Artorias [Partecipante] 16 Inviato 16 Aprile 2017 Inviato 16 Aprile 2017 Avete presente le favolette con cui veniamo bombardati da piccoli? E i film d'amore, le frasi dei Baci Perugina e tutte quelle altre cagate? Beh, per me sono semplicemente diventate reali, per poi andare perdute in malo (pessimo) modo. Esiste il proprio corrispettivo, la vostra seconda metà della mela, quella persona che vi completa, semplicemente quella che potrebbe essere la migliore da avere al proprio fianco per tutto il corso della propria vita? Chissà, ma forse sì. Per me forse sì. Questa è la premessa della vicenda che andrò a descrivervi a poco a poco di qui a breve. Lei: Parlare di lei è un po' parlare di me quindi è un po' strano il processo, uhm. E., chiamiamola così (E. ha il mio stesso nome tra l'altro) ha 30 anni, 4 più di me. Vive lontano da me circa 800 km. E' una ragazza molto intelligente, ha un dottorato in chimica, una vita passata sui libri. Di carattere è tendenzialmente introversa ma comunque forte nelle sue scelte. Sempre aperta a nuove scoperte, ad acculturarsi, a vedere nuovi posti e conoscere realtà diverse. E' appassionata di musica metal/alternativa, di libri fantasy/horror, di film in generale, di filosofie orientali. Ha alle spalle una storia familiare difficile, è figlia unica e qualche volta in passato si è rivolta agli psicologi per dei problemi di depressione e casi di eccessi d'ira -ma niente di eccessivo, non credo sia etichettabile come psycho, nel complesso è una persona equilibrata - insomma non ha avuto una vita facile. Nel corso della sua vita (questa è una delle poche differenze che abbiamo), a partire dai 15 anni circa, è sempre stata fidanzata, contando anche una storia di 11 anni con un ragazzo che voleva sposarla e con cui stava prima di stare con me. La nostra storia nasce tra la seconda metà del 2013 e l'inizio del 2014, un po' per scherzo, un po' per gioco, veniamo presentati virtualmente da altre persone via msn/forum. Ai tempi frequentavamo lo stesso forum di musica Metal e avevamo un giro di amici/utenti comune. Chattando iniziamo a scherzare e conoscerci, e ogni giorno scoprivamo di avere più cose in comune. Dalle esperienze, sia positive che negative, alla visione del mondo, posizione politica, spiritualità, voglia di costruire e impostare il futuro in un certo modo, passioni, famiglia, alternatività, umorismo. E' normale tendere verso l'altro nel momento in cui si conosce una persona che ci prende sentimentalmente, lo so, ma non è questo il caso. La connessione è talmente forte che dopo qualche tempo ci scambiamo i numeri, iniziamo a sentirci sempre più spesso, a chiamarci, a vederci in video. La prima volta che lei mi mandò una foto io rimasi sorpreso... mi aspettavo di trovarmi una goticona obesa piena di borchie e trucco pesantissimo e invece mi ritrovai di fronte ad una ragazza con un viso dolcissimo, pelle chiara, capelli rossi, occhi verdi e profondi (il mio ideale in pratica, sigh). Allo stesso modo io rispettavo i suoi, di standard. La connessione è così forte che ci mettiamo insieme poco dopo, senza esserci mai visti di persona. Se ci penso adesso è strano, e non è una cosa che farei e che assolutamente consiglierei, ma con lei lo rifarei 1000 volte. Ci vediamo di persona per la prima volta nella primavera del 2014. Io 23, lei 27, ricordo. A quei tempi inseguivo l'idea di entrare nelle forze armate e partecipavo ad una selezione per entrare nell'esercito come volontario, per 1 anno. Ci mettemmo d'accordo per vederci i giorni prima della selezione che si doveva svolgere in un casermone della capitale. Passammo insieme un giorno e mezzo che ancora ricordo come, probabilmente, il più bello della mia vita. L'intesa virtuale non fa fatica a presentarsi anche nei discorsi faccia a faccia, non ci mettiamo molto ad avvicinarci, scambiarci tenerezze... e passare una notte di fuoco senza dormire mezzo secondo. Il giorno dopo ci salutammo, più felici che mai e io andai a fare la selezione, affrontandola con successo.Di lì la felicità, la voglia di vedersi, i viaggi prima di nuovo a Roma, poi io che andavo nella sua zona in Romagna, poi