I suoi problemi al letto col ragazzo, i suoi sogni, i suoi problemi. Io ero sempre più preso. Aiutarla mi faceva sentire in paradiso. Ogni tanto però dopo avermi catapultato nel paradiso, mi ritrascinava con i piedi per terra. Dicendomi che ero solo un’amico. Che non dovevo essere così preso. Che non dovevo fargli troppi complimenti. Tante volte ho pianto, perché mi sentivo di scoppiare. Non volevo per nulla al mondo perderla. E si continuava.. Con tante telefonate, con tanti messaggi.. Iniziammo anche a prendere l’abitudine di mandarci una foto dei nostri outfit prima di uscire. Che spettacolo. Ogni foto per me era un tuffo al cuore. Una volta mi mandò una sua foto giusto cinque minuti prima di uscire il sabato sera con il ragazzo. Il ragazzo, chissà secondo me gli ero antipatico. Perché dall’esterno alcune cose si capiscono.. Un giorno lei mi raccontò che il ragazzo in macchina gli chiese se provasse qualcosa nei miei confronti.. E lei scoppiò a piangere. Una reazione troppo forte! Se gli ero semplicemente amico poteva dirgli semplicemente che per lei non ero nulla! O almeno così credo. Si camminava sul filo, sul filo dei doppi sensi, del doppio gioco. L’ambiguità questo termine a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Tante cose non le ricordo, o cerco di evitarle perché altrimenti verrebbe un racconto troppo lungo.. Ma eravamo arrivati a un punto che con me condivideva tutto. Ovviamente però io dovevo sempre fare la parte del giocattolo. Ovvero dovevo sempre aspettare lei. Non potevo permettermi di rovinare la sua relazione. Qualche volta ci siamo anche visti da vicino, sempre in occasioni fugaci però. Una volta lei mi disse di incontraci per parlarne da vicino, ci incontrammo appena lei finì di lavorare e in macchina mi disse che per lei ero un amico. Però mi aveva portato una cosa. E mi abbracciò. I miei battiti aumentarono del 300% in pochi secondi. Avrei voluto che quel momento non finisse più. Lei mi chiese cosa avessi provato con quell’abbraccio e io gli dissi di essermi sentito in paradiso. Purtroppo però (forse era difficile anche per lei?), nonostante vedesse le mie difficoltà non riusciva ad “abbandonarmi”. E credo che lei avrebbe dovuto farlo.. Era lei quella impegnata. Era lei quella meno presa. In seguito ai nostri alti e bassi un giorno volli incontrarla di nuovo e andai a scuola da lei mentre era al lavoro, infatti dopo mi disse che l’avevano anche ripresa e che non dovevo farlo più. Ci fu un altro abbraccio, indimenticabile anche quello. E andavamo avanti così con il mio stomaco che ribolliva dalla mattina alla sera e con lei che appagava il suo bisogno fisico con il ragazzo e il suo bisogno mentale con me. Ci fu un periodo dove il ragazzo partì per Londra, e in quel periodo gli feci comunque compagnia (mai da vicino però), al ritorno del ragazzo lei si sentì delusa perché il ragazzo non gli dedicò le attenzioni che lei si aspettava di ricevere. E pianse al cellulare con me, raccontandomi tutto e io nonostante provassi altro per lei feci di tutto per farla stare bene. Pian piano le cose però inevitabilmente cambiavano. Io non ce la facevo più e lei anche a causa del lavoro, comunque doveva fare alcune scelte (trasferirsi ecc..). Iniziammo a sentirci sempre di meno. Gli mandai un bel messaggio d’addio dove gli raccontai tutto a capodanno. E lei mi disse che avrebbe mai voluto farmi stare così male. Non ci sentiamo per un bel po’ di mesi. Quando lei improvvisamente si fa risentire a maggio scrivendomi “come va”? Io ancora con le ferite aperte, non vedo l’ora di risentirla e la chiamo. Un’ora al cellulare. Ci raccontiamo tutti gli episodi successi. Mi dice che in alcune occasioni aveva sentito la mia mancanza, avrebbe voluto una persona che gli stesse vicino a “consigliarla”. E io gli dico invece che a differenza sua a me era mancata tutti i giorni. Non solo in alcune occasioni. E glielo faccio capire anche con una frase: “dissi facciamo una cosa stacchiamo quando il cellulare sarà scarico”, lei mi rispose “a che percentuale è la batteria?” e io gli dissi “in realtà è collegato alla corrente!” e lei mi rispose “mai nessuno mi aveva detto questo..”