^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 Il 5/3/2020 alle 00:53 , Liam Miller ha scritto: Come si crea un team maschile di supporto? mi interessa capire, ho apprezzato molto tutti i moduli di predator clan ma sarò riuscito ad assorbirne il 30%. Quando faccio Game riesco ad usare solo principi base e cerco di non fare errori, e ho dei risultati , ma non sono al vostro livello, Ad esempio comunicazione diabolica è geniale ma non riesco ad applicarla è troppo difficile per me.. uguale i pattern e come riesci anche nei video a trascinare l’attenzione del interlocutore in modo magistrale ammiro davvero questa abilità, io anche per riuscire a fare un transitioning dall opener ad agganciarmi a un discorso sensato , ho bisogno di fare tanti approcci e tanta tanta pratica diverse volte leggo questa cosa del team maschile, mi interessa, sicuramente nella mia visione limitata della realtà ci sono molte cose che non riesco a vedere Il Modulo VII Dark Alliance vi è dedicato, non solo LTR maschile ma anche con le femmine, il primo sottomodulo "Selezione" ne è un inizio importante. Filtro filtro filtro. È descritto nel Modulo VIII Dark Mastery, Sottomodulo "Ninja Clan". E sono fondamentali per la comprensione sistemica e la giusta posizione di ognuno nel sistema Social System e Social System Expansion #1 Probabilmente anche la sola applicazione religiosa dei nove principi del System di "Expansion #1" farebbe metà del lavoro. Nel capitolo 2 di The Hurricane ci sono preziosissime informazioni sul come iniziare senza dover convincere, persuadere, vendere un'idea. Escape Plan ne è un'antologia. Escape+Plan+Intro.mp4 Cambiando il sesso del Target in Target Avatar I e II si scoprono le note del tuo profumo sui maschi, gli effetti che vuoi e puoi portare alla loro vita e come possano essere piatti rotanti che girano a bassa manutenzione. Il Clan stesso, a partire dalla mia rinuncia al 66% degli incassi per favorire la condivisione in gruppi di tre in carne ed ossa, passando per la condivisione di un percorso e di alcuni valori come la flessibilità, il senso di possibilità e la fame di meraviglia, la tensione verticale verso l'ignoto, è un catalizzatore di gruppi di supporto tattico strategico per maschi. Flore Maleficarvm nel Modulo I è un percorso che, in linea con l'umore e le possibilità dei mesi autunnali, invernali e primaverili, addestra alla tattica, al pensiero rapido e alla costruzione di social circle sinergici capaci di funzionare sul field in estate quando il tempo per pensare e farsi seghe mentali è perso insieme al Kairos già passato. Nel Modulo II l'argomento è Re, non Principe, e il testo di transizione propedeutico al Modulo III, POWER TO FASCINATION, rappresenta un framework sul quale montare e far girare la sinergia maschile win win. Vorrei linkarti più sotto moduli del Clan inerenti, i progetti ci sono da anni, ma la maggior parte delle persone non riesce a capire che devo lavorare per chi paga o sono chiuso e senzatetto in una settimana. Se le persone si attivano al mensile una volta ogni sei mesi o un anno - o fanno attivare tra venti quello che ha pescato il bacchetto più corto - credendo così di scaricare tutto senza spendere... Non trovano quasi nulla di nuovo dato che non posso produrre in rimessa di tempo (tempo aziendale = costi fissi che galoppano) e denari, e mi tocca non produrre per il Clan che non paga e fare altro. Se il 30% non di quelli cui sto sulle palle o che non sono clienti, ma di quelli che adorano il Clan stessero abbonati al mensile, I costi base sarebbero coperti e potrei decidere, trovando da qualche parte i soldi per produrre, se produrre i moduli mancanti o se sviluppare qualcuno dei tanti progetti abbozzati, che in ogni caso andrebbero tra i bonus del Clan. Sarebbe almeno una scelta. Non credere non mi girino a suggerirti così pochi sotto moduli e prodotti. Basterebbe che un 30% capisse che potenziale c'è a non essere il solito proiettile in gelatina balistica che vuole arraffare tutto senza contribuire. Ma è inutile esortare o spiegare, lo dico per l'esperienza di tutti gli appelli che ho fatto in tal senso. Ovvio che se solo uno o due capiscono la sinergia potenziale, il loro gettone non cambia di una virgola la questione e la produzione. Bedauern, Percival, OdetoJoy e 4 altri ha reagito a questo 2 5
DatFreeman [Élite] 3711 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 3 ore fa, Roose Bolton ha scritto: Mi sto documentando su questo esperimento, è molto interessante come cosa. 3 ore fa, Improve Your Skill ha scritto: Ho appena letto qualcosa sull'esperimento comunque, una roba assurda (nel senso mi sta intrippando un sacco) Di cosa state parlando?
