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Outsider
Inviato
18 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Poi Marco, dopo quel palo, incontra un amico che ha un problema. 

E, se avesse appena scopato tre fighe, gli direbbe dritto al cuore che cosa sbaglia quell'amico, tanto sono tra uomini, mica tra froci. 

Invece Marco ha paura di urtare la sua sensibilità e come una figa per due settimane si sente con questo amico e ci gira intorno in modo ridicolo e alla fine quando si crea l'apertura finalmente mannaggia al cielo dice quello che pensava fin dall'inizio. 

L'amico fa una faccia un po' risentita e Marco ritratta e reframma tutto. 

Aivia hai dei suggerimenti su come combattere questo infrocimento maschile ?

Ho il problema che non riesco quasi mai a rapportarmi con altri maschi perchè vado al punto e ho fama di quello "troppo diretto"

Nella maggior parte dei casi non me ne frega un cazzo, ma ci sono occasioni in cui interagisco con persone a cui voglio bene, mi piacerebbe un rapporto più schietto e da parte mia lo offro, ma non ne posso più dei loro musi e del loro girare intorno alla questione.

So che la soluzione più sensata sarebbe cambiare compagnie, ma in alcuni casi si tratta di persone che vorrei vedere evolversi

giuseppe90
Inviato (modificato)

Senza scomodare menti geniali, secondo me ognuno di noi può, nel proprio piccolo, sperimentare ciò che sostengono Aivia e Human.

Per quanto mi riguarda, nel periodo universitario ricordo perfettamente che se stavo scopato bene riuscivo ad avere una capacità di concentrazione e di attenzione costanti di gran lunga superiori rispetto a quando ero a secco.

Nei periodi di magra spesso mi sedevo per studiare, leggevo qualche rigo e sbam, puntuale, prima che potessi continuare, la mente veniva invasa dal pensiero della fica, dall'immagine di qualche ragazza vista in giro ed era difficile andare avanti.

Infatti se non mi sparavo un paio di seghe non riuscivo a continuare ed era complicato mantenere l'equilibrio tra, da una parte, la necessità di masturbarsi per allontanare per un po' quei pensieri e, dall'altra, l'esigenza di non massacrarsi troppo bruciando energie e avviando quella sorta di effetto sonno-depressione che segue all'"eccessiva" masturbazione, perché, per l'appunto, dovevo studiare, quindi avevo bisogno di essere bello sveglio e attento.

Insomma un bel casino!

 

3 ore fa, ^'V'^ ha scritto:

Le idee politiche di Fidel Castro possono piacere o meno, a me non piacciono, ma vanno contestualizzate nel suo periodo sotto Batista, sotto l'imperialismo americano, sotto il capitalismo a strangolo e le disparità sociali cui assisteva. 

Se uno si legge la sua storia, quello non aveva pace nel cercare di contribuire e migliorare le condizioni di vita del suo popolo, ha lottato senza tregua e continuato dopo gli arresti, le torture degli amici, le sconfitte, non ha potuto smettere come non si può smettere di cercare aria se stai affogando. 

Ecco, Castro faceva ogni giorno dalle due alle tre fighe insieme, si stima 35'000 diverse nella vita. 

E no, a differenza di un kajiru, non ha mai pensato, appena fatte le prime due o tre mila... oh, la vita è priva di significato. Perché nessuno me lo ha donato. 

Non ricordo dove, lessi che aveva addirittura un uomo che gli trovava le ragazze scegliendole tra le più belle di Cuba (oltre a quelle che "trovava" lui autonomamente).

 

Un fattore che spesso si sottovaluta nel parlare di seduzione è semplicemente il tempo che materialmente si ha a disposizione che incide, a mio avviso, enormemente sui risultati.

Castro aveva, intelligentemente, pure chi gliele trovava le ragazze sennò per raggiungere certi numeri (anche se non dovessero essere 35000 parleremmo comunque di migliaia di ragazze) doveva impiegare tempo prezioso che, invece, in questo modo, poteva dedicare ad altro.

Parliamo proprio, come si dice, di un altro sport!

Modificato da giuseppe90
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^'V'^
Inviato
Il 15/4/2019 at 19:17, Outsider ha scritto:

Aivia hai dei suggerimenti su come combattere questo infrocimento maschile ?