. Come quando la chiamai Heaven anche in quell’occasione si soprese. Effettivamente qualche volta mi ha detto che ero dolce. Una volta gli scappò anche un “ti adoro”! In seguito a questa telefonata comunque decidiamo di non sentirci per un po’ io decido di bloccarla su WhatsApp (sì stavo facendo di tutto per cercare di richiudere le mie ferite), ma poi dopo nemmeno una settimana la sbloccai imponendomi di essere forte. E arriviamo a pochi giorni fa, dove non ho resistito e l’ho contattata. Gli ho chiesto come andavano le cose e lei mi ha detto tutto bene. Mi dice però che non vuole farmi stare male. Mi dice che è meglio non risentirci. Io gli dico che sto male, non riesco a superarlo. Vorrei risentirla e aiutarla nei momenti di bisogno ma lei mi dice è meglio di no. Non puoi bloccarmi e sbloccarmi a tuo piacimento. Gli dico di voler essere la sua spalla forte. E lei mi dice che in caso di bisogno mi terrà presente. Arriviamo a ieri. Avevo bisogno di parlarne con qualcuno e stavo scrivendo proprio questa storia. Quando all’improvviso va via la corrente nell’ufficio (capita due volte all’anno). Mi sento scoppiare dentro e la contatto. Gli dico che ho bisogno di parlargli da vicino. Mi sono sentito troppo un giocattolo usato nei suoi momenti di bisogno e ora messo da parte con tanta facilità. Lei mi dice non posso. Non posso mentire al mio ragazzo. Gli dico che deve farlo per me, altrimenti avrei fatto una pazzia. Mi dice che possiamo trovare il compromesso di risentirci al cellulare. 45 minuti di chiamata. Gli dico le cose che mai avrei avuto il coraggio di dirgli. Non sono riuscito a dirgli che secondo me era lei quella che aveva sbagliato. Sì nonostante tutto io non riesco a provare “cattiveria” nei suoi confronti. Gli dico soltanto di immedesimarsi nei miei panni. Gli dico che per me tutto è difficile, le domeniche mattina mi ricordano lei e i nostri buongiorno al telefono, le canzoni mi ricordano lei, i film mi ricordano lei, i testi in inglese mi ricordano lei. Tutto mi riporta a lei. Lei si dispiace non avrebbe voluto tutto questo. Per me ha sempre provato soltanto amicizia. Gli faccio presente qualche sua piccola scortesia nei miei confronti, ma mi mantengo sempre. Non voglio addossargli la colpa. Gli dico che nonostante tutto, con le lacrime agli occhi. Potrà sempre contare su di me, anche a distanza di anni. Gli dico se è l’ultima volta che ci sentiamo e lei mi dice che nella vita non si può mai sapere. Forse si trasferirà all’estero, forse non ci sentiremo più non si sa. Gli dico che metterò i suoi souvenir comprati a New York lontano dall’umidità per non farli ammuffire. E ci diciamo per l’ennesima volta addio. Lei decide di bloccarmi. Ha detto che lo farà per me. Che sono forte e che riuscirò a superare tutto. Provo un miscuglio di emozioni che non saprei definire. Non sono mai stato bravo con le emozioni. Dovrò dimenticarla. Ma ho tanta paura di non riuscirci. Mi piacerebbe fargli leggere questa “storia”. Ma sarebbe abbastanza ridicolo farmi risentire (già forse lo è stato ieri), e non saprei come inviarglielo. Mi ha anche detto di non fare pazzie, altrimenti la deluderò come persona. Però mi ha “rassicurato” dicendomi di non avermi trattato come un giocattolo! Anzi lei non rimpiange nulla come me, perché è stata semplicemente se stessa. In seguito a questa chiamata mi sono tolto un piccolo peso perché credo di avergli fatto capire un pochino di più la realtà delle cose. E spero si sia passata una mano per la “coscienza” questa sconosciuta. Vi prego, aiutatemi a metabolizzare il tutto. E aiutatemi a capire se in questa storia ho sbagliato io. Perché mi sento ancora in colpa. Mi sento ancora di aver fatto scelte sbagliate e di non aver preso decisioni giuste. E’ stata la mia incapacità a farla andare via? Era solo un capriccio il suo? Mai provato questo vortice di emozioni. PS : Aggiornamento, pochi giorni prima di natale vengo a sapere da un amico che è in Texas col ragazzo. Mi sono rattristato talmente tanto che sto prendendo gli ansiolitici. Lei va avanti con la sua vita e io no. Come ha fatto a mettere da parte così facilmente quel benessere che provava quando mi sentiva? Amico, ti manca l'esperienza, hai sbagliato tutto. Prendi spunto da quanto accaduto e con la prossima ragazza fai il contrario di quello che hai fatto con questa. Non sei stupido, semplicemente conosci poco l'universo femminile. In bocca al lupo! Modificato 4 Gennaio 2017 da GhostQiNa motogio e Evian90 ha reagito a questo 2
