CorboBlu [Partecipante] 191 Inviato 31 Dicembre 2017 Inviato 31 Dicembre 2017 Innanzitutto alcuni dati: ho 21 anni, fino ad un mese e mezzo fa ero vergine e nemmeno avevo mai baciato una ragazza. Andando ancora più a ritroso, direi che ho passato gran parte della mia adolescenza a bruciarmi occasioni, a parlare tanto per migliorare me stesso e finire col fare solo fumo, e a cercare di trovare il bandolo della matasse che risolvesse la mia situazione. Non sono brutto, come ho già detto ho avuto qualche occasione in passato (banalmente sprecate tutte), ma nemmeno un modello, altrimenti non avrei avuto bisogno di muovere un dito. A settembre di quest'anno decido di porre rimedio alle cose: tra i tanti cambiamenti, smetto di fumare canne. Può sembrare cosa da niente, ma è stata la vera svolta. L'effetto che mi facevano era terribile sia a livello caratteriale che a livello proprio fisico. Npn mi dilungo oltre, ma sono sicuro al 100% che è la cosa che più mi ha aiutato e che avrei dovuto fare tempo fa. Questa scelta ha innescato una serie di meccanismi positivi, ma consapevole di non poter risolvere tutto e subito ho deciso di darmi del tempo e dei piccoli obiettivi. L'obiettivo principale per il 2018 - prendete nota - era quello di sverginarmi. Nel 2017 avrei dovuto dare il primo bacio, poi pian piano sarei dovuto arrivare a fare sesso. A inizio novembre 2017 mi iscrivo su alcune dating apps, inizio pian piano a provare qualche approccio a freddo, provo anche alcuni approccio direttamente dai social (instagram principalmente). Ricevo, ovviamente, molti pali, ma in proporzione anche molti feedback positivi. A metà novembre mi vedo con una ragazza di 17 anni, conosciuta online. Al primo appuntamento, dopo 1 ora e mezza, avevo dato il primo bacio e perso la verginità. La ragazza non era un granchè, distava abbastanza da casa mia e ho scelto di non vederla più. A inizio dicembre inizio ad uscire con un'altra ragazza, sempre conosciuta online: due appuntamenti, ad entrambi k-close, poi vengo mollato in quanto ''non aveva provato le sensazioni che si aspettava di provare''. Qualche giorno dopo esco con un'altra ragazza per un caffè veloce. Non la bacio, non era il contesto adatto, ma scopro che lei era - ed è - tutt'ora interessata a me. Una settimana fa esco con un'altra ragazza, bacio al primo appuntamento. Il giorno dopo altra uscita, bacio, fingering, mezzo pompino da parte sua. Dopo le vengono i rimorsi, dice di volere una cosa seria e non essere pronta a ''quelle cose''. La mollo: non era bellissima (ma nemmeno brutta, da dire), ma fondamentalmente aveva qualche problema, nel senso che era mezza handicap (nel vero senso della parola, qualcosa non le funzionava bene in testa). Questa settimana esco con due ragazze: con la prima uscita rapida di mezz'ora in pieno giorno. Provo a baciarla in macchina senza un minimo di contatto fisico precedente, rifiuta, non mi risponde piu su whatsapp e sparisce. Con la seconda, dopo un'uscita che sembrava andata bene, mi viene rifiutato il bacio e successivamente, parlando in chat, mi dice chiaramente che non le ero piaciuto, sia fisicamente che caratterialmente. In tutto ciò c'è da aggiungere che ho altre tipe che mi vengono dietro e con le quali o ci devo ancora uscire, o sono io a non volerle perchè non mi piacciono, e anche che ho preso dei pali diretti, cioè proprio al primo approccio (anche se la scusante, qui, è che questi pali al primo approccio sono stati TUTTI virtuali). In definitiva il bilancio non è malissimo SE PARAGONATO ai miei obiettivi. Dopotutto, nel 2017 contavo SOLO di riuscire a baciare una ragazza, e invece ho ottenuto svariati appuntamenti, più di un bacio, una scopata e un pompino, così come anche dei pali però. Eppure... sento di non essere appagato. Brucia molto più un palo che non la gioia di un ''successo'' (ad esempio, uscire con una tipa e baciarla). Ma soprattutto ho capito una cosa: il ''saperci fare'', l'arte di ''sedurre'', non sono cazzate, contano. Eppure... contanto SOLO se alla base c'è quel minimun di attrazione fisica. Se la ragazza pensa ''è carino ma non mi piace''... non le piaci. E' andata, devi piacerle quel minimo che la porti a volerti quantomeno baciare. Hai raggiunto il tuo obiettivo, l'hai fatto anzitempo, hai ottenuto più di quel che speravi