Ho il problema che non riesco quasi mai a rapportarmi con altri maschi perchè vado al punto e ho fama di quello "troppo diretto"

Nella maggior parte dei casi non me ne frega un cazzo, ma ci sono occasioni in cui interagisco con persone a cui voglio bene, mi piacerebbe un rapporto più schietto e da parte mia lo offro, ma non ne posso più dei loro musi e del loro girare intorno alla questione.

So che la soluzione più sensata sarebbe cambiare compagnie, ma in alcuni casi si tratta di persone che vorrei vedere evolversi

Se non puoi mangiarlo, farci sesso e se non ti paga l'affitto, "non esiste". 

Nel senso che non ti interessa. 

O magari può indirettamente, portarti qualcosa che ti interessa. 

Se questi tuoi amici ritieni che depilati, con una gonnellina a fisarmonica e una parrucca, hanno del valore da darti, o se accettano con animo grato di pagarti l'affitto, stai pur lì a vedere se ci esce qualcosa di buono per la collettività.

Ma se sono delle donne con la barba che nemmeno servono a quello cui ti servono le belle donne... 

Non ci perderei tempo. Senza acredine.

È molto importante il rispetto della libera volontà delle persone. 

A volte mi senti dire che faccio fare una cosa a qualcuno e mi ringrazia dopo. 

Questo viola la libera volontà e viola la vita, si apre un ciclo causale, di cui mi prendo la piena responsabilità. 

Ad esempio porto una in un posto su cui ha dei pregiudizi, e non ci è mai stata, non ha esperienza reale. 

Tipo swinger club, magari pensa che la voglia scambiare, ma non è così, è un suo pregiudizio. 

Ci andiamo, e lei dopo non vuole più andarsene da lì, e vede che le persone sono rilassatissime e che nessuno ti salta addosso. 

E mi dice grazie grazie grazie che mi hai fatto assaggiare questo gusto di gelato, conoscere questo posto, ecc. 

E se invece di ringraziarmi dopo ho sbagliato intuizione e ho interferito con la sua libertà e responsabilità di rovinarsi la vita come crede e senza ingerenze, finendo per causargli angoscia e sofferenza...

Allora la tristezza e l'angoscia torneranno a me quando meno me lo aspetto. 

Egli farà del male a qualcuno che se la prenderà con qualcuno [....n passaggi ] fino a che finisce per soffrire qualcuno che amo. 

E allora la domanda: sei disposto a chiudere su di te potenziali cicli di giustizia, per aver provato a forzare la volontà libera di qualcuno per il suo bene, sapendo che non era ciò che voleva, che ti odierà per questo e che nessuna buona azione rimane impunita? 

La tua risposta può essere anche un sì per amore. 

L'amore però non ti manleva dalla responsabilità totale. 

Ti può solo far accettare il rischio delle conseguenze. 

Ma non può deviarle. 

La tua risposta, una volta avvisato, può essere un sì. 

Ma riflettici non meno intensamente di quanto mediti su un Sì pronunciato all'altare. 

Di base, la libera volontà delle persone è sacra, inviolabile. 

Anche se vedi che di testa loro si complicano l'esistenza. 

Puoi dare l'esempio, questo sì. Chi vuole lo coglie. 

Outsider
Inviato
Il 15/4/2019 at 20:46, ^'V'^ ha scritto:

Se non puoi mangiarlo, farci sesso e se non ti paga l'affitto, "non esiste". 

Nel senso che non ti interessa. 

O magari può indirettamente, portarti qualcosa che ti interessa. 

Se questi tuoi amici ritieni che depilati, con una gonnellina a fisarmonica e una parrucca, hanno del valore da darti, o se accettano con animo grato di pagarti l'affitto, stai pur lì a vedere se ci esce qualcosa di buono per la collettività.

Ma se sono delle donne con la barba che nemmeno servono a quello cui ti servono le belle donne... 

Non ci perderei tempo. Senza acredine.

È molto importante il rispetto della libera volontà delle persone. 

A volte mi senti dire che faccio fare una cosa a qualcuno e mi ringrazia dopo. 

Questo viola la libera volontà e viola la vita, si apre un ciclo causale, di cui mi prendo la piena responsabilità. 

Ad esempio porto una in un posto su cui ha dei pregiudizi, e non ci è mai stata, non ha esperienza reale. 

Tipo swinger club, magari pensa che la voglia scambiare, ma non è così, è un suo pregiudizio. 