lei che veniva da me in Sardegna. Avendo superato la selezione, sarei dovuto essere incorporato nel corpo militare per l'estate. Precisamente nel giorno del mio 24esimo compleanno. Venni assegnato ad un casermone in Campania. Inutile dire che lei mi seguì fino al paesino e passò le ultime ore di libertà con me. Lacrime, lacrimoni, altre notti di fuoco, e la promessa ci saremmo rivisti al termine del mio addestramento militare, che sarebbe dovuto durare 10 settimane. E l'altra promessa: al termine dell'anno in ferma nell'esercito saremmo andati a vivere insieme da qualche parte, insieme. Lei ai tempi stava ancora terminando il suo PhD all'università. E qui cade il primo pezzo della progettualità comune. Io non sto bene in caserma, nell'esercito, con una divisa, e anche senza di lei, sì. Quindi, un po' per incompatibilità e mancanza di predisposizione a piegarsi al potere, un po' per debolezza e mancanza di tempra, un po' per la mancanza di lei, decido di lasciare la caserma dopo appena pochi giorni. E ora? Cosa avrei fatto? Tornare a casa dopo i tanti sacrifici miei e della mia famiglia? Rinunciare a stare con lei e ad avere le risorse per poterla vedere e poterle stare vicino? Facemmo una scelta un po' avventata, forse sciocca: andammo a vivere assieme a casa dei suoi. Passati i primi giorni per abituarsi all'idea dei dissidi con le famiglie, comincia un periodo bellissimo: finalmente siamo insieme, finalmente possiamo condividere pienamente il nostro tempo. Lei termina il dottorato e io iniziamo a cercare rispettivamente lavoro. Io per una serie di ragioni non sono laureato, ho poca esperienza in campi tecnici e quindi devo adeguarmi a fare i primi lavoretti che capitano (in autogrill, raccogliere frutta, etc) mentre lei viene chiamata tramite un contatto passato in un'azienda in forte crescita del settore chimico e le viene offerto un buon contratto con delle prospettive di crescita più che buone. Disparità, sì, ma non ci importa, siamo persone molto poco materiali, ci amiamo e andiamo avanti. Il tempo passa, è ormai Ottobre: Io trovo lavoro come agente assicurativo in una delle società più famose nel campo: nulla di ché ma un minimo di prospettiva per il futuro di guadagno e carriera. Da qui inizia il declino, o meglio, qualcosa si incrina. Il lavoro in agenzia mi porta via tutta la giornata, sono via dalle 8 alle 20, si torna a casa per cena e poi a nanna, in attesa dell'amato weekend. Dopo qualche tempo inizio a logorarmi, a sentirmi stanco, oppresso. Le cose anche a livello di guadagni non andavano benissimo: si guadagnava in base ai contratti e c'era molta incostanza. Inizio a sentirmi stanco. Inizio a sentirmi davvero stanco. Di sera sono teso, nervoso. Inizio a trovare fastidiosi i suoi genitori (vivevamo praticamente da soli eppure, data la grandezza della casa). Inizio a vederla meno attraente, ad accorgermi di qualche difetto. Inizio a sentire voglia di casa. Inizio a volerne uscire. Mi prendo una cotta per una collega (T.) con la quale passavo moltissimo tempo, in ufficio. Eravamo i novizi, i piccoli là dentro e per forza di cose ci sentivamo uniti, più del solito. Lei allora stesso modo era attratta da me e ricambiava, pur volendolo negare inizialmente (conosceva la situazione, che abitavo a casa dei genitori di E. etc.). La tresca va avanti per messaggi, prima più soft, poi sempre più spinti. Volevo scoparla, volevo sbatterla sulla scrivania mentre il capo era via, volevo... ma non lo feci. In fondo, anche in quel momento ero cosciente di amare E., ma la quotidianità mi portava a cercare sempre di più quella voglia di trasgressione, anche solo mentale, o di sguardi. A casa ero sempre più distaccato e quasi non volevo più fare l'amore con E. Lei se ne accorgeva, ma non capiva... era tutto così perfetto, no?! Una sera E. mi beccò in flagranza di reato mentre messaggiavo con T. Lesse tutta la conversazione. Si incazzò come una belva. Mi picchiò, mi prese a schiaffi con quanta forza aveva in corpo. Io rimasi fermo in piedi, colpevole, stupido. Qualcosa dentro E si ruppe quel giorno. Il giorno dopo litigi a non finire, urla, pianti... e la decisione fra