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Bedauern

Lavori manuali

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Bedauern

Ciao ragazzi, avevo un dubbio: qualcuno ha esperienza di lavori manuali e dei corsi di formazione propedeutici all'apprendimento di tali mansioni?

Vi delineo la mia situazione: sono giovane, anche se di certo non appena uscito da scuola. Dopo aver tentato l'università  (facoltà scientifiche, nonostante la mia preparazione umanistica) ho fatto per qualche mese formazione presso un azienda di programmazione in una grande città, da cui mi sono allontanato per la loro troppa disorganizzazione (dovevo fare tutto da solo) e per i costi troppo elevati per la permanenza; ho, in seguito, cercato di capire se potevo accrescere le mie conoscenze informatiche per lavorare come tecnico hardware o sistemista (so molto di computer, e ho spesso fatto qualche piccolo lavoro a conoscenti che necessitavano di un nuovo pc o di un aiuto) ma delle persone che conoscono bene questi due ambiti mi hanno decisamente dissuaso dal far divenire uno dei due il mio lavoro, a causa della poca remunerabilità degli stessi. 

A questo punto, ho deciso di valutare qualche lavoro manuale non low-skill, ma qualcosa che richieda comunque delle abilità da acquisire, per sfuggire alla falce dell'automatizzazione e della sostituibilità: saldatore, macchinista, operaio specializzato, elettricista (pensavo proprio a quest'ultimo ambito). Il mio obiettivo è ottenere, nel breve termine, uno stipendio decente per essere indipendente, scalare nel tempo, e con un po' di denaro messo da parte, nel lungo termine, eventualmente, aprire magari una mia attività nello stesso settore, o investire in qualche altro business, tornandomene a casa.

Ho trovato delle agenzie e degli istituti di formazione che organizzano corsi professionali ( che constano di 400 ore circa) e che dovrebbero garantire contatti con le aziende, ma non so valutarne la bontà, ed attualmente, nonostante le mie numerose sollecitazioni, non mi hanno ancora fatto sapere nulla, e sarebbero anche corsi a pagamento... 

Che ne pensate? Qualcuno che ha esperienza può fornirmi qualche delucidazione? 

Grazie mille.

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PSY

boh... io proverei a fare così:

vedi nella tua zona cosa c'è, (d'altronde devi andare a lavorare in zona)

guarda quanti professionisti ci sono sugli elenchi tipo pagine bianche

fai una sim nuova tipo ho con 10 euro

chiama con la sim nuova, e dì che hai urgenza medio alta per un appuntamento, ad esempio se hai un problema all'impianto elettrico chiami e chiedi quanto tempo ci vorrebbe e indicativamente quanto pagano per la chiamata. ringrazia e saluta. segnati come stanno messi
e così per le varie categorie di professionisti, es idralico, caldaista, etc etc.

così capisci chi è che ha bisogno di uno nuovo sotto la tua ala, o chi no.

se su 3 idraulici interevistati, ti sembrano dispreati e verrebbero entro 3 ore, significa che di idraulici ce ne sono troppi = inutile fare quel corso.

__________________________

comunque se punti molto in grande, io entrerei nell'ottica di fare il driller su una piattaforma offshore, da qualche parte nel mediterraneo. fisicamente è rischioso e devastante, ma se vuoi fare €6-7000 euro al mese, minimo, è l'unico modo. (ho solo visto gli stipendi, non so poi come funzioni come apprendistato/formazione)

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Crescendo63
On 1/23/2019 at 9:36 PM, Bedauern said:

ho, in seguito, cercato di capire se potevo accrescere le mie conoscenze informatiche per lavorare come tecnico hardware o sistemista (so molto di computer, e ho spesso fatto qualche piccolo lavoro a conoscenti che necessitavano di un nuovo pc o di un aiuto) ma delle persone che conoscono bene questi due ambiti mi hanno decisamente dissuaso dal far divenire uno dei due il mio lavoro, a causa della poca remunerabilità degli stessi.

IMHO il programmatore ha buone possibilità a livello lavorativo. Vedo continue richieste in questo ambito. Se sei portato per il settore, potrebbe valer la pena investire tempo e impegno in quella direzione.