con tutti i lati negativi che questo comporta (pali), eppure ciò che ti rimane alla fine della fiera è un senso di insoddisfazione, di impotenza. Impotenza di non poter piacere a chi si vuole, impotenza di non poter aver il pieno controllo di ogni situazione. Questo senso di inappagamento ti porta a continuare a provare a superare i tuoi ''limiti'' ancora di più, con ancora più rischi in ballo. Se si alza la posta in gioco, si rischia di vincere un piatto grosso ma anche di perderne uno altrettanto grosso. Ringrazio Dio o chi per lui che di fronte ai fallimenti reagisco rialzandomi, ma le botte fanno male. Ora gli obiettivi per il tuo 2018 sono ben diversi, hai intenzione di fare le cose per bene ma NON in ambito seduttivo: la prima cosa da fare è migliorare la tua vita: fisico, miglioramento delle prestazioni sportive, miglioramento delle condizioni estetiche, per quanto possibile, miglioramento dei risultati universitari, creare un'esistenza ''''''stabile''''' e delle fondamenta solide. GLi aspetti positivi non possono che ritorcersi anche a livello seduttivo. Il punto della questione, di tutto questo papiello, è: sto andando per la strada giusta? Come mai anche se raggiungo gli obiettivi che mi sono posto, voglio sempre di più e non riesco ad accontentarmi? Come mai, anche se ho raggiunto il mio scopo, continuo a starci male se vengo rifiutato? E mi sorge spontanea ancora una domanda: forse il porsi dei paletti, dei target da raggiungere, non era altro che un modo per avere un'oasi sicura? Un qualcosa del tipo: '' ok hai scopato, hai perso la verginità, ora approccia ed esci senza aspettative, anche se prendi il palo non starci male perchè hai raggiunto ciò che volevi, tutto il resto è solo un di più''. Ed è tanto sbagliato tutto ciò? E perchè... non funziona? Al momento soffro tantissimo una cosa: l'incertezza. Se fossi stato un modello non avrei avuto questo problema perchè avrei saputo che su 100 tipe a 90 sarei piaciuto. Non piaccio proprio a quella di cui mi sono infatuato? Ok, ci sto male, ma passato quel periodo torna tutto rose e fiori. Per un comune mortale invece è sempre una lotteria: non piaci a quella di cui ti sei infatuato? Ok, passa, ma poi anche se ci provi con altre 10 sai bene che può accadere anche di prendere solo pali. Sono taaante seghe mentali queste, è chiaro: eppure sento di dover trovare un equilibrio dentro di me. Ho bisogno di sentirmi apposto con me stesso, ho bisogno di fondamenta sicure: ecco perchè voglio migliorare in tutti quegli aspetti che non riguardino prettamente il lato seduttivo. Ma... funzionerà tutto ciò? Riuscirò a trovare una certa stabilità una volta che avrò delle basi solide? I miglioramenti, anche a livello seduttivo, che deriveranno dal migliorare la mia persona, riusciranno ad appagarmi o ne vorrò sempre di più? So che è un casino questo topic, soprattutto nella seconda parte. Ma ci ho buttato dentro tutti i miei pensieri, tutte le domande che mi sto attualmente ponendo nella mia testa. Spero che qualcuno riesca quantomeno a provare a capirmi, in ogni caso sarò grato a chiunque darà il suo contributo. Grazie mille e buon 2018 a tutti! Edo ha reagito a questo 1
Edo [Donna] 15335 Inviato 31 Dicembre 2017 Inviato 31 Dicembre 2017 È proprio così, capita anche a me: per es quando faccio un esame l'entusiasmo per averlo passato è sempre minore della fissazione per quelli ancora da fare (e pensare che fino al giorno prima l'esame oramai passato era l'unico obiettivo) Quindi sì, capita anche a me. Non so dire se si tratti di comfort zone e oasi sicura per non andare troppo oltre e mettersi in gioco Io preferisco parlare di Eros: eros in greco sta a indicare il desiderio per qualcosa che non si ha, il motore che ci fa andare avanti ed è bello così secondo me, sia in ambito seduttivo, che in ambito lavorativo, scolastico ecc Eros è abbastanza contrario ad appagamento per cui che si ha già ottenuto, credo sia anche il meccanismo per cui non ci si ferma a giocare d'azzardo (ipotizzo perché non ho mai giocato un euro in schedine ma vedo gente intorno a me) Per es il mio obiettivo per il 2017 era trovare un trombamico disponibile alla bisogna e abbastanza vicino a casa, come quelli di cui si legge tanto qui perché comunque conoscere gente è uno sbatti. Ci sono riuscita? No! Però adesso che è fine anno riesco di più a godere di ciò che ho raccolto in quest'anno che sta per concludersi, quindi obiettivo rimandato all'anno prossimo Per quanto mi riguarda il senso di non appagamento è funzionale al processo cioè al procedere, progresso e si placa un po' quando fai fatto "indigestione" di una certa cosa, prova a farci caso. Per es già ti stai accorgendo che scarti gente così perché non ti piace abbastanza, secondo me sei sulla buona strada Signorina77 ha reagito a questo 1