GhostQiNa [Partecipante] 1880 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 (modificato) 2 ore fa, Husky ha scritto: Come hanno detto anche gli altri, tutti quelli che scrivono qui in "One-Itis" hanno passato la tua stessa esperienza. Chi non ci casca almeno una volta? Ma devi chiudere tutti i ponti, non pensarla, né tanto meno pensare "ma se un giorno mi riscrive ci ricasco!". Ma cosa?! Apri gli occhi! Non vedi come ti ha trattato? Non vedi come stai male? Per lei non sei niente!!!! Anche meno di un animale da compagnia, quello ha più dignità. Si è sempre fatta i cavoli suoi col suo fidanzato e usava te come oggetto per sfogare i suoi problemi, qualcuno che ci fosse sempre, sempre a disposizione e che l'AIUTASSE a tenere in piedi la sua storia. Con lei hai chiuso. Le cose non le puoi nemmeno più lontanamente ribaltare, hai un frame talmente sottomesso a lei che non c'è nulla, assolutamente nulla da fare. Però da questa storia puoi trarre benefici! Ovvero focalizzarti su i tuoi errori. Lo zerbinismo, punto centrale. Non è amore, è sottomissione. O meglio un autolesionismo ossessivo. Ancora dici di esserne innamorato? Come fai a dire di essere innamorato di una che ti ha solo preso in giro, sfruttato, usato per tanto tempo? Molto semplice, è normale, dato che lo sono stato anche io. Ma ad un certo punto ti svegli. Leggi altri post nel forum, in lungo e largo. Le storie sono tutte simili, gli uomini alle prime armi fanno tutti gli stessi errori (non che dopo non si facciano più errori, ma si ha una consapevolezza diversa). Devi fare un grosso percorso di miglioramento su te stesso, stabilire le tue priorità, acquistare autostima!! Non puoi pensare "era troppo bella per essere vero". Questa è la mentalità da perdente! Puoi ottenere qualsiasi ragazza, se sai come fare! Non ci sono limiti di bellezza, quella è bassa considerazione di sé stessi. Quindi da ora in poi BASTA PARLARE DI LEI! Qui, e in qualsiasi altro post cerca consigli su come migliorarti, leggi manuali, qualsiasi cosa. Ma lei non deve più essere nei tuoi discorsi, piano piano uscirà pure dalla testa. Hai capito gli errori? Ti sei sempre appeso al filo della speranza, perché le donne sono abili a tenere al guinzaglio le persone con questo filo. E' nel loro DNA. Vogliano tante persone che le stiano dietro, che le facciano il filo, per sentirsi apprezzate e pompare l'ego. "IO VALGO". MAI CHIAMATE di ore e ore con una persona che ti piace, ma con la quale non stai insieme. Quello lo fanno gli AMICI. MAI AIUTARE una ragazza che ti piace nei suoi problemi, non è la tua ragazza... diventi il suo amico-meccanico di fiducia. Le foto degli outfit... I discorsi intimi... Le confidenze... (Robe da migliore amicA, o amico GAY) Intanto si SCOPAVA l'altro. Oooh sveglia! Ma scusa rileggendoti non ti senti uno schifo? Sfruttato, calpestato come dici? Ecco, trai la forza da questo. Non è facile, non vuoi accettare queste parole, le cattiverie che si attribuiscono a lei ecc ecc ecc... Avoja chi le ha accettate la prima volta che è entrato nel forum? "No ma lei non è così, lei era diversa" (ci si autogiustificava). Forza coraggio! E' un nuovo anno! Per fortuna sei approdato qui sul forum, imparerai moooolto. Focalizza i tuoi errori, togli dai tuoi discorsi lei, toglila dalla testa, o se ci pensi pensa alle cose negative, allo sfruttamento nei tuoi confronti. "E se mi riscrive?" Devi arrivarci pronto, ovvero amante di te stesso. Quando apprezzerai te stesso saprai essere freddo e distaccato con una del genere. Inizia a lavorarci su. Scaricati questo file, è un riassunto del manuale "What woman want". INIZIA A LEGGERE. manuale.pdf Sottoscrivo tutto ma aggiungo una cosa a titolo di precisazione: parlarci tanto al telefono può andare bene SE E SOLO SE tu non sei preso da lei. O se hai un livello di gestione delle emozioni abbastanza rodato. Allora va bene, una volta ogni tanto, di rado. A quel punto la conversazione risulta estremamente disinteressata, si parla del più e del meno, delle cose che a lei piacciono, di quelle che piacciono a te, la prendi in giro, ti prende in giro e via dicendo. Ma non era questo il caso, lei non solo aveva ben chiaro in mente che tu fossi interessato a lei. Aveva capito proprio che eri totalmente dipendente da lei. Ti sei posto così, e lei ti ha trattato come tale. Per il resto, assolutament d'accordo con i punti espressi da @Husky P.s. si farà risentire, SICURAMENTE. Come e quando nessuno può dirlo ma succederà. Tu dovrai essere di acciaio. Modificato 4 Gennaio 2017 da GhostQiNa Husky e Evian90 ha reagito a questo 2
