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NoMoreMrNiceGuy

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Salve

Sono poco presente sul forum ma ho deciso di creare un diario per lavorare sugli esercizi di “No More Me Nice Guy!” libro di R.Glover. Uno dei consigli di base è quello di farsi assistere nel processo di cambiamento e quindi userò questo diario a tale fine.

ESERCIZIO #1

Why would it seem rational for a person to try to eliminate or hide certain things about himself and try to become something different unless there was a significant compelling reason for him to do so?

Sembra razionale eliminare o nascondere alcune parti di sè perché ritenute inaccettabili socialmente. C’è la paura che se tali aspetti di se fossero noti o visibili, verrebbero rifiutati, sviliti, criticati. L’idea è di non essere in grado di  sopportare la vergogna di essere visti per quello che si è. Alcuni di questi aspetti sono giudicati negativi, schifosi, vergognosi. L’idea è che se raggiungessi uno standard di comportamento e carattere, allora mi sentirei a mio agio, e gli altri desidererebbero la mia compagnia.  Gli insuccessi affettivi (donne che non hanno voluto rivedermi, le volte che mi sono sentito ansioso o timido, la vita da “player” o da figo che non ho avuto) sono interpretati come spiegazione chiara di una mia difettosità caratteriale e morale. “Se fossi stato diverso” forse sarei stato accettato, forse sarei stato figo, forse avrei avuto donne facilmente. Se fossi stato più simpatico, più spigliato, meno ansioso, meno indeciso, forse sarei piaciuto e non avrei dovuto sforzarmi tanto. Altri aspetti di me non rispecchiano un mio ideale: l’uomo sicuro di se, che si fa valere, che sa cosa vuole. Invece mi sono trovato diverso da quello che immaginavo: insicuro, ansioso, a tratti passivo, dipendente. Questo lati di me mi sono risultati inaccettbili sia a livello soggettivo che sociale, quindi voglio nasconderli e cambiarli. L’idea che io possa essere imperfetto è inaccettabile e imbarazzante. Temo di perdere il controllo e di essere ferito e criticato. Quindi cerco di eliminare o nascondere questi lati di me stesso.

Why do people try to change who they really are?

Le persone cercano di cambiare quello che sono in parte perché intravedono delle versioni migliori di se. Pensano di poter migliorare. Ciò è positivo. Allo stesso tempo però pensano anche che, così come sono, non sono in grado di raggiungere i propri obiettivi, o nono sono accettabili agli altri. Pensano che, così come sono, d essere ripugnanti, inaccettabili, non desiderabili ed esclusi. Credono di non meritare affetto per quello che sono, come sono. Quindi cercano i cambiare. A livello sociale c’è un ampia spinta a criticare e giudicare alcune caratteristiche (debolezza, indecisione, desiderio di affetto, passività) che, se forse non ottimali dal punto di vista pratico, sono comunque caratteristiche umane. Quindi c’è un ulteriore rinforzo ad eliminare tali caratteristiche di se. Quindi la gente cerca di cambiare ciò che è per apparire accettabile ai propri stessi occhi, ed  quello degli altri, di cui teme il rifiuto e la critica. 

 

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IlTroio

there must be something wrong about me because...”

Non sono in grado di attrarre le donne che voglio

a volte mi sento timido o bisognoso

spesso non so cosa dire

non ho il successo lavorativo che vorrei

non ho una mia impresa

sono vittima delle mie emozioni

mi sento timido

le donne non mi cercano quanto vorrei

non sono in grado di raggiungere i miei obiettivi

procrastino molto

sono disorganizzato e inefficiente

sono grasso

non mi piace il mio lavoro 

provo sentimenti di disprezzo verso ciò che ho e verso la mia vita

mi sento frustrato

provo rabbia verso di me stesso

non riesco a godere Durante il sesso

mi vergogno di me

non sono in grado di prendere responsabilità per la mia vita

non sono in grado di decidere cosa fare

sono depresso e ansioso

“I am only good enough and lovable when...”

 una donna ci sta con me

faccio ridere la gente

ci sono per i miei

non sbaglio

non faccio errori

non mostro debolezze

non vengo rifiutato

non mi lamento

sono positivo

sono in forma

raggiungo i miei obiettivi

non perdo mai tempo

non sono depresso

ho successo

sono di buona compagnia

piaccio alla gente

faccio ridere

sono estroverso

intrattengo le persone

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Esercizio #3

Scrivi i messaggi che indicano che non è OK essere come sei. Scrivi cosa senti mentre li scrivi.