CorboBlu [Partecipante] 191 Inviato 31 Dicembre 2017 Autore Inviato 31 Dicembre 2017 6 ore fa, EdoardoG ha scritto: È proprio così, capita anche a me: per es quando faccio un esame l'entusiasmo per averlo passato è sempre minore della fissazione per quelli ancora da fare (e pensare che fino al giorno prima l'esame oramai passato era l'unico obiettivo) Quindi sì, capita anche a me. Non so dire se si tratti di comfort zone e oasi sicura per non andare troppo oltre e mettersi in gioco Io preferisco parlare di Eros: eros in greco sta a indicare il desiderio per qualcosa che non si ha, il motore che ci fa andare avanti ed è bello così secondo me, sia in ambito seduttivo, che in ambito lavorativo, scolastico ecc Eros è abbastanza contrario ad appagamento per cui che si ha già ottenuto, credo sia anche il meccanismo per cui non ci si ferma a giocare d'azzardo (ipotizzo perché non ho mai giocato un euro in schedine ma vedo gente intorno a me) Per es il mio obiettivo per il 2017 era trovare un trombamico disponibile alla bisogna e abbastanza vicino a casa, come quelli di cui si legge tanto qui perché comunque conoscere gente è uno sbatti. Ci sono riuscita? No! Però adesso che è fine anno riesco di più a godere di ciò che ho raccolto in quest'anno che sta per concludersi, quindi obiettivo rimandato all'anno prossimo Per quanto mi riguarda il senso di non appagamento è funzionale al processo cioè al procedere, progresso e si placa un po' quando fai fatto "indigestione" di una certa cosa, prova a farci caso. Per es già ti stai accorgendo che scarti gente così perché non ti piace abbastanza, secondo me sei sulla buona strada Eppure noto che in giro c'è chi si accontenta, chi fa il compitino ed è appagato. In un certo senso invidio queste persone. E nonostante ciò non posso fare a meno di avere sempre più voglia di Eros, se vogliamo chiamarlo così. E ti dirò, non riesco ad immaginarmi ''appagato''. Io VOGLIO ciò che desidero, devo ottenerlo. E come dici tu, questo non può far altro che farmi progredire, è chiaro. Se mi appagassi non farei più passi avanti, crederei di essere arrivato. Si, quando hai sete e beci molto la sete ti passa, concordo. Quando hai voglia di pizza e ne mangi due, dopo sei sazio. Il mio obiettivo era quello di sverginarmi nel 2018 e di baciare nel 2017. Volevo una pizza oggi, e una domani. Ho ottenuto due pizze oggi, e vicino ci ho messo anche tanti arancini e fritturine. Voglio quotare una tua frase: '' ti stai accorgendo che scarti gente così perché non ti piace abbastanza, secondo me sei sulla buona strada''. Sento anche io di essere sulla buona strada, non lo nego. E non posso cambiare ciò che è stato: i pali, i successi... fanno parte del passato. Che è comunque più roseo di quanto non lo fosse un anno fa. Ma voglio di più... voglio sentirmi forte abbastanza da non lasciarmi condizionare dagli eventi. O quantomeno, visto che è forse utopico questo desiderio, essere forte abbastanza da reagire nel migliore dei modi agli eventi. So cosa devo fare, so in che direzione devo lavorare... cosa mi manca? Cos'è che mi frena ancora dal mettermi ancora una volta in gioco? Edo ha reagito a questo 1
Signorina77 [Partecipante] 100 Inviato 1 Gennaio 2018 Inviato 1 Gennaio 2018 Tempo fa lessi questa frase: " La serenità è il frutto della rassegnazione all' incertezza". Mi ha illuminato. Molte volte siamo portati a pensare che la felicità consista nel raggiungimento di qualcosa ( o nel mantenerlo nel tempo )... Io ti posso dire che da quando mi percepisco come persona in costante evoluzione e cambiamento, sono serena come non mai. Ogni risultato che otteniamo è un passo verso un nostro io migliore, che non deve per forza avere una sua "fine". Anzi, finché sentirai questa insoddisfazione, sentiti " vivo", prendila come un' occasione per porti ulteriori obiettivi. Preoccupati invece quanto ti sentirai " fatto e finito" , arrivato in tutto e senza più niente da imparare. L' insoddisfazione è alla base della crescita... Ti direi che è normale ciò che senti, pure io ho superato i miei " buoni propositi" e ho comunque uno strano senso di insoddisfazione... Ma lo prendo come uno stimolo e sono comunque contenta di ciò che ho ottenuto. È tutta una questione di atteggiamento. Edo ha reagito a questo 1
