Tony Stark [Élite] 119 Inviato 7 Marzo 2017 Inviato 7 Marzo 2017 (modificato) (Versione breve) Idealmente, assicurata una risposta veritiera, completa, non inquinata da pregiudizi, preconcetti, indottrinamenti, credenze, paure, libera, spontanea e sincera espressione della sua essenza, cosa domandereste ad una donna, che cosa vi incuriosirebbe sapere di lei, che cosa vorreste chiedere su di lei? Non sto cercando suggerimenti di qualche tecnica o trucchetto, piuttosto spunti per rettificare ed arricchire il mio pensiero e la mia persona. - - - - - - - - - - - - - (Versione lunga, onanismo cerebrale e diarrea verbale) Una ragazza, mentre stavamo fissando i dettagli per il day 2, mi ha proposto di fare un giochetto quando ci saremmo visti. Lo ha chiamato l’”Interrogatorio” e consiste banalmente nello scriversi delle domande e poi di persona rivolgersele a turno. Sono scoppiato a ridere per la puerilità e l’ingenuità del gioco, ma soprattutto perché già prevedevo le domande che mi avrebbe fatto, nulla a cui non si sarebbe potuta rispondere da sola con un po' di intuizione oppure una rapida indagine su facebook. Tuttavia il sorriso beffardo che mi aveva suscitato la proposta del gioco mi ha abbandonato quando mi sono soffermato un momento a pensare quali domande le avrei voluto rivolgere. Sono rimasto un po' basito e costernato dal fatto che non riuscivo a trovarne di sensate e che corrispondessero ad una mia reale ed effettiva curiosità, tanto che alla fine quella sera mi sono presentato con 4-5 domande, partorite con grande difficoltà, contro le sue 35. Finora non mi ero mai soffermato a riflettere su questa cosa, ma ripensandoci, spessissimo sbattendo le ciglia le ragazze mi dicono vanesie e civettuole: “Non hai nulla da domandarmi? Non hai nessuna curiosità su di me?” Ogni volta con un misto di imbarazzo e fastidio glisso, perché altrimenti si beccherebbero un lapidario “no”, che comunque suppongo intuiscano ugualmente con disappunto e delusione. Durante il primo incontro, le prime interazioni, i primi date e le prime scopate non ho quella frenesia di fare loro domande e quella morbosa curiosità nei loro confronti come invece si aspettano. Confesso che da quando ho memoria non mi è ancora mai capitato che di una ragazza me lo abbiano fatto tirare l’intelligenza, la cultura, la profondità emotiva, il vissuto ecc. Detto molto brutalmente, mi accorgo, mi interesso e voglio farmi una ragazza per il suo aspetto fisico e per la sua sensualità. Tutto il resto, nelle prime fasi di interazione, non è per me un movente. Poi quando si passa al day 1 e day 2 (tempo oltre a quale ultimamente non ho necessità e né volontà di andare senza averci fatto sesso) inevitabilmente almeno un minimo di comunicazione verbale avviene, ma ancora le caratteristiche non prettamente fisiche e sessuali della ragazza non sono discriminanti per il mio interessamento nei suoi confronti, infatti sono lì con lei perché voglio farci sesso e nient’altro, a meno che da subito non emergano indizi di instabilità, squilibrio, terreno paludoso, pericolo di qualsiasi sorta… o da subito sia petulante, fastidiosa, invadente, eccessivamente appiccicosa… e allora in questo caso next. Fino a questo punto dell’interazione perché dovrei avere delle domande e delle curiosità? Fino a questo momento il mio focus è sul sesso, sul suo corpo, sul suo piacere, sul nostro godimento. Dopo averci fatto sesso/amore, se si mantiene o addirittura incrementa il desiderio di volerle dare e ricevere da lei ancora piacere, allora desidero rivederla. Il rivederla significa passare del tempo insieme e qui per effetto del venir meno dell’assillo di averla almeno una volta e per lo spirito di autoconservazione, inizio