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handyman

Autostima costruita nella propria camera VS Realtà

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handyman

L'autostima, un concetto che sembra fondamentale nella seduzione (e non solo, in tutti gli ambiti della vita): certo, perchè se non stimi te stesso, se non ami te stesso.. come puoi pretendere che un altro essere umano possa amarti o avere stima di te?
perchè si riduce tutto a questo alla fine, giusto?

Bene, e quindi che si fa se questa benedetta autostima è bassa o addirittura pari a zero? (in base poi a quale scala? boh)
Bè si inizia a lavorarci sopra, si prende consapevolezza di se stessi e del proprio valore, si leggono magari libri (un bel pò nel mio caso) e articoli, si ascoltano audio e si guardano video.... chiusi nella propria cameretta!

E che succede quando si esce fuori, quando si affronta veramente la realtà? Che tutti quei concetti che hai letto, studiato e che hai cercato di assimilare sembrano svenire, sembrano cancellarsi quando devi affrontare un progetto importante al lavoro, quando vedi una bella ragazza in strada che vorresti approcciare con tutto te stesso e non trovi il coraggio di buttarti, quando ti perdi nel cercare di raggiungere un obiettivo.

E allora si dirà che l'autostima si costruisce sul campo, con le esperienze? Benissimo, è sul campo che si cresce e si fanno le ossa!!
Ma allo stesso tempo i fallimenti, i pali, le cadute, le sconfitte metteranno a dura prova quel poco di autostima e di fiducia in se stessi che vagamente (e magari illusoriamente) ci siamo conquistati.

Quindi, come si trova l'equilibrio (semmai esiste) in questa sfida?

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PapuPetagna

La vita dev’essere come un romanzo di formazione. Inizi in un modo ma poi attraverso varie esperienze cambi e ne esci diverso, più forte di prima. Per cui non mi fossilizzerei tanto sul concetto di autostima ma cercare di vivere le situazioni il più possibile, in particolar modo quelle che evitiamo per paura. Solo così si cresce

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Sagittair

Io non parlerei di cameretta VS realtà, è un confronto di cui spesso si abusa su questo forum per avvalorare la tesi che se non ci si fa le ossa sul campo, non si cresce, non "si sviluppa l'autostima" ( che brutta frase questa, sviluppare l'autostima... quando invece la stima per se stessi, quella autentica... arriva da dentro...).

Comunque ... siamo proprio sicuri che la "cameretta" abbia così poco valore? 

io invece di chiamarla cameretta/libri/etc.. la chiamerei piuttosto conoscenza. Quindi il nostro VS diventa, CONOSCENZA VS Realtà.

La realtà possiamo tranquillamente chiamarla AZIONE 

E poi direi anche che più che essere un versus, un contrasto è un &, un associazione.

Quindi alla fine  CONOSCENZA & AZIONE

Ecco, questa secondo me è la formula magica

Senza conoscenza, senza quello stimolo di base che ti ha permesso di iscriverti a questo forum, cercare del materiale, documentarti, aprire la mente, non saresti qua a discutere di tutto questo con altre persone 

E senza azione, non saresti in grado di dare alcun peso alle parole che vengono spese a riguardo. Il tuo stesso livello di conoscenza sarebbe comunque troppo sterile, accademico, stilisticamente perfetto ma dannatamente artificioso ed inconsistente.

L'autostima di cui parli invece è davvero una bel soggetto, si potrebbe parlare per ore nel tentativo di identificare cosa sia o meno. Diciamo per ora, che è il prodotto della reazione innescata da CONOSCENZA ed AZIONE. 

Chi dice che essa "si sviluppa" principalmente sul campo sulla base della forza data dai successi, la confonde con l'ego. In realtà l'autostima la sviluppa molto di più un insuccesso. E' quello il vero motore per la crescita. Il successo ti lascia nella tua zona di comfort, insomma... perché dovresti muovere il culo se ottieni già ciò che volevi? 

E qui cadono a fagiolo due esempi:

Il natural, colui che per un motivo o per l'altro ha successo, ma non ha mai raggiunto la consapevolezza di ciò che sta facendo e per quale motivo lo stia facendo. Egli ha successo e tanto gli basta. La sua non è autostima, è ego. Nel momento in cui inzierà a sperimentare qualche insuccesso dubiterà di se stesso e non vi sarà realmente nulla di solido a cui potrà aggrapparsi. Principalmente egli non possiede conoscenza.  