Signorina77 [Partecipante] 100 Inviato 1 Gennaio 2018 Inviato 1 Gennaio 2018 Il 31/12/2017 alle 09:43 , EdoardoG ha scritto: È proprio così, capita anche a me: per es quando faccio un esame l'entusiasmo per averlo passato è sempre minore della fissazione per quelli ancora da fare (e pensare che fino al giorno prima l'esame oramai passato era l'unico obiettivo) Quindi sì, capita anche a me. Non so dire se si tratti di comfort zone e oasi sicura per non andare troppo oltre e mettersi in gioco Io preferisco parlare di Eros: eros in greco sta a indicare il desiderio per qualcosa che non si ha, il motore che ci fa andare avanti ed è bello così secondo me, sia in ambito seduttivo, che in ambito lavorativo, scolastico ecc Eros è abbastanza contrario ad appagamento per cui che si ha già ottenuto, credo sia anche il meccanismo per cui non ci si ferma a giocare d'azzardo (ipotizzo perché non ho mai giocato un euro in schedine ma vedo gente intorno a me) Per es il mio obiettivo per il 2017 era trovare un trombamico disponibile alla bisogna e abbastanza vicino a casa, come quelli di cui si legge tanto qui perché comunque conoscere gente è uno sbatti. Ci sono riuscita? No! Però adesso che è fine anno riesco di più a godere di ciò che ho raccolto in quest'anno che sta per concludersi, quindi obiettivo rimandato all'anno prossimo Per quanto mi riguarda il senso di non appagamento è funzionale al processo cioè al procedere, progresso e si placa un po' quando fai fatto "indigestione" di una certa cosa, prova a farci caso. Per es già ti stai accorgendo che scarti gente così perché non ti piace abbastanza, secondo me sei sulla buona strada @EdoardoG Eros! Che bell' esempio hai portato.. Mi hai fatto tornare indietro alle lezioni di filosofia del liceo! Figlio di Pòros ( abbondanza ) e Pènia ( povertà ), démone intrappolato tra la dimensione divina e umana, tra la sapienza e l' ignoranza... secondo me l' esempio migliore per spiegare la costante insoddisfazione dell'uomo..! ( fine momento nerd ) Edo ha reagito a questo 1
CorboBlu [Partecipante] 191 Inviato 5 Gennaio 2018 Autore Inviato 5 Gennaio 2018 Il 31/12/2017 alle 09:43 , EdoardoG ha scritto: È proprio così, capita anche a me: per es quando faccio un esame l'entusiasmo per averlo passato è sempre minore della fissazione per quelli ancora da fare (e pensare che fino al giorno prima l'esame oramai passato era l'unico obiettivo) Quindi sì, capita anche a me. Non so dire se si tratti di comfort zone e oasi sicura per non andare troppo oltre e mettersi in gioco Io preferisco parlare di Eros: eros in greco sta a indicare il desiderio per qualcosa che non si ha, il motore che ci fa andare avanti ed è bello così secondo me, sia in ambito seduttivo, che in ambito lavorativo, scolastico ecc Eros è abbastanza contrario ad appagamento per cui che si ha già ottenuto, credo sia anche il meccanismo per cui non ci si ferma a giocare d'azzardo (ipotizzo perché non ho mai giocato un euro in schedine ma vedo gente intorno a me) Per es il mio obiettivo per il 2017 era trovare un trombamico disponibile alla bisogna e abbastanza vicino a casa, come quelli di cui si legge tanto qui perché comunque conoscere gente è uno sbatti. Ci sono riuscita? No! Però adesso che è fine anno riesco di più a godere di ciò che ho raccolto in quest'anno che sta per concludersi, quindi obiettivo rimandato all'anno prossimo Per quanto mi riguarda il senso di non appagamento è funzionale al processo cioè al procedere, progresso e si placa un po' quando fai fatto "indigestione" di una certa cosa, prova a farci caso. Per es già ti stai accorgendo che scarti gente così perché non ti piace abbastanza, secondo me sei sulla buona strada Il 1/1/2018 alle 15:07 , Signorina77 ha scritto: Tempo fa lessi questa frase: " La serenità è il frutto della rassegnazione all' incertezza". Mi