le lacrime di andare avanti insieme. Dopotutto il nostro amore era più forte (?). In ufficio le cose si fecero tese, parlai con T e decisi di andare via da quell'agenzia. Si era ormai fatta la primavera del 2015. Decisi a quel punto di ascoltare le mie sensazioni di oppressioni e di reagire: andare via dalla Romagna sembrava la cosa migliore. Non ero più me stesso. Presi baracca e burattini e me ne tornai in Sardegna in Aprile. Le dissi anche che avevo bisogno di tempo per levarmi T dalla testa ma che non avevo dubbi sull'amore che provavo per lei. Era vero. E. non la prese bene. E. lo visse come un abbandono nei suoi confronti. E si sentì ferita e sola. Probabilmente da quel momento le cose non sono più state le stesse. La "storia del tradimento" e la "storia dell'abbandono" diventeranno delle costanti da qui in avanti durante le discussioni e le liti. E. le tirarà fuori contro di me nei momenti di confronto, piena di confronto e di risentimento. E. tutto sommato non smette di amarmi: lo so, lo sento quando mi guarda, quando la bacio, mentre la possiedo. Si torna alla relazione a distanza, ma ci manchiamo. A me... in realtà no, inizialmente. Ma credo fosse normale dato che uscendo da quel periodo di oppressione e confusione emotiva e rivedendo famiglia, amici, passioni personali, la mia Terra (gli altri sciocchi isolani romantici come me potranno capirmi). Io passo un periodo un po' strano facendo lavoretti molto saltuari, facendo la vita da ragazzo senza impegni di nessun tipo. Lei soffre, ma viene a trovarmi spesso, pur considerando i tempi del suo lavoro e le sue poche ferie. E. fa tanti sacrifici per venire a trovarmi, per stare con me. Dimostra di amarmi veramente e di tenerci a me. Io dal canto mio mi sposto per andare da lei, ma non con la stessa frequenza. Non lo con lo stesso trasporto. Forse mi sono rotto dentro pure io. I viaggi sono pesanti. Vivere col cellulare sempre in mano è pesante. Le relazioni a distanza sono pesanti. Lo sappiamo entrambi ma non vogliamo ammetterlo. Il rapporto che ci lega è veramente forte. Ma il tempo è altrettanto forte. Per quanto si stia bene nei momenti insieme, di tranquillità... per quanto guardarsi negli occhi e fare l'amore insieme sia dolce come sempre.. Lei vorrebbe tornare a convivere e andare a vivere da soli noi 2. Io glielo nego 1, 10, 100, 1000 volte. Non sono pronto. Lei piange e non accetta. Passa l'estate, io decido di tornare a studiare. Voglio fare lo psicologo, dopo tanto errare una carriera che mi si addice. Mi iscrivo al test di selezione, lo supero e vengo ammesso alla facoltà. E. dice che è felice e mi supporta nella scelta di costruirmi una carriera che può realizzarmi sul piano personale senza sentirmi oppresso... ma in realtà ho l'impressione che la mia scelta non le piaccia. Glielo chiedo 1,10, 100, 1000 volte. Lei è contenta e lo vuole, così dice. i litigi si fanno sempre più frequenti. Più rabbiosi. Io recrimino, lei si incazza. Dice che la giudico. Le dico che la sua rabbia non è normale e lei decide di andare da uno psicologo per fare qualcosa. In preda ad uno degli attacchi di rabbia scoppia in lacrime e dice di non riuscire a perdonarmi quando la rabbia la prende. Ricordate "tradimento" e "abbandono"? Ecco, sempre loro. Le cose si trascinano più o meno costanti fino al momento della rottura. 23 Ottobre 2016. Si litiga al telefono per una causa banale, un discorso sulle rispettive infanzie. Un discorso di orgoglio. E' tarda sera, ci sbattiamo il telefono in faccia, andiamo a dormire. Ma non è come le altre volte... il giorno dopo E. non mi scrive come al solito dandomi il buongiorno. Quella sera le scrivo un messaggio: "...può realmente finire così?". Lei mi risponde poco dopo dicendomi che ha bisogno di tempo per pensare, per mettere a posto i pensieri. Da lì io non ho più parlato con lei, con la mia E. Da quel momento ho avuto di fronte un'altra persona. Lei si è costruita un muro attorno, un muro di silenzi e freddezza, di incomunicabilità. Smaltita la rabbia iniziale io naturalmente sono tornato e ho provato ad avere un chiarimento da parte sua, di vederci per parlare... Ottengo di