Trilly [Partecipante] 1111 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 18 ore fa, Evian90 ha scritto: Nome Utente: Evian = Naive = Ingenuo. Nome Thread: Trampled = Calpestato. Sì, credo che la mia storia possa riassumersi con queste due parole chiave. Scusate gli eventuali errori di scrittura, scusate la lunghezza (cercherò di essere il più breve possibile), purtroppo sono ancora abbastanza preso e solo a scrivere la mia storia mi sembra di ripercorrerla. Sono un ragazzo di 25 anni, non so se definirmi sensibile o ingenuo o forse entrambe, ma a causa di queste mie due qualità sono “affondato” in questa storia. Non sono mai stato veramente preso così tanto da una persona anche perché non sono il classico tipo che si fa guidare dalla testa o dagli “attributi”. Preferisco farmi guidare dal cuore. E in questo caso il mio cuore non ha resistito. Iniziamo più o meno un paio di anni fa. La sorella del mio migliore amico, dopo un viaggio trascorso insieme, si rende conto che sono diventato più carino e simpatico (aveva conosciuto soltanto la mia adolescenza brufolosa..). In seguito a questo viaggio decide di “approfondire” la nostra conoscenza e viene a trovarmi nel mio negozio insieme alla sua migliore amica. La sua migliore amica (la colpevole), una bellissima ragazza già fidanzata da 3 anni purtroppo. In seguito a quell’incontro nel negozio mi arriva un messaggio su WhatsApp (si era procurata il mio numero dall’amica suppongo), soliti sfottò tra due persone che si stanno conoscendo. Io non avendo mai avuto una storia seria, essendo timido e insicuro, non capivo come una persona così bella potesse darmi tutta questa “importanza”. Per me era una di quelle irraggiungibili. E invece passano i giorni, e vediamo/sentiamo entrambi che c’è “feeling”, conversiamo ore e ore su WhatsApp senza accorgercene. Automaticamente fa passare in secondo piano l’amica, sono preso, sono preso tantissimo. Tutto passa in secondo piano, nonostante sapevo che lei fosse fidanzata. Si prosegue, ci confidiamo, ci diciamo le cose più intime. Purtroppo però io entro o meglio lei mi fa entrare nel suo circolo vizioso dell’attesa. L’attesa, quella che più mi ha ucciso. Mi disse che non potevo contattarla io, non potevo mettere in difficoltà la sua relazione. Al limite potevo risponderla quando lei ne aveva bisogno. E qui già mi torturavo con me stesso. Perché nascondere al ragazzo un semplice amico? Mentre scrivo sento lo stomaco ribollire. Io accondiscendevo a tutte le sue richieste. L’importante per me era trovare quell’ora di bene mentre chiacchieravo con lei, il resto non contava. Continuiamo a sentirci e all’improvviso si passa alle telefonate. Tante telefonate, tanti minuti. Il cellulare in meno di 6 mesi mi segnava 2000 minuti di conversazione. Tante cose dette, tante confidenze, tante cose intime. I suoi problemi al letto col ragazzo, i suoi sogni, i suoi problemi. Io ero sempre più preso. Aiutarla mi faceva sentire in paradiso. Ogni tanto però dopo avermi catapultato nel paradiso, mi ritrascinava con i piedi per terra. Dicendomi che ero solo un’amico. Che non dovevo essere così preso. Che non dovevo fargli troppi complimenti. Tante volte ho pianto, perché mi sentivo di scoppiare. Non volevo per nulla al mondo perderla. E si continuava.. Con tante telefonate, con tanti messaggi.. Iniziammo anche a prendere l’abitudine di mandarci una foto dei nostri outfit prima di uscire. Che spettacolo. Ogni foto per me era un tuffo al cuore. Una volta mi mandò una sua foto giusto cinque minuti prima di uscire il sabato sera con il ragazzo. Il ragazzo, chissà secondo me gli ero antipatico. Perché dall’esterno alcune cose si capiscono.. Un giorno lei mi raccontò che il ragazzo in macchina gli chiese se provasse qualcosa nei miei confronti.. E lei scoppiò a piangere. Una reazione troppo forte! Se gli ero semplicemente amico poteva dirgli semplicemente che per lei non ero nulla! O almeno così credo. Si camminava sul filo, sul filo dei doppi sensi, del doppio gioco. L’ambiguità questo termine a me sconosciuto fino a poco tempo fa. Tante cose non le ricordo, o cerco di evitarle perché altrimenti verrebbe un racconto troppo lungo.. Ma eravamo arrivati a un