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Tod

La mia sfida: 75 libri all'anno

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DreamSpirit

"Giorno numero 230

Caro diario, la mia vista è ormai solo un lontano ricordo" 

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Tod
4 minuti fa, DreamSpirit ha scritto:

"Giorno numero 230

Caro diario, la mia vista è ormai solo un lontano ricordo" 

Hahaha (: 

Guarda, se riuscissi a sostituire realmente un'ora di aguzzamento pupille volte a inseguire i minuscoli caratteri dello schermo di uno smartphone con quelli di un libro, non so quando andrei a perderci.

Perderla per perderla...

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BlueRose
4 ore fa, Tod ha scritto:

Per ogni libro letto metterò un numero (1), titolo e autore, genere, data di inizio e di fine lettura, numero di pagine + tre righe sintetiche in cui rivelo cosa ho imparato o cosa mi ha trasmesso.

io ho sempre fatto cosi!!!

annoto tutto nella mia agenda e anche su anobii !!! 

seguo con interesse 😉  

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Clock
4 ore fa, Tod ha scritto:

Buongiorno a tutti.

Oggi è il 1 agosto 2017 e ho deciso di intraprendere una nuova sfida con me stesso.

Obiettivo? Leggere 75 libri nei prossimi 365 giorni. Scadenza 1 agosto 2018.


lmbocca al lupo per la sfida

In un paese in cui l'ignoranza è sempre più dilagante... paese in cui la gente crede alle scie chimiche, stamina, ai vaccini dannosi ecc.. Non può che far piacere leggere che qualcuno inizia una sfida del genere..

Non capisco dove tu voglia andare a parare... qual è l'obiettivo sottostante alla sfida ?

La lettura la vedo come una passione, per interesse, curiosità, non mi piace vederla sotto l'ottica di un passatempo o di una sfida a essere più grandi

La sfida non dovrebbe essere leggere 75 libri ma ampliare le proprie conoscenze, sviluppare senso critico, stimolare la curiosità, immedesimarsi in luoghi e situazioni remote e fantastiche... sviluppare delle skills, ottenere soddisfazione personale.

Come l'hai messa tu mi ricorda la gara di quelli che devono mangiare più hot dog in tot di tempo.

No non mi piace vedere la lettura come una gara del genere.

Chi scrive un libro si chiama scrittore, non è di fatto uno scienziato o un sicuro scrittore di successo.


Chi leggi i libri è una persona che ha scelto di usare il suo tempo leggendo, può diventare una persona di grande cultura e con uno senso critico ma deve in mettere moto il suo cervello, ad esempio concentrarsi, elaborare pensieri, riflessioni, e fare confronti con quanto letto.

Spoiler

Ho conosciuto persone che definirei ignoranti, alcuni anche cretini, tra queste persone metto dei non lettori, dei lettori moderati, e dei grandi lettori. Mi duole affermare che in anni di conoscenza la sola lettura non ha "curato" le loro mancanze.

Una volta ho prestato pietro ovvero "il cervello delle donne" a una persona, questa terminata la lettura mi consegnò il libro al termine, di li ho chiesto delle opinioni su alcuni capitoli.

Di questi alcuni li aveva parzialmente letti, di altri se ne ricorda a stento, e di altri ancora ne aveva mal interpretato il pensiero, su uno non ci aveva capito nulla...

Prima di completare la lettura di 75 libri, io mi informerei su 300 titoli cercherei ciò che mi più piace e ha una certa validità o apprezzamento generale, di li inizierei una lettura di circa 150, di questi credo di riuscire arrivare a 75.

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Tod
Inviato (modificato)
41 minuti fa, Clock ha scritto:


lmbocca al lupo per la sfida

In un paese in cui l'ignoranza è sempre più dilagante... paese in cui la gente crede alle scie chimiche, stamina, ai vaccini dannosi ecc.. Non può che far piacere leggere che qualcuno inizia una sfida del genere..

Non capisco dove tu voglia andare a parare... qual è l'obiettivo sottostante alla sfida ?

La lettura la vedo come una passione, per interesse, curiosità, non mi piace vederla sotto l'ottica di un passatempo o di una sfida a essere più grandi

La sfida non dovrebbe essere leggere 75 libri ma ampliare le proprie conoscenze, sviluppare senso critico, stimolare la curiosità, immedesimarsi in luoghi e situazioni remote e fantastiche... sviluppare delle skills, ottenere soddisfazione personale.