Mia madre che dice che mio padre pensava con il cazzo. >> emozione = rabbia, vergogna. La rabbia la provo come tensione muscolare nelle tempie, nella mandibola. La vergogna a livello del capo, del petto.

Mia madre che dice che ci ha abbandonati >> emozione = tristezza, rabbia. La rabbia (verso mia madre) è nel petto, nella mandibola, nelle braccia. La tristezza è nel petto, nel capo, la sento come pesantezza, carenza di energie. Provo demoralizzazione, scoramento.

Mia madre che critica gli uomini che lasciano la famiglia. Mia madre che dice che ce la ha dovuto fare tutta sola. >> emozione = rabbia, irritazione.

Mia madre che è triste. >> emozione = lieve tristezza, lieve senso di colpa, ma ma anche paresi emotiva, disinteresse. La tristezza è lieve, è pesantezza nel corpo nelle membra e negli occhi. Il senso di colpa è una chiusura nel petto. Il disinteresse è un senso di neutralità nel torace, nella fronte.

Mio padre che dice che devo smettere di lagnarmi e farcela da solo. >> emozione = rabbia, rifiuto, solitudine. 

Una ragazzina che mi ha schernito da piccolo perché chiamavo la mamma al telefono. >> emozione = vergogna, senso di piccolezza, rabbia. 

Una ragazzina che mi ha schernito perché pensavo ai Pokemon. >> emozione = vergogna

Gli altri ragazzi più grandi che "ci sapevano fare".  >> emozione = senso di esclusione, senso di impotenza

La società che da l'immagine dell'uomo carismatico che ha successo con le donne.  >> emozione = invidia, senso di impotenza e sopraffazione, ansia

La società (TV etc..) che mostra l'uomo desideroso di sesso come "negativo" e da redimere.  >> emozione = vergogna, senso di rabbia

La società che mostra l'uomo debole ed in difficoltà come uno da schiacciare.>> emozione = vergogna, impotenza, esclusione

La società che da standard di successo irraggiungibili. >>> emozione = impotenza, sopraffazione

Frasi come "se vuoi puoi", "devi crederci" "meglio solo che mal accompagnato"  >> emozione = sopraffazione, colpa, impotenza

La società che indica che la timidezza è un difetto >> emozione = vergogna, imbarazzo, impotenza

La banalizzazione dei miei problemi da parte di amici, parenti, conoscenti >> emozione = esclusione, vergogna

la religione che nega gli istinti e li giudica come immorali >> emozione = colpa

Le persone che mi dicono che "dovrei essere felice del mio lavoro" >> emozione = colpa, vergogna

Le donne che mi dicono "vuoi solo quello" >> emozione = vergogna, imbarazzo

La TV che mostra che solo i "bad boys" hanno successo >> emozione = impotenza, esclusione

Molti articoli di seduzione che indicano modi di cambiare per poter avere successo, che indicano la necessità di essere diversi da sé, di dover migliorare, di non dovere mostrare mai segni di debolezza, di non essere mai dipendenti, di essere senza emozione >>> emozione = rabbia, sopraffazione

Il mondo del miglioramento personale che indica la necessità di essere perfetti e sicuri e di eliminare i propri difetti >> emozione = colpa, vergogna, rabbia

L'idea morale giudeo-elleno-cristiana-razionalistica dell'uomo virtuoso >>> emozione = colpa, impotenza, vergogna, demoralizzazione

L'archetipo dell'eroe, dell'uomo di successo, dell'uomo forte >> emozione = impotenza, sopraffazione, piccolezza, frustrazione, demotivazione, demoralizzazione

 

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Riflessione

Dopo questi primi esercizi, ho osservato che ci sono multipli messaggi che creano in me sentimenti di demoralizzazione, ansia, frustrazione, colpa, vergogna. Sicuramente pensare tali messaggi, e credere che sono veri, diminuisce il mio senso di sicurezza personale, di benessere, di autostima. Tali messaggi ritorneranno dentro di me, spesso. Saranno stimolati in particolare da dinamiche relazionali (con le donne, con i miei, con gli amici, con i colleghi), nel sesso, ma anche quando mi confronto con sfide per me nuove (creazione business online, scelte di vita quale cambiare paese), e nel rapporto con me stesso (dialogo interno, autovalutazione). Quello che posso fare è, quando tornano, rendermene conto, e focalizzarmi sulla realtà, oltre che darmi messaggi più positivi e realistici. 