Ci andiamo, e lei dopo non vuole più andarsene da lì, e vede che le persone sono rilassatissime e che nessuno ti salta addosso. 

E mi dice grazie grazie grazie che mi hai fatto assaggiare questo gusto di gelato, conoscere questo posto, ecc. 

E se invece di ringraziarmi dopo ho sbagliato intuizione e ho interferito con la sua libertà e responsabilità di rovinarsi la vita come crede e senza ingerenze, finendo per causargli angoscia e sofferenza...

Allora la tristezza e l'angoscia torneranno a me quando meno me lo aspetto. 

Egli farà del male a qualcuno che se la prenderà con qualcuno [....n passaggi ] fino a che finisce per soffrire qualcuno che amo. 

E allora la domanda: sei disposto a chiudere su di te potenziali cicli di giustizia, per aver provato a forzare la volontà libera di qualcuno per il suo bene, sapendo che non era ciò che voleva, che ti odierà per questo e che nessuna buona azione rimane impunita? 

La tua risposta può essere anche un sì per amore. 

L'amore però non ti manleva dalla responsabilità totale. 

Ti può solo far accettare il rischio delle conseguenze. 

Ma non può deviarle. 

La tua risposta, una volta avvisato, può essere un sì. 

Ma riflettici non meno intensamente di quanto mediti su un Sì pronunciato all'altare. 

Di base, la libera volontà delle persone è sacra, inviolabile. 

Anche se vedi che di testa loro si complicano l'esistenza. 

Puoi dare l'esempio, questo sì. Chi vuole lo coglie. 

E' una risposta dalla grande portata e ti ringrazio.

Ci devo riflettere molto bene su, ma così a primo impatto direi che no, nella maggior parte di questi casi non sono disposto a interferire con la loro volontà di rovinarsi la vita, consapevole che se la prenderanno con me.

Già successo, in effetti.

 

Cenarius
Inviato
1 ora fa, giuseppe90 ha scritto:

Nei periodi di magra spesso mi sedevo per studiare, leggevo qualche rigo e sbam, puntuale, prima che potessi continuare, la mente veniva invasa dal pensiero della fica, dall'immagine di qualche ragazza vista in giro ed era difficile andare avanti.

Infatti se non mi sparavo un paio di seghe non riuscivo a continuare ed era complicato mantenere l'equilibrio tra, da una parte, la necessità di masturbarsi per allontanare per un po' quei pensieri e, dall'altra, l'esigenza di non massacrarsi troppo bruciando energie e avviando quella sorta di effetto sonno-depressione che segue all'"eccessiva" masturbazione, perché, per l'appunto, dovevo studiare, quindi avevo bisogno di essere bello sveglio e attento.

Insomma un bel casino!

Mi ritrovo benissimo in queste righe, qualche consiglio per contrastare questa situazione (per quanto sappiamo entrambi quanto sia dura)?

^'V'^
Inviato
8 ore fa, Outsider ha scritto:

E' una risposta dalla grande portata e ti ringrazio.

Ci devo riflettere molto bene su, ma così a primo impatto direi che no, nella maggior parte di questi casi non sono disposto a interferire con la loro volontà di rovinarsi la vita, consapevole che se la prenderanno con me.

Già successo, in effetti.

 

Se una corda di pianoforte che dovrebbe produrre un Mi, non suona o stride, questo non significa che cambiandola di posto produrrà un suono diverso. 

Non diventa un Re se la percuoti col martelletto del Re. 

Semplicemente, il suo posto è Mi ma deve essere tesa al punto giusto. 

Se è troppo lassa non suona, se è troppo tesa si spezza. Ma il suo posto è quello. 

Se mosso a compassione, vedendo che non produce alcun suono apprezzabile, ti premuri di tenderla al punto giusto senza che te lo abbia chiesto espressamente e pagato, se ne risentirà. 

Magari stava meglio a lamentarsi e a produrre un Mi poi gli tocca di prendersi la responsabilità del suo suono e far sapere a tutti che è un Mi... quando magari gli hanno ficcato in testa che bisogna essere un Sol. 

E siccome Mi e Sol, da lassi o troppo tesi, producono lo stesso inutile rumore di molla o di budella, almeno così poteva lasciare il dubbio. Fino a quando arrivi tu e per sentirlo suonare come si deve lo esponi al suo giudizio interno e alla sua percezione distorta del giudizio esterno. 