Come l'hai messa tu mi ricorda la gara di quelli che devono mangiare più hot dog in tot di tempo.

No non mi piace vedere la lettura come una gara del genere.

Chi scrive un libro si chiama scrittore, non è di fatto uno scienziato o un sicuro scrittore di successo.


Chi leggi i libri è una persona che ha scelto di usare il suo tempo leggendo, può diventare una persona di grande cultura e con uno senso critico ma deve in mettere moto il suo cervello, ad esempio concentrarsi, elaborare pensieri, riflessioni, e fare confronti con quanto letto.

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Ho conosciuto persone che definirei ignoranti, alcuni anche cretini, tra queste persone metto dei non lettori, dei lettori moderati, e dei grandi lettori. Mi duole affermare che in anni di conoscenza la sola lettura non ha "curato" le loro mancanze.

Una volta ho prestato pietro ovvero "il cervello delle donne" a una persona, questa terminata la lettura mi consegnò il libro al termine, di li ho chiesto delle opinioni su alcuni capitoli.

Di questi alcuni li aveva parzialmente letti, di altri se ne ricorda a stento, e di altri ancora ne aveva mal interpretato il pensiero, su uno non ci aveva capito nulla...

Prima di completare la lettura di 75 libri, io mi informerei su 300 titoli cercherei ciò che mi più piace e ha una certa validità o apprezzamento generale, di li inizierei una lettura di circa 150, di questi credo di riuscire arrivare a 75.

 

Ciao Clock, anzitutto crepi il lupo e grazie per accompagnarmi lungo il percorso che ho deciso di intraprendere.

Premetto che concordo con te: la lettura è una passione. Questo è il mio punto di vista, sebbene io ritenga che un'educazione impostata in modo di verso, sia culturalmente che nel sistema istituzionale, possa favorire questa passione alla giusta età, piuttosto che mortificarla. Ahimé, sembra che in questo senso si andrà sempre verso un peggioramento.

Mi spiego meglio, delineando i veri obiettivi e cercando di spiegare perché ho impostato il mio post in modo così rigido, riducendolo a un numero aspiro a un risultato/obiettivo:

  1. (Qualitativo) Crescita personale: significa sfruttare la lettura per ampliare le mie conoscenze, creare un pensiero critico, crearmi un bagaglio che possa consentirmi di affrontare meglio me stesso e la realtà che mi circonda, sviluppare un'apertura mentale superiore e alimentare un'interesse culturale privo di limitazioni (come ambiti). Questo per il fine primario di sentirmi meglio, vivere meglio, essere appagato. Mi piacerebbe poi portare ciò che apprendo a una dimensione concreta e farlo divenire stimolo e oggetto di confronto con tutte le persone che incontro, nelle situazioni più disparate, per me e per loro, perché sarò riuscito a fare mie nozioni ed esperienze, o modi di pensare, senza nemmeno accorgermene o dopo averci riflettuto molto e averle fatte mie.
  2. (Quantitativo) Vincere i miei punti deboli: che si chiamano procrastinazione e deconcentrazione. Qui devo allargare un po' il discorso. Io ho sempre avuto passione per la lettura. Da piccolo ho iniziato a divorare libri su libri, senza che questo interesse mi fosse stato tramandato dai miei genitori e senza che abbia mai avuto amici che lo coltivassero. Ho iniziato a costruirmi da solo una mia libreria che ora conta circa 500 volumi cartacei. Poi, però, è successo che mi sono perso. Non ho mai incontrato qualcuno con cui condividere la mia passione. I miei coetanei, perlomeno quelli che ho conosciuto, non leggono più di tanto (1-2 libri all'anno se va bene, e molto poco incentivanti, dal mio punto di vista). Lo stile di vita attuale mi ha letteralmente fagocitato: mi sono ritrovato anch'io a essere sempre più attaccato al mio smartphone, spesso semplicemente scorrento inutilmente chat o caricando la home; o spendendo tempo dietro a serie tv et similia, per avere argomento di conversazione. In sostanza, sprecavo tempo. Lo sapevo, perché ogni qual volta tornavo a leggere libri cartacei, i miei libri, sentivo di acquisire molto di più. Vivevo sensazioni più profonde, il mio intelletto veniva stimolato davvero, così come la mia passione e la mia sensibilità. Provavo emozioni. Durante e dopo la lettura di un libro, ero letteralmente una persona diversa. Poi, però, venivo velocemente rigurgitato nelle abitudini sociali acquisite. In sostanza, non riesco a uscire dai quelli che ritengo vizi, in favore di quelle che ritengo le mie vere passioni. E' come se non fossi lucido, come se facessi fatica a mantenere la lucidità che mi serve per abbandonare la sfera della frenesia virtuale per riabbracciare quella cartacea. Quando poi l'abbraccio, però, quando ci riesco, percepisco che è una passione vera. Non so se mi spiego. Forse il mio discorso sembrerà surreale a occhi esterni. Ma è così. Quindi, l'obiettivo è "forzarmi" e "impormi" a tornare a far sì che la lettura diventi un'abitudine. Non dovrebbe essere una forzatura. Ma evidentemente non ne ho la forza. Mi sono spento. Ma dato che quando torno a leggere, la passione la percepisco, decido di volere distruggere volontariamente le abitudini a cui mi sono ancorato e che NON mi soddisfano. Per questo mi dico: "ok, leggi 2 ore al giorno", "ok, leggi 6 libri al mese", "ok, 75 all'anno". Perché conosco il me stesso di adesso e so che ne ho bisogno. Sono sicuro che, dopo qualche volume, appena ci riprendo la mano, tutto tornerà a essere semplice desiderio appassionato.
  3. Inoltre, mi impongo dei frame temporali anche perché ho notato che, sempre credo complici le mie abitudini poco sane, ho perso la capacità di concentrarmi sulle cose, anche su ciò che leggo, e questo spesso porta come conseguenza quel che hai scritto tu... a diventare uno dei lettori ignoranti... che si legge senza davvero leggere, senza apprendere qualcosa, senza fare proprio un senso; e allo stesso modo tendo a procrastinare le cose, siano impegni o diletti, e "impormi" di leggere 2 ore al giorno è anche una sfida per vincere questi due difetti che vorrei migliorare. Leggere con costanza (evitare la procrastinazione), leggere in modo efficiente (migliorare la concentrazione).

