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Resilienza....
Inviato

Processo...

Parola--->ripetizione---->pensiero---->associazione pensiero stato emotivo---->visione del mondo.

Ultimamente riflettevo su questo processo e su come le persone ne restano imbrigliate in modo negativo,escludendosi totalmente dai giochi oppure lottando a metà.

Personalmente adesso sono tangibili sia la fonti di controllo sia lo scopo finale di esse,sono arrivato alla conclusione che tantissima gente senza queste fonti  si suiciderebbe.

Accettare la responsabilità del fallimento è un lavoro arduo,ma tutti sappiamo che per creare un tuo modello del mondo originale,cioè ritagliato su te stesso bisogna accettare la propria colpevolezza,la chiamerei autoindulgenza critica la migliore arma di questo secolo,amarsi non è semplice,dare la colpa agl altri è funzionale per i nervi nel breve periodo.

Ecco tutto questo per dire che per sviluppare nuove abilità o nuovi modi di vivere,bisogna amarsi e criticarsi accettando le perdite pesanti nel cambiamento.

Smettila di lamentarti...

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Tolomeo
Inviato (modificato)

Potresti fare un esempio rapportato alla vita quotidiana? Sarebbe più chiaro anche ai meno svegli come il sottoscritto.

Modificato da Tolomeo
Resilienza....
Inviato
4 ore fa, Tolomeo ha scritto:

Potresti fare un esempio rapportato alla vita quotidiana? Sarebbe più chiaro anche ai meno svegli come il sottoscritto.

Solitamente i momenti di debolezza che proviamo normalmente nella vita,diventano atteggiamenti soldificati,se ci aggiungiamo un pensiero che sposa bene con quella sensazione negativa,la ripetizione forma la credenza,e la credenza riporta quella sensazione in un loop infinito di giornate grigie create da noi stessi quasi inconsapevolmente.

Ecco che conoscendo il processo possiamo usarlo per creare,nuovi atteggiamenti che formano circolarmente nuove sensazioni esterne alle persone che si scontrano con il nostro mondo.

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Makk
Inviato

 

Il 21/8/2017 alle 02:03 , Resilienza.... ha scritto:

Solitamente i momenti di debolezza che proviamo normalmente nella vita,diventano atteggiamenti soldificati,se ci aggiungiamo un pensiero che sposa bene con quella sensazione negativa,la ripetizione forma la credenza,e la credenza riporta quella sensazione in un loop infinito di giornate grigie create da noi stessi quasi inconsapevolmente.

Ecco che conoscendo il processo possiamo usarlo per creare,nuovi atteggiamenti che formano circolarmente nuove sensazioni esterne alle persone che si scontrano con il nostro mondo.

Vero. A me capita spesso addirittura di farmi vedere triste perchè  quello ormai è lo status che ho, indipendentemente dal fatto che io dentro me stesso lo sia o meno. Diciamo che sul fatto di chiamarsi fuori dai giochi ci sono molti motivi per cui farlo. Personalmente ora io mi sono chiamato totalmente fuori da qualsiasi gioco, dopo la batosta presa con una semi-sconosciuta per la quale ho preso una cotta dopo tre volte che ci siamo visti. Io perchè tendo a sviluppare una monomania molto forte. In questo momento ad esempio penso a lei e neanche mi viene voglia di approcciare un'altra ragazza. Sul fatto di creare nuovi atteggiamenti, serve comunque uno spirito positivo per farlo e se uno non ce l'ha e non trova neanche la forza di averlo che succede...?

Resilienza....
Inviato
3 ore fa, Makk ha scritto:

serve comunque uno spirito positivo per farlo e se uno non ce l'ha e non trova neanche la forza di averlo che succede...

Serve un ossessione positiva...

Serve la volontá ferrea di chi vuole plasmare la vita conformandola alle proprie idee.

Serve la cattiveria di chi ha fame.

Serve creare un idea(quelle sono a prova di proiettile)e seguirla anche quando tutto ti rema contro.

