Courage [Lurker] 8 Inviato 20 Novembre 2018 Inviato 20 Novembre 2018 Senti quel vuoto enorme nello stomaco? Senti quell’ansia che ti logora il fegato? Cresce la paura, aumenta l’angoscia. Respiri, cammini, corri e fiati ancora più freneticamente. Una trottola che senza più ossigeno gira e rigira su se stessa. Le mani impazzite si muovono, sfiorano ogni cosa pur di non star ferme. La gola è secca, se cerchi di bere non riesci più a respirare. L’ansia batte i colpi a singhiozzi, come le lacrime che solcano il tuo viso rosso e disfatto. La mente è sopraffatta dal pensiero nostagico di un passato ormai concluso. Un dolore che stritola il cuore, il cervello e piega le ginocchia. Nevrotici i muscoli fremono. Più cerchi di respirare a pieni polmoni e più affannosamente questi si chiudono. Sei uno straccio stritolato e buttato a terra senza alcuna dignità. Accartocciato devi ritrovare la forza di rialzarti. Non puoi pensare ad altro, non puoi pensare a Lei. Lascia che questa confusione ti sfianchi per l’ultima volta. Lascia che i muscoli tremino ancora per un'istante, lascia sfociare tutte le lacrime dagli occhi, lascia che lo stomaco si contorci su se stesso ancora un secondo, lascia i tuoi polmoni in apnea, senza respiro, per l'ultimo momento. Lascia che il tuo corpo e la tua mente sentano, per l’ultima volta, tutta questa dolorosa angoscia. Poi però, scemata la schizofrenica paura, fai un respiro e rialzati. Tirati in piedi, petto in fuori e spalle larghe, dirigiti di fronte ad uno specchio. Fissalo, osservati. Lo vedi quel vuoto, vero? Lo vedi il rammarico? La vedi la paura e la sofferenza? Guardati, sei tu. Sei un uomo. Sei tu, uomo con la sua paura. Questo hai di fronte. Continua a fissare lo specchio. Sforzati ora di fare un sorriso. Inspira ed espira e sorridi di nuovo. Ora sì che sei pronto per la battaglia, non c’è da combattere contro di Lei o per Lei. È una lotta per te stesso, amico. In quello specchio, non c’è nessun altro, sei libero: tu contro la tua paura. Solo e solo tu puoi sconfiggerla. Tira fuori i coglioni, inizia la battaglia. Non c’è altra scelta. Non c’è altra soluzione. Inizia la tua nuova vita. Sei su un ring, amico, sei nel fottutissimo e strettissimo angolo schiacciato dalla paura. Da solo, non chiedere minimamente aiuto a chi ti ha dato da patire questa sofferenza. Non ti muovi, immobile e terrorizzato. Primo rapido pugno in faccia, rimani fermo, nemmeno il tempo di capire cosa sia accaduto e ti arriva pure il secondo, forte e diretto. Senti un dolore lancinante al naso e t’accorgi di una prima goccia di sangue che crogiola sulla tua pelle. Qui in questo immenso dolore capisci di essere vivo, comprendi che, cazzo, il sangue ancora vibra nelle tue vene. Un attimo solo e un sapore amaro ti riempie la bocca: il liquido rosso, sceso dal naso, ti ha inzuppato le labbra. È questa la vera sofferenza. È qui che si soffre per davvero. Sei immerso nel dolore. Il sangue continua imperterrito a cadere goccia a goccia sul petto. In questo momento capisci davvero di essere vivo. Cazzo stai vivendo! Il tuo cuore splendido pulsa di vita! È la tua vita amico! E allora sferra il primo pugno alla paura, mollane un altro più forte. SBAMM, ecco che un terzo destro ti colpisce però in faccia. Questo fa ancora più male, ma adesso tu sei già pronto a rispondere. E allora sganci un pugno forte e potente contro quella cazzo di paura che hai ancora di fronte a te. Cazzotto dopo cazzotto, esperienza dopo esperienza, sorriso dopo sorriso spazzi via la frustazione. Sconfiggi la delusione, distruggi l’angoscia. Disintegra il tormento! Come fai ora ad aver ancora paura? Ora che il tuo corpo tremante esulta furioso? Ora che il tuo cuore torna a battere fiero? Sei un uomo. Sei un fottutissimo uomo, ora. Scendi da quel ring, lavati. Purificati. Riguardati allo specchio. Lo vedi quel essere fiero e orgoglioso di fronte a te? Lo vedi quel corpo straripante di vita? Sei tu. Sei tu con tutta la tua forza. Sei un uomo nuovo. Solo, ma forte e splendente. Come fai ad accontentarti ora, ora… che sei germogliato? Prima eri un bimbo affamato, e come un piccolo leoncino, quando avevi appetito ti accontentavi anche della preda più semplice e scarna per sfamarti. Ora, dopo aver affrontato e reagito da solo a questa dolorosa paura, sei diventato un leone. Scegli tu la preda con cui vuoi cibarti. Scegli tu con cosa riempirti lo stomaco e leccarti i baffi. Lo gnu più grosso, l’antilope più veloce, la zebra più succulenta. Amico, sei davvero un leone e non ti accontenterai più di nulla. Dopo questa lunga e faticosa battaglia, sei diventato un uomo forte, scegli tu non altri, non Lei. Scegli tu chi ti merita. Lasciati libero, staccati dal passato. Se prima eri un piccione che in stormo raccattava briciole, ora sei quell’aquila libera ed unica che vola più in alto di tutti. Tanto in alto da non preoccuparti più delle bassezze del passato, delle vigliaccherie subite un tempo. Delle bugie, dell’opportunismo, delle falsità. Tanto in alto da non sentir più le delusioni e le sofferenze antiche. Tu ora voli libero sentendo l’aria fresca tra le ali. Tu hai imparato a volare tra le nubi e le vette più alte: chi vorrà godersi quello splendido panorama che tu da solo ti sei conquistato, dovrà lottare per salire in cielo, dovrà sudare per raggiungerti. Chi ti vuole deve meritarti. Tu, amico, non ti abbassi più, sei più forte anche da solo ora. Tu sei il sogno da conquistare. Tu sei quell’essere che paura più non ha della sofferenza. Non sei più il bambino, il leoncino e il piccione di un tempo. Sei ora l’Uomo, l’Aquila e il Leone. PaoloG, Il_Punitore, Nuovo_utente e 5 altri ha reagito a questo 4 4
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