Quello che a te interessa sapere è che le corde che non vogliono suonare devono stare tra loro, fare strumento tra loro, sono sempre fuori posto tra corde che sanno chi sono e quale sia il loro posto, e ne basta una per rovinare l'intera concertata sinfonia di uno strumento a corde. 

Pensa bene alla sinfonia. 

Se tu sei una corda di pari rango, un Re che sta al suo posto nella corda accanto, può sembrarti violento quel padrone dello strumento e Sire della musica che dice a quella corda "non puoi stare qui" e la manda nel secchio con le altre inutili. 

Può sembrarti una dittatura che potrebbe colpire anche te. E questo può portarti a compassione. 

Il Sire della musica ha più compassione di te perché quella corda l'ha pagata e deve pure lavorare per sostituirla, ma non può rovinare la vita, la sinfonia, la musica generale a te e a tutte le altre corde di quello strumento che hanno deciso in libertà di stare al loro posto e di fare l'unica cosa che è richiesta loro di fare: tenersi alla giusta tensione. 

Vedrai che il Sire della musica non taglierà quella corda e non le darà fuoco. Semplicemente, quel Mi non produce Mi e non serve a niente, non può stare nella coda dello stesso pianoforte con chi produce il suo suono, conosce il suo posto, e soprattutto sta al suo posto. 

Beh, ne approfitto per dire che nelle coppie che sento parlare in autobus, al bar, nei locali... almeno il 50% della comunicazione rappresenta il tentativo di far suonare un Sol ad un Mi. 

Posso anche capire che se un Mi a quel punto non suona un Sol, preferisca stare lasso o troppo teso e lasciare il dubbio, dando magari la colpa a cause esterne, piuttosto che dare il meglio di sé, esprimere pienamente la sua nota di cuore ed essere guardato con delusione e dissenso. 

E' molto pericoloso anche quello, quando ti avvicini a qualcuno, che non te lo ha chiesto, per "aiutare". 

Sei sicuro che tu non stia cercando di tirar fuori un Sol da un Mi? 

“Io posso nutrire il bruco e sussurrare alla crisalide, ma quello che nasce segue la sua natura e non dipende da me.”  M° Hannibal Lecter

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what_else
Inviato
Il 15/4/2019 at 20:46, ^'V'^ ha scritto:

Se non puoi mangiarlo, farci sesso e se non ti paga l'affitto, "non esiste". 

Nel senso che non ti interessa. 

O magari può indirettamente, portarti qualcosa che ti interessa. 

Se questi tuoi amici ritieni che depilati, con una gonnellina a fisarmonica e una parrucca, hanno del valore da darti, o se accettano con animo grato di pagarti l'affitto, stai pur lì a vedere se ci esce qualcosa di buono per la collettività.

Ma se sono delle donne con la barba che nemmeno servono a quello cui ti servono le belle donne... 

Non ci perderei tempo. Senza acredine.

È molto importante il rispetto della libera volontà delle persone. 

A volte mi senti dire che faccio fare una cosa a qualcuno e mi ringrazia dopo. 

Questo viola la libera volontà e viola la vita, si apre un ciclo causale, di cui mi prendo la piena responsabilità. 

Ad esempio porto una in un posto su cui ha dei pregiudizi, e non ci è mai stata, non ha esperienza reale. 

Tipo swinger club, magari pensa che la voglia scambiare, ma non è così, è un suo pregiudizio. 

Ci andiamo, e lei dopo non vuole più andarsene da lì, e vede che le persone sono rilassatissime e che nessuno ti salta addosso. 

E mi dice grazie grazie grazie che mi hai fatto assaggiare questo gusto di gelato, conoscere questo posto, ecc. 

E se invece di ringraziarmi dopo ho sbagliato intuizione e ho interferito con la sua libertà e responsabilità di rovinarsi la vita come crede e senza ingerenze, finendo per causargli angoscia e sofferenza...

Allora la tristezza e l'angoscia torneranno a me quando meno me lo aspetto. 

Egli farà del male a qualcuno che se la prenderà con qualcuno [....n passaggi ] fino a che finisce per soffrire qualcuno che amo. 

E allora la domanda: sei disposto a chiudere su di te potenziali cicli di giustizia, per aver provato a forzare la volontà libera di qualcuno per il suo bene, sapendo che non era ciò che voleva, che ti odierà per questo e che nessuna buona azione rimane impunita? 