Il topo da biblioteca, colui che conosce a menadito tutti i manuali di seduzione esistenti al mondo, che sa benissimo dirti cosa dovresti fare in qualsiasi situazione senza alcun dubbio ed esitazione, su di un forum, con i sui amici, etc tuttavia... quando si trova a un metro da una bella ragazza a cui vorrebbe parlare se ne scappa a mille km di distanza oppure anche se ottiene minimi risultati sperimenta costantemente l'insuccesso. Ecco, questo soggetto non possiede assolutamente una solida autostima, conosce l'insuccesso e probabilmente conosce ed identifica anche tutti i motivi, ma per una qualche astrusa ragione non sa come cavarsene fuori. Il fatto è che non si è mai realmente messo in gioco completamente, si è sempre tenuto a debita distanza dal pericolo e per questo motivo non lo conosce realmente.        

Concludendo... l'autostima è una piantina che va coltivata a conoscenza ed azione per poter diventare un bel albero con radici solide e sopravvivere alle tempeste della vita. 

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ganimede
16 ore fa, handyman ha scritto:

L'autostima, un concetto che sembra fondamentale nella seduzione (e non solo, in tutti gli ambiti della vita): certo, perchè se non stimi te stesso, se non ami te stesso.. come puoi pretendere che un altro essere umano possa amarti o avere stima di te?
perchè si riduce tutto a questo alla fine, giusto?

Bene, e quindi che si fa se questa benedetta autostima è bassa o addirittura pari a zero? (in base poi a quale scala? boh)
Bè si inizia a lavorarci sopra, si prende consapevolezza di se stessi e del proprio valore, si leggono magari libri (un bel pò nel mio caso) e articoli, si ascoltano audio e si guardano video.... chiusi nella propria cameretta!

E che succede quando si esce fuori, quando si affronta veramente la realtà? Che tutti quei concetti che hai letto, studiato e che hai cercato di assimilare sembrano svenire, sembrano cancellarsi quando devi affrontare un progetto importante al lavoro, quando vedi una bella ragazza in strada che vorresti approcciare con tutto te stesso e non trovi il coraggio di buttarti, quando ti perdi nel cercare di raggiungere un obiettivo.

E allora si dirà che l'autostima si costruisce sul campo, con le esperienze? Benissimo, è sul campo che si cresce e si fanno le ossa!!
Ma allo stesso tempo i fallimenti, i pali, le cadute, le sconfitte metteranno a dura prova quel poco di autostima e di fiducia in se stessi che vagamente (e magari illusoriamente) ci siamo conquistati.

Quindi, come si trova l'equilibrio (semmai esiste) in questa sfida?

quando non ti interesserà più un assoluto c.azzo di avere la validazione degli altri la tua autostima tenderà a + inifinito

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handyman
9 ore fa, Sagittair ha scritto:

Io non parlerei di cameretta VS realtà, è un confronto di cui spesso si abusa su questo forum per avvalorare la tesi che se non ci si fa le ossa sul campo, non si cresce, non "si sviluppa l'autostima" ( che brutta frase questa, sviluppare l'autostima... quando invece la stima per se stessi, quella autentica... arriva da dentro...).

Comunque ... siamo proprio sicuri che la "cameretta" abbia così poco valore? 

io invece di chiamarla cameretta/libri/etc.. la chiamerei piuttosto conoscenza. Quindi il nostro VS diventa, CONOSCENZA VS Realtà.

La realtà possiamo tranquillamente chiamarla AZIONE 

E poi direi anche che più che essere un versus, un contrasto è un &, un associazione.

Quindi alla fine  CONOSCENZA & AZIONE

Ecco, questa secondo me è la formula magica

Senza conoscenza, senza quello stimolo di base che ti ha permesso di iscriverti a questo forum, cercare del materiale, documentarti, aprire la mente, non saresti qua a discutere di tutto questo con altre persone 

E senza azione, non saresti in grado di dare alcun peso alle parole che vengono spese a riguardo. Il tuo stesso livello di conoscenza sarebbe comunque troppo sterile, accademico, stilisticamente perfetto ma dannatamente artificioso ed inconsistente.

