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robinbreak
Inviato
8 minutes ago, BackDoorMan68 said:

No.

Cambierà la figura del magazziniere.

Verrà ridimensionata la parte manuale e aumenterà la parte relativa al "controllo qualita', gestione risorse e supervisione del magazzino sempre piu' automatizzato"

Cambierà il nome della figura professionale? Forse. Come gli spazzini che si chiamano operatori ecologici, ma sempre magazziniere sarà.

Magari mi guardo il video e forse ne riparliamo. Non l'ho giudicato importante perché il tuo discorso non è affatto una novità. Sul piano tecnologico è simile all'avvento dei trattori ai primi del 900, che tolse, inizialmente, lavoro ai braccianti. Ma i contadini esistono ancora.

Io parlo di ridimensionamento in termini di numeri assoluti. Se ad oggi ci fossero (non so) 200,000 magazzinieri in Italia, tra 10 anni forse ce ne saranno 150,000 e probabilmente in media tre volte piu' cazzuti e produttivi dei magazzinieri di 10 anni prima.

12 minutes ago, BackDoorMan68 said:

Sul piano sociale mi è sembrato offensivo nei confronti dell'utente che fa il magazziniere. La logica padronale. Io so' io e voi non siete un ca**o. Ma siamo tutti nella stessa barca. Anche tu sei sostituibile quanto lui. A meno che tu non sia un dirigente di Amazon, di Apple o Big G (e quindi al vertice) il tuo posto di lavoro non è al sicuro, e parlare di un magazziniere nei termini in cui ne hai parlato tu è solo offensivo. Non ci vedo niente di geniale e non vedo perché il magazziniere non possa chiedere un aumento al capo.

A me piace essere offensivo. Quando corro il rischio di offendere significa che sto toccando un tasto dolente in generale, e comunque e' bello essere franchi.

Come ho detto in qualche post precedente, io sono assolutamente sostituibile, ma il sostituirmi comporterebbe perdite di quote di mercato. Quindi si' licenziarmi e' fattibile, e io che sono consulente vivo con questa "spada di damocle" sulla testa molto piu' che i dipendenti, perche' io posso essere mandato via da un momento all'altro e senza una motivazione, o nemmeno una lettera di comunicazione. Il mio cliente puo' entrare domani in ufficio e dirmi semplicemente "non ho piu' bisogno di te", ed io devo iniziare a fare le valigie.

Il farmi fuori pero' comporta un certo danno all'azienda... cioe' se mi scoprono a rubare o ubriaco in cantiere, allora non ho dubbi che lo facciano... ma altrimenti devo scazzare veramente di brutto a livello di responsabilita' per essere fucilato.

E sul "Io so' io e voi non siete un cazzo" LOL .... la frase esatta secondo me sarebbe "io non sono un cazzo, e voi siete meno un cazzo". Stiamo misurando differenze tra granelli di sabbia.

Inoltre, io da questo forum mi aspetto di interagire con persone che vogliono migliorare la propria vita, e magari anche la vita di coloro che si circondano.

Il ragazzo stesso ha detto che fare il magazziere e' solo un'occupazione temporanea finche' non trova di meglio. E per questo l'ho anche catechizzato. Non si insulta il lavoro. Ogni lavoro, anche il piu' umile e merdoso, risolvendo un problema, e' per definizione degno di essere eseguito.

Cio' pero' non significa porre un freno al miglioramento, anzi esattamente il contrario!

Ci sono lavori oggettivamente di merda (per mille motivi). Esistono le tecnologie per rimpiazzarli. Esistono i cazzuti che queste tecnologie in un certo qual modo le implementano (e guardate che non sto parlando solo di ingegneri, ma di persone proattive in generale).

E allora perche' rimanere nella categoria dei lavori di merda piuttosto che non provare ad entrare a far parte dei cazzuti?

Altro che logica padronale, e' un dato di fatto: se le aziende prosperano, di conseguenza prosperano (ovviamente in maniera minore) anche i dipendenti e financo la comunita'.

