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Liberiamo i pc nuovi da Windows preinstallato!


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Inviato (modificato)

E' una iniziativa, lanciata da Renzo Davoli, per la liberalizzazione del software preinstallato sui PC. Si tratta di una proposta di liberalizzazione rivolta al Ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, e ai suoi collaboratori. Per sostenerla è stata lanciata anche una petizione, che vi invito a firmare e da cui riporto questo estratto:

Occorre una legge che contenga le seguenti norme:

1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell’hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d’uso del software eventualmente in dotazione.

2) È consentito all’utente di rinunciare all’acquisto della licenza per il software e pagare solamente il prezzo dell’hardware.

3) Il prezzo indicato per la licenza d’uso del software deve essere realistico. Più precisamente, dalla proposta: È consentito altresì a sole aziende che costruiscono o assemblano computer (non a privati) l’acquisizione della sola licenza d’uso al prezzo indicato per la licenza stessa in offerte pubbliche al più incrementato del 30% e per un numero minimo di 30 copie o comunque di 30 volte il quantitativo offerto se si tratta di offerte per la vendita congiunta di più elaboratori corredati di software.

Questa iniziativa che segnaliamo si potrebbe anche chiamare “Il computer è mio e lo gestisco io”, parafrasando un noto slogan femminista.

Supponiamo che tu compri un PC; nel momento in cui l’hai scelto, pagato e ritirato, esso diventa tuo. Se è tuo, vuoi decidere tu cosa fa e come. In un computer, cosa fare e come farlo è deciso soprattutto dal software, in particolare dal sistema operativo.

Un computer non è come una lavatrice. In generale, una lavatrice (o un qualsiasi elettrodomestico) funziona esclusivamente con il software presente nella propria circuiteria interna; è progettato per questo tipo di funzionamento.

I computer che la stragrande maggioranza della gente usa derivano (a parte gli Apple) dal PC IBM, lanciato sul mercato nel 1981. Già allora il PC non fu progettato come una lavatrice, per funzionare con un solo tipo di software: il PC IBM infatti supportava 3 sistemi operativi diversi, PC-DOS (o semplicemente DOS) di Microsoft, p-System dell’UCSD (University of California - San Diego) e CP/M-86 di Digital Research. Questo fu un aspetto abbastanza innovativo per l’epoca, dove era normale che altri tipi di computer (mainframe e minicomputer, ad esempio) venissero venduti (anche dalla stessa IBM) come blocco unico di hardware e software. Il team di sviluppo del PC (che lavorava staccato dal resto di IBM) scelse invece questa strada, e questa ed altre caratteristiche resero il PC un grande successo.

Oggi, 26 anni dopo, paradossalmente c’è, in un certo senso, meno libertà su questo aspetto. Acquistare un PC fisso senza il sistema operativo preinstallato è possibile, ma quasi sempre al costo di doversi scegliere la configurazione manualmente. Più raro è che si possa scegliere una computer già assemblato (sopratutto da parte di grandi marchi) chiedendo di non avere il sistema operativo installato. Il rivenditore, di solito, non farà queste cose se il computer gli è già arrivato con il sistema preinstallato. Con i notebook le cose si complicano ulteriormente, visto che non è possibile, per l’utente “medio”, ordinare pezzi ed assemblarsi un notebook in casa.

L’alternativa sarebbe, alla prima accensione del computer, segnalare al sistema operativo (sto parlando di Microsoft Windows, ovviamente) che non si vuole accettare la licenza d’uso, dopodiché contattare il produttore o il rivenditore per ottenere il rimborso della licenza di Windows, come la stessa licenza di Windows permette. E qui cominciano i guai. Esistono molti casi documentati di utenti che per rimuovere Windows dai propri PC nuovi hanno avuto vere e proprie odissee, in continui giochi di scaricabarile fra rivenditori, produttori e Microsoft stessa.

Pare che negli ultimi tempi la situazione sia migliorata, ed ottenere il rimborso sia più facile.

Il problema, però, è un altro. Tranne poche eccezioni, chi compra un PC deve PRIMA comprarlo con Windows preinstallato, e POI rinunciare al suo uso e ottenere il rimborso della licenza, se vuole rimuoverlo. Non dovrebbe essere questa la procedura. Dovrebbe SEMPRE essere possibile PRIMA scegliere un computer e POI scegliere quale sistema operativo pre-installare in esso, o scegliere di non pre-installarne nessuno.

Anche Apple, che a differenza di IBM ha sempre prodotto computer e sistema operativo insieme, ha di recente accettato ufficialmente

il fatto che sui propri computer venisse utilizzato un sistema operativo diverso dal proprio. Da quando i computer Apple montano CPU Intel (le stesse dei PC), infatti, esiste un software di Apple, BootCamp, concepito specificamente per assistere l’utente nell’installazione di Windows sul proprio computer Apple. Apple dovrebbe includere BootCamp nella prossima versione del proprio sistema operativo, Mac OS X 10.5, in uscita entro la fine dell’anno.

