Sayuri [Partecipante] 146 Inviato 9 Gennaio 2019 Inviato 9 Gennaio 2019 Negli ultimi decenni le persone hanno imparato sempre più a essere indipendenti, a non dipendere dagli altri, facendo di tutto per star bene da soli, per star bene con sé stessi (specialmente le donne!!). Ma, secondo Bauman, questa è la direzione sbagliata. Le persone che sanno essere indipendenti stanno perdendo piano piano la capacità di convivere con gli altri, perché hanno perso l’abilità a socializzare. “Più sei indipendente – dice Bauman ne ‘La Teoria svedese dell’amore’ – meno sei in grado di controllare la tua indipendenza e rimpiazzarla con una piacevole interdipendenza”. D’altra parte è comprensibile: relazionarsi con le persone è terribilmente complicato, per farlo bisogna essere in grado di accettare compromessi, di andare incontro alle esigenze altrui, di avere pazienza. E’ complicato, certo, ma è dalle relazioni che nasce la felicità, non dall’indipendenza. Secondo Bauman, “alla fine l’indipendenza porta a una vita vuota, priva di senso, e a una completa assoluta inimmaginabile noia”. Che ne pensate? Io sono stufa di portarmi dietro il cliché della donna forte e indipendente :-( SDONF, Nuovo_utente, Opfelia e 1 altro ha reagito a questo 4
Nuovo_utente [Partecipante] 1428 Inviato 10 Gennaio 2019 Inviato 10 Gennaio 2019 (modificato) Io sono la tua controparte maschile... Forte...indipendente...ottimo lavoro, macchina, moto, la figa che non è mai mancata... La gente vede questo...arriva persino ad invidiarti...”ehh ma tu...beato te!”. Invidiano un castello che vedono da fuori...senza sapere che dentro fa un freddo cane e da quelle pareti fatte di pietra entrano degli spifferi da raggelarti il sangue... Modificato 10 Gennaio 2019 da Nuovo_utente Sayuri e inferno ha reagito a questo 1 1
EdivadMIR [Partecipante] 213 Inviato 10 Gennaio 2019 Inviato 10 Gennaio 2019 I social poi hanno amplificato questa indipendenza... tutti che facciamo a botte per farci vedere indipendenti, sempre felici, quando poi in realtà, sotto al tappeto... Sayuri ha reagito a questo 1
vol-à-voile [Partecipante] 8797 Inviato 10 Gennaio 2019 Inviato 10 Gennaio 2019 Ogni qualsiasi cosa porti ad un cambiamento di routine sociale verrà sempre visto in maniera negativa. "I giornali leveranno l'eye contact e la voglia di parlare fra persone". Sono passati secoli e dicono la stessa puttanata sui tablet. Anche Nietzsche tolse l'umanità dall'appoggio che aveva su Dio dicendoci che era morto e che dovevamo fare solo leva su noi stessi. Bauman non sta dicendo nulla di nuovo se non cercare di giustificare l'uomo sociale. Inoltre la felicità è per suo dire portatrice di dipendenza (vinco una partita? sono felice per la vittoria. mi ha scritto la mia fidanzata? la mia felicità dipende da lei) per cui in cui in questo Bauman si contraddice da solo. L' indipendenza vera è quella di non sottomettersi alle regole stabilite da una società (esempio: in Giappone devi aver famiglia minimo a 25 anni, in Italia se a 30 anni sei ancora in casa sei un bamboccione ecc), non di certo quella descritta in maniera frettolosa da Bauman. Orph e Carnacki ha reagito a questo 2
ganimede [Partecipante] 834 Inviato 10 Gennaio 2019 Inviato 10 Gennaio 2019 (modificato) indipendenza non vuol dire isolarsi dagli altri (anche perchè l' indipendenza assoluta è impossibile,per quanto uno ami stare da solo non sarà mai in grado di fare totalmente a meno degli altri...mica puoi curarti da solo se hai una malattia che necessita ricovero in ospedale...mica puoi imparare qualsiasi mestiere per non avere bisogno di volta i volta dell' idaraulico, del medico, del commercialista ecc...) fino ad arrivare al punto di perdere il contatto con la realtà..indipedenza significa saper stare in società in base alle proprie caratteristiche (c'è chi ama la vita mondana e le feste e chi preferisce starsene a casa..se si è indipendenti in qualunque caso si starà bene con sè stessi) e prendere dagli altri solo quello che ci fa stare bene senza farci condizionare più di tanto (al punto da desiderare di isolarsi...) dalla inevitabile contro parte negativa se uno è apparentemente indipendente (cioè è padrone del suo tempo, in ogni momento può fare come vuole perchè nessuno è in grado di