Come sistemista non saprei. Come tecnico hardware forse è vero che finisci nella parte bassa della "catena produttiva", con poche possibilità.

 

Quote

A questo punto, ho deciso di valutare qualche lavoro manuale non low-skill, ma qualcosa che richieda comunque delle abilità da acquisire, per sfuggire alla falce dell'automatizzazione e della sostituibilità: saldatore, macchinista, operaio specializzato, elettricista (pensavo proprio a quest'ultimo ambito).

Su questo settore ho dei dubbi come dipendente:

- Da una parte è vero che molte aziende faticano a trovare persone skilled (ma poi bisogna vedere anche dove: nel nord-est ce ne sono, magari dove vivi tu no)

- Dall'altra, è noto che la produzione industriale in Occidente (e specialmente in Italia) è in continuo declino, quindi il settore si restringe.

 

Invece vedo più opportunità in lavori manuali come indipendente (es. artigiano), perché di quelle capacità ce n'è sempre bisogno: elettricisti, idraulici, ecc. non spariranno mai.

Anzi, al giorno d'oggi anche molti uomini non sanno tenere in mano un cacciavite, quindi serve ancor più lo specialista! 😄

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Neoxxx

Ciao, io sono programmatore e ricevo tantissime offerte di lavoro (soprattutto su Linkedin).

Ho inoltre fatto il colloquio in tutte le aziende del settore della zona e mi sono sono trovato a scegliere fra 4 aziende visto che mi avrebbero assunto tutte e 4. E' però un lavoro abbastanza complesso e deve piacere altrimenti diventa frustrante

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Bedauern

Grazie per le risposte!

Sono appassionato di informatica, ma la programmazione è l'ambito che meno apprezzo di essa, anche se ho potuto constatare, sia durante il periodo di formazione che durante l'esperienza all'università, di esservi portato. Il motivo principale per cui preferirei non addentrarmi in questo campo è il fatto che preferirei lavorare in un settore che mi costringa ad interagire con le persone, con una squadra, in modo da sfruttare il lavoro anche come modo per incrementare le mie abilità sociali, cosa che un mestiere come programmatore non mi consentirebbe di fare; inoltre, non so se mi trovo in errore, ma vedo poche possibilità di scalare. 

I lavori da artigiano mi interessano, anche perché le abilità che si acquisiscono per questi mestieri sono spendibili ovunque, pur essendovi comunque la possibilità di specializzarsi in un ramo. Non so se sia più opportuno fare apprendistato presso qualcuno, o seguire qualche corso di formazione come avevo pensato, visto che sembra essere necessaria anche una qualifica che certifichi quello che si sa fare.

@PSY, grazie, proverò a fare come mi hai detto. Avevo letto delle piattaforme petrolifere, ma le terrei in considerazione per il futuro, perché attualmente non ho neanche il fisico per poter svolgere un lavoro del genere ahahah

 

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Neoxxx

Se ti piace l'informatica puoi sempre provare a fare il consulente. Ti porterà parecchio a girare con clienti e a interagire con loro.

A livello economico ti consiglierei ti proseguire con questa strada piuttosto che quella dei lavori manuali

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TADsince1995

Anche io sono un programmatore. Da 20 anni in modo professionale, ma le prime righe di codice le ho scritte quando la mia età era formata da una sola cifra.

Nonostante io sia partito dal meridione, il lavoro non mi è mai mancato. E' un lavoro bellissimo ma devi prepararti a una disorganizzazione che è endemica nel lavoro stesso e non è necessariamente colpa delle aziende, è la tipologia di lavoro in se che è sostanzialmente caotica, oggi più che mai. Non hai il tempo di imparare un nuovo linguaggio o framework (specialmente nell'incasinatissimo ambito javascript) che ne esce subito un altro e diventa di moda. Devi essere ESTREMAMENTE flessibile mentalmente al giorno d'oggi.

Un tempo la gente imparava un linguaggio e un ambiente, si specializzavano su quello e diventavano esperti, oggi è praticamente impossibile riuscire a seguire tutto. Infatti molti ex programmatori di ambienti legacy, per esempio COBOL, non sono riusciti a uscire da quell'ambito e hanno cambiato mestiere.

