DoMiNo [Élite] 106 Inviato 20 Aprile 2007 Inviato 20 Aprile 2007 Scusatemi la piccola parentesi politichese ma non posso fare altro che esternare la mia sensazione di odio per i politici italiani. Chi vi scrive campa con uno stipendio mensile di 680 EUR x 9,5 h di lavoro al giorno dal lunedi al sabato; domenica e festivi 4,5 ore svolte di mattina -------------------- Trattamento economico dei Senatori Dati aggiornati a gennaio 2007 La prima voce delle competenze spettanti al parlamentare è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio". Seguono la diaria e i rimborsi: per le spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare, per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di solidarietà (di fine mandato), sulle prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti. Indennità parlamentare L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata, in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965, in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Con delibera del 1993 il Consiglio di presidenza del Senato ha stabilito che tale misura fosse ridotta al 96% del predetto trattamento dei magistrati. Per effetto delle disposizioni contenute nella legge finanziaria 2006, l'importo lordo dell'indennità ha subito inoltre una riduzione pari al 10 per cento. L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile è pari ora a 5.486,58 euro (prima del "taglio" della finanziaria 2006 era pari a 5.941,91 euro), al netto della ritenuta fiscale (€ 3.899,75), nonché delle quote contributive per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51), per l'assegno di solidarietà (€ 784,14) e per l'assistenza sanitaria (€ 526,66). Nel caso in cui il Senatore versi anche la quota aggiuntiva per la reversibilità dell'assegno vitalizio (2,15 per cento pari a € 251,63), l'importo netto dell'indennità scende a 5.234,95 euro. Diaria Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n. 1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 258,23 euro per ogni giorno di assenza del Senatore dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni qualificate e verifiche del numero legale. È considerato presente il Senatore che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata. Rimborso per spese inerenti i supporti per lo svolgimento del mandato parlamentare A titolo di rimborso forfettario per le spese sostenute per retribuire i propri collaboratori e per quelle necessarie a svolgere, anche nel collegio elettorale, il mandato parlamentare, al Senatore è attribuita una somma mensile di 4.678,36 euro, in parte (35% pari a 1.637,43 euro) erogata direttamente al Senatore medesimo ed in parte (65% pari a 3.040,93 euro) erogata al Gruppo parlamentare di appartenenza. Ai Senatori non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali. Spese di trasporto e spese di viaggio I Senatori usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza a Roma, è previsto un rimborso spese annuo pari a 13.293,60 euro, per il Senatore che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto o la stazione ferroviaria più vicina al luogo di residenza, ed a 15.979,18 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. Per i Senatori residenti a Roma ed eletti in collegi del Comune di Roma, il rimborso è corrisposto nella misura di 6.646,80 euro. Ad ogni Senatore è corrisposta, a titolo di rimborso, una somma forfettaria annua di 3.100 euro, a fronte delle spese sostenute per viaggi internazionali di aggiornamento. Spese telefoniche I Senatori dispongono di una somma annua di 4.150 euro per le spese telefoniche. Assistenza sanitaria integrativa E' previsto il rimborso delle spese sanitarie ai Senatori (anche cessati dal mandato ovvero ai titolari di trattamento di reversibilità, nonché ai rispettivi familiari) iscritti al servizio di Assistenza Sanitaria Integrativa nei limiti dell'apposito Regolamento, approvato dal Consiglio di Presidenza. Gli iscritti versano un contributo commisurato alle competenze mensili lorde (4,5% per i Senatori in carica; 4,7% gli altri) e quote aggiuntive per i familiari. Trattenuta per l'assegno di solidarietà (a fine mandato) Il Senatore versa mensilmente, ad un apposito Fondo, una quota pari al 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari ora a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il Senatore riceve l'assegno di solidarietà (anche denominato "di fine mandato"), che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). Trattenuta per l'assegno vitalizio Anche in questo caso, il Senatore versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari ora a 1.006,51 euro, più il 2,15 per cento, come quota aggiuntiva per la reversibilità, pari a 251,63 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dal Consiglio di Presidenza. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il Senatore riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età è ridotto al 60° anno ove siano state svolte più legislature. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il Senatore sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno vitalizio varia da un minimo del 25 per cento ad un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare. --------------------------------------- Trattamento economico dei deputati alla Camera La prima voce è l'indennità, quella che nel linguaggio comune è definita "stipendio", seguono la diaria e i rimborsi: per le "spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori", per le spese accessorie di viaggio e per i viaggi all'estero, per le spese telefoniche. Completano la scheda le voci sull'assegno di fine mandato, le prestazioni previdenziali e sanitarie e sui trasporti. Indennità parlamentare L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile - che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75). Diaria Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata. Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990. Spese di trasporto e spese di viaggio I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro. Spese telefoniche I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari. Assistenza sanitaria Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario. Assegno di fine mandato Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi). Assegno vitalizio Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro - della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
matt [Partecipante] 1 Inviato 20 Aprile 2007 Inviato 20 Aprile 2007 Purtroppo non è una novità, ma ogni volta che leggo queste notizie :mad: :mad: :mad: :mad: :mad: :mad: :mad: :mad:
Shell [Partecipante] 3 Inviato 20 Aprile 2007 Inviato 20 Aprile 2007 Vogliamo parlare dei redditi dichiarati .... - 'Il Cavaliere guadagna 313 volte piu' del premier' titola in prima pagina La Stampa commentando i dati sulle dichiarazione dei redditi dei parlamentari e dei membri del governo per il 2005, diffuse ieri. 'Silvio Berlusconi resta il Paperone della politica italiana - scrive il Messaggero -. Il suo reddito imponibile del 2005 (28.033.122 euro) e' di gran lunga superiore a quello degli altri deputati e senatori e, soprattutto, a quello di Romano Prodi il quale, con 89.514 euro, si attesta agli ultimi posti della classifica'. 'La sinistra ama le Fiat, la destra le barche. Ecco il bengodi degli onorevoli' il titolo del quotidiano sugli oggetti del desiderio dei parlamentari, tra cui gli 11 mezzi motorizzati di Scajola, dalla Porsche alla Lambretta. 'Nel governo - sottolinea La Stampa - il piu' ricco e' il sottosegretario all' Economia Massimo Tononi', ai tempi di quando era banchiere di Goldman Sachs ha dichiarato 1 milione e 193 mila euro. Il ministto piu' ricco, si aggiunge, e' Giuliano Amato (oltre 420 mila euro), il piu' povero Paolo Ferrero (20.245), laddove 'la media nello staff di Prodi e' intorno ai 150 mila euro'. E dalle dichiarazioni emergono diverse curiosita': a Bergamo Roberto Calderoli (239.729 euro di imponibile) 'puo' contare su due studi dentistici'; l' ex banchiere Tommaso Padoa-Schioppa (312.728 euro) ha acquistato sette immobili ad Orvieto, tra cui una 'tettoia'; Marcello Dell' Utri dichiara ben un milione in meno rispetto al 2004: 401.604 euro, ma denuncia anche 69.654 azioni suddivise quattro soecieta'; Gianfranco Fini (200.677 euro) denuncia il 90 per cento della societa' DaVir intestata alla moglie; D' Alema (171.078) due appartamenti a Roma, due auto e la barca a vela Stars 60; Rutelli (132.500) divide con la moglie il 50 per cento della Gaudiano Immobiliare. La deputata piu' povera e' l' azzurra paola Pelino (6.818 euro), per quanto il suo nome sia legato ad una famnosa fabbrica di confetti. In otto parlamentari, di tutti gli schieramenti, dichiarano poi zero euro: tra questi Francesco Caruso e Donatella Poretti della Rosa nel Pugno, diventata celebre per aver portato il bebe' in Parlamento, intervista dallo stesso quotidiano torinese: 'Onorevole al verde per volontariato'. Italia Oggi titola in prima pagina 'Di Pietro a casa Tronchetti' rivelando che i 'due nemici del caso Telecom' sono stati 'controparte in affari': il quotidiano sostiene che il ministro ha comprato casa a Milano, per affittarlo all' Italia dei Valori, proprio dall' azionista principale del gruppo telefonico: 'Una lunga trattativa condotta tra la Antocri srl, interamente posseduta da Di Pietro e la Iniziative immobiliari di Gavirano del gruppo Pirelli Real estate'. Il quotidiano scrive inoltre che Di Pietro ha rilevato il 50 per cento di una societa' di Varno, in Bulgaria, la Suco.
L [Partecipante] 87 Inviato 20 Aprile 2007 Inviato 20 Aprile 2007 Stiamo andando a scatafascio. Sarà un luogo comune, sarà un cliché, ma finirà così. Nonostante nella vita io sia un grande ottimista, sono anche realista, quando serve... e per la situazione in Italia non riesco ad immaginare un lieto fine. Prima o poi crollerà tutto miseramente, come un castello di carte.
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