Giraluna [Partecipante] 9662 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 1 ora fa, Roose Bolton ha scritto: i risultati sono quelli. È inutile che la citi perché è già stata citata da Aivia. E se vorrà rispondere, ben venga. Di mio continuo questa discussione parallela e contingente al thread. La capisco. A me capitò una volta solo. Non in ltr. Con un ragazzo che all epoca aveva 32 anni. Io sette in meno. Fu anche il caso in cui mi accorsi di non essere diciamo come la norma. Tagliando molto corto: era la seconda volta che andavo da lui e già al mattino, appena sceso dal letto, grattata di chiappa e rutto liberatorio. La notte prima già tirò fuori la storia della stanchezza da lavoro. All epoca sapevo qualcosina su come funzionano gli uomini, non di certo quanto ne so ora. Mi era chiaro che non ero io a non eccitarlo. Era qualcosa che riguardava lui. Il suo stile di vita. E la sua testa. La sensazione del rifiuto che l autrice ha descritto so benissimo di che cosa tratta. Hai voglia. Non di quella da morta di pene. Semplicemente desideri l uomo in questione. Hai lo sfriccichio in mezzo alle gambe. E lui niente. Una ameba. Una sensazione incivile, per certi versi. Per altri, ricollegandomi anche a quei discorsi lugubri, vogliono il buco fisso e poi non sanno che farsene o non lo sanno adoperare. Chiaramente se a 28-30 credono di avere già fatto tutto, è naturale che poi il poco che viene fatto ha lo slancio di un salame gettato in mezzo al corridoio. A volte credo che sia proprio la certezza di essere in ltr che smonti tutto. Si fermano li. Un po come quando Human scrive che si fermano e fanno ltr per non perdere l occasione. E che non si tratti di drive sessuale basso. Secondo me è il drive mentale ad essere più lento rispetto a quello di un maschio a varietà sessuale. Non so se mi sono spiegata: l uno è congruente all altro; se hai uno stile di vita morboso lavorativamente e di testa, s influenza quello del testo, della spinta e viceversa.
Gamebred [Élite] 7841 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 41 minuti fa, Maldoner ha scritto: Di cosa state parlando? Ero curioso anche io, ho cercato "universo 25" su Google... Cerca "fogna comportamentale" su internet o Wikipedia. Esperimenti condotti da un etologo sulla sovrappopolazione, sui ratti. Risultati davvero interessanti. DatFreeman e Roose Bolton ha reagito a questo 2
Caraibika [Élite] 2380 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 48 minuti fa, Gamebred ha scritto: Ero curioso anche io, ho cercato "universo 25" su Google... Cerca "fogna comportamentale" su internet o Wikipedia. Esperimenti condotti da un etologo sulla sovrappopolazione, sui ratti. Risultati davvero interessanti. Tempo pochi anni e i risultati dell'esperimento saranno visibili tutto intorno a noi, hanno già predisposto l'ambiente adatto e piazzato le cavie...