vederci a Roma, è il 3 Dicembre intanto, il tempo causa in fretta fra impegni lavorativi suoi e universitari miei. La persona che mi trovo davanti è un blocco di ghiaccio. E' come se avesse deciso da un momento all'altro di escludermi totalmente dal suo mondo. Eppure in fondo ai suoi occhi vedo che sente ancora qualcosa, che non è una storia che è finita semplicemente perché era finito il carburante, l'amore e l'attrazione. MA il suo muro rimane. Di lì pochi rapporti, io col tempo e le settimane che passano sento la sofferenza che cresce, e purtroppo (credo sia una brutta scelta, poi mi direte voi), glielo comunico via messaggi e qualche chiamata rara. Mi sento sempre più giù, mi manca, la amo e glielo comunico. Verso fine febbraio mi comunica di stare uscendo con un altro ragazzo imprecisato... io le chiedo se è innamorata. Lei mi risponde che crede di sì. Io la amo, incondizionatamente. La amo più di me stesso. Io voglio Lei. Vorrei starci insieme ma capisco bene che per ora e probabilmente per lungo tempo sarà impossibile. Intanto ho le mie passioni, la mia realizzazione personale... vedo altre ragazze, ci esco, scopo, provo a migliorarmi il più possibile. Provo a diventare ANCHE quello che lei avrebbe voluto da me, senza avere lei come unico obiettivo di vita. Mi impongo di evitare altri dettagli perché ho già scritto un poema... ovviamente ho bisogno di consigli, prendo qualsiasi cosa per buona come consiglio, voglio sentire cosa ne pensate. Come potrei comportarmi per avere le maggiori possibilità di tornare con lei? Ripeto, non mi importa del tempo che passa, di quanti si chiava, se dovesse sposarsi o avere figli, se mi odia o mi ha eretto un muro contro, etc.
Everything [Partecipante] 1401 Inviato 16 Aprile 2017 Inviato 16 Aprile 2017 Benvenuto nel club. Ti spiego un po' com'è andata. Ha maturato la decisione di lasciarti in diversi mesi (molti mesi da come hai descritto la storia). Ha tirato avanti la vostra storia per un po', nel frattempo si è cominciata a guardare intorno, poi ha trovato una persona che gli piaceva (mentre stavate ancora insieme) avrà cominciato a parlarci sentendosi attratta da lui. Il litigio finale che avete avuto era soltanto l'ultima goccia di un vaso che era già stracolmo d'acqua. Non ha avuto nessuna influenza. Per lei è stato il pretesto per mollarti. Nei suoi occhi non c'è più nulla, è assolutamente inutile andare a ricercare qualche segnale nel passato. Sai quello che prova per te ora? Pietà, forse anche tenerezza. Adesso gli fai letteralmente schifo (non scherzo) qualunque tentativi di tuo ricontatto saranno benzina sul fuoco. I tuoi errori del passato hanno influito? No, sono soltanto pretesti per avvalorare la sua scelta (perché la sua è semplicemente una scelta). Sicuramente hai fatto qualche sbaglio, su questo non ci piove. Lei è la donna della tua vita? No, è sostituibilissima, adesso sei solo accecato ed ovviamente vedi solo lei (idealizzazione). La ami? No, ami il suo ricordo, i momenti costruiti insieme (attaccamento al passato). Cosa fare per riprenderla? Nulla, perdila. Vivi il presente, riprendi in mano te stesso, lasciala stare lì dov'è, non contattarla per nessun motivo al mondo, sparisci dalla sua vista, sii indipendente e non dimostrargli nulla. Non tornerà mai più? Tanto meglio, non hai perso nulla credimi. Nevermind92, Gagliardo, Giovane94 e 2 altri ha reagito a questo 5
Artorias [Partecipante] 16 Inviato 17 Aprile 2017 Autore Inviato 17 Aprile 2017 13 ore fa, Everything ha scritto: Ha maturato la decisione di lasciarti in diversi mesi (molti mesi da come hai descritto la storia). Ha tirato avanti la vostra storia per un po', nel frattempo si è cominciata a guardare intorno, poi ha trovato una persona che gli piaceva (mentre stavate ancora insieme) avrà cominciato a parlarci sentendosi attratta da lui. Il litigio finale che avete avuto era soltanto l'ultima goccia di un vaso che era già stracolmo d'acqua. Non ha avuto nessuna influenza. Per lei è stato il pretesto per mollarti. Perché lo dici? Mi interessa capire. Nella mia mente, prevalentemente razionale, di maschio non ho commesso errori imperdonabili o tali da far cedere un rapporto Solido... 