Detto questo, concordo con te anche sull'ultimo punto. Per ora ho stilato una lista di narrativa (l'avevo già, consta di circa un centinaio di volumi) e una piccola lista di libri di miglioramento personale / psicologia relazionale / seduzione et similia (una 30ina), perché spronato da IS a migliorarmi anche sotto questi aspetti per lavorare sull'Inner game e la crescita individuale, ma a breve stilerò una lista più ampia da cui trarre spunto e a cui adattare le ispirazioni del momento :)

Mi ha fatto molto piacere leggere il tuo messaggio, mi ha fatto capire che in questo forum si partecipa attivamente perché ci si tiene davvero: a se stessi, agli altri, alle critiche costruttive e al confronto aperto per migliorarsi costruttivamente. 

Grazie!

 

Modificato da Tod

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Sacha

@Tod 

Fantastica sfida!

Occhio però, i libri di miglioramento personale, soprattutto se divorati  quei ritmi, vanno poi ripresi e metabolizzati per poter applicare i concetti che interessano...altrimenti si 'limitano' a rimanere una piacevole lettura.

Il che avrebbe già un valore di  per sè...ma ad intuito mi sembra che tu sia uno che vola alto ;) 

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Tod
37 minuti fa, Sacha ha scritto:

@Tod 

Fantastica sfida!

Occhio però, i libri di miglioramento personale, soprattutto se divorati  quei ritmi, vanno poi ripresi e metabolizzati per poter applicare i concetti che interessano...altrimenti si 'limitano' a rimanere una piacevole lettura.

Il che avrebbe già un valore di  per sè...ma ad intuito mi sembra che tu sia uno che vola alto ;) 

Il tuo è un consiglio prezioso.

Ai libri di certi ambiti presterò il doppio dell'attenzione. Non escludo di sottolineare, appuntare a margine, fermarmi, riflettere, rileggere. Parlarne.

I libri sono sempre uno strumento di crescita. Emotiva, comportamentale, mentale, relazionale, cognitiva.

Vorrei rendere questa crescita attiva e consapevole, cosciente all'atto del suo dispiegarsi.

Per quelli da te citati, in particolare, serve pazienza e dedizione. Non ho la pretesa che la mente reagista con alacrità. Per cambiare mentalità serve applicarsi :)

Sono curioso e affamato.

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Descent

I fioretti dell'era high tech.

 

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