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Tempesta91
Inviato (modificato)
12 minuti fa, Edo ha scritto:

La necessità di avere chi ti lavi, stiri, cucini ed in generale si prenda cura di te

Una badante insomma, ma che fornisca anche tenerezza e, magari, sesso.

Tra i miei amici c'è una coppia. Lei ha avuto un grave problema di salute per cui è stata ricoverata mesi e mesi. Parlando lui mi fa "si sentiva la mancanza di una donna in casa".

Pensavo dicesse "mi mancava mia moglie", invece no. Sentiva la mancanza di qualcuno che facesse le faccende domestiche 😂... magari un pensiero ad alta voce considerato che ha rischiato di perdere la moglie o almeno riaverla indietro non più al 100%.

Un'altra coppia che conoscevo, trasferita da anni negli States. Lei si ammala e muore nel giro di poco, lui si fa forza e si prende cura dei loro bambini. È passato un anno e mezzo dalla morte della moglie ed è già sposato con una vedova e ora sono una mega famiglia di 7 (tre figli di lui e due di lei. 

In questo caso, oltre alle esigenze personali, credo che la presenza di figli piccoli e/o adolescenti costituisca un incentivo a una nuova relazione che reintroduca nel nucleo famigliare la figura che è venuta a mancare.

Edit: Scusate ho citato @MPhoenix dal post di @Edo

Modificato da Tempesta91
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Bozzarelly
Inviato
1 ora fa, Opfelia ha scritto:

A ben pensarci, anche l’uomo giovane. Ho perso una mia cara amica a 27 anni, sposata da uno e mezzo. Il suo vedovo 20 giorni dopo usciva già con quella che poi diventò sua moglie l’anno seguente, se non ricordo male. 

Qualche indagine su loro due, la polizia l'ha fatta?

Opfelia
Inviato
6 minuti fa, Bozzarelly ha scritto:

Qualche indagine su loro due, la polizia l'ha fatta?

La mia amica è morta di tumore, quindi nessun giallo. 

Inviato
1 ora fa, Edo ha scritto:

Ho i brividi

Quando vanno in one itis dicono che è come un lutto e che ad alcuni ci vogliono mesi e anni per riprendersi e lo leggiamo costantemente sul forum

Ma a quanto pare un lutto vero passa tranquillamente, mah

Non credi che da un punto di vista del passami il termine brutale senza possibilità di ritorno il lutto vero faccia scattare prima qualche meccanismo di sopravvivenza che porta il vedovo/vedova a cercare di rimettersi in gioco prima per sopravvivere?

Nel senso la one itis è una cosa logorante proprio perchè lei è ancora li in giro, lei ha scelto altri lei NON vuole te.

Nel cervello del soggetto oneitizzato c'è la componente del rifiuto del non sentirsi amato, cosa che non esiste nel lutto vero.

Forse sembra orribile ma secondo me fa la sua differenza...

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Giraluna
Inviato

Bel post. 

Porto due piccoli esempi, opposti fra loro. Due signore vedove in terza età: una lo pensa ancora; l altra ha un compagno. Non si tratta di uomini da come si puo evincere. Nella mia esperienza ho avuto attorno più vedove che vedovi.

Ad ogni modo credo tutto si rifaccia alle varie fasi del lutto, che sono cinque. È sufficiente che una sola non sia stata affrontata perché il sistema reagisca diversamente da una persona che invece le ha sofferte tutte. Nel caso della signora rimasta volontariamente sola è evidente che non è giunta alla fase di rassegnazione, l ultima delle cinque. Invece l altra, che ha avuto il compagno svariati anni dopo, ha avuto modo nel frattempo di sorpassarle tutte. 

Io stessa per una amica ci ho impiegato molto per superarle. Non è la stessa cosa, chiaro, ma secondo me appunto c è da concentrarsi sul lutto e la sua elaborazione per trovare una risposta verosimile a certe decisioni prese dopo. 

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Inviato
37 minuti fa, Tempesta91 ha scritto:

Tra i miei amici c'è una coppia. Lei ha avuto un grave problema di salute per cui è stata ricoverata mesi e mesi. Parlando lui mi fa "si sentiva la mancanza di una donna in casa".

Pensavo dicesse "mi mancava mia moglie", invece no.

Per dire a me fa rabbrividire molto questo...

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Inviato
18 minuti fa, Orph ha scritto:

Non credi che da un punto di vista del passami il termine brutale senza possibilità di ritorno il lutto vero faccia scattare prima qualche meccanismo di sopravvivenza che porta il vedovo/vedova a cercare di rimettersi in gioco prima per sopravvivere?

Nel senso la one itis è una cosa logorante proprio perchè lei è ancora li in giro, lei ha scelto altri lei NON vuole te.

Nel cervello del soggetto oneitizzato c'è la componente del rifiuto del non sentirsi amato, cosa che non esiste nel lutto vero.

Forse sembra orribile ma secondo me fa la sua differenza...

Non lo so, io ovviamente certe cose della fisiologia del maschio non le conosco e le ho potute leggere qui. Potrebbe starci quello che dici tu ma ho ancora dei dubbi su come queste persone riescano a voltare pagina in così brevissimo tempo 

 

Se c'è qualcuno del forum in questa situazione sarei ben lieto di leggere la sua versione, di persona parte in causa. Io sono solo un'osservatrice esterna

Inviato
7 minuti fa, Edo ha scritto:

Se c'è qualcuno del forum in questa situazione sarei ben lieto di leggere la sua versione, di persona parte in causa. Io sono solo un'osservatrice esterna

E' pure io, per cui sto andando a supposizioni (per la parte del lutto), per la parte della differenza con la onitis credo di poterci mettere la mano sul fuoco.

Inviato
9 minuti fa, Edo ha scritto:

su come queste persone riescano a voltare pagina in così brevissimo tempo 

Ma forse il fatto dell'inevitabilità dell'irreversibilità proprio taglia via il pensiero per qualcuno, non so come funzionino i loro cervelli ma probabilmente come diceva Gira prima deve avere a che fare con le fasi di elaborazione del lutto.

Giraluna
Inviato
5 minuti fa, Orph ha scritto:

fasi di elaborazione del lutto.

Negazione

Rabbia

Compromesso

Accettazione

Rassegnazione

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