13 ore fa, Everything ha scritto: Nei suoi occhi non c'è più nulla, è assolutamente inutile andare a ricercare qualche segnale nel passato. Sai quello che prova per te ora? Pietà, forse anche tenerezza. Adesso gli fai letteralmente schifo (non scherzo) qualunque tentativi di tuo ricontatto saranno benzina sul fuoco. I tuoi errori del passato hanno influito? No, sono soltanto pretesti per avvalorare la sua scelta (perché la sua è semplicemente una scelta). Sicuramente hai fatto qualche sbaglio, su questo non ci piove. Questo è molto interessante perché hai descritto l'esatta sensazione di quelle situazioni: nell'incontro di Roma ho sentito pietà e poca presenza, come se lei non fosse "dentro il suo corpo" in quel momento, non so se rendo l'idea; e la benzina sul fuoco ogni volta che ho provato a chiarire, mostrandomi aperto a OGNI TIPO di soluzione... sarei tornato da lei, per dire, per quanto so che sarebbe stato un errore. 13 ore fa, Everything ha scritto: Lei è la donna della tua vita? No, è sostituibilissima, adesso sei solo accecato ed ovviamente vedi solo lei (idealizzazione). La ami? No, ami il suo ricordo, i momenti costruiti insieme (attaccamento al passato). Cosa fare per riprenderla? Nulla, perdila. Vivi il presente, riprendi in mano te stesso, lasciala stare lì dov'è, non contattarla per nessun motivo al mondo, sparisci dalla sua vista, sii indipendente e non dimostrargli nulla. Non tornerà mai più? Tanto meglio, non hai perso nulla credimi. L'ho idealizzata, certo, ne sono consapevole. E capisco bene che dal punto di vista dell'equilibrio psicofisico sia molto più sana l'idea di lasciare andare e passare oltre. Da un certo punto di visto sto scegliendo deliberatamente di sbagliare. Sono passati 6 mesi, ora brucia di meno a livello di sensazione, ma non cambia il mio pensiero sul fatto che abbiamo qualcosa che ci lega oltre gli screzi, le liti, i desideri della carne, le necessità di un momento... D'altronde è proprio sulla base di quell'assunto che nasce il post: "l'anima gemella"
Kain [Partecipante] 1305 Inviato 17 Aprile 2017 Inviato 17 Aprile 2017 Non voglio tenerla troppo lunga, ma questa cosa della "metà della mela" sta rovinando troppe persone. Al di là del significato globale che è già di suo fuorviante (abbiamo tutto dei lati o delle peculiarità che non verranno capiti, compresi e, in qualche misura accettati. E lo stesso vale per il nostro partner) è l'applicazione pratica del concetto che è risibile. Ci sono un'insieme di situazioni quotidiane che ci impattano addosso con un'intensità assurda. Situazioni come: Il lavoro La famiglia La salute Le amicizie ...ecc.... e le conseguenze da esse derivate, come: aspettative desideri paure ansie .... ecc. E' quello di cui viviamo ogni giorno. E noi siamo quelli che viviamo in questa tempesta. Ogni giorno. Ora o minuto. Siamo il nostro modi di reagire o di subire alla vita. L'altra metà della mela, dell'avocado o della "Pera Peruviana della Patagonia", se esiste (ma non esiste comunque) è quella persona che ' piu' o meno in grado di "rispondere" agli stimoli delle situazioni in maniera compatibile alla tua. E' una cosa che riguarda lo stare assieme. Non è un'altra "metà della mela" una che ascolta la tua musica, tifa la tua squadra, ha il colore dei capelli come piace a te e dice che da grande vuole fare le stesse cose. E' il motivo per cui fa o vuole fare quelle cose che la determina come compatibile o "altra metà". Perche' sarà con quello, con il "motivo", che reagirà alle cose nuove che farete assieme. Se era "quella giusta" (madò come odio queste definizioni) lo potevi capire solo quando vi siete trovati a vivere sotto lo stesso tetto. O comunque dopo un bel po che condividevate esperienze assieme. E infatti ... hai visto come tutto è andato a puttane. Sotto uno stress e una stanchezza che non veniva capita. Da entrambi. A distanza non trovi "altre metà". Trovi proiezioni a cui piacciono altre proiezioni. E in questo caso, la tua proiezione ama la sua proiezione. Ha trovato la sua "altra metà". Basandosi solo su quello che fa ed è ora, fregandosene del suo essere vero e piu' profondo. Ovvero quello che l'ha portata a fare e ad essere quello che fa e che è. Trovati un'altro pezzo di frutta compatibile con la parte reale dello stare assieme, se comunque vuoi continuare su questa strada. Altrimenti la chimica ti fotterà sempre. Le persone "giuste" si trovano standoci assieme. A lungo. Non in base a quello che si raccontano a distanza. Perche' la realtà è sempre dietro l'angolo. Parere personale. Comunque sia, in bocca al lupo. Oa27, Edo, Asia e 2 altri ha reagito a questo 5