Roose Bolton [Partecipante] 6467 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 1 ora fa, Giraluna ha scritto: Con un ragazzo che all epoca aveva 32 anni. Può sembrare una cavolata, ma spesso incide anche la varietà dei circoli sociali che una persona frequenta. Più uno è abituato ad avere a che fare con persone di età diverse, più sarà difficile che diventi un trombone già intorno ai 30. Ma se il Mario Verdi di Isernia, abituato ad uscire solo e soltanto con i 3 o 4 amici delle medie, te lo porti ad una serata di 20enni, ecco che spuntano " sono tutti ragazzini " " mi sento a disagio " " ai miei tempi non esistevano i computer " " cosa è tiktok?". Che a me può stare anche bene, tranne se poi cercano di trascinarti nel loro frame di merda. Certo io non dico di voler fare i giovani a tutti i costi, ma già rapportarsi alle persone senza pregiudizi legati all'età è un inizio. 1 ora fa, Gamebred ha scritto: Ero curioso anche io, ho cercato "universo 25" su Google... Cerca "fogna comportamentale" su internet o Wikipedia. Esperimenti condotti da un etologo sulla sovrappopolazione, sui ratti. Risultati davvero interessanti. Alcune conclusioni fanno accapponare la pelle. DatFreeman e Dr_Epic69 ha reagito a questo 1 1
^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 5 ore fa, Orph ha scritto: Io le cose davvero belle le ho vissute da li in crescendo. Prima si passa dal Bryanferrismo al Casanovismo e ci si sente upgraded. Quando poi si passa dal Casanovismo al Bundytismo... Cita Io le cose davvero belle le ho vissute da li in crescendo. Marco_drake e Percival ha reagito a questo 1 1
Back Door Man [Élite] 11694 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 Il 6/3/2020 alle 18:37 , Dr.Scalper ha scritto: Bellissima questa discussione, me la archivio fra i preferiti. Mi spiace per la ragazza in questione, ma spero che con i consigli dati possa risolvere questa situazione. Si risolverà comunque in ogni caso. Ho anch'io un po ' di domande, che magari richiederebbero un 3d a parte ma cerco di essere sintetico. Data la situazione attuale, che martella sia la donna che l'uomo medio, più o meno come un grillo nella camera di scoppio di un motard.. quale può essere l'epilogo tra 10-20 o 30 anni?100? Quanto ancora può durare secondo voi questa situazione disfunzionale? Non so se creperò prima di vedere un cambio di rotta ma sono solo curioso di sentire i pronostici, come io ho i miei. Altra cosa.. Sono dell'idea che man mano che aumenta la complessità di una struttura sociale, più aumentano i disturbi ad essa correlata. O meglio ne nascono proprio di nuovi. Ansia sociale, intossicazione digitale, senso di inadeguatezza, sindrome dell'impostore... non so voi ma io 5000 anni fa non ce li vedo i nostri antenati, a fare la seduta di terapia dalla psicologa mestruata che gli spiega il concetto di autostima. E quindi mi chiedo, riguardo alla gelosia: non potrebbe essere in parte frutto di un'evoluzione psicologico/educativa. Non mi riferisco in termini biologici (in passato è chiaro che cercavi di portare avanti i tuoi geni e non quelli di un altro), mi riferisco più a quella attuale. Al quel senso di fastidio/orgoglio che un individuo prova quando qualcosa di "suo" è in mano a qualcun altro e manifesta di stare bene. A a che fare ancora con la chimica o è una cosa creata ad hoc dalla nostra cultura/istruzione grottesca? Se ascoltiamo Morelli ci direbbe che noi seminiamo, ma non seminiamo nulla che non sia insito. Quanto c'è davvero di insito e quanto c'è di inculcato nella gelosia/possessività di oggi? Se potessimo viaggiare in una dimensione parallela, dove i moduli del clan sono obbligatori nelle scuole almeno fino al 4° o 7°, e dove gli individui vivono secondo la loro natura, forse avremmo la risposta. Che è, per certi tratti, molto simile a ciò che mi chiederei, se un giorno dovessi alzarmi e scrivere un libro fantapolitico dal titolo "se le escort costassero 10 euro". Mi chiedo se saremmo in grado di ricalibrarci, di cancellare la lavagnetta, e soprattutto se sul lungo