ad interessarmi un po’ anche a tutte quelle altre caratteristiche che esulano dalla sfera fisica e sessuale. Arrivati qui, ammetto che sulla carta possa essere sensato rivolgere delle domande, chiedere per soddisfare delle curiosità autentiche che iniziano a sorgere, non è però quello che mi succede nella pratica, mi riesce difficile e artificioso domandare in maniera diretta, non per timore, imbarazzo o vergogna, ma perché non ne vedo l’efficacia e l’utilità. Fatta una domanda ad una ragazza qualunque sia la sua risposta essa sarà influenzata dalla visione del mondo filtrata dalle lenti azzurre che lei indossa, sarà modellata dai giudizi, pregiudizi, credenze ed indottrinamenti con cui lei è cresciuta, sarà costruita con l’intenzione di non scontentarmi e di soddisfarmi, e sarà elaborata in modo da scongiurare che mi urti, che addirittura mi offenda, che eventualmente mi disgusti o ancora che getti discredito su lei stessa. Qualunque sia la risposta sarà sempre frutto di un rapido, giusto o sbagliato, calcolo opportunistico. Inoltre non si è sempre detto che la componente verbale occupa una percentuale irrisoria della comunicazione rispetto a quella paraverbale e non verbale? Non conto più le volte in cui ragazze e donne hanno asserito con serietà e risolutezza qualcosa, e poi nemmeno hanno finito di parlare, che con atteggiamenti, comportamenti e azioni che gridavano l’esatto opposto si sono smentite. Perché quindi dovrei nutrire così tanta fiducia che la risposta ad una mia domanda veicoli del contenuto informativo utile, sensato, significante per me e per quanto possibile aderente alla realtà di cui quella ragazza ne è parte? Sul serio, provate un momento ad ascoltare le ragazze quando vi parlano ad un appuntamento, zittite un momento il cazzo che vi urla di scoparvele, provate a farlo con serietà, quanto riuscite a salvare, non bollare come puttanate, considerare sincero e genuino, non pretendo “veritiero” intenso come corrispondete a realtà, di quello che vi dicono? Io veramente molto poco, molto poco. Le parole delle ragazze/donne, come quelle dei maschi e le mie stesse (sia chiaro, anche se quelle dei maschi qui non mi importano), le lascio ben volentieri e senza rimorso ai capricci del vento. Le chiacchiere stanno a zero, di parole si farciscono troppe bocche e pagine e pagine di libri, giornali e internet. Mi fa rabbrividire l’idea di aggiungere la mia voce a tutto il rumore che già c’è. Con questo non intendo suggerire che tengo fuori me stesso da questo difetto e vizio strutturale umano, non sono senza macchia e peccato, chissà quanto di quello che ho appena scritto finora è infarcito di puttanate, bias cognitivi, doppi standard, pregiudizi e preconcetti che ho in testa. Anzi proprio perché penso questo, proprio perché l’interazione e soprattutto la comunicazione con le altre persone non è altrettanto stringente e logicamente consequenziale della matematica, in cui usando le sue “regole” interne, quando si sa come fare, le conclusioni seguono necessariamente dalle ipotesi, che la maggior parte del tempo lascio parlare loro liberamente e io rimango in silenzio ad ascoltare lo stream of consciousness per quel che vale. Al massimo le incalzo con qualche domanda mirata e circostanziale, affidando loro quello che qui mi pare in gergo venga chiamato fluff talk e facendo avere loro un pre-orgasmo, dato che la gente adora tanto parlare di sé, ma non sono domande che rispecchiano una mia volontà di sapere, di conoscere. Intanto che parlano interagisco con loro in altri modi, al massimo mi interrompo per rispondere o fare un intervento possibilmente utile e sensato, con il quale faccio tra l’altro capire loro che sono lì e che le sto