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PURPLE BLACK
Inviato (modificato)

Una frase in un discorso. Un dolore che mi da la nausea. 

Nella nebbia del passato riemerge un ricordo. Non ha un inizio ben delineato. Quello che è vivo e forte è il freddo. 

Io bimba scalza,  in pigiama sopra un ponte, sotto l'acqua nera che scorre. 

Il freddo che sale dai piedi poggiati sul nudo asfalto. Si dirama risalendo come ragnatela. E tremo, tremo così forte. Tutto il corpo è scosso. 

Sono lì per farla finita o per sfuggire alla morte? 

Ricordo solo vagamente le urla e gli occhi iniettati di follia alcolica di mio padre. 

Come ci sono finita lì, al freddo e come sono tornata a casa. Come sono qui ora.... 

E perché ogni tanto, quando non ho risposte alle mie domande, mi assale l'ansia e rivedo scene dolorose del mio remoto passato? 

Ogni tanto mi chiedo se veramente le ho vissute o se la mia mente ha rielaborato a suo piacere altro. Allora la conclusione è che sono pazza. 

E se sono pazza significa che posso diventare come lui. Allora è meglio sparire. 

Mi chiedo quanto tutto questo ha condizionato la mia vita nelle relazioni. 

Sono forse incapace di provare veri sentimenti per qualcuno. Sono così terribilmente concentrata a salvarmi che ho ucciso chiunque mi porgesse  una mano credendo mi volesse finire? 

Bimba, buttati dal ponte... 

 

Modificato da PURPLE BLACK

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