periodo ci sia una ricetta che può funzionare... sia come società , che per il singolo individuo privo di guinzagli. Non so se la vedrò mai, questa isola, ma credo che nel frattempo continueremo a sgranocchiare ancora un po' di vetro. Però mi interesserebbe molto sentire i vostri pareri. Molto bene. Riprendo questo intervento per far partire un ragionamento. C'è curiosità, c'è capacità di ragionare, facciamone un trampolino. Proviamo. Intanto ho il telefonino e non ci lavoro bene come col computerozzo, sicché sarà una bozza, ma può andar bene per essere ripresa. Voliamo più in alto. Parlerò a titolo personale. Da parte mia ho avuto un personalissimo percorso di vita come ognuno ha avuto il suo. Nessuno ha vita uguale a un altro. Quindi ci saranno tempi diversi, percorsi diversi, ambienti diversi. Ma tutti ci si accorge, prima o poi, che il Sistema che ci propongono, che ci dicono di vivere, non funziona. Allora, se non siete dalla parte di chi ci guadagna in questo giochino malato avrete scovato qualche bug. A quel punto è solo questione di fermarsi e smettere di pensare perché le risposte che vi vengono da dentro vi mettono in crisi oppure scegliere di continuare. Ci sarà un punto di non ritorno. Dopo che l'hai passato non accetterai di fingere e tornare indietro. Avrete messo in discussione tutto. E i conti non vi torneranno. Saprete che la vostra opinione sincera può mettervi nei guai. Non vi sto dicendo di arruolarvi in qualche gruppo di ribelli impropriamente chiamati terroristi da altri terroristi. Solo di essere sinceri con voi stessi e dalle prime conclusioni farne una base certa da cui proseguire. E allora ragionare comincia a diventare divertente. A volte sarà faticoso e doloroso ma vi sentirete veri. Non saranno più chiacchiere di circostanze. Per paura che il contenuto vada cancellato per cappelle varie possibili col telefonino e i minitasti mi fermo qui. Ma una premessa l'ho scritta. Proseguiremo. Sintesi di dove vorrei arrivare: approccio multidisciplinare a quello che chiamate inner game. Senza compartimenti stagni. Primo bug del sistema: dobbiamo lavorare per vivere. Non siamo autonomi. Usiamo dei fogli di carta filigranati e truccati che come fiches dobbiamo avere e gestire. Non sono monete d'oro. Non hanno un valore vero. Sono garantite da qualcuno. Quel qualcuno che ha bloccato i conti bancari dei greci, gli ha detto i soldi sono i tuoi ma me li tengo io. Puoi prendere 50 euro al giorno dei soldi tuoi, fai la fila per prenderli, ti filmo mentre piangi, metto il video in rete e ci spavento gli altri. Vi piace essere trattati così? Come mai vi hanno promesso lavoro e poi il lavoro non c'è? Se non c'è lavoro salta tutto. E perché ci sono mille divieti? E perché si va in chiesa la domenica? E perché è vietata la bigamia? Perché essere gay era considerato un disturbo mentale? Perché esisteva la buoncostume? Tutte ste domande sembrano una cazzata. Ma se te ne fai un bel po' e gli dai delle risposte tue, sincere, indipendenti, ti salta il banco del castello di carte. Xeniade, ^'V'^, Percival e 1 altro ha reagito a questo 3 1
Giraluna [Partecipante] 9662 Inviato 7 Marzo 2020 Inviato 7 Marzo 2020 2 ore fa, Roose Bolton ha scritto: diventi un trombone già intorno ai 30. Lui era un musicista. Bassista. Il suo circolo l aveva. Non era giovane. Coetanei. C era anche l amica lesbica. Se penso che all epoca, il fatto che avesse avuto 8 donne, mi pareva una cifrona scoppio a ridere. Imparai col tempo che il maschio inizia a capirci qualcosa dalle 20 in su. Era bravo a letto. Fu a lui che diedi il primo anale. Era però immischiato in sbattimenti lavorativi che lo stressavano. Credo che, davvero, ad una certa tipologia di uomini lo stress lavorativo al posto di aumentare la spinta all esterno ed alla varietà faccia solo il contrario. Non aveva pregiudizi. La sua migliore amica era la ragazza lesbica di cui sopra. Secondo me il maschio ha così tante responsabilità in questa società odierna, che aumentano col tempo, da non starci davvero più dietro. E lo scrivo con dispiacere.