punto che con me condivideva tutto. Ovviamente però io dovevo sempre fare la parte del giocattolo. Ovvero dovevo sempre aspettare lei. Non potevo permettermi di rovinare la sua relazione. Qualche volta ci siamo anche visti da vicino, sempre in occasioni fugaci però. Una volta lei mi disse di incontraci per parlarne da vicino, ci incontrammo appena lei finì di lavorare e in macchina mi disse che per lei ero un amico. Però mi aveva portato una cosa. E mi abbracciò. I miei battiti aumentarono del 300% in pochi secondi. Avrei voluto che quel momento non finisse più. Lei mi chiese cosa avessi provato con quell’abbraccio e io gli dissi di essermi sentito in paradiso. Purtroppo però (forse era difficile anche per lei?), nonostante vedesse le mie difficoltà non riusciva ad “abbandonarmi”. E credo che lei avrebbe dovuto farlo.. Era lei quella impegnata. Era lei quella meno presa. In seguito ai nostri alti e bassi un giorno volli incontrarla di nuovo e andai a scuola da lei mentre era al lavoro, infatti dopo mi disse che l’avevano anche ripresa e che non dovevo farlo più. Ci fu un altro abbraccio, indimenticabile anche quello. E andavamo avanti così con il mio stomaco che ribolliva dalla mattina alla sera e con lei che appagava il suo bisogno fisico con il ragazzo e il suo bisogno mentale con me. Ci fu un periodo dove il ragazzo partì per Londra, e in quel periodo gli feci comunque compagnia (mai da vicino però), al ritorno del ragazzo lei si sentì delusa perché il ragazzo non gli dedicò le attenzioni che lei si aspettava di ricevere. E pianse al cellulare con me, raccontandomi tutto e io nonostante provassi altro per lei feci di tutto per farla stare bene. Pian piano le cose però inevitabilmente cambiavano. Io non ce la facevo più e lei anche a causa del lavoro, comunque doveva fare alcune scelte (trasferirsi ecc..). Iniziammo a sentirci sempre di meno. Gli mandai un bel messaggio d’addio dove gli raccontai tutto a capodanno. E lei mi disse che avrebbe mai voluto farmi stare così male. Non ci sentiamo per un bel po’ di mesi. Quando lei improvvisamente si fa risentire a maggio scrivendomi “come va”? Io ancora con le ferite aperte, non vedo l’ora di risentirla e la chiamo. Un’ora al cellulare. Ci raccontiamo tutti gli episodi successi. Mi dice che in alcune occasioni aveva sentito la mia mancanza, avrebbe voluto una persona che gli stesse vicino a “consigliarla”. E io gli dico invece che a differenza sua a me era mancata tutti i giorni. Non solo in alcune occasioni. E glielo faccio capire anche con una frase: “dissi facciamo una cosa stacchiamo quando il cellulare sarà scarico”, lei mi rispose “a che percentuale è la batteria?” e io gli dissi “in realtà è collegato alla corrente!” e lei mi rispose “mai nessuno mi aveva detto questo..”. Come quando la chiamai Heaven anche in quell’occasione si soprese. Effettivamente qualche volta mi ha detto che ero dolce. Una volta gli scappò anche un “ti adoro”! In seguito a questa telefonata comunque decidiamo di non sentirci per un po’ io decido di bloccarla su WhatsApp (sì stavo facendo di tutto per cercare di richiudere le mie ferite), ma poi dopo nemmeno una settimana la sbloccai imponendomi di essere forte. E arriviamo a pochi giorni fa, dove non ho resistito e l’ho contattata. Gli ho chiesto come andavano le cose e lei mi ha detto tutto bene. Mi dice però che non vuole farmi stare male. Mi dice che è meglio non risentirci. Io gli dico che sto male, non riesco a superarlo. Vorrei risentirla e aiutarla nei momenti di bisogno ma lei mi dice è meglio di no. Non puoi bloccarmi e sbloccarmi a tuo piacimento. Gli dico di voler essere la sua spalla forte. E lei mi dice che in caso di bisogno mi terrà presente. Arriviamo a ieri. Avevo bisogno di parlarne con qualcuno e stavo scrivendo proprio questa storia. Quando all’improvviso va via la corrente nell’ufficio (capita due volte all’anno). Mi sento scoppiare dentro e la contatto. Gli dico che ho bisogno di parlargli da vicino. Mi sono sentito troppo un giocattolo usato nei suoi momenti di bisogno e ora messo da parte con tanta facilità. Lei mi dice non posso. Non posso mentire al mio ragazzo. Gli dico che deve farlo per me, altrimenti avrei fatto una pazzia. Mi dice che possiamo trovare il compromesso di risentirci al cellulare. 