Sulle retribuzioni beh, generalmente quello del programmatore viene visto, erroneamente, come una mansione di basso livello, quasi operaia, quindi non è facile raggiungere buoni stipendi se vuoi fare quello da dipendente. Ma in compenso, se sei veramente bravo e hai propensione al rischio, puoi lavorare in proprio da consulente, riuscendo a trovarti la tua nicchia e a farti conoscere puoi chiedere anche belle cifre.

Una persona che conosco, nei suoi primi 20 anni, faceva il panettiere. Si è voluto gettare nell'ambito web e ha imparato bene Angular, un framework JS che oggi va molto di moda. Lavoretto di qua, lavoretto di la, chiama questo, ti chiama quello, alla fine è riuscito ad andare a Milano e l'hanno assunto a oltre 40k l'anno, che non è tantissimo a Milano, ma per un 22 enne è un ottimo punto di partenza.

Ma ripeto: tieni sempre presente che è un lavoro che può essere anche moooolto frustrante. Capita spesso per esempio di dover intervenire su roba scritta da altri che già di per se è stressante, se poi (come è successo a me) ti ritrovi a modificare codice scritto da una donna col ciclo, con metodi lunghi 3500 righe con 22 parametri e tipo una cinquantina di switch e if/else tutte lì dentro maledici il giorno in cui sei nato! 😄

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Marcatone

In internet ci sono millemila articoli che parlano di come l'artigianato stia sparendo, i vecchi che hanno le skills vere vanno in pensione e ci sono pochi giovani che subentrano.

Allo stesso tempo ci sono altri millemila articoli che parlano di quanto tiri il lusso, il made in italy, tutta roba basata sul savoir faire di quei vecchi artigiani ( quindi assolutamente non automatizzabile ) e che fa girare letteralmente miliardi su miliardi.

Se fai 1+1 e trovi i poli produttivi di questi settori ti troverai davanti a un mondo dove c'è letteralmente troppo lavoro, altro che disoccupazione.

A me mi sono sempre piaciuti l'arte e l'artigianato e ad un certo punto mi sono stufato di fare lavori detestabili e mi sono spostato per mettere a frutto la mia passione e la mia manualità ( che serve, te la fai con il tempo ma ho anche visto gente totalmente negata )

Dove la richiesta è tanta trovi senza problemi corsi gratuiti organizzati dalle regioni o da enti vari ( se hai soldi da investirci però è meglio perché magari ne trovi di più specifici o fatti meglio ). Questi non ti insegnano il lavoro ma sono utilissimi per capire cosa stai facendo e ti mettono in contatto con le aziende dove imparerai davvero come si lavora.

E ci sono buone prospettive di far carriera se entri in aziende grosse e famose, puoi arrivare a prendere davvero un mucchio di soldi ( anche se mi sembra proprio ci voglia una dedizione al lavoro che per quanto mi riguarda mi viene da dire anche un po' sti cazzi )

Poi dipende da cosa ti piace. Nella moda c'è tantissimo, ma immagino che altri settori simili come per esempio il mobile ( arredamento ) sia messo più o meno allo stesso livello.

 

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Bedauern
Il 26/1/2019 alle 17:51 , Neoxxx ha scritto:

Se ti piace l'informatica puoi sempre provare a fare il consulente. Ti porterà parecchio a girare con clienti e a interagire con loro.

A livello economico ti consiglierei ti proseguire con questa strada piuttosto che quella dei lavori manuali

Il consulente è un elemento esterno che racchiude in sé le figure del sistemista, programmatore, web designer e tecnico hardware, giusto?

Il 26/1/2019 alle 21:13 , TADsince1995 ha scritto:

Anche io sono un programmatore. Da 20 anni in modo professionale, ma le prime righe di codice le ho scritte quando la mia età era formata da una sola cifra.

Nonostante io sia partito dal meridione, il lavoro non mi è mai mancato. E' un lavoro bellissimo ma devi prepararti a una disorganizzazione che è endemica nel lavoro stesso e non è necessariamente colpa delle aziende, è la tipologia di lavoro in se che è sostanzialmente caotica, oggi più che mai. Non hai il tempo di imparare un nuovo linguaggio o framework (specialmente nell'incasinatissimo ambito javascript) che ne esce subito un altro e diventa di moda. Devi essere ESTREMAMENTE flessibile mentalmente al giorno d'oggi.