Questo è un messaggio popolare. ^'V'^ [Aivia Demon] 175056 Inviato 7 Marzo 2020 Questo è un messaggio popolare. Inviato 7 Marzo 2020 3 ore fa, BackDoorMan68 ha scritto: Quel qualcuno che ha bloccato i conti bancari dei greci, gli ha detto i soldi sono i tuoi ma me li tengo io. Puoi prendere 50 euro al giorno dei soldi tuoi, fai la fila per prenderli, ti filmo mentre piangi, metto il video in rete e ci spavento gli altri. Ohhh siii 😻 Merda che bello. Hai video? 3 ore fa, BackDoorMan68 ha scritto: Ci sarà un punto di non ritorno. Dopo che l'hai passato non accetterai di fingere e tornare indietro. Avrete messo in discussione tutto. E i conti non vi torneranno. Saprete che la vostra opinione sincera può mettervi nei guai. Non vi sto dicendo di arruolarvi in qualche gruppo di ribelli impropriamente chiamati terroristi da altri terroristi. Solo di essere sinceri con voi stessi e dalle prime conclusioni farne una base certa da cui proseguire. E allora ragionare comincia a diventare divertente. A volte sarà faticoso e doloroso ma vi sentirete veri. E' molto interessante secondo me comprendere come mai la differenza tra assassino e serial killer sia che l'assassino lo fa una volta - umano - e poi ne paga il prezzo con se stesso e col mondo, mentre il serial killer continua a perseverare in quello che è sbagliatissimo e terribile, per cui è disumano e malato. Il militare, il soldato, uccide in guerra una volta e poi lo fa altre volte. Egli non solo è riconosciuto come sano di mente e idoneo a maneggiare pertanto armi da guerra, ma anche accuratamente selezionato. Ed è in grado di uccidere il target. E rifarlo. E rifarlo. Allora il Serial Killer è malato di mente o scelto tra i più idonei mentalmente? Il boia che esegue le condanne a morte è malato di mente o selezionato con perizia? Il soldato e il boia sopprimono il nemico pubblico, il loro delitto è pubblico, esprime un modo di pensare comune all'interno del gruppo di appartenenza dell'assassino. Agiscono pertanto in nome di un'ideologia condivisa, con un mandato esplicitato o implicito della comunità a cui possono delegare la responsabilità del fatto. Quando la responsabilità è diluita... perché uno si sente legittimato e supportato dagli altri, o è diluita perché uno non si sente responsabile, si arriva alla soglia d'azione necessaria ad uccidere. Ora, questo significa che sicuramente ci sono nella storia boia che hanno ucciso in modo seriale per motivi molto più futili e stupidi di alcuni serial killer. Perché era il labelling della società a mandarli. Labelling per cui ad esempio sta rischiando dieci anni di gabbia negli USA una donna, etichettata come criminale, la quale si è tolta la maglietta per imbiancare casa dato che sudava e due minori le hanno così visto le tette. Non sono delle persone. In altri tempi o latitudini, lo stesso labelling avrebbe potuto far scattare la pena capitale, eseguita dal boia. Ci sarebbe moltissimo altro da dire su assassini mandati da responsabilità estrinseche e assassini mandati da responsabilità intrinseche di cui sembrano non curarsi. Ma non volevo parlare di omicidi. (Nemmeno prima parlando di Bundytismo). Cita Ma tutti ci si accorge, prima o poi, che il Sistema che ci propongono, che ci dicono di vivere, non funziona. Allora, se non siete dalla parte di chi ci guadagna in questo giochino malato avrete scovato qualche bug. Esattamente come il terrorista, la mina vagante che uccide secondo criteri suoi all'improvviso e chissà dove, è un bel problema per la società. Non uccide per rabbia, non per avidità, ma per un desiderio incomprensibile a molti di terminare i propri... simili(?) L'omicidio rappresenta una relazione fra due persone. Una relazione terminale. Oppure fra una comunità e un'altra, fra una comunità e un altro individuo interno o esterno. Questo sistema relazionale non si basa sul normale scambio ed accettazione più o meno fluida delle differenze, ma sulla regola "se io, l'altro no". Il criterio con cui la mente del serial killer seleziona