45 minuti di chiamata. Gli dico le cose che mai avrei avuto il coraggio di dirgli. Non sono riuscito a dirgli che secondo me era lei quella che aveva sbagliato. Sì nonostante tutto io non riesco a provare “cattiveria” nei suoi confronti. Gli dico soltanto di immedesimarsi nei miei panni. Gli dico che per me tutto è difficile, le domeniche mattina mi ricordano lei e i nostri buongiorno al telefono, le canzoni mi ricordano lei, i film mi ricordano lei, i testi in inglese mi ricordano lei. Tutto mi riporta a lei. Lei si dispiace non avrebbe voluto tutto questo. Per me ha sempre provato soltanto amicizia. Gli faccio presente qualche sua piccola scortesia nei miei confronti, ma mi mantengo sempre. Non voglio addossargli la colpa. Gli dico che nonostante tutto, con le lacrime agli occhi. Potrà sempre contare su di me, anche a distanza di anni. Gli dico se è l’ultima volta che ci sentiamo e lei mi dice che nella vita non si può mai sapere. Forse si trasferirà all’estero, forse non ci sentiremo più non si sa. Gli dico che metterò i suoi souvenir comprati a New York lontano dall’umidità per non farli ammuffire. E ci diciamo per l’ennesima volta addio. Lei decide di bloccarmi. Ha detto che lo farà per me. Che sono forte e che riuscirò a superare tutto. Provo un miscuglio di emozioni che non saprei definire. Non sono mai stato bravo con le emozioni. Dovrò dimenticarla. Ma ho tanta paura di non riuscirci. Mi piacerebbe fargli leggere questa “storia”. Ma sarebbe abbastanza ridicolo farmi risentire (già forse lo è stato ieri), e non saprei come inviarglielo. Mi ha anche detto di non fare pazzie, altrimenti la deluderò come persona. Però mi ha “rassicurato” dicendomi di non avermi trattato come un giocattolo! Anzi lei non rimpiange nulla come me, perché è stata semplicemente se stessa. In seguito a questa chiamata mi sono tolto un piccolo peso perché credo di avergli fatto capire un pochino di più la realtà delle cose. E spero si sia passata una mano per la “coscienza” questa sconosciuta. Vi prego, aiutatemi a metabolizzare il tutto. E aiutatemi a capire se in questa storia ho sbagliato io. Perché mi sento ancora in colpa. Mi sento ancora di aver fatto scelte sbagliate e di non aver preso decisioni giuste. E’ stata la mia incapacità a farla andare via? Era solo un capriccio il suo? Mai provato questo vortice di emozioni. PS : Aggiornamento, pochi giorni prima di natale vengo a sapere da un amico che è in Texas col ragazzo. Mi sono rattristato talmente tanto che sto prendendo gli ansiolitici. Lei va avanti con la sua vita e io no. Come ha fatto a mettere da parte così facilmente quel benessere che provava quando mi sentiva? Ne ho lette di storie qui sopra e ti dico che questa è una delle peggiori,lei è una... va be', meglio non parlare.Ti ha usato come se tu fossi "l'amica del cuore". Da donna, ti dico stai lontano da questa sottospecie di "donna". Oa27, SimoneM e Evian90 ha reagito a questo 3
Blego [Partecipante] 597 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 (modificato) @Evian90 te lo dico con il cuore in mano perché mi ricordi il me stesso di più di 10 anni fa: è TUTTO drammaticamente sbagliato! Ma tutto, tutto, tutto tutto. Rileggi la tua storia e cerca di interiorizzare cosa NON è il rapporto tra uomo e donna. La tua lettura della realtà, degli episodi, dei simboli e dei fatti è completamente distorta dall'idealizzazione che hai messo in atto. Il rapporto uomo-donna non è un filmetto della Disney o un romanzo rosa. Qualsiasi tipo di interazione umana nasce per soddisfare un bisogno da parte dei protagonisti. Lei aveva il bisogno di un amico (asessuato) su cui riversare le sue insoddisfazioni e tu di una fidanzata. Su queste basi si è costruita la vostra interazione. Il tuo errore principe risiede tutto nel non aver capito che i vostri reciproci bisogni erano e sono SEMPRE stati differenti. 1 ora fa, Trilly ha scritto: Aggiornamento, pochi giorni prima di natale vengo a sapere da un amico che è in Texas col ragazzo. Mi sono rattristato talmente tanto che sto prendendo gli ansiolitici. Lei va avanti con la sua vita e io no. Come ha fatto a mettere da parte così facilmente quel benessere che provava quando mi sentiva? 