auar [Partecipante] 550 Inviato 17 Aprile 2017 Inviato 17 Aprile 2017 (modificato) Io andrei a riprenderla se possibile. ....i prossimi msg più corti però .....è la logistica che ti ha fregato Modificato 17 Aprile 2017 da auar
Everything [Partecipante] 1401 Inviato 17 Aprile 2017 Inviato 17 Aprile 2017 (modificato) 1 ora fa, Artorias ha scritto: Perché lo dici? Mi interessa capire. Nella mia mente, prevalentemente razionale, di maschio non ho commesso errori imperdonabili o tali da far cedere un rapporto Solido... Questo è molto interessante perché hai descritto l'esatta sensazione di quelle situazioni: nell'incontro di Roma ho sentito pietà e poca presenza, come se lei non fosse "dentro il suo corpo" in quel momento, non so se rendo l'idea; e la benzina sul fuoco ogni volta che ho provato a chiarire, mostrandomi aperto a OGNI TIPO di soluzione... sarei tornato da lei, per dire, per quanto so che sarebbe stato un errore. L'ho idealizzata, certo, ne sono consapevole. E capisco bene che dal punto di vista dell'equilibrio psicofisico sia molto più sana l'idea di lasciare andare e passare oltre. Da un certo punto di visto sto scegliendo deliberatamente di sbagliare. Sono passati 6 mesi, ora brucia di meno a livello di sensazione, ma non cambia il mio pensiero sul fatto che abbiamo qualcosa che ci lega oltre gli screzi, le liti, i desideri della carne, le necessità di un momento... D'altronde è proprio sulla base di quell'assunto che nasce il post: "l'anima gemella" Perché i pattern che vanno a chiudere una relazione sono praticamente gli stessi nella grande maggioranza dei casi. Tu sei razionale, lei no. Quando trovano una persona che ritengono di maggiore valore rispetto a noi ci mollano in mezzo secondo, nel frattempo ovviamente devono essere ben certe che stanno facendo la cosa giusta, quindi può passare del tempo. Da una liana si passa all'altra liana. Nel momento in cui ti lasciano tu non esisti più, cambiano atteggiamento perché "improvvisamente" (a detta loro) non provano niente, ma la realtà è che non la attrai più o comunque si è rotta le palle di te. Ed ecco che avverti la distanza, la percezione che hai davanti un'estranea è reale perché adesso per loro sei zero, provano disprezzo, sono concentrate sulla novità che ben presto diventerà abitudine anch'essa, è un circolo infinito, è la ricerca continua di uno stare meglio. Purtroppo per quanto gli abbia dato tutto il meglio che avevi e nonostante le bellissime cose dette, fatte, costruite e vissute siano state concrete...adesso non contano. E se in questo momento gli proponessi di scegliere fra la Luna (che sei tu) e un sassolino (l'altro), lei sceglierebbe SEMPRE il sassolino, perché quello ADESSO vale di più. Lasciala andare amico, fidati! Modificato 17 Aprile 2017 da Everything Nevermind92 ha reagito a questo 1
Artorias [Partecipante] 16 Inviato 17 Aprile 2017 Autore Inviato 17 Aprile 2017 1 ora fa, Kain ha scritto: Non è un'altra "metà della mela" una che ascolta la tua musica, tifa la tua squadra, ha il colore dei capelli come piace a te e dice che da grande vuole fare le stesse cose. E' il motivo per cui fa o vuole fare quelle cose che la determina come compatibile o "altra metà". Perche' sarà con quello, con il "motivo", che reagirà alle cose nuove che farete assieme. Se era "quella giusta" (madò come odio queste definizioni) lo potevi capire solo quando vi siete trovati a vivere sotto lo stesso tetto. O comunque dopo un bel po che condividevate esperienze assieme. E infatti ... hai visto come tutto è andato a puttane. Sotto uno stress e una stanchezza che non veniva capita. Da entrambi. A