L'idea di essere diverso da quello che sono sembra fondata sulla paura, ma è forte l'idea che, come sono, non vado bene. Posso provare a essere come sono e vedere cosa succede. 

Infine, queste nuove idee (ovvero la possibilità che IO VADA BENE COME SONO, IN OGNI DIFETTO O PREGIO), io le percepisco con incredulità, dubbio, dissonanza cognitiva, contrasto interno, non ci credo, mi dico "non è così, ci perderò qualcosa" e mi sento ansioso, perduto, senza controllo, impaurito all'idea di provare a fregarmene di cosa pensano gli altri, a essere ciò che sono, a lasciare andare il tentativo attivo di cambiare o di essere diverso da quello che sono. Posso provare a lasciare tali emozioni avvenire e vedere cosa succede, se è veramente così terribile, o se non succede nulla. Un dubbio particolare è quello "come faccio a sapere quando sono me stesso, o quando posso far di meglio?". L'idea è forse di cercare di fare di meglio, ma smettendo di giudicare negativamente ciò che sono ora. E' giusto e buono migliorare, ma forse è meglio vederlo come un interessante esperimento (NON OBBLIGATORIO) nella realtà, rispetto all'usuale negazione del mio essere. E' un esperimento, un fare qualcosa in più, perché vado bene così.

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Riprendo in mano l'esercizio numero 1

"perché dovrebbe essere sensato per un individuo nascondere od eliminare parti di sé?"

Le ragioni interne sono molteplici. C'è la paura che, se è come è in tutte le sue parti, potrebbe essere rifiutato, criticato. Alla base di questo c'è la paura di essere abbandonati, di essere sviliti, umiliati. C'è la paura di sentirsi soli, piccoli, deboli, di non sapersi difendere. C'è l'immagine di sé soli, umiliati. Ancora peggiore è l'immagine di non sapersi difendere, di rimanere a bocca chiusa, imbarazzati e con vergogna, di essere sotto gli occhi di tutti che guardano e ridono, e ci sono i messaggi "sei un fallito, sei ridicolo, sei uno sfigato, sei un debole, sei incapace socialmente". Questi messaggi sono presenti già nella mia mente, e mi fanno provare emozioni di demoralizzazione, di demotivazione, di ansia, di vergogna. Questi sono messaggi che ci sono in me. Me li continuo a ripetere in modo più o meno conscio. Quindi un individuo nasconderebbe o eliminerebbe le parti di sé che, se viste, potrebbero evocare questi sentimenti. Mi viene da dire che sembra banale nascondere delle parti di sè per evitare delle situazioni che, descritte, non sembrano davvero temibili. Comunque un altro motivo per il quale un individuo nasconderebbe parti di sè o le eliminerebbe è che pensa di dover esser perfetto. Ha un'immagine della propria vita ideale, e vedersi come diverso da tale immagine crea tristezza, sofferenza, vergogna. E' il paragone. E' l'idea che una persona debba essere perfetta. Che il successo personale venga solo dalla perfezione. C'è l'idea che posso essere apprezzabile od amabile, o degno di interesse da parte degli altri, e delle donne in particolare, solo se sono perfetto, se sono in un certo modo. C'è l'idea di base che io non posso piacere alle donne, alle persone, che di base sono diverso, che sono unicamente diverso, che sono sfortunato, che non so farci, che non piaccio. A scrivere questo mi viene da sentire che è vero, mi sembra di vedere che tutte le mie esperienze confermano tale fatto (anche se, in realtà, non lo confermano). Che le volte che le donne mi hanno apprezzato, dato affetto, che sono venute con me a letto, che mi hanno voluto, desiderato, amato, in realtà non mi hanno voluto davvero, ma si sono ingannate davanti alla mia insufficienza e essere immondo. Quindi con una credenza di base del genere, che sono immondo, che faccio schifo, che sono sbagliato, è chiaro che voglia nascondermi. Poi, le esperienze negative, o di fallimento (nate come conseguenza di tale credenza) vanno a confermare la mia credenza. Sicuramente posso mettermi alla prova, conoscere persone, ed addirittura esternare tali cose che nascondo. In effetti con le ragazze con le quali mi sono reso trasparente, mi sono sentito più accettato. 