L'autostima di cui parli invece è davvero una bel soggetto, si potrebbe parlare per ore nel tentativo di identificare cosa sia o meno. Diciamo per ora, che è il prodotto della reazione innescata da CONOSCENZA ed AZIONE. 

Chi dice che essa "si sviluppa" principalmente sul campo sulla base della forza data dai successi, la confonde con l'ego. In realtà l'autostima la sviluppa molto di più un insuccesso. E' quello il vero motore per la crescita. Il successo ti lascia nella tua zona di comfort, insomma... perché dovresti muovere il culo se ottieni già ciò che volevi? 

E qui cadono a fagiolo due esempi:

Il natural, colui che per un motivo o per l'altro ha successo, ma non ha mai raggiunto la consapevolezza di ciò che sta facendo e per quale motivo lo stia facendo. Egli ha successo e tanto gli basta. La sua non è autostima, è ego. Nel momento in cui inzierà a sperimentare qualche insuccesso dubiterà di se stesso e non vi sarà realmente nulla di solido a cui potrà aggrapparsi. Principalmente egli non possiede conoscenza.  

Il topo da biblioteca, colui che conosce a menadito tutti i manuali di seduzione esistenti al mondo, che sa benissimo dirti cosa dovresti fare in qualsiasi situazione senza alcun dubbio ed esitazione, su di un forum, con i sui amici, etc tuttavia... quando si trova a un metro da una bella ragazza a cui vorrebbe parlare se ne scappa a mille km di distanza oppure anche se ottiene minimi risultati sperimenta costantemente l'insuccesso. Ecco, questo soggetto non possiede assolutamente una solida autostima, conosce l'insuccesso e probabilmente conosce ed identifica anche tutti i motivi, ma per una qualche astrusa ragione non sa come cavarsene fuori. Il fatto è che non si è mai realmente messo in gioco completamente, si è sempre tenuto a debita distanza dal pericolo e per questo motivo non lo conosce realmente.        

Concludendo... l'autostima è una piantina che va coltivata a conoscenza ed azione per poter diventare un bel albero con radici solide e sopravvivere alle tempeste della vita. 

Forse questa è la risposta che stavo cercando.

Però, quando tu dici:

9 ore fa, Sagittair ha scritto:

Il fatto è che non si è mai realmente messo in gioco completamente, si è sempre tenuto a debita distanza dal pericolo e per questo motivo non lo conosce realmente.  

Magari non si è mai realmente messo in gioco perchè non è consapevole dei propri mezzi, non crede in se stesso e nel proprio valore... che però puoi scoprire solo agendo.
Questo è a tutti gli effetti un fottuto circolo vizioso, da cui come se ne esce?
Probabilmente l'unica è capire la necessità di fallire per "raffforzare" tutto il tuo inner game...

 

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Sagittair
9 minuti fa, handyman ha scritto:

Questo è a tutti gli effetti un fottuto circolo vizioso, da cui come se ne esce?

Hai ragione, è un circolo. Entro certi limiti è un vero e proprio circolo. Dico entro certi limiti perché ovviamente non è  lecito sacrificare tutto sull'altare del miglioramento personale. 

Come se ne esce? Ti sfugge un dettaglio, il circolo non è auto-alimentante. Va sempre costantemente alimentato ed il suo prodotto non rimane all'interno del circolo stesso,  ma va a costituire il bagaglio di esperienze della persona che lo mette in atto. E' questo bagaglio, sedimentato nel tempo e filtrato con il sistema di valori e di credenze personali a costituire lo zoccolo duro dell'autostima.   

Il circolo può quindi essere virtuoso, e produrre nel tempo autostima oppure vizioso, e distruggere nel tempo autostima.

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comeback

Hai centrato un punto chiave di molti insuccessi nella valutazione del processo di crescita personale e nella vita in generale. Tra l'alto un argomento estremamente affascinante nella vita.

L' autostima si lega al concetto di fiducia, del valore attribuito a se stessi, della percezione positiva o negativa che abbiamo di noi stessi contestualizzati nella vita e nell'ambiente in cui viviamo.

Un solo ingrediente stimola l'autostima: i risultati.

Alcuni esempi.

Domani se tu riuscissi a coinvolgere 10/20/30/50 persone in un progetto, una idea, un semplice evento da organizzare, diventeresti a livello più o meno inconscio un leader. La tua autostima salirebbe nettamente sulla base di una esperienza concreta.