distanza non trovi "altre metà". Trovi proiezioni a cui piacciono altre proiezioni. E in questo caso, la tua proiezione ama la sua proiezione. Ha trovato la sua "altra metà". Basandosi solo su quello che fa ed è ora, fregandosene del suo essere vero e piu' profondo. Ovvero quello che l'ha portata a fare e ad essere quello che fa e che è. Trovati un'altro pezzo di frutta compatibile con la parte reale dello stare assieme, se comunque vuoi continuare su questa strada. Altrimenti la chimica ti fotterà sempre. Le persone "giuste" si trovano standoci assieme. A lungo. Non in base a quello che si raccontano a distanza. Perche' la realtà è sempre dietro l'angolo. Parere personale. Comunque sia, in bocca al lupo. Ciao Kain e grazie della tua risposta. Faccio due precisazioni. In primo luogo ci tengo a chiarire che non sono fresco dell'argomento, conosco a grandi linee i fine LTR, i temi di riconquista etc. e sono abbastanza disilluso sull'argomento, il mio parlare di anima gemella, metà della mela, frutta candita e quant'altro è una provocazione. In secondo luogo, non credi che la tua logica sia un po' materialista? Non lo dico con accezione negativa sia chiaro. Però, nel senso, vedi il completarsi solo come il trovarsi bene in una certa situazione in relazione a quello che la vita ti offre, in risposta ad essa. Ma il tipo di affinità di cui ho parlato nel mattone iniziale (modo di essere etc) non credo non conti nulla per nessuno. Io sono convinto che presto o tardi ci penserà anche lei. 1 ora fa, auar ha scritto: Io andrei a riprenderla se possibile. ....i prossimi msg più corti però .....è la logistica che ti ha fregato Come la riprendo? Un Doblò basta per lei e il bf? 😂 20 minuti fa, Everything ha scritto: Perché i pattern che vanno a chiudere una relazione sono praticamente gli stessi nella grande maggioranza dei casi. Tu sei razionale, lei no. Quando trovano una persona che ritengono di maggiore valore rispetto a noi ci mollano in mezzo secondo, nel frattempo ovviamente devono essere ben certe che stanno facendo la cosa giusta, quindi può passare del tempo. Da una liana si passa all'altra liana. Nel momento in cui ti lasciano tu non esisti più, cambiano atteggiamento perché "improvvisamente" (a detta loro) non provano niente, ma la realtà è che non la attrai più o comunque si è rotta le palle di te. Ed ecco che avverti la distanza, la percezione che hai davanti un'estranea è reale perché adesso per loro sei zero, provano disprezzo, sono concentrate sulla novità che ben presto diventerà abitudine anch'essa, è un circolo infinito, è la ricerca continua di uno stare meglio. Purtroppo per quanto gli abbia dato tutto il meglio che avevi e nonostante le bellissime cose dette, fatte, costruite e vissute siano state concrete...adesso non contano. E se in questo momento gli proponessi di scegliere fra la Luna (che sei tu) e un sassolino (l'altro), lei sceglierebbe SEMPRE il sassolino, perché quello ADESSO vale di più. Lasciala andare amico, fidati! E anche qui io vedo una falla. Dai per scontato che lei abbia trovato/conosciuto un altro, ma potrebbe anche non essere per forza così, no? Fin qui parlo sul piano puramente teorico, lo specifico. Nel mio caso io non faccio fatica a pensare che lei possa aver trovato qualcuno di "maggior valore". Attenzione però: maggior valore secondo il metro di giudizio che ha usato Kain prima... cioè quello del "qui ed ora, affrontiamo la quotidianità insieme". Qualcuno che sia presente nella sua zona, che abbia già una carriera avviata, una casa con un letto caldo... ma per il mio (direi Nostro, ma E. non è qui a supportarmi ahah) sistema di valori non penso proprio possa esistere qualcuno che la completi meglio di me. E' senz'altro vero che lei ora prova indifferenza, rabbia, forse disgusto non so... ma allo stesso tempo dubito con grande forza che la sua visione resterà quella nel tempo. Magari molto tempo, chissà. Magari anche sentendo da parte mia le cose non cambiano. Che ho la forza (sciocca e cieca forza, ne sono consapevole) di volere lei nonostante tutto e di farglielo capire nelle poche occasioni che avrò nel corso del tempo.