Il problema del sistema operativo può essere esteso a tutto l’ambito del software. È comune trovare preinstallati sui PC, in particolare sui notebook, Microsoft Office o parti di esso, e l’eventuale rimborso della licenza di Windows dovrebbe includere anche la licenza di Office, che di solito costa molto di più. Non sappiamo se questo avvenga, però. Tutto questo non ha giustificazione. Non esiste solo Windows come sistema operativo per PC: esistono molte alternative, anche con licenze d’uso gratuite e/o aperte, come GNU/Linux e FreeBSD. Non esiste solo Office, ma anche ad esempio OpenOffice, anch’esso dotato di licenza d’uso gratuita e aperta. Perché vincolare, di fatto, l’utente del PC ad una scelta obbligata sul software del SUO computer, se esistono alternative?

Da questo ragionamento parte questa iniziativa, lanciata da Renzo Davoli, professore associato presso il Dipartimento di Scienze dell’Informazione dell’Università di Bologna. Egli ha formulato una proposta di liberalizzazione del software, indirizzata al ministro Bersani e mirante ad ottenere questa libertà nell’uso del software sul proprio computer. Ha anche lanciato una petizione per sostenere la proposta.

Riteniamo molto importante questa libertà, che magari interessa pochi utenti di PC, ma che non lederebbe, se accordata, i diritti di tutti gli altri; anzi, aprendo una vera concorrenza (almeno in Italia) sul software per PC, si spingerebbero nuove software house a proporre i loro prodotti, convincendo i produttori già presenti sul mercato a rendere più convenienti i propri, con evidente vantaggio per tutti.

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Firmate la petizione!! h**p://www.petitiononline.com/liberasw/petition.html

Modificato da DoMiNo
L
Inviato

Concordo su tutto, non è concepibile che il sistema operativo venga imposto dalla casa produttrice del pc. Speriamo che la petizione vada in porto :testone2:

seduttore
Inviato (modificato)

Cosa giustissima. Ma io sono anni che mi compro pc assemblati dicendo al venditore che non voglio il sistema operativo pre istallato.

In ogni caso buona la proposta nello spirito (come ogni proposta di liberalizzazione)

Modificato da seduttore
XAX
Inviato
Occorre una legge che contenga le seguenti norme:

1) Nella vendita di personal computer il prezzo dell’hardware deve essere riportato con voce distinta rispetto al prezzo della licenza d’uso del software eventualmente in dotazione.

Allora, tocca stare attenti a questo tipo di petizioni in quanto si possono trasformare in una "vittoria di Pirro"

(cfr. http://it.wikipedia.org/wiki/Vittoria_di_Pirro)

Ho una "certa" esperienza nell'acquisto di portatili all'ingrosso.

Il prezzo del S.O. preinstallato segue delle regole molto diverse dalla vendita di software, sia OEM che in licenza per utete finale.

Gli accordi tra le case produttrici e M$ fanno si che quasi te lo regalino in confronto al costo del portatile.

Non è possibile separare il prezzo in quanto se venisse valutato al pari del prezzo dilistino, la casa produttrice dell'hardware perderebbe dei soldi.

A conti fatti, se togliessimo l'effettivo costo del SO, i portatili costerebbero quasi come adesso.

Inoltre le logiche del costo di windows sono pazzesche.

Spesso per portstili "simili" nelle caratteristiche, potevo trovare anche 200-250 euro di differenza tra XP Professional ed Home.

Su Vista le differenze sui portatili sono quasi mitigate ma, vi assicuro, non sarebbe così conveniente togliere il SO dai computer.

:testone2:

Inoltre il mercato non è calmierato.

Sono prezzi di vendita liberi.

Sarebbe più un dispetto per MS e, come sempre, potrebbero uscire delle offerte periodiche in cui computer liscio e computer + Win, costerebbero quasi lo stesso prezzo.

Chi si mette a fare l'eroe comprando quello "liscio" per risparmiare pochi euro?

:D

Fantasy
Inviato

Bella petizione! Vorrei a proposito lanciare un argomento. Immaginate che UE decida quale sia lo standard per i documenti ufficiali, dopo avere selezionato con cura un pool di esperti informatici.

UE ora stabilirebbe le caratteristiche di:

1) documenti di testo

2) fogli elettronici

3) presentazioni

4) database

Ora, chiunque fornisse un pacchetto Office con questi requisiti, sarebbe a posto con la coscienza. Gli utenti potrebbero liberamente scegliere tra Openoffice e marciosoz orifice in base alle caratteristiche o al valore aggiunto!!!

Questa si che sarebbe la vittoria alle termopili del SW libero!

Penso che l'associazione del sw libero se ne stia gia' occupando. Tuttavia potremmo lanciare noi la petizione, che dite???

FantasyX

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