imporgli nulla ) ma poi sente questa vita come vuota non può dirsi indipendente se sente freddo ed ha bisogno come l' aria di contatti con gli altri o di qualcosa per rimepire las vita...ogni volta che vi è un bisogno la cui soddisfazione non è sotto il nostro controllo ma dipende dall' ambiente esternoi scatta per definizione la dipendenza..ed il problema, in questo caso, è ulteriormente aggravatao dal fatto che l'ì abituarsi a vivere in isolamento comporta una sempre più scarsa tollerabilità del prossimo come ben diceva baumann e alla fine si arriva d un conflitto estremo : ci si sente isolati soli e vuoti ma allo stesso tempo si ha un paura immane di entrare in contatto troppo stretto con gli altri perchè non si è più capaci di stare in società...a questo punto la trappola perfetta è scattata Modificato 10 Gennaio 2019 da ganimede vol-à-voile ha reagito a questo 1
Alexis Honlon [Partecipante] 51 Inviato 10 Gennaio 2019 Inviato 10 Gennaio 2019 12 ore fa, Sayuri ha scritto: Negli ultimi decenni le persone hanno imparato sempre più a essere indipendenti, a non dipendere dagli altri, facendo di tutto per star bene da soli, per star bene con sé stessi (specialmente le donne!!). Ma, secondo Bauman, questa è la direzione sbagliata. Le persone che sanno essere indipendenti stanno perdendo piano piano la capacità di convivere con gli altri, perché hanno perso l’abilità a socializzare. “Più sei indipendente – dice Bauman ne ‘La Teoria svedese dell’amore’ – meno sei in grado di controllare la tua indipendenza e rimpiazzarla con una piacevole interdipendenza”. D’altra parte è comprensibile: relazionarsi con le persone è terribilmente complicato, per farlo bisogna essere in grado di accettare compromessi, di andare incontro alle esigenze altrui, di avere pazienza. E’ complicato, certo, ma è dalle relazioni che nasce la felicità, non dall’indipendenza. Secondo Bauman, “alla fine l’indipendenza porta a una vita vuota, priva di senso, e a una completa assoluta inimmaginabile noia”. Che ne pensate? Io sono stufa di portarmi dietro il cliché della donna forte e indipendente 😞 Credo che molto dipenda da quello che si intenda con i termini: indipendenza, interdipendenza... Davvero molto ruota attorno a cosa si intende dire con questi termini. Io personalmente, sia nel rispetto della parola nella sua accezione comuni che per motivi teorici, tendo a definire l'indipendenza come l'essere non dipendenti da altro: naturalmente, questo in pratica vuol dire che si sta parlando di sviluppo tendenziale, visto che il mondo è molto più grande di noi e che ha ben più potere di noi, e quindi è facilmente in grado di assoggettarci. Un ideale orientativo, quindi. Capisco cosa vuol dire Baumann, ma alla fine, parlare di interdipendenza - è parlare di potere: non sono più dipendente da altro, cerco di rendere altro dipendente da me. E parlare di interdipendenza, altro non vuol dire che parlare di un particolare tipo di potere: io faccio qualcosa, qualcuno fa qualcos'altro, in risposta ed in motivo di quello che faccio. In pratica, indipendenza ed interdipendenza sono strettamente collegate. Ma davvero, molto dipende da cosa intendi coi termini, Sayuri, specialmente se, come dici, "Io sono stufa di portarmi dietro il cliché della donna forte e indipendente". In particolare, Sayuri, una volta venuto meno il clichè dell'indipendenza, cosa ritieni di poter trovare?
Gainsbourg [Élite] 1579 Inviato 10 Gennaio 2019 Inviato 10 Gennaio 2019 Sono d'accordo : tutti abbiamo bisogno di relazioni sono le relazioni che ci fanno sentire bene e vivi : donne, figli, genitori, colleghi, compagni, amici e nemici ed è vero pure che è impossibile vivere in modo totalmente scollegato da essi : indipendente sarebbe innaturale, oltre che impossibile. Detto ciò. A me questa cosa che dice Bauman piace declinarla a modo mio e per me indipendenza significa sapermela cavare saper stare al mondo nel bene e nel male e soprattutto non essere accollo per altri o altre. Ho bisogno degli altri, ma so che posso vivere comunque Significa in definitiva provare ad avere un rapporto più paritario e rispettoso possibile con il prossimo. vol-à-voile, Sgchin, BlackSabo e 3 altri ha reagito a questo 6
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