Un tempo la gente imparava un linguaggio e un ambiente, si specializzavano su quello e diventavano esperti, oggi è praticamente impossibile riuscire a seguire tutto. Infatti molti ex programmatori di ambienti legacy, per esempio COBOL, non sono riusciti a uscire da quell'ambito e hanno cambiato mestiere.

Sulle retribuzioni beh, generalmente quello del programmatore viene visto, erroneamente, come una mansione di basso livello, quasi operaia, quindi non è facile raggiungere buoni stipendi se vuoi fare quello da dipendente. Ma in compenso, se sei veramente bravo e hai propensione al rischio, puoi lavorare in proprio da consulente, riuscendo a trovarti la tua nicchia e a farti conoscere puoi chiedere anche belle cifre.

Una persona che conosco, nei suoi primi 20 anni, faceva il panettiere. Si è voluto gettare nell'ambito web e ha imparato bene Angular, un framework JS che oggi va molto di moda. Lavoretto di qua, lavoretto di la, chiama questo, ti chiama quello, alla fine è riuscito ad andare a Milano e l'hanno assunto a oltre 40k l'anno, che non è tantissimo a Milano, ma per un 22 enne è un ottimo punto di partenza.

Ma ripeto: tieni sempre presente che è un lavoro che può essere anche moooolto frustrante. Capita spesso per esempio di dover intervenire su roba scritta da altri che già di per se è stressante, se poi (come è successo a me) ti ritrovi a modificare codice scritto da una donna col ciclo, con metodi lunghi 3500 righe con 22 parametri e tipo una cinquantina di switch e if/else tutte lì dentro maledici il giorno in cui sei nato! 😄

Grazie per la tua ricca testimonianza! La programmazione è la sfera dell'informatica che meno prediligo, e quindi non so quanto riuscirei a reggere il lavorare su una catena di if else e switch ahahah; comunque, in un'ottica da consulente informatico, che non si occupa solo di sviluppo software, potrei trovarla più piacevole.

Il 26/1/2019 alle 22:11 , Marcatone ha scritto:

In internet ci sono millemila articoli che parlano di come l'artigianato stia sparendo, i vecchi che hanno le skills vere vanno in pensione e ci sono pochi giovani che subentrano.

Allo stesso tempo ci sono altri millemila articoli che parlano di quanto tiri il lusso, il made in italy, tutta roba basata sul savoir faire di quei vecchi artigiani ( quindi assolutamente non automatizzabile ) e che fa girare letteralmente miliardi su miliardi.

Se fai 1+1 e trovi i poli produttivi di questi settori ti troverai davanti a un mondo dove c'è letteralmente troppo lavoro, altro che disoccupazione.

A me mi sono sempre piaciuti l'arte e l'artigianato e ad un certo punto mi sono stufato di fare lavori detestabili e mi sono spostato per mettere a frutto la mia passione e la mia manualità ( che serve, te la fai con il tempo ma ho anche visto gente totalmente negata )

Dove la richiesta è tanta trovi senza problemi corsi gratuiti organizzati dalle regioni o da enti vari ( se hai soldi da investirci però è meglio perché magari ne trovi di più specifici o fatti meglio ). Questi non ti insegnano il lavoro ma sono utilissimi per capire cosa stai facendo e ti mettono in contatto con le aziende dove imparerai davvero come si lavora.

E ci sono buone prospettive di far carriera se entri in aziende grosse e famose, puoi arrivare a prendere davvero un mucchio di soldi ( anche se mi sembra proprio ci voglia una dedizione al lavoro che per quanto mi riguarda mi viene da dire anche un po' sti cazzi )

Poi dipende da cosa ti piace. Nella moda c'è tantissimo, ma immagino che altri settori simili come per esempio il mobile ( arredamento ) sia messo più o meno allo stesso livello.

 

Grazie, mi hai fornito spunti su settori che non avevo affatto presente. Tu lavori in ambito moda?

Comunque, domani vedo di fare come mi ha suggerito Psy, in modo da avviare una scrematura.

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