A me sembra un win-win collettivo

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WonderfulWorld
Inviato (modificato)

CI sarà sempre chi snobba qualcun'altro. Il mondo è pieno di soprusi

Modificato da WonderfulWorld
fffff98
Inviato
24 minutes ago, Kagan said:

Eh vero. Ma molto spesso perché l'80% fa schifo in matematica e economia non è una materia scientifica dura come ingegneria, ma neanche lettere, quindi la speranza c'è.

Ecco come ragiona il 90% di quelli che fanno economia, anche se non lo ammetteranno mai.

(io faccio economia, tra l'altro)

Il problema è che pure il concetto di concorrenza sembra sparire, ormai i soldi si accentrano sempre più, e o sei un fuoriclasse assoluto che rinuncia alla vita, o letteralmente raschi il fondo.

E in futuro sarà sempre più così, più benessere generale, ma capitale accentrato in pochi e moltissimi poveri o con reddito medio basso. Magari pure laureati, ma con skill non all'altezza per far parte dell'élite.

 

Io ti dico:

purtroppo il numero di laureati in economia è oggettivamente superiore alle richieste del mercato. Te lo dico "mano sul fuoco" perchè lavorando nel settore dell'IT ho a che fare con grosse società di Milano e mi capita di interfacciarmi con chi lavora nel settore finanziario/manageriale di queste società.

Per essere assunto e far carriera in Italia nel settore economico, visto il sovraffollamento serve un voto di laurea ALTO (minimo 100) e una magistrale fatta in università prestigiose.

Ovvio che se mi dici, secondo te sono criteri oggettivi? NO assolutamente. Ma hai voluto la bici...

Spezzo una lancia a favore dell'università Bocconi ad esempio. Per lavoro mi capita di andare ad eventi a Milano relativi al mondo della finanza/tecnologia (senza scendere in dettagli, l'azienda per cui lavoro si occupa di digitalizzare i processi di acquisto delle grandi imprese e gestire il flusso di cassa). OH precisando che l'età media è over 30 GLI UNICI miei coetanei a questi eventi eran tutti studenti di Bocconi. Tutta gente col mindset giusto, che voleva spaccare. Vuoi che magari venendo da buone famiglie son stati cresciuti bene ma sti cazzi a chi dice che quel tipo di università è un "pascolo per i figli dei benestanti"

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robinbreak
Inviato
2 hours ago, Maldoner said:

Sapresti dirmi, in breve ovviamente, le differenze tra il lavoro in Italia e quello d'oltreoceano? Ci sono grandi differenze? La mentalità del lavoro è molto diversa? C'è più meritocrazia,?Burocrazia? Voglia di fare? Possibilità?

 

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Inviato
21 minuti fa, fffff98 ha scritto:

Io ti dico:

purtroppo il numero di laureati in economia è oggettivamente superiore alle richieste del mercato. Te lo dico "mano sul fuoco" perchè lavorando nel settore dell'IT ho a che fare con grosse società di Milano e mi capita di interfacciarmi con chi lavora nel settore finanziario/manageriale di queste società.

Per essere assunto e far carriera in Italia nel settore economico, visto il sovraffollamento serve un voto di laurea ALTO (minimo 100) e una magistrale fatta in università prestigiose.

Ovvio che se mi dici, secondo te sono criteri oggettivi? NO assolutamente. Ma hai voluto la bici...

Spezzo una lancia a favore dell'università Bocconi ad esempio. Per lavoro mi capita di andare ad eventi a Milano relativi al mondo della finanza/tecnologia (senza scendere in dettagli, l'azienda per cui lavoro si occupa di digitalizzare i processi di acquisto delle grandi imprese e gestire il flusso di cassa). OH precisando che l'età media è over 30 GLI UNICI miei coetanei a questi eventi eran tutti studenti di Bocconi. Tutta gente col mindset giusto, che voleva spaccare. Vuoi che magari venendo da buone famiglie son stati cresciuti bene ma sti cazzi a chi dice che quel tipo di università è un "pascolo per i figli dei benestanti"

Mhh, dipende cosa intendi. 

