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Linus2016
Inviato

@auar come accidenti hai fatto? Debbo imitarti assolutamente ahahah

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Apollodoro
Inviato
34 minuti fa, Linus2016 ha scritto:

Cazzo se sei preso male NON leggere Camus.

E' come dare un revolver carico ad un bambino di 6 anni che si vuole ammazzare.

 

Sei sicuro che forse il tuo tempo nel paesino non sia semplicemente finito?

Direi che è finito da un pezzo. Ma allo stesso tempo è iniziato quello per restarci nel migliore dei modi. Paradossale. 

No, figurati, penso di aver letto "molto peggio" di Camus. O molto meglio, dipende dai punti di vista! 

Linus2016
Inviato

A me rileggere "Lo straniero" in un momento di down è stato come spararsi in bocca. E' proprio il vuoto totale che stende. Fosse deprimente e triste, almeno.

 

Dal paesino, forse, si puo' anche andare via non definitivamente. Capace che un paio di anni fuori ti riportano dopo al paesino "come nuovo".

Apollodoro
Inviato

Ma io ho letto tutti i libri di Palhaniuck e Emil Cioran e non so quanto possa essere più cinico e inaridito dalla vita come Cioran.

Ma paradossalmente, anzi forse a ragione, quando leggevo Cioran e in parte anche scrittori come Palhaniuk (quello che ha scritto Fight Club etc.) poi mi veniva il buon umore.

6 minuti fa, Linus2016 ha scritto:

Dal paesino, forse, si puo' anche andare via non definitivamente. Capace che un paio di anni fuori ti riportano dopo al paesino "come nuovo".

E' infatti qualcosa che in parte ho già provato ma per periodi più brevi. E in effetti si torna nuovi per un po'. 

Devo aprire la gabbia, direi proprio di sì. 

Linus2016
Inviato

Palhaniuck e Cioran sono niente a confronte secondo me. Anche il bravo Céline in linea di principio dovrebbe essere di un cinismo e di una disillusione totale, ma non è cosi. E' proprio l'assenza di tutto che sconvolge in "Lo Stranieto". "La Peste" tutta un'altra favola invece.

 

Riguardo al paesino, e rimanendo in tema letterario, il mio amico Hemingway era solito dire che con la vita aveva fatto una pace separata. Io talvolta, pur giovane come sono, mi son trovato a dover rinnovare la mia.

 

stillfree
Inviato

Leggiti la nausea di Sartre. Non credo di spoilerare nulla dato che non si tratta di un romanzo giallo. Parla di un uomo distrutto che viveva in uno stato di vuoto e angoscia esistenziale, alla fine del libro trova una ragione di vivere che forse gli permetterà di accettare sé stesso. A differenza di quanto si crede l'esistenzialismo sartriano è una filosofia ottimistica. Se non esiste Dio e la vita non ha un significato intrinseco trascendentale ci ritroviamo in uno stato di angoscia perché non sappiamo cosa fare della nostra vita, ma allo stesso tempo abbiamo nelle nostre mani la possibilità di riscattarci e dare un senso alla nostra esistenza tramite un progetto, un sogno. Non bisogna sprecare la propria vita vagando senza una direzione e una meta. Il protagonista lo capisce e tramite il suo progetto intravede una flebile possibilità di accettarsi e non ricordare la sua vita con ripugnanza. 

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Linus2016
Inviato

@stillfree da vero cacciatore di radical chic ho un poster di Sartre in stile pop-art in camera ahahah

 

Comunque si, libro magnifico. Come per Céline, c'è in fondo a tutto quanto una "vitalità", non un brutale vuoto.

 

Ci metto anche André Gide nei must, dato che siamo nel genere

 

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marcosx
Inviato

Apollodoro sono abruzzese anche io e anche io di un paesino isolato, al confine con il Molise. 

Si muore di freddo sei mesi all'anno e quando si fa serata si va a Isernia / Sulmona. Mi fa ridere anche scriverlo.

Per ora la via della salvezza è stata la fuga nella città dove studio e non tornerei mai a vivere al paese. Ci resisto massimo un paio di settimane poi devo andarmene.

 

 

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Janeasia
Inviato

Mi spiace per questo momento di sconforto. Mi sembra di capire che il problema non sia solo nelle relazioni interpersonali, ma che ci sia anche un senso di insoddisfazione di fondo. 

È sempre possibile cambiare e dare una svolta alla propria vita. Sono convinta che sia fattibile a tutte le età, ma bisogna anche essere predisposti al cambiamento. 