seguendo, ma mi guardo bene dallo scrivere in memoria tutto quel rumore, mi segno giusto qualche picco anomalo, qualche regolarità quando la capto. Cerco di comunicare con loro su altri piani, in altri modi rispetto a quello vocale, agisco, mi è molto più semplice, non faccio fatica, gioco, quasi nemmeno devo pensare, lascio scorrere il flusso spontaneamente, questa volta sì, paradossalmente, quasi fosse necessità matematica. Sebbene non faccia domande, in questo modo le mie curiosità vengono gradualmente soddisfatte. Nutrendomi delle sensazioni e degli impulsi che mi stimolano, registrando le loro reazioni alle mie mosse, lasciandomi trasportare dalle correnti generate dalle forze in ballo…inizio a conoscerle. Quante adorabili e dolci scoperte ho fatto senza chiedere, senza cercare, ma errando e tenendo i sensi desti. Neanche con un’infinità di loro parole e mie domande sarei arrivato a tanto. Così conosco e imparo dalle donne. Quel poco che ho appreso e capito, quello che mi è rimasto di loro, che mi è stato marchiato a fuoco nella mia essenza, non è stato trasmesso con le parole, ma con baci, abbracci, gesti, sensazioni, sussurri, carezze, scopate e vissuti profondi. Davvero, tra tutti i momenti insieme ad una ragazza più belli, più passionali, più significativi, da favola, che rendono la vita degna di essere vissuta, non ne ricordo uno in cui stiamo parlando, nemmeno uno. Il mio silenzio, il tacito ascolto, non è dunque una mancanza di interesse o curiosità nei loro confronti come possono temere ed erroneamente supporre, è semplicemente dettato dal fatto che sia nella prima fase di incontro sessuale, sia nella seconda fase di frequentazione e conoscenza, trovo più autentica, significativa, stimolante e soddisfacente un’interazione che avvenga su un piano non verbale. Nonostante queste siano sommariamente le mie attuali idee al riguardo, voglio cedere al fascino del quesito. Ammesso che la comunicazione verbale idealmente non sia inquinata da sovrastrutture, pregiudizi, credenze, indottrinamenti ecc, che quindi non sia incapace, come io ritengo, di dare libera espressione all’essenza della persona (qualunque cosa ciò voglia dire), e ammesso che domandando qualunque cosa ad una donna idealmente si riceva una risposta sensata, significativa, informativa, genuina, veritiera e rispecchiante esattamente la sua realtà interiore e quella che per lei è quella esteriore, che cosa vi incuriosirebbe sapere, che cosa chiedereste? Modificato 7 Marzo 2017 da Tony Stark David Aames, Loco Bielsa, auar e 1 altro ha reagito a questo 4
Erlenmeyer [Partecipante] 2963 Inviato 8 Marzo 2017 Inviato 8 Marzo 2017 Dillo, tutta questa tiritera è finalizzata a raccogliere domande da porre alla prossima che ti propone un giochino del genere GogeMagog, tef, engang var e 1 altro ha reagito a questo 4
BrianBoru [Partecipante] 6322 Inviato 8 Marzo 2017 Inviato 8 Marzo 2017 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: (Versione lunga, onanismo cerebrale e diarrea verbale) Una ragazza, mentre stavamo fissando i dettagli per il day 2, mi ha proposto di fare un giochetto quando ci saremmo visti. Lo ha chiamato l’”Interrogatorio” e consiste banalmente nello scriversi delle domande e poi di persona rivolgersele a turno. Cioè sei incappato in una shittestatrice compulsiva. 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Sono scoppiato a ridere per la puerilità e l’ingenuità del gioco, ma soprattutto perché già prevedevo le domande che mi avrebbe fatto, nulla a cui non si sarebbe potuta rispondere da sola con un po' di intuizione oppure una rapida indagine su facebook. Tuttavia il sorriso beffardo che mi aveva suscitato la proposta del gioco mi ha abbandonato quando mi sono soffermato un momento a pensare quali domande le avrei voluto rivolgere. Cioè ti sei prestato a offrirle il fianco al D2. 