La tua risposta può essere anche un sì per amore. 

L'amore però non ti manleva dalla responsabilità totale. 

Ti può solo far accettare il rischio delle conseguenze. 

Ma non può deviarle. 

La tua risposta, una volta avvisato, può essere un sì. 

Ma riflettici non meno intensamente di quanto mediti su un Sì pronunciato all'altare. 

Di base, la libera volontà delle persone è sacra, inviolabile. 

Anche se vedi che di testa loro si complicano l'esistenza. 

Puoi dare l'esempio, questo sì. Chi vuole lo coglie. 

A continuare a pensare che un rapporto di amicizia si basi su uno scambio di valore, si fa presto a rimanere soli come i cani.

E magari tu ci stai pure bene, quindi te lo puoi permettere.

Ma consigliare alla gente di levarsi dalle palle le poche persone su cui possono contare perché non gli ritornano valore, senza specificare in cosa consista questo valore, per me non ha senso.

Perché magari in tanti in preda all'euforia dei loro recenti risultati cominciano a sentirsi invincibili e fanno davvero piazza pulita dei pochi stronzi che non hanno mai combinato niente nella vita.

Senza rendersi conto che sono proprio quei pochi stronzi gli unici a volergli bene davvero senza avere valore in cambio.

E vaglielo poi a spiegare, quando la fase di up è passata e stanno attraversando un down terribile, che avrebbero fatto meglio a tenerseli stretti, proprio quegli stronzi.

Già attraversare certi periodi è drammatico, farlo pure senza il supporto e il calore umano di qualcuno che ti vuole bene può essere insopportabile.

 

 

  • Mi piace! 2
Inviato
1 ora fa, giuseppe90 ha scritto:

Nei periodi di magra spesso mi sedevo per studiare, leggevo qualche rigo e sbam, puntuale, prima che potessi continuare, la mente veniva invasa dal pensiero della fica, dall'immagine di qualche ragazza vista in giro ed era difficile andare avanti.

Controlla un'istinto e avrai un risultato , reprimilo e ne avrai un'altro.

Sembra la stessa cosa, non funziona allo stesso modo , basta provare. 

what_else
Inviato (modificato)
10 minuti fa, ^'V'^ ha scritto:

Tutto nella vita è uno scambio continuo di valore. 

Se tu dai valore a persone che non ti danno nulla e ti tirano in basso, purché ti stiano accanto e non ti facciano sentire solo, allora sappiamo che dai valore al non stare solo e che sei disposto a pagare le tue possibilità di affermazione in vari campi per non cedere questo valore. 

Tua libera scelta. 

Se per te essere voluto bene da degli stronzi inconcludenti è un valore, perché dai valore all'essere voluto bene, nel momento in cui sai che circondarti di inutili stronzi è un livellamento a tuo sfavore nella vita e un freno in ciò che desideri, quando ne sei edotto, è una tua libera scelta se tenerteli vicini o mandarli a condividere un porcile. 

Il disturbo ciclotimico, caratterizzato dai sintomi che descrivi, forse con troppa leggerezza e facililtà è trattato con farmaci, ma pare, secondo studi scientifici, possa trarre maggior giovamento dalla psicoterapia ad indirizzo cognitivo comportamentale. 

Aiutare le persone a riconoscere in fretta i sintomi iniziali delle due fasi e a modificare gli stili percettivi e cognitivi disfunzionali affrontandone le relative problematiche con il sostegno di un professionista, può essere più funzionale del disperato tenersi stretti degli inutili stronzi. 

 

Perfetto. 

Ragionamento che non fa una pecca.

E sì, do valore all'essere voluto bene anche da degli stronzi inconcludenti su cui posso contare, perché so benissimo cosa significa sentirsi soli in un momento nero, quando tutti ti voltano le spalle.

La mia osservazione sta appunto proprio in questo.

Prima di dire alla gente di allontanarsi da chi non gli dà valore, di accertarsi cosa significhi per loro valore.

E magari spiegargli anche che un professionista può essere molto utile per prevenire fasi nere nella propria vita, ma di certo non sufficiente.

Insomma, quando vengono a chiederti una cura, spiegare per bene anche gli effetti collaterali e i possibili accorgimenti per evitare di incapparci.

 

Modificato da alex5511

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