1 ora fa, Trilly ha scritto: E mi abbracciò. I miei battiti aumentarono del 300% in pochi secondi. Avrei voluto che quel momento non finisse più. Lei mi chiese cosa avessi provato con quell’abbraccio e io gli dissi di essermi sentito in paradiso. Purtroppo però (forse era difficile anche per lei?), nonostante vedesse le mie difficoltà non riusciva ad “abbandonarmi”. E credo che lei avrebbe dovuto farlo.. Era lei quella impegnata. Era lei quella meno presa. In seguito ai nostri alti e bassi un giorno volli incontrarla di nuovo e andai a scuola da lei mentre era al lavoro, infatti dopo mi disse che l’avevano anche ripresa e che non dovevo farlo più. Ci fu un altro abbraccio, indimenticabile anche quello In questi due passaggi la tua mancanza di contatto con la realtà è evidente. In realtà lei non è ne il mostro insensibile che ti ha abbandonato per divertirsi in Texas con il suo ragazzo, ne l'angelo inarrivabile che se ti abbraccia (?!?!?!?!) finisci in paradiso. E' una donna che ha voglia di divertirsi, farsi scopare dal fidanzato e che vuole sfogare, legittimamente, le proprie paranoie a una persona di cui si fida. Ha trovato in te, che glielo hai permesso, la persona con cui soddisfare quest'ultimo bisogno.. Renditi conto che l'abbraccio, la frase detta o non detta, il sorriso, l'occhiolino etc...sono assolute p*****ate a cui ti aggrappi per vedere un interesse sessuale/sentimentale in lei che non c'è e non c'è mai stato. Il secondo errore basilare è pretendere che un'altra persona si faccia carico della situazione che tu non riesci a gestire. Pretendere che lei si allontani perché "era lei quella impegnata e quella meno presa" significa delegare all'altra persona il tuo benessere che evidentemente non sei in grado di ottenere da solo. Significa essere immaturi (dal pdv relazionale) e trasmettere pochissima autostima e fiducia nelle proprie capacità. Ci siamo passati in molti non preoccuparti, passa tutto, tranquillo. Ora devi SPARIRE e leccare le ferite al tuo ego ferito e abbandonato. Fa molto male, lo so benissimo, ma un periodo di distacco TOTALE è quello che ti serve. Dopodiché, alla prossima occasione ovvero con una prossima ragazza che incontrerai, chiediti SEMPRE SEMPRE SEMPRE cosa vuoi tu da lei e, in base ai suoi comportamenti, cosa cerca lei dall'interazione con te. Fallo sempre subito, fin dall'inizio delle interazioni, per evitare di cadere nella illusione in cui sei caduto tu. Inoltre non pretendere MAI che questa nuova ragazza colmi le lacune che hai e che gestisca lei l'interazione nella tua salvaguardia. ...tra qualche hanno ti guarderai indietro e comprenderai tutti gli enormi errori (e il tempo sprecato soprattutto) che hai commesso e ti risponderai che sì, avresti potuto conquistarla, ma solo con le capacità e l'attitudine che l'esperienza con altre donne ti ha dato. Questa esperienza tu al momento non ce l'hai ed è su questo che devi lavorare il prima possibile! Modificato 4 Gennaio 2017 da Blego GhostQiNa e Evian90 ha reagito a questo 2
Trilly [Partecipante] 1111 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 @Blego dovevi citare @Evian90 ,non me ;)
Blego [Partecipante] 597 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 @Trilly ops...hai ragione sorry! Trilly ha reagito a questo 1
Keran92 [Partecipante] 5068 Inviato 4 Gennaio 2017 Inviato 4 Gennaio 2017 non per fare lo stronzo ma praticamente tutto questo non è neanche una storia o una relazione è solo un rapporto malato e totalmente idealistico totalmente disneyano insomma con una fine già scritta aldilà di lei, le colpe in tutto questo le hai anche te per come ti sei comportato e hai affrontato la situazione l'hai idealizzata cosi tanto che ai tuoi occhi era venere....e hai passato più tempo al cellulare a fare da amichetta che davanti un caffè a guardarla negli occhi hai fatto tutto quello che io ho fatto molteplici volte anni fa prima di capitare qui sopra come ho fatto io puoi emergerne anche tu e migliorare ma devi assolutamente chiudere le porte a lei e tranciare il ponte col passato per incominciare un nuovo cammino a te la scelta Trilly, Evian90 e gold86 ha reagito a questo 3