Devi tornare a casa ed essere soddisfatto di te stesso anche nella sconfitta,sopratutto nella sconfitta.

Serve un senso di destino,quando avrai scelto il tuo destino l'universo farà si che tu riesca a raggiungerlo,tutto si conforma al tuo pensiero.

Serve una struttura d'acciaio per tenere botta ai morsi crudi della vita.

Serve che  dopo mille dolori riesca a donare un fiore a chi ami,un gelato ad un bambino,un sorriso a chi lo merita.

Serve che tu non dimentichi di piangere.

Serve che tu non ignori i tuoi demoni.

Serve che quando sarà il momento non indietreggerai davanti alla sconfitta certa,ma resterai accanto a chi ti ama.

Serve che tu perdoni il mondo,iniziando a perdonare te stesso,nessuno uomo è esente dalle paure,perdona...perdonati.

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Tolomeo
Inviato
Il 21/8/2017 alle 02:03 , Resilienza.... ha scritto:

Solitamente i momenti di debolezza che proviamo normalmente nella vita,diventano atteggiamenti soldificati,se ci aggiungiamo un pensiero che sposa bene con quella sensazione negativa,la ripetizione forma la credenza,e la credenza riporta quella sensazione in un loop infinito di giornate grigie create da noi stessi quasi inconsapevolmente.

Ecco che conoscendo il processo possiamo usarlo per creare,nuovi atteggiamenti che formano circolarmente nuove sensazioni esterne alle persone che si scontrano con il nostro mondo.

Qualche giorno fa attendevo un camion per un trasloco.

Ci fanno attendere 3 ore dall'orario di arrivo annunciato, e ne veniamo messi al corrente solo quando noi telefoniamo per chiedergli informazioni sul ritardo già in corso.

Mi sono innervosito. Dico a mia madre mo che vengono questi li prendo per una 'recchia e gliene dico quattro. [Parola]

È un pensiero che mi è passato per la testa più volte in attesa di quel camion [Ripetizione]. Avrei voluto esternarlo altre volte a mia madre, perché comprendesse il mio grado di irritazione, per cercare la sua solidarietà, perché mi vedesse come "uomo di conseguenze". Per dimostrarle che a noi non si manca di rispetto in questo modo.

Per questo mi sono astenuto dal ripeterlo dopo la prima volta [Pensiero]. Avrei cercato la sua approvazione. Nondimeno, mi sarei fatto ulteriore carico di una promessa, quella dell'azione che avrei compiuto verso la ditta del camion. E sarebbe stato da chiacchierone non mantenerla. [Associazione pensiero/emotività]

Morale, arrivano gli addetti al trasloco e sorridendo gli faccio notare il disastro che hanno combinato con quel ritardo non annunciato. [Visione del mondo, azione nel mondo]

Fare, non dire di fare. Back to life.

Credo che possa calzare come esempio.

5 ore fa, Makk ha scritto:

Io perchè tendo a sviluppare una monomania molto forte. In questo momento ad esempio penso a lei e neanche mi viene voglia di approcciare un'altra ragazza.

Su questa parte ti posso rispondere. Perché mi è successo uff chissà quante volte in vita mia. E ci ho riflettuto molto in passato su questo fenomeno, dandomi risposte il più possibile autoindulgenti per perpetuare dei comportamenti sbagliati.

Ti danno un casco di banane e devi fartelo bastare come cibo per una settimana. Lo razioni il più possibile, rischi di collassare per la fame e pensi che ogni banana del casco sia sacra, e magari una buona metà è anche marcia, ma tu le mangi per sopravvivere perché non c'è altro cibo.

Un giorno impari che le banane crescono su degli alberi, trovi un albero e impari a scalare. Ora hai una fonte da cui attingere per mangiare altre banane, non sei più costretto a razionarle così severamente e puoi anche scartare quelle più marce.

Più in là scopri altre migliaia di alberi di banane e di altra frutta, a quel punto mangi quello che ti pare. Tutto quello che ti resta da imparare a quel punto è mangiare in modo responsabile e sostenibile, raccogliendo quello che ti serve e che ti va ma mai a sproposito per poi buttarlo, creando uno spreco. ma questa parte del discorso al momento non ci appartiene, sebbene imho sia importantissima.