Il mio consiglio è di coltivare qualche interesse particolare in cui poter trovare soddisfazione e realizzazione. Fare qualcosa di produttivo e appassionante fa star bene. Magari diviene l'occasione per conoscere gente nuova!

Vivere in un piccolo paesino può essere un impedimento, ma nulla di insormontabile se ci sono i mezzi per spostarsi ed è possibile ritagliarsi del tempo per sé. 

Ti auguro un grosso in bocca al lupo :) 

P.S. Se il bicchiere ti sembra vuoto, prova a riempirlo! Parti sempre da te :) Hai bisogno di nutrirti di emozioni nuove, di sentirti vivo. Rinventati! Se si vuole, le soluzioni si trovano, ma devi volerlo! 

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Apollodoro
Inviato
19 ore fa, stillfree ha scritto:

Leggiti la nausea di Sartre. Non credo di spoilerare nulla dato che non si tratta di un romanzo giallo. Parla di un uomo distrutto che viveva in uno stato di vuoto e angoscia esistenziale, alla fine del libro trova una ragione di vivere che forse gli permetterà di accettare sé stesso. A differenza di quanto si crede l'esistenzialismo sartriano è una filosofia ottimistica. Se non esiste Dio e la vita non ha un significato intrinseco trascendentale ci ritroviamo in uno stato di angoscia perché non sappiamo cosa fare della nostra vita, ma allo stesso tempo abbiamo nelle nostre mani la possibilità di riscattarci e dare un senso alla nostra esistenza tramite un progetto, un sogno. Non bisogna sprecare la propria vita vagando senza una direzione e una meta. Il protagonista lo capisce e tramite il suo progetto intravede una flebile possibilità di accettarsi e non ricordare la sua vita con ripugnanza. 

Ho letto A' Rebour (A ritroso) di Huysmans e descriveva perfettamente quello che sembra voler descrivere anche la Nausea che citi. Tra l'altro lo consiglio tantissimo A' Rebour (A ritroso), lo dovreste trovare in italiano. 

A periodi in questo paese ho vissuto periodi in cui non accettavo più quello che mi circondava e di rimando mi fa odiare me stesso in quanto non mi sento capace di adattarmi o non so come uscirne. La crisi si è fatta assai grossa, l'altro giorno stavo accompagnando una signora in un paesino qui vicino con una macchina vecchissima per strade dove sembrano esserci cadute delle bombe della Seconda Guerra Mondiale. Mi è venuto una sorta di panico interiore. Mi sembra di stare in Africa ma mancano i bambini e le donne di cui avere cura. 

Ecco, sembra che io abbia la sensibilità di notare questi cambiamenti e gli altri che incontro no. Fatto tipicamente introverso. Ed in questi ultimi mesi ho desiderato letteralmente la fuga e più lo desideravo più rimanevo immobile a sprofondare nella sabbia. Quindi la parola d'ordine è riprendere in mano il controllo (quello reale, non quello ossessivo) dei miei pensieri. 

14 ore fa, Janeasia ha scritto:

Il mio consiglio è di coltivare qualche interesse particolare in cui poter trovare soddisfazione e realizzazione. Fare qualcosa di produttivo e appassionante fa star bene. Magari diviene l'occasione per conoscere gente nuova!

Vivere in un piccolo paesino può essere un impedimento, ma nulla di insormontabile se ci sono i mezzi per spostarsi ed è possibile ritagliarsi del tempo per sé. 

Sì, infatti mi sono sempre "salvato" (non riuscendo a "fuggire" o semplicemente ad andar via definitivamente) a coltivare interessi piuttosto fuori dal comune rispetto ai miei così detti "amici". Ho fatto di tutto dal nuoto fino al teatro e ai corsi di recitazione e solo ultimamente avevo iniziato seriamente la palestra questo inverno. 

Il fatto è che arrivo sempre ad un punto dove c'è una rottura e per un motivo o per un altro finisco di fare quella cosa che mi appassionava (prima ad esempio scrivevo anche tantissimo, ho scritto un libro anche se breve). 

Fare teatro e recitazione è stata la cosa che mi ha dato di più... e ultimamente mi ha dato tanto la palestra, sarà perché ho messo subito su dei buoni muscoli. 

Forse sono nato attore, avrei dovuto recitare davvero e farne una professione. Dovrei cercare di riprendere. 

Comunque tanto per la cronaca: sto leggendo Lo Straniero e mi sta anche piacendo, lo finirò ben presto. 

Il fatto è che... è che sono rimasto senza una donna in un luogo dove non c'è più possibilità. E' questa l'ossessione. il fatto è che non sopporto neanche di lamentarmi. O chiedere consigli. 

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