Evian90 [Partecipante] 45 Inviato 4 Gennaio 2017 Autore Inviato 4 Gennaio 2017 Mamma mia ragazzi non immaginate che forza mi state dando. Grazie di cuore a tutti! :) In realtà avevo già postato su altri forum ma ne avevo tratto più una sensazione di benessere temporanea. Caspita qui mi state proprio facendo cambiare il pensiero! Giuro che mi impegnerò a sentire tutti i vostri consigli, inoltre ho già letto il manuale che ha postato Husky e lo rileggerò fino alla nausea. Quello che più conta è l'autostima ed è proprio quella che ho a zero. Sono il mio peggior nemico. Ma le vostre parole mi hanno dato già una bella svegliata. E' vero era/è bellissima e ancora adesso quando la ripenso e mi viene in mente provo una sensazione allo stomaco ma molto meno rispetto a prima! Dovrò lavorare sia sul corpo (lo sto già facendo) sia sulla mente. Lo devo a me stesso. Devo imparare a stare bene con me stesso. Devo coltivare hobby, interessi e non devo mai dare così importanza ad una persona "esterna" perché poi vuoi per sua volontà, vuoi per cause naturali prima o poi dovrai comunque ritornare da solo. Devo amarmi. Amare il mio corpo amare come sono fatto. Però non facendomi condizionare dalla mia mania di perfezionismo. Continuerò sicuramente a commettere errori e sono sicuramente pieno di difetti ma devo imparare ad apprezzare anche quelli. E' stata lei quella che ha giocato sporco! E' vero io gliel'ho permesso e sono stato ingenuo ma la sua coscienza credo sia molto più sporca della mia. E' lei che dovrà vivere "una realtà che non sente sua" (parole sue). Io sono libero di crescere e di mettere correttamente i pezzi del mio puzzle al posto giusto. Semmai dovesse rifarsi viva più in là. Dovrò farmi trovare pronto. Dovrò farmi trovare cambiato. E dovrò farla rimpiangere di avermi "perso". Grazie ancora a tutti ragazzi. Se avete altri consigli o se avete altro da farmi leggere sono tutt'orecchi! PS: Perché non vi ho conosciuto prima? :( Forse le cose potevano andare diversamente.. Oppure la stronzetta mi avrebbe soltanto fatto passare qualche guaio.. Trilly, Husky e steverogers ha reagito a questo 3
Evian90 [Partecipante] 45 Inviato 5 Gennaio 2017 Autore Inviato 5 Gennaio 2017 (modificato) Buongiorno a tutti ragazzi. Stamattina purtroppo il mio umore è calato un po'.. Credo sia normale avere questi sbalzi no? Ripensavo ai suoi comportamenti ambigui che mi hanno fatto credere altro.. Ne condivido con voi un po' solo per farvi capire meglio la situazione; 1. Scrisse un libro che fece legger per primo a me e poi al ragazzo. 2. La domenica mattina appena svegli ci sentivamo. Eravamo i rispettivi primi pensieri. 3. Quando tornai da NY già la nostra "storia" era un pochino finita e infatti non la chiamai quando tornai. Dopo qualche giorno mi chiamò e mi disse non mi dici nemmeno com'è andata? Durante la conversazione iniziò a piangere e non mi disse il motivo. 4. Chiamate infinite, un "ti adoro" al cellulare da parte sua e foto dei suoi outfit una volta me lo inviò con il fidanzato giù ad attendere in macchina. 5. Spesso gli chiedevo di uscire anche solo per un giro in Vespa.. La sua risposta? "Non posso" no non voglio. 6. Mi ha sempre detto che ero un amico se era vero perché mi ha sempre nascosto al ragazzo? Perché quelle poche volte che l'ho contatta di mia iniziativa dovevo subirmi una sua "sgridata"? 7. Una volta (sempre perché ero troppo dolce/ingenuo/fesso) la chiamai Heaven e lei mi disse mai nessuno mi aveva chiamata così. Un'altra volta gli dissi di voler parlare al cellulare con lei finché il cellulare non si fosse scaricato (era attaccato alla corrente) e lei rimase sorpresa, ribadendomi che mai nessuno gli aveva detto queste cose. 8. E' un insegnante, una volta sempre con questi nostri "alti e bassi" avemmo un litigio e decidemmo di non sentirci più. La chiamai mentre era scuola e gli dissi di volerla incontrare. Ci incontrammo lei lascio l'aula scoperta per cinque/dieci minuti mi abbracciò e la baciai sulla guancia. In quell'occasione forse avrei potuto rischiare qualcosina in più quando tornai a casa trovai tre sue chiamate sul cellulare. 9. Un'altro litigio avemmo al cellulare dove lei disse di non volermi sentire più ed era stufa di questa storia. Mi attaccò il cellulare in faccia e successivamente il mio cellulare si spense perché era scarico. Provo a richiamarmi non so quante volte e disse che si sentiva male da morire. Ecco.. Questi episodi mi rattristano. Mi rimangio le mani perché forse era presa da me ma non ho giocato bene le mie carte. Lei ha sempre giocato su questo filo dell'ambiguità.. E niente cosa posso fare per non ricadere in questi pensieri? Devo essere arrabbiato nei suoi confronti per come mi ha trattato? Modificato 5 Gennaio 2017 da Evian90
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