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Sono rimasto un po' basito e costernato dal fatto che non riuscivo a trovarne di sensate e che corrispondessero ad una mia reale ed effettiva curiosità, tanto che alla fine quella sera mi sono presentato con 4-5 domande, partorite con grande difficoltà, contro le sue 35. Una donna è in grado di shittestare ad oltranza. Avrà partorito le domande da farti in 12 secondi. 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Finora non mi ero mai soffermato a riflettere su questa cosa, ma ripensandoci, spessissimo sbattendo le ciglia le ragazze mi dicono vanesie e civettuole: “Non hai nulla da domandarmi? Non hai nessuna curiosità su di me?” Uno shit test come un altro. 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Ogni volta con un misto di imbarazzo e fastidio glisso, perché altrimenti si beccherebbero un lapidario “no”, che comunque suppongo intuiscano ugualmente con disappunto e delusione. Io la butterei in vacca. ("Hai mai visto Dragonball ?", "Sei mai stata in galera ?", "Hai mai fatto il corriere della droga ? Se sì dove mettevi gli ovuli ?", "Ti piace il gelato al baccalà ?"). Senza esagerare... 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Fatta una domanda ad una ragazza qualunque sia la sua risposta essa sarà influenzata dalla visione del mondo filtrata dalle lenti azzurre che lei indossa, sarà modellata dai giudizi, pregiudizi, credenze ed indottrinamenti con cui lei è cresciuta, sarà costruita con l’intenzione di non scontentarmi e di soddisfarmi, e sarà elaborata in modo da scongiurare che mi urti, che addirittura mi offenda, che eventualmente mi disgusti o ancora che getti discredito su lei stessa. Qualunque sia la risposta sarà sempre frutto di un rapido, giusto o sbagliato, calcolo opportunistico. Inoltre non si è sempre detto che la componente verbale occupa una percentuale irrisoria della comunicazione rispetto a quella paraverbale e non verbale? Non conto più le volte in cui ragazze e donne hanno asserito con serietà e risolutezza qualcosa, e poi nemmeno hanno finito di parlare, che con atteggiamenti, comportamenti e azioni che gridavano l’esatto opposto si sono smentite. Perché quindi dovrei nutrire così tanta fiducia che la risposta ad una mia domanda veicoli del contenuto informativo utile, sensato, significante per me e per quanto possibile aderente alla realtà di cui quella ragazza ne è parte? Appunto, che cazzo vuoi chiedere ? 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Sul serio, provate un momento ad ascoltare le ragazze quando vi parlano ad un appuntamento, zittite un momento il cazzo che vi urla di scoparvele, provate a farlo con serietà, quanto riuscite a salvare, non bollare come puttanate, considerare sincero e genuino, non pretendo “veritiero” intenso come corrispondete a realtà, di quello che vi dicono? No 11 ore fa, Tony Stark ha scritto: Io veramente molto poco, molto poco. Le parole delle ragazze/donne, come quelle dei maschi e le mie stesse (sia chiaro, anche se quelle dei maschi qui non mi importano), le lascio ben volentieri e senza rimorso ai capricci del vento. Le chiacchiere stanno a zero, di parole si farciscono troppe bocche e pagine e pagine di libri, giornali e internet. Mi fa rabbrividire l’idea di aggiungere la mia voce a tutto il rumore che già c’è. Con questo non intendo suggerire che tengo fuori me stesso da questo difetto e vizio strutturale umano, non sono senza macchia e peccato, chissà quanto di quello che ho appena scritto finora è infarcito di puttanate, bias cognitivi, doppi