Tutti quelli che vengono da economia? 

Quindi finanza, marketing, management, contabili, econometrici, macroeconomisti? 

O ti riferisci solo a uno specifico segmento? (scommetto economia aziendale) 

Back Door Man
Inviato

La laurea è inflazionata. Perché riconcorrere il titolo di stidio a tutti i costi fra tutti questi cazzuti come dite voi?

Sono decenni che sento ripetere gli stessi discorsi.

Io valuterei percorsi alternativi, invece che cazzuti di qua, e cazzuti di là, e se ci hai palle, e mutande di ferro.

Sono discorsi abusati. FUFFA.

 

fffff98
Inviato
29 minutes ago, Kagan said:

Mhh, dipende cosa intendi. 

Tutti quelli che vengono da economia? 

Quindi finanza, marketing, management, contabili, econometrici, macroeconomisti? 

O ti riferisci solo a uno specifico segmento? (scommetto economia aziendale) 

Di preciso:

finanza

data science (che ipotizzo sia sempre una roba sulla finanza)

marketing

economia aziendale

 

Queste le aree che so di preciso essere inflazionate. Tieni presente che peró non sono un esperto e ti parlo "alla buona" ho un amico che si è laureato in finanza con 97 e dice di avere mille offerte di lavoro al mese. Io ti parlo di quello che sento dire dalle big corporation

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fffff98
Inviato
28 minutes ago, BackDoorMan68 said:

La laurea è inflazionata. Perché riconcorrere il titolo di stidio a tutti i costi fra tutti questi cazzuti come dite voi?

Sono decenni che sento ripetere gli stessi discorsi.

Io valuterei percorsi alternativi, invece che cazzuti di qua, e cazzuti di là, e se ci hai palle, e mutande di ferro.

Sono discorsi abusati. FUFFA.

 

Ci sono alcuni intoppi pratici, se vuoi far l'avvocato dove vai senza laurea?

La laurea non puó essere saltata se vuoi lavorare nella giurisdizione o nel settore medico. Per il resto sì, ad oggi la si puó anche non prendere

Inviato

Secondo me per assolutismi non si va lontano, la laurea serve soprattutto in ambito scientifico. Il problema semmai è come sono strutturati alcuni corsi di laurea, o meglio quanto poco ti preparino davvero al mondo del lavoro. Detto questo per lavorare in certi ambiti un pezzo di carta occorre averlo, poi da lì si parte. O almeno è quello che spero di fare io, iniziando in un ambito abbastanza specifico con l'idea di diventare capace e perciò "non così facilmente sostituibile".

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fffff98
Inviato
3 minutes ago, Improve Your Skill said:

Secondo me per assolutismi non si va lontano, la laurea serve soprattutto in ambito scientifico. Il problema semmai è come sono strutturati alcuni corsi di laurea, o meglio quanto poco ti preparino davvero al mondo del lavoro. Detto questo per lavorare in certi ambiti un pezzo di carta occorre averlo, poi da lì si parte. O almeno è quello che spero di fare io, iniziando in un ambito abbastanza specifico con l'idea di diventare capace e perciò "non così facilmente sostituibile".

Dipende cosa intendi con ambito scientifico. Io riporto la mia esperienza e dico che nel settore dell'IT la laurea tecnicamente non serve a nulla, se non come barriera all'ingresso. Il discorso del mindset che ti da il percorso di studi ecc... non voglio discuterlo perchè non è che uno che non studia in quei 6 anni del suo concorrente universitario non impara a gestire i progetti ecc... le gare vanno in parallelo.

Uno dovrebbe fare (come feci io) più colloqui possibili appena diplomato, da giugno a settembre e poi decidere con le opportunità raccolte se andare avanti a studiare o meno, per evitare l'anno sabatico.

 

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