In una settimana se tu ricevessi 5/10 attenzioni concrete da tipe di un certo livello, non di semi disperate che potrebbero contattare chiunque, la tua autostima salirebbe in maniera esponenziale e sono convinto che il tuo game andrebbe da 0 a 100 da solo, ergo in maniera naturale.

Nel caso tu costruissi un fisico importante con l'attività fisica, non saresti spaventato di 2/3 kg 'brutti' messi su con le uscite estive. Avresti infatti prova tangibile di una strategia vincente, un metodo e costanza per ottenere dei risultati che sai di poter bissare. 

Nel caso tu riuscissi a conseguire una laurea importante o ottenere un buon lavoro o addirittura una promozione o un aumento del contratto, tutto in ambienti competitivi, la tua autostima salirebbe sulla base di risultati difficili ottenuti attraverso bravura, lavoro duro, costanza.

Potresti rovesciare gli esempi, avresti la stessa autostima?

Il vero limite dei libri sta nell'adorazione della teoria che c'è dietro, che rimanere teoria se non accompagnata da un lavoro almeno 4 volte superiore nella realtà. Paradossalmente i libri aiutano a dare razionalità a coloro che a volte mancano anche totalmente di basi di buon senso, non so per rendere un esempio citerei persone che hanno un approccio subdolo alla vita, alle interazioni sociali, alla seduzione o hanno paura delle donne e dei rifiuti, o hanno una vita senza metodo. 

Ritengo la vita stessa un libro dal quale attingere lezioni che diventano esperienze e sulle quali si costruiscono strategie, metodi e visioni.

Insomma evitare la trappola della letteratura perchè l'autostima si fonda sul concreto, sul risultato, altre deviazioni sono una sorta di stati di autoesaltazione , a volte persino più pericolosi dell'inazione perchè ti pongono in una visione illusoria di te stesso che facilmente viene buttata giù dalla realtà.

Concludo, tra l'altro molti libri mancano di un elemento chiave della vita, imparare a gestire i fallimenti e trovare soluzioni. I fallimenti esistono a tutti i livelli, da una sortita andata a male con n-tipe, al lavoro, ad un insuccesso sociale o professionale, molto spesso i libri o la produzione in generale della crescita personale rendono l'idea effimera che se non è andata bene è dovuto al fatto che sei scarso, che il tuo gioco è inadatto, che in breve hai un gap da recuperare e che una volta saldato il conto tornerai sul mercato vincente come pochi. 

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Roose Bolton
27 minuti fa, comeback ha scritto:

 I fallimenti esistono a tutti i livelli,

Ma come? sul mystery method c'è scritto che posso conquistare le donne più belle del mondo senza problemi.

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comeback
10 minuti fa, Roose Bolton ha scritto:

Ma come? sul mystery method c'è scritto che posso conquistare le donne più belle del mondo senza problemi.

Le più belle di sicuro, ovviamente anche da poveraccio.

Tornando seri, i libri si fondano sulle paure e le aspirazioni di ognuno: successo, popolarità, molte fighe, soldi.

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kamus17

Beh è chiaro che l'autostima nella seduzione è la parte e forse è il fulcro principale da cui partire.

Se noi ne soffriamo l'unico modo che abbiamo per superarla è semplicemente come hai detto te "parlando con altra gente, uscendo e facendo nuove conoscenze”. Ma soprattutto, abbiamo la possibilità di svilupparla il più velocemente possibile se lavoriamo insettori che ci metti in continuo contatto con la gente o con un pubblico differente (es. baristi, edicolanti..ecc). Insomma lavori in cui sei costretto a uscire dalla tua comfort zone anche se non ne hai voglia.  Mi vengono in mente anche lavoretti come i porta a porta o i ragazzi dell'Unicef con la divisa blu e che vedete girare nelle stazioni o ai parchi, credo che entrambe siano ottime palestre dove temprare la propria pazienza ai continui rifiuti e dove se sei un minimo bravo puoi cominciare ad applicare alcune tecniche di vendita, testare la psicologia e la reazione dei tuo interlocutori

Insomma la pratica è fondamentale ma nel mentre bisogna continuare con la teoria per correggersi.

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