standard, pregiudizi e preconcetti che ho in testa. Anzi proprio perché penso questo, proprio perché l’interazione e soprattutto la comunicazione con le altre persone non è altrettanto stringente e logicamente consequenziale della matematica, in cui usando le sue “regole” interne, quando si sa come fare, le conclusioni seguono necessariamente dalle ipotesi, che la maggior parte del tempo lascio parlare loro liberamente e io rimango in silenzio ad ascoltare lo stream of consciousness per quel che vale. Al massimo le incalzo con qualche domanda mirata e circostanziale, affidando loro quello che qui mi pare in gergo venga chiamato fluff talk e facendo avere loro un pre-orgasmo, dato che la gente adora tanto parlare di sé, ma non sono domande che rispecchiano una mia volontà di sapere, di conoscere. Intanto che parlano interagisco con loro in altri modi, al massimo mi interrompo per rispondere o fare un intervento possibilmente utile e sensato, con il quale faccio tra l’altro capire loro che sono lì e che le sto seguendo, ma mi guardo bene dallo scrivere in memoria tutto quel rumore, mi segno giusto qualche picco anomalo, qualche regolarità quando la capto. Cerco di comunicare con loro su altri piani, in altri modi rispetto a quello vocale, agisco, mi è molto più semplice, non faccio fatica, gioco, quasi nemmeno devo pensare, lascio scorrere il flusso spontaneamente, questa volta sì, paradossalmente, quasi fosse necessità matematica. Sebbene non faccia domande, in questo modo le mie curiosità vengono gradualmente soddisfatte. Nutrendomi delle sensazioni e degli impulsi che mi stimolano, registrando le loro reazioni alle mie mosse, lasciandomi trasportare dalle correnti generate dalle forze in ballo…inizio a conoscerle. Quante adorabili e dolci scoperte ho fatto senza chiedere, senza cercare, ma errando e tenendo i sensi desti. Neanche con un’infinità di loro parole e mie domande sarei arrivato a tanto. Così conosco e imparo dalle donne. Quel poco che ho appreso e capito, quello che mi è rimasto di loro, che mi è stato marchiato a fuoco nella mia essenza, non è stato trasmesso con le parole, ma con baci, abbracci, gesti, sensazioni, sussurri, carezze, scopate e vissuti profondi. Davvero, tra tutti i momenti insieme ad una ragazza più belli, più passionali, più significativi, da favola, che rendono la vita degna di essere vissuta, non ne ricordo uno in cui stiamo parlando, nemmeno uno. Il mio silenzio, il tacito ascolto, non è dunque una mancanza di interesse o curiosità nei loro confronti come possono temere ed erroneamente supporre, è semplicemente dettato dal fatto che sia nella prima fase di incontro sessuale, sia nella seconda fase di frequentazione e conoscenza, trovo più autentica, significativa, stimolante e soddisfacente un’interazione che avvenga su un piano non verbale. Nonostante queste siano sommariamente le mie attuali idee al riguardo, voglio cedere al fascino del quesito. Ammesso che la comunicazione verbale idealmente non sia inquinata da sovrastrutture, pregiudizi, credenze, indottrinamenti ecc, che quindi non sia incapace, come io ritengo, di dare libera espressione all’essenza della persona (qualunque cosa ciò voglia dire), e ammesso che domandando qualunque cosa ad una donna idealmente si riceva una risposta sensata, significativa, informativa, genuina, veritiera e rispecchiante esattamente la sua realtà interiore e quella che per lei è quella esteriore, che cosa vi incuriosirebbe sapere, che cosa chiedereste? Hai il ciclo ? Scrivi un post in cui dici che non ha senso fare domande e poi chiedi che domande fare ? Non ho capito tef e Tony Stark ha reagito a questo 2