Non avendo ancora sviluppato metodi efficaci per conoscere nuove persone, tendi a dare un'importanza sovrastimata a quelle che già conosci. Ritieni inconsciamente che conoscere una ragazza nuova e provarci da zero sia più dispendioso in termini di tempo e fantasia rispetto ad una già conosciuta ed abbordata, con la quale recuperare la situazione. È invece -probabilmente- vero il contrario, devi solo accorgertene.

Per questo nell'altro topic ti parlavo dell'opportunità di conoscere più donne se befriendi lei per entrare nella sua cerchia di amici. Al momento credi che non potranno esserci altre migliori di lei, ma questo è dovuto soltanto a quanto hai deciso di investire emotivamente su di lei e non hai -giustamente- ancora preso coscienza di quanto in futuro potresti investire emotivamente su altre che -giustamente bis- ora non conosci.

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senza nome
Inviato
6 ore fa, Makk ha scritto:

 

Vero. A me capita spesso addirittura di farmi vedere triste perchè  quello ormai è lo status che ho, indipendentemente dal fatto che io dentro me stesso lo sia o meno. Diciamo che sul fatto di chiamarsi fuori dai giochi ci sono molti motivi per cui farlo. Personalmente ora io mi sono chiamato totalmente fuori da qualsiasi gioco, dopo la batosta presa con una semi-sconosciuta per la quale ho preso una cotta dopo tre volte che ci siamo visti. Io perchè tendo a sviluppare una monomania molto forte. In questo momento ad esempio penso a lei e neanche mi viene voglia di approcciare un'altra ragazza. Sul fatto di creare nuovi atteggiamenti, serve comunque uno spirito positivo per farlo e se uno non ce l'ha e non trova neanche la forza di averlo che succede...?

Perché non scopi. Fine. Il cervello, per una che pensi ci stia,ti ci si sflippa appresso;se scopassi non succederebbe. Trivialmente parlando.

Se conosci qualcuna, anche che non sia il massimo per bellezza o per attrattiva per te e ci iniziassi un rapporto,vedresti come risulterebbe più facile l'interazione con l'altro sesso. (Lo stesso andando ad escort regolarmente).

Lo starci male quando perdi una donna di cui sei innamorato è fisiologico,la tua e la one-itis in genere, come vissuta qua dentro, no,non è "normale ". Succede solo perché se questa va,non si sa quando riscopero e soprattutto non so quanta fatica mi costerà e se troverò un'altra così bella che ci stia.

 

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Resilienza....
Inviato
26 minuti fa, Tolomeo ha scritto:

Qualche giorno fa attendevo un camion per un trasloco.

Ci fanno attendere 3 ore dall'orario di arrivo annunciato, e ne veniamo messi al corrente solo quando noi telefoniamo per chiedergli informazioni sul ritardo già in corso.

Mi sono innervosito. Dico a mia madre mo che vengono questi li prendo per una 'recchia e gliene dico quattro. [Parola]

È un pensiero che mi è passato per la testa più volte in attesa di quel camion [Ripetizione]. Avrei voluto esternarlo altre volte a mia madre, perché comprendesse il mio grado di irritazione, per cercare la sua solidarietà, perché mi vedesse come "uomo di conseguenze". Per dimostrarle che a noi non si manca di rispetto in questo modo.

Per questo mi sono astenuto dal ripeterlo dopo la prima volta [Pensiero]. Avrei cercato la sua approvazione. Nondimeno, mi sarei fatto ulteriore carico di una promessa, quella dell'azione che avrei compiuto verso la ditta del camion. E sarebbe stato da chiacchierone non mantenerla. [Associazione pensiero/emotività]

Morale, arrivano gli addetti al trasloco e sorridendo gli faccio notare il disastro che hanno combinato con quel ritardo non annunciato. [Visione del mondo, azione nel mondo]

Fare, non dire di fare. Back to life.