"perché sembra razionale che le persone cambino?"

Sembra razionale perché l'idea "razionale" perché in parte la società schernisce e nega quelle parti di me che voglio nascondere: il mio vissuto di debolezza verso le donne, la mia sensazione di fallimento, la mia depressione, il mio desiderio di affetto, la mia ossessione con le donne, il mio fallimento con la ricerca di cambio lavoro, il mio fallimento con i tentativi di fare business online, la mia paura di non farcela, il mio forte legame con i miei, la mia paura di cambiare città, di andare all'estero, di essere solo, il senso di colpa verso i miei. 

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senza nome

A spanne hai un problema di personalità, dipende anche dell'età tuttavia ed ovviamente.

Cioè il tuo io non è formato, non è solido, quindi necessiti di certi feedback per andare avanti.

Se così fosse, sarebbe ben più complesso di non mr nice, perché non è un fatto culturale appreso che ti fa comportate in taluni modi, ma sono lacune abbastanza importanti in te stesso.

Se hai modo va da uno psicoterapeuta, se non lo hai, non riuscirai a superare i tuoi problemi con un approccio olistico.

Accantona donne e lavoro (se campi di stipendio per il momento prenditi quello e non fare voli pindarici), inizia dal rapporto con te stesso e con i tuoi generati, quando inizierei ad essere più solido affronta il resto.

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IlTroio
Posted (edited)
On 8/11/2019 at 11:07 PM, senza nome said:

A spanne hai un problema di personalità, dipende anche dell'età tuttavia ed ovviamente.

Cioè il tuo io non è formato, non è solido, quindi necessiti di certi feedback per andare avanti.

Se così fosse, sarebbe ben più complesso di non mr nice, perché non è un fatto culturale appreso che ti fa comportate in taluni modi, ma sono lacune abbastanza importanti in te stesso.

Se hai modo va da uno psicoterapeuta, se non lo hai, non riuscirai a superare i tuoi problemi con un approccio olistico.

Accantona donne e lavoro (se campi di stipendio per il momento prenditi quello e non fare voli pindarici), inizia dal rapporto con te stesso e con i tuoi generati, quando inizierei ad essere più solido affronta il resto.

Ciao grazie del feedback sicuramente sono conscio che non inizi e finisca tutto nelle donne e apprezzo parte del consiglio.

Mi sembra chiaro che in un forum di auto-miglioramento ci sia qualcosa (o molto) da migliorare :).

D'altra parte diagnosticare un disturbo di personalità è un fatto complesso che richiede competenze specifiche e svariate sedute anche in setting terapeutico. Te lo specifico perché le diagnosi fatte a gamba tesa sono un errore spesso commesso anche dai professionisti del campo 😉

Edited by IlTroio

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senza nome
16 minuti fa, IlTroio ha scritto:

Ciao grazie del feedback sicuramente sono conscio che non inizi e finisca tutto nelle donne e apprezzo parte del consiglio.

Mi sembra chiaro che in un forum di auto-miglioramento ci sia qualcosa (o molto) da migliorare :).

D'altra parte diagnosticare un disturbo di personalità è un fatto complesso che richiede competenze specifiche e svariate sedute anche in setting terapeutico. Te lo specifico perché le diagnosi fatte a gamba tesa sono un errore spesso commesso anche dai professionisti del campo 😉

Sei andato da un professionista del campo?

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IlTroio
1 minute ago, senza nome said:

Sei andato da un professionista del campo?

Si, ma te lo dico perché indipendentemente dal mio caso specifico, appioppare diagnosi richiede competenza. 

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senza nome
Posted (edited)
1 minuto fa, IlTroio ha scritto:

Si, ma te lo dico perché indipendentemente dal mio caso specifico, appioppare diagnosi richiede competenza. 

Ok, ma cosa ti ha detto?

PS certo hai ragione.

Edited by senza nome

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