auar [Partecipante] 550 Inviato 8 Marzo 2017 Inviato 8 Marzo 2017 Tony, un post il tuo molto bello da leggere, molto lungo e terribilmente contradditorio alla fine. GogeMagog e Tony Stark ha reagito a questo 2
poiuyto [Élite] 2194 Inviato 8 Marzo 2017 Inviato 8 Marzo 2017 Sempre quella che, ovviamente, non posso fare direttamente: "cosa vuoi per concederti?" GogeMagog ha reagito a questo 1
Loco Bielsa [Partecipante] 67 Inviato 8 Marzo 2017 Inviato 8 Marzo 2017 (modificato) Concordo, non trovo il senso nel parlare con una donna, cioè di cosa ci parli? Anzi facciamo cosi, chiederei ad ogni donna "qual è la tua visione del mondo e della vita?" Godetevi le risposte, penseranno A ma diranno B, diranno A ma faranno B. Ditemi se è normale, ditemi se puoi imbastirci un discorso. Chiedi ad un uomo quale sia la sua visione della vita e dalla risposta capirete che si comporterà di conseguenza. Pure l'uomo più gretto ed ignorante si chiede quale sia il senso della vita, pure l'uomo più gretto ed ignorante almeno una volta nella vita ha pensato al concetto di universo, o è arrivato ad una considerazione filosofica. Una donna in genere non lo fa, con le amiche parla di cose del momento, non di cose assolute, chiediti perchè i filosofi sono tutti uomini. Perchè la donna era discriminata? No, perchè pure al cesso ti può venire in mente il concetto di Spirito Hegeliano. Un uomo è logico, è sempre pronto a crescere, a conoscere qualcosa di nuovo. Ci vuole poco a far capire ad un uomo che il concetto di monogamia nella società di oggi è sbagliato, basta dimostrarglielo logicamente e capirà, magari non cambierà ma ti darà ragione, spiegalo ad una donna. Non lo capirà perchè è un concetto assoluto, e non lo capirà perchè le donne oggi credono a tutto quello che viene loro messo in testa. Di ad un uomo come vestirsi, comportarsi, parlare, pensare e ci rifletterà su, dillo ad una donna e lo farà alla lettera. Ma non è che la donna è ritardato e l'uomo è un genio, è che i concetti che non trovano spazio e tempo ma sono totali una donna non li capisce, perchè è programmata a ragionare sul momento. Poi magari una donna viene in questo forum, scopre tante cose nuove, ha una nuova visione del mondo, ma quando c'è da uscire di casa agirà come le diranno le sue emozioni. Un uomo viene in questo forum, scopre tante cose nuove, ha una nuova visione del mondo, e quando c'è da uscire di casa agirà per come ha imparato. Aggiungo, quante sovrastrutture e pregiudizi hanno i maschi in testa? In generale il concetto di santa/puttana, il solito maschilismo, e appena qualcos'altro, però poi bene o male tentano di seguire l'istinto, perchè l'uomo tenta di coniugare razionalità e istinto Quante sovrastrutture e pregiudizi hanno le donne in testa? Una marea, perchè in testa hanno un casino, stai buttando idee in un caos governato da presunte idee razionali e istinti, e cosi fai una frittata. Modificato 8 Marzo 2017 da Loco Bielsa Dovevo aggiungere un ultimo pensiero auar, Edo e liog ha reagito a questo 3
Tony Stark [Élite] 119 Inviato 11 Marzo 2017 Autore Inviato 11 Marzo 2017 (modificato) Il 8/3/2017 alle 10:26 , Erlenmeyer ha scritto: Dillo, tutta questa tiritera è finalizzata a raccogliere domande da porre alla prossima che ti propone un giochino del genere Mi hai smascherato! 