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SliceThenDice
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.. a tutti! Spero di poter migliorare il mio stile di vita e raggiungere una consapevolezza maggiore anche con l’aiuto del forum. Voglio partire concretamente, dalla mia situazione attuale, per poter valutare eventuali retroscena che sono stati invisibili ai miei occhi. Sono fidanzato da due anni in una relazione monogama. 

 

Lei: Una ragazza che porta problemi psicologici e di autostima alle spalle. La sua autostima è, in alcune sfaccettature, migliorata durante l’evolversi del rapporto. Resta una ragazza intelligente ma estremamente emotiva, con uno scarso controllo di se. In contesto sociale è estroversa e solare, talvolta ingenua nell’associare un significato ben definito alle intenzioni altrui, ma non in senso assoluto. Vive a 20 anni una situazione scomoda con i genitori, alquanto “Old school”, che esercitano un controllo palpabile sulla sua libertà in generale. Ha accusato alcune storie precedenti finite male; tra tutte l’ultima in adolescenza, con un ragazzo che si è comportato da stronzo, tira e molla, blablabla. Alla fine lei lo lasciò, ma probabilmente è stata segnata dall’esperienza negativa.

 

E’ una descrizione sommaria e mi auguro sufficientemente dettagliata del suo essere. Io sono opposto a lei per tante cose, e simile per altre. Sono molto meno emotivo, meno dipendente dal giudizio altrui, più cosciente e sicuro dell’ideologia che mi sono creato. Ho le mie varie insicurezze! La storia è iniziata senza pressioni psicologiche, in un’atmosfera abbastanza soft. E’ stato tutto abbastanza facile, attrazione per lei e viceversa, feeling immediato. Il rapport è impennato presto e in sintonia con l’attrazione, ma superficialmente; sono per carattere restio a parlare di me, ad aprirmi, ed in generale nelle interazioni mi aggancio al presente immediato piuttosto che ad aneddoti personali, ho fatto questo, ho fatto quello. La relazione mi ha fatto crescere. Sono rimasto intrappolato per il primo anno in un vortice spietato di pippe mentali che ad oggi ritengo proficuo, perché mi ha permesso di rivalutare più pensieri deformati che precedentemente mi limitavano. Il prezzo da pagare è stato alto, sopprimere la mia persona per un periodo di tempo, lasciarmi divorare dai dubbi più atroci, e vivere pertanto un primo anno poco autentico, non in linea con me stesso. Dopo sei mesi mi ha tradito psicologicamente perché io, di fatto, la trattavo male. Non le davo attenzioni, prestavo poca attenzione al sesso con lei. Caso vuole che, in contrasto ad un mio atteggiamento bastardo che altri non era che il riflesso della paura che provavo, proprio nel periodo relativo all’inizio del tradimento, le dimostrassi di tenerci a lei. Il tradimento lo scopro due mesi più tardi, da un amico che aveva visto tutto diretta live. Scelgo di perdonarla. Dignità sotto le scarpe? Forse si. Se avesse oltrepassato il limite fisico non l'avrei fatto. Di fatto da quel frangente ho avuto un cambiamento netto, acquisendo più sicurezza e tornando ad assaggiare una buona parte della mia personalità, continuando una relazione monogama con schemi differenti rispetto al prima: Ho iniziato ad esprimere ed a proporre incontestabilmente ( Pena: Capitale! ) un concetto di fedeltà “sinceramente relativo”, passando da una visione di scarsità ad una di abbondanza. Ho messo in chiaro un messaggio libertino, definendo regole monogame che non sfociassero nella soppressione dell’istinto individuale, “Tra noi esiste un legame che è cambiato e cambierà nel tempo, ma siamo liberi di fare qualsiasi cosa; non esistono vincoli, solo buon senso e cattivo senso”. Sin dal principio lei ha sempre avuto paura di perdermi per il mio comportamento un po sfuggente e libertino e a piccoli sprazzi rassicurante, mantenendo spontaneamente alta ( Certo più del primo anno ) la componente imprevedibilità, e apertura al mondo. Lei è rimasta invece ad una concezione di legame emotivo maggiore, che cozza costantemente col mio realismo, alternato altrettanto spesso con momenti e brevi periodi di maggior coinvolgimento da parte mia. Mi trovo ad attuare dunque una sorta di tira e molla “di sani principi”, contrastante all’ideologia rigida di monogamia ma efficace nelle risposte che lei da a me, nonchè e soprattutto sulla libertà concessa da me stesso all'istinto da uomo che sento. Lei vive quindi una situazione d’insicurezza nei miei confronti, è spinta a ritenermi un suo possesso difendendomi da.. minacce esterne, ma non può. E' gelosa ma cerca di non farlo pesare troppo, accetta questa condizione di libertà che comprende potenzialmente entrambi ma continua ad esercitare gran parte della sua attenzione su di me. Io con le “minacce esterne” ci gioco, mi diverto, mi sento uomo e le valuto, e nel frattempo con lei mi trovo comunque bene a letto e nella frequentazione. Allora nei periodi in cui mi avvicino a lei, il sesso cala qualitativamente, diventa un po più basso e meno passionale; in quei momenti è impensabile che lei mi porti di sua iniziativa nella villa comunale di notte per farmi un pompino, cosa che invece accade con tanta intensità e sregolatezza nel momento in cui lei percepisce la paura concreta di potermi perdere, che sia voluta o meno da parte mia. Questa sensazione che lei si senta inferiore, per modo di dire, riesco ad accostarla al fatto che la sua inibizione sessuale varia in base al mio comportamento, per quanto genericamente io abbia instaurato con lei un rapporto di massima esplicitezza sul piano sessuale, sui desideri, sulle voglie. All'inizio lei era alquanto disinibita sessualmente con me, con i problemi sorti in seguito si è inibita, e successivamente con la mia ripresa/ reazione si è trasformato nella situazione suddetta. Se noto che lei guarda un altro avverto una spinta piacevole, e se mi trovo a parlarne non le dico “Ma cosa cazzo fai!?”. E’ capitato, e gradualmente ho modificato la mia visione delle cose. In momenti di scherzo genuino ho perfino ironizzato incoraggiandola a tradirmi con il sorriso di chi scherza ma provoca senza soffermarsi alla paura delle conseguenze. Ho provato a descrivere le cose più o meno obiettivamente: Vorrei che mi deste un parere in merito, a me, a lei, a cosa è buono per me, alle dinamiche effettive che esistono e si sono create, sulla base della vostra esperienza certamente maggiore sulla teoria seduttiva. Sarebbe per me un punto di partenza per essere più consapevole della realtà del mondo che mi circonda, e sarei pronto ad assimilare i concetti che ritengo validi deformando quelli controproducenti a ciò che vuole il mio essere uomo. Grazie anticipate.

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