Credo che possa calzare come esempio.

Perfetto tutto perfetto,poi se tutto questo lo consolidi nel tempo ecco che hai scelto quale strada prendere al bivio,back to life quindi ritorno alla vita oppure la strada della distruzione personale.

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Makk
Inviato
3 ore fa, Resilienza.... ha scritto:

Serve un ossessione positiva...

Serve la volontá ferrea di chi vuole plasmare la vita conformandola alle proprie idee.

Serve la cattiveria di chi ha fame.

Serve creare un idea(quelle sono a prova di proiettile)e seguirla anche quando tutto ti rema contro.

Devi tornare a casa ed essere soddisfatto di te stesso anche nella sconfitta,sopratutto nella sconfitta.

Serve un senso di destino,quando avrai scelto il tuo destino l'universo farà si che tu riesca a raggiungerlo,tutto si conforma al tuo pensiero.

Serve una struttura d'acciaio per tenere botta ai morsi crudi della vita.

Serve che  dopo mille dolori riesca a donare un fiore a chi ami,un gelato ad un bambino,un sorriso a chi lo merita.

Serve che tu non dimentichi di piangere.

Serve che tu non ignori i tuoi demoni.

Serve che quando sarà il momento non indietreggerai davanti alla sconfitta certa,ma resterai accanto a chi ti ama.

Serve che tu perdoni il mondo,iniziando a perdonare te stesso,nessuno uomo è esente dalle paure,perdona...perdonati.

Che dire....le tue parole sono stupende, le ho trovate di una carica assurda e ora mi hanno riempito di adrenalina.. il problema sarà domattina quando come sempre mi alzerò e tutto questo sarà passato.

@Tolomeo @senza nome Comunque ragazzi tutto quello che dite è vero non c'è niente da fare, è vero e di questo ne sono consapevole. Come sempre però passare dalla teoria alla pratica è difficile, conosco i miei limiti, so come dovrei agire e so quello che devo fare ma il problema è proprio farlo. Crearsi una propria cerchia di persone, fare tanti approcci, la paura di essere rifiutato, quella di essere visto diverso e tutte le mille paranoie che mi faccio, sono quelle che poi mi bloccano.

Resilienza....
Inviato (modificato)
15 minuti fa, Makk ha scritto:

Che dire....le tue parole sono stupende, le ho trovate di una carica assurda e ora mi hanno riempito di adrenalina.. il problema sarà domattina quando come sempre mi alzerò e tutto questo sarà passato.

Allora non lasciare che restino soltanto belle parole,ma rendi la tua vita uno spettacolo meraviglioso...

"Devi giurarmi che farai di tutto per i tuoi figli anche quando ti alzerai con la vita e la luna che  sono a sfavore".

Sohan mountain Dramer,anziano tribù pellerossa.

Giura a te stesso che non sono solo belle parole.

In vacanza con i miei fratelli ho conosciuto una ragazza spettacolare,l'ho approcciata fuori al bar dove lavorava,lei resta di sasso per la voglia e il desiderio mostratogli,mi abbraccia e mi dice che è fidanzata ma non era per liquidarmi,era tardi ed era l ultimo giorno...quindi mi arrendo.

Il giorno dopo rivedendola(prima della partenza)mi risale tutto e nel viaggio l'aggiungo su Fb,le scrivo,lei contentissima mi lascia il numero.

Ci sentiamo un paio di volte e lei si dichiara apertamente,io le dico che non possiamo vederci perchè tra poco partirò per l inghilterra,lei dice che vuole vedermi prima ed io rifiuto perchè non posso salire,dato che devo andare in puglia per fare un corso di formazione...lei mi dice che non verrà mai in inghilterra ed io la capisco ovviamente,perchè per quante emozioni posso averle fatto provare resto uno sconosciuto...

Ora rileggi il messaggio di sopra e paragonalo a questa storia,vedrai che le parole possono essere portate nelle azioni.

Modificato da Resilienza....
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