chi no, le vittime, i nemici, è un criterio esattamente come quello con cui la comunità sceglie i suoi. Il che può essere stupidissimo e fuori di testa, o biologicamente sensato. Il che dipende se a mandare è un uomo che sa cosa stia facendo, o se a mandare è una mandria di bestie che alzano la mano stile concilio di nicea. Il quale uomo si prende la responsabilità ed è uno che la sente, non è uno che non la sente. E nemmeno uno che la deve diluire su tutti "stavamo solo eseguendo degli ordini game". Che tipo di uomo è costui? Qui c'è un bug. Ha a che fare con il cosiddetto inner game. C'è, nel rapporto fra vittima e serial killer e tra individuo e società, una totale, pregiudiziale, irreversibile complementarietà del rapporto. Io sì tu no, io domino tu sei dominato, io vinco tu sei vittima. La quale complementarietà è confermata non dalla mente del serial killer - società, ma dalla conferma decisiva della vittima, che ha un atteggiamento di paura e soggezione del parner (comunità o serial killer). E' interessante notare la prova del nove di questo assunto, ovvero che in moltissime occasioni quando le vittime potenziali di un serial killer sono riuscite non a combattere, non a scappare, ma a stabilire un rapporto simmetrico (io sì tu sì) e paritario col serial killer... egli ha tendenzialmente desistito dal proposito omicida. Nonostante la supposta "incontrollabilità" degli impulsi omicidi che caratterizzerebbero questi "malati mentali" che fanno esattamente il lavoro dei soldati più sani di mente, ma obbedendo ad un comandante intrinseco e non estrinseco. Uno dei più feroci serial killer yankee, Ed Kemper, risparmiò una ragazza con cui era uscito perché questa era stata "gentile" con lui, non spocchiosa, non sgarbata. Lei non sapeva con chi avesse a che fare, non lo aveva fatto per strategia, ma per educazione, disciplina. Kiritsu. Sembrerebbe una scemenza, ma smette di esserlo se si considera che lei era la figlia del detective che stava indagando su Kemper e che questi aveva una voglia matta di colpirlo mediante la figlia. Allora se si smette di pensare al Serial Killer come persona e si trasla il concetto alla società di bestie i cui criteri e le cui ideologie oltraggiano il savio e lo fanno vergognare di condividere partizioni di codice Sapiens con quelli... E che è, la società, esattamente quella mina vagante capace di uccidere (o colpire) secondo suoi criteri arbitrari anche il retto, il giusto, quando e dove decide di colpire... L'inner game che rende simmetrico il game verso il system cieco e democratico nelle sue scemenze riguardo sesso e relazioni - oltre al resto. E' quello del ribelle? No. Del lamentoso vittimista? No no no. La gentilezza e la ferma certezza di essere pari, simmetrici, io sì tu sì (le pecore ai pastori, lo dico da un po' di anni) sembrano, insieme ad una serena risata, un buon punto di inizio per l'inner game. Cosa c'entra con il rapporto con una tipa che non riesce a capire che sei un maschio perché è parte di una società di bestie inutili? Secondo me c'entra. Sovente mi soffermo a pensare a cosa rispondere a quanti mi chiedono cosa dire ad una tipa che non capisce-accetta le basilari differenze ed esigenze biologiche... E poi però penso che le tipe che sto frequentando in modo più fisso e mi accettano come sono, maschio e lesbicaccia al contempo, beh, sono stato gentile. Elegante. Rispettoso delle loro radici culturali, delle persone che sentono come in-group, anche se per me sono bestie inutili, non persone (qualcuno potrebbe pensare... target segnalati da mandamento intrinseco, ma non faccio il macellaio). Insomma, io sono ok, tu e i tuoi siete ok, vediamo nelle reciproche differenze se c'è modo di addivenire a collaborazioni win win. Se non c'è ti mollo lì, non perché sei diversa, o meglio o peggio di me, ma perché non ci sono cose buone per noi due in questa relazione simmetrica. OdetoJoy, Woozie, Marco_drake e 10 altri ha reagito a questo 9 4
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