Kain [Partecipante] 1305 Inviato 17 Aprile 2017 Inviato 17 Aprile 2017 2 minuti fa, Artorias ha scritto: In secondo luogo, non credi che la tua logica sia un po' materialista? Non lo dico con accezione negativa sia chiaro. Però, nel senso, vedi il completarsi solo come il trovarsi bene in una certa situazione in relazione a quello che la vita ti offre, in risposta ad essa. Ma il tipo di affinità di cui ho parlato nel mattone iniziale (modo di essere etc) non credo non conti nulla per nessuno. Io sono convinto che presto o tardi ci penserà anche lei. Non c'entra il trovarsi bene. Parlo di vivere una relazione appagante e non distruttiva. Di amare ed essere amato. Che , contrariamente ai film Disney e alfemminile.com, non è causa ma effetto. Non ami una persona di cui non sei in grado di gestire le differenze. E non sei amato da una persona che non è in grado di capirti. A meno che non fai rientrare tutto in quello che tu chiami "affinità", che altro non è che una magia percettiva della mente. Che costruisce una tua immagine ideale basandosi sugli elementi che ti vengono forniti. Sarà "materialista" (ho capito che non lo dici in maniera negativa). Ma penso che lo scopo di tutti sia stare bene con la (o le ) persone che ami nella quotidianità. Non ululare alla finestra nel nome di sballinamenti chimici. Che sono piu' elevati in quanto effimeri, perche rifuggono il confronto con la realtà. Nessuna donna reale potrà mai competere con quella che tu ti costruisci in testa a distanza. Io ti suggerisco solo di valutare altre cose. Nello specifico, le affinità "di risposta". Non di risultati. Due possono avere l'ideale e l'obiettivo comune di fare figli. Ma uno puo' volerli per creare una famiglia e l'altro per costruirsi il suo stuolo di schiavi che cuciscano scarpe e palloni da calcio. Winstonblu, gold86 e dave87 ha reagito a questo 3
gold86 [Partecipante] 2746 Inviato 17 Aprile 2017 Inviato 17 Aprile 2017 23 ore fa, Artorias ha scritto: Io la amo, incondizionatamente. La amo più di me stesso. Io voglio Lei. Vorrei starci insieme ma capisco bene che per ora e probabilmente per lungo tempo sarà impossibile. Intanto ho le mie passioni, la mia realizzazione personale... vedo altre ragazze, ci esco, scopo, provo a migliorarmi il più possibile. Provo a diventare ANCHE quello che lei avrebbe voluto da me, senza avere lei come unico obiettivo di vita. Mi impongo di evitare altri dettagli perché ho già scritto un poema... ovviamente ho bisogno di consigli, prendo qualsiasi cosa per buona come consiglio, voglio sentire cosa ne pensate. Come potrei comportarmi per avere le maggiori possibilità di tornare con lei? Ripeto, non mi importa del tempo che passa, di quanti si chiava, se dovesse sposarsi o avere figli, se mi odia o mi ha eretto un muro contro, etc. Io credo che il problema maggiore sia questo: "La amo piú di me stesso". Conosco bene quello che stai provando ora e sei tu stesso a dire cosa ti ha spinto a scrivere la tua storia. Vuoi la pappa pronta, il metodo, la pozione magica o rito propiziatorio che sia perché lei torni da te. Le risposte che avrai non ti piaceranno, perché non esiste nulla del genere... O meglio, quello che potresti leggere in qualche post in cui qualche utente afferma di essersela ripresa altro non é che manipolazione applicata ad una psiche comunque confusa. Il che ha l'enorme inconveniente di stressare ulteriormente una psiche già debilitata (la tua) perché, non nascondiamoci, l'esperienza dell'abbandono è traumatica. Sarebbe uno sforzo sovrumano, il cui esito sarebbe comunque fallimentare oltre che poco "etico" perché: - si tratta di, eventualmente, "plagiare" la volontà del singolo (lei) forzando la propria natura. Ed irrimediabilmente, prima o poi, una delle due riemerge... E statisticamente é la natura di chi si improvvisa quello che non é a riemergere per prima; - non é cambiato nulla e presupposti fallimentari portano allo stesso risultato. La verità vera (scusa il gioco) é che hai sbagliato domanda... Che dovrebbe, al limite, essere: "Cosa posso trarre da questa esperienza che mi faccia crescere e mi permetta di toccare, una volta ancora, la felicità?" Una prima risposta, a questo punto, potrebbe nascere dal tuo problema maggiore, ovvero che tu la ami piú di quanto ami te stesso. Anche se ora non vedi, ed è comprensibile, la vita ti ha dato una magnifica opportunità di rinascita. Il crollo che hai vissuto, il fuoco che ha investito le tue credenze riducendole in cenere altro non é che la vivida dimostrazione dell'inconsistenza del "per sempre" (disneyano o meno). Tutto è destinato ad una fine e noi stessi siamo esseri finiti. I momenti che vivi sono attimi finiti della tua vita anch'essa finita e questo non si cambia... Possiamo solo accettarlo. Magari imparando ad amare quello che siamo. megres84, Everything e Oa27 ha reagito a questo 3
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