🙂 No, seriamente, non sono interessato ad una lista di domande da usare come trick per rimorchiare ragazze e mi sembra di averlo detto. Il 7/3/2017 alle 22:58 , Tony Stark ha scritto: ... Non sto cercando suggerimenti di qualche tecnica o trucchetto, piuttosto spunti per rettificare ed arricchire il mio pensiero e la mia persona. ... Al riguardo ci sono intere sezioni in cui mi pare si sia scritto più che a sufficienza, in questo caso non mi interessa l’ingegneria e la retroingegneria sargistica. L’intento è capire meglio un fenomeno che mi riguarda e che emerge costantemente in una fase più rilassata, distesa e consolidata della mia interazione con le ragazze, una fase che avviene dopo l’approccio oppure dopo averci fatto sesso. Non dico che non voglia e non trovi piacevole disquisire con le ragazze di argomenti di comune interesse oppure di cui sono un minimo ferrato, o ascoltarle rendendomi edotto su cose che non so. Come detto però su di loro non mi viene in mente nessuna domanda, non mi si innesca nessuna curiosità, eccetto quelle pratiche a scopo di ottenere informazioni utili per operare. Magari ad altri sì e allora volevo sapere cosa chiedono per capire che stimoli interiori e che interrogativi a me mancano. Volevo sapere da cosa nasce quello stimolo e come sfruttano la cosa. La richiesta di esempi di domande formulate, di comportamenti tenuti e di pensieri avuti nelle medesime circostanze mi serve come termine di confronto, come campione di riferimento, con cui misurarmi e quindi iniziare a comprendere meglio me stesso e questo fenomeno. A questo punto ti va di darmi una mano? Ti va di aiutarmi a scoprire di che natura potrebbero essere queste domande profonde e significative che dovrei porre ad una donna? E perché no, mi riusciresti a fare una lista? Facciamo così, se ti va, perché non mi suggerisci cosa tu, visto che sei contrassegnata con il simbolo dello specchietto di Venere, domanderesti ad un uomo? Poi escogiterò io un modo per trasporre quelle domande alla mia realtà, per esempio potrei andare nel mondo nello specchio, leggerle e capirle da lì. La tiritera era proprio finalizzata a far emergere la frizione che avverto dentro per la contraddizione insita nel forzami a fare una cosa che non mi è spontanea, che non riesco ad afferrare, che non riesco a comprendere, perché forse non ho gli strumenti emotivi e cognitivi per coglierla e sentirla mia. Il mio sproloquio è stato saggiamente sintetizzato dall'antico re irlandese, che con un caustico commento è andato dritto al punto. Il 8/3/2017 alle 11:04 , BrianBoru ha scritto: Hai il ciclo ? Scrivi un post in cui dici che non ha senso fare domande e poi chiedi che domande fare ? Non ho capito Quella che senza mezzi termini auar definisce una contraddizione, è esattamente il mio problema. Per me delle domande aperte ad una ragazza stimolate da una non meglio precisata curiosità sono in contrasto con il mio sentire e vedo anche io questo mio arrovellarmi sulla questione come una contraddizione, davvero, alla fine potrebbe essere semplicemente che mi sto ponendo un problema che non sussiste e che abbia preso un abbaglio. Anche secondo me fare certe domande all’altra persona, ancora da capire quali dovrebbero essere (e a questo punto spero davvero non siano cose come cos’è l’amore per te? credi al destino? cosa conta davvero per te in una persona?… e altri orrori simili), è qualcosa che appartiene più al genere femminile. Le mie considerazioni al riguardo me le sono fatte, ma voglio lasciare la porta aperta alle possibilità, ad eventuali sviluppi che non ho considerato, infatti potrei sbagliarmi, potrei avere i paraocchi, i confini della mia visione del mondo essere ancora troppo ristretti, e allora, a tempo perso e senza assillo lascio la contraddizione vivere e decantare in me, magari può scaturirne qualcosa di utile. P.S. Il 8/3/2017 alle 16:28 , Loco Bielsa ha scritto: Chiedi ad un uomo quale sia la sua visione della vita e dalla risposta capirete che si comporterà di conseguenza. Con un Uomo sì, con un maschio in generale non ci scommetterei. Modificato 11 Marzo 2017 da Tony Stark Edo ha reagito a questo 1
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