ha illuminato. Molte volte siamo portati a pensare che la felicità consista nel raggiungimento di qualcosa ( o nel mantenerlo nel tempo )... Io ti posso dire che da quando mi percepisco come persona in costante evoluzione e cambiamento, sono serena come non mai. Ogni risultato che otteniamo è un passo verso un nostro io migliore, che non deve per forza avere una sua "fine". Anzi, finché sentirai questa insoddisfazione, sentiti " vivo", prendila come un' occasione per porti ulteriori obiettivi. Preoccupati invece quanto ti sentirai " fatto e finito" , arrivato in tutto e senza più niente da imparare. L' insoddisfazione è alla base della crescita... Ti direi che è normale ciò che senti, pure io ho superato i miei " buoni propositi" e ho comunque uno strano senso di insoddisfazione... Ma lo prendo come uno stimolo e sono comunque contenta di ciò che ho ottenuto. È tutta una questione di atteggiamento. Ciao, vi cito entrambi, un po' per educazione visto che ero sparito dal topic, un po' perchè per certi versi mi avete aiutato a capire tante cose. Ecco, io credo di essere arrivato, a questo punto, a quella famosa indigestione di cui EdoardoG parlava: non che abbia scopato così tanto da avere la nausea, ANZI. Ma in questo periodo mi sono messo in attività, in un modo o nell'altro sono arrivato a sentirmi con parecchie ragazze, diciamo che su whatsapp, contando pali presi, pali dati, tipe che non ho mai visto, tipe che mi sono fatto (fatto proprio in totale 1 e mezza, ma avrei potuto farmene almeno 3-4), tipe solo limonate e così via, ho all'attivo un 20-25 chat. E' un numero relativamente basso: in senso generale, è basso per parlare di indigestione. In senso particolare, nel mio caso, è fin troppo. Ieri ho preso il terzo palo consecutivo, al primo appuntamento. Stamattina, che è arrivata la conferma del palo (visto che ieri, avvertiti i segnali negativi, nemmeno ho provato il bacio), ho provato dapprima un senso di tristezza, di sconforto. Poi ho cercato di fare mente locale, e ora sto realizzando, sto iniziando a guardare il quadro completo della situazione: in quasi due mesi ho raggiunto praticamente tutti gli obiettivi che mi ero prefissato in passato. Poi ho peccato di Hybris, di tracotanza: ho voluto strafare, sapevo di non essere pronto a questo passo, sapevo che ciò che sto facendo può risultare normale per una persona normale, ma non per me, non per la mia storia. Ho assagiato il vino e mi è piaciuto fin troppo, e così facendo ne ho voluto sempre di più. Ho finito con l'ubriacarmi, col perdere di vista me stesso e la mia dignità. Si, per una serie di motivi, sento di aver perso un po' della mia dignità. Ora me ne rendo conto, ed è tempo di rimediare. Ho archiviato tutte le chat delle tipe con cui mi sentivo da due mesi a questa parte. Tutte, nessuna esclusa. Ho fatto un next totale. In questo lasso di tempo dovevo solo fare pratica: l'ho fatta, ho ''imparato'' ad andare in bici, ho appreso solo le basi, è vero, non so impennare, non so andare senza mani, ma ho imparato a pedalare. E questo non lo dimentichi. Inseguendo il piacere, il vino, ho finito col trascurare me stesso, col mettermi in tiro solo per fare colpo sull'altra persona. Ho smesso di essere me stesso e ho indossato una maschera che non mi appartiene. Ora è il momento di ritornare a pensare a me stesso. In questo periodo ho degli obiettivi ben più importanti dell'andare a donne. Puntualizzo, non dico che rifiuterò ogni occasione che mi capiterà. Ma non sarò io a cercare l'occasione in maniera ossessiva, nè mi butterò a pesce su ogni situazione che mi capita. Cercherò di cogliere solo le occasioni che, in questo determinato periodo, considererò valevoli di attenzione. Se poi in futuro sarò abbastanza bravo da riuscire a gestire situazioni del genere, a non andare sotto dopo qualche bicchierino, ben venga, ma al momento non sono pronto. Lo devo a me stesso. Ho trovato il modo di perdonarmi, di uscirne senza sensi di colpa ma consapevole dei miei errori. Ho peccato di Hybris, ne ho pagato il prezzo, ho gioito e sofferto, ho fatto esperienza. Ora è il momento di ricominciare. Vorrei sapere cosa ne pensate, io credo sia la cosa giusta da fare, ma un parere esterno è sempre utile. Edo ha reagito a questo 1
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